Italia: regina della serie B

Produzione industriale: analisi di un declino

Italia: regina della serie B

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

Nel 1992 ricevetti il premio Giuseppe Pedriali per opere che favoriscono la produzione industriale italiana. In quella occasione feci una presentazione a studenti e docenti delle scuole superiori di Forlì dove spiegai la mia classificazione dei Paesi in serie A, B, e C. Sono nella serie A i Paesi capaci di produrre e utilizzare tecnologie avanzate, nella serie B ci sono quelli che utilizzano solo le tecnologie avanzate, nella serie C ci sono quelli che non producono ne utilizzano tecnologie avanzate. Illustrai il concetto facendo l'esempio degli aerei, e spiegai che costruire un aereo è alquanto diverso dall'utilizzo e anche dalla sua guida. Ripresi il concetto in modo più accurato in un libro di grande insuccesso che scrissi nel 1995. Il titolo è "La Questione Occupazione". Nel primo capitolo: Classificazione delle Società scrivevo:

... La distinzione più importante è tra la serie A e la serie B: ovvero, tra chi produce e chi consuma beni ad alto contenuto tecnologico. Appare evidente che per produrre alta tecnologia servono competenze maggiori (e diverse) di quelle richieste per il suo consumo (e questo è ben noto a chi, ad esempio, progetta e usa microprocessori). Inoltre, le tecniche usate dai paesi di serie A sono tali che, per l'utilizzo di prodotti avanzati, siano richieste competenze sempre minori: uno degli obiettivi dei produttori è, infatti, quello di rendere l'alta tecnologia "user friendly", ovvero da utilizzare senza speciali competenze (si veda, ad esempio, il caso degli apparecchi fotografici). È poi strategicamente importante (almeno, dal punto di vista della serie A) che si stabilisca e si conservi una certa separazione tecnologica tra le due categorie. Come è noto, ogni produttore ha bisogno di molti acquirenti, possibilmente "affezionati" o, meglio, non in grado di trovare fornitori alternativi. Questo principio vale anche per le società: quelle di serie A hanno bisogno di vendere le proprie tecnologie a tante società di serie B che, da un lato, debbano possedere le risorse finanziarie necessarie per pagare i prodotti acquistati e, dall'altro, debbano rimanere a un limitato livello di sviluppo per non trasformarsi in potenziali (e pericolosi) concorrenti. Il trasferimento di beni tra serie A e B (e viceversa) è sempre caratterizzato da benefici economici per la serie A. Il differenziale serve a pagare (con una certa larghezza) il costo di generazione della conoscenza e a finanziarne la trasformazione in beni ad elevato contenuto tecnologico. È allora importante che il flusso economico da serie B a serie A rimanga continuo e regolare. Per contro, il trasferimento di beni tra serie A e C è scarso e inessenziale; la serie C è ormai di importanza trascurabile per la serie A: le materie prime che prima erano un elemento rilevante della produzione industriale ora sono poco significative per generare alta tecnologia (che è ad alto contenuto di know-how e a basso contenuto di materiale); in aggiunta, gli alti costi dei prodotti avanzati rendono minimi i rapporti commerciali tra serie A e serie C. Si hanno invece importanti scambi tra serie B e C in particolare per quanto riguarda i prodotti a basso costo e basso contenuto di conoscenza. La classificazione è importante anche per spiegare alcune determinazioni politiche che, altrimenti, sarebbero incomprensibili (e incredibili). Per conservare una posizione dominante le regioni di serie A debbono controllare lo sviluppo conoscitivo delle regioni di serie B. Gli strumenti usati sono molteplici e articolati ma, sempre, hanno bisogno di un aiuto sul posto. Un tale tipo di aiuto viene fornito da componenti politiche o imprenditoriali locali (i collaborazionisti) che, per benefici di vario tipo, favoriscono azioni contro gli interessi nazionali o regionali. Basta allora ripercorrere la storia, anche recente, per trovare molte tracce di attività collaborazionistiche: vendite o distruzioni di aziende con alto contenuto conoscitivo, tagli a finanziamenti per lo sviluppo, uso scellerato di fondi per la ricerca, impedimenti burocratici, azione depistante di certe forme di pubblicità, ecc.

Sono evidenti in Italia (ma anche in altri Paesi di serie B) svariate attività per facilitare l'acquisto di tecnologia avanzata; al contrario, sono invece molto rare quelle che facilitano lo sviluppo di tecnologia avanzata. Non abbiamo produttori di computer ma facciamo in modo che il computer sia indispensabile per il comune cittadino. La transizione digitale è imperativa, anche se i vantaggi sono, spesso, inesistenti. Il tutto è aiutato da un gran numero di sviluppatori di applicazioni e programmi che rendono l'oggetto "utile e user friendly". Non produciamo telefonini ma tutto ora si basa su di esso e non averlo è una bestemmia. Anche questo oggetto è "user friendly", tale da consentire a vecchietti di passare il tempo chattando e interagendo sui social, anche se poi diventano matti per prenotare una visita medica.

Una seconda osservazione riguarda la vendita o la distruzione di aziende ad alto contenuto conoscitivo. A Firenze c'era, di fronte alla Leopolda dall'altra parte dell'Arno, la Nuovo Pignone fondata nel 1842. L'industria dopo alterne vicende venne controllata da ENI. Lo stabilimento di Firenze aveva acquisito negli anni 1990 competenze nei settori compressori alternativi, centrifughe e assiali, turbine a gas e a vapore. Tutte cose di grande rilevanza tecnologica. Nel 1993, ENI il cui Amministratore Delegato era Franco Bernabè. vendette la Nuovo Pignone alla americana General Electrics che operava in Europa con la francese Alstot e l'inglese GEC. La lettera dell'allora Presidente Franco Ciatti inviata a Bernabè e disponibile su Wikipedia, illustra chiaramente il danno strategico: tecnologia dei compressori esportata in UK, espropriazione del know-how, polo elettronico dismesso, Nuovo Pignone ridotto a officina al servizio dei nuovi padroni. Tutte previsioni che si sono puntualmente verificate.

