La Cina si schiera dalla parte della Palestina

La Dichiarazione di Pechino rafforza l'idea che la risoluzione dei conflitti globali sia ormai Made in China. Ma rappresenta anche un ostacolo agli sforzi statunitensi e israeliani per creare un governo palestinese collaborazionista dopo la guerra di Gaza.

La Cina si schiera dalla parte della Palestina

Pepe Escobar
thecradle.co

HONG KONG - La Dichiarazione di Pechino, firmata all'inizio di questa settimana, costituisce un altro straordinario successo diplomatico cinese, ma il documento va ben oltre l'affermazione dell'influenza cinese.

La riunione dei rappresentanti di 14 fazioni palestinesi impegnati in una piena riconciliazione ha dimostrato al mondo intero che la strada per risolvere dei problemi geopolitici [apparentemente] intrattabili non è più unilaterale: è multipolare, multi-nodale e vede la Cina, membro dei BRICS/Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (SCO), come leader ineludibile.

Il concetto di Cina come superpotenza pacificatrice è ormai così consolidato che, dopo il riavvicinamento Iran-Arabia Saudita e la firma della Dichiarazione di Pechino, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha detto al suo omologo cinese Wang Yi a Pechino che Kiev è ora finalmente pronta a negoziare la fine della guerra per procura NATO-Russia in Ucraina.

I palestinesi giunti a Pechino erano raggianti. Per il vicepresidente di Fatah Mahmoud al-Aloul, "la Cina è una luce. Gli sforzi della Cina sono rari sulla scena internazionale".

Il portavoce di Hamas, Hussam Badran, ha dichiarato che il movimento di resistenza palestinese ha accettato l'invito cinese "con spirito positivo e responsabilità patriottica". Tutte le fazioni palestinesi hanno raggiunto un consenso sulle "richieste palestinesi per porre fine alla guerra", aggiungendo che la parte "più importante" della dichiarazione riguarda la formazione di un governo che costruisca il consenso nazionale palestinese per "gestire gli affari della popolazione di Gaza e della Cisgiordania, supervisionare la ricostruzione e creare le condizioni per le elezioni".

La proposta cinese in "tre fasi"

Wang Yi è andato al sodo: la questione palestinese, ha detto il ministro degli Esteri cinese, è al centro di tutto in Asia occidentale. Ha sottolineato che Pechino

... non ha mai avuto interessi egoistici nella questione palestinese. La Cina è stata uno dei primi Paesi ad aver riconosciuto l'OLP [Organizzazione per la Liberazione della Palestina] e lo Stato di Palestina e ha sempre sostenuto fermamente il popolo palestinese per il ripristino dei suoi legittimi diritti nazionali. Ciò che apprezziamo è la moralità e ciò che sosteniamo è la giustizia.

Ciò che Wang non ha detto - e non ne aveva bisogno - è che questa posizione è la posizione schiacciante dei BRICS+, condivisa dalla Maggioranza Globale, compresi, in modo cruciale, tutti i Paesi musulmani.

È tutto in un nome: tutti nel prossimo futuro noteranno che questa è la dichiarazione di "Pechino", che sostiene inequivocabilmente una sola Palestina.

Non c'è da stupirsi che tutte le fazioni politiche si siano presentate all'occasione, impegnandosi a sostenere un governo palestinese indipendente con poteri esecutivi su Gaza e la Cisgiordania occupata. Ma c'è un trucco: questo avverrà subito dopo la guerra, che il regime di Tel Aviv vuole prolungare all'infinito.

Ciò che Wang Yi ha lasciato in qualche modo implicito è che la coerente posizione storica della Cina a sostegno della Palestina può essere un fattore decisivo per aiutare le future istituzioni di governo palestinesi. Pechino propone tre passi per raggiungere questo obiettivo:

Primo, un cessate il fuoco "completo, duraturo e sostenibile" a Gaza, il prima possibile, e "l'accesso agli aiuti umanitari e al soccorso in loco".

In secondo luogo, "sforzi congiunti" - che presuppongono il coinvolgimento dell'Occidente - per "una governance postbellica di Gaza secondo il principio dei 'palestinesi che governano la Palestina'". Una priorità urgente è il riavvio della ricostruzione "il prima possibile". Pechino sottolinea che "la comunità internazionale deve sostenere le fazioni palestinesi nella creazione di un governo provvisorio di consenso nazionale e nella realizzazione di una gestione efficace di Gaza e della Cisgiordania".

