JORGE BERGOGLIO NELLA DITTATURA IN ARGENTINA

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DI HORACIO VERBITSKY

rebelion.org

Il ruolo del Cardinale Bergoglio nella scomparsa dei sacerdoti e nell’appoggio dato al regime dittatoriale è confermato da cinque nuovi testimoni. Parlano un sacerdote e un ex sacerdote, un teologo, un laico di una fraternità laica che denunciò al Vaticano quello che succedeva in Argentina nel 1976 e un laico che fu sequestrato insieme a due sacerdoti che non ritornarono. La reazione rabbiosa di Bergoglio, che incolpa il governo per aver spulciato i suoi documenti.Cinque nuove testimonianze, si sono presentate spontaneamente a seguito dell'articolo “Su pasado lo condena”, e confermano il ruolo del cardinale Jorge Bergoglio nella repressione del governo militare sui ranghi della Chiesa cattolica che oggi presiede, tra cui la scomparsa di sacerdoti . Chi sta parlando sono una teologa che per decenni ha insegnato catechismo nelle scuole della diocesi di Morón,l’ ex Superiore di una Confraternità sacerdotale che è stata decimata dalle sparizioni forzate e un laico della stessa Confraternità, che denunciò i casi in Vaticano, un sacerdote e un laico che furono entrambi rapiti e torturati.

Teologa in minigonna

Due mesi dopo il colpo di stato militare del 1976, il Vescovo di Morón, Miguel Raspanti, ha cercato di proteggere i sacerdoti Orlando Yorio e Francisco Jalics perché temeva che fossero sequestrati, ma Bergoglio si oppose. Questo è quanto dichiara l’ex insegnante di catechismo della scuola della Diocesi di Morón, Marina Rubino, che in quel periodo stava studiando teologia al Colegio Maximo de San Miguel, dove viveva Bergoglio. Per questo fatto li conosceva tutti e due. Inoltre era stata un’ allieva di Yorio e di Jalics e conosceva il rischio che correvano entrambi. Marina ha deciso di testimoniare dopo aver letto un articolo sul libro che scarica da qualsiasi responsabilità Bergoglio.

Marina Rubino vive a Morón da sempre. Nel Collegio del Sacro Cuore di Castelar insegnava catechismo ai ragazzi e formava i genitori, cosa che le sembrava ancora più importante. "Una volta al mese ci incontravamo con loro. Era un bel lavoro. Questa esperienza durò quindici anni. " Inoltre tenne corsi di introduzione alla Bibbia in tutti i luoghi non-turistici dell’ Argentina. Preparavamo un foglietto con i commenti sulle letture della domenica e volevamo che in questo modo le comunità trovassero cose su cui riflettere ". Da quando è andata in pensione, insegna tessitura nei centri culturali, nei centri di recupero o nellecase.
Non volle entrare nel seminario di Villa Devoto, perché non le interessavano le letture, ma solo la Bibbia. Nel 1972 iniziò a studiare teologia presso la Universidad del Salvador e fece la sua carriera scolastica al Colegio Maximo de San Miguel. Nel primo anno studiò con il Professor Francisco Jalics e nel secondo con Orlando Yorio. Mentre studiava, coordinava il catechismo nel Collegio del Sacro Cuore di Castelar, dove viveva anche la religiosa francese Suor Leonie Duquet .

"I tempi erano duri. Per aver fatto, nel collegio, una scelta per i poveri perché avevamo preso sul serio il Concilio Vaticano II e la riunione del CELAM di Medellin , avevamo perso la metà degli studenti. Ma continuammo per questa strada per educare le persone ad avere una mente più aperta alla realtà e all’impegno per i più bisognosi, sostenevamo che la fede deve rafforzare questi atteggiamenti e non il contrario. "

Il Vescovo era Miguel Raspanti, che allora aveva 68 anni ed era stato ordinato nel 1957, negli ultimi anni del papato di Pio XII. Era un uomo ben intenzionato che fece ogni sforzo per adattarsi ai cambiamenti del Consiglio, a cui partecipò. Dopo il movimento di protesta del 1969, il “Cordobazo” cominciò a ripudiare le strutture ingiuste del capitalismo e a chiedere l'impegno per "la liberazione dei nostri fratelli che hanno bisogno."

