Iran, USA, Israele: una guerra metafisica e spirituale

Iran, USA, Israele: una guerra metafisica e spirituale

Di Hanieh Tarkian per ComeDonChisciotte.org

Il conflitto che si sta svolgendo tra l'Iran e Israele, o più ampiamente tra l'Iran e il mondo occidentale, in particolare gli Stati Uniti, è spesso analizzato attraverso lenti strettamente politiche, geopolitiche, economiche e militari. Tuttavia, per comprendere appieno la sua profondità e le sue implicazioni, è essenziale esplorare le sue dimensioni spirituali e metafisiche, aspetti che vanno ben oltre la mera analisi materialistica e che, purtroppo, sono spesso trascurati o manipolati dalla propaganda mediatica.

La Rivoluzione Iraniana del 1979: un evento unico

La Rivoluzione Islamica iraniana del 1979 rappresenta un evento singolare nella storia moderna, distinguendosi dalle altre grandi rivoluzioni degli ultimi secoli. Mentre la Rivoluzione Francese e quella Bolscevica russa si fondavano su valori materialistici, la rivoluzione iraniana aveva alla sua base profondi valori spirituali e religiosi. Questa non fu una rivoluzione guidata da élite militari o un colpo di stato, bensì un'insurrezione popolare, nata dal malcontento verso le politiche dello Scià, un "burattino degli Stati Uniti". Il popolo iraniano sentiva la necessità impellente di proteggere la propria identità, i propri valori spirituali e religiosi, minacciati dalla politica di occidentalizzazione forzata dello Scià.

L'Iran, in questo contesto, ha dimostrato una notevole capacità di preservare la propria identità culturale e religiosa. Inoltre, nonostante la maggioranza della popolazione segua l'Islam sciita, il paese ha mantenuto vive anche le tradizioni e le minoranze religiose, come quelle zoroastriane, il che si riflette nel calendario iraniano e nelle sue festività. Questa cultura ricca e forte contrasta nettamente con la percezione di un'Europa che ha perso gran parte delle proprie radici culturali a causa di influenze mediatiche e propagandistiche, spesso promosse dal mondo anglosassone, alleato dei sionisti, che ha cercato di distruggere le eredità culturali anche in Medio Oriente.

I valori fondamentali della Repubblica Islamica dell’Iran

I valori che hanno sostenuto la rivoluzione e che ancora oggi tengono unito il popolo iraniano sono profondamente radicati e di portata universale:

• Giustizia, indipendenza e vera libertà: non si tratta di una libertà superficiale dettata dalle mode, ma della vera libertà di crescere sia materialmente che spiritualmente. Nell'Islam, la vita materiale non è condannata; al contrario, deve essere gestita correttamente, secondo insegnamenti religiosi e morali, per favorire il benessere individuale e la crescita spirituale. La vita terrena è vista come un "terreno di preparazione per la vita nell'aldilà". • Etica, morale, fratellanza, onore e dignità umana: questi principi guidano le interazioni sociali e individuali. • Lotta all'oppressione: un valore cardine è la ferma opposizione all'oppressione. La Costituzione iraniana sancisce l'indipendenza del paese e il dovere di aiutare altri popoli a liberarsi dall'oppressione e dalle ingerenze straniere. Questo è il motivo per cui l'Iran sostiene il popolo palestinese, visto come un popolo oppresso, e ha appoggiato la Siria e l'Iraq contro gruppi terroristici sostenuti dagli oppressori per eccellenza, ovvero gli Stati Uniti e Israele. • Patriottismo e attaccamento all'identità: attenzione questo valore è positivo solo se la nazione difende la verità e lotta per la giustizia e contro l'oppressione. Al contrario, un nazionalismo come quello israeliano è negativo perché Israele è dalla parte del male. Infatti come può essere definito un regime che sta compiendo un genocidio contro un popolo che non ha possibilità di difendersi? Un regime che uccide donne e bambini, e se ne vanta, che colpisce indiscriminatamente ospedali, scuole e luoghi di culto, e tutto ciò con il sostegno dei suoi alleati. Un esempio emblematico di questa lotta contro l'oppressione è l'Imam Hussein, nipote del Profeta, il cui martirio è ancora oggi commemorato dagli sciiti come simbolo di resistenza contro la tirannia. La sua storia insegna che il dovere spirituale deve essere compiuto indipendentemente dal risultato materiale, e che la morte, specialmente il martirio, rafforza il messaggio. Questo principio si è manifestato anche nell'uccisione del generale Soleimani, la cui morte ha rafforzato l'ideologia della rivoluzione. • Fiducia in se stessi e unità del popolo: la rivoluzione ha infuso nel popolo iraniano la convinzione che un popolo unito possa liberarsi dall'oppressione. In questo modo si crea un "circolo virtuoso": più si rafforza la fede, più la fede rafforza l'azione, e l'azione a sua volta aumenta la fede. L'aggressione israeliana recente, lungi dal dividere, ha di fatto unito il popolo iraniano, smentendo la propaganda che lo dipinge come frammentato.

