Il prezzo sociale della corsa agli armamenti in Italia

Come il riarmo sottrae risorse a welfare e sanità, aumenta le disuguaglianze sociali e indebolisce la trasparenza democratica nelle scelte politiche ed economiche.

Il prezzo sociale della corsa agli armamenti in Italia

Di Orazio Di Mauro, lacittafutura.it

Come il riarmo sottrae risorse a welfare e sanità, aumenta le disuguaglianze sociali e indebolisce la trasparenza democratica nelle scelte politiche ed economiche

La classe dirigente europea ha dato un risposta scomposta e insensata alle azioni politiche e diplomatiche dell'amministrazione Trump per una tregua in Ucraina e al possibile ritiro delle forze statunitensi dall'Europa. Per la prima volta l'UE, compresi i cosiddetti paesi frugali che si sono sempre opposti a spese sociali e di welfare, ha deciso all'unanimità di fare una spesa a debito di 800 miliardi per le armi. La Germania, sempre pronta a limitare la spesa a debito, in questo caso ha annunciato un piano di 1000 miliardi di euro per il rinnovamento delle forze armate, mentre la Francia e la Polonia hanno investito massicciamente in artiglieria, carri armati, e sistemi missilistici. L'Italia non ha annunciato un piano di riarmo ma si è impegnata ad aumentare la spesa militare fino al 2% del PIL, in linea con gli obiettivi NATO. Questo aumento previsto di spesa militare non chiude la porta, ma la spalanca, a un possibile riarmo italiano. Nessun Paese ha fatto passi per la costruzione di un esercito europeo, ipotizzando un suo riarmo massiccio che, ovviamente, al di là degli slogan sull'autonomia strategica dagli Stati Uniti, è solo un libro dei sogni in quanto mancano le basi politiche, industriali, sociali e culturali per un simile esercito. Quindi cercare di costruirlo artificiosamente, per reagire alle sfide globali, crea più instabilità e divisione che sicurezza, nel vecchio continente.

L'Italia è, tra i paesi europei, quello con il debito pubblico più alto, con una crescita economica bassa e un welfare debole. Riarmarsi comprometterebbe la sua economia, la cui produzione industriale decresce da due anni. Se l'idea di una società più militarizzata prevalesse su investimenti sul sociale e sulla previdenza e l'assistenza sanitaria, si aprirebbe una spaccatura tra classi sociali meno abbienti subalterne alle élite politico, industriali e militari. Le classi sociali, ridotte a una esistenza difficile, toglierebbero il consenso alla politica del governo con imprevedibili, ma disastrosi eventi. Se l'Italia iniziasse un riarmo dovrebbe iniziare una riconversione industriale, dando priorità ai settori strategici militari; tagliare o rallentare la spesa sociale, per finanziare la produzione di sistemi d'arma; questo comporterebbe la crescita dell'inflazione, dovuta all'aumento della domanda pubblica di beni e materiali tecnici che diminuirebbero rispetto a prima del riarmo. Si avrebbe una ristrutturazione del lavoro, con l'occupazione trainata dalla spesa per armamenti, ma potenzialmente a discapito di altri settori, dei servizi, della cultura e del commercio. Le ipotesi di riconversione delle fabbriche civili (come l'automotive, elettrodomestici, meccanica leggera) alla produzione bellica sono decisamente ottimistiche; infatti trasformare impianti che producono automobili, pompe idrauliche o tecnologie ambientali in stabilimenti per produrre carri armati, missili e droni non è un processo neutro. Non solo non risolve il problema della disoccupazione strutturale, ma rischia di abbandonare l'innovazione sostenibile e la coesione sociale in nome di una produttività bellica che dipenderebbe da crisi internazionali e cicli geopolitici ipotetici. Questa militarizzazione dell'economia sposterebbe il punto centrale delle decisioni politiche fuori dal controllo democratico. Le priorità del paese non saranno più scandite dal fabbisogno sociale o ecologico, ma da obiettivi strategici poco comprensibili alla massa della popolazione, definiti da accordi politici-militari e, specialmente, dalle pressioni dell'industria militare che, come sempre avviene, prende il comando dei centri decisori per volgerli a suo interesse. Le generazioni giovani sempre più precarizzate vedrebbero ridotte le proprie opportunità in nome della sicurezza nazionale.

