LA BELLEZZA IMPRIGIONATA

Pensieri sulla bellezza come bene comune e sulla strategia del brutto come mezzo di dominio.

LA BELLEZZA IMPRIGIONATA


Di Eleonora Volpe


In passato, venivano costruite opere di fruibilità comune – cattedrali, palazzi, monumenti, fontane, edifici di vario uso per la collettività – di grande bellezza e armonia. Per realizzarle venivano ingaggiati grandi ingegneri, architetti e artisti di spicco. Aristocratici e mercanti facevano a gara per finanziare opere di pregio che elevassero le loro famiglie e sigillassero il loro nome nella storia. Oggi, opere magnifiche e imponenti, di grande valore artistico, come beni per la collettività, sono rare in Europa. Dietro, vi sono senz'altro problemi di ordine economico, ma anche (e forse soprattutto) motivazioni di altro genere, di controllo sociale.

Il bello conduce al piacere dei sensi, ma non è solo un godimento estetico. Il bello è anche un fenomeno psicologico e, in definitiva, etico, sia individuale che di massa. Per gli antichi greci, il bello scaturisce dall'armonia delle varie componenti. E armonia significa equilibrio. Non a caso, per Dostoevskij il Bello è associato al Bene, al divino, ovvero alla forma più alta di spiritualità. Il bello, in ultima analisi, è gioia. Togli il bello dalla vita degli umani e togli loro, assieme al godimento estetico, anche il senso dell'armonia e lo stimolo a cercare un equilibrio interiore. Senza il quale, inevitabilmente, l'individuo diventa più vulnerabile allo sbilanciamento psicologico, allo sconforto, alla depressione, all'infelicità.

Chi va a visitare una città si reca nei centri dove può godere di fontane, monumenti, cattedrali; chi va fuori porta sceglie i boschi, i laghi, le montagne, difficilmente (se non per motivi particolari) sceglierà di infliggersi la vista di periferie fatiscenti, capannoni arrugginiti, case popolari monoformi e strade cosparse di buche e di spazzatura, dove regnano bruttezza e squallore, e dove sono relegati e costretti a nascere, vivere e morire milioni di esseri umani dalle scarse possibilità economiche.

L'ordinamento attuale non sembra affatto interessato a promuovere il benessere materiale e psicologico, ma piuttosto a imporre modelli culturali e sociali depressivi, quando non irrazionali e perfino subliminalmente satanici, che rendano gli individui più impegnati nella lotta per la sopravvivenza quotidiana, che nello sviluppo personale. Meno liberi, più facilmente manipolabili.

Imporre il brutto è una necessità per il vertice della piramide sociale, quella categoria che non esiterei a definire mafia globale, perché le rende più facile catturare e dominare l'anima umana, rendendola dipendente dalla sola materialità. Negli ultimi decenni, il trash viene sistematicamente elevato ad arte, architettura, musica, moda. I jeans stracciati, tanto per fare un piccolo esempio, il must di milioni di giovanissimi, in realtà cosa sono se non veri e propri stracci? Simboli di miseria alla quale gli occhi si devono assuefare, la povertà che diventa una cosa normale. E i tatuaggi, ai quali in Occidente ormai si sottraggono pochissimi? In tempi lontani facevano parte di una simbologia sacrale, magica, avevano funzioni di coesione tribale, di appartenenza a popoli minacciati che difendevano la loro terra e la loro individualità. In tempi più recenti erano simbologia di mare, di pirateria, di galeotti. Oggi, nella superficialità imperante, hanno perso quei significati sociali e spirituali, scadendo nella solita "moda" (e le mode non vengono forse imposte da qualcuno, dall'alto?) che conduce milioni di individui a deturpare il proprio corpo in modo permanente, nello stesso ordine di idee che vuole lo stupro della Natura, del Bello e dell'Armonia, inchinandosi al loro esatto opposto.

Con questi e altri, più occulti, meccanismi i think tank globalisti operano per livellare, sminuire, opprimere, ingabbiare l'Umano e distruggerne la resistenza, la ragione e lo spirito. Con il dilagare della Stupidità Artificiale e di migliaia di database, stanno creando la Matrix perfetta.

«Eppur si muove!», disse Galileo. Il Male, l'Inganno, il Caos, tutto ciò che non ha senso, che infrange le leggi dell'universo, vincono nel breve tempo, perché giocano sporco, ma nel lungo termine – forse molto lungo – sono destinati a infrangersi, infine, contro la potente architettura del Bene e della Verità, a cui tutto tende.

Di Eleonora Volpe

05.10.2026

eleonoravolpe.it


Fonte:

https://www.eleonoravolpe.it/pensieri/



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