Elias Akleh – The Unz Review - 16 dicembre 2025
Shylock, un usuraio e prestatore di denaro ebreo, è uno dei personaggi principali dell'opera teatrale in cinque atti di William Shakespeare del XVI secolo “Il mercante di Venezia”. Antonio, un mercante veneziano, prende in prestito del denaro da Shylock con un contratto che stabilisce che, se non restituirà il prestito in tempo, Shylock avrà diritto ad una libbra di carne di Antonio. Antonio non riesce a restituire il prestito perché le sue navi mercantili vengono dichiarate disperse in mare. Dopo aver rifiutato per tre volte una somma di denaro più alta come rimborso, Shylock insiste in tribunale sul suo diritto legale alla libbra di carne di Antonio. Travestita da avvocato maschio, l'amica di Antonio, Porzia, salva la vita di Antonio sostenendo che il contratto di Shylock gli dà diritto a una libbra di carne di Antonio, ma non ad una sola goccia del suo sangue.
Israele ha superato lo spirito sanguinario di Shylock. A partire dal 1917, anno della “Dichiarazione Balfour” del governo britannico e per gli ultimi 108 anni, i gruppi terroristici sionisti ebrei Hagana, Irgun (ETZEL), Banda Stern e LEHI, che in seguito hanno formato l'esercito terroristico israeliano, hanno massacrato centinaia di migliaia di palestinesi: uomini, donne, bambini e persino neonati, in centinaia di raccapriccianti massacri (“All That Remains” di Walid Khalidi). Il genocidio perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza, con il lancio di centinaia di migliaia di bombe da 2 tonnellate (bombe MK-84) di fabbricazione e fornitura americana che hanno raso al suolo il 90% delle infrastrutture di Gaza, producendo 60 milioni di tonnellate di macerie secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), assassinando una media stimata di 112.069 civili palestinesi (non i presunti 70 mila), uomini, donne, bambini e neonati, molti dei quali sono stati fatti a pezzi, mutilati, bruciati dal fuoco e sepolti sotto le macerie, e continuando ancora oggi ad uccidere quotidianamente civili palestinesi nonostante il falso accordo di cessate il fuoco, è solo uno dei tanti episodi genocidi del grande genocidio pianificato (simile al genocidio dei nativi americani) dell'intera nazione araba nel progetto della Grande Israele.
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Macerie di Gaza / Corpi bruciati d bambini[/caption]
Non bastava agli israeliani ebrei mostrare totale disprezzo per la vita dei palestinesi distruggendola con ogni metodo immaginabile: la loro depravazione era così profonda che violavano i corpi di coloro che uccidevano prelevando e utilizzando i loro organi come merce di scambio. Hanno infatti creato un'industria e un lucroso business internazionale di prelievo e traffico di parti del corpo umano. Sebbene la Quarta Convenzione di Ginevra del 1949 imponga il rispetto della dignità dei civili morti e vieti esplicitamente il saccheggio o la mutilazione dei loro corpi in tempo di guerra, gli israeliani, che si arrogano il diritto di ignorare e violare tutte le leggi internazionali e umanitarie, ignorano e violano anche questa convenzione.
Questo traffico di organi israeliano è incoraggiato e sostenuto dai rabbini ebrei e dal governo israeliano. Il leader Chabad Lubavitch, il rabbino Yitzhak Ginsburgh, chiamato Malakh (l'angelo), insegnava che:
"Se un ebreo ha bisogno di un fegato, è permesso prendere il fegato di un innocente non ebreo che passa di lì per salvarlo? La Torah probabilmente lo permetterebbe... La vita ebraica ha un valore infinito. C'è qualcosa di infinitamente più sacro e unico nella vita ebraica rispetto alla vita non ebraica" (The Jewish Week, 26 aprile 1996).
Questo atteggiamento razzista è adottato dalla maggioranza degli ebrei israeliani ed è predicato da molti rabbini e politici, non solo dai rabbini Chabad Lubavitch.
Sulla base di tale dichiarazione religiosamente razzista, nel 1986 è stata ufficialmente fondata la Banca Nazionale Israeliana della Pelle da parte del Corpo Medico delle Forze di Difesa Israeliane e dal Ministero della Salute, con sede presso l'Ospedale Universitario Hadassah di Gerusalemme. Sebbene sia stata fondata 40 anni dopo l'istituzione della banca della pelle umana americana, , questa Banca della Pelle di Israele è considerata, con una stima prudente di almeno 170 metri quadrati di pelle umana conservata, la più grande banca della pelle al mondo. Non si può fare a meno di chiedersi da dove provenga la pelle di questa banca, la più grande al mondo, dato che Israele, un paese minuscolo rispetto agli Stati Uniti, secondo la BBC ha il tasso di donatori più basso al mondo – uno su dieci adulti – e che la legge religiosa ebraica proibisce le donazioni e/o i trapianti di organi in quanto “profanazione del corpo”. Tuttavia, è lecito profanare i corpi dei non ebrei (goyim).