Per meglio comprendere i danni economici e sociali di un "riarmo" italiano prenderò in esame un arma modernissima di costruzione italiana considerata il fiore all'occhiello dell'industria domestica, il cacciacarri Centauro II MGS 120/105, nuovo veicolo blindato ruotato da combattimento dell'esercito italiano. Prodotto in Italia dal consorzio Iveco-Oto Melara, composto dalla IVECO nello stabilimento Bolzano e negli stabilimenti a Brescia e Suzzara e dalla Leonardo - OTO Melara con stabilimenti a La Spezia e Brescia. Il Centauro II è stato progettato per l'Esercito Italiano che ne ha commissionati circa 150 unità, di cui 10 già consegnate al 2023. Un contratto successivo ne ha previsti 96 unità a cui si sono aggiunti altri 50 veicoli, a fronte di una produzione attuale di circa 12-18 veicoli all'anno. Questa produzione limitata procede con gradualità; il Centauro II ha una certa priorità ma non è prodotto in grandi volumi come la Panda. Le problematiche della spesa pubblica e il bilancio della Difesa ne hanno frenato la produzione, ma in un paese lanciato a un riarmo a tutti i costi che prevedesse un aumento sostanziale della produzione i costi lieviterebbero senza limiti.

Ad oggi il costo industriale base è di 5.500.000 € a cui si deve aggiungere il costo dei Sistemi elettronici avanzati, che ammontano a non meno di 500.000 €, il cannone da 120mm e la torretta, per una spesa non meno di 1.000.000 €, e infine il costo della logistica, dei test e delle certificazioni, ovvero circa 400.000 €, per un costo totale di 7,5 milioni di euro. In una prospettiva di aumento e riconversione delle fabbriche da civili a militari e con l'aumento del 50% della produttività annuale passeremo a un sovraccarico industriale (turni extra, supply chain, logistica) di 1.000.000 € per unità a cui bisognerà aggiungere i costi di riconversione di impianti e l'ammortamento delle spese fisse, ripartiti per unità di 400.000 €. Per un totale di circa 8.000.000 €.

Per cui il piano di riarmo non sarà per nulla una scelta indolore. Bisogna ricordare che il ritorno, in vari modi, di un'economia di guerra rappresenta non solo una trasformazione strutturale della produzione industriale ma anche un gigantesco ridimensionamento delle priorità politiche, sociali ed economiche che, lungi dall'essere neutro, si tradurrebbe in una enorme sottrazione di risorse, materiali e beni destinati alla vita civile e al vivere quotidiano dei cittadini. La riconversione industriale impoverirebbe la produzione civile. La produzione militare ha proprie esigenze peculiari che prevedono forti richieste di acciaio speciale, microelettronica avanzata, veicoli, carburanti, sistemi di comunicazione e sensori sofisticati. Tutti prodotti che utilizzano gli stessi materiali di molti comparti produttivi civili: auto, elettrodomestici, macchine agricole, tecnologie mediche, edilizia, trasporti pubblici. La decurtazione dalla filiera civile di queste merci causerebbe ritardi nelle consegne, scarsità e aumento dei prezzi.

La riconversione anche parziale di stabilimenti come quelli di Iveco (veicoli commerciali) o Leonardo (elettronica civile e difesa) per produrre blindati, radar e missili, porterebbe alla riduzione e/o alla sospensione della produzione di mezzi pubblici, veicoli industriali, treni e autobus e perfino di macchine per uso privato. Ciò impatterebbe sull'intera catena della logistica dei trasporti e consegne e sull'agricoltura, compromettendo il tenore di vita quotidiana delle famiglie italiane.

Un considerevole aumento del bilancio militare drenerebbe fondi da sanità, scuola, infrastrutture e servizi sociali.

L'aumento della domanda di acciaio, rame, semiconduttori e carburante per sostenere il comparto difesa farebbe salire i costi dei beni civili, con rischi di forme di razionamento di fatto: i prodotti rimarrebbero disponibili, ma non per tutti, a causa dei prezzi crescenti.

L'economia di guerra se crea lavoro non garantisce occupazione stabile né salari crescenti. I contratti militari sono periodici e subordinati alla volontà politica. La manodopera richiesta se è altamente specializzata, non è però agevolmente flessibile per il suo utilizzo nel settore civile.

In ultimo ma non meno importante è quanta democrazia rimarrebbe da questo passaggio a un'economia strutturalmente militarizzata. Ben poco dell'equilibrio democratico sopravviverebbe, le decisioni industriali ed economiche diverrebbero subalterne a logiche strategiche e militari, spesso opache e non trasparenti e, soprattutto, non sindacabili. Questo indebolirebbe la sovranità popolare sulle priorità della spesa pubblica e accentuerebbe il potere delle grandi industrie legate alla difesa, a scapito della società civile.

