Il giro del Sole

Il giro del Sole

Di Livio Cadè, ereticamente.net

Da pochi giorni ho completato un altro giro del Sole e, mentre passavo da un’età all’altra, pensavo al senso di quel tutto che sempre scorre e cambia, e pure sembra chiuso in circoli immutabili. La Terra non compie il suo periplo intorno al Sole con matematica regolarità? E così fa ogni altro pianeta. La luce del Sole impiega sempre lo stesso tempo per raggiungere i nostri occhi ecc. Potrei dedurne che l’esistenza dell’intero universo dipende da leggi eterne e rigorose. E che anche la mia vita è governata da regole inderogabili. Quindi, come prevediamo le eclissi, potrei predire il mio destino.

Ma vivere è più dell’essere. La mia vita non è scritta, come l’orbita di un pianeta, in un’equazione. È l’eco cangiante di innumerevoli voci, umane e non umane, della pioggia, del vento, delle stelle. Non disegna un’ellittica sempre uguale. Procede a zig-zag, per arabeschi, moti spiraliformi. Ora avanza, ora ripiega, ondeggia in modo incoerente. Il mio pensiero può danzare nell’aria, come una farfalla tra i fiori, ma se perde le ali cade sulla nuda terra, dove striscia come un verme.

A rendermi imprevedibile è una fondamentale libertà, posta oltre il convergere di determinismi fisici, psichici, sociali. Diceva Spinoza che se una pietra pensasse si crederebbe libera di rotolare. Ignoro cosa pensi una pietra. Ma la libertà è in me il presentimento di qualcosa che trascende il mio essere empirico.

La mia esistenza allude a un fondamento. È questo a rendermi significante. Tutto in me è segno di qualcosa. Purtroppo la società moderna mi riduce a segno di altri segni, ovvero mi rimanda a processi economici o politici, funzioni socio-culturali, ruoli sessuali ecc., e in questi significati provvisori esaurisce la mia raison d’être.

La mia vita resta così orfana di un Senso Ultimo. Questo non si coglie infatti passando da un segno all’altro. Serve una discontinuità del pensiero, una frattura metafisica. Bisogna intuire quello che non si può pensare, accennare quello che non si può dire. Non un Essere Supremo, Segno lontano e inaccessibile, ma una trascendenza che mi implica e che è implicata in ogni mio segno.

Girando intorno al Sole, ho spesso osservato questa misteriosa reciprocità, co-implicazione tra l’anima e Dio. Non un Dio aristotelico, utile solo a mettere in moto l’universo, o un Dio biblico, moralista e giudicante. Semmai un Dio che fluisce senza soluzione di continuità nella pietra, nell’albero, nell’uomo, e in ogni creatura dice: io sono, io vivo, io penso ecc. Non Causa Prima, ma Significato Ultimo.

Per questo, più che l’effetto di un’ancestrale ignoranza – come nel buddhismo – o un dono di Dio, la vita mi sembra rivelare il desiderio di significare. Come l’arte, è ricerca di un piacere inutile che significa qualcosa, emanazione di un “logos che accresce sé stesso”. L’eterno divenire non ha scopo, è un gioco di bimbi, libera arte combinatoria e della memoria. Ma nessuno può dominare il linguaggio di quest’arte se non ha sofferto. E anche l’opera più sublime mi dice: “non essere blasfemo, non fermarti a me. Io significo”.

La nostra follia materialista vorrebbe misurare ogni cosa. Ma il significato si apre sempre su un infinito, l’anima emerge da una profondità che sdegna la misura. Racchiude l’immenso nell’io, come in un punto attraversato da linee infinite. La stessa superficie delle cose non è che il palesarsi della loro profondità, sommità di un abisso.

È un’eternità che si manifesta nell’attimo, un senso che si afferra se non c’è il tempo di pensare. Perché “tutto governa la folgore”, tutto vive in un’inafferrabile immediatezza. I miei giorni, i miei pensieri, sono nebbia che scompare. Eppure, è saggio chi, vedendo il lampo, non pensa: “la vita è caduca”. Perché porto con me quello che ho profondamente amato. Senza questa speranza, vivere non avrebbe alcun senso. Ma per sottrarre l’amore alla fugacità dei segni devo ancorarlo al Significato Ultimo, ‘amare in Dio’.