In terzo luogo, aiutare la Palestina "a diventare uno Stato membro a pieno titolo delle Nazioni Unite" e ad attuare la soluzione dei due Stati. Pechino sostiene che "è importante sostenere la convocazione di un'ampia conferenza di pace internazionale, più autorevole e più efficace, per elaborare un calendario e una tabella di marcia per la soluzione dei due Stati".

Con tutti i suoi alti obiettivi, soprattutto quando è palesemente chiaro che Israele ha de facto insabbiato la soluzione dei due Stati - come testimonia il recente voto della Knesset che rifiuta qualsiasi Stato palestinese - almeno la Cina propone senza mezzi termini ciò che la Maggioranza Globale considera unanimemente come un risultato equo.

Da notare anche la presenza, alla firma della dichiarazione, di diplomatici dei paesi BRICS, Russia, Sudafrica, Egitto e Arabia Saudita, oltre a diplomatici di Algeria, Qatar, Giordania, Siria, Libano e Turchia.

Il genocidio come trattamento di benessere

Ora confrontate la brillante mossa diplomatica della Cina con il Congresso degli Stati Uniti che ha tributato 58 standing ovation allo psicopatico capo di Israele che spaccia la nozione di genocidio come trattamento di benessere.

L'accoglienza da eroe di Bibi Netanyahu a Washington porta la nozione di psicopatologia collettiva a nuove vette. Eppure, la complicità nel genocidio di Gaza non è esattamente un'eccezione alla regola quando si tratta della leadership politica americana.

Le "élite" politiche dell'Egemone - con l'aiuto franco-britannico - sono state anche attive collaboratrici e hanno fornito le armi per l'oppressivo bombardamento e il blocco saudita ed emiratino dello Yemen che, in nove anni, ha causato, collettivamente, un numero di morti civili persino superiore a quello di Gaza. La carestia in Yemen è lungi dall'essere finita, eppure questa è stata una guerra completamente invisibile all'Occidente collettivo.

Alla fine, il karma ha finito per fare la sua parte. La Cina ha promosso il riavvicinamento tra l'Arabia Saudita e l'Iran, mentre Riyadh è diventata un membro dei BRICS+ e si è impegnata a fondo nel processo di de-dollarizzazione, in cui sta emergendo il petroyuan.

Inoltre, il movimento di resistenza yemenita Ansarallah è riuscito da solo a umiliare la Marina statunitense. La "vendetta" USA-Regno Unito è stata quella di aprire un altro fronte di guerra, bombardando le installazioni yemenite per proteggere la navigazione israeliana nel Mar Rosso e nelle vie d'acqua circostanti.

Mentre lo Yemen continua a essere in guerra su due fronti - contro l'Egemone e Israele, tenendo d'occhio le potenziali truffe saudite - la Palestina continua a essere decimata da un Israele completamente sostenuto dagli Stati Uniti. La Dichiarazione di Pechino non avrà alcun significato se non verrà attuata. Ma come?

Ipotizzando anche solo un successo parziale, la dichiarazione potrebbe essere in grado di mettere i bastoni tra le ruote all'assoluta impunità dell'agenda Tel Aviv-Washington perché, dopo l'accordo di Pechino, trovare un governo palestinese collaboratore per perpetuare l'occupazione potrebbe essere molto più difficile.

Tutte le fazioni palestinesi sono ora in grave debito con la Cina; le dispute interne dovranno cessare. In caso contrario, per Pechino si tratterebbe di una grave perdita di credibilità.

Allo stesso tempo, la leadership cinese sembra assei consapevole del fatto che questa scommessa è una scommessa del Sud globale, che mette a nudo l'ipocrisia dell'egemone davanti a tutto il mondo. Proprio come l'accordo tra Arabia Saudita e Iran concluso a Pechino, l'ottica non potrebbe essere più propizia, soprattutto se paragonata al rifiuto israelo-americano di un cessate il fuoco significativo.

Una vera unità della Palestina darà anche più forza ad ogni iniziativa globale presso le Nazioni Unite, la Corte internazionale di giustizia (CIG) e altri forum globali.

Tutto questo, però, impallidisce di fronte ai terribili fatti sul campo. Gli israeliani ideologicamente genocidi - pienamente sostenuti dalla "leadership" politica statunitense - continuano a farla franca con ciò che vogliono veramente: la strage e la pulizia etnica di milioni di palestinesi, cosa che, in teoria, dovrebbe portare ad una maggioranza demografica assoluta per l'espansione di Israele in tutte le terre palestinesi.