Il Grande Israele e le ideologie pseudo-religiose

Il progetto del Grande Israele non si limita ai confini palestinesi, ma è un piano ben più vasto. Non può essere definito un progetto puramente religioso, poiché persino gli ebrei ortodossi contrari allo stato di Israele ritengono che la sua fondazione vada contro gli insegnamenti originali dell'ebraismo. Si tratta piuttosto di un progetto basato su interpretazioni deviate o pseudo-religiose degli insegnamenti ebraici.

Questa visione distorta è stata abbracciata anche da gruppi di cristiani sionisti negli Stati Uniti, che, basandosi su una lettura errata della Bibbia, credono che sostenere Israele sia un modo per accelerare la seconda venuta di Gesù Cristo. A complicare ulteriormente il quadro, esiste anche un fenomeno di "Islam sionista", rappresentato dai paesi che hanno aderito ai "Patti di Abramo" (come Bahrain e Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, anche se quest’ultima non ufficialmente). Questi paesi, che peraltro hanno sostenuto gruppi terroristici, sono accomunati da ideologie pseudo-religiose che permettono loro di perseguire i propri interessi in Medio Oriente.

La costruzione del Terzo Tempio a Gerusalemme, che implicherebbe la distruzione della Spianata delle Moschee, è un obiettivo condiviso da ebrei e cristiani sionisti, convinti che ciò possa accelerare la venuta del loro Messia.

Le conseguenze escatologiche di un possibile crollo dell'Iran

La caduta o un indebolimento critico dell'Iran avrebbe conseguenze profonde non solo a livello geopolitico, ma anche e soprattutto a livello metafisico ed escatologico. Il conflitto in corso è una battaglia del bene contro il male. L'Iran, insieme all'Asse della Resistenza (Hezbollah in Libano, Ansarullah in Yemen), è schierato dalla parte del bene. Lo Yemen in particolare è un esempio di una fede incrollabile: nonostante anni di guerra e bombardamenti, il suo popolo continua a sostenere i palestinesi, definendolo un dovere morale, umano e religioso, senza curarsi delle minacce materiali di Stati Uniti e Israele.
Nella visione sciita, si arriverà a un conflitto finale tra il bene e il male che porterà alla Parusia, ovvero la venuta del Salvatore, il Mahdi, che tornerà insieme a Gesù Cristo per ristabilire la giustizia nel mondo. Uno degli scopi della Repubblica Islamica dell'Iran è quello di preparare la società a questo evento, rendendola pronta a combattere per la giustizia e a sacrificarsi sulla via della verità.

Un indebolimento o la caduta dell'Iran avrebbe implicazioni drammatiche. Infatti se la società non è pronta ad accogliere il Salvatore e a combattere al suo fianco, si rischia un ritardo nella Parusia. Il timore è che, in una società impreparata, Gesù Cristo possa essere "crocifisso di nuovo" e l’Imam, guida della società, "ucciso di nuovo", proprio come avvenne con l’imam Hussein. Inoltre, la caduta dell'Iran significherebbe anche la caduta dell'Asse della Resistenza, privando popoli oppressi come quello palestinese della loro ultima speranza materiale e spirituale. La perdita di speranza porterebbe a una diminuzione della fede, con il rischio di una situazione ingestibile e l'egemonia del male, ben peggiore dello stato attuale, che già vede un genocidio in corso senza che nessuno riesca a fermarlo.

