Il Prof. Maloberti: “L’intelligenza artificiale è una bolla tecnologica, l’illusione finirà presto”

Secondo lo studioso recentemente premiato con la laurea honoris causa dall'Università di Macao per i suoi risultati nel campo della microelettronica e per l'eccezionale contributo allo sviluppo di nuove e avanzate tecnologie "L'AI sta uccidendo il lavoro". E sul nostro declino: “L'Occidente deve i suoi successi al lavo

IL PROF. MALOBERTI: “L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE E' UNA BOLLA TECNOLOGICA, L'ILLUSIONE FINIRA' PRESTO. MA STA UCCIDENDO IL LAVORO”

Di Jacopo Brogi

Il Prof. Franco Maloberti, professore emerito del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell'Informazione dell'Università di Pavia, è uno di quegli italiani d'eccellenza, celebri nel mondo. Ovviamente non occupa le trasmissioni televisive di casa nostra o i giornaloni mainstream, perchè la sua storia personale e ciò che dice obbliga a guardarsi allo specchio come Paese, sempre più di periferia nella gabbia dell'anglosfera dominata dalle Corporation, sfacciatamente in declino nonostante lustrini e paillettes digitali profusi H24.

Sappiamo tutti che è ormai praticamente impossibile pensare ad una società di massa senza computer, smartphone, o senza elettronica in genere. Anche il portale web che state attualmente utilizzando per leggere questo articolo, in fondo in fondo, si basa sulla microelettronica. E quindi non abbiamo alternativa: cerchiamo di capirne di più. Scopriremo che l'Occidente è in crisi anche sul piano tecnologico, cioè dove si sta giocando il destino del mondo.

La tanto sbandierata supremazia angloamericana sta per finire? L'Intelligenza Artificiale davvero soppianterà l'essere umano?

Il Prof. Maloberti ha appena ricevuto, il 2 dicembre scorso, la laurea honoris causa dall'Università di Macao in riconoscimento dei considerevoli risultati nel campo della microelettronica e dell'eccezionale contributo allo sviluppo di nuove e avanzate tecnologie.

Prima di lui, tra gli altri, il premio è andato anche al connazionale Mario Capecchi Premio Nobel per la medicina; alla Prof.ssa Ada Yonath Nobel per la chimica; al Prof. J. Stiglitz, Nobel per l'economia.

* * *

  • Professore, innanzitutto complimenti per il grande risultato personale e grazie per aver accettato questa intervista. Che effetto le fa questa onorificenza e perchè Macao?

Ricevere il titolo di dottore in scienze honoris causa è una grande soddisfazione anche perché l'assegnazione non è solo per meriti scientifici che, ritengo, sono buoni ma non eccezionali, ma anche perché l'Università di Macau, che occupa una buona posizione nel ranking THE, è la sede del 'mio' State Key Lab un laboratorio di ricerca microelettronica che in una dozzina di anni è diventato uno dei primi al mondo. Dicevo 'mio' perché ho aiutato il mio amico Rui Martins, Vice rettore, nella difficile approvazione del Ministero dell'Educazione cinese per avere l'etichetta State Key Lab, "laboratorio statale chiave" per la microelettronica. Poi, per dodici anni, come Chair dell'advisory committee, ho assistito alla travolgente crescita scientifica di quel laboratorio che ha superato ogni università americana ed europea. In verità, non penso che il mio contributo a quel successo sia rilevante, ma, a quanto pare, l'università e i suoi gestori la pensano diversamente, dato che ora mi onorano con questo titolo.

Ho conosciuto Rui Martins una quarantina di anni fa quando era uno studente di dottorato a Lisbona. Il suo relatore, che incontrai a un meeting, non aveva la possibilità di costruire circuiti integrati. Gli offrii una parte dell'area di silicio che mi era stata assegnata, e lui mandò il suo studente a Pavia per un mesetto circa per fare un progetto. Rui, dopo il dottorato, è andato a Macau, allora colonia portoghese, ad insegnare nella locale università.

Nel 1997 ero a Hong Kong a un congresso e Rui mi invitò per una breve visita. Iniziammo una collaborazione e dopo qualche anno Rui sottopose al governo cinese, con un mio piccolo aiuto, la domanda per avere l'etichetta di laboratorio statale chiave. La domanda fu approvata e il laboratorio fu finanziato con soldi del governo di Macau. Fu anche istituito un "Academic Committee", ovvero un comitato di controllo e indirizzo, e io ne diventai il presidente. Questo da dodici anni.

A parte gli eventi abbastanza casuali che mi hanno portato alla mia avventura in Oriente, debbo dire che da quelle parti sono tenuto in grande considerazione, direi amore. La mia regola di vita corrisponde al detto "io ti amo tempo presente; tu non mi ami tempo perso" e, appunto a Macau ho trovato quell'amore, in senso scientifico, che non c'è assolutamente in Italia. Da noi impegnarsi è tempo perso. Ma questo è normale, l'Italia è un paese maestro nella distruzione distruttiva, ovvero valorizza sempre i peggiori. Un modo di fare che non è però una esclusiva. Forse anche in Spagna. Ricordo infatti quello che mi disse un mio amico dell'Università Carlo III di Madrid: "Se mi daranno una onorificenza, mi guarderò allo specchio per chiedermi: cosa ho fatto di male?"

  • Gli Usa, ancora la prima superpotenza mondiale, a chi devono la loro supremazia tecnologica tanto sbandierata?

L'assetto USA nel settore della microelettronica è cambiato negli anni. In generale, i giovani americani non vogliono impegnarsi nelle discipline microelettroniche. Preferiscono attività più remunerative. Nelle università, normalmente si fermano a livello di master e non fanno il PhD.

Io, negli anni di mia permanenza negli USA, non ho mai avuto PhD americani. Anche tra i professori, di americani ce ne sono pochi. Quello che succedeva nel passato è che la chimera americana era un'attrazione per i cervelli capaci di paesi poveri, Cina e India principalmente. Sono stati quei cervelli che hanno determinato la supremazia tecnologica.

Recentemente decisioni USA non molto brillanti, in particolare le restrizioni ai visti di permanenza, hanno ridotto il flusso di cervelli, e questo ancora prima che la Cina lanciasse le sue iniziative tendenti al richiamo in Patria delle intelligenze più brillanti. Il cinese Thousand Talent Plan del 2008 ha favorito parecchi ritorni, sia di scienziati che di imprenditori. Tra questi, per inciso, c'è Feng Ying un mio studente di PhD di Dallas che lavorava alla Texas Instruments e, nel 2012, è tornato in Cina. Ha cofondato la start-up 3Peak che ora ha quasi mille dipendenti. La Thousand Talent Plan è stata poi estesa a persone con meno di 40 anni ed ha fatto tornare circa 7000 persone in 10 anni.

Cito Feng perché marca la differenza tra la cultura orientale e la nostra. Quando ha saputo della cerimonia, Feng è venuto da Shanghai a Macau per congratularsi e assistere; ha poi invitato a cena me e la mia famiglia nel miglior ristorante di Macau. Lo ho ringraziato, e lui mi ha risposto con un vecchio proverbio cinese: "Insegnante una volta, padre per sempre" .

[caption id="attachment_198374" align="aligncenter" width="720"]Il Prof. Maloberti: “L’intelligenza artificiale è una bolla tecnologica, l’illusione finirà presto” Il Prof. Maloberti con Feng Ying ed alcuni ricercatori dello SKL-AMSV.[/caption]

  • Quindi, il mito della tecnologia americana dove il progresso è incessante e infallibile sembra scricchiolare: eppure i mass media ci inondano quotidianamente di messaggi futuristici e avveniristici tanto che le Corporation vincenti ci mostrano un Metaverso dove dovremmo presto vivere, mentre consumiamo da Amazon e Netflix, vivacchiando a sussidio. L'anglosfera rischia di rimanere indietro pure come progresso tecnologico?

Sì, l'impoverimento di capacità tecnico scientifiche in Occidente è un problema che avrà, se non lo ha già, un grosso impatto nella produzione di prodotti elettronici avanzati.

  • Il problema riguarda anche l'Europa?

La problematica riguarda anche, pur in modo minore, l'Europa. Le competenze tecnico scientifiche nel settore della microelettronica europea sono di eccellenza analogica. La competenza digitale è invece americana che domina il mercato dei microprocessori e dei DSP. Le capacità analogiche sono importanti per i sistemi. Questi interagiscono con il mondo reale che è analogico, e prevedono spesso l'uso di sensori e processori analogici. Inoltre, servono circuiti per il controllo della potenza che, in molti casi, è per sistemi portatili a livello micro.

