Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org
Ho sempre avvertito come un'abile farsa tutte le scelte politiche di Trump.
La conquista della Groenlandia, l' attacco al Venezuela, la distruzione definitiva dell' arsenale atomico dell' Iran.
Tuttavia, c'è qualcosa di epocale dietro questa complessa opera teatrale.
Trump è l' uomo che sta portando al massimo grado le contraddizioni del potere. Per spiegare bene questa affermazione mi occorre fare alcune precisazioni.
Chi governa il mondo? Di fatto, è una ristretta cerchia di uomini potentissimi e ricchissimi, i quali sono in grado di definire l' assetto politico di quasi tutti gli stati del mondo. All' interno di questa oligarchia è normale che si verifichino tensioni e spaccature.
È quello che si sta verificando già da qualche tempo: la riedizione del caso Epstein ne è il sintomo più recente. Nulla si sarebbe saputo delle pratiche perverse dei potenti, se non vi fosse stato un elemento interno a scatenare il caso. Ovvero, Trump. La legge che autorizza le autorità giudiziarie americane a pubblicare i documenti di un' indagine, iniziata trent'anni fa con le deposizioni di una povera "sopravvissuta", riporta la sua firma.
Ma Trump fa comunque parte di quel sistema. Si tratta perciò di una frattura interna, di cui Trump rappresenta l' espressione. Ogni sua scelta politica è orientata, infatti, da un lato a rafforzare il suo potere autoritario interno agli Stati Uniti; dall' altro lato, a portare al massimo grado di tensione le relazioni con gli altri Stati del mondo: una tensione usata quasi come un deterrente nei confronti dei suoi reali nemici, ovviamente quelli interni. È come se portasse continuamente le cose ad un limite che, se superato, innescherebbe crisi internazionali senza ritorno. Se attaccasse l' Iran, ad esempio, vi sarebbe la possibilità concreta di un conflitto nucleare con Russia e Cina, che hanno già dislocato le loro navi nello stretto di Hormuz: un conflitto impossibile da sostenere per gli Stati Uniti e per la NATO.
Trump è una contraddizione ormai impossibile da eliminare. Di fatto, se fosse tolto di mezzo, come si tentò di fare durante la sua campagna elettorale, gli Stati Uniti precipiterebbero in una guerra civile e si troverebbero a dover risolvere le tensioni con l' estero aperte da Trump.
Ecco adesso, quale ennesima e sconcertante trovata, la creazione del Board of Peace: questa creatura trumpiana si spiega come l' ultimo tassello di una precisa strategia. Il nuovo organismo internazionale creato da Trump, di fatto parallelo all' ONU, ha lo stesso obiettivo di tutte le precedenti iniziative: mettere in crisi gli avversari interni, sabotando i loro stessi strumenti di controllo mondiale, rafforzando il proprio potere personale.
Di fronte a questo scontro tra titani, cosa può fare un comune mortale? Ogni forma di potere, quando vi è la possibilità di smascherarne i reali processi interni, viene delegittimato e quindi indebolito.
Il potere ha bisogno di zone d' ombra, infatti: ha bisogno sempre di un consenso quasi o totalmente cieco.
Oggi, è ormai venuta alla luce la realtà di un potere gestito da pochi individui, i quali considerano il resto dell' umanità alla stregua di bestie sacrificali, o macchine da controllare.
In fondo, il sabotaggio di Trump delegittima anche il suo stesso potere.
Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org
23.02.2026
Stefano Vespo. Poeta e scrittore. Laureato in Filosofia, attualmente insegna lettere al Liceo di Nicosia. Sposato, vive a Sperlinga. Scrive su temi di politica e società su ComeDonChisciotte.
oriundo2006 26 febbraio 2026
Il suo agire mi ricorda quanto un comandante fa per disincagliare una nave finita in un basso fondale: un pò di qui, un pò di là, un poco avanti ma poi indietro tutta..e la nave non si muove di un passo.
Perchè ? Perchè vi è una contraddizione fondamentale negli stessi USA, una contraddizione terribile che ne determina altre a 'cascata'.
Può il liberismo spinto alle estreme conseguenze permettere ancora la presenza di uno 'stato', che pure vi ha dato luogo, che pure in questo ha ricavato la sua condizione 'eccezionalista', che oggi è egemone nel mondo intero, può ancora sussistere appunto tale stato conservando la sua identità originaria ?
Prima contraddizione. Questa lo contraddice in quanto stato nato e cresciuto in una dimensione storica precisa, latamente 'White' come le proteste di qualche tempo fa hanno indicato.
Secondo punto: si deve anch'esso 'sciogliere' in un mondo del Domani senza più stati, barriere, limiti, in una specie di mondo uniforme post-storico e post-ideologico ?
Limiti questi che sono anche scientifici, anche morali, anche 'fisiologici', 'genetici', del genere umano in sè ... limiti che sono precondizioni dell'agire 'orientato' consapevolmente.
Questi punti rimandano tutti agli argomenti della nostra cronaca.
Impongono scelte che divengono impossibili col 'liberismo' assoluto, che appunto le revoca come argomenti passatisti, argomenti che però si impongono alla nostra 'coscienza' di uomini...liberi.
Impensabile procedere senza una etica di supporto 'legittimante' ed inpensabile procedere dunque adottando il 'liberismo' a pena di un corto circuito logico autoinvalidantesi: ogni 'valore' cessa di essere tale.
Dunque, se il cosmopolitismo poteva e doveva portare a tutto questo come linea di tendenza e Trump l'ha negata, nel farlo ha dovuto implicitamente negare la base stessa dell' ideologia americana, il suo 'liberismo' spinto agli estremi, oltre sempre nuove 'frontiere', ponendosi in una contraddizione insuperabile.
Adesso non può conservare almeno parte delle libertà storiche, conservando appunto la sua identità originaria che giustifica, che legittima il suo potere attuale, senza però distruggere appunto la base ideologica che 'regge' le sue perduranti pretese egemoniche.
Questa è la terza contraddizione, 'politica'.
Questo processo logico-politico, se spinto agli estremi, porta chiaramente alla scelta di distruggere gli altri stati, ogni altro stato.
La nave yankee piano piano s'affossa soffocata dalle sue terribili contraddizioni che sono anche nostre e punta i cannoni verso tutto e tutti, volendo rimanere essa stessa sola nel mondo intero, come 'ens causa sui' mentre l'altro egemone, quello teologico, lo ha già preteso di suo da tempo.
Behemot contro il Leviatano. Il bestiario è completo...ma siamo sicuri che 'liberismo' non indichi il desiderio di farla finita con quest'altro 'egemone' ?