Il grido della Francia che si ribella: "Fermiamo Macron!"

Il grido della Francia che si ribella: "Fermiamo Macron!"
Francia Dopo la caduta del governo di François Bayrou, appena sfiduciato dal parlamento, è di queste ultime ore la notizia della nomina del fedelissimo di Macron, Sébastien Lecornu, ministro della Difesa, a nuovo capo del governo. Lo scenario alla Monti per la Francia che non è passato dalla porta con Bayrou, rischia di materializzarsi adesso, semmai riuscirà ad insediarsi. La cura da cavallo che è toccata alla Grecia, all'Italia e all'Europa del sud, sta per arrivare anche in Francia? Bayrou aveva cercato di far approvare al parlamento quasi 44 miliardi di euro di tagli per “alleviare il peso del debito francese”, vi ricorda qualcosa? Ma oggi c'è pure la guerra alle porte ed incombe il riarmo. Ecco Lecornu, ministro della Difesa, promosso premier. Una nomina che non arriva certo a caso. Anche il cancelliere tedesco Merz, giorni fa, ha dichiarato che lo stato sociale attuale "non è sostenibile". Mentre, a quanto pare, dare palate di soldi all'industria delle armi - 600 miliardi di euro per Difesa entro la fine della legislatura - per andare in guerra contro la Russia o per sostenere Israele è fattibilissimo. E ora cosa accadrà in Francia? Pubblichiamo questo grido all'azione redatto dalla testata indipendente France-Soir, che ci parla della Francia di oggi coi suoi incubi ed i suoi problemi. E propone soluzioni. Ovviamente, "debito insostenibile" e "guerra" sono diretta conseguenza di Euro, Unione Europea e NATO, Covid compreso. Sempre bene tenerlo a mente. Buona lettura.

Il grido della Francia che si ribella: "Fermiamo Macron!"

Di Xavier Azalbert, France-Soir

La caduta di François Bayrou, travolto da un voto di fiducia trasformato in mozione di sfiducia, è stata solo l'ennesimo atto del teatro politico orchestrato da Emmanuel Macron. Lungi dall'essere un semplice episodio, questo evento illustra la strategia di un presidente che si autoproclama “ jupiteriano”: sfruttare le crisi per rafforzare la propria immagine di autorità, distogliendo l'attenzione dai veri mali che affliggono la Francia. Come sottolineato da Chris Bickerton già nel 2020, il macronismo, con il suo mix di tecnocrazia arrogante e liberismo sfrenato, non è la risposta alle sfide del Paese, ma è il problema. Il tutto accompagnato da un palese disprezzo per le aspirazioni popolari e da un esercizio del potere alla «Luigi XIV» che deriva da una violazione scandalosa dei principi costituzionali («Lo Stato sono io! “) e di spese personali faraoniche, mentre (”e allo stesso tempo") il monarca putativo (1) impone sempre più restrizioni economiche ai francesi che faticano enormemente a pagare le bollette. Compresa ormai anche la classe media. Questo sistema sacrifica la sovranità nazionale, la giustizia sociale e il futuro dei francesi sull'altare di una globalizzazione sfrenata, scavando un divario incolmabile tra un'élite isolata e una Francia che agonizza in basso. Dai gilet gialli agli agricoltori, dagli scioperanti alle classi medie soffocate, la rabbia monta.
Fermare Macron non significa solo destituire un uomo: significa smantellare un sistema che tradisce i principi repubblicani.
Come riuscirci in un contesto democratico, senza cedere alla rassegnazione o alla violenza?
Ecco quattro leve per riprendere in mano il nostro destino.

Comment l'arrêter ?

In primo luogo, unire le rabbie dal basso in un fronte comune per la Francia: la Francia soffre, ma le sue rabbie rimangono disperse. Gilet gialli, scioperanti contro la riforma delle pensioni del 2023, agricoltori schiacciati dalla burocrazia, artigiani e studenti precari: tutti condividono lo stesso grido di protesta contro un potere che predica senza ascoltare.