Questa tragedia non si fermerà presto. La Dichiarazione di Pechino non la farà cessare. Solo la decisione dell'Egemone di interrompere le forniture di armi a Tel Aviv potrà fermarla. Oggi, invece, quello che vediamo a Washington sono 58 standing ovation per il genocidio.

Pepe Escobar

Fonte: thecradle.co
Link: https://thecradle.co/articles/china-throws-clout-behind-palestine
26.07.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pepe Escobar è un analista geopolitico e autore indipendente. Il suo ultimo libro è Raging Twenties. È stato politicamente cancellato da Facebook e Twitter. È possibile seguirlo su su Telegram.

Commenti (23)

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Mostra commenti 23 caricati
    1. Cleon XIII 31 luglio 2024

      Purtroppo i sicari della banda di gangster e macellai che stanno sterminando il popolo di Palestina hanno ucciso Ismail Haniyeh, capo dell'ufficio politico di Hamas. In Iran le moschee hanno issato la bandiera rossa della vendetta.

      Durissimo discorso di Khamenei:

      "Vendicare il sangue di Ismail Haniyeh è uno dei nostri doveri perché l'assassinio è avvenuto nelle nostre terre"

      Il Primo Ministro del Qatar:

      "Gli omicidi politici e il continuo prendere di mira i civili a Gaza mentre i colloqui continuano ci portano a chiederci: come può avere successo la mediazione quando una parte assassina il negoziatore dell'altra parte?"

      Dichiarazione del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (pasdaran):

      Questo crimine dovrà affrontare una risposta dura e dolorosa da parte del fronte della resistenza, in particolare della Repubblica Islamica dell’Iran.
      Il martire Haniyeh era tra le personalità di spicco delle circa 110 delegazioni straniere invitate dall'"Assemblea d'Onore del Consiglio Islamico" a partecipare alla Cerimonia di insediamento del 14° Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, che negli ultimi anni, soprattutto dopo la storica operazione di "Tempesta di Al-Aqsa", ha compiuto numerosi viaggi nel nostro Paese.
      Indubbiamente, questo crimine del regime sionista dovrà affrontare una risposta dura e dolorosa da parte del potente ed enorme fronte della resistenza, in particolare dell’Iran.

    1. BrunoWald 29 luglio 2024

      Vorrei ricordare un pò a tutti che mettersi a discutere sul regime cinese o sulla questione del Tibet significa fare il gioco di coloro che vogliono distogliere l'attenzione dal tema di fondo, che è l'occupazione della Palestina e la pulizia etnica del suo popolo.

      Questa iniziativa del governo di Pechino va senza dubbio applaudita, ma non si può nemmeno ignorare il fatto che la Cina è uno dei 164 stati membri dell'ONU che continua a riconoscere Israele.

    1. pieros 29 luglio 2024

      E sì che i cinesi di occupazioni illegittime se ne intendono.(tibet)
      Così come di movimenti di resistenza ( vedi uiguri)

    2. Nonso 29 luglio 2024

      Tanti uiguri, a chi tanti amanti ha

    3. Giudice Holden 29 luglio 2024

      Non riesci a notare una piccola differenza tra una terra che è stata parte dell'impero cinese dal 1300 al ventesimo secolo, ed una che è stata abitata da palestinesi per duemila anni? Accomunare Tibet e Palestina così superficialmente non ha alcun senso.

    4. LuxIgnis 29 luglio 2024

      Il Tibet è Cina da secoli, basta andarsi a guardare la storia. E la temporanea divisione fu sollecitata e attuata dagli Inglesi. Come al solito direi. Andati via gli inglesi con la rivoluzione culturale i cinesi si son ripresi quel che è loro.

      Per quanto riguarda gli Uiguri è una delle tante balle che l'imperialismo occidentale rifila su tutti i paesi che non gli aggradano, come Iran, Repubblica democratica popolare di Corea, Cuba, Venezuela, ecc.
      Chissà perché in questi paesi avvengono sistematicamente genocidi, frodi alle elezioni, accuse (sic!) di imperialismo.
      Tornando agli Uiguri è molto strano notare che questi in Cina hanno avuto l'esenzione dalla politica del figlio unico quando era in vigore e caso più unico che raro della storia la loro popolazione è cresciuta nel tempo nonostante il genocidio, che tanto viene sbandierato dalle prostitute occidentali, in atto.
      E si dimentica di dire alcuni Uiguri essendo islamici hanno partecipato e attuato atti di fondamentalismo con attentati. Da qui una certa opera di repressione da parte del governo cinese. Ma qui toccherebbe chiarire una cosa. Ma i fondamentalisti islamici piacciono agli occidentali? Perché sembra che quando fanno attentati che ci aggradano allora sono dei santarellini, combattenti per la libertà, od opposizione moderata.
      Ma poi qui non permettiamo (islamici in generale) neanche che portino il velo.
      Uhf, toccherebbe decidersi!

