KURSK, BELGOROD, BRYANSK - IL PRESIDENTE PUTIN SI STA FORSE PREPARANDO PER UNA ISTANBUL-II?

KURSK, BELGOROD, BRYANSK - IL PRESIDENTE PUTIN SI STA FORSE PREPARANDO PER UNA ISTANBUL-II?

John Elmer
johnhelmer.net

Ricordate il vecchio adagio: i bastoni e le pietre mi spezzeranno le ossa, ma le parole non mi faranno mai del male.

Nel confronto portato avanti dagli Stati Uniti e dai loro alleati anglo-europei per distruggere la Russia a partire dal 1945, la guerra di propaganda è stata persa dai russi molte volte. Quella guerra sta ancora venendo persa.

Ma, per la prima volta dal 1945, la guerra sul campo di battaglia è stata vinta dallo Stato Maggiore russo.

L'unica incertezza è se il Presidente Vladimir Putin continuerà a limitare i piani di guerra dello Stato Maggiore affinché Putin possa andare a negoziare con gli americani la rinuncia alla smilitarizzazione e alla denazificazione del territorio ucraino tra Kiev e il confine polacco, e concedere al regime di Kiev il controllo senza ostacoli delle città a est - Kharkov, Odessa, Dniepropetrovsk.

Queste condizioni chiamiamole pure Istanbul-II. Come la bozza di termini siglata a Istanbul alla fine di marzo 2022, Istanbul-II equivale a scambiare la potenza militare russa dominante per firme statunitensi e ucraine su inutili e insinceri pezzi di carta.

L'amministrazione statunitense si dice convinta che Putin cederà. Ritiene inoltre che, mettendo in atto la sua guerra di punture di spillo - ovvero i bombardamenti di droni, artiglieria e missili lanciati dall'esercito ucraino, con la regia di Stati Uniti e Regno Unito - nel Mar Nero e nelle regioni di confine occidentali della Russia, le linee rosse e le minacce di ritorsione di Putin verranno smascherate come vuoti bluff. La stessa interpretazione delle intenzioni di Putin e la fiducia che possa accettare le condizioni degli Stati Uniti sono alla base del "piano di pace" per l'Ucraina dei consiglieri di Donald Trump. L'offerta del piano Trump di "qualche limitato alleggerimento delle sanzioni" riflette la convinzione di Washington che il gruppo degli oligarchi di Putin possa essere corrotto e spinga Putin a fare le stesse concessioni di "guerra congelata" che Roman Abramovich aveva fatto accettare a Putin per Istanbul-I - fino a quando lo Stato Maggiore non li aveva fermati entrambi.

Le restrizioni imposte da Putin alle proposte dello Stato Maggiore per neutralizzare le operazioni di sorveglianza aerea e di guerra elettronica degli Stati Uniti e della Gran Bretagna e i suoi ordini di restare in attesa mentre gli ucraini concentravano diverse migliaia di uomini, prima per entrare a Kursk e poi a Bryansk e Belgorod, sono ora visibili a Mosca come lo erano state a Washington.

Fonti di Mosca ritengono che sia stato il Cremlino a essere stato colto di sorpresa dall'attacco al Kursk del 6 agosto, non lo Stato Maggiore e l'agenzia di intelligence militare GRU. Queste ultime avevano correttamente letto le informazioni che arrivavano dal campo di battaglia e avevano chiesto il consenso di Putin per rispondere. A posteriori, ribattono "ve l'avevamo detto", facendo capire che le loro mani erano legate dagli ordini del Cremlino.

"La mia comprensione attuale", dice una delle fonti, "è che si tratti di punture di spillo che fanno male, ma che non sono pericolose per la vita. Per ora la Russia non prenderà altri territori oltre alle quattro regioni. Dovrebbero essere otto, ma è ovvio che Putin non ha la volontà e i militari non hanno la capacità di mantenerle. Quindi, per un po’, vedremo gli ucraini dentro Kursk. Ma la cosa va minimizzata, perché non si deve permettere che [Kursk] diventi una merce di scambio nei negoziati a cui punta la controparte".

Lo aveva detto lo stesso Putin, sottolinea la fonte, durante l'incontro del 12 agosto con il capo dello Stato Maggiore, Valery Gerasimov, e altri. "Queste azioni [a Kursk] mirano chiaramente a raggiungere un obiettivo militare primario: fermare l'avanzata delle nostre forze nel loro sforzo di liberare completamente i territori delle repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk, la regione della Novorossiya". Putin aveva aggiunto che: "Sta diventando sempre più chiaro il motivo per cui il regime di Kiev ha rifiutato le nostre proposte per una soluzione pacifica, così come quelle di mediatori interessati e neutrali.... Sembra che l'avversario voglia rafforzare la propria posizione negoziale per il futuro. Tuttavia, che tipo di negoziati potremmo avere con chi attacca indiscriminatamente i civili e le infrastrutture civili, o minaccia gli impianti nucleari? Cosa c'è da discutere con queste parti?"

"A questo punto è ovvio", commenta una fonte militare, "che gli americani e gli ucraini hanno deciso che Putin scenderà a patti se solo riusciranno a sottrarre abbastanza territorio alla Russia e a colpire dietro le linee russe... Gli ucraini si stanno dando da fare nel nord mentre il centro crolla. Ma sanno che, per quanto dispendioso sia, più a lungo restano all'attacco, peggio è per la leadership russa. Hanno anche capito che Putin non è disposto ad andare fino in fondo".

Questo è evidente anche nel Consiglio di Sicurezza di Mosca. Il vice-segretario del Consiglio, l'ex presidente Dmitri Medvedev, ha chiaramente espresso questo concetto in una sua dichiarazione su Telegram il 21 agosto, lasciando intendere che, fino a quando non l'avesse detto lui, nessun altro avrebbe osato: "A mio parere, negli ultimi tempi, anche teoricamente, c'è stato un pericolo: la trappola dei negoziati, in cui il nostro Paese potrebbe cadere in determinate circostanze, per esempio. Mi riferisco ai primi e inutili colloqui di pace proposti dalla comunità internazionale e imposti al regime di Kiev con prospettive e conseguenze poco chiare". Medvedev si riferiva a Istanbul-I. "Dopo l'atto di terrorismo commesso dai neonazisti nella regione di Kursk, tutto è andato a posto. Le chiacchiere di intermediari non autorizzati sul tema del bel mondo sono state interrotte. Ora tutti capiscono tutto, anche se non lo dicono ad alta voce. Capiscono che NON CI SARANNO PIÙ NEGOZIATI FINO ALLA COMPLETA SCONFITTA DEL NEMICO!" [Maiuscole di Medvedev].

Il riferimento di Medvedev alle "chiacchiere inutili di intermediari non autorizzati" è per il primo ministro ungherese Victor Orban, che aveva visto Putin al Cremlino il 5 luglio con il malcelato scopo di inviare un messaggio al candidato alla presidenza Trump, con cui Orban si era incontrato il 10 luglio. Per quella storia, cliccate qui.

Alcuni giorni prima dell'incontro con Orban, Putin aveva annunciato l'abbandono degli obiettivi di smilitarizzazione e denazificazione dell'Operazione Militare Speciale in cambio del "ritiro completo di tutte le truppe ucraine dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e dalle regioni di Zaporozhye e Kherson".