Questa battaglia tra bene e male non si svolge solo sul piano globale e geopolitico, ma soprattutto all'interno di noi stessi. La vittoria del bene contro il male, la Parusia, non verrà dall'alto, ma quando ciascuno nel suo cuore sarà pronto per questo.

Pertanto la questione palestinese o il conflitto tra Iran e Israele non sono conflitti locali, ma manifestazioni di una battaglia del bene contro il male che ci riguarda tutti sia da un punto di vista umano ma anche da un punto di vista spirituale ed escatologico.

Di Hanieh Tarkian per ComeDonChisciotte.org

20.07.2025

In merito, rilanciamo dal canale Youtube Lo Specchio Vuoto l'intervista video: Iran, Usa, Israele: Una guerra Metafisica e Spirituale - Intervista ad Hanieh Tarkian

Commenti (20)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. gelsomino 21 luglio 2025

      Tolkien, un fervente cattolico, attraverso la trilogia de Il Signore degli anelli" metteva in evidenza questo manicheismo che non si risolverà mai con la distruzione del Bene o del Male ma con il raggiungimento di un difficile ma possibile e auspicabile equilibrio fra le due entità

    2. ric 21 luglio 2025

      un " equilibrio " fra il bene ed il male non mi piace.....

    3. lazarovici 22 luglio 2025

      il bene e il male sono abbracciati, avvinghiati in ogni vivente, come la vita e la morte

    4. ric 25 luglio 2025

      vero ma non comprendo l' utilita' del male...

    5. gelsomino 25 luglio 2025

      Se non esistesse il male non esisterebbe neppure il concetto di Bene

    6. ric 25 luglio 2025

      mi srmbra stano come concetto...

    1. sim 21 luglio 2025

      Non condivido questo modo polarizzante di descrivere il conflitto tra Iran e Israele. Il fatto di voler attribuire semplicisticamente all'Iran il ruolo dei 'buoni' e ad Israele/USA il ruolo dei 'cattivi' crea (di fatto) una frattura incolmabile, che a lungo andare porterà necessariamente alla distruzione totale di uno dei due blocchi.
      L'orgoglio e la pretesa di essere la 'nazione dei buoni' giustifica in realtà una volontà egemonica... questo vale tanto per gli USA quanto per l'Iran, la 'nazione dei nobili', o degli 'ariani', i 'signori'... quando il Signore è uno solo e desidera la pace e l'armonia tra i popoli!
      In questa ferita insanabile la giustizia misericordiosa, che è la quintessenza della tradizione ebraica, cristiana e mussulmana, va perduta, perché si giustificano le violenze contro i presunti cattivi perpetuando l'inimicizia e la sfiducia tra 'eterni rivali'.
      Questa dialettica distruttiva fa solo il gioco della 'bestia':
      https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere-1749645515994
      il cui scopo è proprio quello di provocare lo sterminio dei popoli giustificando guerre infinite.
      Quindi Hamas l'hanno finanziato un po' tutti, ma in particolare:

      • l'Iran, in nome della resistenza armata, condannando di fatto (e prevedibilmente...) i palestinesi allo sterminio, vista in particolare la sproporzione di forze con l'IDF
      • USA/Israele tramite paesi arabi moderati (o 'alleati', compresi quelli dei 'Patti di Abramo'...) passando attraverso il Qatar e con l'approvazione dei sionisti per ogni trasferimento di denaro, come confermato dalle stesse autorità qatariote