Aziende come l'italo-francese STM, Bosh, Siemens, AMS-Osram, per nominare le grandi, hanno ancora una buona dotazione di progettisti, ma il flusso di nuovi cervelli è scarso, anche perché aziende USA vengono in Europa con centri di progettazione e competono nel reclutamento. In questo modo si riduce ulteriormente le disponibilità. Gli americani, come noto, hanno disponibili moltissimi di dollari 'Fiat' freschi di stampa, e fanno una facile concorrenza.

  • Cosa pensa dei contrasti tra Occidente e Cina sui chip avanzati?

La battaglia per l'alta tecnologia tra Occidente, ma in particolare gli Stati Uniti, e la Cina è ben nota. Gli sforzi occidentali per limitare l'avanzata tecnologica cinese sono di vecchia data. Lady Huawei, la figlia del fondatore del gigante delle telecomunicazioni, è rimasta agli arresti per circa tre anni a Vancouver. Huawei è stata la azienda più colpita, con numerosissime accuse di interferenza, molte non verificate, e cause legali, con poche condanne. Pratiche industriali scorrette sono certo frequenti, ma questo vale per moltissime aziende, incluse, ovviamente, quelle occidentali. Lo spionaggio non è una esclusiva di una sola parte, anzi, come noto c'è stato lo spionaggio alle telefonate di capi dei Paesi amici.

Comunque, il feroce contrasto all'avanzata tecnologica cinese, che comprende il divieto alla esportazione in Cina di prodotti e macchinari ad alta tecnologia, è un boomerang.

Le sanzioni hanno certamente danneggiato la Cina e frenato la sua crescita, ma ci sono stati anche danni non piccoli alle imprese dell'Occidente. Molte aziende americane hanno infatti protestato con la loro amministrazione. È innegabile che la Cina soffra delle restrizioni ma, come accade a persone forti messe sotto pressione, queste reagiscono e trovano soluzioni alternative. In questo caso, l'indipendenza tecnologica.

Certamente, nel medio termine le prepotenze occidentali si riveleranno negative per l'Occidente stesso. Ricordiamo, poi, che la Cina ha anticipato il problema. Già nel 2015 ha lanciato il progetto Made in China 2025, con una roadmap di 35 anni. Con la prima fase ha ottenuto una certa sicurezza tecnologica e, per i semiconduttori, ha sviluppato una tecnologia per circuiti integrati (7 nanometri) che è indietro di solo due generazioni, ovvero cinque anni di ritardo, rispetto alla leader mondiale, la taiwanese TSMC.

Si deve comunque dire che le tecnologie super-avanzate sono parzialmente importanti: servono solo per quei prodotti che richiedono un'enorme quantità di calcolo. Per molte applicazioni, incluse quelle militari, le tecnologie ordinarie sono più che sufficienti.

  • La decadenza dell'Occidente, che investe le sue principali istituzioni educative in primis, è ormai talmente plateale da avere riflessi anche nel settore che, all'apparenza, dovrebbe essere il volto della supremazia e della cultura tecnologica?

In aggiunta alle restrizioni imposte nel commercio di semiconduttori sono stati lanciati due grandi programmi di finanziamento: il Chip and Science Act americano, e l'iniziativa Chips for Europe. Entrambe sono reazioni un po' isteriche e certamente tardive. Non si recupera il tempo perduto sbattendo sul tavolo centinaia di miliardi senza un'accurata strategia. Anzi le centinaia di miliardi sono controproducenti. Parte del progetto americano è di incentivi alle industrie di semiconduttori, a patto che non vendano ai cinesi.

Una seconda frazione di quel gigantesco finanziamento va al NSF e alla NASA, due istituzioni che poco sanno di microelettronica. La NASA dovrebbe stabilire un programma per andare dalla luna a Marte (sic!).

Il progetto europeo parte da un regolamento, direi, allucinante: è il 2023/1781 del 13 settembre 2023. Il documento sembra essere scritto da un gruppo di analfabeti microelettronici. Ci sono 82 considerazioni iniziali che sono prevalentemente banalità o peggio. Poi ci sono disposizioni generali. L'articolo 2, quello che fornisce le definizioni, è il più esilarante. La prima definizione riguarda il 'semiconduttore'. Io, che ho insegnato fisica dei semiconduttori per alcuni anni, non ho mai trovato uno studente così asino da definire il semiconduttore "un materiale, compresi i nuovi materiali, elementare o composto, la cui conduttività elettrica può essere modificata".

Lo sanno anche gli studenti del liceo che semiconduttore significa un materiale con conduttività intermedia tra metallo e isolante! Per essere più sofisticati, il semiconduttore ha un energy gap nell'intervallo 0.5 - 3 eV (electron volt, ndr).

Non contento, il suddetto articolo 2 fornisce una seconda, ancora più esilarante, definizione:

"Un componente costituito da una serie di strati di materiali semiconduttori, isolanti e conduttori definiti secondo uno schema predeterminato e destinati a svolgere funzioni elettroniche o fotoniche ben definite o entrambe". Che roba!!! Anche le altre definizioni sono divertenti, ma non al livello del semiconduttore.

Mi chiedo, allora, come è possibile far decidere come usare 43 miliardi di euro, pubblici e privati, a capre di questa portata? Se poi guarda lo schema a blocchi del progetto si scopre con ribrezzo che questo privilegia strumenti di progettazione, per la gioia dei monopolisti americani del settore che venderanno tante licenze software, e si appassiona a sviluppi tecnologici avveniristici. Vorrebbero far diventare realtà i sogni dei tecnologi, senza alcuna considerazione delle reali necessità e delle caratteristiche produttive dell'industria elettronica europea. Anche la recente iniziativa italiana è di analoga assurdità. Ma non andiamo oltre...per descrivere questi sprechi e assurdità servirebbe ben più che il tempo di una intervista.

  • Cosa pensa dell'Intelligenza Artificiale, che la propaganda dà ormai come entità superiore rispetto all'intelligenza umana? L'essere umano è già inutile?

La mia opinione sulla cosiddetta intelligenza artificiale, detta anche AI, è di scarsa considerazione. Non voglio arrivare all'estremo di chiamarla deficienza artificiale ma, francamente, quello che fa, non è molto intelligente. Tradurre un testo è una cosa che un umano istruito fa agevolmente, riconoscere un viso o la differenza tra gatto e cane, lo stesso. Scrivere qualcosa in automatico è come fare un riassunto di roba esistente. Guidare un'auto? Lo fa anche una vecchietta di novant'anni. Purtroppo, e questo è l'effetto tristemente ovvio per cosa accade per ogni avanzamento tecnologico, l'AI uccide posti di lavoro.

La vera potenza della AI è il volume di dati esaminati, supposti disponibili, e la velocità di esecuzione. È questo quello che interessa i governanti. Avere strumenti di controllo e verifica su un numero grandissimo di cose o persone.

La convenienza per i cittadini comuni è marginale e, in alcuni casi, un impiccio. Gli algoritmi che vengono impiegati richiedono una mostruosa capacità di calcolo. Servono allora tecnologie ultra-spinte con cui realizzare processori di crescente complessità. Se si valutasse la posizione dell'AI sul diagramma di hype, direi che siamo sul "picco gonfiato di aspettazione", tra qualche tempo si passerà alla disillusione per raggiungere, direi tra una decina di anni, al plateau di produttività. Quindi, io penso che l'AI sia una recente bolla tecnologica, come lo sono stati il DNA e l'internet delle cose.

Comunque, come tutti i circuiti elettronici, anche quelli dell'AI sono "senz'anima". Sono un po', ma non in modo così categorico, dell'idea di Federico Faggin, l'inventore del microprocessore.

All'AI, 'l'anima' la costruisce il computer scientist, quello che scrive gli algoritmi, ed il risultato, direi, è inesistente.