Questo cambiamento di obiettivo non è ancora stato riconosciuto dai media del Cremlino; è osteggiato dai militari russi e dalla maggioranza degli elettori russi. "La guerra è guerra - o andiamo in guerra o ci arrendiamo" - è uno slogan popolare sui social media russi per chiedere a Putin di smettere di ostacolare i piani dello Stato Maggiore.

"Il problema per i russi", commenta una fonte militare, "è che loro, specialmente il Cremlino, il Ministero della Difesa e il Ministero degli Esteri hanno perso la guerra della propaganda. Questo li mette in una brutta posizione, perché, per riprendersi, hanno bisogno di qualcosa di più che fermare e poi respingere gli ucraini a Kursk, o di una vittoria nel Donbass. Hanno bisogno di buttare gli ucraini fuori dalla guerra. Ma su questo Putin dice una cosa e ne fa un'altra".

L’attraversamento del confine ucraino era iniziato tra le 5 e le 5:30 del mattino del 6 agosto.

I primi rapporti del Ministero della Difesa di Mosca erano falsi. Nel pomeriggio del 7 agosto, il capo dello Stato Maggiore, Valery Gerasimov, in un briefing pubblico del presidente e di altri funzionari, aveva affermato che: "Alle 5.30 del 6 agosto, alcune unità delle Forze armate dell'Ucraina, con un massimo di 1.000 uomini, sono passate all'offensiva con l'obiettivo di catturare una sezione del territorio del distretto di Sudzha nella regione di Kursk. Le azioni congiunte delle unità di copertura del confine di Stato insieme alle guardie di frontiera e alle unità di rinforzo, gli attacchi aerei, le forze missilistiche e il fuoco di artiglieria hanno fermato l'avanzata del nemico nel territorio in direzione di Kursk... Completeremo l'operazione sconfiggendo il nemico e raggiungendo il confine di Stato".

Il numero delle forze ucraine era troppo basso, l'avanzata del nemico non era stata fermata, il ripristino del confine di Stato non è ancora arrivato dopo tre settimane di combattimenti. O Gerasimov la sapeva lunga e stava mentendo a Putin facendo propaganda pubblica oppure non sapeva quale fosse la situazione reale.

Il generale Gerasimov (a sinistra) in collegamento video legge il suo rapporto a Putin, seduto con il ministro della Difesa Andrei Belousov, il direttore del Servizio di sicurezza federale Alexander Bortnikov e Sergei Shoigu, ex ministro della Difesa e ora capo del Consiglio di sicurezza. La relazione era stata redatta in anticipo dal Cremlino, motivo per cui la lettura di Gerasimov non aveva deviato dal copione. Fonte: http://en.kremlin.ru/ -- alle 16:48. Riportato con un ritardo di tre ore da Boris Rozhin su Colonel Cassad -- 20:08. Rozhin e le sue fonti militari erano scettici; a Rozhin era stato detto di attenersi al copione di Gerasimov. Finché ha potuto, lo ha fatto.

I depistaggi dello Stato Maggiore erano stati ripetuti dalle uniche fonti mediatiche russe indipendenti non direttamente controllate dallo Stato: i blogger militari, i migliori dei quali sono Boris Rozhin (Colonel Cassad) e Mikhail Zvinchuk (Rybar). Per tutto il primo giorno, Rozhin aveva cercato di minimizzare l'attacco, basandosi sui comunicati ufficiali del Ministero della Difesa e della regione. Il primo rapporto di Rozhin era apparso alle 10:12 del mattino del 6 agosto: "Il governatore della regione di Kursk ha riferito di un tentativo delle forze nemiche di sfondare nel territorio della regione. L'attacco è stato condotto da forze limitate ed è stato respinto. Le Forze Armate della Federazione Russa e l'FSB non hanno permesso lo sfondamento delle forze nemiche". Questo era falso.

Con il suo rapporto a Putin, Gerasimov aveva esposto se stesso, lo Stato Maggiore e il Ministero della Difesa a una serie di accuse di incompetenza e negligenza, riprese una settimana dopo dai media sotto il controllo del Cremlino. Queste accuse includevano l'incapacità dell'intelligence russa di rilevare il concentramento delle forze ucraine prima che attraversassero il confine e il fatto che Gerasimov avesse "ignorato diversi avvertimenti su un concentramento ucraino vicino al confine di Kursk". Un articolo di fonte anonima, redatto da un giornalista non russo con precedenti di plagio e fabbricazione, aveva fatto riferimento a "falchi nell'apparato siloviki [che] non fanno mistero del fatto che Gerasimov dovrebbe essere licenziato" e sostituito, secondo il giornalista, dallo screditato generale Sergei Surovikin e/o dal capo del Servizio di sicurezza federale, Alexander Bortnikov.

La campagna contro Gerasimov sembra essere anche una difesa della conoscenza anticipata di Putin e dei suoi ordini operativi a Gerasimov prima del 6 agosto: "La reazione del presidente Putin all'invasione di Kursk era visibile nel suo linguaggio del corpo. Era furioso per il flagrante fallimento militare/intellettuale, per l'ovvia perdita della faccia e per il fatto che questo seppellisce ogni possibilità di dialogo razionale sulla fine della guerra".

Fonti di Mosca spiegano che si tratta di affermazioni del Cremlino per mascherare il fatto che Putin non aveva concesso allo Stato Maggiore di estendere le operazioni nella regione ucraina di Sumy per spezzare in anticipo la concentrazione delle forze d’attacco e per nascondere la volontà di Putin di preparare i negoziati di Istanbul-II. Le fonti sottolineano anche che la Guardia Nazionale, la forza presidenziale ben armata e altamente mobile, non è assolutamente apparsa nella regione di Kursk, nemmeno in difesa del prevedibile obiettivo della centrale nucleare di Kurchatov. Il comandante della Guardia, Victor Zolotov, ex guardia del corpo di Putin, non è apparso nelle riunioni del Cremlino sull'operazione Kursk fino al 12 agosto, quando era in fondo al tavolo alla destra di Putin, seduto di fronte a Gerasimov; nel verbale del Cremlino Zolotov non ha avuto nulla da dire.

[caption id="attachment_215628" align="aligncenter" width="648"] Fonte: http://en.kremlin.ru/[/caption]

La disposizione dei posti a sedere rivela che Putin aveva collocato alla sua destra i quattro funzionari di cui si fidava per far rispettare i limiti delle operazioni militari e per proteggersi dalle nascenti recriminazioni: da sinistra a destra, Victor Zolotov, il ministro delle Emergenze Alexander Kurenkov, il generale Alexei Dyumin, l'ex guardia del corpo presidenziale e assistente che Putin aveva nominato sei giorni dopo l'inizio dell'operazione per supervisionare le operazioni di Kursk, e Sergei Shoigu, l'ex ministro della Difesa e attualmente capo del Consiglio di Sicurezza. Alla sinistra di Putin c'erano il vice primo ministro Marat Khusnullin, il ministro dell'Interno Vladimir Kolokoltsev, il direttore del Servizio di sicurezza federale Alexander Bortnikov e il generale Gerasimov.

L'attacco a Gerasimov non è stato ripreso dai blogger militari, anche se hanno tardato a riconoscere le dimensioni della forza d'attacco, i suoi successi, l'efficacia dei sistemi di guerra elettronica statunitensi-ucraini e la lentezza delle contro-operazioni russe.

