FONTE: MAUROPOGGIWORDPRESS.COM
Sulla pagina FB dell’economista francese Jacques Sapir una sua riflessione a caldo sui Mini-bot, che trovo molto chiara. Eccone la traduzione, per chi fosse interessato all’argomento:
Riflessioni sui Mini-bot
A) Si stima che il governo italiano debba circa 50 miliardi alle imprese, le quali di converso hanno accumulato debiti fiscali e contributi sociali in misura significativa. L’utilizzazione di Mini-bot come strumento di compensazione finanziaria avrebbe il vantaggio di alleggerire il peso delle imposte sulle imprese.
Si avrebbe il ciclo: Stato —> Impresa —> Stato
Potendo utilizzare i mini-bot emessi dallo Stato per il pagamento degli arretrati, l’impresa vedrebbe alleggerita la propria posizione finanziaria e potrebbe aumentare i propri investimenti e consumi.
Una semplice compensazione avrebbe già il vantaggio per il governo italiano di liberare una buona parte di quei 50 mld congelati e reintrodurli nell’economia.
Ma nulla assicura che l’impresa abbia dei crediti verso lo stato uguali a quanto essa deve in termini di imposte e contributi. Possono essere superiori. In questo caso l’impresa riceverebbe più mini-bot di quanti potrebbe utilizzare. Essa può dunque rifiutare l’eccedenza, a meno che essa li possa trasferire in pagamento di beni e servizi ad altre imprese che possano a loro volta utilizzarli per il pagamento delle loro imposte.
Di fatto, si vede che il sistema dei mini-bot è davvero efficiente se diventa possibile la loro circolazione non solo fra Stato e impresa ma fra impresa e impresa.
Il ciclo sarebbe dunque: Stato —> Impresa (a) —-> Impresa (b) —> Stato
Questo implica che il mini-bot abbia potere liberatorio per i debiti fra imprese e per l’acquisto di beni e servizi.
Se si stabilisce questo potere liberatorio, si impone allora la questione del “valore” del mini-bot. Esso sarebbe lo stesso di una banconota in Euro di importo equivalente, nella misura in cui l’ammontare dei Mini-bot emessi sia inferiore o uguale all’ammontare delle imposte dovute dalle imprese. In pratica, finché 100 euro d’imposte potranno essere pagate da 100 euro in mini-bot, questi avranno lo stesso valore delle banconote: un Mini-bot di 100 euro varrebbe 100 euro.
Da notare che il Mini-bot sarebbe esclusivamente una moneta fiduciaria, mentre l’Euro resterebbe l’unica moneta scritturale.
Condizioni di equilibrio:
Volume totale dei Mini-bot = volume totale delle imposte e dei contributi sociali dovuti dalle imprese
B) La massa monetaria italiana sarà aumentata dall’ammontare delle imposte e dei contributi. Dunque, l’introduzione del Mini-bot non sarà più una compensazione tra debiti dello Stato verso le imprese e debiti delle imprese verso lo Stato, ma una creazione monetaria ex-nihilo in un’economia attualmente in recessione per il declino della domanda interna, e ciò dovrebbe dunque avere un effetto positivo sulla crescita.
Di fatto la creazione di moneta non sarà più prerogativa della BCE ma direttamente del governo.
C’è da aspettarsi perciò che la BCE e l’Eurogruppo prendano misure di ritorsione, la più classica delle quali [vedi Grecia] potrebbe essere la restrizione di liquidità all’Italia.
La replica possibile del governo italiano sarebbe allora di estendere il potere liberatorio dei Mini-bot decretando che tutti gli agenti economici, imprese e famiglie, possano regolare le loro imposte attraverso i Mini-bot. Questo allargherebbe in modo sostanziale la circolazione dei Mini-bot, soprattutto se lo Stato decidesse di utilizzarli non solo per il pagamento delle propri debiti verso le aziende private ma anche per la corresponsione degli stipendi pubblici. Le imprese a loro volta potrebbero pagare una parte dei salari dei loro dipendenti in Mini-bot.
