Il primo Grande Reset fu l’Unità d’Italia

Il primo Grande Reset fu l’Unità d’Italia

In Occidente, con l’impronta del World Economic Forum, detto anche “Forum di Davos”, si sta cercando di attuare quello che il suo fondatore Klaus Schwab ha chiamato “Great Reset” , ossia un cambiamento epocale, un nuovo ordine: politico e geopolitico, economico, sociale e demografico.

Non è la prima volta che ciò accade, e soprattutto l'Italia lo sa bene. Ce lo dimostra il suo, il nostro, passato.

Buona lettura.

Il primo Grande Reset fu l’Unità d’Italia
Di Loreto Giovannone per ComeDonChisciotte.org

Alle origini dell’Unità italiana tutti i governi liberali che via via si alternarono usarono misure di governo molto simili a quelle dei governi attuali. Identici scopi, identici risultati delle politiche liberiste di oggi: condizioni e soggetti coinvolti ovviamente diversi, ma azioni ed effetti praticamente speculari che quindi rimarcano un precedente storico fondamentale da approfondire e comprendere al meglio al fine di poter poi affrontare i temi legati all’attualità odierna con più consapevolezza e capacità di orientamento.

Nel 2022 dobbiamo sottostare a leggi emanate da istituzioni sovranazionali conseguenza dei trattati europei a suo tempo contratti che, pur in totale assenza di conflitto bellico interno, impongono di uniformarsi a norme comuni azzerando le specificità delle singole nazioni e, allo stesso tempo, trasformano i cittadini in sudditi di un sistema fondato sul potere dei mercati finanziari.

Dopo 160 anni, in scala più ampia, ritroviamo tra gli Stati europei equilibri già visti e vissuti, risultati inclusi: liberismo coattamente applicato nei cinque Stati della penisola uniti da plebisciti truccati (1), nonchè annessione manu militari del Regno delle due Sicilie. Parliamo di uno Stato sovrano riconosciuto tale dagli altri partner europei, invaso militarmente e ridotto alla guerra civile senza neanche una dichiarazione bellica.

Solo recentemente e molto lentamente sembrano sollevarsi, dalla classe sociale con elevato livello di cultura, interrogativi sulla retorica e la propaganda del cosiddetto “Risorgimento”. La sola guerra civile al Sud procurò non meno di 250.000 vittime (stimate per difetto); le immediate conseguenze della demolizione dell'economia e dello stato sociale furono talmente gravi che quella spaccatura tra Nord e Sud - allora creata e voluta – ancora oggi persiste aumentando progressivamente, e sedimenta lo stato di colonia interna per il Mezzogiorno. Eppure la situazione preunitaria presentava uno Stato finanziariamente sano e ricco, con titoli solidi e ben quotati nelle borse europee, che coniava moneta corrente in oro e argento, che aveva attivi trattati commerciali con tutta Europa (compreso la Svizzera), con i paesi della sponda sud del Mediterraneo (compreso Turchia, Marocco, Egitto) fino alla Russia.

Il “Risorgimento” raccontato finora nelle scuole e nelle Università è una finzione, una narrazione retorica imposta a partire dal regime massonico-sabaudo e quindi non rispondente ai fatti storici: perché è documentato che l’Unità italiana fu voluta e finanziata dalle èlite massonico-finanziarie di Francia, Inghilterra e Stati Uniti.

Dopo oltre 160 anni, molto è cambiato, tuttavia gli squilibri interni sono ancora immutati e il Mezzogiorno, ridotto da allora a colonia interna, è stato fatto scivolare da tutti i governi postunitari in una crisi sempre più grave, dilaniato dalle politiche liberali dei Savoia così come da quelle neoliberiste odierne indotte dall’Unione Europea, frutto delle relazioni di subalternità translatlantiche.

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Perdita dello stato di diritto e sostituzione forzosa delle leggi

A partire dal 1860, con l’annessione del Regno delle due Sicilie, le gravi conseguenze politiche ed economiche ebbero ricadute drammatiche sull’intero apparato industriale e sullo stato sociale che, di fatto, vennero distrutti. Con la perdita dell’isonomia (uguali diritti) sancita dalla repressione, varata dalle leggi “speciali” e dal “mandato in bianco” conferito a Lamarmora, furono implementate fucilazione e deportazione dei civili, ancor prima dell’entrata in vigore della Legge 15 agosto 1863, n. 1409, art. 2 e art. 5.

A sancire ulteriormente la dittatura fu l’imposizione di taglie sulla testa dei numerosi partigiani resistenti ufficializzata nel 1863 con l’approvazione della legge Giorgini (genero di Alessandro Manzoni). Tutti i cittadini liberi maschi degli Stati che all’epoca si opposero e combatterono contro l’invasore piemontese (comprese le donne di famiglia e i loro figli vittime della ritorsione) furono sottoposti alla stessa feroce, sanguinaria repressione politica. Dopo il 1860, per i territori annessi, venne meno il precedente equilibrio sociale di comunità meridionale ricca di patrimonio pubblico, e amministrata secondo una più che equilibrata ripartizione fiscale.

Nel parlamento del Regno d’Italia si dibatté del venire meno delle guarentigie e si votarono leggi e regolamenti che le violavano, ovvero si negavano quei diritti che erano universalmente sanciti dallo stesso Statuto Albertino, applicato fino ad allora per gli Stati Sardi.

L’unificazione amministrativa avvenne con l’estensione delle leggi del Parlamento Subalpino all’ex Regno due Sicilie, senza alcuna considerazione del corpus di leggi precedenti, mentre infuriava la guerra civile con scontri armati che coinvolgevano tutte le ex province del Sud. Vennero persino violati i diritti dei nuovi sudditi - art. 24 al 27 dello Statuto Albertino - ma soprattutto il principio dell’art. 71: “Niuno può essere distolto dai suoi giudici naturali”.

È altrettanto falsa la costruzione ideologica e culturale dell’arretratezza economica e sociale del Sud:

...più a Sud c’era un Regno che aveva fatto del rigore dei bilanci un imperativo categorico”.

Anche Vittorio Sacchi, piemontese mandato a dirigere le finanze napoletane dopo l’Unità d’Italia, trovò grande competenza: “Nei diversi rami dell’amministrazione delle finanze napoletane scrisse nel 1861 si trovano tali capacità di cui si sarebbe onorato ogni più illuminato governo”.

Che queste parole corrispondessero al vero è dimostrato dal fatto che il povero Sacchi, dopo averle scritte, cadde in disgrazia. E anche i numeri lo confermano: il Regno delle due Sicilie, dopo la Restaurazione del 1815, aveva un sistema che prevedeva soltanto cinque forme di imposizione fiscale.

Le rendite pubbliche – calcola Giacomo Savarese – salirono da 16 milioni di ducati a 30 “per effetto del crescere della ricchezza generale”.

Soltanto a causa del dover fronteggiare i vari moti rivoluzionari (a partire da quelli del 1820) i debiti iniziarono ad accumularsi e le casse del Regno caddero in disavanzo, ma di volta in volta, e in breve tempo, il “buco” veniva ripianato. Dal 1847 al 1859 il Regno delle due Sicilie non introdusse alcuna nuova tassa e non vendette alcun bene demaniale. Anzi: già dopo i moti del 1821, il Regno vantava 40 chilometri di rete ferroviaria ed un apparato navale molto ben fornito. E non vi era traccia di “autocensura” sui bilanci pubblici.

