In Italia cresce l’odio per l’Occidente, mentre l’economia crolla a picco

In Italia cresce l’odio per l’Occidente, mentre l’economia crolla a picco

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

Non c’è niente da ridere

Ci ha pensato Il Sole 24Ore, riprendendo un sondaggio Censis, a farci presente quanto ormai è evidente sotto gli occhi di tutti: gli italiani sono sempre più ostili all’Occidente e vedono con crescente distanza le sue istituzioni.

Stando al sondaggio citato, più del 70% degli intervistati si rende conto dell’arroganza dell’Occidente, che pretende di imporre il libero mercato e la “democrazia” liberale al resto del mondo. Una percentuale analoga è convinta del prossimo sfasciarsi dell’Unione Europea. Più del 66% degli intervistati attribuisce agli USA e all’Occidente la gran parte della responsabilità per i conflitti in Ucraina e Medio Oriente e poco più della metà è convinta dell’ascesa dei paesi del Sud del Mondo.

Si tratta di un dato statistico probabilmente non esaustivo, ma sicuramente coerente con il malcontento che cresce a vista d’occhio e che non è più rassicurabile con qualche operazione propagandistica.

Il clima sociale è costantemente teso: la paura della guerra, seguita da quella per i problemi economici nazionali, è costantemente diffusa e alimentata in tutti gli ambiti. La retorica giornalistica assieme a quella politica non cessano di inneggiare alla necessità di una partecipazione diretta ai conflitti o, altra opzione, ad un sostegno economico a fondo cieco, ma non vi è contatto con la realtà, non c’è ascolto dei cittadini.

Il processo di rappresentanza politica è un vecchio marchingegno della democrazia, ormai obsoleto. Il problema oggettivo è che in un sistema liberale, non è sostituibile con nient’altro: la rappresentanza è l’unico meccanismo di controllo da parte dei cittadini sui politici ai quali hanno delegato la loro responsabilità. Per trovare una alternativa, occorre cambiare del tutto il paradigma politico.

Il punto di rottura è situato nel fragile equilibrio fra interesse personale e interesse collettivo: quanto si è disposti a sacrificare per realizzare qualcosa che abbia valore per il bene comune?

Il filosofo greco Platone già aveva spiegato molto bene i rischi della democrazia: «Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri. Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo.» (Platone, Repubblica, VIII)

Il PIL che non c’è

Il Governo Meloni aveva promesso una risalita del PIL del 1%, ma l’ISTAT riporta solo lo 0,5% per il 2024. Una crescita che non basta e non funziona. la legge di bilancio è stata costruita su delle previsioni a di poco surreali e non potrà reggere, costringendo ad un taglio sulla spesa pubblica, come è solito fare. Ma i soldi per le armi all’Ucraina e a Israele non mancano mai. A rimetterci dovranno essere ancora una volta sanità, welfare, scuola.

Il dato è indicativo di una stagnazione economica evidente. La crescita non è contemplata nemmeno per il 2025, dove la stima realistica dell’ISTAT è per lo 0,8% a dispetto del 1,2% promesso dall’esecutivo. L’effetto di questo blocco sarà un aumento ulteriore della povertà, erodendo il già debole potere di acquisto delle famiglie, messe in crisi dalla impossibilità di alternative.

Lo aveva previsto con precisione Guido Salerno Aletta, economista, già nel 2022: bisogna trovare un meccanismo idoneo a bloccare gli spread sui debiti pubblici, decidendo subito, visto che la BCE ha già deciso di chiudere l’ombrello della liquidità e che la Commissione ha ripreso ad agitare il bastone.

Da una parte, infatti, i debiti pubblici negli scorsi due anni sono cresciuti a dismisura per le misure volte a contrastare la emergenza pandemica e poi sono stati imbottiti, soprattutto in Italia, di nuovi impegni di spesa per finanziare il PNRR. Dall’altra, la BCE ha già dichiarato concluso il programma di emergenza PEPP e si appresta ad alzare i tassi di interesse.

