Italiani del Nord, Italiani del Sud

La scuola ligure, Lombroso, Niceforo, il razzismo antimeridionale in Italia del nord.

Italiani del Nord, Italiani del Sud

Di Loreto Giovannone, ndmagazine.it

Dopo il 1860, la nuova borghesia di apparato italiana, la classe dirigente e il ceto politico fu alla ricerca della propria identità, allora come oggi, per accreditarsi ed affermarsi come ideologia al servizio della politica e non del progresso umano.

Il patto faustiano tra politica e scienza generò le aberrazioni della pseudoscienza positivista, spinse, alimentò, favorì ideologie mediocri e pericolose note come darwinismo sociale impiantate in Italia dalla colonizzazione anglosassone per invasione militare ed annessione, politica, amministrativa del Piemonte Sabaudo. Colonizzazione militare, politica, economica e commerciale, persino l'impianto creditizio e fiscale provenne dall'Inghilterra. Nel 1862 i giornali riportavano del viaggio del ministro Quintino Sella (ministro delle Finanze con il gabinetto Rattazzi) a Londra per studiare l'incoming tax, la tassa sui redditi detta imposta sulla ricchezza mobile, oggi potremmo paragonarla all'IVA.

Darwinismo sociale. La corrente di pensiero sviluppata a partire dalla seconda metà del XIX secolo da Herbert Spencer (1820-1903), aveva invece un carattere prettamente ideologico: estendeva, dalla natura alla società, i concetti di selezione e lotta per l’esistenza.

Spencer, filosofo, biologo, antropologo e sociologo inglese divenne famoso per la sua teoria del “darwinismo sociale” per cui una forza fisica superiore plasma la storia. Spencer sviluppò una concezione onnicomprensiva dell'evoluzione come il progressivo sviluppo del mondo fisico, degli organismi biologici, della mente umana e della cultura e delle società umane tra cui etica, religione, antropologia, economia, teoria politica, filosofia, letteratura, astronomia, biologia, sociologia e psicologia. In piena espansione coloniale britannica la teoria del “darwinismo sociale” diventò una corrente ideologica funzionale alle politiche (ed economiche) di espansione e di conquista di tutti gli stati coloniali europei.

Nell'Italia unita, le classi dirigenti del nord pronte alla conquista coloniale del Regno due Sicilie, innestarono immediatamente il darwinismo sociale come strumento ideologico funzionale a costruire la divisione in due Italie, una al nord secondo la massiccia propaganda evoluta, avanzata; mentre il sud, ridotto al pauperismo estremo, doveva essere arretrato, povero, atavico.

Scuole superiori, università, gli ambiti accademici prima, e l'istituto dei censimenti dopo, furono pilotati in modo da amplificare e propagare l'ideologia discriminatoria e razzista della conquista Sabaudo-piemontese. Alla costruzione di due categorie sociologiche, italiani del nord, italiani del sud, contribuirono molti soggetti.

In ambito pedagogico troviamo i teorici liguri Michele Lessona, Vincenzo Garelli, Gerolamo Boccardo per le colonie interne, Emilio Cerruti per le colonie all'estero. In ambito medico-militare troviamo Marco Ezechia Lombroso che puntò sulla diffusione della pseudo scienza antropologica, mutuata dagli studi frenologici sul cranio e cervello umano della scuola di Edimburgo. In ambito sociale si diffuse il darwinismo sociale di Spencer.

L'economista Gerolamo Boccardo nel 1864 scriveva:

“Le terre incolte ingombrano i tre quarti della Sardegna. Lo stesso dicasi di vastissimi e quasi abbandonati spazi del sud dell'Italia e della Sicilia. Or perché mai non potrebbero tutte queste contrade divenire a similitudine del Far-West degli americani, il nostro Near-sud. Perché non si costituirebbero fra noi Società d'emigrazione e di colonizzazione, operanti in Sardegna, nelle Puglie, in Calabria, come operano gli Squatters [occupanti abusivi] nelle Valli del Missipipi, dell'Ohio o della Colombia.”

Lombroso un medico militare, spacciato ancora oggi come antropologo criminale, con teorie pseudoscientifiche mai accettate dalla comunità scientifica e avversato dai suoi contemporanei, formuló teorie eugenetiche della inferiorità dei meridionali per conformazione cranica e propensione atavica alla delinquenza. Teorie poi continuate da seguaci di Lombroso, massimo esponente fu Alfredo Niceforo con il testo "Italiani del Nord e italiani del Sud" (F.lli Bocca, Torino, 1901). Egli sviluppò la teoria razzista delle "due Italie" con la superiorità della razza Aria a nord e inferiorità della razza mediterranea a sud. Razzismo puro ed invenzione della razza Aria.

