Il sogno delle energie rinnovabili è al tramonto

Il sogno delle energie rinnovabili è al tramonto

Art Berman
artberman.com

La transizione energetica sta crollando, non nei titoli dei giornali, ma nell'economia. Quella che era iniziata come una visione promettente per un futuro più pulito è diventata un fallimento economico. Mentre i mercati e i lavoratori percepiscono il fallimento, gli attivisti e i responsabili politici rimangono intrappolati in un ipnotico consenso.

Bill Gates ha visto mutare il vento e ha cambiato rotta quasi dall'oggi al domani. Dopo anni di evangelizzazione sul clima, ora ne minimizza l'urgenza. L'opinione pubblica è arrabbiata per l'inflazione, le bollette energetiche e la stagnazione economica. Non considera più il cambiamento climatico o le energie rinnovabili rilevanti per la propria vita quotidiana. Gates non ha cambiato posizione perché la scienza è cambiata ma perché è cambiato il vento politico.

Anche i progressisti di lunga data stanno prendendo le distanze. Il CEO del Progressive Policy Institute ammette ora che il Green New Deal "è precipitato al suolo" e si è inimicato i lavoratori con attacchi ai combustibili fossili invece di offrire soluzioni energetiche reali.

Il fallimento è globale. La COP30 ha messo in luce il divario crescente tra la retorica sul clima e la volontà politica. Sei Paesi dell'UE, per salvare le loro industrie automobilistiche, ora vogliono abbandonare il divieto per i motori termici previsto per il 2035. Nel frattempo, aziende di servizi pubblici come EDP Renewables e Orsted si stanno ritirando dal Sud-Est asiatico, poiché la burocrazia, le politiche incostanti e le economie deboli stanno facendo deragliare il boom dell'energia pulita.

Il problema di fondo è semplice: l'economia dell'eolico e del solare crolla non appena si chiede loro di comportarsi come vere e proprie centrali elettriche.

Questo può sorprendere, dato che, per anni, ci è stato detto – dai governi, dalle banche, dai think tank e dallo stesso settore – che l'energia eolica e solare sono le fonti energetiche più economiche mai realizzate. Ma si è sempre trattato di una visione ristretta, basata su parametri progettuali come il costo livellato dell'energia (LCOE) di Lazard. LCOE pone la seguente domanda: "Quanto costa generare un megawattora nel sito del progetto?" Ignora il costo di trasformare una produzione intermittente e dipendente dalle condizioni meteorologiche in energia affidabile 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

I rapporti basati sul Lazard hanno contribuito ad alimentare questa narrativa. Essi mostrano che l'energia solare ed eolica sono passate dall'essere le fonti di energia elettrica più costose a quelle meno costose. Il gas naturale rimane competitivo, ma sembra più costoso. Il carbone e il nucleare sembrano avere costi proibitivi.

[caption id="attachment_235044" align="aligncenter" width="870"] Il LCOE di Lazard dimostra che l'energia solare ed eolica sono le forme più economiche di energia elettrica. Fonte: Lazard & Labyrinth Consulting Services, Inc.[/caption]

Ma il LCOE non pone la domanda giusta. Non include i costi di backup, stoccaggio, integrazione nella rete o la sfida di bilanciare domanda e offerta secondo per secondo. Non è sbagliato, semplicemente non rispecchia la realtà.

Lazard valuta anche progetti relativamente piccoli (150 MW per il solare, 300 MW per l'eolico) rispetto alla gamma di dimensioni tipica delle centrali a gas, carbone o nucleari, che va dai 500 ai 1600 MW.

L'intera premessa della transizione è stata costruita su un'illusione contabile. L'eolico e il solare possono essere economici a livello di generazione, ma non a livello di sistema. Il divario tra questi due aspetti è il punto in cui il ragionamento economico crolla.

Così ho posto una domanda diversa: "Quanto costerebbe aggiungere 1 GW di energia eolica o solare che funzioni effettivamente come un generatore responsabile, controllabile e regolabile su richiesta - con backup stabile e integrato nella rete - con un costo del capitale del 10%?"