Per l’Italia si prospettano tempi duri: il costo del finanziamento del debito pubblico salirà e sarà ancora più difficile rispettare gli obiettivi di riduzione del rapporto debito/PIL.

Paradossalmente, solo l’inflazione ci verrebbe incontro: essendo un parametro basato su grandezze nominali, in euro correnti, l’aumento dei prezzi andrebbe a gonfiare artificialmente il PIL e dunque il rapporto migliorerebbe.

Se i tassi non salissero affatto rispetto ai livelli attuali, ci troveremmo nel paradosso di essere in una situazione di stagnazione o anche di contrazione del PIL reale, cioè in recessione, con una inflazione che taglieggia comunque i redditi, e con tassi di interesse che non remunerano il capitale investito: una situazione in cui perdono tutti.

Ma con la libertà di movimento dei capitali, è difficile fermare i disinvestimenti e dunque le vendite dei titoli che rendono troppo poco: lo spread, che è misurato sul mercato secondario, salirebbe comunque. E quindi, al momento delle emissioni per il rinnovo del debito in scadenza, sarebbe gioco forza adeguarvisi.

Ciò ci riporta al “patto sociale” pensato nella primavera del 2022 dai Sindacati con il governo Draghi di allora: la stagnazione dei salari fece sì che l’inflazione energetica e delle materie prime – e non inflazione da domanda, – venisse pagata da 23 milioni di lavoratori, provocando uno straordinario spostamento di redditi dai salari ai profitti in modo che gli imprenditori si potessero assicurare una quota di profitti consistenti anche in un contesto di guerra economica e di conflitti globali.

L’intero panorama politico, che ha approvato l’aumento delle spese militari e tagliate le risorse a scuola e sanità, è favorevole a che il costo della crisi venga a ricadere unicamente sulla forza lavoro. E non ha intenzione di tornare indietro.

Di Lorenzo Maria Pacini, strategic-culture.su

08.12.2024

Commenti (40)

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    1. Shax 10 dicembre 2024

      Il problema non si pone dal momento che la (pseudo)democrazia ha abdicato in Italia e nella Ue.
      Per governare non serve un mandato popolare ma semplicemente l'accondiscenza verso i dominus europei e statunitensi.
      D'altronde fu la stessa meloni a dire che l'ucraina sarebbe stata armata a prescindere dalla volontà popolare...

    1. Stefanovic 10 dicembre 2024

      Non è odio per l'Occidente, ma odio per le peggiori oligarchie occidentali di sempre.Oligarchie che peraltro promuovono la cancel culture e quindi (loro sì) vero odio per l'Occidente

    1. absitiniuriaverbis 10 dicembre 2024

      Ritengo che la crisi non sia nel mondo economico o politico o tecnologico o... . La crisi è nella coscienza individuale e collettiva. Quanti si rendono conto di questo?

    2. Primadellesabbie 10 dicembre 2024

      Quindi, attraverso la coscienza potremmo influenzare il mondo che ci circonda e, per ora, pare che lo facciamo senza rendercene conto.

      Ma se qualcuno, nei centri di potere, fosse al corrente di questo fenomeno potrebbe, ad esempio con degli accorgimenti ambientali, dirigere e sincronizzare lo 'stato d'animo' di milioni di individui e dar vita, così, a dei veri e propri potenti effetti magici.

    3. absitiniuriaverbis 10 dicembre 2024

      Suppongo di no.
      Ammettiamo che ci sia un modo per insegnare come pensare (non cosa pensare) e che si possa sviluppare la coscienza. Questo potrebbe (dovrebbe?) costituire lo scudo contro la manipolazione esterna.
      E ciò vanificherebbe gli sforzi di chi volesse controllare e manipolare il processo. Controproducente insomma. Qui di meglio lasciare il gregge nelle mani di un pastore tradizionale.
      Che poi, come arcinoto, le pecore temono il lupo ma è il pastore che le porta al macello.