Condizioni di equilibrio:
Volume totale dei Mini-bot = volume totale delle imposte e dei contributi sociali di imprese e famiglie.
Si può inoltre immaginare che il governo italiano incoraggi i commercianti ad accettare i Mini-bot a pagamento dei consumi, trasformando così i Mini-bot in una moneta scritturale a tutti gli effetti.
Nei fatti, sarebbe lo stesso volume di Mini-bot in in circolazione a rendere necessaria la misura.
Una Banca nazionale potrebbe dunque ricevere i Mini-bot detenuti da imprese e salariati (linee di conto in Mini-bot) e organizzare su questa base una compensazione tra spese e ricavi. Questa banca nazionale diverrebbe la banca dei Mini-bot e potrebbe consegnare ai propri clienti libretti di assegni e carte di credito.
C) Cosa succederebbe se il governo italiano superasse i limiti di emissione, disattendendo le condizioni di equilibrio? Il Mini-bot inizierebbe a deprezzarsi in rapporto all’euro, ma in misura meno che proporzionale all’eccesso di emissione, secondo la formula:
1 x (A/B)x 1/C
dove
A = volume totale imposte e contributi
B = volume totale Mini-bot emessi
C = valore compreso fra 1 e 1/(A/B)
Beninteso, in queste condizioni ci sarebbe da aspettarsi un’accelerazione della fuga di capitali all’estero (i.e. Germania) contro la quale il governo dovrebbe prendere le misure necessarie a contenerla. Nei fatti, si entrerebbe in un periodo estremamente instabile per la politica economica, e ognuno comprenderebbe che il ritorno alla lira è la giusta soluzione.
SI vede dunque che i Mini-bot aprono nuove prospettive all’economia italiana. Nella minore delle ipotesi, appaiono come uno strumento per alleggerire la stretta monetaria e fiscale che pesa sul paese.
È un peccato che France Insoumise non si pronunci in merito.
Fonte: https://mauropoggi.wordpress.com
Link: https://mauropoggi.wordpress.com/2019/06/02/jacques-sapir-una-riflessione-sui-mini-bot/
2.06.2019
SanPap 20 settembre 2019
BOT: Buoni Ordinari del Tesoro,
sono titoli del debito pubblico italiano di breve termine,
ossia con una vita a scadenza di 3, 6 o 12 mesi.
Ma i miniBOT non hanno scadenza, quindi non sono BOT.
Non hanno scadenza come non ha scadenza la valuta,
possono essere utilizzati per effettuare pagamenti,
perchè hanno un valore garantito, proprio come una valuta;
vuoi vedere che sono una valuta.
Chi può emettere una valuta ? chi ha l'autorità di garantirla;
(quando negli anni 80 mancavano le monete, industriali, commercianti
andavano in banca e sulla base dei loro disponibilità finanziarie
si facevano stampare miniassegni, con i quali sopperivano alla loro
necessità di moneta di piccolo taglio: le loro disponibilità finanziarie
garantivano il valore dei singoli miniassegni)
Torniamo ai nostri tempi.
Chi ha l'autorità di garantire il valore di una valuta ? Lo stato o una
banca; nel caso di una valuta stampata dallo stato si parla di StatoNote,
nel caso di una valuta stampata da una banca di BancoNote.
Prima dell'entrata in vigore dell'Euro in Italia si stampavano Banconote,
le stampava la Banca d'Italia ed erano di sua proprietà; le prestava allo stato
italiano, ma tutto rimaneva in famiglia, per così dire; con l'arrivo dell'Euro hanno deciso che solo la BCE può stampare valuta, che è di sua proprietà e la presta alle banche
centrali delle nazioni dell'EU; con la truffa del pareggio di bilancio, poi, hanno
fatto in modo che il debito contratto con la BCE non sia estinguibile.
E le StatoNote ? Non sono menzionate nei trattati EU: una dimenticanza o una via d'uscita
nascosta ?
I miniBOT sono StatoNote, ossia valuta non gravata da debito. E nessuno ci può impedire di utilizzarle (magari se gli cambiassimo nome per evitare fraintendimenti !)