Ma il problema più grave che vidi a Morón era l'aumento delle tasse sulle piccole imprese e sui proprietari della classe media. "Molte volte abbiamo dovuto discuterne e parlare di questi problemi nella diocesi e il vescovo Raspanti di solito alla fine dell’incontro ci chiedeva se ci avessimo pensato bene, che dovevamo fare questo o quello e che, se fossimo convinti di quello che volevamo fare, lui ci avrebbe sostenuto", dice Marina. Le sue parole sono seguite con attenzione dal marito, Joe Godino, un ex sacerdote di Santa María, a Córdoba, uno di quelli che hanno aderito al Movimento dei Sacerdoti per il Terzo Mondo.

Marina stava studiando teologia al San Miguel dalle 8.30 alle 12.30. Non aveva preso una borsa di studio perché donna, ma perché coordinatrice della catechesi in una scuola del vescovato, Raspanti intercedette e riuscì a far sobbarcare i costi dei suoi studi ad un ente tedesco . Nemmeno vollero darle il diploma quando finì gli studi nel 1977. Il direttore del teologado, José Luis Lazzarini, disse che c’era un problema, non si erano resi conto che era una donna. Allora Marina andò a cercare chi l’aveva ricevuta quando era entrata, il gesuita Victor Marangoni:
-La prima volta che mi ha visto, non si è accorto che ero una donna?
- Sì, certo, perché? Rispose imbarazzato il rettore a quella furia in minigonna.
-Perché Lazzarini non mi vuole dare il diploma.

Marangoni si occupò di risolvere queste sciocchezze. Marina ha un diploma ma nessuno glielo ha mai consegnato ufficialmente.

La De-protezione

Un pomeriggio, alla fine delle lezioni, "Incontrai Monsignor Raspanti in piedi, da solo, in mezzo all’atrio. Non so perché stava aspettando lì. Era in silenzio e gli chiesi se stesse aspettando qualcuno e lui disse sì, che aspettava il Padre provinciale Bergoglio. Aveva un volto tirato, pallido, ho pensato che fosse indisposto. L'ho salutato, gli ho chiesto se si sentiva bene, poi l'ho invitato a sedersi nel salotto accanto al corridoio. "

-No, non mi sento male, ma sono molto preoccupato – rispose Raspanti.

Marina dice di avere quel giorno stampato nella memoria, parla con voce calma, ma si vede tutto il suo coinvolgimento nei suoi occhi grandi ed espressivi. Pepe la guarda teneramente.

"Sono rimasta scioccata nel vedere Raspanti da solo, di solito era sempre accompagnato dal suo segretario," dice.

Marina sapeva che i suoi insegnanti Jalics e Yorio con un terzo gesuita , Luis Dourron, che lavorava con lei nel Collegio di Castelar, avevano chiesto il trasferimento alla Diocesi di Morón. Yorio, Jalics, Dourron ed Enrique Rastellini, che era anche lui gesuita, avevano vissuto insieme nella comunità fin dal 1970, prima a Ituzaingó e poi a Quarter Rivadavia, vicino alla Gran Villa di Bajo Flores, e questo lo sapevano e l’avevano approvato tutti i padri provinciali della Compagna del Gesù che si erano succeduti, Ricardo-Dick O'Farrell e Bergoglio.

"Gli dissi che sia Orlando che Francisco erano stati miei insegnanti e che Luis lavorava con noi nella diocesi, che erano irreprensibili e che non dubitavo che li avrebbero accettati. Tutti erano in attesa di sapere che sarebbe successo a Morón. Nessuno che conosceva la situazione aveva mai avuto qualcosa da ridire. Raspanti disse che era venuto a parlare con Bergoglio proprio di questo. Luis era già stato accettato, ma gli serviva una lettera di Bergoglio che autorizzasse il trasferimento di Yorio e Jalics. "

Marina comprese che si trattava di una mera formalità, ma Raspanti le spiegò che la situazione era più complicata. "Con le pessime referenze che gli aveva mandato Bergoglio non potevano essere accettati nella diocesi. Era molto preoccupato perché in quel momento né Orlando né Francisco dipendevano da nessuna autorità ecclesiastica :

- Non posso lasciare che due sacerdoti in questa situazione e non posso nemmeno accettarli con la relazione che mi ha mandato. Vengo a chiedergli che semplicemente li autorizzi e che ritiri questa relazione che dice cose molto gravi.-

