Il "super-banchiere" e la soluzione al debito che non risolve

«Noi in Italia non abbiamo un problema di sostenibilità del debito pubblico» «i fondamentali economici dell'Italia sono solidi come una roccia» queste le incoraggianti parole del CEO di Intesa Sanpaolo di fronte alla ripartenza della speculazione sul nostro debito. Ma quando espone la sua soluzione per non essere più d

Il "super-banchiere" e la soluzione al debito che non risolve

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

Il cambio di politica monetaria sui tassi da parte della BCE, ma soprattutto la decisione di togliere di fatto la garanzia sui debiti dei paesi membri, ha messo in moto i più esperti nell'ennesimo tentativo di trovare la soluzione ideale per non essere più dipendenti da Francoforte.

Come al solito si tentano tutte le soluzioni, tranne che indicare quella unica e giusta: ovvero la garanzia di una banca centrale dipendente dal governo.

Tra questi spicca l'intervento a dir poco ottimistico di un super-banchiere, il CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. [1]

"Niente panico". L'Italia ha fondamenta robuste ed è in grado di resistere a turbolenze ben più violente di quelle innescate dal maldestro balletto della Bce sulle prossime mosse di politica monetaria. Neanche la recessione deve spaventare più di tanto, perché il Paese, tassi o non tassi, dimostrerà di saper crescere anche in un contesto avverso.

Fa piacere e fa bene all'umore leggere dalle colonne di Libero Quotidiano, che ancora nel nostro paese ci siano persone autorevoli che nonostante la drammaticità della situazione, sprizzino ottimismo ed al popolo seduto sul lettino dello psicologo, gridino con forza: "non mollate, ce la faremo".

A dire il vero se analizziamo attentamente i presupposti con cui il manager della più grande banca italiana - intervenendo al convegno Young Factor organizzato a Milano dall'Osservatorio permanente Giovani -Editori - ha posto la questione relativa alla soluzione per il nostro debito, resta difficile non trovarsi d'accordo.

Leggiamoli, i presupposti:

«Noi in Italia non abbiamo un problema di sostenibilità del debito pubblico»

«Il tema, però, è se vogliamo essere liberi e indipendenti. Che si parli solo di indipendenza energetica e alimentare e non si parli anche di indipendenza finanziaria mi pare un'idiozia».

Esatto Egregio Dott. Carlo Messina, il punto è proprio questo: nel nostro paese da tre decadi è vietato persino parlare, oltre che prendere in considerazione l'eventualità di far tornare i nostri governi ad essere indipendenti dall'Eurotower. O addirittura quando a qualcuno, come nel Suo caso, è consentito parlarne, lo si permette solo attraverso soluzioni approssimative e non risolutive, per non dire completamente sbagliate.

Intanto, visto che il Dott. Messina ci ha immersi nell'immaginario di questa propedeutica seduta psicologica, prendiamoci il buono di quello che lui stesso fa emergere: finalmente un manager autorevole si accorge che il problema dei problemi, quello che va risolto immediatamente per fare in modo che il nostro paese possa ricominciare a vivere, è la sua dipendenza finanziaria da soggetti esterni.

Il famoso "vincolo esterno", ne avrete certamente sentito parlare.

Per lungo tempo, in Italia, autorevoli esponenti delle istituzioni e stampa di regime a seguito, ci hanno narrato una favola: quella secondo cui il “vincolo esterno” imposto dall’Unione monetaria europea sulla gestione della moneta, del tasso di cambio e del bilancio pubblico, avrebbe finalmente costretto i piccoli “ranocchi” del frammentato e arretrato capitalismo italiano a crescere, rafforzarsi e diventare grandi “principi” del capitalismo globale contemporaneo.

Oggi sappiamo che le cose sono andate diversamente.

L'aver ceduto la nostra sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea, ovvero non essere più emettitori in regime di monopolio della moneta che usiamo, in aggiunta alle folli regole dei trattati, ha letteralmente legato le mani ai nostri governi nelle scelte di politica fiscale.

