Il futuro è di Hamas?

Il futuro è di Hamas?

Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org

Sull’altare del sacrificio

La natura degli estremismi è quella di generare o di aggravare un conflitto. Perchè è grazie al conflitto che gli estremismi possono raggiungere il loro vero scopo, cioè affermare il proprio potere, il potere della fazione politica che rappresentano, eliminando ogni altro gruppo, ogni alternativa. Per far questo, applicano un metodo infallibile: quello di infiltrarsi nella condizione di miseria, nel disagio, nella rabbia di una comunità o di un gruppo sociale, indirizzando questi verso l’obiettivo della lotta. Ma si tratta di una lotta ad oltranza, una lotta trasformata in guerra santa contro un nemico assoluto, in uno scontro tra bene e male. Sbaglia chi pensa che abbiano a cuore le speranze della comunità che è stata invasa dalla loro presenza. L’obiettivo non è affatto il bene di un gruppo o di un popolo: questi possono benissimo essere sacrificati, giocando il ruolo dei martiri. Possono essere mandati al macello, se questo serve alla affermazione della fazione estremista.

Il disagio, la miseria, la rabbia sono una risorsa che i fondamentalismi sfruttano per acquisire potere e prestigio. Una risorsa necessaria alla loro esistenza. Quindi, la responsabilità della loro diffusione è in ultima analisi anche di chi opprime con la propria intransigenza, la propria crudeltà e cecità un popolo, un gruppo sociale, una comunità.

Le azioni di aperta violenza perpetrate contro la striscia di Gaza da parte di Israele, un atteggiamento condannato anche dalla parte politica progressista israeliana, sono state le principali responsabili dell’affermazione dell’estremismo e del fondamentalismo di Hamas.

Ma c’è il rischio che anche tra gli occidentali si propaghi un’attrazione per questo tipo di estremismo, soprattutto tra quelle categorie che la nostra politica e il nostro intero sistema di vita stanno sempre più opprimendo, spingendo ai margini, privando di un futuro, di ogni speranza. Mi riferisco soprattutto alla categoria dei giovani, a cui sono state sottratte non soltanto la sicurezza, ma anche le idee e le parole con cui poter descrivere un futuro. A cui non rimane altro che la violenza dell’azione.

L’appello di Hamas, tra Oriente e Occidente

L’attacco inaudito e senza precedenti di Hamas avvenuto tra la sabbia del deserto è una pietra posta per far inciampare innanzitutto il mondo arabo. Israele, spaccata tra una visione integralista e una progressista, adesso imboccherà la strada del conflitto aperto e della repressione: senza alcun limite, stando alle parole di Netanyahu.

La Palestina allora si compatterà sempre di più intorno all’estremismo di Hamas, avviato a diventare l’unico partito e movimento politico. Hamas, che con questa azione ha dimostrato di possedere notevoli abilità strategiche, apparendo agli occhi dei giovani Palestinesi come l’unica organizzazione in grado di comprendere il loro bisogno di riscatto, di futuro, di vendetta.

Come reagirà allora quella parte del mondo arabo, con l’Arabia Saudita in testa, che si stava da poco avvicinando a Israele e all’Occidente tramite gli accordi di Abramo? Quell’avvicinamento temuto soprattutto dall’Iran, capofila della parte più intransigente. Il mondo arabo, la cui unità era minacciata da quegli accordi, potrà ritrovare coesione nell’opinione pubblica dei propri paesi, offesa e sconcertata dalla violenza e dalla crudeltà di Israele, colpita profondamente da una vendetta che si annuncia già spaventosa.

L’attacco di Hamas è stato pensato come un imperativo a scegliere da che parte stare. Un imperativo rivolto innanzitutto ai popoli arabi. Un appello che mira a negare qualunque possibilità di dialogo, di accordo, di pace. Un appello la cui urgenza è sottolineata dalle vittime degli attacchi di Israele su Gaza.