Alfredo Niceforo (Castiglione di Sicilia, 1876 – Roma, 1960) Presidente della Società Italiana di Antropologia, della Società Italiana di Criminologia e dal 1920 in poi membro del Consiglio Superiore di Statistica di cui diverrà anche presidente. Presidente della Società Italiana di Economia Demografia e Statistica, membro del Comitato direttivo del Consiglio Nazionale delle Ricerche per la Sezione di Biologia. Dal 1910, e ininterrottamente sino al 1953, fu docente di Criminologia nella Scuola giuridico-criminale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma, accademico dei lincei dal 1948.

Nel libro “Italiani del Nord e italiani del Sud” c'è l'apoteosi del razzismo coloniale:

“Le Due Italie. L'Italia è una ma politicamente soltanto, perché essa ha, invece, una variegata colorazione morale: queste variazioni così staccate, così dissonanti tra loro, possono però riunirsi in due principali gruppi, in due principali toni che formano, nell'unico seno dell'Italia politica, due società ben diverse per grado di civiltà, per vita sociale, per colore morale: l'Italia del Nord da una parte e l'Italia del sud dall'altra: due Italie ben dissimili tra loro, in una parola. E mentre una di queste due Italie, quella del nord, ci si presenta con la fisionomia di una civiltà maggiormente diffusa, più fresca e più moderna, l'altra Italia, quella del sud, ci si presenta con una struttura morale e sociale che rammenta tempi primitivi, e fors'anco quasi barbari, una struttura sociale propria alle civiltà inferiori, ormai oltrepassate dal fatale ciclo della moderna evoluzione sociale.”

In Italia la becera ignoranza fa sempre carriera. Alfredo Niceforo (statistico, criminologo e sociologo) rappresenta chiaramente la parabola del conformista falsario che fa carriera e che trova ampio riconoscimento ai vertici delle istituzioni. Niceforo è la figura ricorrente dei "presunti esperti" che fanno carriera in tutte le stagioni poiché chinati e proni alla corrente ideologica in auge nel potere politico. Due gravissimi episodi dimostrano chiaramente la grave ignoranza di Niceforo: “membro del Comitato direttivo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, docente di Criminologia nella Scuola giuridico-criminale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma.”

1) La divisione razzista delle popolazioni italiche in: “Italiani del Nord italiani del sud”, due inesistenti razze italiche “Arii al nord, Mediterranei al sud”.

Divisione totalmente inventata e frutto di una mente malata, razzista e antiscientifica posto ai vertici dalla politica sabaudo-liberale, poi proseguita durante il fascismo, con Niceforo Presidente della Società Italiana di Economia Demografia e Statistica, oltre a tutte le altre cariche. Infine i padri costituenti della Repubblica italiana lo nominarono "accademico dei lincei".

2) Il grafico della "capienza cranica" pubblicato nel suo libro razzista, “Italiani del Nord italiani del sud”, esempio basso ed oscuro di volgare imbroglio e inganno grafico-visivo. L'artificio usato del volgare imbroglione sta nel mostrare solo la parte superiore del grafico partendo dal valore 1526, la differenza della capienza cranica appare enorme, invece partendo il grafico da zero la differenza sulla scala grafica non si percepisce. Da questo esempio è chiaro l'uso strumentale perenne dei dati statistici, ad uso propaganda, nelle stanze del potere.

Alfredo apprese il razzismo italico e l'arte della volgare mistificazione dal padre Nicola (magistrato, presidente di Corte di appello, romanziere, giornalista, mazziniano), che si firmava con lo pseudonimo Emilio del Cerro. Come esempio riporto qui un articolo di Nicola nella “Gazzetta Letteraria di Torino” del 29 marzo 1890, scriveva: “le razze diverse, quando non si combattevano tra loro ad oltranza, si davano la mano. Non si dimentichi che mentre ad Arpino nasceva San Tommaso, una colonna della chiesa cattolica, sul Gargano, mercè la tolleranza dei principi svevi, i saraceni potevano ancora liberamente invocare Allah.”

Nicola introdusse almeno tre tendenziose falsità in due frasi: primo, “le razze diverse” sono una invenzione razzista; secondo: S. Tommaso d'Aquino non è nato ad Arpino ma a Roccasecca; terzo: la presenza araba nel solo insediamento di Lucera (non del Gargano) fu il risultato della precisa volontà di Federico II (1220), poi distrutto nell'anno 1300.

