Il male che Israele fa è il male che Israele ottiene

Il progetto coloniale israeliano perpetua il ciclo di violenza contro gli abitanti originari della Palestina storica. I palestinesi sono stati costretti a rispondere con la stessa lingua parlata da Israele.

Il male che Israele fa è il male che Israele ottiene

Chris Hedges
scheerpost.com

Avevo conosciuto il dottor Abdel Aziz al-Rantisi, cofondatore di Hamas, insieme allo sceicco Ahmed Ismail Yassin. La famiglia di Al-Rantisi era stata espulsa dalla Palestina storica nella Striscia di Gaza dalle milizie sioniste durante la guerra arabo-israeliana del 1948. La sua personalità non corrispondeva all’immagine diabolica di un leader di Hamas. Era un tranquillo pediatra, istruito e con un buon eloquio, che si era laureato con il massimo dei voti all'Università di Alessandria d'Egitto.

All’età di nove anni, era stato testimone dell’esecuzione di 275 uomini e ragazzi palestinesi, compreso suo zio, a Khan Younis, quando, nel 1956, Israele aveva occupato per un breve periodo la Striscia di Gaza, come descritto nel magistrale libro di Joe Sacco “Footnotes in Gaza”. Decine di palestinesi erano stati giustiziati dai soldati israeliani anche nella vicina città di Rafah, dove decine di migliaia di palestinesi sono attualmente costretti a fuggire, ora che anche Khan Younis è stata attaccata

"Ricordo ancora i lamenti e le lacrime di mio padre per suo fratello", aveva detto al-Rantisi a me e a Sacco mentre lo intervistavamo a casa sua. “Non ero riuscito a dormire per molti mesi a venire… Ha lasciato una ferita nel mio cuore che non potrà mai guarire. Ti racconto una storia e mi viene quasi da piangere. Questo tipo di azione non potrà mai essere dimenticato… Hanno seminato l’odio nei nostri cuori”.

Sapeva che non avrebbe mai potuto fidarsi degli israeliani. Sapeva che l’obiettivo dello stato sionista era l’occupazione di tutta la Palestina storica – Israele si era impadronito di Gaza e della Cisgiordania nel 1967 insieme alle alture del Golan in Siria e alla penisola del Sinai in Egitto – e l’eterna sottomissione o sterminio del popolo palestinese. Sapeva che avrebbe vendicato gli omicidi.

Al-Rantisi e Yassin erano stati assassinati nel 2004 da Israele. La vedova di Al-Rantisi, Jamila Abdallah Taha al-Shanti, aveva un dottorato in inglese e insegnava all'Università islamica di Gaza. La coppia aveva sei figli, uno dei quali era stato ucciso insieme al padre. La casa della famiglia era stata bombardata e distrutta durante l’assalto israeliano a Gaza del 2014, noto come Operazione Margine Protettivo. Jamila è stata uccisa da Israele il 19 ottobre di quest'anno.

Il genocidio di Israele a Gaza sta allevando una nuova generazione di palestinesi infuriati, traumatizzati e privati di tutto, che hanno perso familiari, amici, case, comunità e ogni speranza di vivere una vita normale. Anche loro cercheranno la vendetta. I loro piccoli atti di terrorismo contrasteranno il continuo terrore di stato di Israele. Odieranno in quanto sono stati odiati. Questa sete di vendetta è universale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, un'unità clandestina di Ebrei che avevano prestato servizio nella Brigata Ebraica dell'esercito britannico chiamata "Gmul", - in ebraico "ricompensa" – aveva dato la caccia agli ex nazisti e li aveva giustiziati.

"Tutti quanti sappiamo/Ciò che tutti gli scolari imparano", aveva scritto W.H. Auden. “Coloro a cui viene fatto il male/ricambiano facendo il male”.

Chaim Engel, che aveva preso parte alla rivolta nel campo di sterminio nazista di Sobibor in Polonia, aveva ricordato come, armato di coltello, avesse attaccato una guardia nel campo.