Di Orazio Di Mauro, lacittafutura.it

11/04/2025

Fonti

Francesco Vignarca, Disarmo o barbarie?, DeriveApprodi, 2023.
Luigi Bonanate, La guerra come problema politico, Il Mulino, 2019.
SIPRI Yearbook (annuale), Stockholm International Peace Research Institute.
Michele Nones, Industria della Difesa europea: opportunità e ostacoli, IAI Papers, Istituto Affari Internazionali, 2021.
Jean-Pierre Maulny, European Defence Industry: Between Nationalism and Integration, IRIS, 2022.
Sulla produzione del Centauro II MGS 120/105
Gabriele Faggioni, Centauro II: il nuovo veicolo da combattimento dell'Esercito Italiano, Rivista Italiana Difesa (RID), n. 5/2023.
Ministero della Difesa, Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa 2023-2025, Roma, 2023.
Leonardo S.p.A., Annual Reports, 2021-2023.
Bilanci, ordini e attività della divisione terrestre.
Iveco Defence Vehicles, Product Brochure: Centauro II, 2023.

Sitografia

Ministero della Difesa - Italia Portale ufficiale con documenti, programmi, piani di spesa e comunicati su armamenti.
Leonardo - Sezione Difesa Terrestre Schede tecniche, notizie e aggiornamenti ufficiali sul Centauro II.
Iveco Defence Vehicles Dettagli industriali, supply chain e impiego operativo.
Rivista Italiana Difesa (RID) Rivista specialistica con analisi mensili su programmi italiani ed europei.
European Defence Agency - EDA Dati e report sulla cooperazione industriale e i progetti militari europei.
SIPRI - Stockholm International Peace Research Institute Database globale sulla spesa militare, export di armi e industrie difensive.

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Fonte: https://www.lacittafutura.it/economia-e-lavoro/il-prezzo-sociale-della-corsa-agli-armamenti-in-italia

Commenti (26)

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    1. piero deola 19 aprile 2025

      La vettura dei condannati a morte.Facce serie e disperate mentre in cuor loro gioiscono per l'affare.

    1. Balabiott 18 aprile 2025

      Non so perchè ma quando vedo un carro armato fatto in Italia mi tornano in mente i Serenissimi, sedicenti golpisti, che col loro Centauro di cartapesta in piazza San Marco volevano proclamare la secessione del Veneto...

    1. Shax 18 aprile 2025

      Il riarmo non è altro che l'ennesima immensa bolla finanziaria per dare un ulteriore calcio al barattolo e tirare a campare ancora un po'.
      Non a caso lo strumento prescelto per il riarmo sono gli eurobond di guerra.
      Riempi i soliti noti di soldi, compri armi americane e franco tedesche, droghi il mercato e speri che passi la tempesta. O almeno questo è quello che hanno in mente i burocrati e le élite Ue, diposte a fracassare quel che rimane della società per ingrassare i lobbisti della guerra e salvare le loro comode poltroncine.

    2. ric 18 aprile 2025

      ma gli scopi del riarmo vanno ben oltre alla bufala della difesa a tutti i costi...
      e' un progetto yankee che ordina all europa di armarsi per rubare nel futuro tutte le risorse della RUSSIA....

      sono progetti che hanno richiesto decenni di preparazione.....
      Spero soltanto che la RUSSIA ed il suo meraviglioso popolo che ha mai rotto le palle a nessuno , QUANDO VERRANNO ATTACCATI non abbiano pieta' dI QUELLA MERDA DEL mondo occidentale

      MAMA.....

    1. ton1957 18 aprile 2025

      invasi, invasori ed invasati. Sfugge all'autore del poema in calce che si è firmato, alcuni decenni fa, una resa INCONDIZIONATA a seguito di mala partita a guerra mondiale, resa incondizionata che chi festeggia il xxv Aprile non ha ancora pienezza di ciò che significa (abbiamo perso potere e diritti).Allo stato dell'arte o si fa una rivoluzione armata per ritirare la firma oppure si continua ad obbedire (con l'entrata nella UE di resa incondizionata ne abbiamo firmata un'altra tanto per non perdere il vizio di sottomissione, ora di padroni da servire ne abbiamo due).
      In merito alla spesa per il riarmo non mi addentro nei discorsi degli invasati pro e contro, io resto a valutare l'impatto economico. Credo sia cosa buona tornare alle teorie economiche di Keynes (il riarmo potrebbe essere un ritorno ad economie del passato, con lo stato a controllare la concorrenza e se ci fosse anche il coraggio la ricostruire L' IRI chissà forse si potrebbe seppellire Smith e le sue teorie sul prodotto di merda, i salari da affamati e l'esercito di schiavi di riserva.
      Ma dubito assai che invasi, invasori e rinvasati abbiano ancora qualche neurone (a destra o a sinistra poco importa) per ragionare di economia, valutare la strada voluta da Thatcher e Nixon (che la Cina ringrazia) e cogliere i cambiamenti in atto.