La risposta è chiara. Una volta che l'energia eolica e solare sono tenute ad assumersi tutte le responsabilità del sistema in una regione di tipo MISO [la zona gestita dal Midcontinent Independent System Operator (MISO), uno dei principali operatori indipendenti del sistema elettrico negli Stati Uniti N.D.T.], l'economia crolla. Con un prezzo fisso dell'energia di 5¢/kWh, né l'energia solare né quella eolica riescono mai a raggiungere il pareggio, nemmeno nel caso più ottimistico. L'energia eolica ha prestazioni migliori ma entrambe rimangono profondamente antieconomiche. Il calo di rendimento intorno al quindicesimo anno riflette il costo della sostituzione delle batterie di prima generazione.

[caption id="attachment_235045" align="aligncenter" width="870"] 1 GW solare/eolico con accumulo e backup: flusso di cassa scontato cumulativo per kW al 10% reale, 50 $/Mwh. Fonte: Labyrinth Consulting Services, Inc.[/caption]

La tabella sottostante illustra le varie ipotesi. Non si tratta di ipotesi estreme. I prezzi delle batterie sono bassi. Il backup è economico. I costi di integrazione sono modesti. Non ho nemmeno mostrato il caso pessimistico.

[caption id="attachment_235046" align="aligncenter" width="1024"] Impianto da un gigawatt (solare o eolico) comprensivo di ipotesi relative allo stoccaggio e al modello di backup a gas. L'unica differenza tra solare ed eolico in un dato caso è rappresentata dal fattore di capacità, dal capex del generatore e dall'O&M del generatore. Fonte: Labyrinth Consulting Services, Inc.[/caption]

I progressi tecnologici potrebbero cambiare questa situazione? Forse, ma solo marginalmente. Il calo dei prezzi delle batterie, delle turbine e dei pannelli è sicuramente d'aiuto, ma non risolve i difetti strutturali. Il problema principale è che le fonti intermittenti non forniscono una capacità stabile. Dipendono dai livelli di backup che comportano costi di investimento e di integrazione.

Ecco perché il sogno di un'economia al 100% elettrica e prevalentemente rinnovabile non solo è improbabile, ma è anche irrealizzabile nelle condizioni attuali. Le energie rinnovabili potrebbero comunque contribuire a sostituire il carbone nel tempo. Ma anche questo è incompatibile con gli attuali livelli di consumo, i limiti di stoccaggio e la vasta ed economica offerta mondiale di carbone.

È significativo che i progetti nucleari e geotermici che ho modellato, nonostante gli elevati costi iniziali, alla fine raggiungono il pareggio. L'eolico e il solare non lo fanno perché non sono mai in grado di produrre un output stabile. L’intermittenza impedisce loro di recuperare il valore attuale negativo degli investimenti.

Gli ingegneri della rete elettrica lo segnalavano da anni. All'inizio, l'eolico e il solare erano un errore di arrotondamento, solo una piccola percentuale della produzione nelle reti dominate da gas, carbone, energia idroelettrica e nucleare. Erano dei classici "free rider": la loro variabilità era assorbita dal resto del sistema e i mercati non ne tenevano conto nel prezzo.

Ma, con l'aumentare della loro quota di mercato, è cresciuta anche la necessità di un backup termico flessibile, di controlli reattivi alla rete, di previsioni più accurate e di nuove linee di trasmissione. Questi costi reali non compaiono nel LCOE. Peggio ancora, l'energia eolica e solare spesso generano energia contemporaneamente, facendo crollare i prezzi e cannibalizzando il proprio valore di mercato. Con l'aumento dei tagli alla produzione [necessari per evitare sovraccarichi, instabilità o danni alla rete], tocca alle centrali termiche coprire le carenze, spingendo i costi totali del sistema ancora più in alto. Il blackout che ha colpito la Spagna nell'aprile 2025 ha rivelato quanto questo sistema sia fragile senza una profonda riforma.