Nel 1861 cambiò tutto. L’Italia diventò unita e il debito pubblico venne scaricato anche sui pluriderubati neocolonizzati meridionali.

"Il Regno d’Italia scrive Savarese s’inaugurava a Torino con un alto debito". (2)

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La questione meridionale fu causata dalle politiche ordinate da una “troika” ante litteram, formata da ministri che rappresentavano gli interessi delle forze di occupazione straniera

Fallita l’azione dei governi dittatoriali e le luogotenenze, a Torino, fu messa in azione una sorta di “troika” di ministri filosabaudi che demolì l’economia e lo stato sociale del Regno delle due Sicilie:

  • Eliminò la moneta nazionale e chiuse la zecca di Stato; soppresse il precedente sistema fiscale detto “registro e bollo”
  • Smontò i vertici della direzione d’Agricoltura - l’industria maggiore dell’epoca – ottenendo lo smantellamento delle politiche agricole esistenti
  • Bloccò i lavori pubblici salvo poi riaffidarli a investitori stranieri e società del nord
  • Decretò la chiusura del collegio medico con il pretesto della riforma, privando del sostegno finanziario medici ed ospedali
  • Chiuse industrie ed opifici, con licenziamenti di massa di maestranze e addetti
  • Introdusse nuove tasse e alzò molte di quelle esistenti causando enorme povertà e miseria

Riportiamo un estratto da “Lo Zenzero”, giornale politico popolare, edizione del 4 luglio 1862:

Da una lunga corrispondenza da Napoli al Diritto togliamo quanto segue. Sembra che il malessere cominci a fare - profonda impressione è minaccia di porre radice in queste provincie - dopo la partenza del Re i mali che incominciava si a lamentare hanno aumentato – ora non resta più niente tranne lo scoraggiamento - Il ministero ha fatto tutta la sua forza per dare l’ultimo colpo a quei popoli: Sella ha disciolto la direzione del Registro e Bollo.”

"Il Pepoli ha soppresso la direzione d’Agricoltura, e quanto prima la Zecca la più bella Zecca d’Italia se ne andrá.

De Pretis ha preparato lo scioglimento della Direzione dei lavori pubblici; il collegio medico sotto scusa di riforma sembra che abbia a subire la stessa sorte un nuovo regolamento del ministro di Marina altera e diminuisce il numero degli operai; a tabacchi furono licenziate molte lavoratrici. Alla via ferrata da Capua a Salamanca tutti gli impiegati regi sono stati mandati a spasso.

1. aumento delle tasse.

2. decime di guerra, aumento di pigioni.

3. dazi sull’olio che prima non avevamo, dice il corrispondente aumento del sale, ecco quali sono le cause del malcontento che esaspera i buoni napoletani.

Il calcolo della gente licenziata o fuori d’impiego si fa ascendere a 12.000 e più nei diversi rami e dicasteri soppressi. (3)

A cui andranno aggiunte le loro famiglie e si vedrà quale enorme numero raggiungeranno. Di pari passo al dramma della demolizione dello stato sociale attuato dai ministeri sabaudi, si implementò, come già accennato, il Grande Reset economico: lo smantellamento dell’industria dei filati (sete, lane, cotone), delle pelli, delle cartiere, della siderurgia (miniere, ghise e metalli per usi militari e civili) e della nascente industria chimica.

Dalla distruzione dello stato sociale e delle sue fondamenta, nacque la cosiddetta questione meridionale; dalla distruzione industriale di quel tempo deriva la riduzione a colonia permanente dei territori dell’ex Regno delle due Sicilie, oggi Sud dell’Italia unita.

Un risultato frutto della convergenza di multiformi interessi e volontà politiche variegate, dal basso all’alto: il nuovo ceto politico dominante; la nascente industria del nord Italia con l’esercito di riserva dell’emigrazione interna; il capitale industriale straniero per via dell’emigrazione italiana ormai diffusa in tutti i continenti; il sistema finanziario e creditizio nazionale e sovranazionale imperante.

Finanziatori esteri

A partire dal 1861 i principali finanziatori del Regno d’Italia furono stranieri, tre i soggetti che finanziarono il nuovo regime post unitario e tre i conti correnti esteri su cui la Direzione Generale del Tesoro eseguiva i pagamenti:

Per cura della Direzione generale del Tesoro si tengono pure conti correnti speciali con le Case bancarie all’estero pei pagamenti del Debito pubblico, che, a termini delle relative convenzioni, devonsi eseguire all’estero, e per altre spese che sulla richiesta delle diverse Amministrazioni dello Stato sono fatti operare all’estero.

I conti principali sono i seguenti:

a) Con la Casa fratelli de Rothschild, di Parigi;

b) Colla Casa C. I. Hambro e fratelli, di Londra, pel pagamento dei semestri del prestito Anglo Sardo, della Maremmana e anche per altri pagamenti ordinati pure a cura della stessa Direzione generale per conto delle diverse Amministrazioni;

c) Colla Casa N. M. Rothschild e figlio, di Londra, pei pagamenti richiesti dalle diverse Amministrazioni. (4)

Il drammatico debito rimborsato nel 1872 alle banche Rothschild e C. J. Hambro, in solo 12 anni, superò 1 miliardo e 343 milioni di lire piemontesi ad esclusione del tasso di cambio. (5)

Perdita della sovranità monetaria

L’onda lunga dei danni della distruzione militare, politica, economica e sociale dell’ex Regno delle due Sicilie, è un crimine impunito rimasto vagante nel dna del non paese Italia, mai realmente unificato e a due velocità al suo interno. Le conseguenze del mega trasferimento coatto della ricchezza dai molti ai pochi sono rimaste i mali endemici del sud, che ad oggi non hanno trovato alcuna soluzione.

Sopprimere la precedente moneta ed imporne una nuova ad oltre 9 milioni di sudditi, fu causa di un arretramento spaventoso e di migliaia di morti per danni conseguenti; un impoverimento stratosferico in cui, dalla sera alla mattina, fu scaraventato il florido Stato sovrano del Regno due Sicilie.

Azzerate tutte le monete

L’azione attuata allora si è ripetuta prima con la creazione dell’Eurozona e poi con l’attuale forsennata eliminazione del contante e l’imposizione - via via sempre più rapida - della moneta elettronica che forse diventerà valuta digitale di Banca Centrale.