Potrei dire, con Gustave Thibon: “più invecchio più imparo, e più imparo meno so”. C’è in me un uomo per il quale 2+2 fa sempre 4, e un altro per cui 2+2 è un’espressione senza senso. Quindi, cerco di conciliare l’inconciliabile. Giro intorno al Sole diviso tra la sobrietà della ragione e l’ebbrezza della meraviglia. Una chiude l’essere tra le sbarre della sua inalterabile coerenza, l’altra lo lascia libero di divenire, di contraddirsi. Prendo l’impasto della logica e ci metto il lievito della fede, il sale della poesia. Ricerco una sobria ebbrezza. “Dai discordanti bellissima armonia”!

In fondo, è probabile che anch’io proceda secondo un’orbita prestabilita. Compio continue rivoluzioni intorno a un centro invisibile – forse il mio cuore – scivolando da una stagione all’altra. Questo è il tempo, per me, quando cadono dai rami le illusioni, e si vorrebbe tornar semplici.

Mi ripugna lo spirito dell’utile, e la funesta tecnica, cui importa solo che le cose funzionino. Preferisco riconoscere che la mia vita è preziosamente inutile, perfetta anche se mal funzionante. Ancora “spero l’Insperabile”, ma ho smesso di cercarlo, “perché è chiuso alla ricerca e ad esso non conduce alcuna strada”.

Ancora “interrogo me stesso”. Non mi chiedo se invecchiando son migliorato. Goethe diceva che non importa ciò che l’uomo è, ma ciò che dovrebbe essere. Un tempo anch’io mi ponevo dei modelli. Oggi non penso più a come dovrei essere. Non c’è niente che io debba essere.

Epilogo

Per alcuni l’essere diventa più significante se significa il Nulla o un “essere-per-la-morte”. Tuttavia, quando pensano alla morte o al Nulla si riservano un posto come spettatori. Altri dicono che bisogna ‘imparare a morire’. Forse intendono uscire da questi ripetuti giri del Sole con grazia e dignità, come un bravo attore esce di scena. Non so se ne sarò capace. Ma mi consola sperare che poi non dovrò più recitare.

Di Livio Cadè, ereticamente.net

18.02.2023

--

Fonte: https://www.ereticamente.net/il-giro-del-sole-livio-cade/

Commenti (30)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 30 caricati
    1. Moha 23 febbraio 2024

      Bella lettura, anche se la rotazione della Terra intorno al Sole è ancora da dimostrare

    2. absitiniuriaverbis 23 febbraio 2024

      ... qualche lettura inerente il moto dei pianeti da consigliare?

    1. paulbressac 23 febbraio 2024

      buon giorno
      qualche relazione con il gruppo evoliano dell'Msi "I figli del sole" tanto caro a Pino Rauti?
      grazie per l'attenzione

    1. absitiniuriaverbis 22 febbraio 2024

      Gradevole lettura, che mi lascia qualche riflessione. D'altronde sono e restano riflessioni personali dell'autore fatte ad alta voce: sapersi guardare dentro è importante. Grazie all'autore.

      La parte precedente l'epilogo chiude con: non c’è niente che io debba essere.
      La capisco nel senso che 'non c'è un modello a cui io debba necessariamente conformarmi. Resta tuttavia aperta la: non c'è niente che io non possa essere.
      Questo è il cammino individuale che ci aspetta, che lo si sappia o meno.
      L'esperienza di vivere aspetta tutti.

      L'epilogo chiude parlando di recita. Recita intesa come conseguenza di un tutto ineluttabile che è comandato e preordinato da tutte le influenza astrali.
      In fondo siamo parte e fatti degli stessi atomi e particelle del tutto.
      C'è comunque una differenza; possiamo pensare di essere le vittime di un destino astrale o possiamo cercare la nostra strada.
      Non siamo macchine che hanno senso se se producono un prodotto, non abbiamo uno scopo.
      L'esperienza di vivere è lì fuori.

      Sono andato a ruota libera, come tra amici con un bicchiere difficilmente pieno.

    2. sbregaverse 22 febbraio 2024

      Uno scôpo solo giammai.
      Se non infiniti : innumerevoli (almeno).

    3. Nonso 22 febbraio 2024

      A me ne basterebbe mezzo

    1. IlContadino 22 febbraio 2024

      Qualcuno mi sa dare informazioni sull'immagine di copertina?
      È una immagine che mi garba assai, ma non so nulla a proposito.

    2. sbregaverse 22 febbraio 2024

      Sì io potrei (alla domada ).
      MEGLIO non saperle certe cose.