La frattura è evidente tra l'élite parigina, che prospera a spese dei contribuenti, e la Francia periferica, quella degli svincoli stradali, delle rotatorie e delle difficoltà ad arrivare a fine mese.

Queste lotte, troppo spesso isolate, devono convergere in un fronte comune, trascendendo le etichette politiche.

Un'alleanza pragmatica, costruita su rivendicazioni chiare – giustizia fiscale, protezione dei servizi pubblici, sovranità alimentare – potrebbe galvanizzare i delusi. Immaginiamo un'assemblea popolare in cui operai, contadini e giovani definiscano insieme un progetto per una Francia più giusta. Questa unione, massiccia e disciplinata, diventerebbe una forza inarrestabile.

In secondo luogo, riconquistare le urne rifondando la democrazia per il popolo. Il voto, così com'è oggi, è solo una simulazione di democrazia, un rituale che dà l'illusione del potere mentre serve gli interessi di una casta. Il macronismo prospera su questa disconnessione, sfruttando il crollo dei partiti tradizionali e la compiacenza di un'opposizione divisa. Riconquistare le urne non è sufficiente: è necessario rifondare le basi stesse della democrazia per restituire il potere al popolo.

Gli eletti devono rispettare la volontà popolare, non gestire rendite personali o servire interessi esterni. Ciò richiede nuove candidature, provenienti dalle classi medie e popolari – operai, commercianti, agricoltori, insegnanti – in grado di parlare ai dimenticati. Queste figure devono portare avanti un progetto radicato nella realtà: rilocalizzazione industriale, reinvestimento in ospedali e scuole, lotta all'evasione fiscale (80 miliardi di euro all'anno, secondo alcune stime), resistenza ai diktat di Bruxelles. Le elezioni del 2026 e del 2027 saranno campi di battaglia decisivi. L'opposizione popolare deve presentarsi unita, con volti nuovi che incarnino la speranza e non il rancore. Ma oltre a questo, è necessario esigere riforme istituzionali chiare: referendum di iniziativa popolare, proporzionale integrale, trasparenza degli eletti. Voi, cittadini, meritate una democrazia che vi assomigli: lottate per ottenerla!

In terzo luogo, investire con audacia lo spazio mediatico e digitale con una guerra narrativa per la verità. Macron padroneggia l'arte della comunicazione, rivestendo le sue politiche di una patina progressista per mascherarne la violenza sociale. I suoi avversari devono rispondere con una guerra narrativa implacabile: messaggi incisivi, campagne virali, testimonianze crude provenienti da coloro che le sue riforme schiacciano. I social network, dove la rabbia popolare si esprime senza filtri, sono un terreno da conquistare. Influencer cittadini, collettivi militanti, media indipendenti devono amplificare le voci che l'Eliseo ignora deliberatamente.

Infine, è necessario coltivare la disobbedienza civile pacifica. Manifestare, occupare, bloccare, rifiutare l'assurdo. Quando sono massicce e disciplinate, queste azioni ricordano al potere che non è nulla senza il consenso del popolo. Nel 2005, i francesi hanno respinto il Trattato costituzionale europeo con un referendum; nel 2025, possono dire «basta» a un sistema che li disprezza. Prendiamo esempio da questi momenti in cui il popolo ha saputo far sentire la propria voce.