Ma continuiamo la seduta nella speranza di alzare ancora il nostro umore attraverso le altre affermazioni di Messina:

«L'Italia è forte, ha la forza e le condizioni strutturali per fare le cose in autonomia»

«e deve fare le cose in autonomia senza essere attaccata al bocchettone di Francoforte, soprattutto considerato che è un Paese che ha dieci trilioni di risparmi. Servono piani che accelerino la crescita, ma riducano la dipendenza dalla Bce. Partiamo da quello che abbiamo nel nostro Paese, sempre nella logica di avere sostenibilità e indipendenza». E nell'Europa bisogna starci, ma bisogna starci da leader, perché altrimenti «diventeremo completamente marginali e lo diventerà anche l'Europa stessa», e quindi «rimarranno solo Cina e Usa».

Qualcosa comincia a non tornare e la depressione ricompare improvvisa. I più esperti già cominciano ad intravedere la soluzione che Messina sta per proporre: ricorrere al risparmio degli italiani per riportare dentro i confini nazionali tutta la proprietà del nostro debito.

La solita storia!

Intanto cominciamo a dire che più della metà delle famiglie italiane, esattamente 6 su 10, secondo uno studio del 2021 di Banca d'Italia, non riesce ad arrivare a fine mese [1]. Certamente per loro sarà impossibile avere accumulato risparmio per comprare i titoli del debito italiano.

Andiamo poi a vedere chi detiene il debito italiano e chi materialmente lo potrebbe ricomprare e soprattutto se lo potrebbero ricompare cittadini e famiglie.

Questo qua sotto è un grafico che ci fa vedere chi deteneva il nostro debito nel 1988 e chi lo detiene nel 2018. Non ho i dati ad oggi, ma certamente non saranno molto diversi, di sicuro non sarà aumenta la quota in mano ai cittadini italiani, che è quello che ci interessa per il nostro ragionamento. Sarà aumentata invece la quota in mano alla BCE in virtù dei noti massicci programmi di acquisto dei titoli intrapresi da quest'ultima durante la pandemia.

Guardando queste due torte, quello che balza subito all'occhio è il grosso cambiamento avvenuto nei colori amaranto, verde e giallo.

Si può notare con estrema facilità il dato che più ci interessa, ovvero che i possessori italiani di TDS dal 1998 al 2018 sono passati dal 57% ad un misero 6%, a vantaggio appunto dei colori giallo e verde che sono investitori stranieri e fondi ed assicurazioni.

Questo dimostra in modo inequivocabile come dal 1998 ad oggi un paese con risparmio diffuso si sia trasformato in un paese dove la ricchezza è sempre più concentrata in poche mani (6%) e nel mondo finanziario (46%).

Il fatto che nel 1999 il nostro paese abbia aderito all'euro e che questo processo di trasferimento di risparmio abbia coinciso proprio con gli anni di appartenenza alla moneta unica, certamente non è frutto del caso.

Ma torniamo alla proposta del super-banchiere di Intesa Sanpaolo. In pratica Messina vorrebbe riportare in mani italiane quel 32% in giallo della torta, in una sorta di ritorno ad uno status come avevamo nel 1988, quando appunto solo il 4% del nostro debito era in mani straniere.

Anche se questa operazione come vedremo dopo, non risolve il problema dell'indipendenza dalla BCE, ritornare ad una situazione come nel 1988 non è possibile per i motivi che ho evidenziato sopra, ovvero oggi gli italiani non dispongono più di quel risparmio diffuso da potere ritornare a quel 60%.

Chi invece possiede questo risparmio sono banche, fondi ed assicurazioni, ovvero tutto quel parco di soggetti che rappresenta il panorama del mondo finanziario.

A questo punto però dovremmo chiederci e la risposta dovrebbe darcela Messina: cosa cambierebbe a livello di "ricatto" dei mercati e di dipendenza dalla BCE, se un BTP invece che detenerlo Deutsche bank lo detenesse Intesa Sanpaolo?

Perché di questo tratta la Sua proposta.

Ecco, non cambierebbe niente: assolutamente niente

La BCE continuerebbe a svolgere la funzione di prestatore di ultima istanza a suo piacimento - e non perpetua come nel caso fosse dipendente dal governo - noi saremmo sempre utilizzatori di una moneta che non emettiamo e dipendenti come lo siamo adesso dalla BCE per quanto concerne le politiche monetarie e quindi il livello dei tassi che dovremmo pagare sul nostro debito. Cambierebbe solo il soggetto a cui dover pagare gli interessi: se ora li paghiamo a Deutsche bank, con la proposta di Messina andrebbero ad Intesa Sanpaolo.