Il ridimensionamento è un tema ricorrente nella scienza della complessità e nell'ingegneria dei sistemi. Che si tratti di software, infrastrutture o sistemi di alimentazione, ciò che funziona con una penetrazione del 5% spesso fallisce con una penetrazione del 30%. È difficile credere che gli ingegneri non lo avessero previsto.

I componenti più economici non risolvono l'intermittenza. Non eliminano la necessità di un backup. Non eliminano i costi di integrazione nella rete. Rallentano solo l'emorragia.

Questo non è un argomento contro la tecnologia. È un riconoscimento che esistono limiti fisici, economici e termodinamici. Non è possibile forzare le energie rinnovabili basate su inverter in un sistema costruito per macchine sincrone e stabilizzatrici di frequenza e aspettarsi che la stabilità sia gratuita. Il controllo della frequenza non è un dettaglio minore, è fondamentale. Più generazione alimentata da inverter aggiungiamo, più difficile e costoso diventa quel controllo.

Provate a cercare modelli di flusso di cassa scontato a ciclo completo per l'eolico e il solare come quello mostrato nella Figura 2. Quello che troverete sono sopratutto grafici LCOE. Una recente revisione della letteratura finanziaria sulle energie rinnovabili dal 2011 al 2020 ne chiarisce il motivo: la stragrande maggioranza degli studi si concentra sull'economia a livello di progetto. Quasi nessuno incorpora i costi completi del sistema. Ciò è sorprendente, dato che, nel 2024, erano stati investiti oltre 3 trilioni di dollari nelle energie rinnovabili a livello globale.

A questo punto, le energie rinnovabili assomigliano ad un viaggio ad Abilene. Il paradosso di Abilene descrive la psicologia di un gruppo che prende una decisione collettiva sbagliata anche se nessuno individualmente lo desidera. Una famiglia annoiata decide di prendere la macchina e andare a pranzare ad Abilene. Il cibo è pessimo, il viaggio è lungo e solo dopo tutti ammettono che non avrebbero mai voluto andarci.

La società è andata ad Abilene con le energie rinnovabili. Non siamo andati per pranzare. La crisi climatica era reale. Qualcuno ha detto: "Passiamo all'eolico e al solare". Siamo andati lì per riprogettare il sistema energetico globale. Tutti hanno annuito. Nessuno ha controllato la mappa.

Non si tratta di un fallimento della tecnologia, ma di un fallimento dell'immaginazione. Credevamo di poter passare ad un'economia completamente elettrica e rinnovabile senza confrontarci con la crescita, i consumi o i limiti del pianeta. L’impulso del carbonio ci ha regalato un secolo di abbondanza. La sfida ora non è quella di ricrearlo con il vento e il sole, ma di crescere come specie e imparare a vivere entro i limiti di un pianeta che non tollera più il business as usual.

Art Berman

Fonte: artberman.com
Link: https://www.artberman.com/blog/the-sunset-of-the-renewable-dream/
7.12.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (14)

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Mostra commenti 14 caricati
    1. Spartan 10 gennaio 2026

      Mah ! La discussione , su questo argomento, viene sempre a finire sul nodo economico-finanziario, ovvero " in soldoni". Ma , da quanto mi risulta, il bilancio energetico , di queste tecnologie energetiche, se va bene, risulta in pareggio. Ma se va bene! Il più delle volte è negativo, ovvero l'energia per produrre, installare, mantenere e smaltire queste tecnologie, è superiore a tutta l'energia prodotta , nell'arco della loro vita utile. Quindi, energia consumata per produrre .......niente. Anzi! Sprecandola!

    2. maghi 10 gennaio 2026

      come la Salerno-Reggio Calabria! Ha dato da vivere a tre generazioni di calabresi. Era meglio finirla in pochi anni e poi dare le risorse alle tre generazioni, ma poi si sarebbero annoiati a morte e allora avresti dovuto dare loro il panem, ma anche il circenses per passare il tempo. In fondo siamo un popolo di bambinoni. Ieri sera ero con quattro miei coetanei o quasi, che hanno giocato nella Juniores calcio del mio paese. Tutta la sera a parlare di quello che hanno fatto 60 anni fa. Ecco come si fa a fermare gli esseri umani all'adolescenza: dando loro i circenses.