    4. Primadellesabbie 10 dicembre 2024

      A meno che si sviluppi una cultura in cui un peculiare modo di:

      "insegnare come pensare"

      sia inconciliabile con:

      "che si possa sviluppare la coscienza"

      o che, con mille collaudati accorgimenti, cerchi di ritardarne la possibilità fino alla fase finale della vita.

      (Sei proprio sicuro che non sia il nostro caso?).

    5. absitiniuriaverbis 10 dicembre 2024

      Per la serie 'mai limite all' ignobile'.

    6. Primadellesabbie 10 dicembre 2024

      Suggerisce niente il mito di Prometeo?

    1. Primadellesabbie 9 dicembre 2024

      …gli italiani sono sempre più ostili all’Occidente…”

      Non credo a questo sondaggio.

      Secondo la vulgata inserita a forza nei nostri cervelli noi “siamo romani”, ergo siamo gli inventori dell’Occidente.

      Che 80 anni di metodico e incalzante anticomunismo viscerale si risolvano in una situazione economica in cui i ceti dominanti si dividano il denaro, e gli altri costruiscano armi e le usino per spararsi addosso tra loro, mi sembra poco casuale e senza via d’uscita.

    2. kifa 10 dicembre 2024

      Ma sono solo una manica di collusi venduti al pari di questa redazione.

      E chi non l'ha capito presto lo capirà a sue spese.

    1. BrunoWald 9 dicembre 2024

      Mah, a dire il vero quello che abbiamo avuto, perlomeno in Italia, sono stati 80 anni di metodico e incalzante antifascismo viscerale, con i cari comunisti ampiamente consociati e partecipi della greppia comune. Poi, venuta meno la ragione sociale, il PCI si è dissolto ancor prima dell'Unione Sovietica, e insieme alla sinistra tutta si è offerto come volenteroso carnefice delle classi lavoratrici per conto dei "capitani coraggiosi" di dalemiana memoria.

      In quanto al sondaggio, non ci credo neanch'io. Non per colpa dei romani, ma perché del tutto irrealistico che i due terzi della gente comincino a svegliarsi e rendersi conto della natura perversa del sistema. Forse sotto le bombe, o ridotti in miseria per davvero. Forse.

    1. uomospeciale 9 dicembre 2024

      Quello di cui sarebbe ora di discutere seriamente,

      ( e spiace molto non vedere mai dibatti da nessuna parte in proposito )

      e' la quasi totale perdita di senso e scopo di decine di milioni di persone in occidente... che ormai si trascinano stancamente e senza passioni badando solo a impegnarsi e sbattersi il meno possibile, fare il meno possibile: (e anche quel poco, cercare sempre di farlo fare ad un altro)
      Gli argomenti di conversazione di tutti non sono mai il lavoro, le ambizioni personali, la carriera, le mete da raggiungere o quelle già raggiunte oppure la pianificazione di un percorso di vita personale, familiare o professionale: ma sempre e solo le ferie, la movida, le feste, il ponte delle feste... anzi i tantissimi ponti delle tantissime feste in continuo aumento.

      Tutti quanti stanno perdendo le motivazioni e la voglia di fare qualsiasi cosa: ovunque si volga lo sguardo è una strage di negozi chiusi, fabbriche dismesse, interi settori dell'artigianato e decine di mestieri che scompaiono semplicemente perché nessuno vuole più farli, mentre il diritto al lavoro si è trasformato negli anni nel diritto allo stipendio, alla pensione o al sussidio.
      I pochi giovani appaiono bloccati in una fase di eterna adolescenza spensierata,e badano solo a divertirsi senza alcuna pianificazione del futuro... mentre quelli più vecchi sono in maggior parte pensionati o paghettati dallo stato, che badano solo a tirare lo stipendio/pensione/ tredicesima a fine mese e stop.