“Non è una decisione”, aveva detto Engel. "Reagisci e basta, istintivamente reagisci a quello, e ho pensato: 'Facciamolo e basta.' E sono andato. Sono entrato con un compagno in un ufficio e abbiamo ucciso quel tedesco. Ad ogni pugnalata dicevo: ‘Questa è per mio padre, per mia madre, per tutte queste persone, tutti gli Ebrei che hai ucciso’”.

Ciò che Engel aveva fatto alla guardia nazista non era stato meno selvaggio di quello che i combattenti di Hamas avevano fatto agli israeliani il 7 ottobre, dopo essere fuggiti dalla loro stessa prigione. Preso fuori contesto, è inspiegabile. Ma, se messo sullo sfondo del campo di sterminio, o dei 17 anni di prigionia nel campo di concentramento di Gaza, ha senso. Questo non è per giustificarlo. Comprendere non equivale a condonare. Ma bisogna comprendere a fondo, se si vuole fermare questo ciclo di violenza. Nessuno è immune dalla sete di vendetta. Israele e gli Stati Uniti stanno scioccamente orchestrando l’ennesimo capitolo di questo incubo.

J. Glenn Gray, un ufficiale combattente della Seconda Guerra Mondiale, aveva scritto sulla peculiare natura della vendetta in “The Warriors: Reflections on Men in Battle”:

Quando un soldato perde un compagno per mano del nemico o la sua famiglia è stata distrutta dai bombardamenti o da atrocità politiche, come accadeva spesso durante Seconda Guerra Mondiale, la sua rabbia e il suo risentimento si trasformano in odio. Allora la guerra per lui assume il carattere di una vendetta. Fino a quando non avrà distrutto il maggior numero possibile di nemici, la sua sete di vendetta difficilmente potrà essere placata. Ho conosciuto soldati ansiosi di sterminare fino all'ultimo nemico, tanto era feroce il loro odio. Quei soldati provavano grande piacere nell'ascoltare o leggere delle distruzioni causate dai bombardamenti. Chiunque abbia conosciuto o sia stato un soldato di questo genere è consapevole di come l'odio penetri in ogni fibra del suo essere. La sua ragione di vita è cercare vendetta; non occhio per occhio e dente per dente, ma una ritorsione dieci volte superiore.

Chi subisce atti di violenza, chi è intorpidito dai traumi e sconvolto dalla rabbia, non vede come esseri umani quelli che lo attaccano e lo umiliano in continuazione. Sono l’incarnazione del male. La sete di vendetta, di ritorsione, decuplicata, genera fiumi di sangue.

Gli attacchi palestinesi del 7 ottobre, che hanno provocato la morte di circa 1.200 israeliani, alimentano questa brama in Israele, proprio come la distruzione di Gaza da parte di Israele alimenta questa brama tra i palestinesi. La bandiera nazionale blu e bianca di Israele con la Stella di David adorna case e automobili. La folla si riunisce per sostenere le famiglie i cui membri sono tra gli ostaggi a Gaza. Agli incroci stradali gli israeliani distribuiscono cibo ai soldati che vanno a combattere a Gaza. Striscioni con slogan come “Israele in guerra” e “Insieme vinceremo” compaiono nelle trasmissioni televisive e nei siti di notizie. Nei media israeliani si parla poco del massacro di Gaza o della sofferenza dei palestinesi – 1,7 milioni dei quali sono stati cacciati dalle loro case – ma si raccontano costantemente le storie di sofferenza, morte ed eroismo avvenute il 7 ottobre. Contano solo le nostre vittime.

"Pochi di noi sanno fino a che punto la paura e la violenza possono trasformarci in persone pericolose, pronte a ricorrere alla violenza", aveva scritto Gray. “Se la guerra mi ha insegnato qualcosa, è che le persone non sono ciò che sembrano o pensano di essere”.