Per tutto il primo giorno Rozhin aveva sostenuto che: "l'attacco è stato accompagnato dall'uso massiccio di droni e dal fuoco dell'artiglieria. Sembra un’azione dimostrativa con obiettivi di pubbliche relazioni. Come al solito, è costoso... Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha riferito che il DRG [Gruppo Sabotaggio e Ricognizione] ucraino si è ritirato sul suo territorio, alcuni dei militanti che hanno cercato di guadagnare territorio dal confine di Stato di Kursk, sono stati bloccati dalle Forze Armate della Federazione Russa [17:54]...Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha riferito che il DRG ucraino si è ritirato sul suo territorio, alcuni dei militanti che hanno cercato di guadagnare territorio dal confine di Stato di Kursk, sono stati bloccati dalle Forze Armate della Federazione Russa. [19:19]... Lo scopo di questo attacco è quello di distrarre l'attenzione, scaricare la pressione delle nostre truppe da Belgorod e imporre un nuovo piccolo fronte [20:58]... a causa della mancanza di personale di controllo degli obiettivi, è difficile stabilire l'esatta configurazione del fronte su queste aree [20:59]".

L'uso da parte di Rozhin dell'acronimo russo DRG è rivelatore. Con esso si intende un gruppo di sabotaggio e ricognizione, ovvero un ibrido di piccole unità di esploratori, forze speciali e terroristi. L'acronimo era stato utilizzato per molte incursioni ucraine oltre confine per più di un anno. Applicato all'invasione di Kursk del 6 agosto, era un falso.

Poco prima della mezzanotte del 6 agosto, Rozhin aveva dovuto riconoscere che l'attacco era molto più serio. "Un'operazione su scala sufficientemente ampia, in cui il nemico sta ancora utilizzando forze per un massimo di due brigate e coperte da un numero significativo di sistemi di difesa aerea (2 sistemi di difesa aerea sono stati distrutti dai nostri militari nel pomeriggio) [23:27]". Non era stato rivelato l’ammontare esatto delle forze ucraine.

Alexander Kots affermava in un re-post di Rozhin: "Secondo il Grande Soldato. Il nemico oggi ha cercato davvero di agire lì con le forze di un piccolo gruppo corazzato (fino a 5 unità mobili) Entro la sera, la situazione sul posto era controllata dai nostri militari. Il corrispondente di guerra Kots e fonti militari dal posto confermano che il Grande Soldato ci guarda le spalle". - 20:08. Questo era solo un pio desiderio.

[caption id="attachment_215631" align="aligncenter" width="704"] Corrispondenti di guerra, da sinistra a destra: Boris Rozhin, Mikhail Zvinchuk, Alexander Kots, Yevgeny Krutikov.[/caption]

Solo alle 13:38 del 7 agosto Rozhin era riuscito a riferire che le forze ucraine si stavano muovendo verso Kursk in gran numero e ad alta velocità. "Le formazioni ucraine continuano a colpire in tutta la regione di Kursk, che è ancora sotto un intenso fuoco, specialmente a Sudzh... Nel frattempo, in un'altra parte della regione di Sumy si osservano concentramenti di forze nemiche nelle aree forestali vicino al villaggio di Privole, a est della città di Glukhov". Se tale concentramento era già stato segnalato il 7 agosto, è inconcepibile che lo Stato Maggiore non ne fosse a conoscenza quarantotto ore prima.

Solo il 20 agosto uno scrittore militare americano, che si firma Big Serge come il ministro zarista Sergei Witte (1849-1915), aveva riportato un riassunto completo e accurato delle operazioni posizionali e tattiche su entrambi i fronti [tradotto su CDC]. Nel suo articolo vengono difesi sia Gerasimov che Putin.

L'alibi [fornito da Big Serge] per il presunto fallimento dell'intelligence russa è la copertura alberata. "Il raggruppamento ucraino è stato in grado di ottenere un qualcosa che si avvicina alla sorpresa totale - un fatto che ha sorpreso molti, data l'ubiquità dei droni da ricognizione russi in teatri come il Donbass. In effetti, il terreno era molto favorevole all'Ucraina. Il lato ucraino del confine sull'asse Sumy-Kursk è coperto da una fitta copertura forestale che ha offerto agli ucraini la rara opportunità di nascondere il raggruppamento delle proprie forze, mentre la presenza della città di Sumy a soli 30 chilometri dal confine ha fornito una base di appoggio. La situazione è molto simile a quella dell'operazione ucraina di Kharkov del 2022 (il risultato più impressionante della guerra per l'AFU), in cui la città di Kharkov e la cintura di foreste che la circondava avevano offerto l'opportunità di organizzare forze in gran parte passate inosservate. Queste opportunità non esistono nel sud ucraino, pianeggiante e per lo più privo di alberi, dove l'offensiva ucraina del 2023 era stata pesantemente sorvegliata e bombardata mentre era ancora in fase di avvicinamento".

I giornalisti di guerra russi a conoscenza delle firme termiche degli alberi, delle tecnologie russe a infrarossi e di altro tipo utilizzate per l'intelligence, la sorveglianza e la ricognizione (ISR) dell'esercito, respingono l'alibi; ritengono che ci sia stato un ampio preavviso e sospettano un errore nella catena di comando al Cremlino, non allo Stato Maggiore.

Alle 09:19 del 6 agosto, l'analista moscovita più vicino al GRU, Yevgeny Krutikov, aveva inizialmente riferito che "in mattinata la situazione al confine di Stato si è fortemente aggravata nella regione di Kursk (direzione Sudzha). Le forze ucraine hanno fatto breccia nel confine utilizzando le riserve. Non è ancora chiaro se si tratti di un'esibizione di forza per le pubbliche relazioni dei media o di un reale tentativo di deviare le forze russe verso una nuova direzione". Il giorno dopo, Krutikov aveva affermato che "il nemico non ha serie riserve tattiche. Nella notte, il nemico ha subito pesanti perdite in veicoli corazzati, ma ha comunque cercato di arrivare il più lontano possibile oltre il confine. Obiettivo geografico: Sudzh... Obiettivo tattico: occupare un pezzo di territorio per le PR". Krutikov aveva riferito che il "numero reale" della forza d'invasione ucraina era di "900 uomini" [09:08]. Due giorni dopo, aveva ammesso che il numero era di "due brigate" - "entro il fine settimana, perderanno due brigate, e poi gradualmente Sumy. Quell'area ha già iniziato a essere evacuata".

L'8 agosto Krutikov aveva deciso che "al terzo giorno dell'invasione della regione di Kursk, il piano dell'offensiva ucraina in questa località si è definitivamente chiarito... Tutta questa operazione, anche se ha le caratteristiche di un’azione combinata in base al numero e alla composizione delle forze coinvolte, tecnicamente assomiglia a un grande raid o a una grossa sparata o a un’azione di sfondamento con tendenze suicide. Dopo tre giorni di euforia, l'AFU [l'esercito ucraino] è sul punto di perdere due brigate d'assalto e, in futuro, parte della regione di Sumy. Questo è un prezzo troppo alto per una dimostrazione della capacità dell'AFU e per la ricerca di una posizione vantaggiosa per i negoziati".

Il 9 agosto Krutikov aveva ammesso che "nell'area [della battaglia] le comunicazioni sono pessime, tranne che per i militari, quindi la valutazione delle informazioni operative è ritardata e non mostra accuratamente il quadro". Fino al 12 agosto Krutikov non aveva avuto rapporti da pubblicare sulla situazione, poi aveva interrotto del tutto le pubblicazioni per quella che aveva definito "una pausa tecnica". Il suo blackout era continuato fino al 20 agosto.

