Inviata ONU: la Libia si sta deteriorando “rapidamente"

Le Nazioni Unite hanno avvertito che la situazione economica e di sicurezza in Libia sta raggiungendo un punto di crisi, con il timore di una nuova esplosione di violenza.

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A 13 anni dalla rivoluzione libica, il paese rimane pericolosamente diviso [Getty Images].

The New Arab – 21 agosto 2024

Martedì le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per il rapido deterioramento della situazione economica e di sicurezza in Libia, denunciando le mosse “unilaterali” degli attori libici che hanno “aumentato la tensione”.

Il Paese, che conta 6,8 milioni di abitanti, ha faticato a riprendersi da anni di conflitto dopo la rivoluzione libica del 2011 che ha rovesciato il dittatore di lunga data Muammar Gheddafi, e rimane diviso tra un governo riconosciuto dall'ONU con sede nella capitale Tripoli e un'amministrazione rivale nell'est, sostenuta dall'uomo forte militare Khalifa Haftar.

Ora, il riemergere di spargimenti di sangue e lotte di potere nella vasta nazione nordafricana ha sollevato il timore di un'escalation più ampia, minacciando di infliggere un colpo fatale alla transizione politica promossa dalle Nazioni Unite e di spingere il Paese dilaniato dalla guerra ancora più in profondità.

Negli ultimi due mesi, la situazione in Libia si è deteriorata rapidamente in termini di stabilità politica, economica e di sicurezza”, ha dichiarato al Consiglio di sicurezza Stephanie Koury, capo facente funzioni della missione politica delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL).

Gli atti unilaterali degli attori politici, militari e di sicurezza libici hanno aumentato la tensione, rafforzato ulteriormente le divisioni istituzionali e politiche e complicato gli sforzi per una soluzione politica negoziata”, ha aggiunto.

Ha citato una serie di eventi dall'inizio di agosto, tra cui i combattimenti tra gruppi armati alla periferia di Tripoli e i tentativi di espellere con la forza il governatore della banca centrale.

Il diplomatico americano è a capo dell'UNSMIL in attesa della nomina del successore di Abdoulaye Bathily, che ha gettato la spugna ad aprile, condannando la “mancanza di volontà politica e di buona fede” dei leader libici.

In assenza di nuovi colloqui politici che portino a un governo unificato e a elezioni, vedete dove si va a parare: maggiore instabilità politica, finanziaria e di sicurezza, divisioni politiche e territoriali radicate e maggiore instabilità interna e regionale”, ha avvertito la Koury.

I libici sono frustrati per lo status quo e per il tributo che sta imponendo sulle loro vite. La gente fatica a prelevare denaro dalle banche e a soddisfare le proprie necessità quotidiane. Molti esprimono il timore che la guerra possa scoppiare di nuovo”, ha dichiarato.

Link: https://www.newarab.com/news/un-says-libya-deteriorating-rapidly

Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per ComeDonChisciotte

Commenti (9)

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Mostra commenti 9 caricati
    1. pieros 22 agosto 2024

      Il ciclo ooda di john boyd assieme alla teoria del caos.
      Più facile vincere nel caos quando sai agire rapidamente e raggiungere gli scopi.

    1. LuxIgnis 22 agosto 2024

      Questo è un altro fronte che si aprirà prossimamente.

    1. nicolcass 22 agosto 2024

      grazie francia ed usa

    2. uomospeciale 22 agosto 2024

      E grazie anche ai politici italiani, da sempre in posizione a 90 gradi stabile su qualsiasi questione militare, energetica, e geopolitica che coinvolga gli interessi vitali del nostro paese.
      L'italia ormai a livello internazionale, non ha più nessuna autorevolezza o credibilità.
      i nostri politici li compri con un piatto di lenticchie e il popolo è in stato comatoso.
      Quindi sia per Francia, USA e Turchia, che per tutti gli altri paesi che si impicciano nel teatro del mediterraneo è una vera pacchia...
      l'Italia per la sua posizione strategica senza eguali, dovrebbe essere l'unico protagonista privilegiato in questi mari, stando sempre in mezzo come un palo nel çul0 in qualsiasi questione, e passando sempre all'incasso....
      Ma invece, è come se non esistesse.
      E' un cadavere che galleggia nel mediterraneo.

    3. CptHook 22 agosto 2024

      Odio trovarmi d'accordo...

    4. Nonso 22 agosto 2024

      Intanto non è bello odiare di trovarsi d'accordo, e poi, non puoi trovarti allora in disaccordo e rimpinguare l'umore con un po' di pugni in faccia reciproci?

    5. CptHook 22 agosto 2024

      S.P.Q.S.

    6. BrunoWald 22 agosto 2024

      Considerando obiettivamente le cose come sono, al di là delle apparenze, l'Italia non esiste più da Cassibile, 3 settembre 1943. Non è questione di diatribe ideologiche: è un freddo, solido, crudele fatto.

      Siamo nati in una non-nazione, il cui "stato" è una mera proiezione di quello americano. Avessimo almeno lo status di 52° stato dell'Unione, con tanto di stella sulla bandiera, sarebbe meglio: invece siamo una terra di nessuno, governata dalla legge del più forte, sottobanco, da una serie di soggetti: la finanza ebraica, certi stati (USA, UK, Francia, Israele), e soggetti interni come il vaticano, la mafia, e la massoneria che articola tutte queste entità.

      La bandiera, i corazzieri, il presdelarep, le palle scolastiche sul Risorgimento, la lingua, il made in Italy e tutto il resto sono solo folclore per dissimulare quanto sopra. Siamo peggio che sudditi, perché non abbiamo nemmeno un formale sovrano che ci conferisca una chiara condizione giuridica.

      I tedeschi sono nelle nostre stesse condizioni.

      Che autorevolezza, che "politici" potremmo mai avere?

    7. BrunoWald 22 agosto 2024

      Va da sé che un simile disastro non si è prodotto da solo: ci furono precise responsabilità.

      Senza dubbio, quelle di chi intraprese una guerra, peraltro inevitabile, senza adottare le misure necessarie nemmeno di fronte ai rovesci che non si fecero attendere.

      Ma considerando che costoro almeno lottarono fino alla fine, pagando con la vita, mi sentirei di concedere le attenuanti generiche.

      Ci fu invece chi sabotò lo sforzo bellico; chi intratteneva conversazioni col nemico; chi fece il salto della quaglia; chi scatenò una guerra fratricida contro quegli italiani che conservarono le armi per difendere il nostro territorio dagli stessi che ancora lo occupano con un centinaio di basi... Chi massacrò migliaia di connazionali a guerra finita, ispirandosi alle gesta del compagno Stalin.

      A tutti costoro, e ai loro attuali apologeti, va il mio sincero disprezzo, insieme a un (metaforico) sputo in faccia.

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