Di Jacopo Brogi

27.12.2023

Il Prof. Maloberti: “L’intelligenza artificiale è una bolla tecnologica, l’illusione finirà presto”

Franco Maloberti ha conseguito la Laurea in Fisica (con lode) presso l’Università di Parma, Italia, nel 1968, e il Dottorato Honoris Causa in Elettronica da Inaoe, Puebla, Messico, nel 1996. È stato Professore di Microelettronica presso l’Università di Pavia, è stato il TI/J. Kilby Analog Engineering Chair Professor presso la Texas A&M University e Distinguished Microelectronic Chair Professor presso l’Università del Texas a Dallas. Attualmente è Professore Emerito presso l’Università di Pavia, e Professore Onorario all’Università di Macao, Cina SAR. Ha più di 600 pubblicazioni scientifiche, ha pubblicato dieci libri ed è titolare di 40 brevetti. È il Direttore della Divisione I dell’IEEE, è stato Presidente dell’IEEE CASS e dell’IEEE Sensor Council. Ha anche servito l’IEEE in numerose posizioni di responsabilità. Nel 1999 ha ricevuto l’IEEE CAS Society Meritorious Service Award, la CAS Society Golden Jubilee Medal nel 2000 e la IEEE Millenium Medal. Ha ricevuto l’IEE Fleming Premium nel 1996, l’ESSCIRC 2007 Best Paper Award e l’IEEJ Workshop 2007 e 2010 Best Paper Award. Ha ricevuto il premio Mac Van Valkenburg della IEEE CAS Society 2013. È Life Fellow di IEEE. Laurea Honoris Causa all'Università di Macao (2023).

Commenti (94)

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    1. Cachafaz 12 gennaio 2024

      E restera' la deficenza, artificiale e naturale.-

    1. Urogallo 3 gennaio 2024

      Noia fino all'ultima domanda dell'intervistatore.. la risposta sulla AI è molto interessante perchè decisamente distinta dalle opinioni degli "esperti" ed è quello che penso anche io.. è un vicolo cieco e badate che si possono vedere anche famosi "youtuber" (e ho detto tutto) che si sono accorti dell' inutilità di ciò che stan spacciando per progresso inevitabile ! Alla fine tutto si riduce alla domanda filosofica del Mario Qualunque :

      • "Ma io con 1500 euro al mese che ancora riesco a fare la spesa,pagarmi un tetto, se mi ricoverano in ospedale devo avere l'avvocato e forse forse non riuscirò più a comperarmi l'auto nuova che cosa me ne in**la della domotica ? "
    2. FrancoMaloberti 5 gennaio 2024

      Mi dispiace che, se escludiamo la prima risposta e in parte la seconda, che riguardano la mia vicenda personale, ritenga noia le altre. Questo, mi scusi, è tipico della parte della popolazione che si lamenta e ha perso la voglia di costruire il futuro. Non la singola persona, ovviamente, ma come comunità. Le domande riguardano aspetti specifici, ma le risposte riguardano tutte un aspetto preoccupante: il declino dell'occidente e la mancata reazione, se non il lamento di Mario Qualunque. Nel sud del mondo ci sono persone che con molto meno di 1500 euro al mese non hanno paura, fanno figli e lavorano per far crescere la loro industria ad alto valore aggiunto, e per costruire il futuro per loro e i loro figli.

    1. ndr60 29 dicembre 2023

      Per la supremazia in campo scientifico e poi tecnologico degli USA nel XX secolo, gli statunitensi devono ringraziare solo Hitler e il Nazismo, che hanno prodotto l' esodo degli scienziati ebrei. Essi hanno dato origine, nelle università americane, all' attrattività nei vari settori di ricerca.

    2. A.P. 29 dicembre 2023

      Te pareva che a causa del nazismo si producesse qualcosa di buono.......

    3. ndr60 29 dicembre 2023

      E non basta: anche dopo, chi ha reso possibile la corsa allo spazio degli USA?

    1. absitiniuriaverbis 29 dicembre 2023

      Se fosse vero che noi umani fossimo nulla di più di un sofisticato algoritmo, allora la cosiddetta IA alla lunga ci raggiungerà e magari ci supererà.

      Io non lo credo che siamo solo un sofisticato algoritmo.
      C'è tutta una parte destra, dicono senza fare riferimento alla politica, che langue.
      C'è una differenza sempre più marcata tra il progresso evidente della tecnologia e quello azzoppato della coscienza.
      Differenza voluta, incentivata, propagandata, certamente. Subita certamente, grazie ad ignavia rampante.

      E se anche la parte destra fosse un algoritmo? Potrebbe essere quindi un algoritmo anche quello che sentiamo osservando un tramonto, un fiore, un'onda, lo sguardo di una persona amata, tutto quello che in natura ci fa vibrare e che in poesia e musica ed arte ci tocca nel profondo? Sarebbe questo solamente un immenso archivio dati su cui lavora un algoritmo ancora a noi molto misterioso?
      Se lo fosse, sarebbe ora di cominciare a capirlo, applicarlo, svilupparlo. Ma per farlo dovremmo prima capire come lavora in noi, e questo potrebbe portare al risveglio di questa parte di noi stessi che abbiamo trascurato.
      E questo potrebbe renderci più coscienti e forse liberi.

      Professore, che ne pensa?

    2. FrancoMaloberti 29 dicembre 2023

      Quello che posso dire è che, secondo me, l'approccio seguito nell'usare processori ultra veloci, con lo sviluppo di tecnologie nanometriche, per analizzare modelli semplificati di quanto si pensa sia il processo creativo, è sbagliato. Per quel poco che si sa, quello che accade nel cervello è una elaborazione parallela con un numero straordinariamente grande di processori; questi sono semplici ma non lineari e rispondenti a un non chiaro e ben definito algoritmo. Potrebbe anche essere che c'è un algoritmo ma siamo molto ma molto distanti dal capirlo.

      Una cosa che ritengo importante è il ritornare a rispettare la natura (e anche temerla). Quello che accade in questi tempi corrisponde a quello che io chiamo la sindrome di Icaro, quella figura mitologica che usando le ali fatte dal padre credeva di battere la forza della natura. Oggigiorno i prodotti della tecnologia fanno pensare di essere invincibili e, come dissi in una recente presentazione, suggeriscono che sia possibile sconfiggere (o modificare) la natura; invece, più in generale, favoriscono quella presunzione fatale che porta alla servitù.

    1. robertocasiraghi 28 dicembre 2023

      L'intelligenza artificiale non ha bisogno di essere vera, falsa, utile, inutile o dannosa: è una componente ideologica e un business su cui tutti i più grandi operatori mondiali che contano, dalla finanza transnazionale ai giganti di internet, dai governi ai media, hanno deciso di puntare compatti e a prescindere. Non ci chiedono il nostro parere, la implementano e basta. Come hanno implementato il vaccino anticovid. Spietatamente. Quando si preoccupano delle possibili conseguenze, fingono. Se la gente perderà il proprio lavoro, ben venga. Se attori, scrittori, musicisti e artisti spariranno ben venga. Se medici, pompieri, poliziotti, giudici e avvocati verranno sostituiti da robot che lavorano 24 ore su 24 meglio ancora! Il modello disruptivo di business sottostante funziona con il mantra che più male si fa da una parte, più bene scaturirà da un'altra. Ma l'ineluttabilità dell'intelligenza artificiale prescinde dai risultati concreti che genera e si basa più sulla sua capacità di essere proposta mediaticamente come una soluzione indiscutibile, oracolare, che tacita ogni opposizione e soffoca ogni protesta perché è una forma di intelligenza superiore di qualità pressoché divina. Per smontarla, basterebbe non crederci!

    1. Violetto 28 dicembre 2023

      "La mia opinione sulla cosiddetta intelligenza artificiale, detta anche AI, è di scarsa considerazione. Non voglio arrivare all’estremo di chiamarla deficienza artificiale ma, francamente, quello che fa, non è molto intelligente. Tradurre un testo è una cosa che un umano istruito fa agevolmente, riconoscere un viso o la differenza tra gatto e cane, lo stesso. Scrivere qualcosa in automatico è come fare un riassunto di roba esistente. Guidare un’auto? Lo fa anche una vecchietta di novant’anni. Purtroppo, e questo è l’effetto tristemente ovvio per cosa accade per ogni avanzamento tecnologico, l’AI uccide posti di lavoro. "

      Opinioni da bar di basso livello.
      Non sa cosa sia l'AI, non comprende gli sviluppi, non ha idea di cosa parla.

      " l’AI uccide posti di lavoro" : ciliegina sulla torta!
      

    2. FrancoMaloberti 28 dicembre 2023

      E Lei sa cosa è? Mi faccia un elenco delle mirabolanti applicazioni dell'AI. Ma non mi parli al futuro, dato che in questo settore si sono già spesi miliardi a gogo. Per l'uccisione dei posti di lavoro, forse ha ragione, si creano posti di lavoro ai programmatori e a quelli che raccontano delle mirabolanti prospettive dell'AI, ovvero, sudditanza e ridotta intelligenza naturale.