Nel 1954 venne fondato a Tel Aviv, come parte della divisione criminale della polizia, l'Istituto di Medicina Legale Abu Kabir. La sua gestione fu trasferita più volte a diversi ministeri, università, istituzioni mediche e infine, nel 2012, f trasferita all'amministrazione medica del Ministero della Salute. Abu Kabir è l'unica struttura in Israele autorizzata a eseguire autopsie. Questo istituto ha attraversato molti scandali di negligenza professionale riguardanti il furto e la vendita di organi umani.
Il business del traffico globale di organi israeliano iniziò a venire alla luce nel 2000, con il caso KidneyGate, denunciato da Nancy Scheper-Hughes, docente di antropologia all'Università della California a Berkeley e fondatrice dell'organizzazione di controllo sul traffico di organi Organ Watch. Ilan Perry, un uomo d'affari israeliano con un background nel settore delle assicurazioni mediche, aveva messo in piedi un sistema globale di traffico e trapianto di organi in collaborazione con Richard Friedlan, il direttore operativo ebreo del Netcare Group in Sudafrica, smascherato dopo ben undici anni.
Nel 2008 fu smascherato anche il caso della Medicus Clinic di Pristina, in Kosovo. L'israeliano Moshe Harel era il principale organizzatore logistico, pianificatore di viaggi e agente finanziario tra i pazienti e le vittime donatrici. Harek collaborava con il chirurgo turco Yusuf Sonmez e con l’ebreo israeliano Boris Wolfman, noto come uno dei leader degli organizzatori del traffico di organi in Israele. Wolfman fu poi arrestato in Turchia nel dicembre 2015 mentre cercava di approfittare dei rifugiati siriani disperati vendendo i loro reni.
Nell'ottobre 2009 il quotidiano svedese AftonBladet pubblicò un articolo investigativo intitolato “I nostri figli vengono derubati dei loro organi”. L'autore, Donald Bostrom, aveva appreso dai palestinesi che essi nutrivano forti sospetti che ai loro giovani, uccisi e i cui corpi erano stati tradugati dai soldati israeliani, fossero stati sottratti organi. L'indagine di Bostrom sulla questione portò alla luce che Levy Izhak Rosenbaum, cittadino con doppia cittadinanza ebraico-israeliana/americana di Brooklyn, Stati Uniti, fungeva da “intermediario” tra i “donatori di reni israeliani” e i clienti americani. Francis Delmonici, professore di chirurgia dei trapianti ad Harvard e membro del Consiglio di Amministrazione della National Kidney Foundation, informò Bostrom che operazioni simili di traffico di organi venivano (e vengono tuttora) effettuate anche in altre parti del mondo e che ogni anno vengono effettuati dai 5.000 ai 6.000 trapianti illegali.
Da dove provengono gli organi forniti dai trafficanti ebrei israeliani? Sul suo sito web Donald Bostrom fornì una risposta scioccante. Riferì che i corpi dei palestinesi uccisi venivano trafugati dall'esercito israeliano per mesi e poi, quando venivano restituiti alle famiglie, l'esercito imponeva un rigoroso processo di sepoltura immediata dei corpi, di solito la sera, senza esaminarli e con la sola presenza dei familiari più stretti, il tutto in modo rapido e silenzioso. Dopo aver notato delle incisioni chirurgiche sui corpi, i familiari fecero successivamente riesumare i corpi per sottoporli ad un esame medico. Fu così scoperto che tutti i loro organi interni erano stati rimossi. Purtroppo, queste scoperte sono state completamente ignorate dal dipartimento della sanità, dai giornalisti occidentali e dai funzionari.
Bostrom intervistò Chen Kugel, colonnello israeliano e patologo, coraggioso informatore che lavorava presso l'Istituto Abu Kabir. Per oltre un decennio Kugel aveva cercato di fermare il furto di organi dall'interno del sistema. Dopo aver affrontato una feroce opposizione, alla fine fu espulso dall'Istituto, dove per 15 anni aveva assistito a questi prelievi/furti di organi. Kugel spiegò così:
“All'istituto, tutto il possibile veniva prelevato senza permesso dai defunti palestinesi, israeliani, turisti, lavoratori ospiti e persino dai nostri stessi soldati”.
