IO STUDENTE LEGHISTA. PERCHE' MI VERGOGNO DELL'UNITA' D'ITALIA

IO STUDENTE LEGHISTA. PERCHE' MI VERGOGNO DELL'UNITA' D'ITALIA

DI MATTEO LAZZERO

corriere.it


Una lettera al Corriere della Sera

Caro professor Galli della Loggia,

sono uno studente universitario di 24 anni con una certa pas­sione per la storia. Sono un leghista, abbastanza convinto. E lo confesso: se faccio un bilancio, certamente sommario, dall’Unità nazionale ad oggi, le cose per cui vergognarmi mi sembrano maggiori rispetto a quelle di cui essere fiero.

Penso al Risorgimento, alla massoneria e al disegno di conquista dei Savoia, rifletto sul fatto che nel Mezzogiorno furono inviate truppe per decenni per sedare le rivolte e credo che queste cose abbiano più il sapore della conquista che della liberazione. E penso, ancora, al referendum falsato per l’annessione del Veneto e al trasformismo delle elite politiche post-risorgimentali. E poi il fascismo, con la sua artificiosa ricostruzione di una romanità perduta e imposta a un popolo eterogeneo e diviso per 1500 anni che della «romanità classica » conservava ben poco: la costruzione di una «religione politica» forzata al posto di una «religione civile» come invece avvenne in Francia con la Rivoluzione, che fu davvero l’evento fondante di un popolo. In Italia l’unica cosa «fondante» potrebbe essere stata la Resistenza: ma anche lì, a guardare bene, c’era una Linea gotica a dividere chi la guerra civile l’aveva in casa da chi era già in qualche maniera libero.
E poi la Prima Repubblica, che si salva in dignità solo per pochi decenni, i primi, e poi sprofonda nei buio degli anni di piombo con terrorismo di sinistra e stragi di destra (o di Stato?), nel clientelismo politico più sfrenato, nelle ruberie, nelle grandi abbuffate che ci hanno regalato uno dei debiti pubblici più grandi del mondo.



Quanto alla Seconda Repubblica, l’abbiamo sotto agli occhi: la tendenza dei partiti a trasformarsi in «pigliatutto» multiformi e dai programmi elettorali quasi identici, con le uniche eccezioni di Di Pietro e della Lega. Il primo però è destinato a sparire con Berlusconi, che è la ragione del suo successo: quando svanirà la causa, svanirà anche l’effetto. Anche la Lega dopo Bossi potrebbe sparire, ma almeno a sorreggerla ci sono un disegno, un’idea, per quanto contestabili.



Guardo allo Stato poi e alla mia vita di tutti i giorni e mi viene la depressione. Penso a mia mamma che lavora da quando aveva 14 anni ed è riuscita da sola a crearsi un’attività commerciale rispettabile e la vedo impazzire per arrivare a fine mese perché i governi se ne fregano della piccola-media impresa e preferiscono continuare a buttar via soldi nella grande industria. E poi magari arriva anche qualche genio dell’ultima ora a dire che i commercianti son tutti evasori. Vedo i miei dissanguarsi per pagare tutto correttamente e poi mi ritrovo infrastrutture e servizi pubblici pietosi. Vedo che viene negata la pensione di invalidità a mia zia di 70 anni che ha avuto 25 operazioni e non cammina quasi più solo perché ha una casetta intestata. E poi leggo che nel Mezzogiorno le pensioni di invalidità sono il 50% in più che al Nord. Come faccio a sentire vicino, ad amare, a far mio uno Stato che mi tratta come una mucca da mungere e in cambio mi dice di tacere?