Stante il fatto che pagare interessi per uno stato è una misura di politica fiscale, potrebbe cambiare qualcosa qualora potessimo realmente tornare ad una situazione simil 1988, ovvero tornare ad un risparmio diffuso dove lo stato pagherebbe interessi al 60% degli italiani anziché al 6%. In questo caso il pagamento di interessi si configurerebbe in un reddito aggiuntivo per la maggioranza degli italiani che potrebbe trasformarsi molto probabilmente in un benefico aumento dei consumi per la nostra economia.

Purtroppo abbiamo visto che non può essere così.

Per far comprendere al meglio la nullità della proposta fatta da Messina - non solo a livello di politica monetaria ma anche riguardo a quella fiscale - vi voglio ricordare ancora una volta, che il debito pubblico sono soldi che lo Stato ha già speso, ossia soldi che ha già messo nelle tasche del settore privato attraverso la spesa pubblica.

Quindi torno a dire che, cambiare la proprietà di un BTP non fa aumentare la quantità di denaro all'interno del settore privato stesso. Come non contribuisce ad una redistribuzione della ricchezza, anzi stante l'attuale concentrazione fa in modo che al contrario la ricchezza si concentri ancora di più in poche mani.

Si parla tanto della misura del "reddito di cittadinanza" a beneficio dei meno abbienti e della sua inutilità, tanto che certi leader politici ne urlano a gran voce la sua rimozione. Ma nessuno dice che di fatto il pagamento di interessi sul debito in una situazione di concentrazione di ricchezza, non è altro che un reddito di cittadinanza per i ricchi.

In conclusione, possiamo ben affermare che la proposta di Carlo Messina è da rimandare al mittente, visto che non assolve a nessuno degli obbiettivi che si prefigge, anzi lascerebbe intatta, così come è, la situazione del nostro paese.

Quello che ancora non trova spiegazione è perché si propone di tutto tranne che quella che è realmente l'unica soluzione corretta: una propria moneta ed una Banca Centrale alle dipendenze del governo.

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

Fonte: Il "super-banchiere" e la soluzione al debito che non risolve - Megas Alexandros

NOTE

[1] Bce, il "vaffa" del super-banchiere italiano: "Ricompriamo il nostro debito", qui crolla l'Europa – Libero Quotidiano

[2] Famiglie ridotte alla fame: 6 su 10 non arrivano a fine mese - Il Paragone

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Commenti (47)

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    1. Martin 20 giugno 2022

      Se non siamo nemmeno in grado di fare un blocco navale (come quello fatto da Prodi nell'Adriatico per 18 mesi negli anni 90 contro l'immigrazione albanese), ossia, se non siamo nemmeno in grado di porre fine all'ignobile, infimo status di COLONIA DI POPOLAMENTO dall'Africa, dove e come possiamo trovare le forze per uscire dall'Euro?

      Quando ad un intero popolo MANCA LA SPINA DORSALE, cosa si pretende?

    1. Martin 20 giugno 2022

      OVVIO che dovremmo uscire dall'Euro, ma ci manca la SPINA DORSALE. Tutto qui - se sembra poco!

    1. luebete 20 giugno 2022

      Ho capito il ragionamento: sembra che in vista di un problema finanziario prossimo venturo, per salvare il settore bancario, voglia fare uso del risparmio privato.