MAPPA DELLE OPERAZIONI DI KURSK - 6 AGOSTO

[caption id="attachment_215632" align="aligncenter" width="453"] Fonte: Bild, ripubblicato dal blogger militare russo The Militarist[/caption]

I MOVIMENTI DELLE FORZE UCRAINIANE - 6-20 AGOSTO

[caption id="attachment_215633" align="aligncenter" width="460"] Fonte: Kommersant[/caption]

I CONCENTRAMENTI DI NUOVE FORZE UCRAINE AL CONFINE DI BRYANSK E KURSK A PARTIRE DAL 21 AGOSTO

[caption id="attachment_215634" align="aligncenter" width="768"] Fonte: Military Summary blog, 22 agosto.[/caption]

È da notare che, secondo il Military Summary, "il 33% dell'esercito ucraino è ora concentrato in quest'area per costringere Putin ai negoziati". Non sono stati riportati i numeri precisi di uomini ed equipaggiamenti, né la fonte della stima.

L'autore russo di Military Summary è stato violentemente attaccato dall'emigrato russo di Seattle, Andrei Martyanov, un blogger militare concorrente che ha elogiato uno dei "numerosi e importanti media russi [Ria Novosti] che hanno iniziato a caratterizzare quegli 'esperti' militari (come se la cava Dima di Military Bullshit Summary? È in Russia?) come propagandisti a tutti gli effetti che utilizzano illazioni basate su vere e proprie fantasie o provenienti direttamente dal TSIPSO [Centro per le Operazioni Informative e Psicologiche dell'Ucraina, un'unità delle Forze Speciali ucraine]".

Il 7 agosto, Martyanov aveva iniziato a sostenere che l'invasione ucraina di Kursk era una trappola tesa [agli ucraini] dallo Stato Maggiore russo. "I russi, in realtà, amano averne di più [di ucraini] perché, ovviamente, è molto più difficile arrivare a quei ragazzi mentre sono nei loro bunker di cemento che non quando sono allo scoperto... Ovviamente, ai tempi del moderno ISR [Intelligence Surveillance Reconnaissance] - e la Russia ha un ISR molto avanzato - era tutto previsto". In quell'occasione, Martyanov aveva negato che ci fosse stato un "attacco massiccio"; aveva affermato che era stata impegnata un’unica brigata – senza fornire numeri.

Il giorno dopo, riferendo di un bombardamento pesante di Su-34 nella regione di Sumy, Martyanov aveva detto che "l'esercito russo ha individuato un bersaglio ricco, una concentrazione di personale e di mezzi corazzati degna di una visita di questo adorabile strumento infernale. Il mio video di oggi su questo e altro è in arrivo. Lo Stato Maggiore aveva un piano? Sembra sempre di più così".

Dopo dieci giorni di combattimenti a Kursk, il 16 agosto, Martyanov aveva portato la sua verifica a posteriori. "Ora possiamo avere un quadro chiaro... quello che ci si aspettava sta accadendo ora. La prima aspettativa era che [gli ucraini] sarebbero stati risucchiati, perché [la loro offensiva] era stata pianificata da persone che non capiscono cosa siano le operazioni moderne, e che sarebbero stati risucchiati da questa sorpresa tattica... Quindi, una volta [che la loro azione] si sarà esaurita, finirà come sta finendo ora, con un totale annientamento di ogni singola forza o gruppo significativo che ha attraversato il confine della Russia".

Il 24 agosto, dopo altri otto giorni di combattimenti, Martyanov aveva celebrato l'81° anniversario della vittoria dell'Armata Rossa sui tedeschi nella battaglia di Kursk, dal 5 luglio al 23 agosto 1943. Martyanov aveva lasciato intendere che lo Stato Maggiore stava ripetendo su scala minore l'operazione tattica attentamente pianificata e la vittoria strategica di Kursk.

Martyanov è russo di tipo eccezionalista. L'eccezionalismo è un'ideologia di superiorità basata su caratteristiche razziali, etniche, religiose, finanziarie o di altro tipo, che impiega metodi fascisti fino al genocidio nei casi turco-armeno, britannico-indiano, tedesco-ebraico e israelo-palestinese. Negli Stati Uniti non c'è eccezione all'eccezionalismo americano - né nei partiti a favore della guerra, né nell'opposizione contro la guerra, né nel corpo docenti. In Russia, l'eccezionalismo si trova nei militari - come nel caso di Martyanov - nella Chiesa, negli oligarchi.

Gli eccezionalisti russi credono che sia impossibile per loro essere ingannati, defraudati o sconfitti. (Per gli eccezionalisti americani è lo stesso). E così, per gli Stati Uniti la costante escalation di operazioni transfrontaliere di Stati Uniti/Ucraina nei quindici mesi successivi al 23 maggio 2023 equivale ad un successo nella lotta asimmetrica o ibrida; allo stesso tempo, per i russi, significa un fallimento suicida nel contrastare il terrorismo. Per la distinzione che il Cremlino insiste a fare tra "terrorismo" e "guerra", leggete qui.

[caption id="attachment_215635" align="aligncenter" width="753"] Fonte: https://acleddata.com/ [/caption]

Sulle regioni russe di confine, questa escalation si è concentrata su Bryansk, Belgorod e Kursk.

[caption id="attachment_215636" align="aligncenter" width="766"] Fonte: https://acleddata.com/[/caption]

Anche se gli analisti russi si affannano a spiegare ciò che è accaduto a Kursk, ignorano ampiamente la storia illustrata in questo grafico e in questa mappa. Per dare la colpa alle amministrazioni regionali e usare i governatori come capri espiatori, secondo i dettami del Cremlino, è stata censurata la storia delle ripetute richieste di mettere le regioni in allarme preventivo, così come è stata censurata la storia dei tentennamenti, delle procrastinazioni e dei rifiuti di Putin. Sul fatto che Putin avesse reagito allo stesso modo agli incidenti nelle miniere di carbone con un alto numero di vittime nella regione di Kemerovo e all'inquinamento causato dalle cokerie e dalle acciaierie a Chelyabinsk, tutte di proprietà di oligarchi sostenitori del presidente, cliccate qui e qui.

Martyanov vive negli Stati Uniti e ha utilizzato i suoi articoli di argomento militare per gettare la colpa politica sulle amministrazioni regionali civili. “Le truppe ucraine meglio equipaggiate (tutte praticamente con attrezzature nuove della NATO) e motivate, e i generali della NATO che hanno pianificato questa catastrofe per i russi, hanno coperto parte (circa 11-12 chilometri) di quella che viene chiamata la zona di sicurezza e che non era stata preparata (il perché, lo sapremo a tempo debito – l’amministrazione dell’oblast di Kursk ha molto di cui rispondere)…

Il politico nazionale più vicino al fronte di guerra ha accuratamente rovesciato la tendenza ad individuare il capro espiatorio lungo la catena di comando e, allo stesso tempo, ha ritenuto il Cremlino responsabile di considerare la guerra come un’operazione antiterroristica. Parliamo di Dmitri Rogozin, un tempo ministro civile responsabile del complesso militare-industriale, potenziale successore presidenziale e attualmente senatore di Zaporozhye. Secondo Rogozin, già il 7 agostoil trasferimento della responsabilità del ripristino dell’ordine e della legalità in questi territori al Comitato nazionale antiterrorismo, che è guidato dall’FSB e che comprende o coinvolge tutti coloro che sono necessari al caso, compreso il Ministero della Difesa, è anche un riconoscimento del fatto che nella persona del regime di Kiev abbiamo a che fare con dei terroristi e non con uno Stato. Con tutte le conseguenze del caso…"

Con quest'ultima frase Rogozin (a destra) intendeva dire che, poiché l'attacco di Kursk è stato un'operazione terroristica diretta da terroristi a Kiev, l'operazione antiterroristica russa dovrebbe estendersi a Kiev, gli ordini restrittivi di Putin allo Stato Maggiore generale dovrebbero essere revocati e il "regime terrorista” dovrebbe essere distrutto in tutto il territorio fino ai confini polacchi, rumeni e ungheresi. “La situazione nel mondo e nel nostro Paese è cambiato radicalmente e queste decisioni sono urgentemente necessarie”. Rogozin si rivolgeva a Putin come al decisore.