Correva l’anno: “È il 20 agosto del 1862. Il Senato del Regno d’Italia vara la legge sull’unità monetaria. È la legge Pepoli, Gioacchino Napoleone Pepoli... il nipote di Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte”. (6)

La legge 24 agosto 1862 n. 788 norme fondamentali del nuovo sistema metallico e dell’ordinamento monetario del paese, essa fece della lira italiana l’unità monetaria legale per i pagamenti e di conto per le contabilità pubbliche e private, stabilisce il titolo legale, cioè la quantità di metallo fino che dee contenere ciascuna moneta, e la tolleranza in più o in meno; le quantità obbligatorie delle rispettive monete da riceversi nei pagamenti; l’esclusione delle monete calanti, il ritiro delle vecchie monete, e la fabbricazione delle nuove”. (7)

Pauperismo all’Unità

Il rapace liberismo economico delle classi dominanti tenacemente attive nel designare il nuovo assetto socio-economico generò un enorme scompenso nel nuovo assetto sociale, generando condizioni di profonda miseria in larghi strati di popolazione di intere aree geografiche:

Vogliamo solo oggi accomunare ad una delle tante conseguenze che derivano, e che più di tutto ci sembra dover richiamare su di essa l’attenzione del governo, scongiurandolo a provvedere prontamente e seriamente perché questione di pubblica moralità. Noi vediamo per le vie di Firenze, aggirarsi oziosi, fanciulli d’ogni sesso, d’ogni età fino ha 10:12 anni: noi li vediamo nei caffè, nei pubblici luoghi (...) Osservate per il momento una giovanetta di otto o 10 anni dal fare svelto e di cui labbri sono sfiorati di un malizioso sorriso che si avvicina ad alcuni al quale è in grado conoscere ciò che è proprio dell’uomo, ciò che è proprio alla bestia. Avvicinatevi, e voi udirete facilmente ciò che egli dice, Quello che essa farà perché con lui non si sarà dato nemmeno pensiero di abbassare alcun po’ con la voce, né di celare i propri atti, senza pensare che i piccoli compagni della tradita fanciulla sono lì presso che odono le di lui scellerate proposte. (8)

Così è nata la disunità d’Italia che tante false narrazioni del cosiddetto “Risorgimento” hanno coperto con costruzioni retoriche e menzognere: è giunta l’ora di chiedersi perché il Potere sia arrivato a tanto, ma soprattutto perché in troppi si siano compiaciuti nel credere alla falsa Storia.

Il primo Grande Reset fu l’Unità d’Italia.

Di Loreto Giovannone per ComeDonChisciotte.org

26.10.2022

Loreto Giovannone. Studioso di storia alla ricerca dell’identità culturale e geografica delle origini. Studioso dei documenti amministrativi e ufficiali dell’Unità d’Italia conservati negli Archivi di Stato. Scopritore della prima deportazione di Stato di civili del Sud Italia nei lager del centro nord. La prima deportazione in Europa attuata dallo Stato italiano dal 1863, circa settanta anni prima del nazismo. Scrittore, articolista di argomenti storici con la predilezione della multidisciplinarietà di scuola francese. Convinto assertore che la Storia è la politica del passato.

NOTE

  1. https://www.unisalento.it/documents/20152/274727/Martucci+La+classe+idiota.pdf/23544165-ae48-3474-bd87-0c5e1d9bf3a6?version=1.0
  2. Affermazione riportata nell’articolo del Sole 24 ore: https://www.ilsole-24ore.com/ 17.03.2011 attualmente introvabile ma citato da diversi siti web https://www.imgpress.it/politica/73476/
  3. Lo Zenzero, 11.07.1862.
  4. Atti parlamentari 1866 - Volume 2 - Pagina 84
  5. CAMERA DEI DEPUTATI RELAZIONE SULL'AMMINISTRAZIONE DEL TESORO - Seconda della XI Legislatura, sessione 1870-71
  6. https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-21/moneta-italia-unita-lira-140450.shtml
  7. Federico Persico. Principii di diritto amministrativo, Volume 2, 1874, pag 30.
  8. "Pauperismo", Lo Zenzero, 4 luglio 1862.

Commenti (55)

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    1. indipendente 27 ottobre 2022

      Le diatribe, tra nordisti e sudisti non penso servano a gran che. Ciò che noi contemporanei abbiamo conosciuto è Italia frutto di quegli eventi. Aggiungiamoci pure un referendum truccato che ci ha trasformati in repubblica e non dimentichiamo mafia stidda ndrangheta camorra e sacra corona unita! Il prodotto attuale, quello che via via subiamo, non ha nessuna correlazione con le condizioni di vita del sud fino a quel momento. Solo dopo si è costituita la causa di cui ora, tutti, subiamo gli effetti. Il meridione ha cominciato a viverli fin da subito con la sua perpetua arretratezza rispetto al "modello Agnelli". Il nord, da quando Italia è diventata Europa, ha iniziato la medesima esperienza e ora siamo tutti del sud. Bisogna pensare in termini di Cicli, invece di farsi i pipponi da paleontologi. L'articolo è comunque molto godibile nella lettura.

    1. Tipheus 26 ottobre 2022

      Che l'Unità d'Italia sia stata fondata sul colonialismo interno, già sperimentato in vitro con la Sardegna e poi esteso a Sud e Sicilia, non mi pare ci voglio molto ad ammetterlo.
      Detto questo, però, il Regno del Sud è indifendibile. Non c'era alcuno stato di diritto. Era uno stato di polizia, chiuso a ogni novità, fuori dal mondo. Poi, certo, stava meglio prima che dopo la colonizzazione. Ma se la sono cercata.
      E soprattutto non era sostenibile il colonialismo straccione interno, del Sud contro la Sicilia. Se il Regno delle Due Sicilie è crollato, lo si deve all'insofferenza della Sicilia, che ha fatto 4 rivoluzioni (1820, 1837, 1848 e 1860) per scrollarsi l'odiata dominazione napoletana. Il Sud ha tolto alla Sicilia tutto, e da allora in poi la Sicilia è diventata Sud. La tragedia della Sicilia del 1816 ha determinato come bomba a orologeria la scomparsa del regno inventato e schizofrenico già nel nome "delle Due Sicilie". La Sicilia aveva in una cinquantina di comuni (tutti i centri più importanti) istituzioni municipali libere dai tempi del Vespro, con Consigli civici eletti dalle corporazioni di Arti e Mestieri, e forme di autogoverno persino nelle principali città baronali. La Sicilia aveva un suo Parlamento, da sempre, in cui quelle città mandavano i loro rappresentanti. La Sicilia aveva, dal 1812, una costituzione più moderna di quella inglese, con la separazione dei poteri, la libertà di stampa.... La Sicilia aveva, da sempre, una propria flotta, una propria moneta, una propria legge, proprie magistrature, un diritto equitativo sul modello britannico. Nel 1816 fu riunita con la forza a un governo criminale e fu privata di tutto. Diventando quella regione reietta che è restata sino ad oggi. La stessa mafia nasce dopo quella data infausta. Tutt'oggi i "neoborbonici" revisionisti al di là dello Stretto non se li fila nessuno e l'autore del libro che avete citato è siciliano, non a caso. Che poi la Sicilia non ci abbia guadagnato nulla a battere le mani a Garibaldi è un'altra storia. Di fronte a questa verità i revisionisti se ne escono con la mafia, con i baroni, etc. facendo ESATTAMENTE gli stessi discorsi dei piemontesi. Quando i Siciliani si ribellano sono mafiosi, per definizione. Se la Sicilia fosse indipendente ci sarebbe la mafia. Con Napoli prima, e con l'Italia poi, invece...