Non ho paura degli immigrati, né sono ostile a chi ha la pelle differente dalla mia. Mi preoccupo però di certe culture. Per esempio mi spaventano i disegni di organizzazioni come i Fratelli musulmani, ostili verso l’Occidente, e mi fan paura le loro emanazioni europee. Non voglio barricarmi nel mio «piccolo mondo antico», ma ho realismo a sufficienza per pensare di non poter accogliere il mondo intero in Europa. La gente che entra va integrata, ma io credo che la possibilità di integrazione sia inversamente proporzionale al numero delle persone che entrano. Eppure, se dico queste cose, mi danno del «razzista». Non mi creano problemi le altre etnie, mi crea problemi e fastidio invece chi le deve a tutti i costi mitizzare, mi irrita oltremodo un multi culturalismo forzato e falsato. Mi spaventano l’esterofilia e la xenomania, secondo le quali tutto ciò che viene da fuori deve essere considerato acriticamente come positivo, «senza se e senza ma». In pratica ho paura che l’Italia di domani di italiano non avrà più nulla e che il timore quasi ossessivo di non offendere nessuno e di considerare ogni cultura sullo stesso piano, cancelli quel poco di memoria storica che ancora abbiamo. Mi crea profondo terrore la prospettiva che la nostra civiltà possa essere spazzata via come accadde ai Romani: mi sembra quasi di essere alle porte di un nuovo Medioevo con tutte le incognite che questo può celare. E ho paura, paura vera. Sono razzista davvero oppure ho qualche ragione?

Matteo Lazzaro

Fonte: www.corriere.it/

Link: http://www.corriere.it/politica/09_agosto_19/Io_studente_leghista_Perche_mi_vergogno_dell_Unita_d_Italia_MatteoLazzaro_30c84cf4-8c8b-11de-90bb-00144f02aabc.shtml

19.08.2009

VEDI ANCHE: LA RISPOSTA DI GALLI DELLA LOGGIA

Commenti (61)

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    1. mendi 22 agosto 2009

      L'unità d'Italia è stata un male per tutti, meridionali e settentrionali. Non ha portato niente, ma proprio niente di niente. Chi si sente italiano faccia un po' come gli pare, ma non si permetta di interferire o giudicare chi italiano non è e non lo è mai stato, pur risiedendo da secoli e secoli dentro i confini politicici dell'attuale repubblichetta.
      Quando questa forzata unità si dissolverà, brinderemo tutti alla riconquistata libertà.

    1. maumau 22 agosto 2009

      un adagio musulmano dice che le religioni furono create separate e tali debbono restare cosi' come le nazioni..
      come separati furono uomo e donna..
      quando si cerca di unirsi mischiarsi confonderli arriveranno solo guerre e catastrofi...
      non è quello che sta accadendo?

      Quando una religione vuole dominare sull'altra unendola(in auna impossibile integrazione) o addirittura limitandola o soggiogandola
      ecco che si scatenano guerre di religione(come in passato anche oggi)

      questo viene fomentato non solo con dichiarazioni di superiorità di una religione su un altra(o il classico ''dio è con noi'' del Got mit uns ) ma anche creando delle migrazioni massice forzate(come quelle che si ottengono quando si bombarda un paese o lo si impoverisce ed affama,basta vedere da dove vengono le migrazioni,dal continente africano mediorientale ed estEuropa,tutte zone dove le elite e non solo gli USA agiscono pesantemente e finiscono tutti ad impoverire il già impoverito tessuto sociale europeo,unico vero nemico dello stato americano e delle elite mondialiste...da combattere e controllare con migliaia di basi NATO centinaia di migliaia di soldati in pianta stabile,manco in Iraq ed Afghanistan,e nel caso da stuprare cone nel mito di Europa,da parte del toro Zeus il dio supremo!) ed insostenibili dal tessuto sociale in modo da creare delle società divise,frammentate,dove il senso di minaccia e paura finisce per disgregare anche le famiglie.Da notare come questo ha ripercussione diretta sulla natalità e quindi il progredire di una cultura e di una razza...
      da studi effettuati risulta che la capacità riproduttiva della popolazione ospitante,si riduce,a favore di quella ospitata,basta vedere quello che succede in Italia con la natalità autoctona e quella degli emigrati!
      Da notare che i primi a risentire della competizione con la razza migrante che arriva nel paese ospite è il maschio...mentre la donna è più accogliente e finisce sempre per congiungersi alla razza che risulta vincente che quasi sempre in una migrazione alla lunga finisce per essere quello che migra essendo esposto a maggiori spinte all'adattamento.
      Basta vedere quello che è successo in Belgio o Olanda UK o nella stessa Francia o USA,resistono ancora Italia e Germania(simili come nel passato!)
      Praticamente la popolazione ha cambiato colore..
      Non per nulla Belgio,Olanda,UK,Francia,USA sono le nazioni più colonialiste nella storia...e siamo sicuri che importare razze dalle colonie era proprio un processo naturale,o è stato pensato a tavolino questa integrazione coatta di religioni e culture troppo diverse,nel cuore dell'Europa...cos'è se non un ultima violenza carnale ai danni di Europa che troppo spesso come nel mito si fa traviare e si fida troppo(il mito fa letto anche cosi'!)e che fa del mito dell'integrazione la sua guida,il realtò ci porterà dritti alla violenza..

