È chiaro come alla base di questa campagna ci sia l'autoassolutoria idea che l'establishment sia buono e giusto, e che se gli elettori gli si rivoltano contro, è per loro limitatezza e non certo per carenze della classe dirigente. Fino a ieri si era soliti prendersela col basso livello d'istruzione e l'analfabetismo funzionale degli elettori. Questo finché non ci si è accorti che, a furia di dare del cretino ignorante a qualcuno, non te lo fai amico e non lo convinci a votare a tuo favore. Così, le bordate dell'artiglieria mediatica hanno scelto un nuovo bersaglio: le bufale web.
Davvero Internet sta cambiando il panorama dell'informazione, portandoci da un passato fatto di notizie vere e accurate a un presente di bufale virali in cui non si distingue più il vero dal falso? Lo studioso Mario Pireddu ritiene che quest'asserzione sulla post-verità sia, essa stessa, una post-verità, poiché non trova riscontro in nessun dato oggettivo: la maggior parte degli utenti di Internet utilizza fonti più differenziate rispetto a coloro che si informano con mezzi tradizionali (Tv, radio e giornali), e oggi il fact-checking è più facile, rapido e diffuso di un tempo.
Dibattito intorno all’èra della “post-truth”, del giornalismo e dell'obiettività che negli anni è diventata una delle parole più discreditate nel discorso pubblico.
Ma se le cose stanno così, che si nasconde dietro la crociata sulla post-verità cui stiamo assistendo? Probabilmente, un'assai tradizionale reazione censoria contro la montante critica rivolta all'establishment. Il confine tra notizia falsa e dubbia è labile, come sempre più labile è il confine tra notizia e opinione: con la scusa delle fake news si potranno ben colpire le visioni eterodosse, lasciando per giunta il lavoro sporco a impersonali algoritmi sviluppati nella liberal Silicon Valley.
Sarebbe come pretendere che un software ci dicesse se è più giusto votare per un candidato o per un altro. L'esito non sarebbe quello suggerito dall'oggettività del computer, ma dalla soggettività dello sviluppatore – proprio perché soggettiva e non oggettiva è la domanda posta.
È preoccupante che i media manchino di comprendere, non le sfumature, ma gli autentici solchi che separano il fatto dal punto di vista. Le opinioni, le valutazioni, sono raffrontate con l'opinione prevalente (o per meglio dire, mainstream) e in base alla loro aderenza con essa accreditate di verità o falsità intese in senso assolute. Il metodo non è molto lontano da quello dell'Inquisizione, ma almeno allora ci si fondava su un testo sacro e una tradizione apostolica, non certo su qualche blog di debunking.
In linea di principio, promuovere la verità non è mai sbagliato. Nella pratica, dal momento che la verità è spesso inafferrabile, quest'intento si è sovente tramutato in disastro. I bolscevichi hanno cercato di seguire le verità proposte dal “socialismo scientifico”, coi ben noti risultati. La Pravda, “la verità”, era la loro voce ufficiale.
Non si può realizzare un mondo in cui tutta l'informazione sia sempre verità, senza annichilire il libero discorso e affermare una falsa verità soggettiva e partigiana. Lo stolto che afferma la Terra sia piatta è il prezzo che paghiamo affinché l'onesto possa indicarci che il “Re è nudo” - senza essere accusato perciò di propinare una bufala e censurato da Facebook e Google.
Daniele Scalea
Fonte: www.ilfoglio.it/
Adriano Pilotto 20 dicembre 2016
Per chi vuole vedere in diretta l'ascesa e il declino di una "bufala" consiglio di seguire la vicenda delle presunte interferenze russe sull'altrettanto presunto processo democratico in America.
In particolare le dichiarazioni di Obama, i servizi dei media (NYT, WP, CNN), l'iniziativa di alcuni senatori.
La contro bufala ha la sua ascesa in http://www.dailymail.co.uk/news/article-4034038/Ex-British-ambassador-WikiLeaks-operative-claims-Russia-did-NOT-provide-Clinton-emails-handed-D-C-park-intermediary-disgusted-Democratic-insiders.html.
Un detto catalano constata che i potenti "ci
pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo", ma in questo caso mi sembra più appropriato il vecchio Nietzsche:"In verità, Zarathustra è un vento violento
per tutte le pianure: e tale è il suo consiglio ai suoi nemici e a
tutto quanto sputa e vomita: guardatevi dallo sputare contro vento!".
da PensieriParole