Infine, unire le forze dell'ordine alla causa repubblicana: otto anni di governo macronista hanno fatto precipitare la Francia in una crisi senza precedenti, caratterizzata da scelte contrarie agli interessi del Paese e del popolo: gestione caotica della crisi Covid, sostegno militare all'Ucraina, progetti di mutualizzazione dell'arma nucleare, rifiuto di nominare un governo conforme alla composizione dell'Assemblea nazionale post-scioglimento. Queste decisioni, in contrasto con il principio repubblicano di un «governo del popolo, dal popolo e per il popolo», riflettono una deliberata ignoranza dell'articolo 5 della Costituzione (2), che impone al presidente di vigilare sul rispetto della stessa e di garantire il regolare funzionamento dei poteri pubblici. Questa deriva, definita da alcuni «alto tradimento» – sebbene tale accusa sia stata ritirata dalla Costituzione da Nicolas Sarkozy nel 2008, in circostanze anch'esse controverse (adozione del Trattato europeo contro il «no» popolare del 2005) – giustifica un'azione urgente per ripristinare la Repubblica.

I poliziotti e i militari, custodi del giuramento di «proteggere e servire» il popolo, hanno un ruolo cruciale da svolgere. Non si tratta di invitare all'azione violenta, ma di esortare la base – ufficiali, sottufficiali, soldati semplici – a prendere coscienza dell'estrema gravità della situazione: una Francia sull'orlo del collasso economico, sociale (precarietà galoppante) e istituzionale (derive autoritarie). Se i predecessori del generale Fabien Mandon, capo di Stato Maggiore delle forze armate, hanno dimostrato che la gerarchia militare rimane fedele all'esecutivo, spetta alla base delle forze dell'ordine rifiutarsi di servire un potere che tradisce la nazione. Una destituzione non violenta, nel rispetto delle istituzioni ma con la fermezza che l'urgenza impone, potrebbe essere presa in considerazione se il presidente persiste nel violare i principi repubblicani (3).

Allo stesso tempo, il potere legislativo deve assumersi le proprie responsabilità. La procedura di destituzione, annunciata da Jean-Luc Mélenchon per il 23 settembre 2025, è un'opportunità storica. Deputati e senatori di tutti gli schieramenti – compresi quelli del Rassemblement National e i loro alleati, che si dichiarano contrari a Macron – devono sostenere questa iniziativa, non per ragioni di parte, ma per difendere l'interesse superiore della Francia e dei francesi. Il popolo vi guarda: agite, o la storia giudicherà il vostro silenzio.

Una Francia unita, una Repubblica ritrovata: lo spettacolo della caduta di Bayrou non è che un'altra distrazione nella strategia macronista. Ma il popolo francese non si lascia ingannare.

Fermare Macron significa ravvivare lo spirito di una Francia solidale, che rifiuta di piegarsi di fronte a un potere distaccato dalla realtà. Voi, agricoltori, operai, studenti, commercianti, cittadini di ogni provenienza, avete il potere di cambiare le cose.
Unite la vostra rabbia, rifondate la democrazia, invadete lo spazio pubblico, unite le coscienze. Insieme, scriviamo una nuova pagina per la Francia, fedele al suo motto e alla sua Costituzione: un governo veramente «del popolo, dal popolo e per il popolo».

Il futuro è nelle vostre mani.

1) Un monarca putativo, per di più arrogante, perché sa di essere protetto dalla guardia “pretoriana” di cui si è dotato a nostre spese. Al posto degli 8 Canadair che si era impegnato ad acquistare per combattere gli incendi, Manuel I ha acquistato 80 “centurioni”: questi carri armati della gendarmeria che i membri di questa guardia pretoriana potrebbero utilizzare per impedire che una rivolta improvvisamente trasformata in rivoluzione raggiunga il loro signore e padrone.

2) Ricordiamo a questo proposito che il Belgio non è mai stato meglio che durante i 1.034 giorni (in totale) in cui non ha avuto un governo, ovvero i due periodi cumulativi che vanno rispettivamente dal 13 giugno 2010 al 6 dicembre 2011 e dal 26 maggio 2019 al 1° ottobre 2020, in cui nessun professionista della politica ha potuto danneggiare gli interessi del popolo belga.