      E' un'intera nazione di gente che ha smesso più o meno tutta insieme di innovare, impegnarsi, progettare, costruire, rischiare, sacrificarsi.
      Hanno rinunciato in massa a primeggiare e a voler competere, hanno smesso tutti quanti di voler essere i migliori in qualcosa, IN QUALSIASI COSA.
      Oggi non sono più interessati a niente di tutto questo, Vogliono solo vivacchiare senza sbattersi:
      Di fatto ragionano e si pongono nei confronti della vita e delle sfide che essa comporta, come dei vecchi pensionati :
      anche se magari hanno appena 20-30 anni... Stanno tirando i remi in barca a milioni..
      A MILIONI.

      Il mio paese mi sembra sempre più un paese di Zombi.

      Ragazzi questa cosa in futuro diventerà una catastrofe senza precedenti altro che guerre, altro che epidemie, sembreranno solo dei lievi fastidi al confronto

      Perchè una società complessa come quella in cui viviamo funziona solo finché tutti fanno la loro parte per quanto sia scomoda o faticosa da fare.

      Se tutti dicono:

      "io non lo faccio, lo farà un altro"

      Verrà presto il giorno il cui moriremo di freddo e al buio, perché nessuno riparerà più un traliccio della luce rischiando la pelle a 30 metri di altezza, non avremo acqua in casa, perché nessuno vorrà più scavare l'asfalto al gelo o sotto il sole per passare i tubi dell'acquedotto, dovremo ripararci i guasti in casa da soli, salire sul tetto noi anche da vecchi per tentare di rattoppare un'infiltrazione, non troveremo più manco una pizza o un ristorante aperto perché è molto meglio lavorare in ufficio con aria condizionata e pausa caffè che in cucina, e magari finiremo la nostra esistenza abbandonati da tutti, senza alcun aiuto da nessuno perché oltre ai medici pure gli infermieri e i badanti nelle RSA sono ormai praticamente introvabili.

      Ma di queste cose gravissime destinate ad avere un impatto devastante sulle vite di ognuno di noi in futuro, non parla mai nessuno da nessuna parte.

    2. BrunoWald 9 dicembre 2024

      Magnifico commento, complimenti.

      Sollevi una questione fondamentale, di cui tuttavia non si parla quasi mai, è vero, perché risulta più facile e gratificante discutere di epifenomeni come guerre, elezioni, immigrazione ecc. anziché andare all'essenza stessa delle cose: l'esaurirsi della forza vitale del mondo bianco (ma non solo), conseguenza diretta della sua morte spirituale.

      Perché non riproponi questo commento nel forum aprendo una discussione? Potrebbe venirne fuori qualcosa di interessante. Non che faccia nessuna differenza, in effetti, ma è sempre un piacere scambiarsi delle idee tra esseri pensanti.

    3. Ummon 9 dicembre 2024

      Bel commento davvero.

      Ma poi: saranno davvero felici?
      Il divertimento è appunto un "de-vertere": spostare da qualcos'altro.
      Credo che quel qualcosa sia l'angoscia che gli coglie quando restiamo nudi, a contatto col vuoto.
      Credo anche che il rimedio all' angoscia non sia l'eterna fuga verso la distrazione, ma cercare qualcosa che ci dia senso.
      Secondo me "cercare senso" è _già_ "trovare senso".

      Conosco persone felici e conducono una vita che tanti potrebbero trovare logorante. Invece sono motori che più girano e più si ricaricano.

      Mi fanno pensare alle ruote da preghiera: il moto è già illuminazione.

    4. uomospeciale 9 dicembre 2024

      Grazie..🙂
      Sai sono anni che lo dico un po dappertutto, ma nessuno sembra interessarsi all'argomento almeno finché non cominciano a pensarci su e notare parecchie cose interessanti:

      1 i blackout che 20 anni fa erano rarissimi e si risolvevano quasi subito oggi sono molto più frequenti, la corrente spesso manca per ore o addirittura intere giornate, per via della carenza cronica di personale specializzato nella manutenzione delle linee elettriche.

      Cerchi un idraulico?

      Ormai fanno quasi solo uscite di "emergenza" ti chiedono 80-100 euro solo per l'uscita e se devi sturare un cesso, riparare una perdita o cambiare un sanitario, ti partono 800-1000 euro come niente.