    5. Giovanni M 29 luglio 2024

      Lascia stare che qui per la maggior parte la Cina è santa e intoccabile... beati loro che ci credono.

    6. A.P. 29 luglio 2024

      Mi interessa il tuo punto vista, non fermarti, cerca di articolarlo, perché così è troppo riduttivo.

    7. LuxIgnis 29 luglio 2024

      Qui non si tratta di difendere la Cina che ha i suoi lati oscuri ma ha anche tanti pregi che qui ce li sogniamo.
      Qui si tratta di capire perché in un sito di contro informazione venga fatta della informazione, ergo propaganda, da parte di alcuni commentatori, anti cinese di stampo atlantista e foraggiata dalla CIA e dalla élite europee.
      Nonostante poi molta di questa propaganda è stata smontata sia da articoli sia da commentatori, come il credito sociale, viene propinata continuamente, come se niente fosse.
      Sarà che son strano io che mi aspetto da un sito di contro informazione di non trovare la propaganda becera che posso trovare su Repubblica. Ma magari un analisi un po' più approfondita che cerchi un po' più la verità che la menzogna.
      Ma forse è chiedere troppo.

    8. Giudice Holden 29 luglio 2024

      Temo che tu chieda troppo La propaganda che viene rovesciata giornalmente dai media nostrani (Iran, Cina, Russia cattivi, Nato ed Israele buoni) ha gioco facile col cervello di troppe persone per non trovarne qualcuna anche qui.

    9. gabedo 29 luglio 2024

      Beh ci sono delle evidenze incontestabili: Cina cultura millenaria, usa/UK/Francia/Svezia/Olanda ecc cultura da Neanderthal. Cina decenni senza partecipare a guerre..... Lascio a te concludere il ragionamento

    10. alduccio 29 luglio 2024

      Discorso lungo,
      brevemente: per il poco che ne so, da letture varie: il Tibet ha fama di spiritualità raffinata, però era una dura teocrazia schiavista.
      Un inglese diceva che se il Tibet ha diritto di essere indipendente anche il Galles lo ha.

    11. Cleon XIII 29 luglio 2024

      La propaganda anticinese è molto radicata in Italia, anche fra le frange d'opinione antisistema. Essa è cominciata molto tempo fa, con la montatura del "massacro" di Piazza Tinenanmen. Si aspettavano che dopo il crollo dell'URSS quello della RPC seguisse a ruota, ma così non è stato. La politica americana è sempre stata furiosamente anticinese a partire da Clinton toccando la punta massima con Obama. Ricordiamo che la Cina non ha partecipato a nessuna delle guerre promosse dalla "comunità internazionale, anche quando è stata attaccata (attacco missilistico NATO all'ambasciata cinese in Iraq, atto banditesco che, due anni fa, la Cina ha ricordato con queste parole: "non dimenticheremo mai.."). Giova anche ricordare la frase pronunciata da Xi nel discorso del suo insediamento: "La Cina non esporta rivoluzioni. La Cina non esporta problemi." E, per ultimodue domande: Quante sono le basi militari Cinesi fuori dal territorio della RPC? Quante sono le basi americane fuori dal territorio degli USA?
      Quando e se il rapporto sarà 1:1 si potrà, forse, parlare con una certa dignità intellettuale di "Imperialismo Cinese"

    12. Cleon XIII 29 luglio 2024

      A proposito del credito sociale, quella non è una buona idea, è un'ottima idea. Serve, fra le altre cose, a distribuire reddito in un paese che ha un numero di cittadini che è, diciamo, un po' superiore a quello dei paesi occidentali. Le politiche sociali ed economiche in Cina sono pianificate e impostate su un modello di gradualità e si accompagnano sempre al consenso dei cittadini. Se non lo si sapesse, in Cina esistono i conflitti sociali, ci sono scioperi e manifestazioni, più che qui in Italia. I Cinesi non sono una massa di pecore lobotomizzate, l'struzione pubblica è promossa e finanziata e c'è uno sforzo per elevare la qualità delle università. 10 milioni di laureati ogni anno, di cui un terzo sono ingenieri. Il PCC non è un think tank da quattro soldi come la Rand Co, è un'organizzazione che detiene interamente il potere politico e lo esercita capillarmente, coinvolgendo la partecipazione dei cittadini a partire dai quartieri di residenza. Loro la chiamano democrazia. Piaccia o non piaccia (e io comprendo benissimo che possa non piacere), la Cina - a differenza degli USA - ha una visione del mondo molto diversa dal rozzo suprematismo e obiettivi di largo respiro. In questo momento persegue quello dell'espansione dei consumi interni, del benessere diffuso (materiale e culturale) e della crescita del PIL pro capite.
      Se poi per democrazia intendiamo le ONG americane, tedesche, svedesi, inglesi ecc che promuovono cambi di regime e "lotte" per i diritti più strampalati che nessuno si sognerà mai di chiedere, siamo d'accordo, in Cina non c'è.