La costruzione del razzismo per gli italiani del sud. Con l'annessione del Regno due Sicilie il regime liberale-risorgimentale attuò una feroce azione militare, altrettanto feroce fu la repressione politica, la sistematica demolizione dello stato sociale, la dissanguante tassazione e pauperizzazione dell'intero meridione spinto alla massiccia emigrazione in America e nel mondo.

Il controllo politico dei governi in 160 anni con il perenne sottosviluppo, con il nominare rappresentanti servili al potere centrale, con sbilanciare le risorse pubbliche sottraendole o sfavorendole con criteri sbilanciati di spesa pubblica, sono l'applicazione governativa del discrimine attuato da 160 anni. Altro chiaro esempio di discrimine e razzismo dello Stato per il Meridione è nella poderosa propaganda dei mass media fondata sulla inferiorità, sulla perenne negativa condizione di sottosviluppo, arretratezza del sud, condizione creata della politica in unione con il mondo finanziario.

Tre contraddizioni:

1) Niceforo, padre e figlio, entrambi nati in Sicilia, loro appartenenti ai "mediterranei", non si considerarono arretrati, atavici, inferiori, barbari con minore capienza cranica.

2) Se al sud siamo “primitivi, quasi barbari, inferiori, oltrepassati nella evoluzione sociale,” come mai la percentuale di insegnanti meridionali nelle scuole del nord Italia, da oltre mezzo secolo, supera la percentuale del 70%?

3) Per quasi tutta la carriera di docenza universitaria Niceforo sparge il razzismo di scuola lombrosiana nei suoi insegnamenti, come molti esponenti della cultura positivista anche Niceforo fu fortemente favorito negli ambienti scientifici, la Repubblica italiana gli diede il titolo di accademico dei lincei, Palermo e Bari tuttora gli dedicano una strada.

Di Loreto Giovannone, ndmagazine.it

Loreto Giovannone. Studioso di storia alla ricerca dell’identità culturale e geografica delle origini. Studioso dei documenti amministrativi e ufficiali dell’Unità d’Italia conservati negli Archivi di Stato. Scopritore della prima deportazione di Stato di civili del Sud Italia nei lager del centro nord. La prima deportazione in Europa attuata dallo Stato italiano dal 1863, circa settanta anni prima del nazismo. Scrittore, articolista di argomenti storici con la predilezione della multidisciplinarietà di scuola francese. Convinto assertore che la Storia è la politica del passato.

BIBLIOGRAFIA

Alfredo Niceforo. Italiani del Nord e italiani del Sud. F.lli Bocca, Torino, 1901.

Prof. Vincenzo Garelli. Delle colonie penali nell'arcipelago toscano lettere. Genova 1865.

Leone Carpi. Delle colonie e dell'emigrazione d'italiani all'estero. Ed. Lombarda, Milano 1874

Ernesto Ferrero (prefazione Leonardo Sciascia). La Mala Italia. Rizzoli, Milano 1973

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Fonte: Rivista Natura Docet: la Natura Insegna”, anno IV n.4 – Aprile 2023 – ndmagazine.it

Commenti (46)

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Mostra commenti 46 caricati
    1. mago 13 aprile 2023

      eddai Vincenzo anche tu cadi nella provocazione..diamine.

    2. maghi 14 aprile 2023

      è un focoso uomo del sud, per colpa di questi, che si fanno comandare dalle emozioni, il GR deve dare una bella sfoltita, perchè qualcuno il pianeta lo può sopportare, ma 8 mld, no davvero.

    1. absitiniuriaverbis 13 aprile 2023

      Adamo disse che era colpa di Eva.
      Eva disse che era colpa del serpente.
      Erano solo in due al momento ma, ovviamente, era già colpa degli altri

    1. jeints 13 aprile 2023

      Spagna del sud, stessa latitudine, stessi problemi, stesso inizio arretrato: arrivano i fondi europei, li utilizza per svilupparsi e adesso é una zona turistica di lusso. Non ha mafia, non l´ha mai avuta, con gli immigrati clandestini é severa. Sud Italia: 4 mafie, turismo medievale, Sicilia regione autonoma sprecona e che si fa pagare la sanitá dallo stato centrale. Frontiere aperte ai barconi. Lauree facili, voti in massa ai distributori di regalie di turno, ultimo caso il 5 stelle. Qui non parliamo e non abbiamo mai parlato di meridionali emigrati, che sono i primi ad ammettere che la iattura sono i residenti del sud, non coloro che volentieri se ne vanno. Razzismo? Altra parola degli ultimi tempi in cui ammettere i fatti non é politicamente corretto.