A Milano c'era Italtel, fondata nel 1921. Era una ditta di comunicazioni con cui avevo un rapporto di collaborazione. Pur azzoppata da lotte sindacali e attacchi delle brigate rosse, aveva un eccezionale know-how, incluso il settore delle stazioni base per telefonia mobile, anche per la collaborazione con i laboratori CSELT di Torino. Nel 1998 è cominciato lo spezzatino della azienda, con svariate dismissioni, fino ad approdare a Telecom Italia (Colaninno, AD) che ha ceduto nel 2000 il 100% del residuo al fondo americano Clayton con partner Siemens e Cisco. Cisco ha usato il contenuto commerciale, I tedeschi di Siemens hanno imposto i loro standard, distruggendo quello proprietario e migliore di Italtel e, dopo un po' di anni, hanno licenziato tutti gli ingegneri del centro di ricerca e sviluppo.

Esistono tanti altri esempi, anche in settori sorpassati dallo sviluppo tecnologico, come il "bianco", o la metallurgia. I due sopra indicati, penso, sono sufficienti a illustrare il concetto.

Per quanto riguarda la ricerca, l'aver passato il controllo dei finanziamenti alla UE è stato un passo fondamentale per la permanenza dell'Italia in serie B. Prima la gestione era basata sui finanziamenti a pioggia o per appartenenza. Poi è diventata ricerca buona per gli altri. I fondi assegnati sono serviti a farci fare ricerca parcellizzata che altri europei hanno usato per le proprie industrie avanzate. Per spiegare in dettaglio servirebbero decine di pagine. Ho partecipato a progetti europei negli anni '90 e ho una certa conoscenza diretta.

A correzione di quanto indicato nel libro del 1995 relativamente al ruolo dei paesi di serie C, si deve notare che c'è stato un significativo scambio di beni con basso contenuto tecnologico tra la serie C e A. Questo è stato per reinterpretare il ruolo degli schiavi nelle piantagioni dell'ottocento, ma realizzato in remoto.

Nel capitolo "Classificazione delle Società" dicevo poi:

Bisogna poi chiarire che la classificazione data non significa necessariamente che le regioni di serie A siano più ricche (monetariamente) di quelle di serie B. La differenza è piuttosto nel livello di maturità delle popolazioni e questo determina, nel caso della serie A, una maggiore sicurezza a lungo termine e un livello stabile di benessere. Le regioni di serie A sono "adulte", quelle di serie B sono "infantili". Quelle di serie A, sono pervase da grande senso di responsabilità ed hanno obiettivi chiari e comuni. Al contrario, quelle di serie B sono caratterizzate da un diffuso egoismo infantile e da individualismo.

Ebbene, l'infantilismo è una caratteristica peculiare dei nostri concittadini. La creatività che ci distingue è prevalentemente dovuta alla spensieratezza giovanile che ci accompagna dalla culla alla tomba. (A proposito, dicevo "senso di responsabilità", ma in forma negativa).

Scrivevo poi:

La appartenenza alle tre categorie è dinamica e in continua evoluzione; succede allora che le regioni di serie B sono in continuo inseguimento della A. Le regioni di serie C insidiano la stabilità della B producendo, con mano d'opera non qualificata, prodotti a basso contenuto tecnologico e a bassissimo costo. Per capire la evoluzione dobbiamo tenere conto dei seguenti fatti: - le regioni di serie A sono in piccolo numero; - la concorrenza tra regioni di serie A è limitata ed è tale da stimolare nuove scoperte e innovazioni; - la serie B è molto affollata; la concorrenza nella serie B determina una strenua battaglia sui costi, spinge verso una esasperata produttività e porta, di conseguenza, alle riduzioni di quegli investimenti che sono necessari per generare conoscenza; - le regioni di serie C sono afflitte da gravi problemi sociali ed economici; essi determinano anche riflessi negativi sulla occupazione nella serie B. La spinta verso una esasperata produttività, tipica della serie B, caratterizza talvolta anche la serie A. Questa si manifesta quando i prodotti diventano maturi: la concorrenza diventa aggressiva e deve essere combattuta con l'ottimizzazione produttiva e con un conseguente sacrificio economico. Le società avanzate non possono permettersi restrizioni economiche e presto abbandonano i prodotti concorrenziali alla serie B. Continue ondate di conoscenza favoriscono poi la nascita di nuove attività che generano nuovi posti di impiego in sostituzione di quelli perduti. Il fatto che le regioni di serie B raccolgano frange di mercato abbandonate dalla serie A viene considerato spesso con soddisfazione: il fenomeno viene chiamato di inseguimento da vicino (o quick following). In realtà il quick following non è positivo come sembrerebbe a prima vista: esso genera ostacoli alla crescita tecnologica dato che obbliga a destinare delle risorse conoscitive per lo studio di prodotti di retroguardia. È negativo anche perché il rilascio del know-how da parte dei paesi leader è sapientemente controllato ed è sempre tale da non regalare a nessuno facili promozioni. Come accennato prima, il possesso della conoscenza non è un fenomeno statico ma in continua evoluzione. Quello che è di valore oggi lo sarà meno domani e, certamente, sarà di pochissimo valore tra breve tempo. Le società della conoscenza sono caratterizzate da una rapida obsolescenza della conoscenza stessa, o meglio richiedono un continuo aggiornamento che rende poco importanti le vecchie nozioni le quali, tra l'altro, sono difficilmente difendibili. La regola chiave è allora far procedere lo sviluppo conoscitivo ad una velocità che risulta essere insostenibile per la concorrenza. Questo significa che i benefici del vantaggio conoscitivo debbono essere sfruttati rapidamente molto prima che i concorrenti, per emulazione, possano produrre beni similari. Talvolta, in un paese di serie B, possono nascere attività produttive basate su conoscenze emergenti; questo, pur a livello embrionale, prefigura una potenziale promozione e quindi un probabile rischio per le società di serie A. Vengono allora attivati meccanismi per eliminare o confinare il potenziale pericolo. Le tecniche impiegate sono sostanzialmente due: la concorrenza aggressiva (o dumping) e la acquisizione di aziende pericolose. Nel primo caso le leggi del mercato eliminano "naturalmente" il problema. Nel secondo caso invece si ottiene, in tempi più o meno lunghi e nel migliore dei casi, un confinamento della' azienda acquisita a un ruolo di mera produzione.

