Ipertensione: le crucifere ne abbassano i valori

Ipertensione: le crucifere ne abbassano i valori

di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Sono il gruppo di verdure meno consumato, eppure le crucifere (broccoli, cavoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, rucola, ravanelli …) hanno tante qualità e adesso uno studio pubblicato sulla rivista Bmc Medecine evidenzia che sono anche in grado di abbassare i valori della pressione diminuendo di circa il 5% il rischio di incorrere in un infarto o ictus.

La ricerca è stata condotta per un periodo di sei settimane: i partecipanti (adulti con pressione leggermente elevata) hanno consumato per due settimane quattro porzioni al giorno di verdure crucifere, mentre durante le altre due settimane (intervallate da due settimane di dieta normale) hanno consumato quattro porzioni giornaliere di verdure a radice e zucca.

La pressione sanguigna dei partecipanti è stata misurata continuamente per 24 ore prima e dopo entrambi i periodi di intervento e, alla fine, i ricercatori hanno riscontrato una differenza di 2,5 mmHg nella riduzione durante il periodo di consumo di verdure crucifere.

L'ipertensione è il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e la sua prevalenza aumenta con l'età. I glucosinolati, sostanze che si trovano quasi esclusivamente nelle verdure crucifere, già in passato avevano dimostrato di essere in grado di abbassare la pressione sanguigna negli animali, ma finora non c’erano prove negli esseri umani. Questo studio, dunque, dà una prima risposta; tuttavia, in attesa di ulteriori conferme future, è importante sottolineare che le verdure crucifere non contengono solo glucosinolati in concentrazione più elevate rispetto alle altre verdure, ma anche livelli più elevati di vitamina k. Inoltre, forniscono tante sostanze benefiche come magnesio, flavonoidi, vitamina C e folati. Tutte potenzialmente in grado di incidere in modo benefico sulla pressione sanguigna.
Tra i composti più importanti vi è, inoltre, anche il sulforafano, una sostanza antitumorale nonché un potente induttore degli enzimi della fase 2, una classe di enzimi localizzati nel fegato, responsabili dell'eliminazione di sostanze tossiche come l'alcool e il fumo di sigaretta.

Il sulforafano non è presente nelle crucifere integre, ma si forma in seguito alla rottura delle pareti delle cellule vegetali (quando, ad esempio, mastichiamo o tagliamo le verdure). Il suo precursore è la glucorafanina che si trasforma in principio attivo grazie all'azione di un enzima chiamato mirosinasi. Quando la parete cellulare viene rotta, attraverso la masticazione oppure l'atto di tagliare le verdure, l'enzima si mescola alla glucorafanina e dà origine al sulforafano.
Dunque, per ottenere i benefici del sulforafano è necessario mangiare le crucifere crude masticandole molto bene (è il caso del cappuccio bianco o rosso o della rucola o dei ravanelli) oppure vanno tagliate prima della cottura e lasciate riposare una ventina di minuti prima di cuocerle e, in ogni caso, non vanno cotte troppo a lungo.
Infine, un'ulteriore accortezza da utilizzare è quella di evitare la bollitura altrimenti le sostanze benefiche di questi ortaggi si disperdono nell'acqua.

Utilizzare sempre verdure di stagione: dai broccoli e cavolfiori congelati non si può ricavare alcun sulforafano dal momento che generalmente le verdure prima di essere congelate vengono immerse in acqua bollente al fine di distruggere gli enzimi e consentirne una migliore conservazione.
Se dunque compriamo crucifere congelate, è bene dopo la cottura condirle con polvere di semi di senape
(anche la senape è una crucifera) che contiene gli enzimi ancora attivi. Ciò permette di attivare la produzione di sulforafano.

