IL SISTEMA VUOLE FARCI SENTIRE IN COLPA: ADESSO BASTA, RIBELLIAMOCI!

Il sistema è fatto apposta per distribuire colpe e distrarci.

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Le istituzioni sono un subdolo meccanismo di creazione e distribuzione di colpe.

In natura, nessuno è colpevole di nulla, perché l’evento è sacro, è manifestazione del divino. Nella società, ogni volta che si verifica un evento, grande o piccolo, il sistema subito se ne appropria, genera una spiegazione (in quanto tale necessariamente fasulla) e una colpa.

Il concetto di colpa è del resto esso stesso un’invenzione della mente, e come tutte le invenzioni della mente il suo compito è quello di evitare a tutti i costi di farla cadere in ciò di cui essa ha più paura in assoluto, e cioè l’emozione suscitata dall’evento. La colpa viene inventata, attribuita, rimbalzata, rinfacciata, assunta, e grazie a questa distrazione, a questo gioco, l’emozione fondamentale può essere sempre posticipata, rimandata, elusa.

Cosa diversa dalla colpa è la responsabilità, purché però questa parola sia intesa in un modo specifico.

Essendo il diritto una costruzione immaginaria, può dirci molto dei desideri e delle paure profonde di coloro che lo hanno sognato. Nel diritto civile o penale, il responsabile è colui che risponde dell’evento, perché può essergliene addossata almeno la colpa. E a differenza del dolo, che almeno è “intenzione” (qualunque cosa poi questo dovrebbe significare!), per la colpa è sufficiente che un comportamento sia variamente giudicato “negligente”, “imprudente”, “imperito”… a volte, la responsabilità può addirittura essere attribuita senza che sia necessario alcun criterio soggettivo, e di fatto rimane comunque un sinonimo di colpevolezza. Insomma, sembrerebbe inammissibile contemplare un evento senza che debba poter essere individuato con esattezza colui che deve essere ritenuto in qualche modo il colpevole.

Un uomo responsabile non è certo questo, non è un uomo perso nelle fantasie della colpa e nei meandri della paura. Responsabilità significa riconoscere che il sistema non ci è per niente estraneo, ma anzi non è nient’altro che una nostra immagine, un sogno al tempo stesso individuale e collettivo, e che l’evento, ogni evento, grande o piccolo, è un dono che ci viene dato per liberarci, è l’opportunità per provare un’emozione. L’emozione infatti è la vera, pura, dimenticata, segreta voce dell’anima, che strepita per risalire dal profondo e bruciare con le sue fiamme ardenti le insicure e traballanti costruzioni del nostro stanco e pedante sistema mentale, basato su eterni giudizi e insuperabili colpe, di cui in fondo non abbiamo davvero bisogno.

Il sistema quindi, in quanto apparizione, proiezione soggettiva, non va combattuto, va abbandonato, va lasciato dissolversi e trasformarsi. L’anima in realtà è l’immaginazione stessa, lasciamola libera di creare, di indicarci il sentiero! Quali altre obiezioni sorgono alla sua pura, distruttiva, sublime emozione, che è la nostra energia, la fonte del nostro vero potere, se non i soliti noiosi moralismi e falsi concretismi apparentemente così seriosi e di buon senso e in realtà fondati sulla paura della morte?

Adesso basta: ribelliamoci al sistema e costruiamo immediatamente un nuovo mondo, fondato sul coraggio, sulla natura, sulla libertà e sull’anima!

Luca

Commenti (17)

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Mostra commenti 17 caricati
    1. uomospeciale 3 febbraio 2025

      In sintesi come sostengo da sempre io, lo stato ha solo il potere che gli si dà, e le catene peggiori sono quelle che ci mettiamo da soli.
      Siamo noi, gli unici ad avere davvero le chiavi delle nostre prigioni.
      L'unica cosa che dobbiamo obbligatoriamente fare è morire:
      Qualsiasi altra cosa, dipende solo e unicamente dalle nostre scelte.

    1. nicolcass 3 febbraio 2025

      Non mi sento in colpa ne con gli ebrei, ne col pianeta ne con i negroni...ho sempre vissuto in modo modesto senza sperperare , ho sempre lavorato e duro..quindi degli ecologisti me ne sbatto e voterei Asfalto che ride...