      La Cina (e pure la Russia, e più in generale il blocco dei BRICS) gongolano perché la credibilità degli Stati Uniti e più in generale dell'Occidente (principale avversario geopolitico) in particolare tra i paesi arabi (ma non solo) viene devastata dal protrarsi del genocidio.
      Per l'attuale distopico governo israeliano questa dialettica violenta è la sola che permetta l'espansionismo, la pulizia etnica, l'esproprio e il massacro, così rispondere alla minaccia con la violenza diventa la prassi per la (non) risoluzione dei conflitti.
      In pratica ciascuno di questi 'attori' contribuisce alla continuazione del genocidio, ciascuno pensa di essere moralmente superiore agli altri e di poter decidere la questione nei propri termini con l'uso della forza, e soprattutto ciascuno è disposto a sacrificare il popolo palestinese per portare avanti la propria agenda geopolitica...
      Ai capi di Hamas propongo una soluzione a questo circolo vizioso: perché (al posto di condannare al martirio il popolo palestinese nascondendovi sotto terra in nome della jihad, come avete fatto fin'ora...) non rilasciate tutti gli ostaggi e poi vi consegnate volontariamente alle autorità di una nazione araba neutrale, piuttosto che continuare a fungere da foglia di fico per la prosecuzione del massacro?
      Se credete davvero in Allah, non sarebbe questo un gesto di vero coraggio, un'opera buona a favore del vostro popolo, piuttosto che starvene rintanati nei tunnel in nome di una resistenza disperata?
      Ma forse quelli che vi hanno finanziato finora, i guerrafondai dell'una e dell'altra parte, non hanno interesse a questo genere di soluzione umana...
      Qual è il vero martire: quello che sacrifica il popolo per salvare se stesso, o quello che sacrifica se stesso per salvare il popolo?

    2. ric 21 luglio 2025

      hai mai pensato che Hamas . sia una sigla inventata e utilizzata a piacimento da tutto il mondo occidentale per permettere ad israele di fare tutto quello che vuol per appropriarsi di tutto il medio-oriente ?

      come farebbe israele ad invadere Libano, Siria , Giordania e ecc...Suez compreso . senza dare spiegazioni ?

      -------------------------------------

      https://phantom-marca.uecdn.es/2bff0fc07f43945d45e3deeb3cc391d3/resize/1200/f/webp/assets/multimedia/imagenes/2025/03/22/17426386774455.jpg

    3. ric 21 luglio 2025

      per chi crede....che israele si stia difendendo..da Hamas,,,

      -------------------------------------

      https://www.facebook.com/NessunLuogoRadio24/videos/la-mappa-animata-della-grande-israele-disegnata-per-noi-dai-cartografi-di-fase-d/1098627715246039/

    4. sim 22 luglio 2025

      Proprio per questo sarebbe quanto mai opportuno, per la leadership iraniana, dissociarsi totalmente da tale sigla e denunciarla come un inganno strumentale, piuttosto che continuare a gettare benzina sul fuoco sostenendola; essa (di fatto) sta solo facendo il gioco dei sionisti: con il pretesto di lotta al terrorismo e liberazione degli ostaggi infatti l'occupazione e il genocidio risultano (in qualche misura...) giustificabili all'opinione pubblica israeliana. E invece in Iran ancora si inneggia al 7 ottobre, facendo intendere al mondo che dietro vi sia chissà quale oscura potenza islamica, una seria minaccia a cui Israele deve quindi rispondere... e pazienza se le conseguenze di al-Aqsa Flood si sono rivelate marginali per Israele ma letteralmente devastanti per il popolo di Gaza; basta appioppare a donne e bambini l'etichetta di 'martiri della resistenza' e il massacro diventa 'sostenibile' tanto per gli israeliani quanto per gli islamici...
      Se la leadership iraniana fosse stata seriamente intenzionata a difendere Gaza non sarebbe rimasta a guardare quando Israele lì cominciò a fare tabula rasa di tutto. E invece i proxy (Hezbollah e Huthi) si limitarono a modeste azioni di disturbo, mentre l'Iran per molti mesi non intervenne affatto; rispose militarmente in maniera moderata soltanto dopo attacchi diretti. Quindi: prima contribuisci a mettere in moto la macchina di sterminio sionista approvando una provocazione (ma al contempo prendendone le distanze...), poi lasci che i sionisti compiano pressoché indisturbati il massacro dei civili palestinesi. In pratica si accetta il martirio dei palestinesi per consentire ai sionisti di portare a termine il loro 'sporco lavoro'... e a tutti va bene, per svariate ragioni di convenienza geopolitica. Infine però si ci si vorrebbe pure ergere a difensori del popolo palestinese!
      Non so quali altri popoli oppressi vorrebbero essere difesi a questo modo...
      'Armiamoci e partite' e 'gettare il sasso poi nascondere la mano' sono 'logiche della bestia' agli antipodi dell'autentico spirito dei martiri.