Chiunque aiutasse a pensare era un guerrigliero, dice Marina. Accompagnò il suo vescovo da Bergoglio che lo ricevette e poi se ne andò. Quando uscì vide che nel parcheggio non c’era nemmeno l’auto di Raspanti. "Deve essere venuto in autobus, per non essere seguito. Voleva che la cosa restasse tra loro due. Stava facendo tutto il possibile per dare loro rifugio. "

La teologa dice di essere stata colpita dall’angoscia di Raspanti, "che anche se non potrebbe essere definito un vescovo progressista, ci aveva sempre difeso, aveva difeso i sacerdoti della diocesi, si portava a dormire nella casa episcopale tutte le persone che correvano un rischio e non ci proibì di fare o dire qualsiasi cosa che consideravamo frutto del nostro impegno cristiano. Come un buon salesiano si comportava come una chioccia con i suoi sacerdoti e con i laici, li metteva al riparo e li curava anche se non era d'accordo con loro. C’erano diversi punti di vista, ma lui sapeva ascoltare e accettare molte cose. " Uno di questi sacerdoti era Luis Piguillem, che era stato minacciato. Tornava in bicicletta quando si imbatté in un blocco di polizia che impediva il passaggio. Insistette che voleva passare, perché la sua casa era dentro il barrio e un poliziotto gli disse:
- Bisogna aspettare perché stiamo facendo un'operazione in casa del prete -
Piguillem girò la bicicletta e se ne andò senza voltarsi indietro. Da lì se ne andò al vescovado di Moron dove Raspanti gli diede rifugio. L'esercito disse che si era nascosto sotto le gonne del vescovo. Ma non osarono cercarlo lì.
- Raspanti era consapevole del rischio che correvano Yorio e Jalics?
-Sì. Disse che aveva paura che scomparissero. Due sacerdoti non possono restare sospesi in aria, senza un responsabile gerarchico che li protegga. Qualche giorno dopo abbiamo saputo che li avevano portati via.

Da Cordoba a Cleveland

Un'altra testimonianza presa in seguito alla pubblicazione di domenica è il sacerdote Alejandro Dausa, che è stato rapito il 3 agosto 1976 a Cordova quando era seminarista nell'Ordine dei Missionari di Nostra Signora de La Salette. Dopo sei mesi in cui di torture della polizia nel Dipartimento dell'Intelligence Cordoba D2 ha potuto partire per gli Stati Uniti, dove era già arrivato il responsabile del seminario, il sacerdote statunitense James Weeks, per il quale si era interessato il governo del suo paese. Quest'anno si terrà a Cordoba il processo per quell'episodio, il cui principale imputato è il generale Luciano Menendez. Adesso Dausa vive in Bolivia e racconta che sia Yorio che Jalics gli dissero che Bergoglio li aveva consegnati.
All’arrivo negli Stati Uniti, apprese da organizzazioni per i diritti umani che Jalics si trovava a Cleveland, a casa di una sorella. Dausa e altri seminaristi che stavano iniziando il noviziato, fu invitato a condurre due ritiri. Entrambi furono tenuti nel 1977, uno a Altamont (stato di New York) e l’altro a Ipswich (Massachusetts). Ricorda Dausa: "Naturalmente, abbiamo discusso sui rispettivi rapimenti, dettagli, caratteristiche, storia, segnali precedenti, persone coinvolte, ecc. In quelle conversazioni ci disse che Bergoglio li aveva consegnati o denunciati. "
Nel decennio successivo, Dausa ha lavorato come sacerdote in Bolivia e ha partecipato al ritiro annuale di La Salette in Argentina. In uno di essi gli organizzatori invitarono Orlando Yorio, che a quel tempo lavorava a Quilmes. "Il ritiro fu a Carlos Paz, a Córdoba, e anche in quel caso si parlò della esperienza del sequestro. Orlando disse la stessa cosa di Jalics sulle responsabilità di Bergoglio. "