Ma anche il mondo occidentale inciamperà sulla stessa pietra, e forse ha già avvertito risuonare dentro di sè l’appello lanciato tra la sabbia di quel deserto.

Probabilmente è la crisi profonda che l’Occidente sta attraversando che darà ad Hamas un rilievo del tutto inaspettato.

Anche l’Occidente è intimamente lacerato. Gli ultimi cinque anni hanno accelerato nei cittadini occidentali la crisi della fiducia in qualsiasi istituzione: da quelle sociali, a quelle culturali e religiose. La sfiducia nella politica è ormai completa: nessuno si illude più di ritrovare ideali o prospettive nei partiti che ancora si dividono i voti di quei pochi che frequentano ancora le urne. Tutto è stato eroso dall’interno. La nostra società appare sempre di più gestita da un apparato di potere economico e tecnologico, privo di qualunque scopo che non sia la sempre più stringante sorveglianza. Il puro esercizio della potenza della tecnica. Tutto, ma veramente tutto, ogni piega della nostra vita, subisce un rigido controllo, una ferrea disciplina. La tecnologia, la pianificazione burocratica hanno sostituito la politica stessa.

L’azione di Hamas potrebbe avere la tremenda capacità di catalizzare e fare esplodere un malcontento profondo anche nell’Occidente. Un malcontento che la propaganda occidentale ormai non riesce più ad arginare. Una prova è la sempre più fievole e screditata presa della propaganda della guerra in Ucraina, il fatto che in Europa cresce sempre di più l’opposizione a quella guerra e a tutte le guerre. E anche adesso, si cominciano a riproporre le stesse strategie del consenso: dall’imbarazzante copione in cui si dipinge Israele come vittima, alla prevedibile esclusione da premi e riconoscimenti di artisti e intellettuali palestinesi. Strategie che sembrano essere partorite da un’intelligenza artificiale, tanto sono banali e ripetitive.

In Occidente cresce sempre di più l’opposizione tra società civile e il mondo della politica e delle istituzioni.

Il futuro della politica

Quale può essere, in queste condizioni, il futuro per la pratica politica in Occidente? O meglio, all’interno di quali prospettive politiche potranno crescere le nuove generazioni in Occidente? Ma si può essere ancora più precisi: in un clima del genere, come è risuonato alle orecchie dei giovani l’attacco di Hamas? Conviene rispondere a quest’ultima domanda prima di affrontare le altre due.

A quale gruppo sociale vengono negati il futuro e la speranza? A chi viene programmaticamente inibita la fiducia nei valori e negli ideali? A chi si prospetta un’esistenza il cui massimo obiettivo è la conquista di un lavoro per sopravvivere? Qual è il gruppo sociale che il mondo occidentale costringe a vivere in una sorta di striscia di Gaza virtuale? Quanti gruppi politici e quanti ragazzi avranno sentito in quel gesto l’espressione della propria volontà di spezzare un clima divenuto ormai insopportabile?

Noi adulti forse siamo disposti a vedere, a sopportare, ad accettare il vuoto a cui la nostra storia ci ha condotti: il vuoto ideologico, la compressione dentro un futuro senza luce, una società sempre più cinica e assoggettata al controllo tecnologico, il vuoto delle istituzioni e della politica. I giovani invece no: non sono disposti ad accettarlo, questo vuoto, perchè per loro potere affidarsi ad un mondo leggibile e dotato di senso è una questione vitale.

Inoltre, questo mondo non lascia nessuno spazio alla libera progettualità, ai sogni: si tratta soltanto di sopravvivere, di inseguire il miraggio di un lavoro sempre più lontano.

Per un ragazzo, tutto è preferibile a questo vuoto, all’assenza completa di prospettive. Non essendoci più parole a cui affidarsi, dove può incanalare i propri ideali, le proprie aspettative? É chiaro che gli resta soltanto una cosa: l’azione violenta, risolutiva. Di fronte al vuoto, meglio un gesto di violenza. Molti ragazzi vedono in quel gesto l’urto formidabile da dare ad un mondo senza più futuro.

