Riceviamo e pubblichiamo.
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“Un popolo senza terra per una terra senza popolo”. Questo il paradigma con cui il sionismo ha giustificato l’occupazione coloniale della Palestina e la creazione di Israele.
Ma non era affatto spopolata la Terra Santa, ed infatti i palestinesi che l’abitavano, musulmani e cristiani, vennero massacrati, segregati e deportati per fare posto ai coloni sionisti (Nakba).
Può forse considerarsi popolo una moltitudine sparpagliata solo in virtù di una comune fede religiosa? Il sionismo si è spinto oltre, ha inventato il mito del diritto divino ebraico sulla Palestina, di qui la natura teocratica e militarista dell’entità sionista, i suoi conclamati presupposti ideologici suprematisti e razzisti, quindi il sistema dell’apartheid.
Ma sionismo non equivale ad ebraismo, e chi lo afferma lo fa al solo scopo di equiparare antisionismo ad antisemitismo.
L’annientamento della Resistenza, ovvero la cancellazione del popolo palestinese, non sazierà il mostro sionista, lo incoraggerà a realizzare il suo scopo finale, la Grande Israele.
Il sionismo non è solo una catastrofe per la Palestina e una maledizione per l’ebraismo, è una minacciosa sciagura per tutta l’umanità.
Nessuno sia complice!
CONVEGNO Roma 25 ottobre 2025. Ore 09:30 - 18:30 Hotel Massimo D’Azeglio, Via Cavour n. 18

fiurdesoca 15 ottobre 2025
può essere che il sionismo sia una aberrazione dell'ebraismo ma nell'ebraismo il sionismo è strutturale.
mi pare solo un convegno per fare dei distinguo che non tengono conto dell'essenza dell'ebraismo e rendergli una presunta moralità.
colzani5 15 ottobre 2025
Concordo è la natura/snaturalizzazione dell'idea in nuce alla Torah che non può che sintetizzarsi nel suprematismo e nel razzismo. Un ebreo è ciò che meglio si avvicina a dio e questa prossimità lo rende speciale, prescelto e custode della verità.
Cleon XIII 27 ottobre 2025
Non so. Inizialmente la maggior parte degli Ebrei era contraria al Sionismo.