      Il fatto però che si citi il problema della "indipendenza finanziaria" è già qualcosa. La soluzione non è quella prospettata, ma già riconoscere il problema è già molto. Suppongo che non possa (non so se per limitatezza "culturale" o per libertà) dire chiaramente che tale indipendenza passa inevitabilmente dal ritorno ad una valuta nazionale, tuttavia aprire il dibattito su un tema che fino a pochi giorni fa sarebbe stato bollato di fascismo/nazionalismo/autarchia fa capire come:

      1. i poteri italiani stanno subendo troppo e segnalano frustrazione risolvibile con una maggiore tutela da parte dello stato (indipendenza finanziaria, vuol dire dipendenza dallo stato)
      2. sentono puzza di crisi e sanno che con le regole attuali prenderanno una bella batosta
      3. certi tabu possono essere scalfiti
      4. anche i partiti più europeisti potrebbero cambiare rotta
    1. Arthur 20 giugno 2022

      Nel corso degli anni è stata volutamente portata avanti un'operazione di condivisione dei debiti, facendo in modo che una consistente fetta di debito di ogni Paese finisse in mano straniere.
      In tal modo ogni Paese è posto in una condizione di ricattabilità da soggetti sovranazionali e stranieri.

      Quindi suppongo che anche l'Italia possegga titoli di debito di altri Paesi europei.

      Anni fa c'era stato qualcuno (economisti seri, ma non ricordo il nome) che aveva detto che per porre fine ad una certa situazione la soluzione sarebbe stata che ognuno avrebbe dovuto riprendersi i suoi debiti.
      In sostanza uno scambio: io ti consegno i tuoi titoli e tu ti riprendi i tuoi.

      Io credo che arriverà l'implosione dell'euro, ma forse è più probabile che avremo una grave crisi economica in Europa e faranno tutti come ho detto, interrompendo la condivisione dei debiti, proprio per cercare di difendersi da aggressioni esterne.

      Può anche darsi che i titoli di debito verranno usati, per un certo periodo, come moneta circolante, ammessa per molte transazioni.
      Anche questo era stato ipotizzato ed è possibile.

    2. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      I titoli del debito pubblico sono già moneta.... la moneta è classificata in base alla sua liquidabilità.... ma che tu i tuoi risparmi li abbia sotto il materasso, sul c/c, oppure investiti in un BTP... non fa differenza.
      Non serve a niente far detenere il tuo debito ai tuoi cittadini se poi usi una moneta che emette un altro e non hai il controllo della BC che la emette..... Se non comprendete questo, si parla all'infinito senza risolvere il problema.

    3. Arthur 20 giugno 2022

      Io credo che l'euro scomparirà e quindi non ci sarà più nessuna BCE.

    4. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      E' quello che speriamo tutti

    1. mago 20 giugno 2022

      “...io, Franklin D. Roosvelt, Presidente degli Stati Uniti d’America, dichiaro che la detta emergenza nazionale continua ad esistere e proibisco il possesso di monete d’oro, di oro in lingotti e di certificati in oro nel territorio degli Stati Uniti, da parte di individui, organizzazioni, associazioni e aziende...”
      È un estratto dell’Executive Order 6102,emanato da Roosvelt 80 anni fa, il 5 aprile 1933, che prevedeva che chiunque possedesse oro era obbligato a cederlo ad una banca in cambio di dollari e ad un prezzo imposto. fonte: BullionVault by Ben Trynor.

      Il vero potere lo deteniamo noi solo che tutti lo ignorano.

    2. sbregaverse 20 giugno 2022

      .......e allora i plutocrati americani cominciarono a collezionare gli impressionisti francesi, i reperti Maya Atzechi Inca Toltechi,meglio in oro e pietre preziose..... le pepite d'oro nativo......i dobloni ripescati in mare dalle navi spagnole naufragate......

    1. absitiniuriaverbis 20 giugno 2022

      La tua domanda ha una risposta seria: l'abbiamo persa e tanto tempo fa.

      La tua domanda mi ricorda anche una vecchia vignetta del mago Wiz:
      - Il giullare chiede: Maestà, dovreste dichiarare guerra alla povertà!
      + Il Re replica: già fatto!
      - Il giullare insiste: ma allora perché c'è ancora povertà?
      + Il Re chiosa: perché voi poveri avete perso, noi ricchi abbiamo vinto.

    2. Hospiton 20 giugno 2022

      Come diceva Petrolini "bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti"

    3. sbregaverse 20 giugno 2022

      Grandissimo maestro Johnny Hart.