    2. oriundo2006 26 ottobre 2022

      Interessante. La Sicilia è una isola-stato da tempi immemorabili. Stavo riflettendo poi su di un aspetto 'macro' che potrebbe spiegare alcune cose: ovvero il Sud complessivamente come realtà economica fondata all'epoca sul latifondo e comunque sull'economia agricola, mentre il Nord si stava industrializzando anche se compiva molto a rilento la sua modernizzazione. L' Unità d' Italia in fondo seguirebbe le stesse logiche della guerra di secessione americana, senza però l'aspetto 'egualitarista' e 'rivoluzionario', impensabili in casa Savoia. Oltre a ciò, occorre tener conto del ruolo 'sanfedista' della cultura politica borbonica, molto 'paternalista' e dunque assai poco 'capitalista' in senso moderno, ovvero a modo suo attenta ai poveri ed ai bisognosi, cosa che urtava potentemente con la richiesta da parte delle nascenti industrie del Nord di avere braccia a iosa rese schiave dal bisogno senza speranza. Chi vuole può avere spunti anche per il momento presente...ed il fatto che questo 'scambio' inuguale ci sia ancora oggi dimostra la persistenza delle dinamiche di fondo. Ma sono complessivamente utili dal punto di vista economico oppure sono residuo ripetitivo 'morto' del passato ? Mi pare di intravedere nei sussulti che squarciano questo nostro mondo presente il venire meno delle ragioni di tanta parte della nostra storia unitaria, beninteso se di 'ragioni' vere ve ne furono. Dubito peraltro che portatori di una nuova modernità possano essere gli epigoni di quelli che allora la promossero sotto l'egida della nascente industrializzazione: non tanto i Savoia quanto le elites straniere e gli usurai internazionali ( ed i nostri: mai dimenticarlo ).

    3. Cangrande1965 26 ottobre 2022

      MOLTO interessante.
      Grazie !

    1. indipendente 26 ottobre 2022

      E San Marino? Quello sì che, almeno per me, rimane un bel mistero... più di Malta!

    1. Dante Bertello 26 ottobre 2022

      Ogni tanto viene pubblicato un articolo che parla in toni negativi dell’Unità d’Italia.

      Ho letto, non molto tempo fa, un saggio scritto dall’Avv. Tanio Romano, intitolato: “La Grande Bugia Borbonica”.
      Essendo l’autore siciliano, non lo si può certo tacciare di razzismo o di anti-meridionalismo, eppure lui, racconta nel suo libro, che le cose sarebbero andate diversamente dalla vulgata che normalmente ci viene esposta, come in questo caso.

      Non sarebbe una cosa mal fatta se, oltre alle solite “campane”, si pubblicasse uno scritto dell’ Avv. Romano o se magari lo si volesse intervistasse, così… anche solo per far vedere che si è super-partes.

    2. R66 26 ottobre 2022

      Credo che l'unità di Italia in questo caso sia "usata" come pretesto per far notare gli "innesti", non è essa la protagonista, non è un articolo di stampo storico nel senso stretto del termine, affronta più che altro tematiche sociologiche e filosofiche.
      Nel trattarlo esclusivamente come un'evidenza di fatti ed evitando una proiezione mentale tra ieri e oggi, si risponderebbe fischi per fiaschi.
      In ogni caso ben venga qualsiasi altra campana, mi associo al tuo invito.

    3. Rnamessaggero 26 ottobre 2022

      Buona la prima, non occorre riprocessare le arcinote demenze storiche delle élite o dei putridi che è meglio. L' articolo suggerisce appunto di guardare quelle in corso e per gli increduli, espone manciate di noccioline documentate.

    4. R66 26 ottobre 2022

      Volendo risolvere quelle in corso appoggiandosi ad esempi passati fallaci, cosa credi possa venirne fuori?

    5. Rnamessaggero 26 ottobre 2022

      Che quando uno in divisa sente l' accento del sud spesso dice, vada vada e che dobbiamo unirci a loro grazie alla Meloni che ha promesso, come tutti gli altri prima ma con Salvini al fianco, che lo farà? Se niente niente accenna concretamente l' intento, divento o carabiniere o di destra che è la stessa cosa.

    6. R66 26 ottobre 2022

      No.
      Intendevo che elogiare il voto, elogiare la Costituzione, elogiare l'unità allargata come centro di benessere ecc... e dunque farci riferimento ai fini di una miglioria, presuppone un rifondare su inganni e ciò che nasce sull'inganno non potrà mai funzionare.

      Ci si domanda pure il perché i vertici la spuntano, loro programmano e elaborano h24 e dall'altra parte, come difesa massima si antepone un misero "era meglio quando era peggio" - quando tra l'altro, il tanto caro "peggio", l'hanno costruito loro.

      Non esiste una parola in negativo per descrivere la dinamica, per darne una misura bisogna rivoltare la prospettiva ed esclamare: che capolavoro!

    7. BrunoWald 26 ottobre 2022

      A onor del vero, la "vulgata che normalmente ci viene esposta" è tutt'altra cosa.
      È quella che ci hanno inculcato fin dai banchi delle elementari: i kattifi austriaci oppressori, e il dispotismo borbonico, e il povero Silvio Pellico rinchiuso nello Spielberg, e i trecento giovani e forti che sono morti, e la bandiera dei tre colori è sempre stata la più bella, e l'Eroe dei Due Mondi, i martiri Cesare Battisti e Nazario Sauro (tra gli altri), l'epopea di Vittorio Veneto...
      Poi purtroppo ci fu il fascismo (che gli italiani non volevano mica, per dirla con "Amici Miei"...), quindi fummo invasi dai kattifi krukki che circostanzialmente erano nostri alleati, ma per fortuna ci ha pensato la Resistenza a portare a termine il Risorgimento, e finalmente siamo diventati italiani veri, come Toto Cutugno: con un partigiano come presidente, un centinaio di basi straniere, e un magnifico apparato industriale ereditato in parte dal fascismo, che però si sono pappate le banche giud... pardon, volevo dire gli investitori esteri.
      Ecco, questa è più o meno la narrativa con cui siamo stati allevati, tra una pallonata e un piatto di spaghetti.
      Senza nulla togliere allo scritto dell'avv. Romano, che non ho letto e non mi permetto di giudicare.

    8. Dante Bertello 26 ottobre 2022

      Per ”vulgata che ci viene normalmente esposta” mi stavo riferendo a quella che si sente da qualche decennio a questa parte, e che da il meridione come un paradiso terrestre prima del 1860, ricco ed industrioso quanto e più del nord, impoveritosi dopo l’unità e mai più ripresosi.
      Con tutta la mia buona volontà, non riesco proprio a crederci.

      Gli austriaci saranno anche stati dei buontemponi, ma sia i veneti che i lombardi non mi pare che fossero così contenti di essere sotto il loro giogo, se hai notizie diverse riguardo a questa questione, forniscimi per cortesia link o titoli di saggi, dai quali si evince che la Lombardia ed il Veneto amassero l’Impero Austro-Ungarico e volessero continuare a farne parte.

      Sull’alleanza con Hitler, dal Re, a Ciano, così come Italo Balbo (per citarne solo tre), erano tutti contrari, Mussolini invece, quasi come se anche lui fosse etero-diretto, ed il vero scopo fosse di far cadere la Monarchia, per controllare meglio il Paese, decise diversamente.

      Se ti chiami davvero Wald, posso capire il risentimento che traspare nei confronti di noi italiani quando citi i “kattifi austriaci oppressori” o i “kattifi krukki,” però, per rimanere solo nel passato recente, quello che accadde a Marzabotto o Sant’Anna di Stazzema, non sono bei ricordi che i “krukki” hanno lasciato in noi.