      Infine(sempre per tornare all'adagio)
      quando una nazione non si accontenta più di quello che ha e supera il confine dell'altra ecco che si creano le guerre (come nel passato remoto)
      guerre mondiali(come nel recente passato) guerre nucleari (come potrebbe accadere oggi)

      quando si vogliono equiparare uomini a donne ecco che si crea odio e competizione eccessiva tra i sessi che culmina in frustrazionie danni per la famiglia che diventa anche difficile creare(immagino che succederebbe se un navigatore di rallye volesse prendere per forza il volante ed il pilota volesse fare il navigatore)
      in questo rientrano l'eccessiva ostentazione dell'omosessualità che dietro anche a giusti riconoscimenti di diritti,ha il fine di ledere alcuni valori sociali verso la dissolutezza..

      ciao

    1. Oreste 22 agosto 2009

      Concordo, quella risposta è stomachevole.
      La parte interessante della lettera, ovvero la descrizione dell'Unità e il suo proseguo, viene abbattuto da Galli con una semplice descrizione di lati positivi, ma questi lati postivi paragonati ai vari disastri dell'unità sono realmente positivi?
      Non si sarebbe piuttosto aver preferito una soluzione meno disastrosa, dalla questione meridionale schifosa, e l'aumento della mafia e impoverimento della gente, a un predominio savoia.

      che schifo.

    1. Tao 22 agosto 2009

      LA LEGA, IL SUD E LA QUESTIONE MORALE

      DI DOMENICO DE SIMONE

      nuovaeconomia.blogosfere.it/

      Fa bene Galli Della Loggia a ricordare dalle colonne del Corriere, il rapporto strettissimo che inevitabilmente esiste tra storia e politica (*). L'occasione è il dibattito aperto da qualche settimana su cultura e politica e la risposta alla lettera di un giovane leghista che la redazione del Corriere ha deciso di pubblicare. Questa lettera è ampiamente condivisibile : non ci sono molte ragioni per essere orgogliosi di essere italiani e il ragazzo le espone con pacata chiarezza sostenendo quel federalismo che, se fosse stato fatto centocinquant'anni fa, ci avrebbe risparmiato tanti problemi.



      Mancano però alcuni elementi essenziali a proposito di storia e politica, che lo studente leghista non conosce perché nessuno glieli ha mai raccontati. A scuola, infatti, si parla di altro.



      Né Galli Della Loggia, contrariamente alle sue abitudini, fa chiarezza su queste omissioni, anzi rivendica orgogliosamente il ruolo propulsore verso la libertà e il progresso che ha avuto in Italia il Risorgimento, pur con tutti i suoi errori e forzature.



      Quella che vedete in fotografia si chiamava Michelina Di Cesare e fu una partigiana contro l'invasore piemontese. Dopo aver condotto insieme al suo uomo, Francesco Guerra, ex soldato dell'esercito Napoletano, innumerevoli azioni di guerriglia, nel 1868 fu uccisa insieme ai suoi compagni, in uno scontro a fuoco contro il 27° Fanteria sul Monte Morrone. Il suo corpo nudo e martoriato fu esposto nelle piazze dei paesi della zona, a monito della ferocia della repressione sabauda.