    5. BrunoWald 22 luglio 2025

      "...quando il Signore è uno solo e desidera la pace e l’armonia tra i popoli!"

      Si, come no, basta leggere l'Antico Testamento per capire quanto il "Signore" desiderasse la pace e l'armonia tra i popoli: per questo istigava un massacro dopo l'altro, "non lascerai anima viva" e così via.

      "...la giustizia misericordiosa, che è la quintessenza della tradizione ebraica, cristiana e mussulmana"

      Ne fa fede la loro storia pacifica, esempio di empatia e tolleranza.

      "...i guerrafondai dell’una e dell’altra parte..."

      Nella notte tutte le vacche sono nere?

    6. sim 22 luglio 2025

      Comprendere la 'quintessenza' è il risultato di un lungo cammino di crescita spirituale; il rapporto dell'anima con Dio inizialmente passa attraverso l'obbedienza cieca e il castigo violento, perché le anime 'giovani', dopo la caduta del peccato originale, comprendono poco o nulla del disegno divino, della Legge ecc. Proprio per questo Dio nell'Antico Testamento (a uno sguardo superficiale) può apparire dispotico, ingiustamente severo e pure spietato, spesso e volentieri, anche perché le Sue decisioni contingenti, il senso dei Suoi comandi ecc. spesso non vengono 'spiegati' adeguatamente, come invece avviene nei Vangeli, che usano un linguaggio 'dolce' che la maggior parte dei nostri 'padri' non avrebbe affatto compreso. Ai 'duri di cervice' occorre un linguaggio più duro della loro capocciona, se li si vuole guidare... le parole piene d'amore misericordioso di Gesù, in quel contesto, non avrebbero trovato 'terreno fertile'; i decreti rigidi invece suscitavano 'timore' e obbedienza, così il popolo (almeno per un po'...) 'rigava dritto'.
      In realtà anche nell'Antico Testamento vi sono diverse circostanze in cui la giustizia misericordiosa trova ampio spazio, anche se il culmine (per chi ha occhi per vedere...) lo si trova proprio nel Nuovo Testamento.
      Dopo un cataclisma, quando cade un aereo ecc.: molta gente muore (massacro) senza che vi sia un'apparente giustificazione (mentre, come si dice, 'non cade foglia che Dio non voglia'). Ecco che allora ci si lamenta con Dio del 'destino crudele'...
      Ma chi siamo noi per giudicare, per comprendere il grande disegno divino?
      Noi umani 'giochiamo' (molto spesso...) per stare comodi qui sulla terra e tirare a campare, e giudichiamo secondo le nostre convenienze; Dio invece 'gioca' per riportare a Sé le anime perdute. I decreti di Dio possono quindi apparire incomprensibili, da un punto di vista umano.
      Chi (pur ignorante) finge di avere la verità in mano si concede il 'lusso' del giudizio 'alla cieca' sull'operato del proprio prossimo e pure su quello di Dio... questo orgoglio 'a briglia sciolta', a lungo andare, provoca la caduta delle anime.
      Per salvarsi occorre invece l'umiltà di fidarsi di Chi ne sa di più... proprio la fede in Dio ci aprirà gli occhi (quando saremo pronti) sulle verità e sulla Verità che per adesso rimangono (per il nostro bene) ancora velate.

    7. Ghisa 22 luglio 2025

      Caro Bruno, parole sante.

      sono rimasti fermi alla parabola del buon samaritano: non la capiscono e da li non si sono mossi.