L’estremismo in generale rischia di riscuotere simpatie infiltrandosi in queste fratture, in queste lacerazioni.

Quali saranno quindi i politici di domani? Non più quelli cinici e docili, istallati nelle stanza del potere, sempre più screditati, sempre più impotenti di fronte ai veri capi globali. Saranno giovani animati dalla rabbia, guidati da politici che adopereranno nei loro discorsi mitologie di riscatto, di redenzione sociale la cui forza si nutre della condizione di marginalità, del senso di esclusione e di oppressione di chi le ascolta.

Quanto sono distanti i nostri ragazzi dai giovani che Hamas ha sedotto con il mito del riscatto, della lotta violenta, di un futuro radioso in cui il nemico sarà finalmente schiacciato?

La politica senza idee

Il futuro per la politica in Occidente potrebbe essere questo. Le nuove leve dei giovani vorranno distruggere il sortilegio del vuoto, per erigere un nuovo mito: quello dell’azione violenta e risolutiva. Un’azione priva di autentiche idee, cieca e fine a se stessa, indirizzata alla mera conquista del potere, a scapito di tutto e tutti.

Quali idee infatti potrebbero avere cittadinanza in un contesto come quello disegnato? Ci sarà spazio soltanto per una visione vittimistica e vendicativa della realtà, una visione che divide il mondo in buoni e cattivi: una percezione della realtà ridotta nello schema della guerra santa contro il nemico. Ma queste non sono idee: sono bandiere agitate per stimolare la violenza, sono mitologie del tutto omogenee per struttura a quelle che da sempre si danno in pasto alla rabbia delle masse totalitarie. Pura e semplice distruzione. Cosa dovrà essere costruito dopo, nessuno si cura di pensarlo, di saperlo, di indicarlo.

Questa visione, che si avvia a sedurre sempre più persone, condivide la stessa radice da cui nasce il vuoto che vorrebbe combattere: la riduzione della politica a semplice procedura priva di qualunque luce razionale, di qualunque riflessione sugli scopi, sugli obiettivi da realizzare, priva appunto di idee. Questa visione è la più perfetta erede del vuoto ideologico dell’Occidente.

Passando dalla visione della politica burocratica e tecnocratica dentro la quale viviamo adesso, a quella fondata sulla pratica della violenza, non cambierà nulla, il fondamento rimarrà il medesimo: quello di una politica che ha negato le idee, ridotta a mera procedura, a mera prescrizione pratica.

Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org

Stefano Vespo. Poeta e scrittore. Laureato in Filosofia, attualmente insegna lettere al Liceo di Nicosia. Sposato, vive a Sperlinga. Scrive su temi di politica e società su ComeDonChisciotte.

Commenti (26)

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    1. oliver 22 ottobre 2023

      …Perchè è grazie al conflitto che gli estremismi possono raggiungere il loro vero scopo, cioè affermare il proprio potere, il potere della fazione politica che rappresentano, eliminando ogni altro gruppo, ogni alternativa.
      Infatti vedi l‘estremismo sionista !

    1. Eugiorso 22 ottobre 2023

      Tanti punti sballati, nell'articolo, un po' viziato dal PolCor e nel solco di un "occidentalismo" che ci ha portati a questa situazione ...

      Partendo dalla fine, la politica minore (lo si capisce molto bene in Italia) non deve permettersi di esprime in buona fede idee "non conformiste", perché è interamente collaborazionista dell'apparato economico e tecnologico di cui si scrive nell'articolo e non può essere diversamente.

      La "sfiducia" in questa politica, lo vediamo in Italia, non produce alcun effetto concreto, rilevante e non mette in pericolo l'apparato di potere, ferreamente guidato dall'esterno, come si fa con le colonie da usare e saccheggiare.