    2. Moderatore 18 aprile 2025

      Il suo commento era finito in attesa per via del filtro automatico per l'impiego della parola merd*.
      Ci scusiamo del disguido.

    3. maghi 19 aprile 2025

      non escluderei che la pantomina dell'OMS russa sia stata montata per portarci tutti nella logica dell'agenda 2030. Togliendo i risparmi alle locuste europee colla scusa del riarmo (ci ricordiamo la scusa del covid?), si avvererebbe il diktat imposto da Davos senza possibilità di negoziare del "sarete poveri". Se l'hanno rivelato così tanto tempo prima, significa che sono strasicuri di raggiungere l'obiettivo. A questo punto non mi meraviglierei avessero riempito l'organismo degli europei di grafene per impedire alle locuste di ribellarsi ai governi, che imporranno loro la povertà. In pratica il covid sarebbe stato l'assicurazione della riuscita del progetto dell'agenda 2030. Fosse così, faccio tanto di cappello, perchè alla genialità, anche se malvagia, va dato riconoscimento. D'altra parte colle buone la risposta delle locuste era, è e sarà scontata: una bella pernacchia. Anche per il tempo del riarm e della moneta digitale è stato scelto il momento giusto. Dopo l'estate le locuste sono più tranquille e quindi più consenzienti.

    1. Dario Lampa 18 aprile 2025

      Non è solo il prezzo degli armamenti ad avere un costo sociale. A questo dobbiamo aggiungere quello dell' energia quadruplicato da quando i nostri governi (traditori degli interessi nostrani e ancor più traditore quello in carica che si autodefinisce patriota) hanno rinunciato al gas russo per comprare a prezzo quadruplicato quello USA. Ma si può essere così vilmente asserviti ai governi Usa?
      Secondo il mio punto di vista è oramai lampante che i nostri governi e, ripeto, in particolar modo quello in carica, hanno e stanno portando oramai l'esercizio del potere oltre il diritto costituzionale (poiché asserviti ai "potentati esteri") e contro l'interesse e la volontà della maggior parte del popolo cioè degli onesti cittadini e lavoratori che sempre di più si impoveriscono.
      La Costituzione recita che il popolo è sovrano ma di fatto la casta politica e dirigente la sovranità non l'hanno mai fatta esercitare al popolo per il loro bieco asservimento allo straniero.
      E quando l'esercizio del potere va oltre il diritto è sempre e comunque giusto ribellarsi con ogni mezzo come scrisse John Locke che sicuramente non era di sinistra ma un filosofo scrittore inglese considerato il padre del liberalismo.

    2. maghi 18 aprile 2025

      ma ne vedi in giro di Che Guevara pronti a imbracciare le armi per scuoterci di dosso il dominio straniero? Io vedo solo giovani debosciati senza spina dorsale, il cui unico desiderio è divertirsi. Guarda, lascia perdere. L'ultimo sussulto fu il '68 e dopo c'è rimasto solo il nulla e l'annientamento.

    3. ws 18 aprile 2025

      E pure il mitico '68 è stata una fregatura venuta dagli U$A....

    4. ailavioni 18 aprile 2025

      Certo! Quasi tutti i sessantottini hanno poi preso il posto di quelli che criticavano, e hanno fatto di peggio

    5. simonlester 18 aprile 2025

      Le armi e la preparazione ce l' hanno loro e pagate con le nostre tasse. Ho fatto il militare e ho giusto la capacità di puntare e tirare il grilletto ( e colpire chissà cosa), non parliamo di trovarsi in reali situazioni di guerra. I giovani di oggi non hanno fatto nemmeno quello. Metti in conto che un eventuale rivolta di 4 scappati di casa darebbe loro la scusa di ulteriori inasprimento di misure liberticide. Torino, durante il periodo br , ti fermava una pattuglia ogni 10 metri.