3) L'ex capo della polizia giudiziaria si è espresso in questo senso la settimana scorsa. Complimenti a lui! E questo maresciallo capo in pensione che spiega la gravità della situazione in questo video con parole semplici, piene di buon senso e sincerità, lo ha fatto all'attenzione dei suoi ex compagni d'armi con la solennità del caso in questo altro video.

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Di Xavier Azalbert, France-Soir

09.09.2025

Titolo originale: Comment l'arrêter ?

Fonte: https://www.francesoir.fr/opinions-editos/comment-l-arreter

Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org

Commenti (29)

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Mostra commenti 29 caricati
    1. omega 11 settembre 2025

      Sostenere che France Soir sia un giornale indipendente è ridicolo.
      Con l'attuale schema la destra non vincerà, fino a quando centro e sinistra si sosterranno a vicenda.
      Poi, sarà troppo tardi.

    1. Arthur 10 settembre 2025

      Questi francesi...

      La France è un paese in balia della massoneria dal 1789.
      Una nazione che da 250 anni è devastata e plagiata dalla retorica rivoluzionaria propagandata pressoché da tutti, tranne una sparuta minoranza.
      Massoni, liberali, giacobini, comunardi, marxisti, e più recentemente sessantottini, islamisti, gretini, ambientalisti, polcor, arcobalenisti, etc. e chi più ne ha più ne metta.
      Per sorbirsi 250 anni di questa roba bisogna davvero essere messi male, ma davvero male, anzi, malissimo.
      Beh, a questo punto, mi pare ovvio: i Francesi sono fottuti.
      Mi spiace dirlo ma è la verità.
      Non sono riusciti a capirlo in 250 anni, cosa vogliamo che capiscano adesso...

      Alle ultime elezioni i macronisti e la gauche hanno messo in atto una desistenza, votandosi reciprocamente i candidati ai ballottaggi, una operazione squallida e ipocrita per non far avere la maggioranza al RN.
      E i Francesi, in larga maggioranza, nella loro ammirevole dignità, hanno aderito a questa sporcizia.
      Poi ci sono molti franzosi che dinanzi a questo sfacelo non vanno neppure a votare.

      E questo sarebbe un popolo che dovrebbe capire di essere preso per i fondelli da 250 anni?
      Aveva ragione la Fallaci.
      La Francia è persa.
      I Francesi sono fottuti.

    2. Arthur 10 settembre 2025

      PS

      Lo sfacelo dell'Europa ha più o meno le stesse cause di quello francese.
      Siamo dinanzi al risultato di due secoli di delirio massonico liberal-marxista.
      Alla fine, come si dice, i nodi vengono al pettine.
      E poi, non dimentichiamolo, il diavolo fa le pentole e non i coperchi.
      Ormai è sotto gli occhi di tutti.
      Chi non lo vede e rifiuta di capirlo non è più scusabile.

    1. oriundo2006 10 settembre 2025

      Macron, e da ultimo LeCornu(e)( trad: il cornuto ) sono espressione solo formale della piena e totale espressione dei valori della France Républicaine: ovvero la Francia del Grande Oriente, cittadella della massoneria d'Oltralpe, onnipresente sia a livello delle grandi municipalità come di quelle minori e dei gangli fondamentali dello stato 'profondo' che più profondo non si puote.

      La crisi istituzionale è la crisi del modello stato-unitario colbertiano che si è imposto da almeno trecento anni, crisi dovuta oggi ai problemi finanziari del riarmo ma più estesamente alla crisi dello stato-nazione di fronte ad una EU sempre più avida di potere diretto sulle vicende interne degli stati attraverso la leva finanziaria BCE ed attraverso una gestione spregiudicata degli orientamenti politici anche oltre le norme statutarie, come Orban ha continuamente rimarcato.

      Impossibile rimediare a questa situazione senza uscire dalla Eu oppure gettare bandiera bianca e procedere verso una integrazione totale a livello europeo, compiuta sotto le mentite spoglie di una FALSA ncessità 'bellica'.