      Le nuove e nuovissime generazioni sono le più inerti degli utlimi cento anni se non di più, come vediamo bene da noi, sembra che non esistano neppure, mentre chi soffre da decenni l'oppressione assassina e genocida degli ebrei, come soprattutto i palestinesi di Gaza che sono popolazione giovane, dispone di "risorse umane" per levarsi in armi contro un nemico spietato, che noi qui non abbiamo e non avremo. Semmai i giovani talvolta cadono regolarmente nelle trappole propagandistiche come il "clima", il green, la "pace" (ma quella imposta dall'impero del male statunitoide-occidentaloide,che è oppressione e umiliazione per i popoli) e altre puttanate insignificanti, quando non imbrattano i monumenti con azioni da coglioni manipolati, ma la maggioranza di loro non è e non sarà "perventua" ...

      Cari saluti

    1. warheit 22 ottobre 2023

      il futuro ora è tornare quarant'anni indietro.

    1. Cleon XIII 21 ottobre 2023

      Siamo impazziti? Non è già pieno il mainstream di questa Mç%L°@? Dobbiamo sorbircela pure qui?

    1. nicolass 21 ottobre 2023

      c'è un'altra chiave di lettura inquietante per gli eventi in corso.. ovvero qualcuno ha deciso per la soluzione finale prima dell'avvento del nuovo Messia che consiste in un conflitto nucleare purificatore.. la maggior parte di noi non avrà scampo

    2. Francescaeffe 21 ottobre 2023

    1. Cachafaz 21 ottobre 2023

      Di strategie in campo ce ne e' piu' di una, non ci sono solo Israele e Usa. Dubito che alla fine questi escano vincenti. Nessuno si ricorda il 1973, la crisi petrolifera, siete tutti giovani? Fallirono anche delle banche per il prezzo che esplose, ed allora l'u-ccidente era molto piu' forte, gli arabi non avevano fatto i progressi sia economici che come numeri della popolazione, proprio. Per non parlare della Cina, della nuova versione riveduta e corretta in meglio, della Russia. Ma torniamo alle strategie. E' secondo me sicuro che in caso di forte aggravamento, o addirittura di suo bombardamento, che l'Iran potra chiudere lo stretto do Hormuz. E tanti saluti all'u-ccidente!

    1. Francescaeffe 21 ottobre 2023

      Posto che continuare ad analizzare la situazione sociale, in particolar modo delle giovani generazioni, nella sua genesi, nella sua attualità e nel suo evolversi, è utile ma sterile se non offre un modello ideologico e politico di riferimento, per dare impulso ad un per me ormai improcrastinabile cambiamento, chiedo: secondo voi, che ne sapete sicuramente più di me, non sarebbe auspicabile che nel mondo islamico il ruolo di leader fosse assunto da una personalità politica autorevole e già dotata di un apparato politico, amministrativo e militare come potrebbe essere quella di Hassad, in modo da soppiantare il movimento Hamas? E se far convergere su un personaggio autorevole di quel tipo le istanze delle varie società islamiche fungesse da modello anche per le nostre società occidentali? Non un uomo della Provvidenza ma un nuovo modello politico strutturato, di riferimento.