      Elettricisti?... idem
      Falegnami, carpentieri, lattonieri, muratori, fabbri, vetrai, frigoristi ecc ecc
      Sono quasi introvabili e se li trovi non si sa mai quando e se sono disposti a fare quello che ti serve, e devi essere almeno benestante per pagarli.
      Non solo a fare certi lavori sono sempre di meno e lo fanno solo a prezzi sempre più alti, ma in molti settori neppure l'incentivo economico è più sufficiente a motivare la gente.
      L'attuale generazione di 20/30 enni è composta molto spesso da figli unici quindi gli basta aspettare che muoiano i nonni, il padre e la madre, per ereditare tutto.
      Se a questo si aggiunge il fatto che le coppie stabili sono sempre di meno e i figli non li fa quasi più nessuno chi glielo fa fare a un single di alzarsi alla mattina alle 7 per andare in cantiere navale o edile, oppure a riparare un traliccio della luce, una caldaia di un ospedale o calarsi dentro una buca per scavare le fogne?
      Non lo vogliono più fare, e non lo fanno più a nessun prezzo.
      Stiamo perdendo ( e in gran parte abbiamo già perduto ) tutto il personale essenziale, ripeto ESSENZIALE alla manutenzione costruzione e pianificazione di tutte le infrastrutture vitali del paese, senza le quali si torna dritti nel medio evo.

      Per dirti ho dei parenti nel milanese che fanno costruzione posa e manutenzione di impianti frigoriferi industriali nei capannoni ( un lavoro obbiettivamente molto duro ) che faticano moltissimo a trovare personale competente anche strapagandoli:
      Più di metà dei loro dipendenti sono stranieri che non parlano una parola di italiano, mentre l'altra metà sono vecchi italiani ormai prossimi alla pensione.
      ( Gli italiani giovani quel lavoro non lo vogliono più fare manco a pagarli oro )
      Se ci fai caso tra il 90% e il 100% di quelli che fanno lavori faticosi, pesanti, pericolosi o impegnativi ha sempre moglie e figli a casa:
      il disimpegno lavorativo si accompagna praticamente SEMPRE alla rinuncia a farsi una famiglia.
      ( E anche di questo non parla mai nessuno non è solo una questione economica l'uomo deve sentirsi uomo per voler fare lavori da uomo )
      E In Europa, ci sono almeno 2 generazioni di giovani che si sono ritirati non solo dal lavoro, ma anche dalle relazioni e dagli impegni...In una parola:
      Dalla vita.
      Che cosa succederà tra 20/30 anni quando tutti gli over 50-60enni occidentali che oggi hanno in mano il 90% della ricchezza, delle ditte, delle imprese e che ancora oggi svolgono quasi tutte le professioni essenziali saranno morti senza essere stati sostituti da nessuno?
      Che cosa succederà tra pochissimi anni, quando chiameremo un'ambulanza, il medico, un'idraulico o anche un muratore, un elettricista, un fabbro, un giardiniere, un carpentiere, un frigorista e non arriverà nessuno?
      Perché ci siamo già molto vicini e nessuno ha un "piano b"

    5. uomospeciale 9 dicembre 2024

      CIT:

      -Ma poi: saranno davvero felici?-

      Non credo proprio, visto il consumo di droghe psicofarmaci e alcool alle stelle.
      Sono tutti segnali di una società profondamente infelice che invece di amare le persone e usare gli oggetti, usa le persone e ama gli oggetti.

    6. Vincent1 13 dicembre 2024

      Decenni di immondizia televisiva sono pur serviti a qualcosa...