Le considerazioni di cui sopra, che feci nel lontano 1985, spiegano un po' perché l'Italia è la regina della serie B ma, anche chiariscono perché un paese come la Cina è riuscita nella transizione da C ad A, ... e ora è brutta e cattiva.

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

07.11.2022

Franco Maloberti ha conseguito la Laurea in Fisica (con lode) presso l’Università di Parma, Italia, nel 1968, e il Dottorato Honoris Causa in Elettronica da Inaoe, Puebla, Messico, nel 1996. È stato Professore di Microelettronica presso l’Università di Pavia, è stato il TI/J. Kilby Analog Engineering Chair Professor presso la Texas A&M University e Distinguished Microelectronic Chair Professor presso l’Università del Texas a Dallas. Attualmente è Professore Emerito presso l’Università di Pavia, e Professore Onorario all’Università di Macao, Cina SAR. Ha più di 600 pubblicazioni scientifiche, ha pubblicato dieci libri ed è titolare di 40 brevetti. È il Direttore della Divisione I dell’IEEE, è stato Presidente dell’IEEE CASS e dell’IEEE Sensor Council. Ha anche servito l’IEEE in numerose posizioni di responsabilità. Nel 1999 ha ricevuto l’IEEE CAS Society Meritorious Service Award, la CAS Society Golden Jubilee Medal nel 2000 e la IEEE Millenium Medal. Ha ricevuto l’IEE Fleming Premium nel 1996, l’ESSCIRC 2007 Best Paper Award e l’IEEJ Workshop 2007 e 2010 Best Paper Award. Ha ricevuto il premio Mac Van Valkenburg della IEEE CAS Society 2013. È Life Fellow di IEEE.

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Pubblicato da Verdiana Siddi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (58)

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    1. Arthur 9 novembre 2022

      L'idea dominante sembra essere la seguente.

      * * *

      C'era una volta un vecchio schifoso chiamato Occidente, ricco ed evoluto che aveva pochi figli viziati e pervertiti.
      Questo signorotto, bullo ricco e cafone, un giorno si accorse che in Oriente c'era una tizia chiamata Cina, poveraccia, mendicante e che viveva in una condizione estremamente arretrata insieme si suoi figli.
      Così il signorotto, da buon magnaccia, decise di sfruttare la povera disgraziata inducendola ad adeguarsi alle sue richieste in cambio di aiuti per farla uscire dalla sua miseria.
      La poveretta, disperata a causa dei numerosi figli da sfamare, accettò e si adeguò.
      Il signorotto, sprovveduto, in cambio le passò molte informazioni preziose, pensando che la poveraccia ed i suoi figli non sarebbero stati in grado di usarle.
      Ma in realtà la signora ed i suoi figli erano tutti dotati di un quoziente d'intelligenza superiore a quello del signorotto e dei suoi figli, una massa di scemozzi, tamarri e pervertiti.
      E nel giro di pochi anni la Cina ed i suoi figli raggiunsero un livello di conoscenza e prosperità tali da diventare autonomi ed emanciparsi dai bulli cafoni che volevano sfruttarla.
      E così i Cinesi vissero felici e contenti.
      I pirla Occidentali, invece, finirono nel fango e vissero per sempre come porci derelitti, additati come infami da tutto il mondo.

      * * *

      Questa è la favoletta diffusa negli ambienti anti-occidentali obnubilati dal Millenarismo neo-marxista.

    2. FrancoMaloberti 10 novembre 2022

      La sua favoletta, signor Arthur, ha un suo senso e alcune verità. Forse non tiene conto del fatto che il signorotto ha costruito la sua ricchezza grazie al sudore dei servitori e che ha conservato la supremazia con guerre e soprusi. Quello che non è molto vero riguarda la conoscenza. È vero che all'inizio c'è stato un trasferimento di conoscenza, ma non ci si può nascondere dietro a quello che successe decine di anni fa. Bisogna essere obiettivi e capire che, come dicono Gino & Michele, "anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano"

    3. Primadellesabbie 10 novembre 2022

      Il trasferimento in blocco dell'IBM, dopo che questa, automatizzandola (questo il termine usato allora), aveva esplorato palmo a palmo l'economia europea, suggerisce altri scenari.

      Come abbiano fatto studenti provenienti da ambienti poveri oltre l'immaginabile, e privi di attenzione verso la cultura, e soprattutto di quella alla base del nostro mondo, impadronendosi del solo patrimonio tecnico scientifico, a trasportare in pochi anni un Paese di quelle dimensioni da un'era all'altra rimane un mistero.