    3. absitiniuriaverbis 22 febbraio 2024

      Ho trovato questo link in inglese che fornisce indicazioni sull'immagine alchemica che ti interessa.
      https://dennisklocek.com/what-is-alchemy/

      Buona fortuna.

    4. Hospiton 22 febbraio 2024

      Nota come "Incisione di Flammarion", di seguito la pagina wikipedia in inglese (c'è anche quella italiana ma è più scarna)
      https://en.wikipedia.org/wiki/Flammarion_engraving

      Curioso come il fratello dell'astronomo Camille Flammarion, Ernest, fu tra i fondatori della casa editrice omonima, oggi tra i principali gruppi francesi nel settore. E per diversi anni il curatore di una collana edita da Flammarion, intitolata La Bibliothèque de Philosophie scientifique, fu il celebre Gustave Le Bon, su CDC più volte citato per la sua opera "La psicologia delle folle" (insomma uno della trimurti, assieme a Bernays e Lippmann)

    1. CptHook 22 febbraio 2024

      "Contessa, che è mai la vita?
      È l'ombra d'un sogno fuggente.
      La favola breve, è finita...
      Il vero immortale è l'amor."

    1. futurista77 22 febbraio 2024

      Notevole. Inutile "inserire la recensione". Caso mai, grazie.

    2. sbregaverse 22 febbraio 2024

      Caro frate Turista, condoglianze, purtroppo intempestive,
      è dal 77 che sei diventato sedentario ¿?
      SbregaBalla.

    1. sbregaverse 22 febbraio 2024

      Non proprio imparare a morire ma :
      《morire prima di morire》
      e QUESTO è DONO.
      Echìssêne di Sěnèsbāte.

    1. Linoleum 21 febbraio 2024

      Uhm. Queste sono le tipiche riflessioni che mi vengono in mente nei momenti più intimi, vi tengo aggiornati

    2. Nonso 21 febbraio 2024

      E' bello avere un posto virtuaale in cui poter condividere tutto

    3. CptHook 22 febbraio 2024

      🙊🙉🙈

    1. mazzam 21 febbraio 2024

      Celebrerò il Signore ad alta voce,
      lo loderò in mezzo alla folla.

      -sal 109(108), 30

    2. sbregaverse 22 febbraio 2024

      Maiuscolata, almeno, la elle .( LO)

    3. Nonso 22 febbraio 2024

      Svenimento, Sbrega, trattasi di svenimento, sul più bello

    1. patrizia p 21 febbraio 2024

      bellissimo e stimolante.

    1. Verdiana Siddi 21 febbraio 2024

      Quando un ribelle smette di essere un poeta, smette anche di ri-bellarsi.

    2. CptHook 22 febbraio 2024

      Smettendo di ri-bellarsi si imbruttisce e diventa un ribrutto?

    3. Verdiana Siddi 22 febbraio 2024

      Sì certo

    1. berlioz 21 febbraio 2024

      post come questi ti cambiano la vita

    2. CptHook 22 febbraio 2024

      Mi sembra di cogliere una vaga ironia..., non ti cambiano la vita,
      la filosofia è quella cosa con la quale e senza la quale il mondo rimane tale e quale,
      semplicemente aprono una finestra su un altro degli infiniti mondi che orbitano attorno a ciascuno di noi, i cui campi gravitazionali influenzano in misura maggiore o minore la nostra orbita a seconda della maggiore o minore distanza,
      quando queste orbite si trovano occasionalmente vicine, magari anche parallele, per un periodo più o meno lungo,
      quando a volte entrano in collisione, distruggendosi reciprocamente in milioni di frantumi,
      oppure si uniscono in una massa più grande...,
      e formano quell'ombra di un sogno fuggente...

    3. sbregaverse 22 febbraio 2024

      La vita ¿?
      Dubito.
      Ma le mutande senz'altro.

    4. sbregaverse 22 febbraio 2024

      Filosofiat voluntas SUA.

    5. sbregaverse 22 febbraio 2024

      Quantunque sia da Nobel mi accontento del Prize.

    1. Astronauta 21 febbraio 2024

      „““In fondo, è probabile che anch’io proceda secondo un’orbita prestabilita“““

      si chiama destino nel senso che ognuno ha una „destinazione“ stabilita.
      La destinazione bisogna intuirla.

Visualizzati 30 di 30 commenti approvati.