    1. XYZ 9 dicembre 2024

      ci pensa la deflazione a massacrare tutti, hanno voglia i burocrati ad inventarsi shock sull'offerta per tenere alti i prezzi...la gelata sulla domanda che ci sarà nel primo semestre del 2025 porterà i tassi a fare i capitomboli, infilandoci in un tunnel da cui nessuno sa come uscirne, se non facendo una guerra e/o una rivoluzione....sia la guerra sia la rivoluzione le vincono le popolazioni giovani....non è il caso dell'occidente

    2. ws 9 dicembre 2024

      la guerra sia la rivoluzione le vincono

      sempre e solo LORO.
      E " er poppolo cojone " è quello che ci ricava sempre e solo "distruzione&morte".

    1. ric 9 dicembre 2024

      eppure la melona e' sempre soddisfatta....

      https://www.la7.it/dimartedi/video/il-tormentone-della-soddisfatta-giorgia-meloni-28-03-2023-478014

    2. Primadellesabbie 9 dicembre 2024

      Beati i poveri di spirito...

    1. mago 9 dicembre 2024

      Ne butto una..il Pil è obbligato a crescere con tutte le armi che venderemo e a fine guerra con la ricostruzione di Kiev se non sarà vaporizzata,ma i soldoni nostri di ritorno dopo i vari prestiti saranno spartiti rigorosamente dagli azionisti delle nostre aziende pure rigorosamente domiciliate fiscalmente in paradisi fiscali vedi Olanda e a noi rimarranno solo i debiti di cui la signora Ursula e associati chiederanno conto.

    2. Arian Van Heisen 9 dicembre 2024

      L Olanda non è un paradiso fiscale...! applica solo tassazione inferiore
      come fa anche in peggior modo l' Italy con i decreti crescita con sconto del 50%

    3. Senna 9 dicembre 2024

      È esentasse per tutte le multinazionali che ci mettono la sede legale e raccolgono gli utili europei delle loro "filiali europee" non prodotti in Olanda. Informati, altro che tassazione più bassa

    4. ric 9 dicembre 2024

      e inoltre ha delle risorse ben protette oltre oceano.....

      Fino al 1986 Aruba fece parte delle Antille Olandesi e ora è un membro autonomo dei Paesi Bassi, ciò significa che la politica estera e la difesa dell'intero regno vengono gestite dai Paesi Bassi, mentre la politica interna è completamente gestita da Aruba.

    5. mago 10 dicembre 2024

      Ai tempi bastavano 700k entry level oggi non so.😪

    6. Arian Van Heisen 10 dicembre 2024

      Pagare meno tasse non è parimenti a esentasse Senna..!

      Cinque dei primi dieci paradisi fiscali più utilizzati dalle multinazionali per pagare meno imposte l decimo. L’Italia compare alla 29ma posizione della classifica – che comprende in tutto 70 paesi -, preceduta da Panama e seguita da Curaçaohttps://www.ilsole24ore.com/art/paradisi-fiscali-le-multinazionali-cinque-stati-europei-top-ten-AGDHoYK?refresh_ce=1

    7. Senna 11 dicembre 2024

      www.ilsole24ore.com/art/paradisi-fiscali-le-multinazionali-cinque-stati-europei-top-ten-AGDHoYK?refresh_ce=1

      questa sarebbe la tua fonte? Capisci il tedesco? Se sì guardati questa documentazione del giornalista tedesco Jo Schück "Flucht in die Karibik",
      https://www.youtube.com/watch?v=e1TDliYbLvQ
      descrive cosa fanno TUTTE le multinazionali e non solo in Olanda, cioè raccolgono l'utile non prodotto in Olanda e non pagano 1€ di tasse!!

    1. Dario Lampa 9 dicembre 2024

      L'economia va a picco ma tutto va bene per il governo dei "meloni citrulli" e anche per parte dell'opposizione. Non dimentichiamo che parte dell'attuale maggioranza ha anche preso parte al governo Draghi e chi si considerava "patriota" ha tradito la maggior parte delle promesse elettorali.
      Ad ogni modo la crisi penalizza solo la maggior parte dei cittadini: operai, pensionati, giovani e disoccupati costretti a lavorare per un salario da fame e nei supermercati vedo tanta gente che va in cerca di sconti e offerte per cercare di far quadrare i conti. E non guardiamo alla gente che riempie i ristoranti o negozi di lusso, che fa la fila nei centri commerciali, nelle agenzie dei viaggi perché, come scriveva il Trilussa in una sua famosa poesia/metafora, per uno che non riesce a mangiare nemmeno un pollo c'è ne un altro che ne mangia due, tre quattro, cinque... Mentre la statistica di regime diceva che tutti mangiavano almeno un pollo a testa. Proprio come le recenti statistiche sull'occupazione...