Kugel spiegò inoltre che, secondo fonti che lavoravano presso l'Istituto di Medicina Legale Abu Kabir di Tel Aviv, dove si sono verificate queste “irregolarità”, per almeno 24 anni erano state condotte estrazioni illegali di organi su larga scala. Non solo venivano prelevati dai corpi gli organi principali come cuore, fegato, cervello, reni e polmoni, ma anche occhi, cornee, pelle, ghiandole, articolazioni, tendini, ossa lunghe e femori. Alcune parti venivano utilizzate per trapianti, mentre altre parti del corpo e tessuti venivano stati utilizzati per la ricerca o per gli studenti di medicina, a seconda del cliente. Per nascondere queste attività non autorizzate, le palpebre venivano incollate, gli stomaci riempiti con carta igienica e i femori sostituiti con manici di scopa. La pelle veniva prelevata solo dalla schiena, dove è più difficile da scoprire.
Il fatto è, tuttavia, che l'industria israeliana del traffico di organi ha tentacoli che raggiungono ogni parte del mondo. È stato documentato per anni che questa attività redditizia è gestita con la partecipazione diretta di finanziamenti governativi israeliani, di alti funzionari israeliani, di eminenti medici israeliani e di ministeri israeliani. Il Ministero della Difesa israeliano è stato direttamente coinvolto in quello che viene definito il “programma nazionale illegale di turismo dei trapianti” di Israele. In una conferenza sponsorizzata dal PBS 13 Forum di New York, Nancy Scheper-Hughes, che nel 2001 aveva testimoniato davanti a una sottocommissione del Congresso degli Stati Uniti, dichiarò che gruppi per i diritti umani in Cisgiordania le avevano riferito che patologi israeliani rubavano tessuti e organi dai corpi dei martiri palestinesi, spiegando che i trafficanti di organi israeliani:
“... avevano e hanno tuttora un sistema piramidale che è impressionante... hanno intermediari ovunque, conti bancari ovunque; hanno reclutatori, traduttori, agenti di viaggio che si occupano dei visti”.
Aveva seguito per dieci anni le tracce dei contatti di Levy Izhak Rosenbaum, che alla fine avevano portato al suo arresto nel luglio 2009 durante un'operazione dello FBI denominata “Operation Bid Rig” nel New Jersey. Secondo quanto riportato dalla NBC News questo caso, che fa parte di un giro di traffici con base in Israele, è il primo caso di traffico di organi perseguito negli Stati Uniti. Questo caso di traffico di organi umani, riciclaggio di denaro, corruzione politica ed estorsione portò all'arresto di altre 44 persone, funzionari e rabbini, tra cui il sindaco di Hoboken Peter Cammarano III, il sindaco di Secaucus Dennis Elwell, il sindaco di Ridgefield Anthony Suarez, il vice sindaco di Jersey City Leona Beldini, il membro dell'Assemblea statale L. Harvey Smith e il membro dell'Assemblea statale Daniel Van Pelt. I cinque rabbini erano Saul Kassin della sinagoga Shaarei Zion di Brooklyn, New York, Eliahu ben-Haim rabbino della Congregazione Ohel Yaacob di Deal, Edmond Nahum della Sinagoga di Deal, Mordechai Fish della Congregazione Sheves Achim di Brooklyn e suo fratello Lavel Schwartz. Questo scandalo e questi arresti furono riportati anche dal quotidiano The Guardian.
Come riportato dalla CNN, nel 2000 Nancy Scheper-Hughes aveva intervistato il dottor Yehuda Hiss, all'epoca direttore dell'Istituto di Medicina Legale Abu Kabir, il quale aveva confessato il prelievo illegale di organi umani. Egli spiegò che avevano usato la scusa che era necessario eseguire un'autopsia su prigioniero palestinese durante, la quale gli sarebbero stati prelevati organi vitali, il che spiega la pratica di lunga data dell'esercito israeliano di uccidere e rapire numerosi bambini palestinesi nelle città della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. La giornalista consegnò quindi il nastro al canale televisivo israeliano Channel 2, che a sua volta intervistò nuovamente Hiss, il quale confessò:
“Abbiamo iniziato a prelevare cornee per vari ospedali in Israele... tutto ciò che è stato fatto era altamente informale. Non è stato chiesto alcun permesso alle famiglie... il prelievo includeva anche valvole cardiache, pelle e ossa”.
