Simplicius
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Bene, Trump ce l'ha fatta. Ha lanciato la tanto attesa operazione di terra in Venezuela, culminata con la cattura di Maduro, qui ripreso sulla USS Iwo Jima:
Il mondo è in fermento con teorie, opinioni e ostentato sciovinismo. L'America è tornata! La grande potenza che ci aveva dato operazioni impeccabili e leggendarie come Desert Storm, Libia e molte altre è tornata sulla scena mondiale.
Notiamo innanzitutto che, in apparenza, l'operazione ha riecheggiato la famosa Operazione Storm-333 dell'URSS, quando le forze speciali sovietiche avevano condotto un raid militare su larga scala per cacciare il presidente afghano Hafizullah Amin dalla sua residenza di Kabul.
Il ragionamento era simile: i sovietici ritenevano che Amin fosse "illegittimo" e sostenuto dall'Occidente, ma avevano utilizzato un approccio molto più "diretto" rispetto alla "precisione impeccabile" del molto più piccolo raid di Trump. Infatti, l'attacco sovietico era stato reale, con veri scontri a fuoco e vittime, mentre quello di Trump ha ancora una volta tutte le caratteristiche della "produzione teatrale" dell'impero americano in fase avanzata [1].
In primo luogo, alcune fonti sostengono, sulla base di informazioni privilegiate, che l'uscita di Maduro fosse stata negoziata in anticipo:
Ma perché Maduro avrebbe dovuto negoziare la propria cattura, per poi essere presumibilmente condannato al carcere o a qualcosa di peggio?
È troppo presto per dirlo: potrebbe trattarsi di una strategia e Maduro potrebbe ottenere l'amnistia dopo un processo farsa. Dopotutto, Trump aveva già graziato l'ex presidente honduregno Juan Orlando Hernandez, accusato di essere un importante boss della droga.
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Fonte[/caption]
Non sto suggerendo che Trump perdonerà Maduro, visto che sembra odiarlo dal profondo del cuore, ma, semplicemente, che non sappiamo ancora quale tipo di potenziale "accordo" possa aver indotto Maduro a consegnarsi. Per quanto ne sappiamo, l'accordo potrebbe essere stato semplicemente "arrenditi, o distruggeremo il tuo complesso e ti uccideremo". Questo tipo di tattica negoziale spesso risulta piuttosto convincente, soprattutto se accompagnata da immagini satellitari o riprese da droni in tempo reale fornite dalla CIA che mostrano dall'alto la posizione del bersaglio.
Maduro potrebbe aver ritenuto che la fine fosse inevitabile e aver deciso di accettare un accordo in base al quale gran parte dei componenti della sua famiglia, della sua cerchia ristretta, ecc. sarebbero stati "sistemati" e avrebbero ricevuto una pensione dorata, mentre lui avrebbe pagato il prezzo senza spargimenti di sangue. La sua parte dell'accordo gli avrebbe richiesto di rinunciare a qualsiasi resistenza per dare a Trump l’impeccabile "operazione perfetta" che tanto desiderava.
Ci sono altre possibilità, quella ad esempio che Maduro sia stato semplicemente tradito da funzionari infedeli della sua cerchia ristretta e da capi militari preventivamente corrotti e "convertiti" dalla CIA, ecc.
C'è persino la possibilità che la Russia e gli Stati Uniti abbiano scambiato l'Ucraina con il Venezuela. Non è così folle come si potrebbe pensare, considerando che, nel 2019, questa possibilità era stata discussa, secondo le trascrizioni del Congresso degli Stati Uniti:
"Dato che gli Stati Uniti erano così preoccupati per la Dottrina Monroe e il proprio cortile di casa, forse potrebbero anche essere preoccupati per gli sviluppi nel cortile di casa della Russia, come in Ucraina, rendendo molto evidente che stavano cercando di stabilire una sorta di: state fuori dall'Ucraina o lasciate l'Ucraina, e, sapete, ripenseremo alla nostra posizione nei confronti del Venezuela". - Fiona Hill al Congresso, 14 ottobre 2019
Considerando il fatto che Trump avrebbe apparentemente abbandonato l'Ucraina, questo accordo segreto sulle "sfere di influenza" non è del tutto irrealistico, piuttosto una sorta di approccio pragmatico di realpolitik.