      Nota. Non commento il tono offensivo e ... .

    3. FrancoMaloberti 28 dicembre 2023

      A proposito, se invece di un nick usasse il Suo vero nome e cognome ...

    4. Violetto 28 dicembre 2023

      Mi scusi, è vero, il mio tono è "offensivo".
      Ma non le pare di liquidare l'AI in maniera piuttosto banale e superficiale? (e quindi da meritarsi almeno un poco un commento offensivo quindi superficiale e banale?)

      Lei davvero ritiene che la AI sia "tradurre un testo" , riconoscere foto e fare riassunti?

      Queste sono le attuali applicazioni di una tecnologia emergente. Applicazioni di massa.

      La chiave è la tecnologia stessa, la sua natura e quindi i possibili sviluppi.(e perché non dovrei parlare del futuro)

      Innanzitutto chiariamo subito che ChatGPT, l'applicazione (o il sito) con cui si può attualmente interagire, di uno dei più noti software AI, con cui si possono fare riassunti, scrivere articoli, fare ricerche etc, NON è una AI.
      O meglio, non lo è nella versione consultabile.
      Quella è una banca dati.
      L'AI è stata usata nel processo di "addestramento" relativo alla comprensione e uso del linguaggio umano.

      Detto questo a scanso di equivoci, la "chiave" della AI è la "capacità" di apprendere.
      Da qui consegue la capacità di gestire l'enorme quantità di dati in maniera "intelligente" e non ripetitiva.

      Apprendere significa accrescere le proprie capacità; non ricordare in maniera statica ma avere la capacità di gestire i dati memorizzati in maniera dinamica. Quindi in maniera simile a un essere umano o comunque vivente di livello "superiore" (mammiferi primati).

      Non credo ci sia bisogno di dire che le potenzialità sono fantascientifiche!

      Certo, a lei del futuro non interessa, in maniera analoga a quelli che vedendo il cinema per la prima volta preannunciarono che sarebbe stato un fallimento, con una grande lungimiranza!

      L'ultima considerazione per "aiutarla" è che l'accesso che lei e io abbiamo alle prime forme di programmi addestrati con la ai (come chatgpt)quindi le applicazioni di massa, sono solo dei giochetti per bambini rispetto a ciò che è già possibile fare con la AI in maniera professionale, che è solo una minima parte di quello che è possibile fare in ambito militare, ma non noto, che è solo una minima parte di quello che fra qualche anno sarà accessibile ad aziende, pubbliche amministrazioni, laboratori di ricerca di varie discipline, banche dati etc.

      uso un nick perchè lei del mio vero nome non se ne fa nulla! e non conta affatto come mi chiami o dove abiti o di che sesso io sia.
      Conta ciò che scrivo!

    5. A.P. 28 dicembre 2023

      Conta chi sei, non ciò che scrivi. Magari altri conoscessero le tue competenze, la tua vera identità, forse potresti anche essere credibile. Ma così, nella forma che ti esprimi, potresti essere benissimo un bot qualsiasi. Non sei credibile violetto, fattene una ragione. Svelati, fatti riconoscere visto che conta ciò che scrivi.

      ps.
      io non mi "svelo", per ragioni di opportunità, non perché ad altri non interessa la mia identità. Sfido qui dentro a trovare qualcuno a cui non interessa l'identità dei suoi interlocutori. Sarebbe ora di finirla con sta favola dei nick; se obbligassero a svelare la propria vera identità il mondo social crollerebbe in un istante. Siamo dei buffoni elettronici, ecco cosa siamo.

    6. FrancoMaloberti 28 dicembre 2023

      Quindi lei parla della capacità di apprendere. Boh, a basso livello può essere, ma siamo molto ma molto molto lontani dall'apprendimento umano. A Macau ci sono alcuni ricercatori che si occupano dell'hardware che dovrebbe servire per l'apprendimento, e sono anche un tantino all'avanguardia. Mi hanno fatto varie relazioni sulla loro attività e, devo dire con franchezza, che il livello generale è poco sopra a quello che faceva molti anni fa un mio amico di Roma 2 che era riuscito a costruire un naso elettronico capace, con una rete neurale, ad indovinare l'annata del vino barolo. Lei pensa che io sia un inesperto dell'argomento e che parli a vanvera? Vede, mi occupo di altre cose, ma un pochino me ne intendo, sia di reti neurali che, in particolare, delle "bufale" dei ricercatori affamati di finanziamenti (o imprenditori che vogliono fare affari).
      Non so se lei sia un ricercatore del settore o una persona che crede a notizie fornite da altri. Creda a me, siamo sul picco del diagramma di hype e presto si avrà una discesa dalla collina. Non dico che questa cosa, chiamata a modo di specchietto per le allodole, intelligenza artificiale, non porterà a benefici, ma in misura abbastanza inferiore a quelli che ora la gente entusiasta si aspetta. Anche per l'AI, come insegna G.A. Moore, "crossing the chasm" non sarà impresa facile.

    7. Violetto 28 dicembre 2023

      no non credo nulla. Non capisco cosa intende con un confronto con l'apprendimento umano. Non ha molto senso.
      Un computer può gestire una mole di dati impressionante, con una velocità di calcolo impressionante, rispetto a un "umano" e questo unito alla capacità di "apprendere" è la chiave della AI.
      Le AI sono gia ampiamente usate in vari campi in particolare per fare "previsioni" . In campo medico e scientifico in genere.

    8. Violetto 28 dicembre 2023

      dell'essere credibile non mi interessa.
      la GGente non sa giudicare quello che legge, sente e vede, eventualmente approfondendo per sé.
      La maggioranza crede e tifa.
      Sei in buona compagnia.

    9. A.P. 29 dicembre 2023

      Sono in buona compagnia, certo. Mi fa ridere il fatto che tu ti creda fuori da questa compagnia. Ti auguro un buon anno in buona compagnia.

    10. Violetto 29 dicembre 2023

      ancora? io non "credo" niente

    11. A.P. 29 dicembre 2023

      Sono curiosissimo di quale naso elettronico lei sta parlando. Indovinare un annata di un vino è una cosa secondo me impossibile, a meno che non si abbia una conoscenza diretta del vino in questione attraverso differenziate degustazioni verticali, cioè da annate differenti. Lo capisco per un grande ed esperto degustatore, ma per una macchina lo trovo molto difficile.

    12. FrancoMaloberti 29 dicembre 2023

      Il naso elettronico fu sviluppato a Roma Tor Vergata dal mio caro e, purtroppo defunto, amico Arnaldo D'Amico. Per quanto ne so, usarono diversi sensori di gas con un sistema neuronale fu istruito con parecchie bottiglie di vino (in parte condivise con i ricercatori). Non sono sicuro della accuratezza dei risultati. Di certo, la ricerca produsse felicità :)

    13. A.P. 29 dicembre 2023

      La ringrazio per la risposta professore. Io sapevo che si usasse la gascromatografia per effettuare analisi sull'eluito dei composti polifenolici del vino. Farò una ricerca più approfondita.

    1. afrances 27 dicembre 2023

      L'ho perso quando ha detto che il DNA e una bolla tecnologica. Ma per fortuna ero quasi arrivato alla fine dell'articolo

    1. Sonia Milone 27 dicembre 2023

      In Giappone dicono che ciò che non riescono a perdonare agli Americani è che Hiroshima fu un'esperimento più che un atto di guerra.
      Credo che di fronte alla nuova bomba del digitale gli scienziati (quelli veri naturalmente) dovrebbero porsi urgentemente la questione etica del limite.
      A prescindere da ciò che l'IA riesca obiettivamente a fare o a non fare, così come tutte le altre scoperte, il punto è: anche se si può fare, perchè lo faccio? Dove vogliamo arrivare? Cosa siamo disposti a sacrificare? In quali mani finiranno le mie scoperte? I miei studi portano conoscenza ed effettivo progresso all'umanità o no? Chi c'è dietro i laboratori del mondo?
      Chi ha deciso che la tecnica deve essere il valore supremo che sottomette tutti gli altri? Che cosa lascerò in eredità alle generazioni future?