      Nessuna città italiana ha dedicato una piazza o una via o una targa alla memoria di una donna che ha combattuto per la sua terra. Già perché Michelina Di Cesare era una brigantessa, e non una combattente. Come le altre decine di migliaia di soldati, contadini, operai, lazzari e quant'altro delusi dalle promesse riforme mancate o fedeli al loro Re ed alla loro patria che nei trent'anni successivi all'Unità d'Italia hanno combattuto e sono morti per la loro causa. Non era una causa giusta, anzi non era nemmeno una causa. Su di loro l'oblio e l'infamia dell'appellativo di briganti, di bestie, di ladri e di assassini. E certe espressioni razziste ancora oggi di gran voga derivano forse dai giudizi sprezzanti che il Generale Cialdini esprimeva tra l'altro in una lettera a Cavour: «Questa è Africa! Altro che Italia! I beduini, a riscontro di questi caproni, sono latte e miele». Per lui i meridionali erano poco meno che umani. Gli spagnoli hanno fatto peggio, hanno impiegato 150 anni per considerare umani gli indios.

      Nemmeno i loro parenti potevano ricordarli: essere parente di un brigante significava esserne complice. Bisognava vergognarsi della loro stessa esistenza. Per decenni i meridionali sono stati tutti briganti e ancora oggi è così: dal sud vengono corruzione, latrocinio, illegalità diffusa, insomma la maggior parte dei guai dell'Italia già Sabauda ed ora repubblicana. Bisogna vergognarsi di essere meridionali, soprattutto in certi luoghi del nord, dove il razzismo nei confronti delle genti del sud, grossolanamente accomunati tutti nell'appellativo dispregiativo di meridionali, è più diffuso e nasce proprio da quel periodo. Non è cambiato molto da allora: ogni tanto qualche bello spirito pensa che per risolvere la questione meridionale la cosa migliroe da fare è spedire l'esercito a mettere un po' di ordine. Cambiano i generali e i soldati, ma la sostanza cambia poco.

      Ha ragione Gallli della Lggia a ricordare che grazie all'Unità d'Italia in Veneto fu abolito "il processo «statario», in base al quale si era mandati a morte nel giro di 48 ore da una corte marziale senza neppu­re uno straccio di avvocato". Dimentica però che in tutto il sud fu applicata la Legge Pica, che era peggio del processo statario e che grazie ad essa decine di migliaia di persone fuono fucilate senza l'ombra di un processo, suscitando l'indignazione di mezza Europa.

      Quindi niente vie e niente piazze per Michelina, né per Guerra né per Tulipano, né per Crocco e gli altri patrioti, ma l'oblio, il disprezzo, l'infamia. E la menzogna.

      Perché i veri ladri sono stati quelli che hanno rapinato le risorse del sud gettandolo nella miseria e nella disperazione, da quelle finanziarie che erano venti volte quelle del Piemonte, a quelle industriali, agricole, umane. Perché gli assassini erano i Cialdini, i Cadorna, i Negri che hanno ordinato e perpetrato massacri vergognosi e che tuttora vengono onorati e ricordati nelle loro città come uomini d'onore che hanno fatto l'Italia.

      Perché i corruttori erano nelle file di quei massoni piemontesi che hanno corrotto l'intero stato maggiore dell'esercito borbonico per non farlo combattere contro Garibaldi. Che era uno che credeva all'Unità d'Italia e non allo stupro ed al massacro di intere nazioni e che quando provò ad opporsi fu preso a fucilate dai bersaglieri sull'Aspromonte.

      Perché in tutto il mezzogiorno furono premiati dai piemontesi l'ipocrisia, il conformismo, il tradimento, la corruzione e la vigliaccheria.