[Alexander] Syrsky non è ucraino”, aveva detto Rogozin l’11 agosto, riferendosi al capo di stato maggiore ucraino che è di origine russa. “È uno dei nostri traditori. Anche Zelenskyj non è ucraino. È uno dei traditori ebrei. Non sono dispiaciuti per gli ucraini. Ce li lanceranno sicuramente addosso… Zelenskyj ci minaccia con una serie di attacchi terroristici in tutto il Paese, compresi gli Urali, la Siberia e l’Estremo Oriente. Ecco come dovreste intendere le sue parole. Se le sue minacce non sono militari, ma di natura terroristica, si posiziona come leader di un'organizzazione terroristica statale ed è soggetto a liquidazione. Spero che la mia logica sia chiara ed evidente per coloro che dovrebbero prendere immediatamente la decisione di iniziare a pianificare un’operazione per eliminare Zelenskyj”.

Questo è il massimo che abbia mai fatto un politico nazionale per invertire la logica delle proposte di Putin per una Istanbul-II e invitarlo invece a svuotare il territorio dei suoi “terroristi” e delle loro armi fino ai limiti degli obiettivi di smilitarizzazione e denazificazione del febbraio 2022.

Indipendentemente da chi, da parte russa, sia da biasimare per l'invasione di Kursk”, commenta una fonte militare, “questa è ormai ufficialmente una situazione insostenibile per gli ucraini. Non possono permettersi di restare, ma non possono nemmeno permettersi di andarsene. Dovrebbero ringraziare Putin per la loro fortuna. Se non ci fosse lui, non avrebbero un posto da cui andarsene o uno in cui tornare."

L’inversione della logica operativa dell’operazione antiterrorismo ha un corollario politico interno che Rozhin ha ammesso mestamente il 24 agosto. “Molte persone stanno già parlando della necessità di utilizzare alcune utili soluzioni organizzative del periodo stalinista, soprattutto in termini di mobilitazione del Paese e di porre la società in condizioni di guerra, a cominciare dall'ex destalinizzatore [Dmitri] Medvedev, che ora spaventa i direttori delle fabbriche della difesa con le lettere di Stalin della Seconda Guerra Mondiale. La ragione di ciò è semplice: facendo riferimento alla precedente esperienza storica, nel 20° secolo, in termini di decisioni in un periodo difficile per il Paese, non c'era stato nessuno a cui rivolgersi tranne Stalin. Di certo non Gorbaciov e neppure Nicola II”.

Per “soluzioni organizzative del periodo stalinista” si intende la fine dell’oligarchia russa.

Una fonte oligarca di Mosca lo nega. "Negli ultimi vent’anni, gli oligarchi sono stati benissimo in Russia", dice la fonte. “Nessuno di loro vuole partire per l’Occidente e nessuno chiede a Putin di scendere a compromessi con gli Stati Uniti. Tutti capiscono che i soldi non torneranno; hanno cancellato Londra, le loro proprietà in Sardegna. I loro figli stanno bene negli Stati Uniti e nel Regno Unito con le loro nuove nazionalità, ma non sarebbero comunque tornati. Quindi no, non c’è alcuna reale pressione da parte degli oligarchi su Putin per una soluzione di guerra. Ma tutti vogliono che le sanzioni vengano ammorbidite”.

John Elmer

Fonte: johnhelmer.net
Link: https://johnhelmer.net/kursk-belgorod-bryansk-is-president-putin-preparing-for-istanbul-ii/#more-90243
26.08.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (27)

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Mostra commenti 27 caricati
    1. Kajros 30 agosto 2024

      Kursk la possono vedere come fanno i simpatici(?) banderisti con fotomomtaggi su tik tok , belogorod è sotto bombe da un anno intero come lo erano e sono Doneck e Luhansk..Questa guerra a media intensità è un mix di Cecenia Georgia 2.0...fai anche 3.0 con l'aggiunta del clan bidet e company , la Nato e i pazzi scemi di brussels...vamos! e donde?

    1. Nestor Halak 28 agosto 2024

      Gli accordi di Istambul I, che Putin era disposto a firmare con Zelensky, prevedevano il ritiro russo da tutte le province ucraine occupate escluso il Dombass il cui status sarebbe stato risolto in seguito, il riconoscimento de facto della sovranità russa sulla Crimea (con ulteriori trattative sullo status giuridico a seguire), l'impegno a porre un tetto massimo alla consistenza dell'esercito ucraino, l'impegno alla cessazione della persecuzione legale dei russi in ucraina, l'impegno a non chiedere l'adesione alla Nato o ospitare basi straniere.
      Naturalmente il governo Zelensky sarebbe rimasto in carica, visto che era con lui che si trattava.
      Cambiava molto rispetto a prima dell'operazione militare speciale?
      La Russia aveva risolto il suo problema con l'espansione della Nato?
      L'Ucraina non era già di fatto nella Nato dopo il colpo di stato del 2014?
      Insomma chi avrebbe vinto se gli accordi fossero stati sottoscritti?
      Vuoi vedere che Boris Johnson lavorava per la santa madre Russia?
      E magari anche l'invasione di Kusk.

    1. sambaspo 28 agosto 2024

      Non riesco a capire il senso dell'articolo. Posto che sia tutto vero...e seguendo molte fonti su Telegram e sui canali di controinformazione di Rumble e Youtube...questa ricostruzione è molto fedele a quello che sta succedendo.. l'autore sostiene che Putin ha perso la guerra della propaganda e che la Russia dovrebbe utilizzare soluzioni organizzative del periodo stalinista per mobilitare il paese e porre la società in condizioni di guerra.
      Per me...Putin sta facendo tutto quello che può essere fatto in queste condizioni posto che...

      • non è possibile vincere la guerra della propaganda in occidente. L'opinione pubblica è completamente polverizzata dai social e ha l'attention span del pesce rosso. Nessuno si ricorda più che 44 giorni fa c'è stato un attentato al candidato alla presidenza degli stati uniti e che la sua testa non è esplosa come un cocomero in mondovisione per una questione di centimetri nella traiettoria del proiettile. La Terza Guerra mondiale per la maggior parte delle persone ha la gravità di un flash mob tormentone suTikTok
      • America e Inghilterra stanno costantemente alzando il livello dell'escalation e ormai sono a pochi passi dal provocare o lasciare fare al governo disperato dell'Ucraina l'attacco false flag più catastrofico della storia o a Zaporižžja o a Kurčatov (dopo gli attacchi terroristici al teatro di Mosca, alla spiaggia di Belbek e in Daghestan e il danneggiamento del radar di alleteramento nucelare a Voronezh)e quindi....
      • Spingere Putin a gettare la maschera del conflitto per primo di fronte al mondo e a prepararsi da subito allo scontro diretto con la Nato non ha strategicamente senso.In questo momento storico..solo i capi di Stato del Sud globale e i plutocrati che orientano e pilotano, media, teatrino politico e deep state amministrativi delle democrazie occidentali sanno perchè sta realmente avvenendo questa guerra.Nessuno sta facendo pubblicamente i conti in tasca:1,2 trilioni dal 2014 al 2022...e almeno altri 3 trilioni di dollari per costi diretti e indiretti dal 2022 al 2024. la guerra in Afganistan è costata 2,3 trilioni di dollari ma nell'arco di 20 anni. Quella in Iraq 1,7 nell'arco di 8 anni. Stiamo insomma assistendo alla guerra più costosadegli ultimi 80 anni..e tutti i paesi che la stanno finanziando fanno finta di nulla di fronte ai loro popoli e la trattano mediaticamente come le baruffe che si assistono in paesi esotici lontani da cartolina.