    4. LuxIgnis 20 giugno 2022

      https://64.media.tumblr.com/73433783c6dc5ae224a645f00af2e15c/1263828c1d58cb07-88/s1280x1920/bcb1707f7aa4be81440de454bfd77dfaab583977.jpg

    1. sbregaverse 20 giugno 2022

      ORO non è bene rifugio perchè : manipulì manipulà inculì inculà ,COME TUTTO IL RESTO, non ultime le coscienze.
      N.B. Nei 10000 di risparmi, tracciati e rintracciabili, italiani ci stanno anche il mattone, non , come può sembrare i soli beni mobili.Ci sono, poi,
      i beni NON tracciati e per il momento NON rintracciabili........tipo collezioni d'arte ,collezioni di dobloni, collezioni di reliquie religiose, collezioni di fighe pelose........ecceterose ecceterose : collezioni che PRATICAMENTE non FANNO prezzo.

    1. absitiniuriaverbis 20 giugno 2022

      Che si legga di articoli di natura finanziaria, economica, geopolitica, politica et similia il commento di fondo non cambia: siamo una colonia e siamo schiavi.
      Essere coscienti del fatto che non siamo i soli ad essere in questa condizione non consola per niente. Il 'mal comune mezzo gaudio' non si dovrebbe applicare mentre, evidentemente, si applica alla grande.

      Ma allora, per essere cinici, che cosa abbiamo ottenuto fino ad ora in cambio della nostra colonizzazione e schiavitù? Perché se abbiamo accettato 'gratis et amore dei' avrebbe dovuto essere a causa di un 'valore inestimabile' rispetto al quale non si potevano ne dovevano porre condizioni. Ne valeva la pena?
      Ma quanto ci costa mantenere tutti gli orpelli di una democrazia apparente e fatiscente?
      Se, come appare, abbiamo preso e dobbiamo prendere ordini, ebbene che sia! Almeno niente ipocrisia e meno spese.

      E che cosa contiamo di ottenere in futuro, continuando a comportarci da colonia e da schiavi?
      Beh, al momento possiamo ancora respirare gratis, sedere su di una panchina gratis ma non dovunque, pensare non è ancora un delitto, usare il cervello è ancora un optional. Confidiamo di mantere queste prerogative?

      Già, se fossi un mago della programmazione, potrei impegnarmi a trasformare il cervello in una applicazione per il telefonino: vuoi vedere che l'utilizzo del cervello aumenterebbe alla grande?

    2. mago 20 giugno 2022

      Posso anticipare chiamandomi mago che ci sono gia riusciti ma al contrario solo che le persone buttano la confezione con le istruzioni e i risultati si vedono.

    3. absitiniuriaverbis 20 giugno 2022

      😂😂 😂

    1. Hospiton 20 giugno 2022

      Secondo i ben informati Messina non fa un passo senza l'approvazione di mr. Larry Fink, demiurgo di BlackRock e probabilmente reale manovratore di Intesa SanPaolo, col suo non indifferente peso azionario...mi chiedo: queste considerazioni sono farina del sacco di Messina o recita un copione scritto a New York in vista di un nuovo corso, gestito però dagli stessi ambigui personaggi che hanno modellato il vecchio tra Wall Street e City? Perché anche Fink, dopo decenni di discorsi roboanti sul mondo globale e le infinite opportunità ecc ecc ha recentemente cambiato rotta, "la globalizzazione è finita", ed ora si sentono i tanti piccoli Fink sparsi tra le banche occidentali tirar fuori dichiarazioni apparentemente spiazzanti ma che, purtroppo, mi ricordano il famoso adagio del buon Tancredi/Alain Delon nel Gattopardo. Fate bene a rispedire al mittente la proposta di Messina/Fink, temo però che non sia una proposta e non sia previsto alcun dibattito democratico in merito: semplicemente ci sta comunicando le strategie già stabilite da BR e compagnia, strategie che chiunque voglia governare in Italia dovrà implementare senza fiatare.

    2. dallafleidars 20 giugno 2022

      Venti anni fa ho acceso un fondo pensione aperto,molto pubblicizzato, partecipato da provincia, regione e gruppo assicurativo locale ho smesso di versare mensilmente 6 anni fa quando ho chiuso l’attività. Un paio di anni fa a fine anno avevo un gruzzoletto e per un po’ di risparmio fiscale l’ho versato sul fondo. L’iban dove ho versato era di State street! Da lì in poi i gruzzoletti vanno nel materasso!!!

