Il governo Meloni taglia le pensioni per finanziare la guerra

Il governo Meloni taglia le pensioni per finanziare la guerra
Stazione di Udine, gli M109 destinati all'Ucraina

Di Liliana Gorini

Negli ultimi giorni è circolato ampiamente un video che mostra un treno che trasporta carri armati in transito alla stazione di Udine, e destinati all’Ucraina. Alcune organizzazioni pacifiste hanno protestato affermando che il governo approfitta dello sciopero dei treni per mandare armi all’Ucraina. Di fronte alle numerose proteste, il ministero della Difesa ha confermato che si trattava di obici destinati all’Ucraina, sostenendo tuttavia che sono “mezzi dismessi dal nostro esercito” e che verranno riparati dalle forze di Kiev. Magari con qualche proiettile a uranio impoverito fornito dai britannici? La Difesa ha aggiunto che l’accordo era stato preso col precedente governo Draghi, come se il presidente del Consiglio Giorgia Meloni non avesse dichiarato più volte la sua intenzione di proseguire la politica di coinvolgimento dell’Italia in una guerra sanguinaria e pericolosa, che stando ad esperti militari americani come il Col. Richard Black e l’ex ispettore dell’ONU Scott Ritter potrebbe ben presto degenerare “in un conflitto nucleare”. Si sono levate molte proteste anche per l’addestramento di venti militari ucraini a Sabaudia (Latina) per l’uso di Samp-T, il sistema di difesa che il governo italiano invierà in Ucraina.

Contemporaneamente il governo Meloni ha annunciato tagli di 10 miliardi di Euro alle pensioni, esattamente la stessa cifra stanziata per finanziare la guerra in Ucraina. Mentre in tutto il mondo, tra cui in Germania, si moltiplicano gli appelli a cessare l’invio di armi e tornare al tavolo dei negoziati, mentre la Cina ha assunto un importante ruolo di mediatrice per tornare a parlare di pace, non soltanto tra Russia e Ucraina, ma anche tra Iran ed Arabia Saudita, con effetti molto importanti anche sul martoriato Yemen, che per la prima volta intravede una speranza di pace, il nostro governo continua a perseguire una folle politica di guerra, ed economia di guerra, diretta non soltanto contro la Russia ma anche contro la Cina (con l’invio della portaerei Cavour nel Pacifico, a sostegno di Washington e della sua politica guerrafondaia verso la Cina).

Come hanno spiegato relatori da tutto il mondo, inclusi ex ministri di Messico, Argentina ed Ecuador, in rappresentanza del sud globale, o della maggioranza globale, alla conferenza internazionale dello Schiller Institute che si è tenuta il 15 e 16 aprile, la politica di guerra di Europa e Stati Uniti, e del governo Meloni, va contro le aspirazioni di pace e sviluppo economico di due terzi del mondo, che si rifiutano di accettare il mondo unipolare voluto da Gran Bretagna e Stati Uniti, e accettato servilmente da tutti i governi europei, e stanno dando vita ad un nuovo sistema monetario “de-dollarizzato” per porre fine agli effetti nefasti delle sanzioni imposte dalla NATO, che hanno colpito duramente la nostra economia, invece di colpire quella della Russia o della Cina.

Nel corso di quella conferenza Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institute, ha chiesto con urgenza una nuova architettura di sicurezza e sviluppo che tenga conto dell’interesse di tutti, e soprattutto fondi una pace duratura su accordi per lo sviluppo economico, come quelli proposti dalla Cina e dai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa).

Se oggi ci fossero De Gasperi ed Enrico Mattei, sarebbero dalla parte del sud globale e di questi accordi di pace e sviluppo. Purtroppo i nostri governi sono da decenni in mano a pupazzi dell’UE e della NATO, da Monti fino a Draghi e Giorgia Meloni, incapaci di una visione positiva, e decisi a proseguire con la politica di guerra fino a quando non sarà morto l’ultimo ucraino, o non avranno scatenato la terza guerra mondiale.

E’ tempo che il movimento pacifista, che ha già portato 50.000 persone in piazza a Berlino in febbraio, si faccia sentire anche in Italia. Prima che sia troppo tardi. Una iniziativa importante in questo senso è il comitato per un referendum “Ripudia la guerra” promosso dal Prof. Enzo Pennetta, che si rifà all’articolo 11 della Costituzione italiana, che recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Di Liliana Gorini, presidente di Movisol

17.04.2023

Movisol, “Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà”, è stato fondato a Milano nel 1993.

Fonte: https://movisol.org/il-governo-meloni-taglia-le-pensioni-per-finanziare-la-guerra/

Commenti (3)

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    1. Astronauta 18 aprile 2023

      Il governo cocomeraceo taglia tutto lo stato sociale, altro che solo le pensioni, secondo il principio di destra che e' meglio stare e aiutare solo chi ha gia' soldi.
      Pertanto la sanita andr a' al collasso visto come ' gia ridotta, la scuola sarà fatiscente e un po' piu deficente a forza di di dare ai giovani insegnamenti contro natura, e i pensionati saranno strizzati come limoni, ma non i pensionati da 10,20 mila assegno al mese. E aver fatto fuori con il vaccino covid molti pensionati ha fatto in modo che il cucuzzaro Inps abbia ben lievitato da anni.Quindi se vogliono tagliare per 10 mld ancora hanno in mente dell altro.

      Per inciso la guerra in Ucraina e' finita. Il comico non si vede piu'.
      I blindati li mandano per quale motivo a Kiev?

    1. XaMAS 18 aprile 2023

      saro' io ma a me pare una foto gia' vista l'anno scorso, a meno che qualche utente di Udine possa confermare che quella stazione sia effettivamente della loro citta'

    1. clausneghe 18 aprile 2023

      I gradassi del G7 riunitisi ieri in Giappone hanno minacciato di "pesanti conseguenze" le Nazioni che aiutano la Federazione Russa nella guerra contro la Junta Zelenski non rendendosi conto che ormai essi , autonominatasi grandi, sono come vecchi cagnacci senza denti, come li ha ben definiti il nuovo ministro difesa Cinese.
      E in prima fila ad abbaiare troviamo quello stolto con la faccia da bifolco vestito a festa, il vetusto pluri-riciclato Tajani, ministro di un governo che manda armi e soldi ai criminali di Kiev per uccidere i militari e non solo, Russi.
      Fossi in loro, mi preoccuperei e molto, le pesanti conseguenze mi sa che le pagheranno loro, o peggio ancora i Popoli che li hanno seguiti nelle loro false profezie, pensando di far fuori a scopo di rapina la Federazione Russa che tanto li teme, infatti oggi Vladimir Putin è in visita a Lughansk e a Kerson nei nuovi territori Russi liberati.

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