      D'altra parte bene ha puntualizzato quel rabbino la differenza tra ebrei e Cristiani.
      Loro, i cristiani, aspettano che Cristo torni per dischiudere le porte in un mondo metafisico.
      A noi invece, quando verrà il nostro messia, è stato promesso il regno di questo mondo.
      >>

    8. BrunoWald 22 luglio 2025

      Ha ragione, caro @sim, quando cade un aereo ci si lamenta del destino crudele, specie se a bordo c'erano i nostri cari, perché non comprendiamo i disegni del Signore: se ad esempio diagnosticano una malattia incurabile a tuo figlio di pochi anni, basterebbe pensare che "non cade foglia che Dio non voglia" per andare a dormire sereni!

      È stupefacente la capacità che abbiamo di arrampicarci sugli specchi, di eseguire le più spericolate acrobazie intellettuali, di umiliare il nostro intelletto e la nostra sensibilità pur di negare l'evidenza, pur di continuare ad afferrarci alle nostre illusioni, non importa quanto assurde possano rivelarsi - del resto, il "Creo quia absurdum" è una consegna che si commenta da sola.

      Che l'Antico Testamento non sia un testo religioso, ma la cronaca autocelebratoria di un insignificante clan tribale che strinse un patto con un mostro sanguinario, il quale li istigava a prendersi le terre e le vite altrui (proprio come succede anche oggi), e che non abbia nulla a che fare con la religione fondata secoli dopo da Saul di Tarso, è talmente evidente che gran parte della Chiesa delle origini voleva troncare ogni rapporto con il giudaismo, ma furono sopraffatti dalla corrente che si inventò i concetti di Antico e Nuovo Testamento sulla base di fantasiose profezie rimaneggiate ad hoc.

      "Ma chi siamo noi per giudicare, per comprendere il grande disegno divino?"

      Che magnifica scappatoia, non è vero?

      Io preferisco considerare che siamo gli unici mortali a cui sia stata data un'intelligenza affinché ne facessimo uso, con coraggio e integrità, e ci assumessimo la responsabilità di stabilire ciò che è giusto o sbagliato di fronte alla nostra coscienza, anziché sottometterci a chi esige da noi fede cieca, con la ridicola pretesa di possedere la Verità.

    9. sim 23 luglio 2025

      E la nostra limitata coscienza da dove ci viene, di grazia?
      Te la sei auto-generata tu, uomo, o a te, uomo, l'ha data Dio?
      Se viene da Dio, non sarebbe forse saggio per te, uomo, cercare Dio e la Sua Coscienza, che abbraccia ogni cosa, piuttosto che brancolare nelle tenebre dell'orgoglio di chi pretende di sapere, in un mondo già pieno di ignoranza, insidie e tranelli?
      Paolo di Tarso (Saulo non fondò proprio nulla, e neppure il 'rinato' Paolo, che si limitò ad 'edificare sulla roccia': Cristo) era un giudeo che mai rinnegò la sua tradizione (anzi, ne andava fiero! V. ad esempio la Lettera ai Romani 11, 11-36), né la Legge del 'Dio dei padri', lo stesso che nel cristianesimo sarà chiamato 'Dio Padre'. Anche nei Vangeli il legame con l'Antico Testamento è cosa certa, altrimenti non avrebbe neppure senso parlare di un 'Nuovo' Testamento... se è 'nuovo' è perché è la naturale 'evoluzione', per così dire, del 'vecchio' o 'antico', quello che l'ha preceduto.
      Questa è logica elementare, non fede...
      Le palesi menzogne, le mistificazioni e le denigrazioni non fanno che allontanare le anime dalla Verità, la sola che (una volta accolta) le renderà libere.
      L'odio per la fede invece rende gli empi 'figli della menzogna' (il cui padre è satana), con tutte le conseguenze del caso...

    10. BrunoWald 23 luglio 2025

      Da dove ci viene la coscienza?

      Buona domanda!

      Ma te ne propongo una ancora migliore: perché ci è stata data?

      La risposta è evidente: affinché la usassimo! Altrimenti, ci avrebbero creati stupidi come le pecore, non credi? Poi ci sono quelli che preferiscono affidarsi ciecamente a un catechismo qualsiasi, ed è giusto che sia così: a ciascuno il suo, insegnavano i Romani, nostri Avi.