    4. oriundo2006 10 novembre 2022

      I cabalisti di Gerusalemme così hanno deciso tempo addietro, dopo la presa di Gerusalemme con gli addentellati esoterici che comportava.
      Del resto, banalmente, un solo Golem non era sufficiente...e l' oriente reclamava attenzioni non disinteressate. Da tener presente che in quelle lontane terre le idee cristiane non sono attecchite che superficialmente. Niente pesi mentali, nessuno scrupolo a sacrificare centinaia di milioni di esseri e generazioni intere in vista del trionfo del proprio Paese, con cui si identificano profondamente.
      Qui da noi chi mai lo fa ? Chi mai si sacrificherebbe in tal modo lavorando 14/16 ore al giorno ?
      Vince il collettivo sull'uomo singolo. Questa è la tragica lezione finale. Il numero, la quantità elimina ogni concorrente 'qualitativo'...ed il desiderio di servire senza pensare ad altro, con la buona coscienza dello schiavo che ama il proprio padrone ( come San Paolo esigeva ) ha prevalso forse definitivamente.

    5. oriundo2006 10 novembre 2022

      Certo. Comandare ad una massa di esseri privi di quello che si chiama anelito alla libertà, all' autonomia, alla propria egoistica soddisfazione. E' più facile farlo che verso indoeuropei ancora pervicacemente intesi al dominio della propria 'persona'. Invece, comandare attraverso una psiche collettiva che impone il sacrificio delle proprie pulsioni a vantaggio del 'gruppo' è infinitamente più semplice. Lo abbiamo visto parzialmente realizzato nella pseudopandemia.
      I Superiori Sconosciuti vogliono una cosa sola: l'egemonia totale sopra masse enormi di larve-uomo.
      Solo l'idea mi fa schifo. Ma tant'è...non sono semita...

    6. Primadellesabbie 10 novembre 2022

      Per quanto credo di averne capito lo spirito del cinese si trova in gran disagio se non fa parte della collettività, non è una questione di sacrificarsi per questa ma di sentirsi partecipe, non sopportano l'isolamento.

      La società è comunque articolata.

      Lo sfruttamento lo soffrono come tutti e hanno avuto problemi quando, agli inizi della trasformazione esageravano in quel senso.

    7. BrunoWald 11 novembre 2022

      È vero, la distruzione morale e poi anche fisica degli indoeuropei è da lungo tempo l'obiettivo principe dei cabilisti. Non per nulla fu coniato il termine "Rassenfeind".
      Mi lascia invece perplesso la questione del secondo golem: anzitutto non possono fingersi autoctoni, che è il vantaggio decisivo che hanno sempre sfruttato fra noi (già Dante ci ammoniva al riguardo, purtroppo invano...): in Cina sono percepiti immediatamente come un corpo estraneo.
      In secondo luogo, l'elite del Celeste Impero non è composta da sprovveduti: potrebbero ben allearsi agli apolidi ma dubito molto che si lascerebbero fregare da loro.

    8. BrunoWald 11 novembre 2022

      Tutti gli imperi d'ogni epoca e d'ogni luogo sono stati costruiti grazie al sudore dei sudditi, e hanno conservato il potere con guerre e soprusi. Non siamo certo i soli: ma siamo tra quelli che hanno avuto più successo, e gli unici talmente stupidi da farsene una colpa.
      Se una banda di tagliagole spagnoli riuscì a provocare in pochi mesi il collasso dell'impero incaico, una delle ragioni più importanti fu l'aiuto che ricevettero da molte etnie andine che odiavano a morte i tiranni del Cusco; putroppo per quegli indios, non sapevano che sarebbero caduti dalla padella nella brace.

    9. absitiniuriaverbis 11 novembre 2022

      A proposito di 'quelle lontane terre'.
      C'è sempre una differenza tra la teoria e la pratica, però se volete dare un occhiata, giusto per curiosità, alla teoria ecco un link (semplice, per chi volesse approfondire c'è molto molto di più) sugli articoli della Costituzione cinese:

      https://www.tuttocina.it/Mondo_cinese/043/043_cost.htm

      L'apertura della articolo 1, ...stato socialista di dittatura democratica popolare...,
      dovrebbe essere sufficiente a evidenziare come vocaboli che in occidente sembrerebbero inconciliabili (socialista di dittatura democratica) trovino un loro senso in contesti culturali diversi.

      Vivendo qui da un lustro, il fatto che l'individuo e l'individualita' siano secondari al collettivo è un dato di fatto. Questo non significa, necessariamente, che l'individuo non esista o non si senta una entità a se stante.
      Significa almeno il seguente, storia vera:
      Un tassista assiste ad un borseggio ed insegue il motorino sul quale i borseggiatori stavano fuggendo. Li raggiunge, e per fermarli li stringe con il taxi contro il marciapiede. I borseggiatori volano, uno ci lascia le penne, l'altro in ospedale grave.
      La discussione fu 'cosa fare col tassista'.
      Semplice, premiato.

      "Paese che vai, usanza che trovi" è un proverbio che significa che ogni luogo del mondo e, per estensione, ogni ambito della vita sociale, è regolato da norme e costumi specifici.