    6. Balabiott 18 aprile 2025

      Fu l' inizio della fine.

    7. maghi 19 aprile 2025

      tu non c'eri. Puoi solo parlarne perchè informato dagli organi di stampa, che hanno riportato notizie false divulgate su ordine dei padroni USA, ma all'inizio il movimento aveva intenzioni genuine, poi col tempo perse. Fu infiltrato, come è d'uso fare in ogni movimento pericoloso per il potere, da elementi che facevano il doppio gioco e quando diventò le BR, era ormai un progetto addomesticato e fallito. Io me ne accorsi già dopo pochi anni, che non sarebbe andato da nessuna parte e ne uscii, perchè non mi andava essere usato per azioni disperate come quelle che fecero le BR.

    8. maghi 19 aprile 2025

      Hai ragione. I più lasciarono il movimento e furono accolti a braccia aperte dal potere, che ha assicurato loro cariche politiche, sindacali e posti fissi di lavoro nelle strutture pubbliche, ma non hai conosciuto la sorte di quelli che non abbandonarono gli ideali iniziali: galera e tribunali furono il loro destino, perchè non capirono di essere finiti in un tunnel che non portava da nessuna parte. Come ho detto prima a WS, piuttosto che parlare di cose senza averle vissute da di dentro, sarebbe più intelligente meglio tacere.

    9. maghi 19 aprile 2025

      infatti le intenzioni del potere sono solo quelle di trasformare il popolo in pecore inbelli, perchè pecora ti fai, lupo ti mangia. Come mai le bombe che uccisero Falcone e Borsellino, seguite dagli attentati dinamitardi, che tutto sommato non sono poi stati come i bombardamenti di Dresda e Tokio, hanno piegato subito le capacità dello stato di reagire, mentre le BR sono state sconfitte? Fatti le debite domande e avrai la risposta.

    10. maghi 19 aprile 2025

      no, l'inizio della fine fu la resa di Cassibile.
      Se il Duce non si fosse fatto coinvolgere nella WWII dalle iniziali vittorie naziste della guerra lampo, avremmo avuto il destino di Spagna e Portogallo, lui sarebbe morto nel suo letto come Francisco Franco e Salazar e il nostro destino sarebbe stato di perdere lentamente l'impero, come successe a Spagna e Portogallo, ma come è successo anche alle potenze vincitrici di Francia e Inghilterra, che hanno sì mantenuto qualche piccolo territorio d'oltremare, ma che hanno pagato il prezzo del loro disfacimento, come tra l'altro anche noi, sulla scia di quello che successe all'impero romano, dopo che dovette affidarsi ai barbari e agli schiavi per rimanere a galla per un altro pò di tempo. Noi europei non abbiamo imparato nulla dalla nostra storia, mentre altri imperi come quello russo e cinese lo hanno fatto e probabilmente domineranno il mondo in un futuro prossimo e sarà già tanto se l'impero USA potrà mantenere i suoi domini sul continente americano, seguendo la dottrina Monroe, ma penso di no, perchè destinato come noi a seguire la strada tracciata dalla caduta dell'impero romano. La rovina di Roma cominciò qui vicino a me, precisamente a 31 km da casa mia, in località Pontepetri, dove le legioni romane annientarono Catilina per aver cercato di difendere la plebe romana dalle politiche sediziose sostenute da Cicerone e dagli altri aristocratici del senato romano, come al solito messe in atto per mantenere il potere e la ricchezza sullo stato. E la storia continua a insegnarci verità preziose, ma pare che pochi ne tengano conto.
      In fondo è ciò che ha fatto lo stato italiano soffocando il '68 e le BR, accettando la sovranità delle strutture criminali mafiose dopo Falcone e Borsellino sul diritto e la giustizia, che invece dovevano essere garantite dalla Costituzione, che come abbiamo visto col covid, non è parola di Dio, ma come quella può essere tirata in lungo e in largo a seconda delle necessità del potere.

    11. simonlester 19 aprile 2025

      Le bombe di Falcone e Borsellino sono state fabbricate con esplosivo in dotazione alla Nato. La strategia della tensione è stata creata dallo ***** con l'aiuto della mafia e della Nato. Non c'era nessuno da piegare tranne il popolo.

    12. ws 19 aprile 2025

      Io c'ero.
      E la cosa che più mi "puzzò" allora fu quell' ossessiva accusa allo " stato imperialista delle multinazionali" quando in effetti questo" SIM" NON c' era ANCORA ma c'era ANCORA uno stato NAZIONALE seppur vincolato ad un ordine geopolitico scaturito da una guerra PERSA.