Infine, va detto che le crucifere contengono anche sostanze cosiddette gozzigene, sono gli isotiocianati che ostacolano l'assorbimento dello iodio da parte della tiroide inibendo di conseguenza la sintesi degli ormoni tiroidei. L'accorgimento, nel caso di ipotiroidismo, è di tagliare questi ortaggi a strisce sottili e mangiarli sempre cotti (l'azione gozzigena viene in parte disattivata dalla cottura); inoltre, è bene associare a queste verdure il pesce, ricco di iodio, oppure alle alghe.

N.B.

L'alimentazione è la chiave di volta della nostra salute: attraverso il cibo possiamo riequilibrarci e rafforzare il nostro benessere, oppure al contrario peggiorare le nostre condizioni.
Informarsi, approfondire, conoscere le caratteristiche degli alimenti e gli effetti che hanno sul nostro organismo è fondamentale per riappropriarci del naturale diritto alla salute sia per noi che per le generazioni future.

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Valentina Bennati ComeDonChisciotte.Org

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. carla 12 ottobre 2024

      Non dico di mangiare spesso broccoli e cavoli, ma ravanelli e rucola li semino in giardino ogni anno, e quindi ogni insalata che metto in tavola ne è ricca.
      Cavoli e broccoli piacciono a tutti in famiglia e l'unico problema che presentano: l'odore per la casa in cottura, lo elimino cucinando insieme 1-2 patate che poi verranno servite anch'esse come contorno lesso.
      Molti dei problemi di certe verdure come la digestione della peperonata, che cucino spesso d'estate, si possono risolvere con un po' di attenzione.
      Es. peperonata con una pesca cotta insieme non è più pesante da digerire

    1. Brule 12 ottobre 2024

      Bene a sapersi.
      Ogni tanto in ufficio (esco all'aperto a mangiare) mi porto un mix di cavolo rosso crudo, barbabietola cruda, avocado o olive, e pesce grasso.
      Ottimo, anche se mi danno della foca mannara.
      Il problema è lo sgombro cotto in padella fa un odore che i cavoletti di Bruxelles al confronto sembrano lavanda. E non so come faccia, ma sembra che si aggrappi alle pareti, tocca tenere aperte le finestre di notte.
      Le aringhe peggio, è un atto di sabotaggio condominiale. Roba da urla alle finestre come la pubblicità di Egoiste degli anni 90.

    1. ignorans 12 ottobre 2024

      Sarò in salute senza l'ausilio della scienza!! Pazzesco, direte voi. Ebbene si, il mio sprezzo del pericolo è al massimo! Posso raggiungere i miei scopi senza dovermi occupare di antiossidanti, di radicali liberi, dell'ultima ricerca scientifica, di operazioni chirurgiche, di grandi scienziati e di conoscenze enciclopediche.
      Ave Caesar, morituri te salutant!!

    1. ignorans 12 ottobre 2024

      L’alimentazione è la chiave di volta della nostra salute: attraverso il cibo possiamo riequilibrarci e rafforzare il nostro benessere, oppure al contrario peggiorare le nostre condizioni.
      Informarsi, approfondire, conoscere le caratteristiche degli alimenti e gli effetti che hanno sul nostro organismo è fondamentale per riappropriarci del naturale diritto alla salute sia per noi che per le generazioni
      che vuol dire "riappropriarsi del naturale diritto alla salute"? È una frase astrusa. "Diritto"? Ma non c'è nessun diritto.
      E poi troppa scienza. Basta con questa scienza. Dobbiamo diventare sani senza scienza, senza soldi, senza informazioni.... sani e nudi!

    2. Nonso 12 ottobre 2024

      La Bennati confonde il diritto alla salute con il diritto ad una attendibile informazione che include il dovere di infornarsi.

    3. Nonso 12 ottobre 2024

      È naturopata e giornalista allo stesso tempo. Può capitare

    1. Nonso 12 ottobre 2024

      Mo me lo segno

    1. sbregaverse 12 ottobre 2024

      Ah i cavoli di una volta .
      L'odore imbarazzante usciva dalla porta di casa per impadronirsi del vano scale condominiale.
      Oggi nemmanco il bio ricorda quegli aromi e sapori.
      Si sono perse le sementi.
      N.B. La sola crucifera che mantiene sapore e probabilmente le antiche virtù è la rucola che trovo ancora allo stato selvatico.