Maira Weiss, ricercatrice israeliana emerita specializzata in Antropologia della Medicina, della Scienza e del Corpo, pubblicò un libro in ebraico intitolato "Over Their Dead Bodies, Power, Knowledge, and the Institute of Forensic Medicine in Israel" (Sui loro cadaveri, potere, conoscenza e l'Istituto di Medicina Legale in Israele), in cui esponeva i dettagli strazianti del prelievo di organi tra il 1996 e il 2002, quando aveva condotto la sua ricerca scientifica presso l'Istituto di Medicina Legale Abu Kabir, assistendo alla triste realtà del prelievo illegale di organi, in particolare da cadaveri palestinesi. Spiegava che operavano sui cadaveri di stranieri, di soldati israeliani e soprattutto di martiri palestinesi. Venivano tutti gli organi sani, comprese le cornee, le valvole cardiache, la pelle, le ossa e le ghiandole. Poi il corpo veniva riempito con carta igienica, incollando le palpebre, usando manici di scopa per sostituire le ossa ed estraendo la pelle dalla schiena in modo che nessuno se ne accorgesse.
Il professor Yehuda Hiss fu sottoposto a un'indagine durata cinque anni su 125 casi di espianto di organi, vendita e falsificazione di testimonianze. Sebbene parte delle prove dimostrasse che Hiss possedeva un “museo di teschi” ad Abu Kabir, tra cui quelli di soldati israeliani, nel 2005 il tribunale israeliano lo condannò soltanto a una reprimenda in cambio della sua ammissione del reato.
Nel luglio 2015, il Parlamento Europeo pubblicò uno storico rapporto sul traffico di organi, intitolato “Traffico di organi umani”, che riportava Israele come uno dei paesi principali coinvolti nel traffico di organi umani. Nell'introduzione si legge:
“Prima del 2000, il problema del traffico di organi umani ... era limitato principalmente al subcontinente indiano e al Sud-Est asiatico. Tuttavia, dopo l'inizio del millennio, il traffico di organi sembra essersi diffuso a livello globale, in gran parte guidato dai medici israeliani”.
Il documento prosegue descrivendo in dettaglio una serie di casi di traffico di organi di alto profilo. Nel capitolo 8, “Traffico di organi e applicazione della legge in Europa e oltre”, la relazione elenca casi reali: la rete indiana Gurgaon, la rete sudafricana Netcare, la rete kosovara Medicus e, per finire, la rete americana Rosenbaum. In tutti i casi tranne uno, le prove hanno portato direttamente allo Stato sionista israeliano, come mostrato nell'illustrazione qui sotto.
L'ultima campagna genocida israeliana, che dura da ormai due anni, contro i palestinesi di Gaza è stata una vera e propria manna per il business israeliano del traffico di organi. L'esercito israeliano ha rapito molti civili palestinesi dalle loro case, dalle scuole, dalle chiese, dalle moschee e da altri rifugi. Ha spogliato i civili rapiti nel freddo inverno e li ha trasportati in camion in campi di concentramento improvvisati nel freddo deserto, peggiori di Abu Ghraib e dei campi di concentramento nazisti. Molti sono stati torturati e uccisi dai soldati israeliani in un atto di vendetta a sangue freddo, mentre molti giovani in buona salute sono stati portati in Israele, alcuni dei quali potrebbero finire all'Istituto forense di Abu Kabir per essere costretti a diventare donatori di organi.
Nel novembre 2023 Euro-Med Monitor ha documentato il furto, da parte dell'esercito israeliano, di corpi di palestinesi morti dall'ospedale Al-Shifa e dall'ospedale indonesiano nella città di Gaza. Avevano anche dissotterrato e rubato i corpi da un cimitero improvvisato di fronte al pronto soccorso dell'ospedale.
Durante il “falso” accordo di cessate il fuoco e lo scambio di cadaveri di entrambe le parti, i corpi dei soldati israeliani restituiti erano intatti e accompagnati da certificati di morte identificativi, mentre i corpi dei civili palestinesi restituiti erano gravemente mutilati, decomposti al punto da essere irriconoscibili e privi di certificati di morte che ne identificassero l'identità e le cause del decesso. Dopo un esame approfondito dei cadaveri palestinesi, il noto chirurgo plastico e ricostruttivo palestinese-britannico, il dottor Ghassan Abu Sittah, che ha trascorso più di un mese lavorando negli ospedali di Gaza durante il genocidio, ha dichiarato che i corpi mostrano segni di rimozione di organi da parte di esperti: mancano cuori, polmoni, fegati, reni e cornee.