Oppure, si potrebbe credere alla molto più nobile fantasia che le "invincibili" forze statunitensi abbiano nuovamente sorvolato senza sforzo la capitale di un grande Paese senza che fosse attivato un solo sistema di difesa aerea e senza subire alcuna perdita, proprio come nell'affare iraniano che ora sappiamo con quasi totale certezza essere stato una teatrale messa in scena, concordata in un accordo segreto tra le due parti.
Suona familiare?
Si tratta delle stesse forze statunitensi incapaci di combattere efficacemente gli Houthi, incapaci di sconfiggere l'ISIS nel Levante, né di estrarre i leader dell'ISIS in sandali rintanati in caverne polverose con la stessa efficacia con cui hanno sequestrato il presidente di una grande nazione da un complesso profondamente difeso nel cuore della principale metropoli del paese.
Ricordiamo che si diceva che il Venezuela avesse migliaia di lanciarazzi spallati forniti dalla Russia, eppure nessuno di essi è stato usato contro gli innumerevoli elicotteri statunitensi che hanno sorvolato impunemente la capitale:
Oppure, forse l'esercito statunitense è davvero così bravo... almeno nelle operazioni speciali chirurgiche che si basano sopratutto sull'intelligence, che è di gran lunga il vantaggio maggiore degli Stati Uniti rispetto a tutte le altre nazioni. Gli Stati Uniti hanno perfezionato tali tecniche durante decenni di attività incentrate sulla COIN [Counterinsurgency - operazioni di controguerriglia, N.D.T.]. È in una classica guerra mondiale che gli Stati Uniti si troverebbero in difficoltà, ma le operazioni speciali, in particolare quelle contro Paesi sottomessi dalle privazioni economiche, sono una questione diversa.
Il Venezuela è diventato il sesto Paese in cui gli Stati Uniti hanno condotto un'operazione militare dopo l'ascesa al potere di Trump:
— 1 febbraio 2025, Somalia;
— 22 giugno 2025, Iran;
— 15 marzo 2025, Yemen;
— 19 dicembre 2025, Siria;
— 25 dicembre 2025, Nigeria;
— 3 gennaio 2026, Venezuela.
Il discorso di Trump sull'operazione è stato uno spettacolo tutto da vedere. Mezzo biascicando, non ha espresso alcun rimorso riguardo ai piani degli Stati Uniti di occupare il Venezuela, anche con "truppe sul campo", che sarebbero necessarie per presidiare i giacimenti petroliferi venezuelani ora di proprietà americana. Si tratta di una ripetizione di quanto accaduto in Iraq e Siria, e gli Stati Uniti non se ne vergognano affatto.
— [email protected] (@bilosta19570645) January 4, 2026
Alcuni punti salienti del discorso del presidente della pace:
"Under our new national security strategy American dominance in the Western Hemisphere will NEVER be questioned again."
- President Trump pic.twitter.com/Sop3iKgSwf — Department of State (@StateDept) January 3, 2026
Ora passiamo agli aspetti più sfumati e importanti di questa vicenda in evoluzione.
In primo luogo, affrontiamo un piccolo elefante nella stanza. Ci sono molte teorie secondo cui l'operazione di cambio di regime di Trump in Venezuela avrebbe origini sioniste, come suggerito da articoli come questo, pubblicato sul quotidiano israeliano Hayom, di proprietà di Sheldon Adelson, che descrive l'importanza di un nuovo Venezuela per gli interessi di Israele:
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Fonte[/caption]
Ecco il commentatore politico Julian Epstein sulla rete Fox News che sostiene la tesi secondo cui il Venezuela sarebbe un "focolaio" dell'attività iraniana:
— [email protected] (@bilosta19570645) January 4, 2026
Netanyahu ha persino avuto recentemente il coraggio di affermare che Hamas starebbe cercando di infiltrarsi negli Stati Uniti attraverso il Venezuela; sì, non solo Hezbollah e l'Iran, ma anche Hamas.
