IL DRAMMA DI LELIO LUTTAZZI E QUEL SUO FILM DIMENTICATO

Il pregiudizio ha tenuto in piedi processi e rovinato vite. Anche nel mondo dello spettacolo.

Articolo Lelio Luttazzi 19-10-2024

Di Gianluca Sposito

Ai giovani il suo nome, Lelio Luttazzi, forse dice poco. Ma nel 1970 Lelio Luttazzi (1923-2010) - musicista e uomo di spettacolo - è (quanto a popolarità) l’Amadeus, il Fiorello, il Pippo Baudo degli anni ‘60. Un tutt’uno carico di fama che sparisce di colpo, dalla sera alla mattina, quando la sua faccia qualunque da impiegato qualunque viene sbattuta su tutte le prime pagine sotto titoloni che strillano: “Arrestati Chiari e Luttazzi: droga”.

Per la telefonata di uno spacciatore, non a lui diretta ma intercettata e male interpretata, senza alcun altro riscontro, il 20 maggio 1970 il Maestro Luttazzi si ritrova i finanzieri nella sua bella casa vicino alla Fontana di Trevi, prelevato e sbattuto nel carcere di Regina Coeli, in cella d’isolamento, senza la minima idea di cosa sia successo, senza possibilità di comunicare con l’esterno e neanche con l’avvocato per quindici giorni (la procedura penale di allora era ancora più perversa di quella attuale, ove mai possibile).

Però, nel frattempo, i giornali abboccano all’amo piuttosto ghiotto, e si scatenano, con titoli e pezzi che, visti oggi, appaiono raccapriccianti.

Luttazzi ne uscirà completamente prosciolto, ma distrutto. In quei 27 giorni di detenzione si difende dalla follia scrivendo il suo unico romanzo: “Operazione Montecristo”. L’opera ispirerà ad Alberto Sordi il film “Detenuto in attesa di giudizio” (regia di Nanni Loy, 1971).

Non solo. Nel 1972 Luttazzi decide di girare il film “L’illazione”, sperando che possa essere mandato in onda dalla Rai, per riaprire il dibattito sulla sua vicenda. Ma la Rai rifiuta, per poi restaurarlo e mandarlo in onda solo nel 2011 (e su Rai 5…), un anno dopo la sua morte.

Cerchiamo sempre di ricordare questo "portatore sano di smoking" (Enrico Vaime) e di fascino. E che le ingiustizie riguardano tutti, anche chi non le ha ancora subite.

“L’illazione” (di Lelio Luttazzi, 1972)

https://youtu.be/KIk0qn1_xBE?si=ejHn2L1JED4Yttkv

Di Gianluca Sposito

FONTE: https://t.me/c/1284114269/8282

Commenti (12)

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Mostra commenti 12 caricati
    1. gix 20 ottobre 2024

      Una vicenda dirompente, in un mondo tutto sommato ancora molto bigotto e tradizionalista, nonostante i presunti sconvolgimenti del '68. Qualche anno dopo ritentata, più o meno con gli stessi schemi, forse con Tortora: come a dire nulla è come sembra, e nessuno è immune dal giudizio...Non è il caso di questo film, che può essere inquadrato come un semplice tentativo di riabilitazione personale, ma vedo che oggi si tenta spesso la strada della reinterpretazione, anche storica, tramite strani e controversi sceneggiati tv, di eventi e personaggi di qualche tempo fa, quando l'Italia e il mondo erano molto diversi da ora, almeno culturalmente. Ora per esempio scomodano anche Mike Bongiorno, ma la domanda è: a chi sono dirette queste operazioni? A quale pubblico? che ritorni hanno o sperano di avere? Si tratta di semplici "riesumazioni" in assenza di nuove idee o c'è dell'altro?
      Certo, pensare che questa roba sia diretta ai giovani è veramente un azzardo, forse potrebbe essere solamente la celebrazione di un mondo che sta veramente scomparendo, oltre ad intere generazioni a questo collegate. Per qualcuno potrebbe veramente essere una nostalgica rappresentazione finale...

    2. sbregaverse 20 ottobre 2024

      Nostalgia canaglia ¿?

    1. ric 20 ottobre 2024

      che notizia......

    1. Primadellesabbie 20 ottobre 2024

      Il Paese non poteva permettersi contemporaneamente uno stato di rivolta giovanile e una TV non completamente e volgarmente asservita.

      Nessuno sa quali opinioni personali abbiano perduto questi personaggi, né in quali contesti siano state, eventualmente, espresse.

      L'altra ipotesi è che questa operazione sia servita a illustrare a qualcuno il potere di certi ambienti, per convincerlo a allinearsi e collaborare.

    2. DrCaligari 20 ottobre 2024

      Il movimento giovanile era la carota, questo il bastone.

    3. Primadellesabbie 20 ottobre 2024

      È opportuno anche vedere certi avvenimenti come messaggi tra interlocutori noti o immaginabili: è intuibile quale messaggio i destini di Moro e di Craxi abbiano trasmesso a altri contesti politici europei.

    1. DrCaligari 20 ottobre 2024

      Mi permetto solo di aggiungere, al sacrosanto affermato, però che anche la cronaca nera era portatrice sana di smoking. Intendo dire che oggi vediamo i ******** col trans a cavalluccio, oppure ********* steso tra due travoni sul tavolo da ping pong mentre allora sul dettaglio si glissava, si scivolava oltre il pruriginoso dei particolari.

    1. sbregaverse 20 ottobre 2024

      El jera un triste
      fiol d'un can de Tri^e^ste,
      che come un FACHIN DE PORTO......
      solo davanti a un fiasco de vin,
      faseva le feste.

    2. Nonso 20 ottobre 2024

      Fasea, se to?

    3. sbregaverse 20 ottobre 2024

      FASEVA !
      {Si può controllare dal testo della canzone scritta da lui medesmo e ch'io, devoto nel ricordo, ho manipolato ma non a tal punto da stravolgere la variante triestina della lengua venexsiana}

    4. Nonso 20 ottobre 2024

      Ma dove, dionnipotente?
      Ah sì, travato su YOUTUBE! Vai avanti tu che a me viene da dirti di andare avanti tu.

    1. ws 20 ottobre 2024

      ’Amadeus, il Fiorello, il Pippo Baudo degli anni ‘60.

      Un signore ( di sicuro rispetto ai primi due )
      E chi ha vissuto la sua vicenda ( e quella di Tortora) sa che i metodi della magistratura. sono sempre stati gli stessi .
      Venne POI la "santificazione" di "mani pulite", tanté che ho sempre pensato che quelle vicende siano state solo "prove di trasmissione".

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