    2. maghi 3 febbraio 2025

      il problema è che questo gennaio le temperature a livello globale per 24 giorni hanno infranto i record precedenti. Non basta che qualcuno viva in modo modesto. E' necessario che tutti si rincominci a vivere in modo modesto e molto probabilmente è troppo tardi. Andava fatto 50 anni fa.

    3. uomospeciale 3 febbraio 2025

      Non c'è che da convincere miliardi di poveri che vivono di riso e verdure bollite, che vanno in giro scalzi abitando in baracche di legno e lamiere senza corrente elettrica né servizi igenici, che dovranno vivere nell'immondizia per sempre per questioni di CO₂
      Immagino che saranno molto felici di sacrificarsi per salvare il pianeta, magari dopo aver già visto morire di fame stenti e malattie chissà quanti parenti.

    4. uomospeciale 3 febbraio 2025

      PS:
      Certamente fa troppo caldo per la stagione, il mio giardino non è mai stato cosi verde e rigoglioso in febbraio, oggi sembrava già primavera.
      Spero solo che non sia un'estate siccitosa.

    5. maghi 4 febbraio 2025

      il problema è che vogliono partire dai più spreconi a metterli in riga. Non sono certo i terzomondisti. Intanto ci stanno sfoltendo coi vaccini, tanto convincere le teste di minchi... a ridurre volontariamente il loro welfare, si sa tutti, che è impossibile. Poi se non basterà, passeranno anche a chi vive di stenti o quasi. Intanto da me stanno morendo più settantenni, che 80enni e 90enni. Tanto questi hanno pochi anni lo stesso davanti, mentre i 70enni in buona salute come me e mia moglie, magari hanno più di dieci anni di vita davanti. Ora poi ci metteranno in riga colle medicine, visto che stanno togliendoci anche la ricetta bianca, così ci controlleranno anche da un punto di vista sanitario, facendoci curare colle schifezze. Ne conosco pochi di 70enni in buona salute e mi sa che tra qualche anno non ce ne saranno più. Tempi duri in arrivo per gli anziani occidentali.

    6. nicolcass 4 febbraio 2025

      poi passeranno ai cinquantenni

    7. maghi 4 febbraio 2025

      solo? Sarebbe grassa.

    1. maghi 3 febbraio 2025

      la burocrazia è una forma di oppressione, di dittatura. Quando lo dissi a un avvocato, mi guardò pensieroso. Chissà cosa pensò?

    2. nicolcass 3 febbraio 2025

      che eri un terrapiattista no vax putiniano

    3. maghi 3 febbraio 2025

      magari. Sarebbe solo comico. Purtroppo aveva un'espressione tra il serio e l'interrogativo. In fondo come li chiamava il Manzoni. Azzeccagarbugli, mi pare. Forse avrà pensato che lo giudicassi anch'io così.

    4. uomospeciale 3 febbraio 2025

      Altro che se è una dittatura.
      Una tassa di qua, un regolamento di là, e ogni tua libertà se ne va..
      E mai più tornerà.

    5. Nonso 3 febbraio 2025

      Vista la mi arecente esperienza, a me viene da pensare a quante volte la burocrazia è ulteriormente complicata da chi lavora tra le mura di un ufficio.

    6. maghi 4 febbraio 2025

      pochi sono gli impiegati pubblici che cercano di venire incontro al cittadino. La stragrande maggioranza fa solo gli affari suoi.

    7. Nonso 4 febbraio 2025

      Pochi sono gli impiegati pubblici. Punto.

    8. maghi 5 febbraio 2025

      in perfetta logica keinesiana, tra lavoratori pubblici, stato, regioni, provincie, comuni, aziende municipalizzate (5-6 mln) e lavoratori dell'edilizia (altri 5-6 mln) si può dire che i tre quinti dei lavoratori italiani vivono dell'elemosina petrolifera. Senza contare quelli perennemente in cassa integrazione o coll'ISEE sempre pronto. In pratica siamo un popolo di mendicanti, ma non bisogna vergognarsene. Essere nel bisogno non è vergognoso, ma bisognerebbe vergognarsi di voler uscire dallo stato di bisogno con mezzi illeciti o addirittura criminali. Qualcuno con un pò di dignità c'è ancora, ma la maggior parte alla prima occasione approfitta subito dell'occasione.

    9. Nonso 5 febbraio 2025

      Il sistema basato su una moneta a debito non sovrana è già criminale in partenza. Parlare di dignità in questa situazione è illusorio, ma capisco che per qualcuno possa essere psicologicamente conveniente.

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