      Tutto è ordinato e preordinato a questo obiettivo: come rendere gli stati-nazione vassalli completi del mega-stato Eu senza farlo troppo capire ai cittadini, intortandoli ( in Francia ) con la 'crisi' finanziaria, in Germania con lo spauracchio bellico, in Italia un po' con l'una ed un po' con l'altra.

      Riuscirà la Francia profonda, 'insoumise' ad opporsi insieme alla Le Pen, assai appannata ?

    1. Martin 10 settembre 2025

      I Francesi vivono da molto tempo tutti ben al di sopra delle loro possibiltà, a partire dall'età della pensione, e pretendono di continuare.

      Il loro sistema immigrazione & sussidi è fallito, e lo stesso in GB, Belgio, Olanda e Svezia. In Germania, il fallimento sta comunque arrivando grazie alla green agenda.

      I Francesi non sono in grado di tagliare i sussidi a pioggia a milioni di nulla facenti perche' temono nuove rivolte armate nelle banlieues afro islamiche, in sintesi per paura di uno scontro interno estremamente violento. E' la tristissima verità.

      Spiacente per i compagni, ma l'idea di France soir e dei celenterati della France insoumis (i nipotini dell'eterno Lucignolo) che tutto ciò sia solo colpa della borghesia di destra è assolutamente ridicola.
      Il sistema francese è ampiamente compartecipativo e socializzato.

      Pare che la cosa che più ha fatto incazzare i Lucignoli degli insoumis dei provvedimenti di Bayrou è stata la cancellazione di due feste nazionali, ossia 2 giorni di lavoro in più e 2 potenziali ponti in meno.
      Ma per favore........

    2. DrCaligari 10 settembre 2025

      Ma smettila Martin con la solita tiritera dello stile di vita al di sopra delle proprie possibilità questi hanno centinaia di milardi parcheggiati alle barbados e molta gente non può permettersi una birra oltre che arrivare a fine mese. Il disco lo conosciamo e pure il ritornello non serve la grancassa anche qui grazie, vedi se sul blog del sole 24ore cercansi nuovi pappagalli. E non appaltiamo alla sinistra una protesta per un malcontento che deve essere di tutti non cadiamo nelle solite logiche destra-manca con cui il Potere ci ha fregati per decenni. Senza offesa

    3. Martin 10 settembre 2025

      E' che tu pensi che il sistema francese sia come quello italiano, e ti sbagli di grosso. Si tratta di sussidi a pioggia, familiari e individuali, a milioni di persone che come ovvio preferiscono non lavorare perche' la differenza netta tra sussidi (familiari e individuali) e salari e stipendi bassi o base è troppo ridotta.

      Questi sussidi a pioggia sono un peso per tutti, e principalmente proprio per gli stipendi medi e bassi.

      Immigrazione e sussidi spingono salari e stipendi verso il basso. E da Esopo in poi, chi lavora mantiene chi non lavora.

      Poi c'è la pretesa ad andare in pensione 5 anni prima di tutta l'Europa Occidentale - anche 10-15 anni prima se si appartiene alla lobby dei sindacati autoferrotranvieri. Fare i biglietti in treno è un lavoro usurante - in Francia.

      Non si afferra in base a quale titolo "post Rivoluzione Francese" o "post maggio 1968" i Francesi (e i cuginetti belgi, la barzelletta d'Europa) pensino di avere diritti superiori a quelli di Inglesi, Tedeschi, Olandesi, Italiani e Spagnoli.

      Gratta gratta e ti rispondono sempre che "nous sommes la France".