      E su queste basi etiche è stata fondata l'Unità d'Italia nel sud. E cosa poteva venirne fuori se non una società dominata dal formalismo, dall'ipocrisia, dalla falsità, dalla vigliaccheria, dalla corruzione? Nella quale le persone per bene vengono considerate stupide perché i comportamenti delinquenziali sono premiati? Nella quale il coraggio, la determinazione, l'amore per la patria, vengono esecrati e disprezzati?



      E allora se davvero vogliamo fare l'Unità d'Italia, occorre ripartire da qui, dal restituire dignità ed onore a chi si è battuto per la patria ed esecrazione a chi ha tradito, si è fatto corrompere, ha corrotto, ha rubato, ha ucciso senza giustificazione alcuna.



      Il problema nel Mezzogiorno non è economico: le risorse della gente del sud sono sovrabbondanti, ci sono sempre state e sono maggiori che nel nord. Il problema è morale, e la questione morale nel mezzogiorno parte da queste cose elementari.



      Per dire a tutti che il vento è cambiato, occorre partire rimettendo in piedi il rapporto tra etica e politica, occorre riprendere la memoria di quei fatti e di quelle persone. Cominciando ad esempio a smetterla di definirli briganti. L'occasione è in arrivo, ci sono i festeggiamenti per i 150 anni dall'unità d'Italia. La dignità, è questo il valore che deve essere restituito alle genti del Sud, la dignità e la memoria.



      Perché si può ingannare qualcuno per sempre, e tutti per un po' di tempo. Ma non si può ingannare tutti per sempre.



      Domenico De Simone

      Fonte: http://nuovaeconomia.blogosfere.it

      Link: http://nuovaeconomia.blogosfere.it/2009/08/la-lega-il-sud-e-la-questione-morale.html#more

      21.08.2009

      * http://www.corriere.it/politica/09_agosto_19/La_storia_positiva_Ma_protesta_e_paura_oggi_sono_fondate_ernesto_galli_della_loggia_7678c0b2-8c8b-11de-90bb-00144f02aabc.shtml?fr=correlati

    1. lino-rossi 22 agosto 2009

      l'unità d'Italia, nell'800, andava fatta federale (Cattaneo).

      non so perchè non si è fatto.

      quel che è certo è che lo Stato Pontificio, nei secoli, si è sempre messo di traverso ai progetti di unione. ogni volta che qualcuno si metteva in testa di unificare il Paese, lo SP si alleava con gli altri signorotti e stroncavano quello che si era messo in testa l'idea "malsana" (Machiavelli).

      questa a mio avviso è stata la colpa maggiore del potere temporale della Chiea.

      l'Italia è purtroppo ancora sotto le grinfie degli inglesi.

      http://casarrubea.wordpress.com/2009/05/02/anche-senza-mattei/

      anche l'omicidio Moro puzza maledettamente di albione lontano anni luce.

      http://www.mercantedivenezia.org/index.php?option=com_content&task=view&id=848&Itemid=283

      se ci liberassimo finalmente della matrigna potremmo crescere bene e lasciare al palo tuttti gli altri.

      oggi il federalismo è un errore, se viene gestito come si è fatto finora.

    1. Sassicaia 22 agosto 2009

      Al contrario e' perfetta

    1. tersite 21 agosto 2009

      Sottoscrivo, ma il primo non ha capito proprio un c....di nulla, partisse dai 2--3 MILONI di civili ammazzati(dalla sua paura, dalle nostre armi) in medio oriente in meno di dieci anni, per farsi un idea delle assurdità che ha detto. Il secondo lo conosciamo, purtroppo.

    1. cesare52 21 agosto 2009

      PS: le piccole patrie manovrate dagli USA contro la possibilità degli stti uniti d'europa, cioè la creazione di uno spazio economico, politico e sociale che non c'è ed è ogni giorno più difficile. Oggi ci sono solo fantocci degli USA che si litigano per partecipare alle briciole della spolizaione del resto del Mondo che gli USA perseguono con le armi e l'occupazione manu militari dei paesi che non ci stanno.