      Io purtroppo sono molto pessimista. Questa guerra comunque vada a finire sarà la fine del mondo per come lo conosciamo oggi. Se Putin devia dalla guerra d'attrito e di logoramento condotta come operazione speciale in maniera sistematica e graduale...Washington farà invadere subito l'Ucraina Orientale dai 300 mila soldati polacchi e da quelli Nato che rimangono dalla pantomima dello Steadfast defender e in quel caso sarà una carneficina sulla scala logaritmica rispetto a quella attuale perchè la Russia schiererà immediatamente lo stesso numero di riservisti già addestrati che usano per la rotazione. Se ci sarà l'incidente nucleare l' unica nazione capace di fermare una risposta russa sarebbe la Cina ma anche in quel caso ci sarebbe il caos perchè Putin perderebbe la maggioranza dell'appoggio che riceve dai vertici militari, dagli oligarchi e dall'opinione pubblica del paese.
      Per me è chiaro solo questo:l'America e l'Inghilterra stanno nascondendo qualcosa di veramente mostruoso per accanirsi nel portare avanti un'operazione del genere.E' saltato ogni chiaro rapporto razionale di costi-benefici ...

    2. casalvento 28 agosto 2024

      Gli anglo, ma anche Polonia, Finlandia e Norvegia, vogliono provare a far fuori la Russia. Spero che la Cina, tutta rimessa a nuovo che quindi teme la guerra, non si lasci tentare dalla neutralità o dalla complicità.

    3. 3CENT0 28 agosto 2024

      Mega crisi finanziaria più urlata che reale. Colpo di stato militare-polizesco in tutto l'occidente/nato. Tipo militari in Turchia. Chiusura di giornali, siti, universita, piazze. Divieto di voto e di sciopero. Coprifuoco e legge marziale. Decreti legge militari di esproprio del diritto di proprietà con applicazione dovunque sorga protesta, similmente a blocchi a caso di pensioni e supermercati, elettricitá, ecc, dovunque ci sia protesta o il GPS dei telefonini segni movimenti strani. Notiziari fatti dai militari che parlano di questi blocchi (voluti e organizzati dallo stato) come babau per dire che ci sono problemi gravissimi ed è necessario ripristinare l'ordine. Questo e altro per anni, mentre i potenti si ripuliscono con calma i c/c dai derivati coi nostri soldi. Poi, dopo anni, parziali riapertura e definitiva separazione del sistema civile a funzionamento ridotto, da quello militare sovranazionale, che diventera l'unico che comanda. Crisi dei sistemi istituzionali e infrastrutturali, poliziotti che ridendo ti chiedono il pizzo per attraversare il ponte, ecc. Ecco come finisce. Siamo tutti dipendenti per ogni cosa che facciamo dal funzionamento del sistema, dunque siamo ricattabili attraverso quello. Chi oppone una resistenza organizzata sarà annullato perché ora hanno i mezzi per sapere dove si sta formando un fronte. Una seconda guerra civile americana pilotata e vedremo truppe europee "nato" intervenire in costa orientale per "aiutare" gli amici americani. Siamo agli inizi di uno nuovo tecno feudalesimo. Megacitta tecnopoli piena di gente addormentata e tecno dipendente, circondata da territori di straccioni più o meno liberi ma eliminabili a piacere, usabili come ricarica genetica se nelle tecnopoli la massa si indebolisce troppo. Una via di mezzo tra i racconti dell'ancella, oppure Heinlein storia di di farnham, oppure l'universo a cui allude scorrete mie lacrime di p.dick. Per chi ha fede basta vedere come è ridotta la chiesa latino-germanica d'Occidente (don minutella in italia) o la slavo-greca d'oriente (vietata e fuorilegge in ucraina): poveri, cacciati, catacombali. Per chi ama la coerenza, è così che dovrebbero essere i cristiani, giusto? Bene. Orgoglioso di farne parte. Chissà quando sarà misurata la coerenza di tutti chi sopravviverà, e come. Il grande architetto meccanismo algoritmico ha fame, e i suoi giudizi non conoscono pietà. D'altronde l'algoritmo è stato educato a Wikipedia e vocabolario, quindi non capisce le squallide incoerenze umane. E noi? Anche noi vogliamo coerenza, giusto? Beh saremo accontentati. Parli di ambientalismo e ti cade una carta per terra? Pena di morte. Comunista col Rolex? Pena di morte. Fascista a prostitute nigeriane? Pena di morte. Ateo che parla sempre di dio-che-non-c-e? Pena di morte. Lo ha detto P.Dick. pena di morte per aver attraversato fuori dalle strisce pedonali. Già oggi conosco persone che direbbero "problema suo" in un caso del genere. Il punto omega di ogni civiltà è quando la Tecno-Logía comincia ad accedere direttamente al Bio-Logico senza aver più bisogno dell'imperfetto Umano per esistere. Siamo già al software che uccide in base ai parametri. Ci siamo.

    1. ailavioni 28 agosto 2024

      La guerra è meglio non farla, ma se si decide di farla la si fa seriamente. Subito si distrugge la rete di distribuzione elettrica, così si blocca tutto. Subito si distruggono i palazzi del potere del nemico,e se va bene si elimina anche il capo del nemico. Se è il caso si tirano anche un paio di atomiche tattiche a scopo dimostrativo.
      Tutto ciò dimostra alla nato e compagnia bella che non conviene provocare oltre e la guerra finisce con meno vittime che non tirandola in lungo come ora.
      Invece si è dimostrato che le linee rosse sono una farsa, così passo dopo passo si arriverà alla guerra totale.
      E allora mi domando: chi è veramente Putin ????

    2. Martin 28 agosto 2024

      Domandati magari cos'è la lobby neoglobalista che attualmente controlla la Presidenza USA e la Commissione UE e che persegue l'obiettivo dell'espansione dell' UE nelle ex repubbliche sovietiche, in conflitto con la Russia. E già arrivato il turno della Georgia.....

      Dico, tra due mesi si saprà se detta lobby potrà continuare attraverso la Harris, o se riceverà una mazzata storica con la vittoria di Trump

    3. ws 28 agosto 2024

      se si decide di farla la si fa seriamente

      Non sempre è così
      Se te la fa qualcuno anche se tu non la vuoi non puoi reagire "on/off" perché devi ben capire prima perché e come chi ti attacca intende vincerti.