    4. oriundo2006 10 settembre 2025

      Indubbiamente senza l' 89 qui in Italia saremmo ancora al diritto divino dei re, anzi al papa-Re ( seguire certi blog tipo Sacchetti o Blondet aiuta a capire ).
      L' 'Europa' 'moderna' è la Francia e non certo l' Inghilterra, la Germania o l' Italia.
      Può piacere o meno ma è così: è l' unica nazione con un bagaglio politico e idee politiche 'comprensive' 'unitiste' sin dai tempi delle Crociate, in un contesto di perenni nani di circo equestre, incapaci di capire e criticare ed indicare un modello differente oltre il proprio cortiletto ( violento ) di casa.
      Incapaci totali..e la deriva al ribasso ha colpito Parigi con Macron in modo irreversibile perchè è la crisi complessiva di un'idea fondamentalmente 'massonica' fuori tempo massimo.
      Se dovessi formulare una previsione ( non una predizione ) direi che il Frexit è l'esito più probabile: è in fondo l'eredita 'normanna' che salirà di nuovo al potere come lo è stata in Inghilterra: eredità strettamente territoriale e non più 'unitista'.

    5. Martin 10 settembre 2025

      Alla tua amata Rivoluzione francese seguirono l'invasione della Spagna, l'annessione dell'Olanda, le guerre e l'impero napoleonico fino a Mosca.
      Forse un occhiatina alla mappa dell' Italia napoleonica, con Piemonte, Liguria, mezza Emilia, Toscana e Lazio ANNESSE ALLA FRANCIA, non guasterebbe.

    6. mago 11 settembre 2025

      Hanno pure portato UBS in tribunale per aver collaborato con chi evadeva il fisco in Svizzera chiedendo 3 miliardi.

    7. mago 11 settembre 2025

      Abbiamo visto noi con il RDC che fine abbiamo fatto.

    8. DrCaligari 12 settembre 2025

      Mago ma tu non capisci a cosa è servito il RDC? Dai è facile... Istituito a gennaio 2019 e tolto a gennaio '24. E come li ricattavi i disoccupati senza prima avergli assegnato un reddito? O sbaglio Mago tu che dici? Semplice.

    9. mago 12 settembre 2025

      ma si,poteva essere una cosa buona in teoria se ci fossero stati uffici di collocamento degni di questo nome e controlli sani e rigorosi i famosi navigator,ma va da se che in Italia ogni cosa e buona per truffare lo stato vedi reddito a persone manco residenti..chiedere ai Caf.tanto poi..

    1. DrCaligari 10 settembre 2025

      Non parlerei tanto di capitalismo quanto di quest'elite plutocratica legata al mondo della finanza che si è autoproclamata supremo tiranno, devo riconoscere ai Francesi l'unico sprazzo di vitalità nelle proteste di questi giorni, nella vicenda dei gilet gialli o dopo la riforma delle pensioni. Liberiamoci della follia di questi tremila miliardari in euro che hanno deciso di prendersi tutto, oltretutto con scelte cieche e palesemente sbagliate. Senza cultura e una gestione consapevole il globalismo va a farsi benedire e con esso qualsiasi ipotesi di civiltà nel prossimo futuro.

    2. Martin 10 settembre 2025

      Caligari, il meglio che posso pensare è che Lei non conosca la Francia. Io ci ho lavorato e vissuto per 3 anni.
      La moglie di un mio dipendente francese, madre di due bambine, aveva deciso di smettere di fare la mamma a casa ed è stata assunta dalla Mutualitè francese (tipo Inps) come impiegata di concetto.
      Il padre/marito era incazzato come un bufalo, perche' la differenza netta tra l'indennita'/sussidio per la mamma di due figlie a casa e lo stipendio da impiegata era di 250 euro mensili - che finivano alle baby sitters.
      Lei andrebbe a lavorare per 250 Euro netti?. Io no.

      Se vuole le faccio un altra decina di esempi.
      Come le decine di migliaia di mamme afro islamiche con figli che non registrano il padre/ marito - anche per via della poligamia - e si beccano i sussidi doppi per le famiglie monogenitoriali (comprensivi di alloggio popolare e sconti sulle utenze).
      I padri delle varie mogli stanno al bar a giocare a carte, se non direttamente a spacciare droga.
      Tanto le famiglie le mantiene lo Stato francese.