    1. maghi 12 aprile 2023

      crocevia di civiltà? Forse scambi i migranti dei barconi per portatori di civiltà. Lo scandalo consumistico delle sfilate di moda non saranno mica civiltà, spero. E non mi dare di razzista, perchè ho trombato per 3 anni con una venuta da Sant'Agata dei Goti, solo che a lei non interessava tanto chiavare bene, quanto che le portassi più soldi. Poi dopo che mi ero sistemato e sposato con prole è tornata a cercarmi, ma, come scriveva un altro grande della mia terra: "Lo pudore è retraimento d'animo dalle cose laide" e anche ricordandomi delle gran chiavate con quella caldissima donna del sud, non mi sono sentito di buttare all'aria la mia vita. Il retraimento d'animo è un sentimento che purtroppo non tutti hanno. Peccato perchè il mondo andrebbe meglio se lo avessero tutti.

    2. mago 13 aprile 2023

      birbaccia....spero abbia tenuto alta la bandiera del maschio del Nord..

    3. maghi 13 aprile 2023

      sennò non mi ricercava dopo 10 anni.

    1. BrunoWald 12 aprile 2023

      Sinceramente, avrei preferito investire il mio tempo conversando con un druido, che con qualcuno che organizzava sfilate di moda.
      Ciò a parte, sono secoli che gli italiani praticano la divisione e l'animosità reciproca, quando non l'odio e la guerra civile, in tutte le varianti e sfumature possibili: i nostri numerosi nemici ringraziano sentitamente.

    1. uparishutrachoal 12 aprile 2023

      L'ottusità degli uomini si esplica in modo diverso; e discutere su quale sia la migliore, implica sempre un pregiudizio personale e caratteriale.
      Chi supera l'ottusità, cessa di essere meridionale o settentrionale per diventare un semplice essere umano libero dalle particolarità etniche, sociali e personali che asfissiano l'esercizio dell'esistere.

    2. Arian Van Heisen 13 aprile 2023

      Le diversità non sono pregiudizi..!

    3. ric 13 aprile 2023

      assolutamente NO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    4. ric 13 aprile 2023

      le diversita' sono una ricchezza .

      https://www.ugomariatassinari.it/ali-razzista-nero/

    5. uparishutrachoal 13 aprile 2023

      Le diversità attengono alla casta di appartenenza e non ai costumi che sono storici e accidentali, quindi superficiali rispetto alle vere differenze.
      Questo, rispetto alle caste superiori; in quanto ai popoli, sono obbligati, per mancanza di comprensione, a rendere i costumi come dati costituenti e psicologicamente immodificabili.
      Le diversità tra i popoli sono presunte, mentre quelle tra le caste, sono reali.
      Il problema è che oggi le caste sono degenerate, e quella che dovrebbe essere a guida, in quanto dotata di "conoscenza" è completamente assente, lasciando l'"autorità", che dovrebbe guidare, in mano a chi dovrebbe essere escluso per difetto genetico.

    1. clausneghe 12 aprile 2023

      Io sarei per l'Italia divisa in almeno tre pezzi, tanto non contiamo nulla nemmeno interi, tanto vale che ognuno vada per i fattacci suoi. Anzi, abolirei anche lo Stato, le Regioni, e financo i Comuni..Thiè!

    2. Bertozzi 12 aprile 2023

      Concordo. Ogni quartiere a sé stante.

    3. ric 13 aprile 2023

      abolire stato , regioni , provincie e comuni , sarebbe il modo per ricrearli sotto altra forma e servirebbe a nulla ., Il vero problema e' quello di farli funzionare con efficienza e al minimo costo e senza doppioni o "tripploni" di competenze che si accavalcano senza risultati. senza risultati . Basterebbe copiare dalla FRANCIA .

    4. Arian Van Heisen 13 aprile 2023

      si dovrebbe ripartire dalle Province e aggregarle su base referendaria

    5. ric 13 aprile 2023

      sarebbe un pasticcio comunque.