      Quella fatta da te è una ricostruzione per mettere tutto in pagliacciata, ma l’autore dell’articolo mi sembrava serio nelle sue accuse e a me non va di scherzare, su temi così dolorosi.

    9. BrunoWald 27 ottobre 2022

      Sono italianissimo, e al contempo mitteleuropeo per sangue e cultura. Al contrario di molti italiani, non ho alcun complesso di inferiorità nei confronti dei tedeschi, pertanto non nutro risentimenti nei loro confronti, ed anzi li rispetto malgrado i loro difetti.

      La mia ricostruzione non è una pagliacciata: è la sintesi dei programmi ministeriali di storia per le scuole elementari, medie e superiori, nonché la narrativa alla quale si sono nutrite generazioni di compatrioti almeno dal 1945. I pagliacci, semmai, sono coloro che ci hanno raccontato queste fandonie.

      Ignoro se il meridione fosse un paradiso terrestre prima del 1860, ma sicuramente non lo è diventato dopo, visti i milioni costretti a emigrare. Per non parlare della resistenza armata contro gli invasori piemontesi, cosiddetto brigantaggio, durata anni e repressa nel sangue: tanto felici non dovevano essere.

      In quanto al Lombardo-Veneto, ma anche Trieste e la Dalmazia, l'irredentismo fu prevalentemente legato alle borghesie massoniche cittadine. Se veneti e lombardi soffrirono sotto il giogo austriaco, le percentuali raccolte dalla Lega in quelle regioni suggeriscono che non amano troppo nemmeno quello romano.

      Non scordare che nel 1915 rompemmo un'alleanza trentennale con gli austro-tedeschi, lasciandoci corrompere (e truffare) dagli inglesi. Anche nel 1939 lo stato italiano sottoscrisse una formale alleanza con la Germania, ed è una menzogna che fosse il solo Mussolini a volerlo.
      Le forze armate erano controllate dal Savoia, e non ci sarebbe mai stato un Patto d'Acciaio né tantomeno un 10 giugno senza il pieno assenso della Corona: sono anzi convinto che furono i contatti inglesi del re a portare l'Italia in guerra (per fotterci), semmai Mussolini era in parte riluttante. TUTTI volevano semplicemente sfruttare i successi della Wehrmacht e non essere esclusi da future spartizioni.

      Non mi sorprende dunque che i tedeschi se la prendessero un pò, quando tentammo di fregarli e fare il salto della quaglia negoziando sottobanco con il nemico. O ritieni che, dopo averci salvato nei Balcani e in Nordafrica, e aver lottato al nostro fianco per fermare l'invasione dell'Italia, dovessero semplicemente togliere il disturbo e lasciare che gli americani arrivassero indisturbati fino al Brennero?

      Mi parli di Marzabotto o Sant'Anna di Stazzema: come pensi che si comportassero inglesi, americani o russi quando bande armate irregolari operavano agguati e sabotaggi dietro le loro linee?
      I massacri in guerra sono all'ordine del giorno, specialmente quando "qualcuno" se li va a cercare provocando intenzionalmente le rappresaglie degli occupanti. E sentire la solita solfa delle "stragi naziste" da parte di italiani del tutto dimentichi delle nostre città rase al suolo dai bombardieri degli "alleati" mi fa un pò incazzare, confesso.
      Su questi temi non va di scherzare neppure a me.

    10. Dante Bertello 27 ottobre 2022

      Bruno, guarda che anche in questo caso, la ricostruzione da te fatta, è, a voler essere gentili, perlomeno lacunosa (scusa, ma hai fatto su un tale minestrone…), ma non ho proprio voglia di mettermi li a riordinare quegli eventi, e dar loro gli effettivi rilievi ed impatti.

      Alcune cose te le devo dire però, e per primo consigliarti di leggere il saggio dell’Avv. Romano, tout court.

      Se oggigiorno, nel Nord, la Lega era così forte (nelle ultime elezioni è stata molto ridimensionata), è per motivi che nulla hanno a che fare con la voglia di appartenere all’Austria, ma per la cattiva gestione della cosa pubblica, che si è determinata soprattutto dopo la caduta della monarchia, e quel che ne è conseguito.

      Non so dove tu possa aver letto che fosse il Re a volere l’alleanza con Hitler, mentre Mussolini era contrario, non solo è totalmente falso, ma è addirittura l’esatto contrario.

      Fin da prima dell’8 settembre 1943, era palese che le forze dell’asse avessero oramai perso la guerra. La folle ostinazione del Fuhrer però ha portato la Germania alla distruzione. A quel punto cercare la pace con gli americani, da parte italiana, prima di venire annientati, ritengo sia stata una cosa ben fatta.

      Citando Marzabotto o Stazzema, vorrei ricordarti che vennero uccisi donne vecchi e soprattutto BAMBINI e quelle non sono “normali” rappresaglie tanto più che nessuno li aveva invitati in Italia, anche Mussolini, quando lo liberarono dal Gran Sasso, era tutt’altro che contento.

      Sui bombardamenti alleati posso dirti che mio nonno perse un fratello, sotto uno di questi a Torino (!).

      E comunque io metto nel novero delle stragi anche quelle perché le bombe uccidevano a caso (senza contare che non mi risulta che noi italiani abbiamo mai bombardato Londra o New York, perciò fu un deliberato crimine contro l’umanità).

    11. BrunoWald 27 ottobre 2022

      Grazie per la gentilezza e il minestrone, ma riassumere un secolo di storia in un commento è "lacunoso" per forza: non basterebbe un libro. Specie quando esistono radicati luoghi comuni che andrebbero smontati pezzo per pezzo.

      Circa le motivazioni dell'elettorato leghista, ci ero arrivato anche da solo; tuttavia, quando lo slogan "secessione" procura milioni di voti, forse il problema è più profondo della semplice inefficienza burocratica.

      Chi ha detto che fosse il re a volere l'alleanza con Hitler? Il re era colluso con i Windsor suoi compari, dunque la City e la massoneria inglese.

      Mussolini però non voleva affatto allearsi con Hitler: voleva essere il mediatore e l'ago della bilancia, cercò pure di evitare il conflitto, infine ci fu trascinato perché capì che la massoneria voleva fare la pelle a entrambi e la guerra era inevitabile. (Di Mussolini si possono dire molte cose, ma non che fosse stupido).

      Era il re, non il duce, a controllare le forze armate, e senza il suo assenso non saremmo entrati in guerra.
      Prima dell'8 settembre era palese che questa fosse perduta: motivo sufficiente per fare i furbi alle spalle dei nostri alleati, vero Dante? Una "cosa ben fatta", dici tu: tanto che oltre a perdere la guerra, abbiamo perso anche la faccia, guadagnandoci il disprezzo degli uni e degli altri.

      "Nessuno li aveva invitati (i tedeschi) in Italia": ma ti rendi conto delle corbellerie che scrivi?
      Eravamo alleati, combattevamo insieme su tutti i fronti! L'8 settembre erano già in Italia, combattevano al fianco dei nostri contro gli angloamericani che stavano invadendo la penisola! Cosa dovevano fare secondo te? Darci una pacca sulla spalla e togliere il disturbo: "è stato bello essere amici e Auf wiedersehen"? Lasciarsi fottere da quelle due merde di Badoglio e Sciaboletta, e ritirarsi sul Brennero aspettando che gli americani arrivassero in Tirolo?