    1. Martin 21 ottobre 2023

      Si puo' concordare con l'analisi, se non fosse che proprio i giovani occidentali risultano essere la generazione piu' supina al diktat del dominio della tecnica (Heidegger) e del pensiero unico propagandato dai media NeoGlobal. Sono proprio i giovani occidentali i primi a mancare nell'opposizione, sia in Europa che negli USA, nonostante siano loro - e non noi adulti o anziani- che saranno costretti, per esempio, a lavorare per una vita per mantenere milioni di immigrati. Anche negli USA, il supporto a Biden e' molto piu' sostenuto nelle giovani generazioni che in quelle adulte o anziane. Quattro anni dalle precedenti elezioni, con il ringiovanimento del corpo elettorale, peseranno non poco sulle prossime elezioni USA, che decideranno il corso dell' Occidente molto di piu' di quelle europee nella prossima estate (sara' anche divertente vedere che Commissione verra' formata, quando non si sapra' chi verra' eletto a Washington qualche mese dopo).
      Quanto sopra significa che i mass media occidentali, che grazie a internet e cellulari ci raggiungono ovunque come mai nella storia umana, sono giunti ad incidere pesantemente sul dialogo intergenerazionale, infatti oggi sceso a livelli peggiori che negli anni della contestazione (fine anni 60 - primi anni 70).
      I giovani occidentali, europei e americani, rappresentano un spettacolo desolante, ed e' piu' che evidente che la colpa dev'essere anche nostra, ossia delle generazionI dei padri e dei nonni.

    2. JHON 21 ottobre 2023

      Un tempo erano le Rivoluzione a cambiare le situazioni, indotte e volute che siano, oggi il ruolo dovrebbe essere della politica, ma visto come siamo conciati, i giovani non possono trarne nessun stimolo. Si sono appiattiti tutti allo stesso livello, l' importante è il posto fisso in Parlamento. Poi Amici e grande Fratello hanno fatto il resto. Solo uno stimolo forte, potrebbe far rinascere il sentimento Nazionale e l' orgoglio di essere Italiani, coloro che pur essendo stati sconfitti e umiliati seppero mostrare al mondo cosa erano capaci di fare. Possiamo ancora farcela.

    3. CptHook 21 ottobre 2023

      Un tempo erano le Rivoluzione a cambiare le situazioni,

      Ed erano i giovani, gli studenti quelli che le facevano..., il dramma di oggi è proprio questo, che solo noi alquanto "datati" abbiamo capito e saremmo ancora pronti a farle..., ma la salute non ci assiste più...

    4. JHON 21 ottobre 2023

      Le barricate di Napoli, Milano, Brescia coinvolgevano tutti coloro che erano abili, anche a caricare le armi e passarle ai più dotati cecchini. In questo ruolo possiamo dire ancora la nostra, Capitano.

    5. oliver 22 ottobre 2023

      … per mantenere milioni di immigrati ?
      direi migliaia di speculatori finanziari !
      Infine è più facile prendersela coi più deboli.

    6. CptHook 23 ottobre 2023

      Comincia ad esserci troppa disparità di mezzi..., a meno che non tanto il popolo ma le forze dell'ordine/armate non capiscano quello che sta succedendo e che la fedeltà alle se-dicenti "istituzioni" (che bella prova hanno dato di sé negli ultimi 4 anni ormai) distrugge il futuro anche dei loro figli..., purtroppo però, come diceva qualcuno ben più grande di noi, in Italia "ciascuno pensa al proprio particulare"...

    1. Nonso 21 ottobre 2023

      Non so, ho come l'impressione che quello che noi ci ostiniamo a chiamare futuro sia già bellepassato.

      Quello che vediamo è ciò che dobbiamo vedere, ed esisteva già prima che noi lo vedessimo. Quello che vedremo è già ora deciso.

      Il futuro non è che una possibilità, ed è tutto nelle nostre popolari manine impegnate in cose inutili

    1. ignorans 21 ottobre 2023

      Beh, almeno l'autore un lavoro ce l'ha... Uno stipendio lo piglia...

    1. ws 21 ottobre 2023

      Quell’avvicinamento temuto soprattutto dall’Iran,

      E' l' esatto contrario, è proprio l' incapacità e la corruzione delle elites sunnite a creare l' occasione per le elites sciite di poterle sostituire anche nel mondo arabo, cioè laddove gli sciiti sono da sempre minoranza oppressa (vedi libano , irak e anche siria ).
      E' infatti questa la lezione che sauditi ed emiri hanno imparato in yemen, per loro non c'è futuro se continueranno i loro "affari" con l'occidente "al solito modo".