    3. ric 15 gennaio 2026

      ovvio che quando l' iniziativa imprenditoriale privata si mette d' impegno per fare cassa , ognuno di loro fa quello che vuole senza nessun progetto collettivo mirato al benessere ma solo a creare denaro forzandone i consumi, denaro di cui non ha necessita' per vivere ma solo ambizione , malattia cronica in questo caso Manca una visione collettiva di cosa sia il benessere di un popolo , 75 anni di vita media , un milionesimo di secondo in proporzione alla eternita' , credo che valga la pena di essere vissuto ben diversamente dalla corsa che ci impongono nella cvilta' dei consumi.....questo non significa che l' iniziativa privata sia un danno, anzi la trovo piu' che positiva, ma deve essere canalizzata e mirata. Poi per non parlare di una sua concorrenza politica tipica itagliota , la sinistra che oltre a saper fare nulla di concreto , e non avendo un bilancio da rispettare si sbizzarisce con il denaro altui in tutti im modi possibili ..
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      una chicca tipica itagliota sulla casa museo di Pirandello..Agrigento :

    1. maghi 10 gennaio 2026

      mi pare chiaro che il green deal sia servito solo, 110 in primis, a far girare tanti di quei mld che sono serviti solo a proteggere il PIL dal crollo catastrofico. Il problema è che, senza gli idrocarburi, bisognerebbe calare e di molto il welfare, ma si andrebbe alla guerra civile. Quindi speriamo che durino il più possibile. Di sicuro le elitè hanno qualche piano per risolvere il problema, ma non lo dicono per non generare rivolte. Intanto godiamoci il panem et circenses. Le piste di sci qua sopra sono piene e ieri un mio amico con l'ictus aveva una escort in camera. Poi mi è toccato ritirarlo sul cuscino, ma che vogliamo togliere anche le ultime soddisfazioni ai malati gravi. Tanto siamo tutti morituri te salutant.

    2. maghi 10 gennaio 2026

      ma poi che vogliamo togliere la sanità alle masse di poveri? Ieri mia moglie è andata a fare degli esami all'USL. Di una ventina che erano a farseli, solo lei è andata al totem (!!0 euro!). Gli altri tutti con poco o nulla reddito. Mi garberebbe sapere se erano tutti malati o se li facevano perchè non gli costavano nulla. Come lo vogliamo chiamare? Consumismo sanitario? Il welfare si potrebbe calare benissimo, ma poi dove li mandiamo tutti questi sanitari, che rimarrebbero senza reddito? Lo spreco è il motore del consumismo, che è a sua volta il motore del capitalismo. Verrebbe da dire che il motore del welfare è lo spreco, ma se lo dicessi gli economisti mi squarterebbero.

    3. ric 10 gennaio 2026

      infatti la gente comune che lavora per un pezzo di pane e' catalogata nella lista dei COSTI.. mentre i guadagni delle grandi aziende apolidi stanno nella lista della crescita del paese ,,,anche se con le banalita' piu' eclatanti...

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    4. maghi 10 gennaio 2026

      a parte che da quei 220 mln di spettatori vado tolto almeno io, perchè non guardo la TV da anni, ma il PIL è composto anche da tutti i costi, oltre che dai redditi e dalle spese. Mi pare che vengano anche conteggiati i proventi dello spaccio e della prostituzione. E' il PIL, che conta e non possiamo farci nulla. Capitalismo uber alles fino alla morte.

    5. ric 15 gennaio 2026

      speriamo in grandi malattie collettive e terromoti.... Sai quanto crescerrebbe il PIL e relativo benessere ?
      Infatti quando il capitalismo ha serie difficolta' a " crescere " una bella guerra pone termine alle sofferenze del sistema da lui creato.
      FIAT docet...