Gli Assunzionisti

Yorio e Jalics furono rapiti il ​​23 maggio 1976 e portati alla ESMA, dove li interrogò uno specialista in affari ecclesiastici che conosceva l’opera teologica di Yorio. In uno degli interrogatori gli chiese dei seminaristi Assunzionisti Carlos Antonio Di Pietro e Raul Eduardo Rodriguez. Entrambi erano compagni di Marina Rubino al Teologato di San Miguel e svolgevano un lavoro sociale nel famoso quartiere La Manuelita di San Miguel, dove vivevano e curavano la cappella di Gesù Obrero. Da lì furono sequestrati dieci giorni dopo i due gesuiti, il 4 giugno 1976, e portati nella stessa casa operativa di Yorio e Jalics. A metà mattina Di Pietro telefonò al Superiore Assunzionista Roberto Favre e gli chiese del sacerdote Jorge Adur, che viveva con loro nella Manuelita.
-Abbiamo ricevuto un telegramma per lui e dobbiamo consgnarglielo - disse.
In questo modo riuscì a mettere in moto l'Ordine. Il Superiore Roberto Favre presentò un ricorso per habeas corpus, che non ebbe risposta. Adur riuscì a lasciare il paese con l'assistenza del Nunzio Pio Laghi, e andò in esilio in Francia. Tornò clandestinamente nel 1980, come un sedicente cappellano dell’ " Ejército Montonero ": fu catturato e scomparve mentre andava verso il Brasile, dove voleva incontrare Papa Giovanni Paolo II.

La stessa strada per l’esilio seguì uno degli arrestati durante la razzia nel barrio La Manuelita, l’allora studente di medicina e oggi medico Lorenzo Riquelme. Quando tornò in libertà la confraternità dei Piccoli Fratelli del Vangelo lo ospitò nella casa porteña della calle Malabia. Nelle comunicazioni dalla Francia con chi era allora il superiore dei Piccoli Fratelli del Vangelo, Patrick Rice, Riquelme disse che chi lo aveva denunciato era un gesuita del Collegio di San Miguel, che era al tempo stesso il cappellano militare. E’ convinto che questo sacerdote abbia assistito alle sue torture che crede avvennero a Campo de Mayo.

L’ammorbidente

Anche a seguito della nota di domenica ha accettato di raccontare quello che conosce sul caso uno dei fondatori della Fraternità secolare dei Piccoli Fratelli del Vangelo Charles de Foucauld, Roberto Scordato.

Tra fine ottobre e inizio novembre 1976, Scordato si riunì a Roma con il cardinale Eduardo Pironio, che era prefetto della Congregazione vaticana per i Religiosi, e gli disse il nome e cognome di un sacerdote della comunità dei Gesuiti di San Miguel che partecipava alle sessioni di tortura a Campo de Mayo con il ruolo di "ammorbidire spiritualmente " i detenuti.

Scordato gli chiese di dirlo al Superiore Generale Pedro Arrupe, ma non sa quello che fece, se fece qualcosa. Consultato per questo articolo, Rice che anche lui fu rapito e torturato quell'anno, ha detto che questo non sarebbe stato possibile senza l'approvazione del padre provinciale. Rise e il gesuita Scordato credono che il nome di quel gesuita fosse Gonzalez , ma a 34 anni di distanza, ma non lo ricordano con certezza.

Irascibilità

Come ogni volta che il suo passato lo raggiunge, Bergoglio attribuisce la divulgazione dei suoi atti al governo nazionale. Questa settimana ha reagito furiosamente, durante la sua omelia a una Messa per gli studenti. In quello che il suo portavoce ha descritto come "un messaggio al potere politico", ha detto che "non abbiamo il diritto di cambiare l’identità e l'orientamento alla patria", se non per "proiettarla nel futuro in una utopia che sia la continuità con ciò che ci fu dato ", che i bambini non hanno nessun altra prospettiva se non comprarsi una cartina di bruscolini all’angolo della scuola e che i capi cerchino di arrampicarsi, di riempire la cassa e di promuovere gli amici.

Horacio Verbitsky
Fonte:http://www.rebelion.org
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=165295
14.03.2013

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di Bosque Primario

Commenti (33)

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    1. trelew 18 marzo 2013

      nell'attuale momento storico quelle tre direttrici vadano man mano attuandosi (con paziente strategia) attraverso, rispettivamente, il Mondialismo politico (ad esempio l'Europa considerata come Stato a sé stante, pur nelle diverse forme programmate), il Sincretismo religioso (rappresentato da quell'ecumenismo, cui perfino Giovanni Paolo II si era adeguato), ed infine la Globalizzazione economico-finanziario, al terzo posto solo in ordine di importanza. Tuttavia, come si è già avuto occasione di accennare, mentre la prima e la seconda direttrice stanno iniziando a percorrere il loro rispettivo tragitto raggiungendo giorno per giorno le tappe previste, la terza è in uno stadio senza dubbio più avanzato (predisposto com'è a preparare il terreno più favorevole possibile per il trionfo delle altre due) e sta già producendo i propri deleteri effetti.
      Il primo dei quali è costituito proprio dalla prevalenza già raggiunta del potere economico-finanziario, ritenuto sul piano strategico preliminare alla instaurazione definitiva dei più importanti ordinamenti politici e religiosi.