    1. cesare52 21 agosto 2009

      Condivido e mi complimento per l'arguzia del tuo commento

    1. cesare52 21 agosto 2009

      Lazzaro alzati e cammina. Anzi, meglio, ragiona. Non si può che rispondere umoristicamente ad un cumulo di fesserie e ritornare con il ricordo a quants gente del sud è morta per l'unità d'Italia che tra parentesi ha crato il mercato interno che serviva alle industrie del Nord e che ne ha fatto la fortuna oltre che il decollo. E pensare che sei milioni di italiani, per lo più del sud sono stati costretti alla emigrazione interna negli anni 60 verso il Nord con paghe di fame e trattati da "Boveri negri" per creare, altrimenti sarebbe stato impossibile, non solo le infrastrutture ma soprattutto la ricchezza che oggi qualcuno si trova. E pensare alla spazzatura, ai rifiuti nocivi dell'industria del nord seppelliti per forza, vedi Caiano nella Campania, nel sud etc etc. Non ce niente da fare c'è in questo paese chi di fronte la globallizzazione sogna il modello Yugoslavo, le piccole patrie. Quello che mi stupisce che chi lo dichiara non venga preso a calci nel sedere e costretto ad un ripasso forzoso della storia.

    1. Sassicaia 21 agosto 2009

      La risposta di Galli Della Loggia mi sembra molto pertinente,soprattutto
      nella seconda parte quella che riguarda meridione e settentrione

    1. Sassicaia 21 agosto 2009

      Ha perfettamente ragione cloroalclero,il ragazzo nella sua condivisibile
      esposizione cade verso la fine in una contraddizione:prima in pratica asserisce che non siamo un popolo,una nazione,uno stato,che non abbiamo
      una vera e propria identita' nazionale(Metternich diceva infatti che l'Italia e'
      solo un'espressione geografica),e fino a qui il bravo Lazzaro ha perfettamente ragione,poi nel finale dice che ha paura di perdere la sua
      italianita' a causa dell'avvento di altre culture che prenderanno il sopravvento.Come possiamo perdere cio' che non abbiamo mai avuto?
      Non siamo mai stati una nazione ne' mai lo saremo,i valori fondanti della
      nostra costituzione sono vetusti ed obsoleti,non piu' condivisi ormai da gran
      parte della popolazione.Non abbiamo nemmeno un progetto comune che ci
      unisce che ci accomuna,sicuramente un francese della Normandia ed uno
      della costa Azzurra,pur essendo distanti,sentono di appartenere allo stesso
      Stato con la esse maiuscola,mentre un valdostano ed un siciliano sentono
      di essere totalmente differenti e di vivere in due realta' totalmente differenti.
      Non e' un caso che il nostro periodo di massimo splendore culturale,il
      Rinascimento,si e' avuto quando l'Italia era frazionata in stati,staterelli,
      ducati e granducati.Dopo quel periodo,e qui ha perfettamente ragione il
      Lazzaro,non c'e' piu' niente di cui possiamo andare fieri:un risorgimento
      costellato di sangue e sconfitte in cui gli altri,prussiani e francesi,dovevano
      vincere per noi mentre il formidabile esercito asburgico ce le suonava
      sempre,degli eroi risorgimentali che erano considerati terroristi,predoni,ladri di cavalli e che erano ricercati dalle polizie di mezzo mondo,una dinastia unificatrice,i Savoia,in cui abbondavano i
      vigliacchi,i pavidi e i cialtroni,le due guerre mondiali in cui abbiamo
      vigliaccamente scelto di aspettare a vedere come si metteva per poi
      schierarci dalla parte del presunto piu' forte,sbagliando clamorosamente
      la seconda volta.E nel 1938 le ignobili leggi razziali che nemmeno il piu'
      oscurantista tiranno medievale avrebbe promulgato.No decisamente
      nulla di cui essere fieri,resistenza compresa,la quale si macchio' alla
      fine della guerra di crimini orrendi come le foibe e l'eccidio di Osoppo.
      E il Lazzaro giustamente rifiuta questo pesantissimo e imbarazzante
      retaggio culturale,lui con tutto questo non vuole avere a che fare.