      Io cito ad esempio il caso de l' attacco giapponese in manciuria che stalin tenne "in stand by" per 5 mesi in attesa che si chiarisse il quadro geopolitico in europa , pur avendo pronti i mezzi per annientare l' armata giapponese in solo due settimane ( cosa che avvenne appena hitler "ruppe gli indugi")

    1. Martin 28 agosto 2024

      L'autore ha apparentemente analizzato le fonti interne russe sul dibattito strategico apparentemente in corso nelle alte sfere politiche e militari russe.

      L'argomento è certamente rilevante e interessante, ma dubito che gli analisti dei servizi occidentali ne siano realmente al corrente.

      Va infatti purtroppo ricordato perfino che i Russi non sono deficienti, ma strateghi nati. Non a caso sono i migliori giocatori di scacchi del mondo. E sono abituati fin da Stalin, e dopo durante l'intera guerra fredda, ossia da almeno 4 generazioni, a nascondere le loro intenzioni all'avversario: una vera e propria scuola che spesso ha colto nel segno (tralascio gli esempi, come la nota tesi di Victor Suvorov che Stalin stesse preparandosi all'imminente invasione della Germania).

      Per farla corta, e' difficile per analisti e lettori che non parlano russo, non hanno mai vissuto in Russia e non la conoscono bene, farsi una reale idea sul dibattito strategico apparentemente in corso.

      Quello che invece tutti possiamo vedere e' che tra due mesi si saprà se il prossimo Presidente USA sarà - Iddio volendo - Donald Trump o la Harris, ossia la rappresentante della lobby neoglobalista che ha cercato e voluto lo scontro con la Russia, e che sopratutto vuole continuarlo, insieme alla Commmissione UE e diversi Governi europei.
      C'è un letterale abisso tra i due risultati.

      Viene francamente il sospetto che i Russi nell'invasione di Kursk abbiano visto innanzitutto una trappola, o una chiamata all'innalzamento del livello del conflitto, a pochi mesi dalle elezioni USA.

      Solo un beota può pensare che l'invasione sia stata una decisione personale di Zelensky, è evidente che è stata sostenuta dall' Occidente e dai suoi apparati politico-militari, che quindi ritengono conveniente un innalzamento dello scontro.

      I Russi l'hanno capito ed apparentemente non ritengono conveniente l'innalzamento dello scontro cercato dall' Occidente prima delle decisive elezioni USA. Preferiscono aspettare, pazientemente......in fondo mancano solo due mesi......

    1. ws 28 agosto 2024

      il Kremlino "sapeva" e il danno ( quantomeno di immagine) è notevole. "Notevole" anche per putin e peggio ancora per il suo (supposto) "principe ereditario" Dyumin , se non riuscirà a "sgombrare" kursk entro ottobre.
      Daltronde è anche vero che l' ucraina perde a kursk una brigata di elite alla settimana e quindi sia la tesi di elmer che quella di martyanov restano in piedi
      E lo resteranno fino ad ottobre quando vedremo chi avrà avuto ragione.

    2. pieros 28 agosto 2024

      E se a ottobre sarà ancora estate?
      Non c'è forse il riscaldamento globale?

    3. Brule 28 agosto 2024

      Però è un danno di immagine relativo, perchè fa apparire FR più fragile e quindi in un certo senso meno preoccupante.
      Le bimbe di Zelensky (ex bimbe di Conti, ambosessi) continuano ad urlare che occorre fermare la Russia, perchè altrimenti arriva in portogallo con i carri.
      Questa situazione inficia questa immagine.
      E poi, più unità AFU stanno nell'Oblast di Kursk, meno presenziano in Donbass.
      Che ci stiano quanto vogliono. Due anni? Perchè non tre?
      Zelensky poi è utilissimo, fossi VVP gli metterei la guardia del corpo, fa che cade nella doccia scivolando sul sapone, sarebbe una tragedia.
      Sta risultando talmente antipatico all'opinione pubblica mondiale che i gatti neri sono considerati un buon augurio, di felicità e prosperità.
      Guarderei, con tutto il rispetto per il dramma dei civili, al quadro generale.

    4. sbregaverse 28 agosto 2024

      Ottobre rosso ¿?

    5. danone 28 agosto 2024

      Brule, non esiste quadro generale senza considerare il dramma dei civili, chi lo fa, ai miei occhi risulterebbe inadatto a dirigere alcunchè in futuro.
      Detto questo, le dinamiche in gioco, in questi scenari distopici da guerra mondiale annunciata ogni giorno, a tal punto che sembra che la vogliano tutti, invece di lavorare per evitarla, sono diverse, altre, da quelle banalmente militari.
      Non se ne esce se si valuta questa operazione speciale con le logiche militari e le strategie sul campo.
      Sarebbe finita da due anni la guerra russo-ucraidiota, se le logiche militari avessero diretto le azioni militari di entrambe le parti.
      Dal mio punto di vista è del tutto evidente che questa guerra deve durare fino a quando altri eventi in altri scenari, politici, sociali, economici, culturali, maturino.
      Questo scontro militare geo-politico serve come pretesto e scusa per attuare un sacco di cambiamenti in giro per il mondo, che sarebbero un tantino forzati e probabilmente rifiutati dai popoli, se fossero presentati alle plebi mondiali senza una adeguata narrazione e manipolazione.
      Azione, reazione, soluzione, ricordi il metodo?
      L'azione è lo scontro in atto, totalmente voluto e costruito.
      La reazione è in procinto di manifestarsi, i popoli occidentali non sono ancora del tutto maturi per produrre la reazione che il vero potere ha previsto e messo in cantiere per noi, attraverso l'implementazione dell'azione.
      Poi arriverà la soluzione che lor signori hanno anch'essa già preparato per noi.
      La reazione voluta e non ancora maturata per manifestarsi, ma ci manca poco, è la ribellione dei popoli occidentali alle loro leaderships guerrafondaie ed imperialiste, anti-democratiche e pedo-sataniste.
      La soluzione sarà l'implementazione di un nuovo ordine mondiale multi-polare, che dovrà essere voluto da tutti, occidentali compresi.

    6. ws 28 agosto 2024

      ai miei occhi risulterebbe inadatto a dirigere alcunchè in futuro

      Nessun leader andrà mai in paradiso perché pressoché sempre bisogna prima " rompere le uova" per fare una "frittata" che , se "venuta bene" alla FINE giustificherà "i mezzi " .

      Putin certamente sapeva e non ha fatto nulla per prevenirlo , e così si è preso i rischi e il "danno", ma "per cosa" lo sapremo solo più avanti.

    7. Martin 28 agosto 2024

      "La reazione voluta e non ancora maturata per manifestarsi, ma ci manca poco, è la ribellione dei popoli occidentali alle loro leaderships guerrafondaie ed imperialiste, anti-democratiche e pedo-sataniste".

      L'Europa, grazie alla onnipotente Commissione UE occupata dal neoglobalismo dalle Presidenze Obama/Clinton, e' succube dei Dem USA ad un livello di dipendenza che non si vedeva dagli anni 50, ed incomparabile fino a solo 30-40 anni fa. Perfino l'Euro è diventato una moneta vassalla del dollaro.

      La dipendenza e' anche dovuta al fatto che la rivoluzione tecnologica in corso, equivalente ad una seconda rivoluzione industriale, e' partita prima negli Usa e dopo in Cina. L'Europa, semplicemente, non c'è, e non ha nemmeno voluto difendere i suoi enormi interessi nella definizione del regime giuridico di internet, governato dagli USA.