    1. trelew 18 marzo 2013

      dubbiamente abbiamo una persona autorevole e imparziale a fare questa denuncia . un vero paladino del giornalismo rivolto alla verita assoluta. mi ha convinto davvero

    1. trelew 18 marzo 2013

      .
      Perché l'argomento che mi sono riproposto di trattare possa essere ben compreso in tutte le sue manifestazioni, anche future, si rende necessario riandare un po' indietro nel tempo. Non dico di risalire ai Rosacrociani o ad Amos Kominski (più noto come Coménius), perché allora il discorso diventerebbe eccessivamente lungo: è invece sufficiente riportarsi ad Alexandre Saint-Yves d'Alveydre, che a quelli si è ispirato ed al suo "patto sinarchico”, per rendersi conto che il predominio attuale dell'economia e della finanza sui poteri politico e religioso non è l'effetto di un inesistente "senso della Storia”, e cioè di una pura casualità, ma è il risultato di un piano da tempo e segretamente concepito dalle alte centrali massoniche, collegate con quelle finanziarie-ebraiche, per conseguire il risultato finale dell"'Ordus novus". Infatti fu il Saint-Yves d'Alveydre che, riprendendo i principi che erano stati già enunciati nei tempi a lui precedenti ed apportandovi le modificazioni ritenute necessarie, scrisse che nella organizzazione dell'Ordus Novus in Europa dovesse avere assoluta precedenza la soluzione del problema economico-finanziario; ma, si badi bene (perché la precisazione è di inevitabile rilievo), solo precedenza temporale e strategica, giacché questo problema nell'ambito del programma di quell'Ordus era invece gerarchicamente di minore importanza (pur nella sua estrema gravità per i popoli), essendo preceduto come obiettivo finale, non solo da quello del Consiglio europeo degli Stati nazionali, cioè da un superiore ordinamento politico e giuridico che abbracciasse tutti i popoli europei, ma anche da quello di un Consiglio europeo delle Chiese cioè da un superiore ordinamento culturale e religioso che si concretizzasse in una "Chiesa Generale", in cui dovessero confluire e dovessero integrarsi tutte le confessioni religiose, come tutte uguali tra loro (e quindi nessuna vera) Infatti la parificazione di tutte le religioni comporta necessariamente la negazione della divinità di Gesù Cristo, che contraddistingue il Cristianesimo dalle altre religioni. A ben guardare, dunque, la rivoluzione sinarchica si svolge su tre direttrici, di cui la meno importante, ma solo perché prodromica e gradino iniziale per il raggiungimento dello scopo finale, è proprio quella di carattere economico-finanziario, mentre la più importante, quella che informa di sé l'intero movimento, è quello religioso.

    1. trelew 18 marzo 2013

      HORACIO VERBITSKY e al libro paga di chi vuole che i cattolici siano divisi e sputtanati per il mondo. non ci riusciranno poiche' la spiritualita' della religione cattolica cristiana non a rivali e questo li spaventa ormai da migliaia di anni.

    1. trelew 18 marzo 2013

      ecco la grande opportunita' parli della giustizia monetaria e vedrete come gli imperi invisibili del mondo salteranno dalla loro sedia . a partire dei criminali sionisti banchieri e il loro dio denaro.

    1. trelew 18 marzo 2013

      hanno paura che parli della giustizia monetaria jorge bergoglio potrebbe inceppare l'avanzata del governo mondiale e la parita' delle religioni il vero scopo del sionismo criminale

    1. trelew 18 marzo 2013

      io ho qualche dubbio sai , nella collinetta e stata vista una persona che gli assomiglia tantissimo . io non la escluderei , e jorge bergoglio attentatore di kennedy io ce lo vedo e come ? per fortuna abbiamo dei banchieri che ci proteggono dalla dittatura . grazie a loro

    1. trelew 18 marzo 2013

      effettivamente jorge bergoglio poterbbe essere il pianificatore di tutto questo grazie al vaticano e curia romana. si e verissimo ci sono i testimoni che possono provarlo

    1. trelew 18 marzo 2013

      guarda diciamo che ci hai azzeccato. secondo te per chi lavora ?