Marguerite Duras nel suo libro “The War: A Memoir” scrive di come lei e altri membri della Resistenza francese avessero torturato un francese di 50 anni accusato di collaborazionismo con i nazisti. Due uomini che erano stati torturati [dai tedeschi] nel carcere di Montluc, a Lione, avevano spogliato il presunto informatore. “Lo avevano picchiato mentre il gruppo gridava: ‘Bastardo. Traditore. Feccia.’ Presto sangue e muco gli colano dal naso. Il suo occhio è danneggiato. Geme: ‘Ow, ow, oh, oh. …’ Si accascia sul pavimento.” La Duras scrive che “è diventato qualcuno senza nulla in comune con gli altri uomini. E, ogni minuto che passa, la differenza diventa sempre più grande e consolidata”. Osserva passivamente il pestaggio. "Più colpiscono e più sanguina, più è chiaro che colpire è necessario, giusto, giusto." E continua: “Bisogna colpire. Non ci sarà mai giustizia nel mondo a meno che tu, tu stesso non sia giustizia adesso. I giudici, le aule dei tribunali, recitano, non fanno giustizia”. Nota: “Ogni colpo risuona nella stanza silenziosa. Stanno colpendo tutti i traditori, le donne che se ne sono andate, tutti quelli a cui non è piaciuto quello che hanno visto da dietro le finestre”.

Israele ha abusato, umiliato, impoverito e ucciso arbitrariamente i palestinesi, provocando un’inevitabile ritorsione violenta. È la causa di un secolo di spargimenti di sangue. Il genocidio di Gaza supera anche i peggiori eccessi della Nakba, o catastrofe, che, nel 1948, aveva visto 750.000 palestinesi cacciati dalle loro terre e da 8.000 a 15.000 uccisi in massacri da parte di milizie terroristiche sioniste come Irgun e Lehi.

La resistenza palestinese ha solo armi leggere e granate con propulsione a razzo per combattere contro uno degli eserciti meglio equipaggiati e tecnologicamente più avanzati del pianeta, il quarto esercito più forte del mondo, dopo quelli di Stati Uniti, Russia e Cina. I combattenti palestinesi, affrontando queste difficoltà schiaccianti, sono diventati eroi leggendari con un enorme seguito popolare non solo tra i palestinesi, ma in tutto il mondo musulmano. Israele potrebbe essere in grado di dare la caccia e uccidere Yahya Sinwar, il leader in seconda di Hamas, ma, in questo caso, lo trasformerebbe nella versione mediorientale di Ernesto “Che” Guevara. I movimenti di resistenza si fondano sul sangue dei martiri. Israele ne garantisce una fornitura continua.

La decisione degli Stati Uniti di difendere, finanziare e partecipare ai bombardamenti a tappeto, ai massacri e alla pulizia etnica di Israele a Gaza è inconcepibile. Il suo sostegno al genocidio ha distrutto ciò che restava della sua credibilità in Medio Oriente, già a brandelli dopo due decenni di guerre, così come nella maggior parte del resto del mondo. Ha perso il diritto di agire come mediatore; quel ruolo sarà assunto dalla Cina o dalla Russia. Il suo rifiuto di condannare l’aggressione e i crimini di guerra israeliani mette in luce la sua ipocrisia riguardo all’invasione russa dell’Ucraina. Flirta con la possibilità di una escalation regionale. Il processo di pace, una farsa che dura da decenni, è irrecuperabile. L’unica lingua rimasta è la lingua della morte. È così che Israele parla ai palestinesi. È così che i palestinesi sono costretti a rispondere.