    1. PietroGE 21 ottobre 2023

      Totalmente in disaccordo con le prospettive elencate in forma di domande dall'autore dell'articolo. I giovani occidentali dei quali parla, sensibili ai messaggi di violenza cieca e estremismo senza scopo sono la sua idea personale di gioventù politica votata al 'casino per il casino', la quale però non ha nulla a che fare con la gioventù di Hamas che ha una idea precisa di riscatto territoriale e storico, un ideale religioso e una idea politica di gestione della società. Hamas non è lì per fare casino e per ammazzare a destra e a manca. Il riflesso occidentale della crisi in MO sarà lo scontro tra le comunità islamiche europee e gli autoctoni per il controllo del territorio, non la violenza per la violenza. Come chi si informa può facilmente vedere, l'integrazione delle comunità islamiche (e non solo quelle) è fallita nelle società europee e lo scontro sarà inevitabile e violento perché le due concezioni di società sono incompatibili.

    2. Martin 21 ottobre 2023

      Bastava non farli entrare a milioni, ed al tempo stesso rispettare la diversita' della religione islamica, con oltre un miliardo di credenti, invece di farli entrare a milioni ed al tempo stesso disprezzare, insultare e maledire la religione islamica, fino a bruciare pubblicamente il Corano. A distruggere lentamente la religione cristiana e cattolica, nel frattempo, ci sta pensando direttamente El Pampero, e direttamente dal Soglio Pontificio: per chi ancora non se ne fosse accorto. E mentre le due principali religioni monoteiste sono sotto attacco brutale, ovviamente nessuno si azzarda ad attaccare la terza religione monoteista, per quanto minoritaria, ossa la religione ebraica, pena l'immediata ed infamante accusa di antisemitismo.

      Piu' conciati per le feste di cosi'...........................

    3. WarezSan 21 ottobre 2023

      Il Papa attuale è una rovina per i cattolici e l'occidente tutto.
      E non solo.

      È blasfemo e di cultura minimale.
      Non fosse che vi sono mentecatti che sbrodolano nel culto della personalità.

      E il danno riguarda anche i laici, gli stessi che in quanto non credenti non se me curano.

      Ingenui.

    4. Martin 21 ottobre 2023

      Aveva perso la fede 20 anni prima di essere eletto Papa, ed ha passato quei 20 anni attaccato al telefono dalle 7.00 di mattina alle 18.00 di sera ogni santo giorno, per diventare Papa. E ci e' riuscito. Sta letteralmente distruggendo la dottrina cristiana e cattolica, e il processo concerne tutti, non solo i Cattolici. El Pampero e' molto fortemente appoggiato dai circoli Neo Global. Resta il dubbio se la sua elezione sia stata preparata prima dai citati circoli, penetrati all'interno della Chiesa Cattolica. Il sospetto che sia stata una manovra e' molto forte, ma non ne esistono le prove.

    5. Deheb 21 ottobre 2023

      Non conosco i motivi che portano a queste tue personali considerazioni ma all’interno del rapporto su “Ottavo rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa nel mondo. Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos” di E. Gotti Tedeschi (che non è uno scappato di casa qualunque) accenna vagamente all’elezione di Francesco ed agli interessi “particolari” (ma non specificati) dietro di lui.
      Ignoro il fatto che Papa Francesco abbia per 20 anni fatto il centralinista ma che, come dice EGT sia stato eletto proprio lui e in un momento particolare e in sostituzione di un papa come Benedetto XVI, questo lo ritengo plausibile. E a giudicare dalle sua azioni assume anche un senso logico.
      Mala tempora.

    6. Arthur 22 ottobre 2023

      "Resta il dubbio se la sua elezione sia stata preparata prima dai citati circoli, penetrati all’interno della Chiesa Cattolica."