    1. sarah 12 aprile 2023

      @ VincenzoS1955. Sarebbe utile ricordare all'autore del pezzo che, per quanto riguarda la percentuale di insegnanti, il dato non è di per sé molto significativo semplicemente perché il nord Italia è stato a lungo molto industrializzato e molte persone con elevati titoli di studio hanno trovato ( specie nei decenni scorsi ) impiego e carriera presso realtà private. Si pensi alla progettazione nell'industria dell'auto o nelle costruzioni, alle banche e a svariati altri esempi. La Scuola o la pubblica amministrazione non erano e non sono mai stati l'unico sbocco professionale delle persone con titolo di studio, non esistevano solo cattedre per i preparati e catena di montaggio per gli altri. Lo scrivo da insegnante quale sono, settentrionale e di origine lombarda, senza farmene un vanto ma semplicemente constatando la realtà. Inoltre la pellagra che lei cita non è dovuta a carenze igieniche: essa era diffusa particolarmente nella bassa pianura e nel Delta del Po per il consumo massiccio di farina di mais come unica ( o quasi ) fonte di calorie. La sporcizia non c'entra nulla. Dopodiché, prendo purtroppo atto che alcuni "studiosi" trattano piuttosto superficialmente di temi importanti come il darwinismo sociale ( illustrato di gran lunga meglio nel precedente articolo di C. Chung ) per agganciare la solita disputa nord - sud che poi si consuma in fretta con parole vuote ed epiteti degni del tifo da stadio, da ambo le parti.

    1. JHON 12 aprile 2023

      E Basta con questo Nord/ Sud, Italiani contro Italiani, i nostri Guai li conosciamo perfettamente e nessuna teoria politica attuale pùò risolvere la faccenda: Al governo ci sono andati tutti i rappresentanti delle diverse aree geografiche e tutti quanti stiamo subendone gli effetti attuali. Siamo un popolo diviso, unito solamente dal pallone, invidiosi del prossimo e piagnucolosi nel tenere famiglia. Poi in mezzo ci stanno anche persone per bene, rispettose e dignitose, ma il quadro generale è obbiettivamente squallido. In un certo periodo, la gente del Sud, voleva venire al Nord attirata dalle sirene Industriali e dal benessere e attualmente ancora tantissima risiede, ora dal Nord, tanti vorrebbero trasferirsi al Sud, per il motivo principale della qualità della vita e il costo che essa ha assunto in certe aree ex Industriali da risultare proibitivo. Ma ciò che ci dovrebbe unire, secondo il mio vedere è abbattere questa classe politica, tutta quanta, senza nessuna distinzione e mettere alla guida persone che abbiano a cuore il proprio Paese, ma ancor dipiù gli ITALIANI. Solo allora saremo un grande Paese e dimenticare il nostro passato, buono solo a ricordarci rancori e tradimenti.

    1. Dante Bertello 12 aprile 2023

      Questa è una mia teoria.

      Sono propenso a credere che in realtà i Savoia non volessero fare l’ Italia con il Regno delle Due Sicilie, ma neppure potavano fare a meno di Roma e territori del Regno Pontificio.

      Solamente che, se avessero attaccato la “Città Eterna”, sicuramente i Borboni avrebbero mandato le loro truppe in soccorso al Papa.

      A questo punto era impensabile non disinnescare prima questa potenziale minaccia, per evitare di trovarsi in seguito in guai ben peggiori.

      Ripeto, è una mia teoria, ma se fossi stato un generale dell’esercito sabaudo, questa sarebbe stata una grossa preoccupazione, capace di mandare in fumo tutte le operazioni in corso.

      Poi, se vogliono che il Sud si stacchi dal resto d’Italia, troveranno una parte di italiani a Nord (i leghisti) pronti a dar loro una mano (o anche tutte e due).
      Se invece è qualcos’altro che vogliono, lo dicano, ma continuare a sentire che il Meridione era ricchissimo prima del 1861, è una sciocchezza alla quale solo i fresconi (o chi è in malafede) possono credere.