    1. slump 21 agosto 2009

      Non leggo per principio ormai da anni quel che scrive Galli DL perché so che si tratta di fuffa: quel che dice il ragazzo leghista è quel che pensano tantissimi, non sono novità -- la "paura", di questo si tratta, non è una novità nella storia, probabilmente È la storia.



      Sul Sud: c'è poco da fare, un certo tipo di amministrazione rinforza un certo tipo di mentalità comune e viceversa (la dialettica!), per cambiare in fretta ci vorrebbe un nuovo vicerè plenipotenziario per il Mezzogiorno formatosi in gioventù a Berlino Est (ai tempi della DDR naturalmente). Probabilmente basterebbe anche un onesto protestante boero. Oddio non vorrei sembrare troppo antidemocratico...

    1. tersite 21 agosto 2009

      Questo nn è un dialogo tra due pazzi. E' un botta e risposta che arriva da un altra dimensione. Avevo smesso di credere ai marziani da giovanissimo. Ma da qualche tempo ero tornato possibilista. Ecco la prova schiacciante della loro (non!) esistenza. Dite la verità, era uno scherzo? una simpatica provocazione? dite...vi prego!

    1. tersite 21 agosto 2009

      pure l'altro sta messo male

    1. mikaela 21 agosto 2009

      I fratelli mussulmani che stanno salvando la nostra agricoltura, quelli che fanno i lavori piu' pesanti nelle aziende del nord per quattro centesimi e che poi per contestare una guerra agli oppressori pregano sotto al duomo, quelle donne che sotto a un vestito lungo e nero hanno un corpo come il nostro e che quando incontrandole per strada non gli si rivolge mai un sorriso neanche se ci si sbatte contro.Sara' bene preparare la gente ad una cultura multietnica perche' nelle corsie degli ospedali e nelle nostre scuole nei nostri uffici ci saranno anche loro,
      dottori,infermieri,avvocati,insegnanti,sono cittadini italiani con una radice culturale diversa ma che potra' solo arricchirci.

    1. AnviL 21 agosto 2009

      Sto Lazzaro non c'ha proprio capito niente.... bah!

    1. federasta 21 agosto 2009

      "...Per esempio mi spaventano i disegni di organizzazioni come i Fratelli musulma ni, ostili verso l’Occidente, e mi fan paura le loro emanazioni europee..."
      1 - se leggessi libri come "Perchè ci odiano" di Paolo Barnard, capiresti il motivo che alimenta il loro odio nei nostri (occidentali) confronti
      2 - ormai è chiaro che la maggior parte di attentati (o presunti tali) che avvengono non sono, come vogliono farci credere i media, imputabili a gruppi terroristici (guarda caso sempre affiliati ad Al-Qaeda), ma agli USA & friends (Inghilterra e Israele) solo x legittimare i loro attacchi terroristici nei confronti di paesi dove possono trovare un proprio profitto (Afghanistan, Iraq, Palestina, Somalia,...)

    1. cloroalclero 21 agosto 2009

      certo ch si contraddice il figliolo: prima dice che la romanità è stata seppellita da 1700 anni lasciando culture eterogenee, poi scrive che "ha paura che la nostra civiltà sparisca". Quale civiltà? quella che ha descritto (peraltro condivisibilmente) nella prima parte dell'articolo?

    1. Duffy 21 agosto 2009

      forse ti sfugge che l'elite vuole distruggere la società
      disintegrarla culturalmente
      disintegrare la coesione, il senso di appartenenza, la cultura collettiva (e sono già più che a ottimo punto direi...)....

      perché agendo così, controllarci sarà sempre più facile

      ma queste cose non avvengono perché i flussi migratori sono casuali
      i flussi migratori sono casuali...

      http://straker-61.blogspot.com/2009/01/massoneria-tra-realta-odierna-e-antiche.html

      niente è casuale ....

      mi sa che i timori dell'autore di questa lettera sono rivolte ad un target sbagliato e poco chiaro....

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