Dopo aver esaminato 120 corpi di palestinesi restituiti il 17 ottobre, molti dei quali avevano ancora gli occhi bendati, le mani e i piedi legati, mostravano segni di tortura, impiccagione o colpi di arma da fuoco a distanza ravvicinata e presentavano chiare prove di furto di organi, il dottor Ismail al-Thawabta, direttore generale dell'Ufficio Stampa del governo di Gaza, ha formalmente accusato Israele di aver rubato organi dai corpi dei palestinesi e ha chiesto un'indagine internazionale.
Poiché i crimini israeliani sono sostenuti e protetti principalmente da molti governi occidentali complici come, tra gli altri, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia, che non permetterebbero lo svolgimento di un'indagine internazionale, Israele si è sentito immune e incoraggiato a continuare a commettere crimini così atroci. Questi crimini non sono più incidenti isolati o eccezioni, ma sono diventati una politica sistematica praticata regolarmente. Sono sostenuti e incoraggiati da una retorica politica, religiosa e militare apertamente odiosa trasmessa dalla televisione, che legittima l'uccisione e garantisce ai soldati una completa immunità.
Dopo il falso cessate il fuoco, gli adolescenti palestinesi, in particolare quelli della Cisgiordania, sono diventati facili bersagli da uccidere semplicemente perché sospettati, o anche solo per il fatto di trovarsi nel posto sbagliato, e poi i loro corpi vengono tenuti prigionieri senza essere mai restituiti per mesi, se mai lo saranno. Durante lo scorso mese, novembre 2025, i soldati israeliani hanno ucciso a sangue freddo sei adolescenti palestinesi, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, e hanno trafugato i loro corpi.
Questo è solo un piccolo esempio della depravazione della colonia ebraica sionista israeliana. Vale la pena ricordare, ed è importante comprendere bene, che nella prospettiva religiosa ebraica i palestinesi sono goyim (non ebrei, come voi e me), ai quali il dio ebraico, il razzista e sanguinario Yahweh, ha creato anime animali in corpi umani come schiavi per il suo popolo eletto.
Israele continua a “rivendicare” tonnellate di carne tenera di bambini palestinesi, ma a differenza di Antonio, il mercante di Venezia che trovò un avvocato per proteggersi dall'odio vendicativo di Shylock, le organizzazioni internazionali che si autoproclamano umanitarie e legali stanno a guardare, permettendo che questo olocausto palestinese continui senza sosta.
Per informazioni/approfondimenti più dettagliati, seguire i link sottostanti:
Director of Israeli Skin bank admits taking Palestinian organs.
Israel admits illegally harvesting organs of dead Palestinians.
Revealed in 1990’s Israel stealing organs from Palestinian bodies.
Israeli organ trafficking & theft: from Moldova to Palestine.
Israeli organ harvesting: The New “Blood Libel”?
A brief history of Israel’s theft & trafficking of Palestinian organs.
Israel’s history of theft & trafficking of Palestinian organs.
Israeli military accused of Palestinian organ theft again.
I cannot unsee the photos of the tortured Palestinian hostages returned by Israel.
Chilling accounts from Israeli prisons: torture & organ theft.
Il dottor Elias Akleh è un arabo-americano di origini palestinesi. La sua famiglia è stata vittima di pulizia etnica nel 1948 ad Haifa, in Palestina, da parte dei gruppi terroristici israeliani dopo che questi avevano rubato la loro terra e la loro casa, e si è trasferita a vivere a Beit-Jala/Betlemme, in Cisgiordania. La sua famiglia è stata nuovamente vittima di pulizia etnica nel 1967, quando l'esercito israeliano ha invaso la Cisgiordania. Ora vive negli Stati Uniti e pubblica i suoi articoli in arabo e in inglese su diversi siti web.
Link: https://www.unz.com/article/israel-shylock-merchant-of-the-levant/
Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per come DonChisciotte
Le opinioni espresse in questo articolo non riflettono necessariamente quelle di ComeDonChisciotte.









Balabiott 19 dicembre 2025
Ovviamente non ci sarà nessuna 'Norimberga' per questi criminali...
CptHook 19 dicembre 2025
Dubito...
maghi 20 dicembre 2025
Norimberga solo per gli sconfitti. Hai voglia di aspettare.