    1. alessandroparenti 10 gennaio 2026

      Ma Cdc riceve finanziamenti dall'Agip? 100% di articoli fotocopia di "esperti" che criticano le energie pulite e rinnovabili. Mai uno che spieghi la vera realtà delle cose, dove la Cina, protagonista assoluta, lascia al palo l'occidente prigioniero dei suoi conflitti d'interesse. Ma la redazione è impermeabile alla pluralità di opinioni, come fanno capire. Vento e Sole sono il babau. Bisogna farsene una ragione. Continueranno a disinformarci. Contenti loro...

    2. ric 10 gennaio 2026

      credo che il problema per l' energia nello sporko mondo occidentale vada riesaminato e corretto . un mondo dove si mettono in vendita auto con l' elettrico con oltre 100 hp che pesano 2 ton, dove ti fanno credere che l' elettrico e' un risparmio , dove si spostano merci identiche in entrambi le direzioni per il tornaconto esclusivo di un gruppo di sporki imprenditori ...dove al casello delle autostrade mettiamo un benetton qualsiasi che se ne frega di dove e perche' vanno gli automobilisti, L' importante e' che siano tantissimi a transitare pagando il pedaggio , dove una qualsiasi nave da crociera consuma mediamente 200 mila litri di combustibile al giorno .

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      (Il consumo di carburante di una nave da crociera può variare, ma in generale:

      ...Dove un bastardo imprenditore commerciale privilegia la mela argentina al posto di quella trentina per un semplice calcolo da ragioniere contabile , dove in gran parte del trasporto passeggeri su rotaia ha mediamente 30 persone ( 2500 kg circa di merce unana su un vagone che ne pesa 30.000 da solo ( tanto la coreente non la paga la ferrovia ) e mille altri sprechi voluti senza senso credo che il problema vada anche visto sotto altri aspetti.

      PS : se il produttore di "mele" Trentino o del Saluzzese come tutti gli altri prodotti di qualsiasi genere vendesse la sua produzione come una volta ai mercati generali che servivano i negozietti , Il contadino guadagnerebbe il doppio ,e al consumatore costerebe la meta' ..

    3. Moderatore 15 gennaio 2026

      Il suo commento era finito in attesa in via automatica per l'inserimento di più collegamenti, come le abbiamo indicato più volte.

    4. ric 15 gennaio 2026

      aime'.... sono recidivo....

    1. alduccio 10 gennaio 2026

      die Welt si è accorta che il green deal è una colossale sciocchezza.
      Per quella ucraina i tempi non sono ancora maturi.

    1. Dario Lampa 10 gennaio 2026

      "Il sogno delle energie rinnovabili è al tramonto".
      Se così fosse sarebbe una tragedia che ricadrebbe sulle nuove e nuovissime generazioni!! Il vero problema nonché efferato crimine è l'economia capital-consumista guidata dagli USA i quali sono oramai diventati il cancro che sta divorando il pianeta! Una economia, "cancerosa" come quella liberal-capitalista, che contempla profitti e consumi che aumentino esponenzialmente all'infinito in un sistema finito è matematicamente e fisicamente impossibile ed è devastante sotto tutti i punti di vista*.
      Ben sapendo queste cose (e continuando nella la loro follia) la leadership americana e quella dei vari miserabili governi loro vassalli sono diventati il nemico numero uno dell' umanità anzi di tutta la Vita sulla Terra.
      Nota(*): in verità adottando un sistema socio-economico sostenibile che preservi la biorinnovabilità del Pianeta Vivente si potrebbero senza problemi "liberare" risorse potenzialmente all' infinito e nutrire e far vivere dignitosamente una popolazione ben più numerosa di quella attuale.
      Per concludere, penso che il sogno (folle) sia quello di poter continuare a usare indiscriminatamente energia dalle fonti fossili e/o in altri modi devastare il Pianeta senza rischiare un ritorno all'età della pietra o rischiare addirittura l'estinzione.

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