      Anche se ora, forse, siamo ancora alla fase delle mine strategicamente collocate in molti punti della società, mi pare però che la bomba digitale sia la prossima deflagrazione e che già ora stia già mietendo parecchie vittime a partire dalla grande bolla della derealizzazione del mondo e della desertificazione di ogni sistema complesso. Ma anche su questo sito, basta vedere che il 99% scrive con un falso nome...

      Non ho nessuna prospettiva religiosa o di altri sistemi extra-scientifici: parlo di scienza, e dei suoi fini, della logica che la presiede cioè del modo in cui l'uomo preserva sè stesso all'esistenza.

    2. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Sappiamo tutti che usi diversi nick. Ipocrita.

    3. FrancoMaloberti 27 dicembre 2023

      Bella risposta da uno che si nasconde dietro a un nick.

    4. Sonia Milone 27 dicembre 2023

      non dare per scontato che tutti siano come te

    5. Sonia Milone 27 dicembre 2023

      moderatore prego

    6. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Grazie

    7. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Complimenti per la prontezza

    8. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Moderatore grazie

    9. Nonso 27 dicembre 2023

      Ah no, caro REmaggiore.
      Sonia Milone non la tocchi, è zona mia, solo io posso smontarla.

    10. FrancoMaloberti 27 dicembre 2023

      Lei tocca un argomento a me caro. L’etica nella scienza. Come forse si sa, termina per me il periodo di servizio nel BoD (consiglio di amministrazione) dell’IEEE, una associazione di ingegneri dell’electrical engineering con centinaia di migliaia di membri. IEEE ha come motto lo slogan “promuove la tecnologia a beneficio dell’umanità”.

      Alcuni giorni fa ho scritto una lettera di “saluto” (in inglese) che termina così

      Infine, la cosa più importante è ciò che mi rattrista enormemente. I prodotti dell'ingegneria elettrica sono una parte fondamentale degli strumenti di guerra e di distruzione. Anche l’intelligenza artificiale è parte del disastro. E tra noi, una frazione non trascurabile, anche ai massimi livelli, contribuisce in modo significativo e diretto all’industria bellica. Quando vedo immagini di distruzione e di morte, quando vedo carri armati distrutti con dentro soldati morti, quando vedo volti angosciati di bambini, quando vedo uomini che estraggono corpi senza vita dalle macerie che erano la loro casa, quando vedo fagotti bianchi con corpi morti dentro [1-2], allora penso che lo slogan IEEE "a beneficio dell'umanità" sia un messaggio beffardo e falso. Quando leggo storie come quella scritta da Chris Hedges [3], sento il motivo della mia disaffezione e del mio allontanamento da questa comunità, e provo vergogna.

    11. Sonia Milone 27 dicembre 2023

      Vede professore, quello che ho scritto. Doppia identità. Non credo proprio che questo REmaggiore avrebbe scritto cose maleducate se commentasse con nome e cognome, sapendo che moglie o conoscenti lo leggono....

    12. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Infatti con nome e cognome ti vedo molto più educata del solito

    13. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Nonso torna pure nell'oblio, pigliati una pausa lunga, stiamo discretamente bene anche senza il tuo contributo.

    14. Sonia Milone 27 dicembre 2023

      MODERATORE
      banniamolo grazie

    15. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Bannarmi per cosa? Perché ti sei sentita colpita? Ho forse svelato un segreto? Ma lo sanno tutti, Sonia.

      Non è un insulto, è la Verità.

    16. Sonia Milone 27 dicembre 2023

      Grazie professore, è importante sapere che qualche scienziato si pone ancora la questione etica della scienza. Un tema che oggi è la vera questione e che va riportata con forza al centro di tutto. Però bisogna formare gli scienziati a una visione più ampia del sapere perchè è in gioco il destino dell'umanità

    17. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Io uso diversi nick. Perché non sempre voglio essere identificato.

      Firmo quando voglio firmare.
      Come te.

    18. Nonso 27 dicembre 2023

      E comete quando vuoi firmamento?

    19. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Questa te la passo per buona.

    20. Sonia Milone 27 dicembre 2023

      Dei disagiati come te, con nome falso o vero che sia, CDC ne fa volentieri a meno. E anche gli altri utenti che vogliono arricchire la discussione. Ti rintracciamo, tranquillo che ti banniamo

    21. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Disagiato è invece un insulto

    22. Moderatore 27 dicembre 2023

      Sarebbe opportuno ricordarle che, mentre tutte le idee ed opinioni sono criticabili, le considerazioni inerenti giudizi di carettere personale sugli autori e commentatori sono da evitare e vanno evitate perché, oltre che di dubbio gusto, non contribuiscono ad aggiungere valore alla discussione.

      Conto sulla sua comprensione e collaborazione.
      A rileggerla.

    23. Astronauta 28 dicembre 2023

      La visione ampia del sapere comincia quando comprendono gli scienziati che non sono Dio.
      Il destino dell umanita non ha a che fare con gli scienziati.

    24. Moderatore 28 dicembre 2023

      Per cortesia, facciamo il possibile per restare nell'ambito della discussione di idee ed opinioni.
      Quanto afferent chi scrive o commenta, non è parte delle regole del gioco e va evitato.

      Grazie in anticipo.
      A rileggerla.

    25. Moderatore 28 dicembre 2023

      Capisco che è difficile, ma non è impossibile evitare commenti diretti agli autori o commentatori.

      Per cortesia, lo tenga presente.
      A rileggerla.

    26. Moderatore 28 dicembre 2023

      Sarebbe opportuno non alimentare queste 'botta e risposta'.
      Meglio interrompere queste sequenze indipendentemente da chi si ritienga abbia per primo cominciato.

      Grazie per la collaborazione.

    27. Moderatore 28 dicembre 2023

      Riicordo anche a lei lo stesso messaggio:
      Sarebbe opportuno non alimentare queste ‘botta e risposta’.
      Meglio interrompere queste sequenze indipendentemente da chi si ritienga abbia per primo cominciato.

      Grazie per la collaborazione

    28. Moderatore 28 dicembre 2023

      Moderazione, moderazione. È una qualità individuale.
      Non è impossibile.

      Grazie ancora.

    1. maghi 27 dicembre 2023

      se è per questo, l'illusione delle auto a guida autonoma è già finita a causa dei molti incidenti con morti, che hanno causato. Forse la vecchietta di 90 anni è più raccomandabile come autista che l'AI.

    1. carla 27 dicembre 2023

      Gli Ittiti erano europei?
      Chiedo perchè quando cerco le previsioni del tempo della Turchia la mettono sotto l'Europa, comunque gli ittiti hanno inventato, per dirne una, il morso del cavallo che permette di direzionarlo cavalcando, ho dei dubbi sul fatto che l'AI possa fare di meglio visto come stiamo messi a volo nello spazio.

    2. Stefanovic 27 dicembre 2023

      Sì, gli Ittiti erano indoeuropei

    1. carla 27 dicembre 2023

      Ho ascoltato (da ignorante) diverse spiegazioni di Federico Faggin e a istinto mi convince.
      Solo questo possono dire i profani, se vengono convinti perchè già hanno una loro sensibilità.
      Per quanto riguarda l'AI credo raggiunga l'intelligenza di chi la programma, non nel senso di dati e produzione di dati che sarà enorme rispetto all'uomo, ma nella produzione di sensibilità.
      Una macchina per quanto evoluta non potrà mai avere la nostra sensibilità.
      Non credo potrà mai creare l'arte di poeti, pittori, scultori e musicisti che sono vissuti e vivono. Altrimenti saremmo già sommersi da novelli Mozart e Beethoven o almeno da nuovissimi Beatles e Morricone, mentre siamo nell'impoverimento totale anche solo come musica leggera per non parlare d'altro.

    1. Astronauta 27 dicembre 2023

      Sonotuttigiochini per tenercibuoni davanti aduno schermo.
      Infatti di gente in strada che protesta non se ne vede molta.

    1. Martin 27 dicembre 2023

      Resta il fatto che l'Europa e' stata il centro ed il motore di quasi tutte le rivoluzioni politiche, economiche, scientifiche e culturali mondiali: l'Impero romano, il Rinascimento, l'Illuminismo, la rivoluzione industriale.
      Da ormai 30 anni - per chi ancora non se ne fosse accorto - stiamo vivendo una seconda rivoluzione industriale, ossia la rivoluzione di internet e dele telecomunicazioni, con effetti paragonabili sotto i tutti profili a quelli della rivoluzione industriale.
      E guarda caso, l'Europa e' completamente tagliata fuori, e' solo un grosso cliente che compra, perche' la rivoluzione, tuttora in corso, e' partita, si e' sviluppata e continua a svilupparsi negli USA ed in Cina (piu', in misura minore, Taiwan, Corea del Sud e Giappone). Ovvio che il gap con gli USA si riflette anche sul piano politico, specie se si considerano anche i nuovi media Usa. Paghiamo il gap, come i PVS hanno pagato il gap del ritardo industriale e si sono dovuti beccare il colonialismo.