    1. oriundo2006 9 novembre 2022

      Interessante articolo, ne aspetto vivamente degli altri su questo tema assai negletto.
      Aggiungo solo una connotazione di psicopatologia politica: il nostro Paese non è vocato all’ innovazione ma alla conservazione. A tutti i livelli: lo dimostrano le cariatidi che abbiamo assise sui più alti scranni del sistema, incuranti persino del ridicolo. Non facciamo nomi, prego...
      Perchè ?
      Esiste evidentemente una struttura sociale poggiante su barriere mentali assai profonde che impedisce all’ homo novus di venir preso in considerazione: Faggin e molti altri lo rendono chiaro.
      Queste barriere mentali sono dovute alla sconfitta della II GM ?
      Prima l’ Italia di Mussolini era proiettata fortemente nella modernità volendola dominare.
      Dopo, il nulla…o meglio, tanti tentativi abortiti, dovuti anche a trattati di ‘pace’ iniqui che hanno imposto questa sudditanza, oramai difficilmente recuperabile.
      Ma era ed è solo un vincolo ‘esterno’ od anche una consolidata mentalità conservatrice ‘interna' tanto ben indicata nella nostra letteratura ottocentesca e novecentesca a motivarla e sostenerla ?
      Dove l’ innovazione è stata accolta ed ha generato i Paesi ‘A’ queste barriere, pur esistenti come in Giappone, non sono state così pervasive.
      Cosa dunque rende il nostro Paese refrattario al ’nuovo’ in tutti i campi ?

    2. danone 9 novembre 2022

      Habemus Papam

    3. Rnamessaggero 9 novembre 2022

      Certo che se butti giù il Colosseo ci scappa su un bel grattacielo.

    4. Primadellesabbie 10 novembre 2022

      Le élite sfruttano l'indole specifica del popolo che dominano.

    1. danone 9 novembre 2022

      Nessuno che valuti che forse la stessa classificazione delle serie A B C sia arrivata alla sua naturale data di scadenza?
      Nel senso che si può anche pensare come ipotesi, che questo status quo dei paesi, poteva essere vero fino ad oggi, ma se nel futuro giocoforza tutti evolviamo e tendiamo al miglioramento, vuol dire che nel futuro i padroni delle classifiche e delle tabelle, hanno capito e deciso che bisogna cambiare classificazione, poichè il parassitaggio ed il controllo del paesi A su quelli di serie subalterna, è divenuto troppo energivoro, troppo limitante e limitativo delle stesse potenzialità dello sviluppo.
      E' un'ipotesi che va tenuta in conto, soprattutto durante i passaggi epocali.

    2. FrancoMaloberti 9 novembre 2022

      Finalmente un commento critico! Peccato che non ho capito la sostanza. Forse il sig. R66 non ha letto bene l’articolo. Non ho nemmeno capito la storia delle briciole e del pelo. Boh, direi che serve una ulteriore lettura per sbrogliare le frasi …

    3. FrancoMaloberti 9 novembre 2022

      La classificazione è una classificazione …nulla di più, con i limiti delle classificazioni.

    4. Rnamessaggero 9 novembre 2022

      Fatti coraggio tu non sai niente, sa tutto lui, parla criptico a vanvera perché non vuole che tu capisca e poi lo superi.

    1. Eugiorso 9 novembre 2022

      Come diceva un inossidabile democristiano in relazione all'Italia di altri tempi, a rischio di declassamento come potenza industriale "si possono giocare belle partite anche in serie B" ... Costui era il diabolico giulio andreotti, per non afre nomi.

      Cari saluti

    1. afrances 9 novembre 2022

      Se un Paese produce telefoni cellulari utilizzando microprocessori fabbricati a Taiwan con macchinari importati dagli USA, di che serie è?

    2. FrancoMaloberti 9 novembre 2022

      Fare telefoni cellulari oggi è ormai tecnologia consolidata. Come sottintende lei, si tratta di assemblare pezzi esistenti dentro un vestito accattivante. Quello che conta è accumulare valore aggiunto e competere.

    3. Luca VFR 9 novembre 2022

      Serie Z

    1. Luca VFR 9 novembre 2022

      Noi per formazione culturale della nostra classe dirigente non siamo mai stati un paese di serie A, come l'intende l'articolista. Tanto per riportare un aneddoto risalente ai primi del '900 e che riguarda Guglielmo Marconi. Quando Marconi inventò la radio, e fece tutte le cose a spese sue perché era di famiglia benestante, ad un certo punto per provare a fare tratte di comunicazione sempre più lunghe aveva necessità di aumentare la potenza di trasmissione il che richiedeva macchine sempre più potenti e quindi costose che non poteva permettersi. Quindi si rivolge, da buon Italiano, alla Regia Marina per ottenere qualche fondo per continuare le sue ricerche e, come si farebbe anche adesso, avrà presentato una relazione tecnica e quant'altro serviva per convincere la Regia Marina a finanziarlo. Risposta del solerte funzionario: Non la finanziamo perché la sua invenzione non ha futuro. Per fortuna di Marconi, ed anche nostra, la madre era irlandese, ed allora l'Irlanda era parte del Regno Unito, e probabilmente anche di una classe sociale elevata (altrimenti difficilmente sarebbe arrivata in Italia con il classico Grand Tour e poi conobbe il padre di Marconi e se lo sposò) per cui aveva sicuramente delle conoscenze a livello medio alto e quindi mandò il giovane Guglielmo a Londra e gli fece combinare un incontro col ministro delle poste britannico, il quale capito l'importanza della scoperta (allora esisteva l' Impero Britannico su cui, come diceva Carlo V, non tramontava mai il sole) gli fece aprire la Marconi Wireless Telegraph Company e lo finanziò come adesso si fa con le start-up. Ed è probabilmente per questo che in Italia Marconi non è mai stato molto popolare tra l'elite dell'epoca. Ma se te non sei in grado di capire l'importanza di una scoperta non è colpa dello scopritore ma solo ed esclusivamente tua.

    2. Fedeledellacroce 9 novembre 2022

      Oops, Guglielmo Marconi che?
      Per la cronaca, l'invenzione é di Nikolas Tesla.
      Manco nominato di striscio nel tuo lungo commento.