    1. LuxIgnis 12 aprile 2023

      Non c'è nemmeno bisogno di andare così indietro per conoscere il razzismo di quelli del nord verso quelli del sud. Basta chiedere a qualche immigrato che andò a lavorare al nord per avere le risposte. Del tipo vietato l'ingresso ai cani e ai meridionali, op non si affitta ai meridionali, terroni e quant'altro.
      E questo razzismo perché di questo si tratta, continua anche in diversi commenti qui sotto continuando a dire che in fin dei conti i meridionali se la sono voluta, sono fannulloni, e magari anche privilegiati. Insomma tutte cose molto carine che non hanno poi un riscontro nell'analisi dei fatti, visto che poi il nord ricco lo hanno fatto sulle braccia degli innumerevoli meridionali che sono andati a lavorare nelle città del nord. Non è che fu la stessa cosa che ora è con gli immigrati? A me pare molto simile, stesso razzismo da una parte e stesso opportunismo. Chissà perché.
      Poi si porta una sfilza di testi che dimostrano, secondo loro, che poi in fin dei conti i Sabaudi erano delle brave persone, che lo hanno liberato il Sud da quei cattivoni dei Borboni, e che non è colpa loro se quelli del Sud sono inferiori. Anche questa mi sa di storia vecchia e odierna allo stesso tempo. Una specie di esportazione della democrazia ante litteram. Eh, il mondo è sempre uguale.
      Ma poi c'è anche da considerare che se ci sono questi testi, ce ne sono altri altrettanto numerosi, e altrettanto ben documentati come in fin dei conti sono questi articoli che ci propone CDC che dicono una cosa diversa. E a questo punto qui qualcuno mente e mente spudoratamente.
      In fin dei conti vi sono diversi testi in giro che dicono che il COVID era una realtà e che tutto è stato regolare. Pure sull'11 settembre vi sono testi che smentiscono e chiariscono tutte le contraddizioni dei "complottisti". Anche questa è una storia vecchia. Si ripetono sempre le cose.
      C'è di fatto che è una ferita, quella tra Nord e Sud, che non si vuole veramente andare a chiarificare, cercando di capire quello che è veramente è successo e delle pesanti responsabilità della casa Savoia. Che poi sta casa Savoia non è stata anche dopo questo esempio di virtù. Ma fa molto più comodo l'idea puerile e di comodo che viene insegnata a scuola del Garibaldi eroe e del re illuminato Savoia.

    2. Bertozzi 12 aprile 2023

      Certo, e lo stesso vale per gli italiani emigrati in Usa, considerati peggio dei negri (e nonostante questo gli americani a differenza nostra non hanno mai accusato nessuno di "averli invasi" cosa che noi si fa di continuo). E se senti gli italiani invece ti dicono che gli emigrati la' erano tutti santi e gran laboratori. Siamo al mercato dei luoghi comuni, il "non è più come una volta" si è diffuso peggio che un virus. Aggiungo gallina vecchia fa buon brodo.

      Il livello delle discussioni su CDC sta scendendo molto più in basso di quello del fantomatico bar, anche perché al bar almeno si beveva e le parole nascevano e volavano via un po' giustificate, qui invece sono scritte e pensate dall'autoproclamatosi 3% intellettuale che non ha giustificazioni per i pettegolezzi e i giudizi tranchant degni di un ritrovo di prefiche o zitelle inacidite.

    3. BrunoWald 12 aprile 2023

      Eppure, quella dei giudizi tranchant è un'abitudine assai diffusa su CDC, e dalla quale non siamo certo esenti né io, né tu, ne l'Illuminato Infiammabile. Non parliamo del dogmatismo per cui se non è Bianco è Nero: le elite sono onnipotenti / no sono degli idioti! I russi stanno trionfando / no stanno perdendo! Sono tutti uguali, tutti d'accordo / no è la Guerra Santa del Bene contro il Male!

      Come mi spiegava un tale, l'altro giorno al bar, non ci sono più le mezze stagioni.

    4. Bertozzi 13 aprile 2023

      Che fortuna che hai se hai ancora un bar dove filosofare!

    5. Arian Van Heisen 13 aprile 2023

      ....continuando a dire che in fin dei conti i meridionali se la sono voluta, sono fannulloni, e magari anche privilegiati. Insomma tutte cose molto carine che non hanno poi un riscontro nell’analisi dei fatti.....

      Certamente basta guardare la mappa dei percettori del R.d C. per rendersene conto dei fatti...!

    6. ric 13 aprile 2023

      il passo successivo del centro culturale sara' allo stadio !!

    1. Ligeti 12 aprile 2023

      Gli invasori sabaudi erano un migliaio, fu poi l'appoggio del popolo locale a portare alla conquista del regno delle due sicilie da parte dei piemontesi, quindi la colpa di chi è? Dei barbari, o di chi si è fatto comprare e di chi si è unito a loro portando alla sconfitta dell'esercito borbonico? Sempre la stessa storia, sempre colpa degli altri, mai una volta, neanche dopo 162 anni che si ammettesse di essere stati gli artefici principali della propria disfatta.

    2. luben 12 aprile 2023

      L'unità d'Italia fu decisa a Londra, che anticipò i soldi (tanto poi si fregò l'oro di Napoli). Il Grande Oriente di Napoli dovette obbedire e i generali borbonici, quasi tutti iscritti alle logge, cooperarono alla loro sconfitta passando dalla parte dei garibaldini, una delle prime rivoluzioni colorate moderne. Qualcuno si vendette bene, tutti gli altri lo presero in saccoccia e noi, dopo 162 anni, non siamo ancora padroni della nostra storia nazionale.