      Attaccare quello Stato con questi presupposti politici era quindi DUE volte " funzionale" alle "SIM", non solo perché lo indeboliva ma anche perché squalificava con il suo OGGETTIVO terrorismo lo stesso punto di vista che si voleva denunciare.
      E così quando il SIM è venuto DAVVERO nessuno lo ha politicamente denunciato per non essere denunciato come un supporter di un terrorismo ottuso e sconfitto.

      E ammazzare MORO ( il primo nemico de l' imperialismo U$raeliano ) è stato il TERZO "favore" , quello più smaccato, dimostrando così che i " gestori" geopolitici delle BR erano gli stessi dei loro "gemelli" tedeschi ( sempre usati per scopi simili).

      E sorvolo poi sul fatto che nucleo "ideologico" di questa "dottrina politica" fosse l' università di chi poi "divorziò" la BdI dal governo ponendo così le basi della nostra attuale €uroschiavitù.

      E in (geo) politica contano solo i FATTI e non le "intenzioni"; la morale è quindi una sola : o "complici" o "stupide" le BR hanno OGGETTIVAMENTE operato per la rovina di questo paese.

    13. piero deola 19 aprile 2025

      Recte- venuta dall'ebraismo.

    14. maghi 19 aprile 2025

      non capisco come mai sia così facile infiltrare i movimenti pericolosi per poi usarli per i propri scopi e, quando non servono più, arrestarli e condannarli con facilità estrema, tanto sanno benissimo chi sono e hanno tutte le prove per farlo.

    15. ws 19 aprile 2025

      Allora....
      E immaginiamoci , con la tecnologia di ogg, in che mondo di sorveglianza e manipolazione siamo immersi adesso...😡

    16. maghi 19 aprile 2025

      sono sicuro che coll'AI ci sorveglieranno anche quando dormiamo. Ancora non penso ci siano già arrivati, ma ci manca poco. Allora non ci saranno bisogno di infiltrati di cui preoccuparsi, almeno.
      Siamo già in matrix, ci manca solo che impiantino un chip nel cervello e non è detto che non lo abbiano già fatto solo ai vaccinati, ma anche a tutti. Il fatto che mi successe ad Agosto 2023 dimostrerebbe di no, almeno a me, ma a quel signore vaccinato a 300 m da me non andò per niente bene. Ci lasciò la buccia.

    17. BrunoWald 20 aprile 2025

      "no, l’inizio della fine fu la resa di Cassibile."

      Senza dubbio.

      Ma la sorte dell'Italia era già segnata prima ancora che scoppiasse la guerra, le vittorie-lampo dei tedeschi c'entrarono poco, a differenza delle provocazioni inglesi dei mesi precedenti il 10 giugno, che spinsero un riluttante Mussolini in una direzione che mai avrebbe voluto intraprendere.

      Né avrebbe potuto, contro la volontà del Savoia e dei vertici militari da lui controllati.

      Il duce non sarebbe mai morto nel suo letto: si era sottratto alla tutela dei massoni, e quelli non glielo avrebbero mai perdonato.

      In quanto all'Italia fascista, che aveva osato innalzare le insegne di Roma in sfida all'impero anglo-giudaico, sarebbe stata in ogni caso trascinata nel disonore e nella vergogna, come il cadavere del suo capo: un popolo di straccioni, di sciuscià e di segnorine che si vendevano per due soldi al conquistatore, era il destino che ci avevano riservato.

      Finché gli italiani non faranno i conti con il passato, un futuro ce lo possiamo scordare.

    18. maghi 20 aprile 2025

      gli italiani non hanno il cervello sufficiente per imparare qualcosa dalla storia. Gliel'hanno tolto coll'istruzione manovrata negli ultimi 50 anni, che ha ridotto le capacità intellettuali al livello dei paesi del 3° mondo, mentre negli anni '60 erano al pari di quelle dei cinesi e giapponesi. Loro si son guardati bene dal farsi trasformare fin da piccoli in dei cretini ludopatici, ma a noi è toccato fare i voleri delle oligarchie plutocratiche massone sioniste e così ci troviamo in mezzo a decerebrati avidi, egoisti e squilibrati. Siamo condannati all'estinzione, ma con noi verrà gran parte dell'umanità. E' solo questione di pochi anni, al massimo qualche decennio.

    19. ric 9 maggio 2025

      in VIA TEMPI PUSANIA...

      quante serate .....

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