    1. trelew 18 marzo 2013

      si ci sono testimoni che jorge bergoglio era con toto rina a capaci e poi sono andati a corleone per un festa .

    1. rebel69 17 marzo 2013

      Non vorrei entrare nei particolari della vita dei Santi o di alcuni di loro e sono convinto che una persona può essere bravissimo ed onesto anche se magari ha tradito la moglie ed un altra può essere disonesto bugiardo e meschino in una parte della vita per poi cambiare e diventare una persona giusta.Bergoglio non è certo Oscar Romero che si è preso una pallottola per prendere una chiara posizione contro un regime.Poi come per la politica,noi non siamo altro che spettatori di questo spettacolo che qualcuno ha preparato per noi.

    1. qasiqasi 17 marzo 2013

      pietà! basta col papa,col vaticano,coi preti, il conclave e tutto il resto.mi avete fatto venire il latte alle ginocchia.non ce la faccio più.tv,giornali,per strada ,sul web,ovunque riecheggia questa menata.da quando il pastore tedesco ha detto che se ne andava è stato un continuo bombardamento.qui si dibatte se franz era colluso con videla o se sono maldicenze di un ashkenazita al soldo dell'mi6.dettagli insignificanti.il papato è quello che è da millenni.leggere :storia criminale della chiesa di deschner

    1. Tanita 17 marzo 2013

      Non lo so', ma io sono cattolica e ti dico che riporta il vero. Essere cattolica mi obbliga alla veritá, non all'ubbidienza ad un Pontefice con un passato di complicitá con la piú crudele dittatura sudamericana e una tra le piú terribili al mondo.

    1. Bloodow 17 marzo 2013

      Credo al premio Nobel per la pace per le denunce contro la dittatura Perez Esquivel e al presidente dell'associaione 24 marzo, Jorge Ithurburu che hanno entrambi escluso ogni collusione di Bergoglio col fenomeno desaparecidos.Sono di certo piu' attendibili di un ex guerrigliero.

    1. pierrot 17 marzo 2013

      Verbitsky è di cultura ebraica o sbaglio?

    1. segretius 17 marzo 2013

      Gli uomini santi non esistono.

    1. Georgejefferson 17 marzo 2013

      a me e'piaciuto il tuo intervento jor,occhio che come infiltrato dello JOR vaticano ti beccano...scherzo

    1. Tanita 17 marzo 2013

      Bene, ha ora la grande opportunitá.

      Scomunichi Von Wernich, condannato all'ergastolo per crimini contro l'umanitá in Argentina.

      Scomunichi Padre Grassi, condannato per abuso contro minorenni sotto la sua tutela nella fondazione "Felices los Niños".

      Chieda perdono all'Argentina e agli argentini per la complicitá della Chiesa con la feroce dittatura argenetina.

      Allora potremo pensare che fa sul serio.

      Si schieri a favore dei governi scelti dai popoli, progressisti, dell'America Latina.

      Rispetti la vita, la Giustizia, la volontá dei popoli.

    1. Tanita 17 marzo 2013

      Ma non sono calunnie.

      A Estela de Carlotto, presidenta di "Abuelas de Plaza de Mayo", che lavora sin dai tempi della dittatura per identificare i figli rubati ai desaparecidos, le puoi credere?

      http://piensachile.com/index.php?option=com_content&view=article&id=11059:2013-03-17-00-59-50&catid=1:opinion&Itemid=2

    1. bdurruti 17 marzo 2013

      Non intendo affatto difendere un reazionario maschilista omofobo come Bergoglio, ma le accuse di Verbitsky, basate solo su dei "mi disse che.." non provano nulla, come non prova nulla l'atteggiamento dello stesso Bergoglio verso Yorio e Jalics (che potrebbe anche essere visto come un atteggiamento di protezione).

      La Chiesa è sempre stata contigua alle dittature fasciste e Bergoglio deve essere attaccato su ben altre basi.

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