L'erede designata Maria Corina Machado, designata come nuova fantoccio del Venezuela dopo il cambio di regime, ha persino dichiarato la sua devozione a Israele, promettendo di ribaltare decenni di posizioni politiche anti-israeliane del Venezuela e di trasferire l'ambasciata venezuelana a Gerusalemme.
Ma questa teoria comincia a sgretolarsi di fronte al fatto evidente che, nel suo discorso di oggi, Trump ha sorpreso tutti gettando alle ortiche la marionetta Machado, dichiarando che non sarà messa al potere perché non gode della fiducia del popolo. Questo, in qualche modo, sminuisce le teorie sull'esistenza di un coinvolgimento israeliano nel rovesciamento del Venezuela, anche se non esclude del tutto il fatto che Israele possa aver avuto una pesante influenza sulla decisione del suo fantoccio Trump: significa semplicemente che in una cospirazione le cose non sono così unificate e lineari come suppongono alcune persone che amano una visione del mondo "pulita e ordinata".
Ciò porta inoltre alla questione dell'attuale nuovo rafforzamento militare di Israele contro l'Iran, che sembra essere collegato alle azioni di Trump in Venezuela. Per non parlare del fatto che Netanyahu era appena tornato da Mar-a-Lago pochi giorni fa.
L'esercito israeliano ha innalzato il livello di allerta a causa delle proteste antigovernative e dei disordini civili in Iran, mentre alti funzionari della difesa e dell'intelligence si sono riuniti sia giovedì che venerdì per discutere vari scenari, tra cui la ripresa della guerra dei dodici giorni con l'Iran. Il governo israeliano guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu ha ordinato ai ministri e ad altri funzionari di non parlare pubblicamente della situazione in Iran: "Dobbiamo mantenere il silenzio, non parlare. Nessun funzionario israeliano dovrebbe interferire in ciò che sta accadendo lì, quello che sta facendo Trump è già abbastanza", ha detto un funzionario a i24NEWS. -Fonte
E, naturalmente, la scorsa settimana è iniziata anche la guerra ibrida per il cambio di regime in Iran, con importanti proteste sostenute dall'Occidente, che sta facendo del suo meglio per destabilizzare il Paese e rovesciare la sua leadership.
Nei precedenti video di Trump c’è il riferimento alla Dottrina Monroe potenziata per una nuova era. Ciò solleva in particolare la questione dell'ipocrisia, poiché ci si chiede perché gli Stati Uniti abbiano il diritto legale di invadere e destituire qualsiasi leader che possa semplicemente "minacciare gli interessi di sicurezza degli Stati Uniti", occupando il suo Paese a tempo indeterminato, mentre alla Russia e alla Cina questo diritto non è concesso.
Persino la regina dell'UE ha dato la sua piena benedizione a questo atto "democratico", proprio come lo scorso anno l'UE aveva benedetto la revoca delle elezioni e il divieto dei partiti politici in vari Paesi, come la Romania e la Moldavia:
Ovviamente, questo sfacciato gesto di Trump serve a piantare l'ultimo chiodo nella bara dell'"ordine basato sulle regole" e smantella gli ultimi residui del sistema di superiorità morale che l'Occidente ha sempre sbandierato al mondo in via di sviluppo.
Detto questo, dobbiamo comunque riconoscere lo scomodo fatto che i metodi degli Stati Uniti funzionano, almeno quando si tratta di proteggere i propri interessi. Che si creda che l'operazione sia stata una manovra psicologica prestabilita o un successo totalmente autentico e impeccabile, essa rappresenta comunque la capacità degli Stati Uniti di eliminare le spine geopolitiche in modo relativamente indolore. Confrontiamo questo risultato con il tentativo della Russia di risolvere la questione ucraina, che è costato centinaia di migliaia di vite russe, trilioni di rubli, ecc.
Anche se l'operazione fosse stata "falsa", si tratta di un tipo di falsificazione che la maggior parte dei Paesi invidierebbe. Immaginate se la Russia avesse potuto inscenare un rapimento "premeditato" di Zelensky il 22 febbraio 2022 e soffocare l'intera guerra sul nascere.