    2. uomospeciale 12 ottobre 2024

      Li ricordo bene quando li faceva mia nonna sulla stufa a legna in cucina li sentivi anche fuori dalla casa... Erano un arma chimica.
      E anche le verze non scherzavano.
      Ma secondo me, è anche perché da bambini gusto e olfatto sono esageratamente sensibili.
      Per dire, io fino quasi ai 16 anni la pasta al pomodoro non la mangiavo quasi mai.... Sapore troppo forte... Non parliamo poi di verze soffocate o cipollotti stufati..
      Mentre oggi vado matto per i sughi di pomodoro, formaggi stagionati e salumi affumicati.
      Non solo la roba di oggi è certamente meno buona di quella di ieri, ma per giunta invecchiando i ricettori del gusto sulla lingua se ne vanno, per cui niente di quello che posso mangiare oggi mi potrà mai sembrare buono come quello che mangiavo da ragazzo...
      io la mattina andavo a scuola mangiando il caffellatte fatto con il latte che mio nonno aveva appena munto nella stalla e con la ciambella o le crostate di ciliege al forno che facevano mia zia e mia madre ogni giorno, quando la truppa di figli nipoti e si alzavano tutti insieme per andare a scuola.
      Un latte che faceva un dito di crema quando lo versavi nella tazza, e il cui profumo riempiva letteralmente tutta la stanza.
      Quelle fette di torta e quel caffellatte, mi sono sempre sembrate una colazione da re..
      E lo erano.
      Mi ritengo molto fortunato per aver avuto il privilegio di crescere in quel mondo e in quei tempi, è una cosa che i ragazzini di oggi non possono capire.

    3. uomospeciale 12 ottobre 2024

      Ecco che cosa abbiamo perduto:

    1. uomospeciale 12 ottobre 2024

      Casualmente ho letto questo articolo proprio quando avevo appena smesso di mangiare dell'ottimo pollo e manzo brasati, con un'abbondante dose di verze soffocate, insieme a broccoli, taccole, zucchine, e fagiolini grigliati.
      Deliziosi...

      il tutto seguito da una fettona generosa di zuppa inglese artigianale a tre strati:
      ( Crema pasticciera, vaniglia, cioccolato fondente, e savoiardi intrisi nell' Alchermes )

      Per chiudere macedonia di frutta caffè e limoncello..

      E così ho vanificato gli 8 KM a piedi di 'stamattina... Burp!...Ma in fondo che mi frega? Le mie analisi fatte nel giugno del '98 sono assolutamente perfette ☺️

      Un giorno la mia gola mi ucciderà ma in fondo come disse Orazio:

      " Per un uomo, quale fine migliore che affrontare digestioni fatali " ?
      😄

    2. IlContadino 12 ottobre 2024

      Spero per te fosse pollo nostrano, anzi, leggendoti e conoscendoti un po', son certo fosse pollo nostrano.
      I miei hanno il pollaio, ieri in pausa raccolta olive, accanto al pollaio, si discuteva di polli, di che altro?!.
      Nel pollaio c'è la chioccia, fa i pulcini, quelli crescono, ruspanti felici e giocondi, dopo lunghi mesi di "apri cancelletto chiudi cancelletto", i miei se li pappano, inoltre mia mamma è pusher di uova. Questa la vita del pollaio.
      Comunque, mi dicono che un pulcino al consorzio viene € 3,5.
      Al centro commerciale vendono polli interi arrosto per € 6.
      Tutto questo per dire che se un cristiano si nutre di carne di quella qualità non c'è crucifera che tenga.

    3. uomospeciale 13 ottobre 2024

      Quando mangio la carne scelgo sempre il meglio che trovo.
      Purtroppo il latte appena munto, la torta fatta in casa, e i polli ruspanti di mia nonna oggi me li sogno.

      Acqua passata non macina più ...

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