    3. Ligeti 12 aprile 2023

      Fatto noto, allora è colpa dei sabaudi se i borbonici erano iscritti alle logge massoniche e si sono fatti comprare? Se davvero avessero voluto difendere il loro grandioso regno delle meraviglie avrebbero venduto cara la pelle, anzichè cedere a un migliaio di mentecatti. Così non è stato, ma è più facile incolpare Londra, i Savoia e compagnia cantante, anzichè ammettere di essersi venduti per dell'oro, che alla fine si sono pure fatti fregare.

    4. BrunoWald 12 aprile 2023

      Ottimo commento. Unico appunto, non è che il Grande Oriente di Napoli "dovette" tradire: lo fece esercitando il suo libero arbitrio. Del resto, per massoni e generali italiani il tradimento del proprio paese è una consolidata tradizione, che gode peraltro di grande rispetto e considerazione sociale: il traditore, che altrove è considerato una scoria, da noi è un Benemerito e un Padre della Patria.

    1. natascia 12 aprile 2023

      In questi momenti in cui dovremmo unirci come Italia tutta questi argomenti sono strumentali al nostro tracollo e propedeutici a razzie future.

    2. Dante Bertello 12 aprile 2023

      "Divide et Impera"
      Il motto latino che è servito a Roma per conquistare il Mondo conosciuto.
      Adesso lo usano contro di noi che siamo i loro discendenti.

    3. Arian Van Heisen 12 aprile 2023

      Non si può unire il diverso..!

    4. XL 12 aprile 2023

      Per quanto abbia risposto a tema, parlando delle differenze, reputo che nella situazione attuale non solo possiamo, ma dobbiamo unirci per fare fronte comune contro chi ci vuole cancellare.
      E comunque sia per i settentrionali, sia per i meridioali penso che sia più facile unirci fra noi che non con gli africani o coi tedeschi.

    5. ric 12 aprile 2023

      io con i tedeschi mi troveri perfettamente a mio agio .., come in Francia o Austria. Ma non nel sud italia. E non e' una questione di razzismo . questione di affinità.

    6. Arian Van Heisen 13 aprile 2023

      il fronte comune lo si puo fare con tutti , ma per le affinità i settentrionali sono piu affini ai tedeschi o i francesi piuttosto che ai meridionali, non parliamo neppure degli africani o degli Slavi

    7. ric 13 aprile 2023

      verissimo. ma la controversia , ovvero la differenza , io la faccio nella collettività in genere dei popoli , non nel singolo individuo. Ognuno preso a se stante ha una valenza che nella collettività distorsioni ben evidenti. assume

    1. XL 12 aprile 2023

      come mai la percentuale di insegnanti meridionali nelle scuole del nord Italia, da oltre mezzo secolo, supera la percentuale del 70%?

      indubbiamente un grave errore dei cittadini del nord aver trascurato la scuola.
      Però chiedo? Come mai la media dei voti ricevuti nelle scuole meridionali è sempre più alta delle medie voti delle scuole settentrionali a fronte di una preparazione che è esattamente l'opposto (studenti del nord più preparati con voti più bassi).

      Come mai ai concorsi i candidati meridionali sono costantemente favoriti rispetto a quelli settentrionali?

      Come mai in quel 70% di insegnanti meridionali al nord è racchiuso il 95% di tutti i cattivi insegnanti di tale area?

    2. Dante Bertello 12 aprile 2023

      I motivi forse sono da ricercare nella tipologia di concorsi come quello al link sotto.

      https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/15/concorso-polizia-da-rifare-nemmeno-un-errore-per-duecento-candidati-gabrielli-annulla-la-prova-troppe-anomalie/3261509/

      Su questo sito si continua a dare spazio solo ad una campana, ma vi sono giornalisti, professori universitari o semplici studiosi di storia, provenienti dal sud (tranne Barbero), e che quindi non possono essere tacciati di campanilismo, che hanno pubblicato saggi che confutano le teorie di Giovannone o di Aprile.

      Essi sono:

      La Grande Bugia Borbonica” dell’ avvocato Tanio Romano

      Il Fantastico Regno delle Due Sicilie” – ed. Laterza – del giornalista Pino Ippolito Armino

      Perché il Sud è Rimasto Indietro” – ed. il Mulino – del professore Emanuele Felice

      Pontelandolfo 1861 Tutta un’altra storia” – ed. Rubettino – Giancristiano Desiderio

      Cinque Ragioni per Stare alla Larga da Pino Aprile – ed. PellegriniPino Ippolito Armino

      Quando il Sud Divenne Arretrato” – Ed. Guida – Pino Ippolito Armino

      I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle” – ed. Laterza – Alessandro Barbero

      Le Catene dei Savoia“– ed. Piemonte in Bancarella – J. Bossuto – L. Costanzo

      Italiani per Forza” – ed. Solferino – Dino Messina

      Sono sempre in attesa che Redazione CDC pubblichi anche gli scritti di questi studiosi (ma ho poca fiducia che questo accadrà).