    3. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      Ho lo stesso tuo timore.... visto che trattasi di proposta già vista e rivista e sostenuta in Italia dai soliti personaggi.
      Pagare interessi sul debito quando questo non è in mano alla maggioranza degli italiani equivale esattamente ad una misura fiscale di reddito di cittadinanza per i ricchi.

    4. sbregaverse 20 giugno 2022

      Sì ma :QUALSIASI manovra ,si faccia,ha valenza economico social politica.
      Siamo a questo punto perchè ,in passato, nessuno ha preso decisioni seriamente orchestrate, finendo così SEDUTI sulla cippa dei plutocrati atlantisti

    1. Cachafaz 19 giugno 2022

      Comunque non e' che non cambierebbe niente, cambierebbe molto, anche se non tutto! Finirebbe il meccanismo dell'asta marginale, gli interessi rimarrebbero in italia (qualora fosse vero che si trovino investitori domestici). Dal 1981 al 2014 l'italia ha pagato 3100 miliardi di euro di interessi, cioe' di piu' del debito pubblico, di cui una bella fetta all'estero.

    2. Megas Alexandros 19 giugno 2022

      Primo, se vedi la tabella nell'articolo gli interessi all'estero li abbiamo cominciati a pagare non dal 1981 ma dall'entrata dell'euro.... ed oggi parliamo del 30% del ns debito pubblico.
      Secondo, come ho dimostrato nell'articolo oggi li pagheresti (gli interessi), ai ricchissimi italiani (6%) ed al mondo finanziario (50%).
      Terzo, l'asta marginale non c'entra nulla, è dimostrato che i tassi lo decidono le banche centrali..... quando vogliono li mandano anche in negativo....

    3. Cachafaz 19 giugno 2022

      Il 30% ti sembra poco? Si parlava, se non erro, di oltre 1000 miliardi che sono volati fuori. Ecco uno dei problemi principali! A tassi esosi con il meccanismo dell'asta marginale, unico caso che dimostra il massimo grado di stato coloniale. E' ovvio, ad un certo punto i tassi sono diminuiti anche per noi- Intanto li abbiamo pagati e sono li', sul debito pubblico. No, sui ricchiessimi italiani credo ti sbagli. Sono molto meno di 50 anni fa, ma sarebbero sufficienti per il debito pubblico, SE opportunamente indirizzati con imput politico alle banche.

    4. Cachafaz 19 giugno 2022

      Le gestioni patrimoniali, i private. Le banche ne sono piene. Una nettissima minoranza di italiani, ma che sono pieni di soldi. Non so' dire quanto e' il totale, onestamente, ma tutte le filiali hanno clienti ricchi.

    5. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      Allora Cachafaz, o non mi spiego io oppure parliamo su due piani diversi. Eppure l'articolo è chiaro.
      Messina fa una proposta (già fatta da altri in passato). La proposta è quella di riportare il debito in mano agli italiani per non essere più dipendenti dalla BCE. E' risolutivo? NO aiuterebbe? nello stato attuale NO.
      Come ho scritto nell'articolo cambierebbe qualcosa se tornassimo ad avere un risparmio diffuso come nel 1988 ovvero il 60/70%. Oggi oltre il 60% delle famiglie italiane non arriva a fine mese. Cambierebbe perché come ho scritto pagare interessi è una misura di politica fiscale.. sarebbe un reddito aggiuntivo per la maggioranza degli italiani da spendere in consumi. Oggi nella situazione attuale sarebbe un reddito aggiuntivo per ricchissimi (6%... in questo numero non ci sono i 30 milioni di italiani che non arrivano a fine mese), e per il mondo finanziario.... numeri bassissimi per i consumi.
      Oltre a questo il problema di dipendenza dalla BCE rimane esattamente come prima. Le aste marginali è un problema conseguente alla dipendenza dalla BCE.... non sono le aste che determinano il tasso ma la politica monetaria della BCE (lo abbiamo visto chiaramente negli ultimi 11 anni). I mercati determinano i tassi solo se la BC li lascia liberi di determinarli e questo avverrebbe anche se il debito fosse in mano a tutte istituzioni con sede in Italia. Del resto sono anni che i tassi sono negativi... ti sembra che sia cambiato qualcosa rispetto al problema del debito? certo che NO.... negli anni 80/90 con i tassi a due cifre la situazione economica era molto meglio di ora (la maggioranza degli italiani con gli interessi dei BOT e dei BTP comprava la cucina o il motorino al figlio). Quindi non è un problema di tasso e quindi di aste marginali.... ripeto è un problema di avere la garanzia della tua BC. Il tuo ragionamento non ha senso, è come avere uno che affoga lo tiri fuori 2 secondi per poi rimetterlo dentro per farlo affogare lentamente.
      Il problema dei 1000 mld (seguo la tua cifra mi interessa il concetto), che poni tu è un problema sempre riconducibile al non avere la nostra moneta ed all'essere dipendenti dalla BCE.
      Gli Stati Uniti (sovrani nella moneta), hanno pagato interessi a tutto il mondo pur di far detenere dollari, in modo da sostenere il cambio e continuare a godere dei beni prodotti da altri in cambio di estratti conto.