    3. Luca VFR 9 novembre 2022

      Guarda il discorso Marconi vs Tesla, che ha ben altri meriti, intendiamoci ad esempio quello di aver imposto, dimostrandola, la superiorità della Corrente alternata Trifase per energizzare un paese, è irrilevante ai fini del discorso. Non perdiamoci in stucchevoli polemiche che hanno il grossissimo vantaggio di far perdere di vista il nocciolo del problema. Che è una tattica che di di dovere usa a piene mani.

    4. Fedeledellacroce 9 novembre 2022

      Si. Seguendo il tuo discorso sono d'accordo.
      Ma proprio a proposito di perdere di vista, guarda che riconoscimenti ha ottenuto Tesla ai suoi tempi.....Uova in faccia e appropriazione delle sue scoperte, nonostante il genio fosse lui.

    5. Luca VFR 10 novembre 2022

      Il che non mi stupisce: il genio è sempre riconosciuto tale dai posteri mai dai coevi.

    6. BrunoWald 11 novembre 2022

      Sicché la Regia Marina snobba il Marconi, che poi del tutto casualmente viene foraggiato dagli inglesi. Ma pensa te...
      Se poi si riflette che i nostri ammiragli erano massoni ossequienti ai loro fratelli londinesi, e che tra il 1940 e il 1943 fecero di tutto, non escluso l'alto tradimento e lo spionaggio a favore del nemico, per sabotare la nostra formidabile flotta nella guerra del Mediterraneo, da cui dipendeva il destino dell'Italia... a una mente complottista come la mia sembra di riconoscere uno schema.

    1. Ultor 9 novembre 2022

      ricordo di aver analizzato a suo tempo i fondi fesr antecedenti al 2000 per una commissione parlamentare; quello che saltava agli occhi era il sistematico boicottaggio della nascente unione europea nei confronti dei progetti tecnologici ad alto valore aggiunto presentati da aziende/università/centri di ricerca italiani, mentre settori come l'agroalimentare o il produttivo zootecnico non avevano lo stesso trattamento. Fin da allora l'europa aveva deciso il nostro futuro per noi e la sensazione è che non hanno ancora ultimato il compito

    1. JHON 9 novembre 2022

      Sui mezzi pubblici milanesi negli anni'30 non si vedeva un cinese neanche a pagarlo d'oro, anni 2000 sugli stessi mezzi non ci sono più milanesi, ma abitanti di tutto il mondo. Naturalmente neanche io esistevo negli anni '30, ma mio nonno si, era muratore e i cantieri erano gestiti da personale Italiano, dall' impresario ai progettisti, era tutto Made in Italy. Nei cantieri edili, oggi, gli stessi personaggi ,sono Egiziani, Marocchini, nord-Africa, qualche rumeno, moldavo ecc..Niente da dire su questo, ci mancherebbe, sono gente che lavora, producono reddito e in qualche maniera aiutano a mantenere in piedi questa baracca chiamata ITALIA! Ok? Il punto fondamentale del mio ragionamento è un altro e cioè: le nuove generazioni Italiane hanno ceduto la Sovranità Lavorativa, perciò: conoscenze, esperienze, materiali innovativi, scoperte tecnologiche a tutto il mondo, le capacità imprenditoriali delle precedenti generazioni, cedute a speculatori senza scrupoli e senza cuore, hanno fatto il resto. Chiudo il discorso con un altra esperienza diretta, negli anni lavorativi, per motivi contingenti, ogni tanto mi capitava di recarmi negli stabilimenti della Moto Guzzi a Mandello del Lario, prov. LC, dove avevo scambi di vedute con diverse maestranze e una di loro mi raccontò un fatto che è la spiegazione mia a questa bellissima analisi fatta dal prof. Maloberti. Un giorno in questa fabbrica arrivò in visita una delegazione giapponese, la Direzione entusiasta fece visitare tutti i reparti produttivi, furbescamente i giapponesi portarono con sé delle minuscole macchine fotografiche e immortalarono tutto quanto, con relazioni precise, Nel giro di pochi anni la Moto Guzzi rischiò la chiusura, mentre i marchi delle moto Giapponesi conquistarono il mercato Mondiale. Ad Majora Semper.

    2. Martin 9 novembre 2022

      Bello questo aneddoto sulla Guzzi, che e' la mia moto da decenni. Te ne aggiungo un altro, in materia di moto. Tra Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha, uno va in Giappone e si aspetta di vedere miriadi di moto. Ci sono stato a piu' riprese per un totale di 3 mesi, quasi sempre a Tokyo piu' qualche giorno a Kyoto, e non ne ho vista quasi nessuna.
      I Giapponesi semplicemente non vanno in moto - pero' hanno invaso il mercato mondiale di moto.

    3. JHON 9 novembre 2022

      Potevamo copiare per primi almeno il Sushi, ma non avevamo le macchinette fotografiche.

    4. Primadellesabbie 10 novembre 2022

      Alla base dei successi giapponesi, oltre a quello che hai descritto, c'è stata una politica molto aggressiva di grossi investimenti su obbiettivi commerciali via via selezionati.

      I produttori aggrediti non avevano il tempo di reagire a strategie sviluppate con cifre centinaia di volte quelle che loro tradizionalmente destinavano all'evoluzione di un prodotto.

    5. davec.dj 10 novembre 2022

      :-)))

    6. BrunoWald 11 novembre 2022

      "Sui mezzi pubblici milanesi negli anni’30 non si vedeva un cinese neanche a pagarlo d’oro, anni 2000 sugli stessi mezzi non ci sono più milanesi, ma abitanti di tutto il mondo. (...) i cantieri erano gestiti da personale Italiano, dall’ impresario ai progettisti, era tutto Made in Italy"

      Eh, ma negli anni '30 c'era la dittatura fassista brutta e cattiva, che poi per fortuna i gi-ai degli iuessei c'hanno liberati e lo festeggiamo tutti i 25 aprile! Rispetto ad allora siamo un paese in declino morale, demografico, economico, industriale, culturale, senza meta e senza futuro, ma in compenso c'abbiamo la democrazia.
      Gimme five! verrebbe da dire...