    3. mago 11 settembre 2025

      Sì conosco dei casi simili di parenti di miei amici in Francia,ma poi bene i sussidi fino ad un certo punto poi quando diventa assistenzialismo qualcuno deve pur sponsorizzare.

    4. DrCaligari 11 settembre 2025

      D'accordo Martin però ai 250 mensili occorre aggiungere intanto altri 8 o 9mila di contributi ad esempio, senza contare tredicesime quattordicesime premi produzione e benefit ed emolumenti vari. E poi non dimentichiamo che quei mille euro con cui una donna tira su un bambino dai sono il minimo proprio. Oltre che se lo Stato francese prende provvedimenti di questo genere lo fa a ragion veduta, vedi crisi demografica vedi volontà di mantenere le colonie dando comunque dei contentini eccetera.

    5. Martin 12 settembre 2025

      Non va bene in linea di principio perche' le decine di migliaia di papà afro islamici delle varie mogli e figli stanno al bar a giocare a carte o a spacciare droga o fare lavoretti in nero INVECE di lavorare regolarmente per mantenere le loro famiglie. E lo possono fare grazie ai sussidi statali, specie per le famiglie "monogenitorali" - che però fanno parte di un harem, ma pazienza.

      Ed in ogni caso anche volendo largheggiare in umanitarismo, oltre una certa soglia questi sussidi pesano enormemente con la conseguente riduzione dei livelli di assistenza per la popolazione indigena, come evidente dal punto di vista sanitario in Italia. La struttura non regge l'aumento dell'assistenza e degli interventi, ed appaiono le "liste d'attesa".
      In Francia non sanno più come fare marcia indietro, devono assolutamente tagliare i sussidi, ma hanno letteralmente paura di un gigantesco scontro politico e sociale.

    6. DrCaligari 12 settembre 2025

      Guarda io concordo con te in effetti si infilano nel ventre molle cosiddetto della democrazia. Però dai non dimentichiamo che ci spaccia va in galera, chi lavora in nero non ha la pensione un domani, pure sta storia degli harem si è vero ma anche molte donne occidentali lo accettano cosa ci vuoi fare problemi loro alla fine. Io mettessi su famiglia una sola donna, un domani vorrei un reddito da pensione insomma per quanto possibile una vita più comoda. Alla lunga chi vivacchia non ottiene grandi risultati.

    1. Shax 10 settembre 2025

      Propaganda ridicola, stamani i giornalai parlano di 3000 persone che protestano in Francia. 3000 persone non metterebbero a ferro e fuoco nemmeno uno stadio, figuriamoci una nazione intera.
      La crisi sistemica ormai evidente del capitalismo in occidente sta mandando nel panico le élite e le oligarchie collegate, che temono un effetto contagio. La situazione francese non è dissimile da quella inglese, tedesca e italiana, ma qui la miccia non è ancora esplosa ma sempre più analisti ritengono che sia latente e che probabilmente è destinata a manifestarsi presto o tardi. D'altronde le élite europee hanno sacrificato il popolo (la c.d. classe media) per salvare se stessa dal disastro attuale, proponendo sfacciatamente una società sempre più indebolita e povera per sostenere un sistema che miri all'emergenza e a sirene di guerra continue.
      Ogni giorno ci propinano la versione che va tutto bene, anzi che va sempre meglio. Ma gli italiani che ci credono sono sempre meno.

    2. Martin 10 settembre 2025

      Sicuro, la crisi del modello UE "immigration & welfare" (sussidi a pioggia). Grazie al capitalismo, invece la Cina e mezzo Sud Est asiatico nel frattempo si sono trasformati esponenzialmente, con uno sviluppo mai visto nella storia dell'umanità, ma meglio far finta di niente.