      Le loro non erano "normali rappresaglie"? Ma hai mai letto cosa facevano gli inglesi, i francesi, gli yankees ecc. in giro per il mondo? Quali "normali rappresaglie"? Non scherziamo! Sai quanti BAMBINI furono inceneriti in Germania dai nostri nuovi "alleati" post 8 settembre? Senza che a nessuno, tanto meno ai nostri piagnoni con fazzoletto dell'ANPI gliene fottesse nulla. Del resto, chi ha mai commemorato nemmeno gli ITALIANI uccisi dai Liberatori?

      "La folle ostinazione del Fuhrer però ha portato la Germania alla distruzione." Vedi, questo è uno di quei tipici slogan cari a coloro che si accontentano della propaganda. De gustibus...

      Scusa se sono lacunoso, ma ho già scritto anche troppo.

    12. Dante Bertello 27 ottobre 2022

      Si forse è meglio finirla qui, tanto tu non convincerai me ed io non convincerò te.
      Per di più penso che siamo andati in OT.
      Ciao, ci si vede in altre discussioni.

      PS. Dovesse capitarti per le mani in biblioteca il saggio:"Biografia non Autorizzata della Seconda Guerra Mondiale", di Marco Pizzuti, ed. Mondadori, prova a dargli un occhiata.

    1. cruzaros 26 ottobre 2022

      la cosiddetta "Unità d'Italia" si completò con la conquista dei territori del sud Tirolo e dell'Istria-Dalmazia ,nella I° guerra mondiale.
      Chissà perchè non "liberarono" pure il Ticino...

    2. mago 26 ottobre 2022

      E no questo no una zona franca la dovevano pur lasciare libera per gli anni a venire.

    1. Nestor Halak 26 ottobre 2022

      Mi sa che il primo grande reset fu la cacciata di Adamo dal paradiso terrestre a seguito di un complotto ebraico, dopo di che la storia è stato tutto un succedersi di grandi reset, un certo numero all'anno, finché Fukuyama, nipote di Fujiyama, ha proclamato che i grandi reset erano finiti.
      Adesso, però, ce n'è un'altro.
      Che noia ragazzi!

    2. R66 26 ottobre 2022

      Noia sì, cadono tutti gli appigli!
      C'è solo un modo per risolvere: reset di stampo mentale e creatività.
      Cosa era meglio?
      Su cosa fare affidamento?
      Su niente!
      Nessuna certezza, nessuna stabilità, nessun raffronto se non per capire cosa non ripetere, il resto è da sperimentare e non mi riferisco soltanto all'esterno, anzi...
      Di sicuro non è facile, ma è altrettanto sicura l'impossibilità nel caso di risoluzione su un precedente appiglio fallace.
      Qui siamo ancora a bisticciare sulla validità del sistema elettorale, figuriamoci.

    3. BrunoWald 26 ottobre 2022

      Tranquillo, non c'è nessun complotto ebraico: notoriamente son tutte invenzioni di gente invidiosa del loro successo negli affari, e della bellezza delle donne ebree.
      Vedi i Rothschild, citati nell'articolo: se il Male Assoluto fu loro nemico, qualcosa di buono ce l'avranno pure, no?

    1. R66 26 ottobre 2022

      Sospetto esserci lo zampino di Giulio Bona, in ogni caso complimenti per la scelta dell'articolo e, come per la volta precedente, all'autore.
      A tutti quelli che cercano disperatamente in quel passato e in quei valori (Costituzione compresa) un paragone salvifico all'oggi: riprogrammatevi, non ci state capendo una mazza!
      Aggiungo un invito azzardato all'autore, perché non tentare una "versione" sul futuro?
      Capisco i rischi, magari prenderla alla larga... no?

    1. Arian Van Heisen 26 ottobre 2022

      In effetti il progetto Giudeo attraverso la Massoneria cercaa di realizzarsi per gradi liquidando via via le Nazioni, attraverso il controllo del Denaro tramite gli organismi sovranazionali, rendendo liquide le società senza nessun appartenenza identitarie di cultura e di genere, realizzato con lo schema del Feudalesimo globale dove le Multinazionali apolidi funzionano da Feudatari dei Giudei.
      A questo schema ormai chiaro sembra opporsi la Russia ..!
      oppure: Qualcosa non torna o sono tutti d' accordo ?

    2. Violetto 26 ottobre 2022

      e io ho seri dubbi che la Russia sia, anche solo in parte e forse non in maniera diretta, nel gioco.

    3. R66 26 ottobre 2022

      Spiega Violetto, perché lo escluderesti a priori?
      Togliamo via l'accordo esplicito, non potrebbe fungere da "utile idiota"?
      La vedi come l'ultimo baluardo oppositore o come un intralcio?

    4. maghi 26 ottobre 2022

      per me sono tutti d'accordo e per confondere Violetto fanno come i ladri di Pisa, che, per chi non è toscano, di giorno litigano (fanno finta) e di notte vanno a rubare insieme.

    5. R66 26 ottobre 2022

      Un metodo abbastanza discutibile ma affatto raro utilizzato all'interno di alcune aziende, è quello di porre i vari reparti in antagonismo, secondo i vertici, ne viene fuori un vantaggio in termini produttivi.

      Nel nostro caso in genere si pensa all'esistenza di diverse aziende in competizione, io ritengo che una gran parte delle analisi riguardino i reparti e la curiosità sul grado di consapevolezza dei caporeparti, dell'unica esistente.

      I diverbi del consiglio di amministrazione sono risolti intorno ad un tavolo e gli eventuali attriti dei reparti ne rappresentano la decisione scaturita, quindi la soluzione anziché il problema.

    1. A.P. 26 ottobre 2022

      Che il sud fosse una colonia piemontese è stabilito da fatti politico sociali molto chiari. Che l'unità d'italia fosse una operazione politica geostrategica anglo francese è anche provato storicamente, che però il regno borbonico fosse una stato liberale, su questo ho dei seri dubbi. L'unità d'italia era un opportunità, ma purtroppo una opportunità gettata alle ortiche sia dalla classe sfruttatrice del nord sia dalla classe parassitaria del sud e credo che su questo non ci siano dubbi di sorta.

    2. mago 26 ottobre 2022

      ma come mai questa involuzione negli anni ?

    3. Dante Bertello 26 ottobre 2022

      Da dove le evinci queste evidenze, Vincenzo?

    4. mago 26 ottobre 2022

      Se cosi fosse dopo qualche anno si sono presi la rivincita con gli interessi,oggi magistratura polizia carabinieri docenti funzionari pubblici, tralasciando la mafia l`ossatura di questo stato è occupata da gente del Regno,non lo dico per polemica.

    5. Rnamessaggero 26 ottobre 2022

      È certo, i latifondisti si appropriano di terreni laddove sono ricchi.

    6. Rnamessaggero 26 ottobre 2022

      Da anni e anni in rete vengono pubblicate tutte le ragioni e le prove per smettere di cantare "Garibaldi fu ferito ad una gamba".
      Oggi per molti è materia vecchia ma a quanto pare non ci si può concedere il lusso di archiviarla e concordo.