    2. Dario Lampa 9 dicembre 2024

      P.S.: ...E mentre la povertà e/o le difficoltà economiche aumentano per la maggior parte dei cittadini, continuano a spendere miliardi per una guerra che non ci interessa, ovvero interessa solo alle lobby delle armi.

    3. kifa 10 dicembre 2024

      Forza redazione di venduti!
      Dateci dentro!!!

      Così a naso a breve chiuderete la sezione commenti.

      E dovrete ringraziare giusto Vincenzo che tanto osannate.

    4. kifa 10 dicembre 2024

      Tu invece spendi la pensioncina in cosa esattamente?

      Dicci Vincenzo dicci.

    1. PietroGE 9 dicembre 2024

      Il problema è che l'Italia fa parte dell'occidente, cosa che forse chi ha risposto al sondaggio ha dimenticato o ha rimosso dalla realtà. Noi abbiamo anche partecipato alle guerre così dette : 'per l'esportazione della democrazia', in realtà per gli interessi di Israele e il risultato è stato disastroso. Quanto al PIL, una nazione in declino demografico, senza fonti energetiche e materie prime proprie e con una infrastruttura industriale che non produce i necessari prodotti tecnologici che sono ormai la colonna portante di ogni economia moderna, è già troppo se fa l'1% di crescita. Un diverso programma economico rispetto a quello dell'attuale governo non si vede all'orizzonte.

    1. ws 9 dicembre 2024

      E quindi? Quali ad altre illusioni devono essere sparse nella testa del popolo bue? Si pensa veramente che l€U(SS) scompaia domani e poi tutto "torni a posto" ?
      Personalmente sapevo già da trentanni che siamo fottuti, e non ci voleva del "genio" , si trattava solo di avere gli occhi aperti e un po di onestà intellettuale
      Oramai si può solo discutere di che morte moriremo e quando.

    2. mago 9 dicembre 2024

      Eutanasia ?…o sulle barricate ? In RSA non mi ci vedo..

    3. ws 9 dicembre 2024

      nemmeno io

    4. maghi 9 dicembre 2024

      sulle barricate ci sono già stato nel '68. Ora sono troppo vecchio per tornarci. Eutanasia.

    5. mago 10 dicembre 2024

      Dai ..abbiamo bisogno di gente come te..anche in riserva.lo spirito non muore mai. 👍🇵🇸

    1. clausneghe 9 dicembre 2024

      Tranquilli che i capoccioni di Brussel hanno in tasca la ricetta Draghi che nell'ambito della "distruzione controllata" della quale è mentore prevede un rafforzamento dell'industria bellica e indotto come motore trainante per superare la crisi economica e sociale.
      Ma il bankster di City of London con passaporto Italiano è ispirato dal Diavolo che come tutti sanno, insegna a fare le pentole ma non i coperchi. Stiano calmi operai e sindacati che il cetriolo c'è.
      Vale a dire che queste armi prodotte per guadagnare si rivolteranno contro a chi le ha prodotte e distribuite, mandando all'aria le soluzioni malate del Draghi, mai eletto da nessuno ma estremamente potente in quanto pupazzo della mafia Sionista.
      Una economia, anche Mondiale, che vede le sue prime tre voci sul podio di Mammona e cioè Armi, farmaci e droghe quale luminoso e sano futuro potrà mai avere?

    1. pippo123 9 dicembre 2024

      Quando la Nato e la UE andranno affan...
      Sarà sempre troppo tardi.SINN FEIN!

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