      È evidente che non ha senso parlare di "Nuovo Testamento", perché non è affatto la "naturale evoluzione" del Vecchio, ma bensì la sua negazione, il suo totale capovolgimento.

      Anche questa non è fede, è logica elementare, anzi, è la capacità di leggere quello che sta scritto: qualunque cosa si pensi del cristianesimo, esso non ha nulla a che vedere con la bibbia giudaica. Almeno in teoria, perché poi nella pratica si son dimostrati buoni discepoli...

      Indirettamente, ma neanche tanto, mi hai bollato come "empio figlio della menzogna - (il cui padre è satana), con tutte le conseguenze del caso"… Già mi vedi arrostire all'inferno, non è vero?

      Ti lascio volentieri con questo pio desiderio, affinché ti scaldi il cuoricino tra un Padre Nostro e un'Ave Maria.

    11. sim 23 luglio 2025

      No, non ti auguro affatto il male.
      Dire 'Stai attento, perché se continui a tener sospesa sulla testa una pentola di acqua bollente finisce che ti ustioni!' non manifesta il desiderio che accada il peggio, ma quello di evitarlo! I cristiani pregano Dio per la salvezza delle anime, mai per la loro condanna. Per la 'vendetta' (se e quando necessaria) ci penserà il Signore, che conosce le profondità dei cuori, i tempi e i momenti, e può quindi giudicare secondo verità e con l'opportuna dilazione. La preghiera in realtà può essere utile ad allontanare il 'giorno del giudizio' e a favorire la conversione, per dare più di tempo e spazio alle anime di ravvedersi e trovare salvezza dai peccati che le ottenebrano.
      I Vangeli sono pieni di riferimenti all'antica Legge. Gesù stesso afferma con molta chiarezza: "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento." (Matteo 5, 17)
      È vero che in certi casi questo 'compimento' può apparire quasi come una rivoluzione; tuttavia la pretesa di 'sradicare' i Vangeli dalla tradizione giudaica che li ha preceduti (alla luce delle tante evidenze che dimostrano il contrario) è assurda.
      Poi se uno dà credito a Mauro Biglino o altri simili 'profeti' senza leggere, riflettere e meditare adeguatamente le Sacre Scritture al solo fine confermare un vecchio pregiudizio negativo, è giusto ammonirlo e dimostrargli che è in errore. Chi non riconosce di aver commesso un errore è destinato a ripeterlo, e perseverando nell'errore, da che mondo è mondo, si finisce male...
      L'umiltà è la virtù che stempera la superbia e riporta le anime in grazia di Dio. Per questo pregare Maria, l'umile serva di Dio senza peccato che 'schiaccia la testa del serpente', è così importante. Io stesso, fino a poco tempo fa, denigravo Maria e ne disapprovavo il culto. Quello che mi aperto gli occhi (paradossalmente...) è stato prendere atto dell'odio viscerale che molte anime dannate (durante gli esorcismi) manifestano contro di Lei. Dato che quelle fanno sempre al contrario di come Dio comanda, proprio da questo ho compreso che pregare l'umile serva era la cosa migliore che potessi fare per cercare di 'raddrizzare' le mie tante storture e tornare in grazia di Dio...

    12. BrunoWald 24 luglio 2025

      Ormai è un pò tardi per screditare Biglino, dopo che vi ha tradotto la Bibbia per le edizioni Paoline.

      In ogni caso, chi dà credito ai "profeti" siete voi, io non sono un fan di Biglino: gli riconosco però la competenza, e il merito di leggere quello che sta scritto, senza appiccicargli sopra interpretazioni fantasiose: gli riconosco, in breve, di attenersi ai fatti. E non ho ancora saputo di qualcuno che sia riuscito a confutarlo, al riguardo.

      Mi creda, non c'è bisogno che nessuno ci dica cosa pensare, e nemmeno che ci fornisca traduzioni più serie di quelle autorizzate dai preti: per capire cosa sia il cosiddetto "Antico Testamento", basta e avanza la Bibbia della CEI.

      Voi le chiamate le "Sacre Scritture"? Ottimo, ognuno scelga il suo cammino. Vi sentite legati alla tradizione giudaica? Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, ma anche questi sono affari vostri.