L’amministrazione Biden ha poco da guadagnare dal livellamento e dallo spopolamento di Gaza, anzi si sta alienando enormi porzioni del Partito Democratico, soprattutto quando attacca i manifestanti che chiedono un cessate il fuoco, definendoli “pro-terroristi”. Durante una manifestazione filo-israeliana il 4 novembre a Washington D.C., il leader della maggioranza al Senato, Chuck Schumer, ha intonato slogan del tipo “Siamo con Israele” e “No al cessate il fuoco”, nonostante un sondaggio Reuters/Ipsos indicasse che, secondo il 68% degli intervistati, Israele avrebbe dovuto aderire ad un cessate il fuoco e negoziate la fine della guerra. Questa cifra sale al 77% tra i Democratici. Biden ha uno sconfortante indice di gradimento del 37%.

Venerdì, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato, 13 contro 1, per un cessate il fuoco immediato a Gaza e per il rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi. Gli Stati Uniti hanno votato contro la risoluzione. Il Regno Unito si è astenuto. La risoluzione non è quindi stata adottata a causa del veto statunitense.

La vera base di Biden non sono gli elettori ormai disincantati, ma la classe dei miliardari, le multinazionali, come l’industria delle armi, che sta ricavando enormi profitti dalle guerre a Gaza e in Ucraina, e gruppi come la lobby israeliana. Sono loro a determinare la politica, anche se ciò comporterà la sconfitta di Biden alle prossime elezioni presidenziali. Se Biden perderà, allora gli oligarchi useranno Donald Trump, che servirà i loro interessi con la stessa tenacia di Biden.

Le guerre non finiscono. La sofferenza continua. I palestinesi muoiono a decine di migliaia. Tutto secondo i piani.

Chris Hedges

Fonte: scheerpost.com
Link: https://scheerpost.com/2023/12/08/chris-hedges-the-evil-israel-does-is-the-evil-israel-gets/
08.12.2023
Tradotto da Samuele per comedonchisciotte.org

Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per 15 anni per il New York Times, periodo in cui è stato capo ufficio per il Medio Oriente e capo ufficio per i Balcani. In precedenza aveva lavorato all’estero per il Dallas Morning News, il Christian Science Monitor e la NPR. È il conduttore del programma “The Chris Hedges Report.”

Commenti (39)

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    1. ric 13 dicembre 2023

      eppure sono i "fratelli maggiori " venerateli !! disse qualcuno .

      https://www.google.com/search?q=ebrei+sputano+sulla+croce&rlz=1C1CHBD_itIT1068IT1068&oq=&aqs=chrome.0.69i59i450l7j0i3i66i143i362.69641072j0j15&sourceid=chrome&ie=UTF-8#fpstate=ive&vld=cid:8f1bf218,vid:FWVIMIub_CE,st:0

    1. Arian Van Heisen 13 dicembre 2023

      C. Engel che aveva preso parte alla rivolta nel campo di sterminio nazista di Sobibor, aveva ricordato come, armato di coltello, avesse attaccato una guardia nel campo......

      Ma nei libri di testo, nei best sellers, nei media e dall' industria sull 'Olocausto scritti da 80 anni a questa parte
      ci avevano detto che nei campi di concentramento di avviamento al lavoro gasavano e bruciavano tutti gli Ebrei.... ! questo Engel addiruttura ammazza una guardia e la fa franca ..?

    2. ric 13 dicembre 2023

      e pure primo levi che per non lavorare tutte le mattine marcava visita...

    3. warheit 14 dicembre 2023

      nuovi eroi dell'industria olocausto.

    4. warheit 14 dicembre 2023

      non si smentiscono mai.

    1. ric 13 dicembre 2023

      ma in fondo , cosa e' un ebreo ??

      https://www.altreinfo.org/israele/31376/jonathan-pollard-siamo-ebrei-e-avremo-sempre-una-doppia-lealta-elena-dorian/

    1. uomospeciale 13 dicembre 2023

      Spesso vorrei tanto che esistesse davvero un Dio o una qualche forza superiore e inarrestabile capace di costringerci con la forza a diventare una specie civile e pacifica ma purtroppo o non esiste, o ci ha voltato ad tempo le spalle schifato e inorridito dalla nostra bestialità.
      Nessuno potrà mai salvarci da noi stessi, ed in fondo è giusto così.