Ma la Russia e la Cina vogliono davvero attirare su di loro lo stesso tipo di infamia e risentimento generazionale che gli Stati Uniti alimentano con le loro illegali e imperialistiche azioni? Inoltre, siamo davvero sicuri che la messinscena di Trump abbia effettivamente risolto qualcosa?
Ad esempio, non è nemmeno chiaro se gli Stati Uniti abbiano effettivamente il controllo del Paese. Dopo l'uscita di scena di Maduro, la sua vice presidente Delcy Rodriguez ha assunto il potere, ha condannato con forza gli Stati Uniti e ha annunciato la sua sfida al tentativo di occupazione degli americani. Durante la sua conferenza stampa, Trump ha affermato che la presidente ad interim Rodriguez è pienamente in linea con il "piano" degli Stati Uniti e sta ora obbedendo agli ordini di Trump nell'attuazione della visione "post-Maduro" del controllo americano sul Venezuela. Alcuni però credono che si tratti di un bluff da parte di Trump, data la forte opposizione della Rodriguez a questo progetto nei suoi discorsi pubblici:
"ULTIME NOTIZIE: Fonti autorevoli in Venezuela riferiscono a BT che la conferenza stampa di Trump è stata un atto di "guerra psicologica" e che "non bisogna credere a una sola parola" riguardo alla collaborazione della leadership per consegnare il Paese al controllo della Casa Bianca.
Allora, chi sta mentendo? O Trump sta mettendo in scena uno spettacolo ancora più teatrale esagerando il successo e il "dominio" dell'operazione statunitense, oppure è Delcy Rodriguez stessa che sta inscenando un atto di sfida davanti alla sua nazione per mantenere il potere, mentre segretamente obbedisce agli ordini dell'amministrazione Trump. Qualunque sia la risposta, probabilmente lo scopriremo presto: Trump ha promesso un'operazione di bombardamento "ancora più intensa" se il Venezuela dovesse resistere all'occupazione statunitense.
Trump ha anche dato risposte vaghe su chi avrebbe governato il Paese durante l'"occupazione" statunitense, che, secondo lui, dovrebbe durare a tempo indeterminato. È sembrato suggerire che Rubio e altri funzionari avrebbero "governato il Venezuela", cosa che ha scatenato meme come questo:
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"A Rubio è stato comunicato che sarà il presidente ad interim del Venezuela."[/caption]
Questo è il tipico stile di Trump, simile a quando non aveva dettagli concreti su chi avrebbe governato Gaza o, ancora più semplicemente, su chi avrebbe vissuto lì dopo che gli Stati Uniti l'avessero ricostruita in una "riviera" in stile Trump per il "popolo del mondo". Questo è ciò che è diventato l'imperialismo interventista degli Stati Uniti: solo luoghi comuni vaghi e senza senso mentre è in gioco il destino di intere nazioni e di milioni di persone.
Quindi, quanto di questa operazione è solo fumo negli occhi? Trump sostiene che le truppe sul campo starebbero ancora controllando l'aeroporto di Caracas, ma i video mostrano le milizie di difesa venezuelane che si mobilitano per un conflitto di lunga durata. È stato raggiunto un accordo o gli Stati Uniti stanno bluffando nella speranza che la vendita e la cattura di Maduro portino tutti gli altri attori al tavolo delle trattative?
Diamine, le foto di Trump che osserva lo svolgimento dell'operazione nella sala "SCIF [Sensitive Compartmented Information Facility] ad elevata sicurezza" mostrano Twitter/X aperto su uno schermo gigante, al quale Trump sembra più interessato che alla cattura di Maduro (nella barra di ricerca è digitato "Venezuela", il che significa che Trump stava monitorando i post su Twitter sul Venezuela in tempo reale - per niente narcisistico!):
Se le affermazioni di Trump sul controllo della situazione in Venezuela sono solo un bluff, allora questa saga potrebbe essere solo all'inizio. Dopo tutto, se l'esercito e le milizie venezuelane si stanno veramente mobilitando come dicono, gli Stati Uniti non dispongono della forza militare e delle truppe necessarie per combattere un conflitto prolungato senza ricorrere ad una mobilitazione massiccia e ad operazioni di staging come quelle della guerra in Iraq.