    3. Arthur 12 aprile 2023

      Il libro di Felice, responsabile economico del PD, fa principalmente una cosa: smontare le tesi revisioniste che mettono in discussione l'esistenza di un divario significativo in merito allo sviluppo economico nelle regioni italiane prima dell'unità d'Italia.

      L'autore ravvisa le cause del ritardo del mezzogiorno nel comportamento delle sue classi dirigenti che sarebbero "estrattive" e non "inclusive", a differenza di quelle del resto d'Italia.

      Non si fa menzione delle politiche che sono state messe in atto per stimolare lo sviluppo del nord a discapito del sud e alla sottrazione di risorse, di braccia e di menti di una parte d'Italia (nord) a discapito dell'altra (sud).

      Il mio giudizio su certe posizioni di Felice è assolutamente negativo.

    4. carla 12 aprile 2023

      Rientra tutto nelle politiche per il mezzogiorno (che non è il pranzo). Amici siciliani diplomati negli anni 80 mi dissero che appena diplomati geometra potevano già scegliere tra un impiego statale a Torino e uno a Padova.
      Non è mai stato così per chi si diplomava al nord (per altro con voti sempre più bassi come già scritto).
      Chi si diplomava al nord doveva vincere un concorso e farsi il cxlo tra scritto orale e pure capolavoro.

    5. Dante Bertello 12 aprile 2023

      A pag. 44 è scritto che negli anni 60 dell’800 il sud crebbe più rapidamente del Centro-Nord (quindi non è vero che il meridione si sia impoverito).

      Il divario tra Nord e Sud prima dell’unità lo si evince dalle infrastrutture: 99 km. di ferrovia nel Regno delle Due Sicilie, in Piemonte e Liguria 850 km.(pag.22)

      Dice anche che nel 1871 l’analfabetismo al sud era al 84% mentre al nord-ovest il 45% (pag. 117), questo è un dato che dimostra quanto fosse profondo il divario tra le due parti d’Italia.

      E questo era anche dovuto al fatto che i latifondisti meridionali preferivano avere a che fare con persone ignoranti, perché era più facile sfruttarli (ti ricorda qualcosa che sta avvenendo anche adesso? Magari tra coloro che raccolgono pomodori e che provengono dall’Africa?)

      A pag. 136 cita la modernizzazione attiva al centro-nord, mentre quella passiva al sud, che ha reso più debole l’economia, soprattutto in presenza di crisi.

      A pag. 18 afferma che l’industria era quasi interamente nelle mani di capitali ed imprenditori stranieri, perché così vollero i Borboni dopo il 1848.

      Cito: “Non si fa menzione delle politiche che sono state messe in atto per stimolare lo sviluppo del nord a discapito del sud e alla sottrazione di risorse, di braccia e di menti di una parte d’Italia a discapito dell’altra.”

      Potresti citarle tu queste politiche e dirci quando sarebbero avvenute. Ma soprattutto quando avvenne la sottrazione di risorse e di menti. Se Felice non le ha citate, mi viene da pensare che esse non siano mai avvenute.

    6. mago 13 aprile 2023

      come mai la percentuale di insegnanti meridionali nelle scuole del nord Italia, da oltre mezzo secolo, supera la percentuale del 70%?
      indubbiamente un grave errore dei cittadini del nord aver trascurato la scuola.

      Non vogliatemene ma è stata la prova voluta da chi non so di una colonizzazione in quanto gli apparati statali come CC Finanza Giustizia Scuola appunto e Sanità Poste sono riservati ai Meridionali
      se poi avesse loccasione di avere bisogno di un Consolato Italiano sparso nel piu remoto paese è sicuro di trovarli anche li, in generale i " Nordici doc " sono in via di estinzione è una constatazione nulla di piu. Poi se qualcuno si sentisse offeso mi dispiace.

    1. XL 12 aprile 2023

      Concordo totalmente con la censura delle antiscientifiche e pretestuose teorie razziste.

      Però chiedo: perché l'italiano meridionale degli ultimi 40 anni ha fatto di tutto per avvalorarle?
      E' più comodo lamentarsi e fregare lo Stato (quindi Pantalone che paga) piuttosto che darsi da fare per migliorare la propria condizione.

    1. omega 12 aprile 2023

      Lombroso era ebreo, Niceforo siciliano. Autorazzismo masochista?

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