    6. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      Bravo "una piccolissima minoranza di italiani"... è proprio questo il problema..... non la maggioranza degli italiani.... il concetto te l'ho spiegato nell'articolo e nel post precedente.

    7. sbregaverse 20 giugno 2022

      Vae victis è lo spread che Brenno Bruxelles ci impone.
      Non c'è ,al momento, Furio Camillo
      che non con l'oro ma col FERRO liberi ROMA ¿¿¿¿¿

    8. Cachafaz 20 giugno 2022

      E' normale che se avevamo la stampa della moneta nazionale invece che andare a prendere i soldi a strozzo non eravamo in queste condizioni! Io sto' sostenendo che potevamo difenderci meglio, I 1000 miliardi era un calcolo serio che aveva effettuato un economista , forse Mangia?, o un altro, circa un paio di anni fa sul sussidiario, quindi era abbastanza attendibile. La differenza tra noi ed altri come francia e germania, molto e' qui, gli altri non hanno svenduto platealmente il proprio paese. Sono proprio quei 1000 miliardi, trasferiti con il sistema dell'asta marginale per lo piu', che oggi mancano nei conti sia privati (il tuo calcolo 60% che arriva male a fine mese) che pubblici, cioe' parecchie centinaia di miliardi in piu' di debito. Abbiamo pagato per anni 100 miliardi di interessi passivi, poi 80, dopo forse meno ma intanto la massa si e' accumulata. Naturalmente non e' solo quello, si poteva fare a meno di svendere il patrimonio pubblico ed in particolare le banche, la francia e la germania non l'hanno fatto. Che poi e' normale che le banche ormai francesi dirottino il risparmio italiano dove vogliono loro. Quindi non e' stata solo la mancanza di moneta sovrana il problema(anche se e' il principale) , ma tutto il corollario, anche accettare senza fiatare decisioni comunitarie contrarie alle nostre filiere industriali e agro alimentari.

    9. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      Che le decisioni prese dalla nostra politica abbiano coinciso non vi è dubbio. Ma il punto che non comprendi è che questi 1000 mld che li abbia UniCredit o Deutsche Bank fa poca differenza…. stante il fatto che entrambe possano investirli in Italia o all’estero. Deustche li può far tornare in Italia comprando asset italiani e UniCredit può farli uscire dall’Italia comprando asset esteri.
      se vogliamo parlare a livello di politica fiscale e non monetaria, abbiamo un problema di distribuzione della ricchezza nel nostro paese che rende innoqua la proposta di Messina ed i tuoi ragionamenti…. basati sul meno peggio

    1. Eugiorso 19 giugno 2022

      Come ci si può aspettare che da insetti (nocivi, ovviamente) come i banchieri arrivino soluzioni che ripristinino la sovranità nazionale e la giustizia sociale?

      Eì come aspettarsi che le mosche non volino sulla merda, ma sui fiori ...

      Banchieri privati al muro, tutti, per il semplice fatto di essere tali!