    2. Esploratore 13 dicembre 2023

      Se fossimo costretti ad amare con la forza, non saremmo"speciali": il nostro dio dovrebbe chiamarsi Grande Fratello e ci eviterebbe accuratamente il dubbio.

    3. ric 13 dicembre 2023

      salvarci da loro ....

    1. gielle 13 dicembre 2023

      L'IDF sta commettendo atti barbarici sotto gli occhi di tutti, fregandosene dell'opinione della maggior parte del mondo. Non vedo come possano pensare di costruire la loro futura felicità sulla pelle dei Palestinesi. Ciò che i sionisti fanno oggi si ripercuoterà sulle loro stesse generazioni future, e per loro non ci sarà mai né pace, né perdono.

    1. Giudice Holden 13 dicembre 2023

      Quia ventum seminabunt... la prossima volta stupri e decapitazioni ci saranno davvero, e non più inventate dalle prostitute mediatiche.

    1. oliver 13 dicembre 2023

      S O L I D A R I E T À agli oppressi
      Grazie Hedges e alla redazione

    1. Gear of destiny 13 dicembre 2023

      il fondamentalismo religioso di stampo messianico di questi fanatici, intriso di razzismo, appesta il mondo da oltre un secolo. I primi a doversi ribellare a questo loro comportamento dovrebbero essere gli ebrei di tutto il mondo ma la loro stupida supponenza li rovinerà tutti. Vergogna dell'umanità

    2. Jimbo 13 dicembre 2023

      Si, mancano gli ebrei sparsi in giro per il mondo.
      Completamente.
      Un silenzio assenso che mette i brividi.
      Circolano alcuni filmati in rete dove in Israele sembrano solo gli ultraortodossi che manifestano la propria contrarietá ma vengono malmenati di brutto.

    3. Gear of destiny 13 dicembre 2023

      il loro ineluttabile desiderio di dominio del mondo li farà governare sulle macerie. Il nostro è un destino di resistenza ma anche di accrescimento

    4. LuxIgnis 13 dicembre 2023

      Non è vero che mancano. Anche se una minoranza rispetto alla totalità, sono comunque una minoranza sostanziosa.
      Il fatto è che non hanno nessuna visibilità mediatica. E neppure molto tra le controinformazioni che i suoi preconcetti ce li ha belli grossi. Infestata com'è.
      Vi sono state manifestazioni di ebrei in Israele come dici tu, ma anche in USA e in Europa, senza contare gli ebrei che vivono nei paesi arabi come in IRAN o in Siria.
      Non certo ebrei che "contano" ma quelli che "contano" non hanno una razza, a loro interessa solo il profitto.

    5. Gear of destiny 13 dicembre 2023

      il "risveglio" interesserà tutti ma il loro sarà permeato da una cultura di perenne riscatto e di divisione, e non da amore fraterno e universale

    6. LuxIgnis 13 dicembre 2023

      Parli degli esseri umani?
      Perché sono proprio così.

    7. Gear of destiny 13 dicembre 2023

      così come? giustifichi i carnefici di gaza?

    8. LuxIgnis 13 dicembre 2023

      Mi sa che hai interpretato male.
      È che l'uomo è così come lo hai descritto tu, permeato da un cultura di perenne riscatto e divisione e non da amore fraterno e universale.
      Tutto l'uomo.
      Ora è Gaza, ieri erano gli armeni o i nativi o quello che ti pare, domani sarà qualcun altro.