    1. Arian Van Heisen 9 novembre 2022

      ....Per conservare una posizione dominante le regioni di serie A debbono controllare lo sviluppo conoscitivo delle regioni di serie B. Gli strumenti usati sono molteplici e articolati ma, sempre, hanno bisogno di un aiuto sul posto.....

      Le considerazioni di cui sopra, che fece nel lontano 1985, non spiegano perché l’Italia è la regina della serie B e non chiariscono perché un paese come la Cina è riuscita nella transizione da C ad A, … e ora è brutta e cattiva.
      Purtroppo egregio Prof. è molto più semplice il motivo del declino Europeo ? è dovuto semplicemente alla perdita di Sovranità Nazionale in favore di quella Apolide, mentre la Cina non ha mai ceduto la sua sovranità Nazionale .

    2. Rnamessaggero 9 novembre 2022

      Se parlasse come te e non si limitasse solo a lasciar intendere, col cavolo che prenderebbe premi, questo è l' esempio di come funzionano le cose nei serie B. Te lo ha praticamente detto, più di così poveretto che deve fare ?
      Il prof è un musicista, usa le pause e le note, nelle pause e dalle pause si intuisce l' armonia di insieme.

    1. Rnamessaggero 9 novembre 2022

      Ti faccio un esempio. Ai 52 orari grazie alla tecnologia mi sono preso una multa, anni fa si potevano pagare solo nella sede dei vigili, guarda caso aperti solo nell' orario di lavoro... Bene, l' ho pagata attraverso il telefono furbo, manco ho dovuto mettere in moto il PC. Parimenti non mi devo muovere per una serie estesa di altre faccende. La tecnologia è una cosa, l' uso o abuso della stessa un' altra. Mai buttare il bambino assieme all' acqua sporca.

    2. absitiniuriaverbis 9 novembre 2022

      Misura in tutto.

    3. Luca VFR 9 novembre 2022

      Dato che fare un "ipotetico" incidente (anche perché i velox NON sono MAI messi dove avrebbero senso) a 52 km/h al posto che 50 non cambia un cazzo era meglio quando l'autovelox non c'era ma c'era la pattuglia nel posto dove serviva. Il problema che l'autovelox è messo lì solo per fare cassa non perchè incrementa la sicurezza stradale. Anzi con la disposizione ab cazzum la peggiora, il più delle volte. L'altra sera ero alla cassa all'esselunga. Uno ha combinato un casino con lo smartphone e tra lui e la cassiera han perso un quarto d'ora per fare il pagamento, con ovvia scocciatura di chi era in fila per pagare. Alla fine della suonata la tecnologia serve a fare ammattire la gente perché la si applica anche dove non serve.

    1. Martin 9 novembre 2022

      E' tutta l'Europa Occidentale, non solo l'Italia, ad essere tagliata fuori dalle nuove tecnologie, ormai provenienti da Usa, Cina, Giappone e Corea.

    2. Luca VFR 9 novembre 2022

      Il problema è che si è voluta tagliare fuori dalla tecnologia.

    1. mago 9 novembre 2022

      Bellissimo articolo scritto da persona competente e sul pezzo che mi fa venire il magone ,noi che siamo cresciuti con il mito del Rex abbiamo visto come siamo pari pari naufragati con lui...che dire di Olivetti e Acciai SpecialiTerni.

    1. Rnamessaggero 9 novembre 2022

      le materie prime che prima erano un elemento rilevante della produzione industriale ora sono poco significative per generare alta tecnologia.

      Ragionavano così anni fa ? Oggi mi pare che le materie prime cosiddette rare giocano un ruolo non da poco.
      Saluti da Forum Livii

    2. FrancoMaloberti 9 novembre 2022

      E’ vero, anni fa le materie prime tipo il ferro, l’alluminio e il rame non erano importanti per la produzione ad alto contenuto tecnologico. Ora servono materiali speciali, come il litio, Ma il contributo delle materie prime è comunque secondario rispetto alla conoscenza.

    3. Rnamessaggero 9 novembre 2022

      Certamente, ma per una produzione di massa, se la serie A non le possiede in casa, ha un grosso svantaggio verso altre serie A. L' Afghanistan C ad esempio, è ricco di minerali rari, valli a prendere se ti riesce.

    4. Servus 9 novembre 2022

      Io direi che ERA secondario. Lo sarebbe ancora se i paesi A (ovvero gli USA) potessero comandare come prima a bacchetta (finanziariamente e militarmente) tutti i paesi C (più i paesi B). Ma ecco il cambio di paradigma: alcuni paesi A (Russia e Cina) non intendono più condividere questa egemonia totale ovvero vogliono cambiare il mondo da unipolare (USA) a multipolare, ed ecco che anche alcune materie prime possedute da pochi paesi oppure di alto valore perché scarse divengono di primaria importanza.
      Certo ha sempre ragione: la conoscenza è sempre primaria rispetto alla materia prima, infatti l'Italia non possiede nulla se non conoscenze che vanno sempre più disperdendosi grazie anche ai baronati universitari, basta vedere come si sono comportati con il Covid: senza green pass niente studi e niente esami nemmeno online, il surplus dell'idiozia scientifica.

    5. Fedeledellacroce 9 novembre 2022

      La conoscenza col tempo si puó ottenere.
      Ma con tutta la conoscenza, non tirerai mai fuori del litio dal Gran Sasso.