      Bisognerebbe domandarsi come mai l' Europa e' assente. Nessuno mi toglie dalla testa che la risposta e' nell'ossessione ideologica europea per il potere, che ci ha portato a concentrare le forze europee non sul progresso tecnologico ed economico, ma sulla creazione di un nuovo Governo iperdirigista, la Commissione Europea, una sorta di nuovo Comitato Centrale che assorbe e spende una esponenziale quantita' di risorse. Capitale e lavoro nell' UE non vanno dove piu' conviene, e nemmeno dove decidono i Governi nazionali in sana concorrenza tra di loro: vanno dove sono assistiti dai miliardi di fondi, contributi e agevolazioni decisi e distribuiti da Bruxelles, specie a vantaggio dei Paesi dell'Est o vantaggio di settori ideologicamente identificati (la lotta al global warming asseritamente causato dall'uomo).
      Le ragioni per le quali l'Europa non cresce ed e' tagliata fuori dalla competizione economica con USA e Cina sono in fondo le stesse che condussero al fallimento il marxismo, sia in Russia che in Cina.
      Solo che Cina e Russia se ne sono accorte da decenni ed hanno cambiato registro, noi invece in Europa ancora no.

      L'analisi del Prof Maliberti sulle cause intrinseche del differenziale tecnologico tra USA e Europa e' certamente apprezzabile, stante la preparazione del citato, ma resta il fatto che da decenni i migliori giovani americani, cinesi, taiwanesi o coreani ambiscono e vanno a lavorare da Google, Apple, Oracle, Tencent, Baidu, Samsung o Taiwan Semiconductors, etc,mentre i migliori giovani europei mirano ad un bel posto da burocrati nella Commissione UE o nei Governi nazionali.

      Negli USA, i cervelli che passano al Governo Federale, durante il loro servizio guadagnano meno che nel settore privato. Andate a vedere i presunti geni che lavorano presso la nostra Presidenza del Consiglio, e trovatemene qualcuno che andando nel privato guadagnerebbe di piu'......

    2. JHON 27 dicembre 2023

      I rappresentante più qualificato che lavorava per la Presidenza del Consiglio Conte 1/2 era un certo Casalino, che sommati assieme danno l' esatta evoluzione di una intelligenza normale espressa alla massima potenza. In Italia AI è già stata sconfitta!

    3. Martin 28 dicembre 2023

      Ottima segnalazione, ma ti garantisco che la nostra PdC ed anche i maggiori Ministeri sono pieni di furbetti del quartierino, peraltro convinti di essere geni, piazzati in posti strategici. L'inadeguatezza culturale e professionale di gran parte della nostra classe dirigente, rispetto a quelle di altri Paesi occidentali, e' evidente e purtroppo nota ai nostri partners, e mi dispiace parecchio doverlo riconoscere.
      Non e' che manchino le persone preparate, intelligenti e oneste, in Italia, per nulla, e' che il nostro sistema politico generalmente non favorisce preparazione e merito. Ripeto che all'estero - Bruxelles ovviamente inclusa - questa problematica e' nota, e contribuisce alla percezione ed al trattamento del nostro Paese.

    1. sarah 27 dicembre 2023

      Secondo me, il fatto che l'AI sia o meno una bolla, che sia destinata a scomparire o no dipende da una complessità di fattori, non solo e necessariamente dalla sua reale utilità. Molto dipenderà dalle scelte di investimento che verranno fatte nel campo dello sviluppo industriale e dell'istruzione stessa. Se saranno giudicati "interessanti" i suoi potenziali sviluppi in ottica di economicità della produzione, risparmio sul costo del lavoro ed eventualmente sulla possibilità di controllo dell'individuo, allora è probabile che questo settore, almeno apparentemente, per un po' sarà prospero. Non siamo nuovi a queste strane dinamiche in tempi recenti: l'ostinazione per l'auto elettrica ( al momento decisamente imperfetta ) in nome di benefici climatici a cui nessuno crede e mille altri esempi. A volte sembra addirittura che il profitto venga messo in secondo piano rispetto ad una presunta missione di "moralizzazione" sociale. E questo è anche uno dei motivi alla base delle attuali difficoltà dell'occidente in ambito tecnologico: le decisioni sono affidate a soggetti decisamente dubbi e che spesso agiscono in palese contraddizione con il loro presunto scopo. Le carriere sono destinate a chi incarna lo spirito del momento, alquanto discutibile, e non tanto a chi sarebbe funzionale al successo dei progetti affidati. È un circolo vizioso che magari finirà anche per premiare innovazioni inutili o controproducenti. Sull'ultimo aspetto, ossia il provinciale senso anti occidentale che anima il mondo accademico e intellettuale in genere, mi trovo d'accordo con @Arthur.

    1. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Ci lamentiamo di essere stati trattati da cavie con il teatrino vaccinale.
      Nient'altro da aggiungere.

    2. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Bravo.

    3. ric 27 dicembre 2023

      e siamo in molti...

    4. Cachafaz 27 dicembre 2023

      Ti facesti la "spaziale" alla fine degli anni 60?

    5. Martin 27 dicembre 2023

      Non ammalarsi non e' solo un merito personale, per la stessa ragione per cui ammalarsi non e' un demerito personale. Sei a un centimetro dall'affermare, a contrario, che la gente si ammala per colpa propria. E' una posizione che non solo rifiuto ma che mi fa anche incazzare parecchio, stante il fatto che ogni giorno ci sono bambini che muoiono per leucemie e tumori, e COME OVVIO non ne hanno proprio nessuna colpa. Fatti un giro in un padiglione di oncologia e ematologia pediatrica prima di farfugliare che sei sano solo per merito tuo, e ringrazia il cielo che sono riuscito a trattenere i pesanti insulti che avrei voglia di scriverti. Prova pure, se ci riesci, a far politica ed a incolpare "il sistema" di un bambino che muore a 7 anni di leucemia.
      Tu non li hai visti, vero? Io invece si, e non sono un medico. Cosa cazzo farfugli se non parti e non ragioni dalle condizioni esistenziali dell'essere al mondo, ossia dell'esistenza umana!!!!

    1. zardoz 27 dicembre 2023

      Non sono un esperto nella maniera più assoluta, ma dubito che il Prof. Maloberti abbia ragione quando liquida l'intelligenza artificiale come una bolla destinata a sgonfiarsi. Mi ricorda molto certe profezie fallaci fatte in passato, da altri esperti, sulla televisione e sulla telefonia. Io penso invece che l'intelligenza artificiale, nel bene e purtroppo anche nel male, accompagnerà il cammino dell'umanità da ora in avanti e che rivoluzionerà la nostra società ancora più di quanto abbia fatto internet.

    2. FrancoMaloberti 27 dicembre 2023

      Io dico che l’AI è nel picco di aspettazione gonfiata. Le sue prestazioni saranno meno di quanto ora la gente si aspetta. Se lei guarda il grafico di hype di Pewresearch.org vedrà che cose tipo la realtà virtuale o la comunicazione tra macchine erano nel 2014 cadute nella valle della disillusione. Che l’AI diventi una disciplina “normale” è anche un mio auspicio: da sempre raccomando agli studenti di usare il cervello e non le dita. È il cervello quello che fa la differenza e non l’essere un buon dattilografo.

    3. XL 27 dicembre 2023

      La mia opinione sulla cosiddetta intelligenza artificiale, detta anche AI, è di scarsa considerazione. Non voglio arrivare all’estremo di chiamarla deficienza artificiale...

      Ecco, dissento lievemente: nel senso che la cosiddetta IA è un prodotto della deficienza naturale.
      In quanto artificiale, basata sull'aritmetica ricorsiva, si limita a fare quello che può e che le dicono di fare.
      Ma l'idiozia di proiettare le proprie aspettative di conoscenza sulla banale potenza di calcolo, quella è comprovata per definizione e c'è tutta.