    9. Gear of destiny 13 dicembre 2023

      non cadere nella loro trappola di giustificare le loro luride azioni...sottovaluti te stesso e la scintilla divina che è in ogni uomo

    10. sarah 13 dicembre 2023

      È vero, esistono. E ciò rende loro pieno onore e merito. Il punto dove si inceppa il discorso è questo: spesso e volentieri sono gli stessi leader politici e militari di isreale che affermano di agire secondo principi religiosi quando non addirittura per seguire "mandati" biblici. Così si crea una morale sui generis che non permette mai di formulare un chiaro giudizio di condanna di determinate condotte e paralizza il discorso. Il cd occidente democratico non esita a stigmatizzare violenze motivate da ragioni religiose. Tranne in un caso. Allora è un conflitto in seno alla stessa religione eb.raica che non è stato risolto nemmeno dal suo stesso popolo. Ed è vero, non è una questione razziale, è ben più complessa. Non credo quindi che sia tanto un problema di informazione o controinformazione "infestata" ma piuttosto di un limite al dibattito che finisce sempre per incontrare questo scoglio. Guardi il caso di Moni O.vadia, "punito" in Italia solo per adempiere a un obbligo di ossequio verso una morale che difficilmente riusciamo a condividere.

    11. LuxIgnis 13 dicembre 2023

      Non penso sia un conflitto in seno solo all'ebraismo, ma un conflitto in seno a tutte le religioni, specialmente le monoteiste.
      Stesso discorso si può fare per il fondamentalismo islamico che interpreta passi del Corano a suo piacimento.
      O pensiamo al fatto che Israele negli USA riceve il pieno supporto dei cristiani evangelici per non so quale delirio interpretativo della Bibbia.
      All'occidente "democratico" gli frega solo il profitto e continuare ad avere il dominio sul mondo. Tutto ciò che utilizza è per i suoi fini non perché ci crede veramente.

    12. LuxIgnis 13 dicembre 2023

      Non è una giustificazione è una constatazione.
      Per quanto riguarda la scintilla divina è auspicabile che ognuno se la ritrovi in sé ma è da ingenui credere o sperare che molti lo faranno.

    13. oriundo2006 13 dicembre 2023

      Sai cosa mi viene da pensare su questo ostilità verso i Neturei ? Quello che Freud, che si intendeva parecchio di psicopatici della sua etnia avendoli quotidianamente sotto i suoi occhi, diceva a proposito di un meccanismo psicologico molto reale: 'condensazione e spostamento'. Se quello che accade è dovuto ad una deformazione 'messianica' della psiche collettiva degli ebrei, allora è possibile parlare proprio a questo proposito di fenomeni 'politici' aventi una base 'patologica' che affonda nei meandri mentali dovuti al 'dio di Mosè' e dalla loro storia 'filogenetica' che si è dipanata da allora.
      Dunque è possibile studiarla attraverso la psicologia.
      Più semplicemente e di conseguenza, i sionisti odiano i Neturei in quanto askenaziti contro sefarad/Mizrahim: e la guerra attuale contro i Palestinesi 'sposta' il conflitto all'esterno del mondo giudaico e lo 'condensa' verso i palestinesi specie se inermi quando in realtà la sua origine è interna.
      Gli askenaz sono 'europei', lasciando stare la mitologia delle origini ( che peraltro si potrebbe benissimo riferire a gruppi tocari strettamente indoeuropei e poco o nulla a gruppi differenti ) e detestano il residuo 'antico-giudeo' presente negli altri gruppi 'ebrei', pur essendo debitori della loro religione ... e di molto altro: lo detestano in tanti modi, come richiesta di 'modernità', ad esempio negli USA o sposando donne goy e così via. Poco prima di questo inizio sanguinoso di ostilità le grandi città israeliane erano percorse da fiumane di manifestanti contrari al governo attuale, contrari alla revoca della 'legge sulla ragionevolezza', contrari in definitiva al messianismo 'ad ogni costo'.
      Sono stati messi in riga: del resto a fare il rave non sono stati certo gli israeliani 'devoti'.
      Esiste una lotta interna al mondo jewish che è lotta di potere, di indirizzo ultimo del lascito religioso, di utilizzo dei saperi e dei poteri che hanno: il suo risultato è una psicopatologia politica e criminale da fermare con ogni mezzo prima che ci travolga tutti.