    6. FrancoMaloberti 9 novembre 2022

      Dal Gran Sasso no, ma dalla miniera inutilizzata di Cesano vicino a Roma, sì. Ha una concentrazione mineraria di 350 milligrammi per litro, una delle più alte al mondo, e una società australiana ha avuto la licenza di sfruttamento dalla lungimirante Regione Lazio.

    7. Fedeledellacroce 9 novembre 2022

      A tutto c'é rimedio.
      :-D
      O quasi

    8. Fantine 9 novembre 2022

      Oltre alla licenza esplorativa/concessione Cesano data alla Vulcan Energy, ci sono anche le due richieste dall'altra società australiana Altamin: quella Campagnano (che confina con la concessione Cesano della Vulcan) e quella Galeria, a sud di Cesano. Ne ha ottenuto una, non so se ha ottenuto anche l'altra, non sono aggiornata.
      Peraltro la Altamin è già attiva in Italia. È lei nelle miniere bergamasche di Gorno per piombo e zinco.
      Opera anche attraverso società controllate, che hanno incontrato le resistenze locali, come in Liguria, dove cercano un po' di tutto: rame, zinco, piombo, cobalto, manganese, oro e argento etc etc.
      So che hanno presentato domanda anche per il Monte Bianco.
      Che io sappia cercano cobalto anche in Piemonte, ma non sono aggiornata.
      L'interesse per il Cobalto è notevole, perché in Congo il grosso delle miniere è in mano ai cinesi e nelle altre a conduzione locale i minatori, molti minori, lavorano come schiavi.

    1. absitiniuriaverbis 9 novembre 2022

      Serie A, B, C.
      Le squadre che giocano in una delle tre serie sono caratterizzate da:
      - uno o più sponsors che non sono più quelli che accompagnavano la sposa all'altare. Sono sempre più quelli che investono per guadagnare o per avere una perdita che in qualche modo fa risparmiare tasse in un qualche bilancio.
      - una squadra messa su da un tecnico/allenstore scelto dagli sponsors in cui il tecnico risponde e fa da portavoce voce degli sponsor.
      - il tecnico sceglie i giocatori tra quelli che gli sponsor mettono a disposizione (bilanci alla mano più o meno manipolati) e organizza il gioco
      - i giocatori che in pratica cercano di seguire le indicazioni del tecnico ma anche fanno di testa propria ogni tanto .

      E mi fermo qui perché non sono capace ad andare oltre. E mi chiedo:
      - chi sono gli sponsors dell'Italia?
      Avendo la risposta alla prima domanda tutto il resto segue a ruota.

      Siamo in B, per ora. Ma la C non è lontana: ce la possiamo fare... senza dimenticare i dilettanti allo sbaraglio.

    1. PietroGE 9 novembre 2022

      La Cina è passata dalla Serie C a quella A proprio perché non è vero che "il rilascio del know-how da parte dei paesi leader è sapientemente controllato " . A partire dagli anni '80 la Cina ha mandato, ogni anno, decine di migliaia di studenti ( i migliori) nelle università americane. Questi poi, profittando del collasso della scuola americana, sono stati subito impiegati nella aziende di alta tecnologia e tutto il Know How che gli passava sotto le mani lo inviavano in Cina, legalmente, o il più delle volte, illegalmente.
      E non c'è solo la Cina. Molti dei Paesi asiatici che stanno passando dalla Serie C a quella A hanno fatto politiche che hanno rifiutato la divisione internazionale del lavoro proposta dai Paesi europei e dagli USA e hanno puntato : sulla educazione e qualificazione dei giovani, dazi per proteggere la produzione nazionale e conquista dei mercati esteri sfruttando la (per noi disastrosa) libera circolazione delle merci in occidente.
      L'Italia, per contro, sta scivolando dalla Serie B a quella C a causa di 3 fenomeni : la crisi demografica, l'esodo di personale qualificato all'estero e l'invasione di analfabeti e gente inutilizzabile nell'economia tecnologica moderna. In parole povere si sta africanizzando. Ma guai a dirlo! Si viene subito accusati di razzismo.

    2. FrancoMaloberti 9 novembre 2022

      Lei ha quasi ragione. Non è stata la Cina a mandare i suoi migliori cervelli negli USA, ma sono stati gli USA che li hanno attirati e utilizzati per le superiori capacità. Nelle facoltà scientifiche USA non ci sono in pratica Americani. Il know-how è stato pertanto generato da stranieri ... Io, negli USA avevo studenti di dottorato cinesi, coreani, indiani, turchi, ... e nemmeno un americano.

    3. Rnamessaggero 9 novembre 2022

      In parte è vero, ma ti posso garantire che basterebbe lasciar lavorare anche solo un paio di punte per dare credito A a tutta l' Italia.
      Il PC è nato in Olivetti, un suo ingegnere di punta Mario Tchou di origine cinese capiva i transistori, a capo del progetto vi era un italiano.

    4. danone 9 novembre 2022

      L'Italia è una storia a parte anche per me.
      Possiede eccellenze assolute, sarebbe da doppia A, anche più di germania francia e inghilterra, ma dalla sua unificazione voluta da altri è sempre stata un'Italia serva del vincolo esterno.
      Eppure con tutto ciò, se non viene continuamente battuta, si ridesta.

    1. Arian Van Heisen 9 novembre 2022

      I paesi che cedono la loro Sovranità sono indissolubilmente destinati
      a retrocedere dalla Serie A verso la B e la C .
      Liquidati..!

    2. absitiniuriaverbis 9 novembre 2022

      Non è stata ceduta. Abbiamo firmato una resa incondizionata.

    3. ric 11 novembre 2022

      una badogliata!

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