    1. mago 10 settembre 2025

      lo scrisse qualcuno qualche secolo fa che Parigi sarebbe stata messa a ferro e fuoco dai Francesi stessi,e noi stando a quello vaticinato da Rolle seguiremo a ruota...allacciare le cinture di sicurezza.

    2. Martin 10 settembre 2025

      Noi dobbiamo solo organizzare un bel cordone sanitario intorno alla Francia, e se continua cosl anche nei restanti confini alpini

    3. mago 11 settembre 2025

      Li abbiamo in casa e ai piani alti.

    1. clausneghe 10 settembre 2025

      Questi bastardi della UE sono alla disperazione ma non mollano anzi rilanciano, è di oggi la notizia di Droni Russi abbattuti nei cieli della Polonia, che ha subito iniziato a strepitare, vogliono la guerra a tutti i costi e magari, siccome la storia stancamente si ripete ma gli idioti non imparano mai, partirà, come partì l'ultima di 80 anni fa e cioè dalla Polonia. Il seguito lo conosciamo ed è un punto fermo anche se questi disgraziati Eurotopi tentano di stravolgere e cambiare la Storia con le menzogne dette e scritte. A sentire la Kagna Callas che probabilmente si fuma Aringhe affumicate con Crac la Russia e la Cina non sono state decisive, sono stati gli Usa a vincere la WW2.
      Anzi, la demente con la faccia da scema ha detto che la UE è pronta per sconfiggere Russia e Cina. Bisogna togliere di mezzo questa cricca di lesbiche e finocchi assatanati che si sono impadroniti delle istituzioni per conto di oligarchie estranee ai Popoli che dicono di rappresentare. Delenda UE basta Nato, basta Kiev, basta Meloni.

    2. Martin 10 settembre 2025

      E' tutto montato dalla Nato e dai media.
      I droni russi sono stati sfasati e privati dell'orientamento dalla guerra elettronica ucraina e sono stati abbattuti anche dalla Bielorussia. La Bielorussia ne aveva correttamente informato la Polonia.
      Un altra montatura per aumentare il clima di guerra

    3. clausneghe 10 settembre 2025

      Grazie, si intuiva, quelli Uenato sono come cagnetti che si grattano e poi abbaiano alla luna, sono matti da legare, e bugiardi quanto malvagi.

    1. Dario Lampa 10 settembre 2025

      E' in momenti di estrema crisi, come quelli che sta attraversando ora il sistema liberal-capitalista, che il "regime" scopre il suo vero orrendo volto. Non potendo più sopperire alle sue connaturate contraddizioni non gli resta altro, al sistema, che scatenare guerre e distruzione che poi sono il naturale sbocco delle sue crisi ed estrema ancora di salvezza per le infami caste al potere...
      Dunque: il grido dei francesi, e di
      ogni altro popolo, non è solo "fermiamo Macron", ma "fermiamo tutti gli infami governi sudditi pedissequi dell' impero anglo-giudaico-americano" il quale è oramai diventato una minaccia esistenziale per tutti gli esseri viventi del nostro Pianeta.

    2. Dario Lampa 10 settembre 2025

      P.S.: Da come stanno le cose, dalle notizie che ci giungono dai vari angoli del globo, una nuova guerra mondiale, non a pezzi come afferma qualcuno, ma "vera e cruenta" in ogni sua parte, sembra inevitabile. Ma questa guerra l'hanno voluta le criminali, infami caste al potere occidentali per cercare di rimanere aggrappati ai loro assurdi e paranoici privilegi, talmente paranoici e criminali da nono considerare il rischio di veder vaporizzate le loro città dalle esplosioni termonucleari!!!
      Quello che sta succedendo in Francia è emblematico: se Macron "non andrà alla guerra" la guerra (del popolo) andrà da lui (e lo scalzerà dal potere, se gli andrà bene)!
      E questo vale per tutte le caste al potere nella UE!

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