Per quanto "impeccabile" sia stata l'operazione di estrazione dei VIP durata due ore, che la si ritenga una messinscena o meno, occupare indefinitamente un territorio importante in un Paese enorme è tutta un'altra impresa. Possiamo solo supporre che l'esercito statunitense disponga di ulteriori "leve" cinetiche per piegare il governo venezuelano al proprio volere, ma va semplicemente detto che, al momento, la situazione non è chiara: l'ultima notizia che abbiamo è che il ministro della difesa venezuelano continua a dichiarare con tono di sfida che il suo Paese "non negozierà" né "si arrenderà" e che si stanno mobilitando le forze di difesa.
Quindi, cosa sta succedendo esattamente? L'esercito è stato davvero pacificato? Oppure gli Stati Uniti stanno aspettando il momento giusto e continuano con il bluff di Trump, sperando che la nuova leadership "apra le porte" alla loro occupazione senza spargimento di sangue? E, se così non fosse, gli Stati Uniti avranno la forza e la pazienza militare necessaria per un lungo stallo cinetico al fine di occupare i "giacimenti petroliferi rubati"?
Infine, il miliardario russo Oleg Deripaska ha espresso alcune considerazioni su ciò che la conquista dei giacimenti petroliferi venezuelani da parte degli Stati Uniti comporterebbe per la Russia:
Il miliardario russo Oleg Deripaska avverte che, se gli Stati Uniti dovessero assicurarsi il controllo dei giacimenti petroliferi del Venezuela dopo essersi già insediati in Guyana, potrebbero controllare più della metà delle riserve mondiali. A suo avviso, Washington sarebbe quindi in grado di mantenere i prezzi del petrolio vicini ai 50 dollari al barile, esercitando una forte pressione sul modello economico capitalista di Stato della Russia.
Un paio di video per finire.
Trump gongola per l'impossibilità di essere fermato nel portare avanti operazioni di questo tipo in futuro, mentre deride le perdite "primitive" della SMO russa rispetto alla impeccabile precisione della sua operazione "capolavoro":
— [email protected] (@bilosta19570645) January 4, 2026
Solo pochi giorni prima della sua destituzione, Maduro aveva registrato questo profetico video in cui descriveva lo stato di decadenza della democrazia occidentale:
— [email protected] (@bilosta19570645) January 4, 2026
“La democrazia liberale occidentale è in declino terminale. Non rappresenta più il popolo. Sono democrazie senza popolo, manipolate, al servizio di miliardari e multinazionali, soggette alla manipolazione dei social media. Il cittadino non ha alcun potere quando si tratta di questioni fondamentali”.
Una vera e propria profezia che si autoavvera.
— [email protected] (@bilosta19570645) January 4, 2026
In alcuni dei filmati appena pubblicati Maduro sembra un po' troppo allegro. Non vi sembra ci sia qualcosa di strano?
Simplicius
[1] Gli Stati Uniti sostengono che ieri sera ci sarebbero state "oltre una dozzina" di vittime tra i militari venezuelani, mentre il raid sovietico aveva causato la morte di 2.203 difensori afghani (contando tutte le vittime, compresi i prigionieri di guerra) e, in realtà, aveva richiesto meno tempo per essere completato rispetto al raid di Trump: 40 minuti contro circa due ore (Trump ha dichiarato che i primi elicotteri erano atterrati poco dopo l'una di notte e avevano lasciato la zona di estrazione dopo le tre del mattino).
Fonte: simplicius76.substack.com
Link: https://simplicius76.substack.com/p/trumps-golden-hour-historically-flawless
04.01.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org














XYZ 5 gennaio 2026
Nicolàs Maduro Nasce nel 1962 a Caracas, da madre colombiana e padre venezuelano di origini ebraiche sefardite.
Serve aggiungere altro?
Moderatore 7 gennaio 2026
Il suo commento era finito in attesa per via dell'inserimento di collegamenti nel testo. Tale pratica non è consentita. Voglia evitare in futuro. La ringraziamo della collaborazione.