      Cari saluti

    1. Ultor 19 giugno 2022

      mi piace pensare che messina sia un don chisciotte che cerca di trasformare una banca privata di fatto ad uso pubblico in una sorta di BCI (Intesa e il MEF collaborano costantemente), ma temo che ci sia sotto di più

    2. Megas Alexandros 19 giugno 2022

      L’errore che tutti fanno è che l’Italia non ha bisogno di una banca pubblica ma di una banca centrale.
      una banca centrale dipendente dal governo…. anche se Intesa Sanpaolo fa sinergia con il MEF…. non cambia niente, credo di averlo spiegato bene nell’articolo

    3. Ultor 19 giugno 2022

      una sinergia privilegiata tra banca d'italia e intesa, ancora più forte non è poi tanto male, il problema semmai lo può creare la consob, per cui se messina non spiega cosa ha in mente nessuno lo può prendere sul serio

    4. Megas Alexandros 19 giugno 2022

      Messina lo ha già spiegato: far comprare il debito agli italiani…. Ti ripeto senza la garanzia della bsnca centrale puoi fare poco, anzi niente

    5. Cachafaz 19 giugno 2022

      Dici? A me comunque sembra strano. Ai tempi della prima repubblica il bancario con sigliava l'acquisto dei bot, ora fondi vari, soprattutto esteri. Cosa sarebbe cambiato? Vorrebbe dire liberi tutti, che e' finita l'oppressione. Magari!

    6. Megas Alexandros 19 giugno 2022

      Scusa non ho capito... ripetimi il concetto per favore

    7. Cachafaz 19 giugno 2022

      L'omino pensionato che sottoscriveva bot negli anni 70, era perche' indirizzato dal potere politico. Lo stesso che ora gli fa comprare i fondi di investimento ed altri sistemi strani di cui non capisce nulla (per fregarlo meglio), quando sarebbe piu' utile a tutti la sottoscrizione del debito nazionale. .

    8. mago 20 giugno 2022

      Si ma se poi a capo abbiamo i fazio i draghi e i visco..mi hai capito ...

    9. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      Si questo è vero come è vero che il risparmio diffuso si è notevolmente ridotto. Quel 57% non è stato trasferito tutto in fondi di investimento. L’aumento degli stranieri (da 4% al 32%), anche questo testimonia una riduzione del risparmio generalizzato.

    10. Ultor 20 giugno 2022

      visto lo spazio di manovra limitato della cdp, pena una riclassificazione, l'aiuto di intesa al MEF dovrebbe essere accolto favorevolmente, e se il capitale privato è ridotto, le banche italiane dovrebbero fare sistema. Forse questo è quello che intende messina

    11. luebete 20 giugno 2022

      Una banca pubblica esisterebbe già: Cassa Depositi e Prestiti.

    12. Ultor 20 giugno 2022

      non proprio, è tecnicamente un ente intermediario a capitale misto con delle limitazioni nel raggio di azione

    13. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      Se vuoi una risposta mi devi spiegare il tuo ragionamento…. e cosa ti intendi per fare sistema…. Prestare???

    14. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      Ragazzi lo ripeto a noi serve una bsnca centrale non una banca pubblica

    15. Ultor 20 giugno 2022

      messina ha usato il concetto di indipendenza finanziaria (dalla bce), che implica grado di solvibilità e di capitalizzazione, in questo caso dello stato italiano. Bisognerebbe capire cosa ha in mente, probabilmente un maggiore coinvolgimento delle banche sistemiche italiane nell'acquisto dei titoli, all'indomani della decisione della lagarde di allentare i programmi di acquisto da parte delle banche centrali. Politicamente la leggo come una sfida al grande reset che sta operando draghi in italia

    16. Megas Alexandros 20 giugno 2022

      Io invece politicamente la leggo proprio come un sostegno a Draghi, ovvero lottare per cercare di tenere lo spread basso, così l’euro rimane in piedi e continuano il saccheggio.
      Ti ricordo che il debito pubblico sono soldi già spesi mentre la nostra economia ha bisogno di nuovi deficit governativi per occupazione e consumi. Far comprare un BTP a UniCredit invece che a Deustche Bank non cambia niente a livello di politica fiscale per occupazione e consumi.

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