    4. XL 27 dicembre 2023

      Mi chiedo, caro professore, quando i limiti imposti dalla logica cozzeranno con le pretese crescenti degli apprendisti stregoni, questi inizieranno a inserire eccezioni nelle regole formali?
      Sarà la fine, essi stessi romperanno il giocattolo.

      Tutta la storia mi ricorda tanto la leggenda del Golem.

    5. REmaggiore 27 dicembre 2023

      Semplicemente il giocattolo non è un giocattolo.
      Ce ne accorgeremo quando sarà ormai tardi.

    6. FrancoMaloberti 27 dicembre 2023

      La ricerca scientifica costa tanti soldi e gli "scienziati" devono riuscire a convincere chi paga le tasse che bisogna finanziarli, indipendentemente dalla validità degli studi. Per questo inventano cose che promettono tanto ... quando si scopre il giochino, inventano un nuovo giocattolo. Per fortuna no tutti sono "scienziati" alcuni sono scienziati ...

    7. Dico no 27 dicembre 2023

      Dico no. C'è poco da convincere gli italiani, quando devono destinare fondi alla digitalizzazione lo fanno e basta. Noi siamo, semmai, esortati ad usarla. E ce la propinano "bene", non c'è dubbio.

      Quello che chiama giochino è marketing, quello che chiama giocattolo è sperimentazione, ma il tutto è da inserire in un CONTESTO più ampio. Che, purtroppo, non è affatto uno scherzo.
      Certo che il CONSENSO gioca un ruolo importante, ma abbiamo visto con le dosi mrna che sono pronti a tutto pur di raggiungere il loro scopo. Il consenso lo ottengono, sanno come fare.
      Un lavoro sulla consapevolezza è fondamentale, quindi grazie per il suo contributo, ma non limitiamoci a guardare noi e i nostri affini, c'è ancora un sacco di gente che si lascia fregare facilmente.

    8. Violetto 28 dicembre 2023

      niente affatto.
      Sono algoritmi che "imparano".
      chi non coglie l'importanza e la portata di questa cosa è semplicemente fuori dal mondo!

    9. robertocasiraghi 28 dicembre 2023

      A me sembra che un algoritmo, che non è un essere umano, non può imparare esattamente come una pietra non può imparare, una formula matematica non può imparare e una fetta di formaggio non può imparare. Anche le virgolette apposte al verbo imparare non lo sdoganano come accettabile. "Imparare" si riferisce a un processo che riguarda solo gli esseri umani e gli animali, gli ulteriori usi metaforici di questa parola servono forse alla propaganda, alla costruzione di aloni magici con cui irretire il popolino ma non dovrebbero essere accettati né in un discorso scientifico né in quello divulgativo. Mitizzando la scienza, anziché spiegare ciò in cui consiste realmente, serve a sostituire la razionalità e la conoscenza con nuove forme di superstizione.

    10. Violetto 29 dicembre 2023

      Dipende cosa vuoi intendere con "imparare".
      Esiste parecchia letteratura filosofica e scientifica a proposito.
      Che "imparare" sia un processo che riguarda solo esseri viventi si può definire "pensiero ingenuo", cioè semplicistico (quello che si può ulteriormente semplificare con "opinione da bar").
      I processi per cui una cellula o un organismo monocellulare (il più semplice) "impara" non sono altro che processi chimici per cui perfettamente simulabili.
      Più complesso è simulare il modo di "imparare" degli umani a causa del linguaggio e quindi della "cultura" (in senso ampio), ma sempre processi chimici sono.
      Arthur Samuel parla di “abilità di apprendere”: a differenza dei software tradizionali, che si basano su un codice scritto che spiega loro passo dopo passo cosa devono fare, nel caso del machine learning la macchina scopre da sola come portare a termine l’obiettivo che le è stato dato.

    11. XL 29 dicembre 2023

      Tutta questa argomentazione poggia su un presupposto, o per meglio dire un pregiudizio: cioè che la conoscenza sia un processo riduzionistico.
      Invece tutti i progressi importanti nel campo scientifico derivano da intuizioni olistiche.

      Errore tipico di una mentalità grettamente materialistica che può essere riassunto nella tesi di Hofstadter, che cioè realizzeremo un'intelligenza artificiale quando avremo costruito un hardware efficiente quanto il nostro cervello.

      I limiti logici (già esplorati da Goedel e seguenti) vengono bellamente ignorati: autoillusione o semplice ignoranza?

    12. Violetto 29 dicembre 2023

      "Tutta questa argomentazione poggia su un presupposto, o per meglio dire un pregiudizio: cioè che la conoscenza sia un processo riduzionistico."

      perchè?

    13. robertocasiraghi 30 dicembre 2023

      Il concetto di "imparare" nasce nella notte dei tempi come concetto applicabile solo ad essere umani e animali, gli ulteriori usi di questo termine, nati magari dopo diverse migliaia di anni, sono di solito metaforici e le metafore sono oggetti linguistici ingannevoli per loro natura, fanno parte di quel repertorio retorico volentieri usato da chi vuole ingannare le persone semplici, ingenue e che frequentano spesso i bar. Peraltro la scienza nasce sempre dal linguaggio di ogni giorno, questo linguaggio così semplicistico che però è la base di tutto il resto. Gli scienziati, se vogliono, possono provare a creare una lingua che prescinda totalmente da tutti i concetti che, in quanto esseri umani, condividono con i loro simili sempliciotti. Scommetto però che avranno qualche difficoltà a farlo anche perché, per diventare scienziati, hanno dovuto immergersi per decenni in molti di questi concetti. E hanno probabilmente anche frequentato molti bar! Quanto ai processi chimici, se proprio si vuole, si può anche accettare l'idea che essi siano in grado di "imparare" come pura metafora, così da dare un ulteriore obolo alla causa molto di moda oggi secondo cui l'uomo non vale niente e solo le cose valgono, sanno, imparano. Però c'è un però: con un concetto così lasco e generosamente elastico di apprendimento, potremmo anche sostenere che ogni oggetto che semplicemente ripete una qualsiasi cosa ha, appunto, "imparato" questa cosa. Potremmo dire così che una pistola ha imparato a sparare, che un registratore ha imparato a parlare, che un jukebox ha imparato a cantare e che una catena di montaggio ha imparato a fare un'automobile. Segnalo infine che nella frase "nel caso del machine learning la macchina scopre da sola come portare a termine l’obiettivo che le è stato dato" il verbo scoprire è usato in modo fortemente metaforico in quanto scoprire è un processo esclusivamente umano che presuppone la coscienza di un problema e lo sforzo mentale di avvicinarsi alla soluzione del problema utilizzando le risorse interne all'uomo, ossia il pensiero razionale. Tutte cose che la macchina, come anche un algoritmo, non ha, per cui non può scoprire un bel niente.

    14. Violetto 30 dicembre 2023

      La penso in maniera molto diversa.
      Se vogliamo (come secondo me si dovrebbe) stare fuori da approcci "animistici" , vita e conoscenza sono concetti che possono essere applicati a "processi" in quanto tali.

      Questo modo di vedere è, attenzione, tipico di approcci post-riduzionisti, facenti parte di quella "corrente" che si può riassumere come "complessità" (complessità proprio per distinguersi dal riduzionismo).

      In parole semplici, i processi essenziali della vita (e della conoscenza tipica della vita) si possono e devono "astrarre" dal contesto strettamente biologico e analizzare in quanto tali.

      Si vedrà come anche un'ameba "conosce" (quindi un essere vivente senza sistema nervoso).

      La conoscenza è si tipica della vita (secondo questo approccio) ma la vita non è esclusiva del biologico poiché i processi della vita non hanno come presupposto una base biologica.

      Si riconosce la vita in base alla organizzazione delle strutture di un qualsiasi ente, esattamente come noi riconosciamo il concetto di "sedia" (riconosciamo come "sedia" una serie di strutture molto diverse ma "organizzate" in maniera simile).

      In questo senso, nulla vieta che sistemi "informatici" possano essere considerati "vivi" e quindi "conoscenti".

      Detto questo, il modo di conoscere della AI può essere messo tra virgolette perché è solo un concetto metaforico.
      Mi posso trovare d'accordo.

      Nonostante questo che sia una "simulazione" della intelligenza, non nega in maniera assoluta, che possa avere delle utilità pratiche (che già ha, nonostante quello che afferma grossolanamente il professore).

      La AI non è "riuscita" se diventa uguale alla intelligenza umana, altrimenti è una balla.

      Questo è un modo di pensare "riduzionista".