    13. ric 2 agosto 2024

      la CINA ha tutti i diritti di regnare sul TIBET.

      altrimenti si ritrova con i missili degli sporki luridi yankee in t
      Tibet puntati sulla CINA:_

    14. ric 2 agosto 2024

      mi sembra piu' che giusto viva la santa CINA !

    15. absitiniuriaverbis 3 agosto 2024

      Il Tibet è tante cose ma soprattutto acqua.

    1. BrunoWald 28 luglio 2024

      "Straordinario successo diplomatico cinese", che però non cambia nulla sul terreno, perché solo l'egemone potrebbe metter fine alla carneficina in atto, mentre invece tributa 58 standing ovation al buon Bibi... Se vi sembrano chiacchiere incoerenti non incolpate me, per favore: è quello che ci sta dicendo Pepe Escobar.

    2. Cleon XIII 29 luglio 2024

      Appunto. E' importante, però, che la Cina abbia indicato le organizzazioni della resistenza Palestinese, compresa Hamas, come referente politico. Questo infrange la narrazione degli Ebrei che liquidano la questione come "guerra al terrorismo". E' sottinteso che il piano cinese potrà essere messo in atto soltanto dopo la sconfitta militare di chi occupa illegalmente la terra di Palestina.

    3. A.P. 29 luglio 2024

      Perchè sono chiacchiere incoerenti? Dunque la Cina dovrebbe puntare i missili su Washington e intimare agli Usa il cessate il fuoco agli israeliani? I cinesi hanno fornito la loro opinione, si sono espressi sui fatti; semplicemente, perché l'europa non ha fatto la stressa cosa? Non lo fa perché sarebbero chiacchiere incoerenti?

    4. Cleon XIII 29 luglio 2024

      La Cina ha fatto molto di più che esprimere un'opinione. Nei paesi NATO Hamas, Jihad Islamica, FPLP e le altre fazioni sono considerate ORGANIZZAZIONI TERRORISTE che gli USA potrebbero colpire come e quando vogliono appellandosi all'extraterritorialità delle leggi approvate dopo l'11/9. I dirigenti della RPC li hanno invece ricevuti tutti, come hanno ricevuto ambasciatori e capi di stato di tutti i paesi del mondo.Significa che considerano la Resistenza Palestinese un movimento di liberazione nazionale legittimato a combattere contro Israele e hanno presentato la loro proposta per avvicinare tutte le fazioni. La Resistenza Palestinese ha l'appoggio politico della Cina.

    5. BrunoWald 29 luglio 2024

      No. Mi riferivo alla retorica di Escobar, che definisce "straordinario successo diplomatico" qualcosa che, come lui stesso ammette, non cambia la realtà sul terreno.

      Ciò detto, è importante che il mondo riconosca la resistenza palestinese come legittimo interlocutore, e la Cina ha compiuto un passo doveroso, che l'Europa invece non compirà mai perché è succube degli ebrei e del loro golem atlantico. I miei rispetti al governo di Pechino.

      I palestinesi però continuano a soffrire in modo indicibile, mentre i loro carnefici non solo non intendono fermarsi, ma vogliono estendere il conflitto rischiando la scalata nucleare. Più che puntare i missili su Washington, bisognerebbe rompere ogni relazione con l'entità sionista, anche perché non esiste nessun margine di negoziato. Non ci saranno mai "due stati" in Palestina: questa pseudo-soluzione è sempre stata un inganno, e a questo punto è del tutto evidente.

    6. Sony 29 luglio 2024

      È che sono troppo abituati al modus operandi degli americani....la Cina dovrebbe agire come loro per essere credibile. La Cina invece dimostra di giocare benissimo le sue carte, la Cina vuole solo continuare a crescere senza avere rogne. Lo.sta spiegando in tutti i modi e da un po, soprattutto agli americani a noi invece è da un po che spiega che dobbiamo svegliarci e riacquistare la nostra credibilità ma niente noi non afferriamo.

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