    14. Jimbo 14 dicembre 2023

      Interessante la versione della contrapposizione tra le due correnti che sfocia nel nemico esterno.

    15. Gear of destiny 14 dicembre 2023

      i pochi che ardono di luce divina saranno il faro che conduce all'approdo della giustizia e della verità

    1. Jimbo 13 dicembre 2023

      E il male che l'Italia fa è il male che l'Italia ottiene?
      Schierandosi sempre dalla parte sbagliata, sempre a favore delle guerre, ora di un genocidio.
      Nemmeno per sogno.
      L'Italia continua a vivere beata, anzi speranzosa che da qualche parte venga innescato un nuovo conflitto.

    2. Gear of destiny 13 dicembre 2023

      l'italia è sotto ricatto e deve obbedire, soprattutto in questa fase decisiva dove la menzogna storica sarà costretta a rivelarsi; gli stessi stati uniti formalmente sono una nazione indipendente ma in realtà, come si è visto dalle ultime decisioni, sono sotto il giogo dei fedeli servitori del padrone del mondo

    3. Jimbo 13 dicembre 2023

      Sono d'accordo che siamo sotto ricatto ma l'allineamento con i terroristi quelli veri e con chi applica politiche di genocidio mi pare eccessivo.
      Chi sta col terrorista genocida è un terrorista genocida.
      E non è cosa da poco.

    4. Gear of destiny 13 dicembre 2023

      ad ogni nazione conquistata il suo, o la sua, utile idiota

    5. Eugiorso 13 dicembre 2023

      Non siamo noi italiani a fare il male - e badate bene! Noi italiani, pochi e coscienti, non la maggioranza italiota oggi zombificata! - ma i collaborazionisti locali dell'impero del male, disposti a trascinarci in un conflitto, a impoverirci per conto terzi e a massacrarci socialemente.

      Cari saluti

    6. Jimbo 13 dicembre 2023

      Credo purtroppo che invece siamo complici.
      E lo sono quasi tutti. Molti chiaramente in percentuale irrisoria di responsabilitá.
      i collaborazionisti hanno il Mandato.
      Si muovono così perchè gli italiani concordano la linea.
      Una bella fetta ne è ben felice, e la stragrande maggioranza è silente.

    7. Eugiorso 13 dicembre 2023

      Caro Jmbo, siamo soli e isolati, non possiamo puntare a un'organizzazione politica per una vera opposizione, dimmi tu cosa possiamo fare ...

      Cari saluti

    8. Jimbo 13 dicembre 2023

      A me pare che dopo 3 anni dal coso19 (non 3 mesi, potevo capire in quel caso) con tutto quello che sta combinando l'Uccidente in giro continuare a stare in silenzio vuol dire essere concordi con chi stringe le mani insanguinate di Israhell, NATO, UKUSA, ... i soliti.
      Magari mi sbaglio, vorrá dire che continueremo a lamentarci un pò su qualche social.
      La storia (vera) che siamo una colonia comincia a sembrarmi una scusa.
      Che aggiungere... sará giusto così.

    9. Jimbo 13 dicembre 2023

      Non ho però risposto alla tua domanda.
      Cosa possiamo fare? Qualcosa più di niente. Capire perchè non si fa assolutamente niente. Capire se (come credo) agli italiani sta bene così. E perchè.
      Il minimo sindacale è guardarsi allo specchio, come esseri umani italiani, soprattutto chi non è "contento come una Pasqua".

    10. ric 13 dicembre 2023

      ti basti leggere le considerazioni sul caso , di lettori del giornale.it , e capirai quanti sono i fiancheggiatori dei terroristi U-sraeliani...

    11. ric 13 dicembre 2023

      ed hanno tutte le televisioni a loro disposizione....

    12. ric 13 dicembre 2023

      soltanto il fatto di parlarne , e divulgare il messaggio e ' gia' una cosa verso la giusta causa.

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