    7. Rnamessaggero 26 ottobre 2022

      Vera anche questa, il sud ora è al servizio dei nuovi occupanti oltre che dei vecchi inglesi.
      L' odio del sud verso l' Italia non passerà mai, come quello degli Ucraini verso la Russia, ed è qui che casca l' asino.

    8. Dante Bertello 26 ottobre 2022

      Al Nord, Garibaldi, più che lodato, viene, da sempre, insultato.

      Volendo fare l'Italia, non si poteva prescindere da Roma e dallo Stato della Chiesa, ma se avessero attaccato il Vaticano, il Regno delle Due Sicilie sarebbe accorso in suo aiuto, questo è certo.

      Hanno dovuto disattivarlo facendo cadere i Borboni, ma sono sicuro che se avessero potuto farne a meno, l'avrebbero fatto.

      Sulle ricchezze del Sud, ti consiglio, oltre al saggio di T. Romano: "La Grande bugia Borbonica", anche il video in fondo, che descrive bene quali fossero le differenze tra i due contendenti.

      In più bisogna dire che le ricchezze in meridione, erano in mano a proprietari terrieri e nobili, che portarono i loro danari al nord per investirli, così da avere maggiori guadagni.

      Quando nel film "Il Gattopardo", viene detta la frase: "deve cambiare tutto, perchè resti tutto come prima", è una verità sacrosanta.

      Vincenzo, ogni tanto, le spara così... per me è DiMaio che quando torna a casa a Pomigliano, e li porta in pizzeria, gli racconta ste baggianate...

    9. Manente 26 ottobre 2022

      Per togliersi ogni "dubbio" sulla natura più o meno "liberale" del Regno borbonico, basta verificare la incredibile disumanità delle carceri inglesi e francesi di quel periodo e paragonarle con le "famigerate carceri borboniche" descritte dall'infame Lord Gladstone, il "Mentana" di quegli anni a capo della propaganda diffamatoria inglese ai danni del Regno di Napoli che ancora oggi è dura a morire: il film "Papillon" tratto dal romanzo di Henri Charrière, basta ed avanza per chiarirsi le idee in proposito. Quanto alla situazione economica del Regno delle due Sicilie, bisogna capire che fu proprio la "necessità" di impadronirsi della sue notevoli ricchezze la motivazione che spinse i Rothschild a "sponsorizzare" la spedizione dei mille, per la semplice ragione che il Regno del Piemonte, a causa dei debiti accumulati con la partecipazione alla guerra di Crimea, era sull'orlo della bancarotta e non era più in grado di restituire i prestiti ricevuti dalla suddetta dinastia di usurai che già da allora traevano enormi profitti dalle guerre che loro stessi contribuivano attivamente a scatenare. A distanza di 162 anni le stesse dinamiche che determinarono la distruzione del Regno del Sud, si ripropongono in modo impressionante per l'Italia intera: i protagonisti nell'ombra sono le stesse banche Rothschild di allora, cambiano i figuranti, al posto del Regno del Piemonte abbiamo la Von der Leyen e la Troika di Bruxelles ed al posto dei Savoia abbiamo i Monti, i Draghi ed il partito dei traditori dell'Italia con Letta-nipote autore dell'infame libretto "Morire per Maastricht" !!! Per chiarire fino in fondo il senso di questo mio scritto, tengo a ribadire che la ricostruzione storica degli eventi di allora non serve a rinfocolare la sterile polemica nord-sud, quanto al contrario mira a rinforzare in tutti gli italiani la consapevolezza di quanto sta accadendo oggi sotto i nostri occhi, nella speranza che questo serva a fare in modo che le sorti della nostra Italia siano diverse e migliori che in passato in quanto mai come ora è fondamentale recuperare il senso di identità nazionale e di Patria comune, i soli valori che ci possono salvare dal disastro verso il quale ci stanno conducendo !!!

    10. Rnamessaggero 26 ottobre 2022

      Quoto ma devo anche scrivere bravo.

    11. Rnamessaggero 26 ottobre 2022

      A qualcuno fa comodo tenere il sud in perenne odio verso l' Italia, gli stessi che l' hanno unita. Latitanti che abitano in centro e lo sanno tutti la dice lunga.

    12. Manente 26 ottobre 2022

      Grazie e speriamo bene !

    13. BrunoWald 26 ottobre 2022

      La propaganda diffamatoria inglese è un'autentica istituzione globale che funziona a meraviglia ormai da secoli. È capace di creare strutture mentali inconsce che, spesso, impediscono alle sue vittime qualsiasi percezione della realtà.
      Nell'anglosfera, in cui tragicamente siamo immersi, la Storia è la lotta dei Buoni (loro...) contro un'interminabile lista di Cattivi, perlopiù tiranni reazionari o dittatori pazzi che vogliono conquistare il mondo: Putin è solo l'ultimo esponente della categoria.
      Ma i veri protagonisti di questa favola a lieto fine restano nell'ombra, come hai detto giustamente: gli avvoltoi che si affrettano a ripulire le carcasse dei vinti, dopo che il Bene ha trionfato.

    14. Fantine 26 ottobre 2022

      Complimenti, Manente.
      Complimenti anche all'autore.

    15. Fantine 26 ottobre 2022

      Il nostro è un Risorgimento senza eroi.

    16. Fantine 26 ottobre 2022

      A @Hospiton
      
      Caro Hospiton, per stanchezza e pigrizia stavo pensando di recuperare un commento che scrissi mesi addietro, ma sarà per un’altra volta.
      Volevo indicarti (se già non li conosci) un paio di scritti interessanti, tra i tanti: uno stralcio di una lettera di Pareto all’amico Papafava (che ti riporto in calce al commento) e il discorso di Lord Henry Lennox dell’8 maggio 1863 alla Camera dei Comuni di Londra.
      Gli inglesi fecero in quel dibattito una sorta di bilancio sui primi due anni di unificazione italiana. In buona sostanza fecero i conti con le perdite economiche legate all’impoverimento immediato del Mezzogiorno che era diventato, di colpo, pessimo mercato per i beni prodotti in Inghilterra.*
      Poi parlarono anche delle libertà represse etc etc.
      Tra il 1861 e il 1870 la questione interessò gli altri Stati europei e sì, si era più liberi di parlarne e più a conoscenza degli accadimenti, i morti e le violenze di dieci anni non li nascondi sotto il tappeto. O meglio allora era un po’ più difficile e si esagerò tanto che se ne rese conto anche il Governo, che richiamò i macellai.
      Mi sono dilungata, Hospiton.
      Ecco lo stralcio della lettera di Pareto, che trovo particolarmente significativa, per diversi spunti di riflessione.