      Resta da vedere se la sua elezione è stata valida.
      E questo dipende dalla validità dell'abdicazione del predecessore.
      Ormai ci sono molti che ne dubitano.
      In realtà sembrerebbe che Benedetto XVI a suo tempo si sia ritirato in sede impedita, facendo credere agli sprovveduti (cioè quelli che miravano ad eleggere un ecclesiastico allineato ai poteri anti-cattolici) di aver abdicato mentre invece egli si ritirava in sede impedita.
      In questo modo gli sprovveduti avrebbero partecipato ad un conclave nullo dal quale sarebbe uscito un falso papa, un antipapa.
      Queste sono le teorie di alcuni teologi e canonisti, di Don Minutella e di altri ecclesiastici.
      Andrea Cionci ha compiuto un lavoro di divulgazione straordinario.
      Personalmente ritengo che abbiano ragione.
      Quando verrà fuori tutto, la falsa chiesa sarà spazzata in un attimo perché tutti gli atti compiuti saranno nulli secondo le leggi canoniche ed ecclesiastiche.
      E sarà in quel momento che franerà il nuovo ordine mondiale.
      Nella Chiesa ci sarà un terremoto che innescherà una tempesta in grado di sconvolgere il mondo e modificarne gli equilibri.
      E di questo sono arcisicuro.

    7. Martin 22 ottobre 2023

      Le fonti della sua probabile perdita della fede e dei suoi 20 anni al telefono sono qualificati esponenti dal clero argentino che hanno prestato servizio sotto El Pampero ogni giorno per decenni: veri e propri testimoni. E hanno anche aggiunto che l'uomo era ed e' di ambizione, narcisismo e falsità assolutamente inconciliabili con l'etica cristiana. Cio' nonostante, mancano le prove che l'elezione sia stata intenzionalmente manovrata all'interno del Conclave. Ci sono solo sospetti, e quelli di Gotti Tedeschi - che come storico ha enormi limiti, dovuti alla sua ideologia, infatti per me e' un giornalista - valgono come quelli di chiunque.
      El Pampero crede che c'e' un solo Dio, che si e' rivelato diversamente (Javeh, Dio, Allah, etc) secondo le diverse culture. E' una ipotesi interessante sotto il profilo sia religioso che sociologico, e conforme ai dettati del NeoGlobalismo, ma assolutamente inconciliabile con la dottrina cristiana e cattolica, che infatti sta lentamente smontando, e direttamente dal Soglio Pontificio. Di Papi che hanno commesso crimini ne abbiamo visti molti, ma nessuno si e' dedicato a smontare la dottrina cristiana e cattolica.

    8. Martin 22 ottobre 2023

      La strada della nullita' del Conclave e dell'elezione mi sembra una perdita di tempo. Bisogna solo attendere che El Pampero termini il suo catastrofico mandato, ed osservare attentamente l'elezione del successore, tenendo conto del fatto che la maggior parte dei membri del futuro Conclave sono stati nominati da lui. Non vedo proprio nessuna catastrofe all'orizzonte. I Cattolici osservanti, ossia quelli veri, sono in costante riduzione, come inevitabile quando si apre a omosessuali e lgbt, mentre al tempo stesso si mette a lato, come una questione minore, l'aborto. Osservate, per esempio, Zuppi: parla un linguaggio ecumenico-marxista (la gestione del bisogno di genitorialità, et similia), e glissa sistematicamente sull'aborto. E' la Chiesa Cattolica stessa, nella sua ala cd progressista o NeoGlobal, che si sta scavando la sua fossa.

    9. Arthur 23 ottobre 2023

      L'80-90% delle vocazioni è costituito da giovani provenienti da famiglie cattoliche che non seguono i falsi valori degli pseudo-cattolici del Postribolo Vaticano II.
      Vescovi, preti, religiosi appartenenti ai vari ordini abbozzano in silenzio, ma dietro le quinte si affilano le spade.

      Nella Chiesa vige il diritto canonico.
      Se emerge quello che tutti sanno, viene giù tutta la porcilaia vaticansecondista.

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