      Lo scenario politico europeo da oltre due decenni conferma la crisi. Purtroppo non c'è la minima traccia di una ribellione dei popoli europei alle loro leaderships guerrafondaie ed imperialiste, anti-democratiche e pedo-sataniste.
      Va di lusso se la quota dei sovranisti o antimperialisti europei arriva a massimo il 25% dell'elettorato, e solo in alcuni Paesi.

      Gli USA, che piaccia o no, sono più avanti o meno indietro. Primo, hanno il loro Governo Federale, non l'hanno sostituito con un Governo di burocrati eletti da nessuno, ossia la Commissione UE. E secondo, molto probabilmente e Iddio volendo, eleggeranno Donald Trump, per definizione antiglobalista, neoisolazionista e neoprotezionista.

      Purtroppo, qui in Europa ci siamo ridotti a dover sperare in un Americano, tanto la crisi è nera.

    8. danone 28 agosto 2024

      Sono d'accordo, infatti mi aspetto qualcosa in Europa che acceleri i tempi, che porti a maturazione lo scontro sociale e politico con i burocrati satanisti che ci soggiogano.
      Trump certamente è una figura che agevolerà gli States in questo cambio di paradigma durante la sua presidenza, ma comunque dovranno passare per un bel regolamento di conti pure loro.
      Mi chiedo se l'Europa sia in grado di reggere 5 anni di questo delirio attuale, con Trump alla presidenza negli States e coi brics in forte crescita di consensi in giro per il mondo.

    9. danone 28 agosto 2024

      Non concordo col fine che giustifica i mezzi.
      Se il fine è un sistema di convivenza più umano fra i popoli, e non esiste fine migliore, usare mezzi disumani per ottenerlo è una boiata galattica, perchè non potrà che allontanare dall'obiettivo.
      Chi sostiene che è necessario usare mezzi disumani per ottenere più umanità, ai miei occhi è o un coglione lobotomizzato, o un idiota utilizzato, o un bio-androide in lattice tele-guidato da remoto da alieni stronzi, non c'è altra opzione.

    10. ws 28 agosto 2024

      Chi sostiene che è necessario usare mezzi disumani per ottenere più umanità,

      E chi lo sostiene? nemmeno il WEF lo sostiene
      Io stavo semplicemente parlando di geopolitica dove devi essere comunque un "brigante tra i briganti" e solo il "fine" (vero) distingue "buoni e cattivi".

    11. danone 28 agosto 2024

      Che senso ha fare geo-politica se non per gli interessi del tuo paese e del tuo popolo?
      Ma se è così, se sei un uomo giusto, non puoi fare contemporaneamente il danno di altri popoli, la tua coscienza non te lo consente.
      Questo significa che per me medesimo è inutile aspettare di vedere il fine ultimo, perchè so già che se sono briganti fra i briganti, non porteranno nulla di buono per me che son del popolo.
      Quindi, sempre per me, è una convinzione sbagliata quella di credere che per fare della geo-politica seria ed efficace, bisogna essere dei briganti e che solo il fine ultimo giustifica qualcuno di loro e gli altri no.

    12. Arian Van Heisen 28 agosto 2024

      ......la guerra russo-ucraidiota....

      il termine ucraidiota ben si addice ad un popolo che si è fatto conoscere e usato al riguardo.

    13. Brule 28 agosto 2024

      Sì infatti, ma la follia ucraina, della sua dirigenza, è proprio nella scelta scellerata di farsi comprare e buttare tutto a ramengo.
      Potevano copiare la Finlandia di Paasikivi e Kekkonen, che tennero il paese in equilibrio da funambolo in un difficile dopoguerra, rassicurando l'Unione Sovietica di Stalin e aprendo con prudenza ma decisione ad ovest.
      Tanto che erano in EU, con l'euro, ma neutrali.
      Io sono ancora sconvolto dalla pochezza di Sanna Marin e del suo staff, sono riusciti a mettere nel mirino dei sistemi d'arma nucleari russi il paese, e per nulla.
      Spero che almeno abbiano preso tanti soldi.
      Su VVP, che dire?
      Ce lo hanno tirato dentro che sono rimasti i segni delle unghie sul pavimento, Odessa e Mariupol nel 2014, 8 anni di violenze insensate, Minsk I, Minsk II.
      Praticamente Budda.
      E' possibile ci siano accordi, ma la fame di materie prime e la sola esistenza di società non rimbecillite come quella occidentale stanno facendo uscire di senno i pupari in azione da noi.

    14. danone 28 agosto 2024

      Più che un budda direi un temporeggiatore.
      E questo comportamento di Putin torna con la mia ipotesi circa l'attesa della maturazione di precisi scenari mondiali.

    1. IlContadino 28 agosto 2024

      Al di là del contenuto di questo specifico scritto, una cosa che stona in questo genere di articoli è il ricorrere da parte degli autori a fonti anonime. C'è la fonte governativa, quella militare, quella in pensione, la giornalistica, l'oligarchica...fonti ad ogni latitudine, ma sempre anonime.
      Una ogni tanto la capirei, ci può stare, ma qua son troppe, diventa sospetto l'uso di queste fonti, pare servano a dare supporto a teorie già traballanti di loro, tolte le fonti anonime, faticherebbero a stare in piedi.

      PS non è farina del mio sacco, questo commento me lo ha suggerito una fonte, anonima.

    2. clausneghe 28 agosto 2024

      Hai ragione, gli anonimi sono poco affidabili.
      E quando si qualificano con un millantato mestiere, come tu che sei contadino come io sono babbo natale, sono ancor meno affidabili.
      Potresti iniziare tu con il dichiararti per quello che sei, magari sei un infiltrato interessato a fare certi discorsi, guarda caso sempre contro la Russia e i suoi governanti, non ti sento mai mettere in dubbio i nostri e nemmeno gli ameri cani, o mi sbaglio?

    3. sbregaverse 28 agosto 2024

      Anonima
      Anomala ¿
      Anemica ?
      Animica * ¿
      *Quella preferita dal brizzolato.
      Omonima: Cfr. sex

    4. IlContadino 28 agosto 2024

      Claus Claus,
      Sono anni che facciamo incontri qui a casa mia, anche altrove, ci si guarda in faccia, ci si conosce, anche le famiglie, si condivide vita vera, e mi vieni a dire che sono un infiltrato. Maddai. Ci vediamo anche questo weekend, qui da me, se vuoi sei invitato. Se ti interessa ti giro la mail e ci mettiamo d'accordo, vitto e alloggio garantiti, da venerdì a lunedì.
      Comunque, certi discorsi non li ho mai fatti contro la Russia, non mi mettere in bocca parole che non dico; certi discorsi li faccio contro i governanti, quello sì. Governanti di ogni dove, non esiste governante che ti voglia bene, ricordalo sempre, ciò che conta per il governante è che tu avverta il bisogno d'essere governato, quello è il suo mestiere.
      L'ho detto altre volte, lo ripeto, per quanto mi riguarda un Putin vale un Biden, non ci trovo alcuna differenza.
      Qui scrivo sui governanti russi perché la maggior parte dei lettori ha compreso di che pasta son fatti gli altri, ma sui russi ancora c'è di che lavorare.
      Per quanto riguarda il nick ho già spiegato in passato perché l'ho scelto, non sto qui a ripetermi, diciamo che ho fatto il giramondo per lungo tempo, poi ho scelto la stanzialità, la famiglia, il campo, da qui il nick; se avrai voglia di venire, di sbatterti un po', ti mostrerò dove vivo, comprenderai ciò che intendo.

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