      Losanna, li 9 gennaio 1894
      Caro Papafava,
      non capisco come una persona per bene come lei possa essere favorevole al Crispi, che colla megalomania ha rovinato l’Italia, che nel primo ministero sognò l’aggressione della Spezia dalla Francia, ed ora sogna che questa spinga i siciliani a tumultuare, come se non bastasse la fame. Ε mi rincresce che dell’affare della Sicilia dica solo che è gravoso. Sa lei che quella povera gente stava meglio sotto il Borbone di ora ? Sa lei che muoionodi fame per fare le spese della megalomania dei loro padroni ? Crede lei che noi che abbiamo da mangiare non abbiamo nessun dovere verso chi soffre la fame ? Io dico che i fatti siciliani sonovergognosi per la borghesia italiana, dico che gridanovendetta, dico che è dovere di chi non vuole essere complice di quei misfatti di svelare l’infamia dei governanti italiani. Ella ammira il Villari, io no. Io non ammiro chi liscia i potenti, io non ammiro chi segue coloro che rovinanoil nostro paese. Io divengo ogni giornopiú repubblicano, e principio a credere che non abbianoragione gli economisti nel dire che poco preme la forma di governo. Certo che non è tanto, ma il dirla nulla è troppo poco.
      Ha ragione di dire che la borghesia italiana si stringe intornoall’uomo del pugnodi ferro. Ε una borghesia vile e disonesta, che ha rubato e ruba a manosalva colla protezione doganale, colle banche, colla carta moneta, e che cerca un protettore ai suoi furti. Ma sbaglia i conti, perché oramai il popolo è esausto e non c’è piú da cavare nulla per la società Veneta, per la Tiberina…
    17. Hospiton 26 ottobre 2022

      Molto interessante Fantine, ti ringrazio, non conoscevo la lettera di Pareto. Anni fa leggevo il sito di un appassionato meridionalista, Nicola Zitara, non so se in rete siano ancora reperibili i documenti che aveva messo a disposizione, e ricordo anche un altro grande studioso che trattò con coraggio la faccenda della repressione nel sud, Carlo Alianello. Nonostante abbia consultato parecchio materiale sulla spinosa questione meridionale non ero a conoscenza di questa missiva, grazie per la segnalazione.

    18. Hospiton 26 ottobre 2022

      Il sito curato da Zitara (morto nel 2010) si chiama "Fora", ho dato un'occhiata e credo sia ancora consultabile on line. Una miniera di informazioni, se sei interessata alla questione meridionale non posso che consigliartelo, magari non ne condividerai l'impostazione (Zitara era marxista) ma contiene materiale veramente notevole.

    19. Fantine 27 ottobre 2022

      Pareto ne ha scritte davvero tante di lettere.
      Tra raccolte di corrispondenza ed epistolario, ce n'è da leggere.
      Zitara lo conosco e mi piace.
      Tuttavia, non credo che si toglieranno le favole dai libri di scuola.
      Del resto anche Giolitti lo disse che non si dovevano togliere gli eroi e le belle storie agli italiani ;)

      Ps: Caro Hospiton, certamente non sono marxista, ma credimi, i bulli autoreferenziali che insultano nuocciono alla causa.
      Il livello poco edificante che si può raggiungere, di cui ci sono in-fulgidi esempi, mi lascia particolarmente amareggiata e anche un po' disgustata, ma pazienza.
      Ideali (valori) come la fratellanza e la sacralità della libertà di parola ed il rispetto dell'altro non gli appartengono e questo la dice lunga su tante cose.
      Potrei parlare dei campi di concentramento (tedeschi) per ragioni personali (e non perché la mia famiglia sia ebrea), su cui non voglio indugiare, eppure sto a sentire tutte le storielle negazioniste e gli insulti agli ebrei.
      A me hanno davvero insegnato il rispetto delle idee altrui e soprattutto dell'essere umano.
      Posso non condividere delle idee e non necessariamente avversarle. O posso anche avversarle, se lo ritengo, ma le idee, non l'uomo che le esprime.
      C'è chi parla di risveglio, di coscienza, di bla bla, ma ha un livore e una animosità quasi patologica (senza quasi).
      Poi certe miserie si autoqualificano da sole e si lasciano apprezzare per ciò che sono.
      Sono fatta di carne e sangue anche io, Hospiton, come tutti, ma ci vuole dignità.
      E poi, come ho già scritto, la cattiva educazione e gli odiatori da tastiera, che credono che il mezzo dia licenza di insultare e dileggiare non mi piacciono.
      Sul marxismo, Hospiton, possiamo parlarne, con te certamente e con piacere.
      Del "dia-mat" o in generale del materialismo, dei marxisti eterodossi occidentali. Il marxismo è tante cose. Forse alcune ne sono anche un tradimento o un inevitabile approdo.
      È proprio il materialismo (dialettico) il limite, a mio modo di vedere.
      Non solo quello, naturalmente.
      Ad esempio, il succitato Gobetti. Ci si dovrebbe chiedere perché considerava la rivoluzione bolscevica "liberale".
      La verità è, però, che i miei interessi oggi sono rivolti ad altro.
      Ma è sempre un piacere confrontarsi.
      Quando si "dialoga" davvero.

    20. mago 27 ottobre 2022

      Cambiamo solo le date e la lettera e` sempre attuale e la mandiamo a Mr. Conte Draghi e qualsiasi Primo ministro degli ultimi anni.

    21. Fantine 27 ottobre 2022

      Bella idea, Mago!
      Si può fare ;)

    22. Hospiton 27 ottobre 2022

      C'è in giro tanta rabbia, e a mio parere stanno diffondendo scientificamente un malessere, una negatività che stan causando più danni di qualsiasi virus o guerra. In un clima così purtroppo gli sfoghi diventano frequenti anche in siti come questo (che rimane uno dei più urbani e civili), e il confronto rischia di degenerare, soprattutto quando si toccano determinati argomenti (la questione ebraica, il Fascismo, destra e sinistra, il voto! Mai mi era capitato di venir insultato da qualcuno per non aver votato). Posso accettare un tono polemico, anzi a volte lo apprezzo (se le argomentazioni sono valide) ma senza scadere nell'insulto, altrimenti il sito si trasforma in una bettola. Ma pazienza, anche le elezioni passano, rimangono i criminali che vogliono renderci la vita più dura di quel che già è, concentriamoci su loro... tornando alla discussione di prima ho letto un cenno a Giolitti, in questi giorni sto leggendo una biografia scritta da Aldo Mola e incentrata sulla sua attività politica, te la consiglio, un saggio di alto profilo, bella analisi del periodo 1880-1920 e dintorni. Ancora grazie per la segnalazione di Pareto, proverò a procurarmi qualche suo epistolario, a presto Fantine!

    23. Fantine 27 ottobre 2022

      Sottoscrivo, Hospiton.
      La negatività fa male.
      Mia nonna lo chiamava "il sangue amaro" ("il sangue amaro fa male a chi ce l'ha").
      Su Giolitti, ti ringrazio del suggerimento.
      Mi indichi il titolo del libro che stai leggendo?
      Sulla segnalazione, sapevo che avresti gradito.
      La condivisione è una porta aperta, caro Hospiton.
      Ti auguro una buona giornata e a presto!

    24. Hospiton 27 ottobre 2022

      Certamente, "Giolitti - Il senso dello Stato", pubblicato da Rusconi. Buona giornata a te, a presto!

    25. Manente 27 ottobre 2022

      Esatto, una macchina di propaganda infernale che serve a legittimare tutti i crimini dell'impero della menzogna !

    26. Manente 27 ottobre 2022

      Grazie Fantine, il solo modo per uscire dalla Matrix è quello di lottare con tutte le nostre forze per far emergere la verità.

    27. Fantine 27 ottobre 2022

      Grazie!

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