      Da parte mia, posso solo augurarle una buona giornata.

    13. sim 25 luglio 2025

      L'errore di Biglino è quello di accusare la Chiesa di aver mistificato il messaggio della Bibbia solo perché Dio talvolta parla per bocca di profeti, altre volte per bocca di angeli, talvolta in forma di Elohim, in certe situazioni tramite fragorose voci celesti, talvolta attraverso sogni e visioni, oppure attraverso segni e miracoli, talvolta si manifesta come una brezza leggera, altre volte il 'pugno di Dio' infligge cataclismi e 'punizioni collettive', talvolta parla con dolcezza e perdona; in seguito sarà il Figlio dell'uomo che parlerà 'per bocca' del Padre, successivamente i messaggi di Dio li trasmetteranno Martiri e Santi... ma anche di semplici peccatori che talvolta, 'sotto ispirazione', affermano delle verità; senza contare le (autentiche) apparizioni mariane ecc.
      Il 'Signore' ha quindi molte forme, molte voci, molte vie.
      E con ciò?
      Questo 'metodo di comunicazione multicanale' potrebbe generare confusione nei fedeli e indurre più di qualcuno a voler separare e distinguere le varie 'voci', come ha cercato di fare Biglino, nel tentativo di svelare e 'demistificare' che cosa c'è dietro al 'fenomeno Dio'. Tuttavia, in questo suo 'dissezionare la fede', il dotto ricercatore si è allontanato (e allontana chi lo ascolta...) ancora di più dalla verità fraintendendo la Natura Divina, perso nel bicchier d'acqua delle Sue variegate espressioni.
      La conclusione (quanto mai errata...) di Biglino è che il 'Signore' sarebbe una sorta di fenomeno creato in parte dall'uomo stesso e in parte dall'intervento di una qualche superiore razza aliena che si sarebbe divertita per molti secoli a tiranneggiare un'umanità ignorante, credulona e tecnologicamente inferiore (un po' come stanno facendo gli attuali oligarchi, che giocano coi loro soldini e privilegi a fare gli dei in terra; purtroppo questo 'copione' lo conosciamo fin troppo bene...).
      Questo lettura sostanzialmente atea della Bibbia è quanto mai avulsa e aliena dalla realtà, presentando la religione come una sorta di fregatura per sempliciotti che non hanno capito nulla, quando invece chi non ha capito nulla è proprio l'intellettuale che pretende di svelare l'arcano facendo rientrare tutto nell'ambito del suo pensiero razionale, massacrando in tal modo tutto ciò che di prezioso ed eterno la Bibbia introduce, tutto quello che richiama all' "oltre" e parla il linguaggio ancestrale dell'anima. Proprio per preservare questa 'poesia della fede' la Chiesa ha (in minima parte) 'semplificato' la traduzione delle scritture, senza per altro celare nulla di sostanziale, ma lasciando al lettore la possibilità di 'sollevare il velo' (oppure no...), proprio come faceva Gesù quando si esprimeva in parabole, al fine di non creare 'scandalo' esprimendo direttamente verità troppo 'dure da digerire' per il suo variegato uditorio. Pian piano ciò non si era ben compreso alle prime letture potrà emergere (a Dio piacendo) in letture successive.
      Saltare alle conclusioni per demistificare porta invece a gettare tutto alle ortiche o a far rientrare tutto nell'ambito del mito: è come rigettare la 'manna dal cielo' pensando che contenga chissà quale veleno...
      Così, come si dice, 'la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi': chi si era proposto di svelare l'arcano tiene invece le anime lontane dalle salvifiche e liberatorie verità dello Spirito che la Bibbia contiene.

    1. XYZ 21 luglio 2025

      da come prosegue la campagna sionista a oggi pare più Israele sull'orlo della caduta...nei 12 gg di attacco all'Iran hanno preso sberle a più non posso e si sono trovati a corto di missili per far funzionare il loro famigerato iron paper ... da cui la richiesta dicessate il fuoco e il pseudo intervento americano

Visualizzati 20 di 20 commenti approvati.