IL GOSSIP SERVE A MASCHERARE LE VERE MAGAGNE D’ITALIA

IL GOSSIP SERVE A MASCHERARE LE VERE MAGAGNE D’ITALIA

DI MASSIMO FINI

Il Gazzettino


Una volta Fellini mi disse: «L’Italia è un Paese dove la realtà supera sempre l’immaginazione». Nessuna fantasia, credo, nemmeno la più scatenata, avrebbe potuto immaginare che la politica italiana, e i media che fanno da supporto alle due bande che se la contendono, quella di una sinistra che si fa sempre più fatica a definire tale e di una destra che pure si fa fatica a chiamare destra (perché destra e sinistra sono, o perlomeno lo sono state, delle cose serie), sarebbero precipitati così in basso, in una melma maleodorante in cui sguazzano compiaciuti. Si fa fatica anche a parlarne perché è come se, dovendo spiegare una figura geometrica complessa, si dovesse ogni volta ripartire dal punto e dalla retta, cioè dai fondamentali.

Una sinistra consapevole di sè, del senso dello Stato, delle Istituzioni, dovrebbe avere ben chiaro che le vicende private di un premier, qualora non si concretino in reati, non possono essere oggetto di scontro politico. Sono, appunto, fatti privati. E invece è da mesi che la sinistra e i suoi giornali battono il chiodo dei cosiddetti casi Noemi ed escort, e La Repubblica è arrivata a porre al premier domande da confessionale del tipo di quelle che, da ragazzini, ci faceva il prete: «Quante volte, figliolo?». Una cosa grottesca.

Per contrastare questa campagna Il Giornale di Vittorio Feltri è andato a scovare una vecchia vicenda che riguarda il direttore di Avvenire Dino Boffo, che in questi mesi ha criticato duramente la condotta privata del premier. Feltri ha raccontato che il Boffo ha patteggiato su una condanna per molestie a una signora che aveva il torto di essere la moglie di un suo amico o, forse, compagno. Ne è nato un putiferio. Sono intervenuti politici, cardinali, difensori e accusatori d’ufficio e tutti i giornali hanno intinto il biscotto in questa storia pruriginosa.

Della sinistra non si capisce se sia più cretina o più connivente. Chi infatti ha tratto vantaggio dai gossip Noemi-escort di cui il «caso Boffo» è solo un’appendice? Silvio Berlusconi. Berlusconi che, a differenza della sinistra, non è cretino, ha cavalcato le storie su Noemi ed escort e ha addirittura incoraggiato il gossip capendo benissimo due cose: 1) Che su quel piano era politicamente inattaccabile 2) Che quel polverone serviva a far passare in secondo piano altre «magagne», chiamiamole così, vecchie e nuove, ben più sostanziali. Per la verità una di queste «magagne» è venuta fuori, indirettamente, proprio nel «caso Boffo». Se Il Giornale fosse un quotidiano normale, la diatriba si sarebbe risolta in una polemica, penosa e avvilente, fra due giornalisti. Ma si dà il caso che Il Giornale appartenga, come si dice pudicamente, «alla famiglia Berlusconi», cioè a Berlusconi. Com’è ultranotorio. Prova ne è che il presidente del Consiglio, per dribblare l’accusa di aver imbeccato Feltri e tentare di evitare uno scontro con la Chiesa, si è sentito in dovere di dissociarsi e ha emanato un comunicato in cui nega di aver mai incontrato o di aver telefonato al direttore prima dell’uscita dell’articolo su Boffo. Non c’è alcun motivo di prendere le distanze da un giornale se non è il tuo. Ma in nessun paese democratico un uomo politico, tantomeno un premier, può avere un giornale, neppure un foglio di quartiere. Invece Berlusconi controlla Il Giornale, tutti i network televisivi nazionali privati, la Mondadori...

L’altra «magagna», ancora più grave, che, nella confusione, è passata nel dimenticatoio è che qualche mese fa il Tribunale di Milano ha sentenziato, sia pure in primo grado, che Berlusconi ha corrotto un teste perché dichiarasse il falso. In nessun Paese democratico un premier in una simile situazione potrebbe rimanere al suo posto un giorno di più.



Ma i nostri politici, i media, i cittadini sembrano più interessati alle Noemi, alle D’Addario, ai Boffo, in un Paese dove si sono persi i fondamentali, il senso delle priorità, di cosa è importante di cosa non lo è; è che somiglia sempre più ad un inguardabile bordello. Come diceva Fellini: «L’Italia è un Paese dove la realtà supera sempre l’immaginazione».

Massimo Fini

Fonte: http://www.massimofini.it/

Uscito su "Il gazzettino" il 04/09/2009

Commenti (22)

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    1. francefar 6 settembre 2009

      quoto in toto.

    1. maumau1 5 settembre 2009

      caro Fini,il motivo è semplice,che è strano non arrivi..
      tutti i giornali sono possesso di gruppi industriali e bancari..
      e non vanno a sfruculiare su taluni aspetti condivisi con Mister B
      tipo il conflitto di interessi...che non è certo solo di Berlusconi..
      come dire si attacca la sessualità di mister B ma non certo il Berlusconismo...che appartiene a tutto il mondo economico che conta..
      ossia è trasversale..per questo trova sempre sponde nell'opposizione..

      e poi basta con ste cazzate dell'estero è meglio...forse formalmente ma non nella sostanza..
      basta che pensiamo che tutta la magistratura all'estero o è sottoposta alla politica o cmq di nomina politica..il nostro ancora resiste..

      i giornali non sono proprietà dei presidenti ma sono proprietà di potentissime lobbie che in un modo o nell'altro sostanzialmente controllano il potere...
      cosa vorresti dire Fini che il Wall street Journal non è la voce degli americani che contano e che dirigono in pratica il governo?
      ma dove vivi sulla luna?

      In quale paese dirigenti delle banche o amministratori delegati finiscono per fare i ministri del tesoro ad esempio Paulson rispetto a Goldmann Sachs insieme a tanti altri ed infatti questa banca è soprannominata Government Sachs..oppure lo stesso attuale Geither che è uno dei massini responsabili della crisi ,essendo a capo di AIG e si potrebbe andare avanti per ore...
      massimi rappresentanti dell'industria farmaceutica e militare come Rumsfeld e Cheney che hanno avuto (ed hanno) ruoli importantissimi proprio in quei settori!
      Oppure il petroliere Bush che appunto si è distinto per aver condotto guerre di accaparramento petrolio...
      Crollato anche il mito della SEC che invece di controllare le speculazioni finanziarie che poi creano bolle e truffe..si sono limitate ad arrestare qualche capro espiatorio come Madoff
      O vogliamo parlare delle agenzie di rating americane,indispensabili alle speculazioni...

      quindi è tutto il mondo che è in mano agli speculatori
      ma i giornali si occupano di Berlusconi,soprattutto quelli inglesi ma verrebbe da chiedere come mai sei loro Blair(che organizzano attentati in patria come Bush) ed i loro Brown non si sono accorti di nulla mentre le loro banche fallivano (portandosi dietro l'intero paese) truffando i risparmiatori...
      fumo,solo fumo sparso da giornali che sono posseduti da banche o grossi gruppi di speculatori ..

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