      Non interessa a nessuno una AI uguale alla intelligenza umana.

      La AI sarà sempre e comunque diversa dalla intelligenza umana!

      PS: attenzione che se analizzi la AI come fai, devi poi applicare lo stesso approccio alla intelligenza umana, e vedrai che "non può scoprire un bel niente" lo potrai applicare anche ad essa.

    1. Arthur 27 dicembre 2023

      Sull'intelligenza artificiale il prof. ha ragione.
      È una bolla che finirà.
      Ovviamente resta l'utilità nel processare quantità enormi di dati.

      Ma anche il prof. è nella sua bolla.

      "La chimera americana era un’attrazione per i cervelli capaci di paesi poveri, Cina e India principalmente. Sono stati quei cervelli che hanno determinato la supremazia tecnologica."

      Se uno è davvero convinto di una cosa simile, beh, che dire, andrà incontro a cocenti delusioni, che ovviamente non gli faranno cambiare idea.
      I dogmi sedimentati nella coscienza sono difficili da scrostare.
      È impressionante l'anti-occidentalismo viscerale di docenti, ricercatori, intellettuali e artisti (artisti?!?..) europei e nordamericani.
      Quando leggo certe affermazioni sul declino dell'Occidente e sulla sua imminentae implosione mi viene in mente la "squola delle frattocchie".

      Quando ci sarà il vero reset (con definitiva archiviazione di idiozie liberali e marxiste) l'Occidente tornerà a rifulgere.

    2. FrancoMaloberti 27 dicembre 2023

      Non ho capito il rimprovero. Io ho descritto una realtà. Faccia una statistica della popolazione scientifica negli USA. Poi, il vero reset, vuol dire valorizzare chi crea conoscenza per il progresso e non chi fa divertire sostenendo il circenses con i piedi, l’ugola (coadiuvato dall’elettronica), la parlantina o altre parti del corpo.

    3. Arthur 27 dicembre 2023

      "statistica della popolazione scientifica negli USA"

      Quando si afferma che università e centri di ricerca americani sono affollati da molti stranieri, questo è vero senza ombra di dubbio.
      Gli USA di certo si avvalgono di intelligenze straniere.

      Però affermare che la supremazia tecnologica occidentale dipenda dai cervelli cinesi e indiani mi pare un filino debordante...

      Ciò che mi lascia perplesso è questo atteggiamento ricorrente nello sminuire le capacità e l'ingegno degli occidentali e, al contrario, una costante esaltazione degli orientali. Ravviso troppo pessimismo per il futuro dell'Occidente.
      Per carità, posso sbagliarmi, ma fiuto un anti-occidentalismo che sembra scaturire da una propensione ideologica a sminuire l'Occidente ed esaltare l'Oriente.
      Qualcosa di analogo avveniva in passato quando molti ideologi e intellettuali criticavano l'Occidente ed esaltavano la Russia come il sol dell'avvenir.
      Oggi il sole sarebbe la Cina.

      Forse la vera magagna in Occidente è che università, ricerca, mondo dell'arte, e molto altro ancora, sono in balia di gruppi, lobbies, fazioni, cordate e personalismi dai quali dipendono selezioni che seguono logiche molto particolari e che poco hanno a che fare con una autentica meritocrazia.
      Non voglio generalizzare e fare di tutta erba un fascio, sia chiaro, ma il vero problema è proprio questo.

    4. Arthur 27 dicembre 2023

      Aggiungo infine che una certa ricerca scientifica si fa in ambienti militari.
      E spesso quelle conoscenze che sono utilizzate nel mercato e nella società costituiscono una concessione che i governi fanno, magari proprio perché si tratta di cose che gli ambienti militari possedevano già decenni prima, quindi cose vecchie e superate nel momento del loro utilizzo consentito nel sistema produttivo.

    5. FrancoMaloberti 27 dicembre 2023

      Ha ragione, parte del merito occidentale è per capacità organizzatrici e manageriali. Per darle una visione migliore ho fatto una indagine molto approssimativa sui professori di Berkeley, dipartimento EE. Il risultato (non preciso dato che ci sono molti emeriti) è 28 americani, 15 Indiani, 16 Cinesi e il resto di altre parti del mondo, con 18 europei.

      Per l'esaltazione dell'Occidente, quello che posso testimoniare riguarda il tasso di crescita. L'Occidente è stazionario o in decrescita; l'Oriente è in forte crescita. Se si prende come esempio (molto approssimato) il numero di articoli presentati alle olimpiadi annuali della microelettronica (IEEE-ISSCC), un tempo dominate dagli USA, il prossimo anno avrà ai primo quattro posti Macau, Tsinghua (Pechino), Samsung e KAIST (Corea).

    1. Jimbo 27 dicembre 2023

      Punto di vista interessante del prof. su un argomento recente ma molto complesso.
      L'IA é oracolo, sostituto di Dio, ma anche il punto piú alto di quella che la ggente pensa sia l'intelligenza, cioé la memoria (in realtá la piú povera).
      Sará interessante ragionare su vantaggi/svantaggi per Loro e per noi.

    2. casalvento 27 dicembre 2023

      Ricordo negli anni ottanta si cercava di insegnare al computer la grammatica, la sintassi, gli scacchi, le conoscenze. Invece poi ha prevalso la scorciatoia del mostrare infiniti esempi di soluzioni, di partite vinte, senza neanche spiegare al computer di che gioco si trattava, ed ecco AI, la deficienza artificiale.

    3. Astronauta 27 dicembre 2023

      L IA oracolo sostitutodi Dio?
      Sarebbe il caso di notare che gli esseri umani possono solo far macchine.
      La creazione e‘ un‘altra cosa, irraggiungibile.

      Riflettiamo sul nostro status.

    4. Jimbo 27 dicembre 2023

      Gli scacchi come gli sport.
      Alla gente é stato inculcato il record, chi vince la Coppa, chi é primo, chi vende di piú.
      Non c'é o é minimale la ricerca del perché.
      "Chi ha vinto?", questa é la domanda.
      Su questo presupposto l'IA non é battibile.

    5. Jimbo 27 dicembre 2023

      Non voglio dire che sia equiparabile (sempre che esista) ma penso che gran parte della popolazione mondiale attende un Messia che gli risolva i problemi, e lo intravedono nella tecnologia, soprattutto nell'intelligenza tecnologica.
      Gli atei soprattutto puntano su qualcosa che cancelli definitivamente Dio.
      Ma anche cattolici molli o indifferenti penso ne siano attratti.
      É un pensiero, niente di piú.

    6. casalvento 27 dicembre 2023

      Si è preferita la via della quantità a quella della qualità. Invece di spiegare al computer le cose, la vera intelligenza artificiale, gli si è insegnato a maneggiarle senza capirle, con i 'big data'. Invece del computer che capisce e gioca agli scacchi, il computer che copia le mosse vincenti di campioni umani, senza aver alcuna idea degli scacchi. Se vogliamo fare un confronto con le funzioni umane, possiamo dire che gli si è trasmessa non l'intelligenza, ma la furbizia.

    7. Cleon XIII 12 gennaio 2024

      Sì, più o meno. Ma le reti neurali hanno dimostrato che non s'impara a nuotare leggendo un manuale sullo stile libero, bisogna buttarsi in acqua

    1. LuxIgnis 27 dicembre 2023

      L'IA è una conseguenza del dominio attuale dell'emisfero sinistro del cervello che appunto si comporta, ed ha una sua utilità in questo, pressapoco come un computer.
      La società attuale, in tutti i campi, sta subendo questa dominazione che a lungo andare sta diventando distruttiva.
      Senza la creatività dell'emisfero destro l'emisfero sinistro può fare ben poche cose.
      Tutto quello che abbiamo di innovativo e tecnologico nella società odierna è derivante dalle funzioni dell'emisfero sinistro. Ma ci si è scordati che quello che compie l'emisfero sinistro è derivante dalla creatività del destro. E non solo se lo si è scordati si è fatto e si sta facendo di tutto per sopprimere il più possibile le funzioni del emisfero destro.
      Ma questo non sarà possibile, per questo è una bolla come dice l'articolo. Senza il supporto del destro è come costruire un'impalcatura che non ha giunti e radici. Prima o poi crollerà sotto il suo stesso peso.

    2. casalvento 27 dicembre 2023

      La perdita del sacro

    3. LuxIgnis 27 dicembre 2023

      Si anche fra le altre cose.

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