Il disperato tentativo delle forze speciali di salvare Pokrovsk fallisce mentre le forze armate ucraine subiscono un crollo senza precedenti su tutti i fronti

Il disperato tentativo delle forze speciali di salvare Pokrovsk fallisce mentre le forze armate ucraine subiscono un crollo senza precedenti su tutti i fronti

Simplicius
simplicius76.substack.com

La situazione continua a peggiorare sempre più per l'Ucraina.

Le principali testate giornalistiche riportano sempre più spesso i fatti concreti, che si tratti della mancanza di truppe o del collasso della rete elettrica:

In linea con quanto riportato nell'articolo del Telegraph, gli ultimi dati mostrano che, nel 2025, le diserzioni in Ucraina sono aumentate vertiginosamente:

Nell'articolo dello Spectator sopra citato, intitolato "Chi salverà le truppe ucraine a Pokrovsk?", l'autore chiede essenzialmente alle autorità ucraine di salvare le truppe presenti sul posto, piuttosto che lasciarle "massacrare" come negli accerchiamenti passati, quando gli ostinati comandanti ucraini si erano rifiutati di cedere terreno, cercando in modo spietato di ritardare la vittoria della Russia il più a lungo possibile, a costo della vita di molti dei loro uomini.

Il comando militare ucraino non sempre è riuscito a mantenere questo equilibrio, lasciando che le proprie truppe venissero circondate e massacrate piuttosto che ordinare una ritirata tempestiva. Oggi, quella stessa scelta tra territori e vite umane viene fatta a Pokrovsk.

L'unico modo per evitare un massacro una volta ordinata la ritirata è che i soldati ucraini si allontanino in piccoli gruppi attraverso la porosa linea del fronte, abbandonando tutte le attrezzature pesanti. Come ad Avdiivka e, più recentemente, nella regione russa di Kursk, alcuni dovranno rimanere indietro per coprire la ritirata, affrontando una morte certa o mesi di tortura nelle prigioni russe.

La scorsa settimana le forze armate ucraine sono crollate come mai visto in precedenza praticamente su tutti i fronti principali. Sono state segnalate brecce ovunque, dalla linea Zaporozhye-Dnipro a Pokrovsk, Konstantinovka, Seversk, Lyman e Kupyansk.

Poiché attualmente questa è l'unica notizia che conta davvero in Ucraina, andremo subito al sodo per vedere la portata del crollo ucraino. Ma prima rivediamo le recenti dichiarazioni di Putin sulla situazione al fronte, rilasciate durante una visita ai soldati feriti in convalescenza:

Putin:

"La situazione generale nella zona dell'operazione militare speciale si sta sviluppando molto bene per noi. I vostri compagni d'armi stanno avanzando attivamente su tutti i fronti. In due luoghi, come sapete, nelle città di Kupyansk e Krasnoarmeysk, il nemico è stato bloccato e circondato. A proposito, ho discusso la questione con i comandanti dei rispettivi gruppi di truppe. Non si oppongono a far entrare nella zona dell'accerchiamento i rappresentanti dei media, giornalisti stranieri e ucraini, affinché possano vedere con i propri occhi cosa sta succedendo e verificare le condizioni delle unità ucraine circondate. In questo modo, la leadership politica dell'Ucraina potrà prendere la decisione appropriata riguardo al destino dei propri cittadini e dei propri militari, proprio come era stato fatto una volta ad Azovstal. Avranno questa opportunità. Ci preoccupa solo una cosa: che non ci siano provocazioni da parte ucraina. Siamo pronti a cessare le ostilità per un certo periodo, per diverse ore – due, tre, sei ore – affinché gruppi di giornalisti possano entrare in questi insediamenti, vedere cosa sta succedendo lì, parlare con i militari ucraini e andarsene”.

Putin ha offerto in modo controverso un cessate il fuoco temporaneo a Pokrovsk affinché i giornalisti occidentali possano vedere quanto effettivamente siano circondate le forze ucraine, un fatto attestato da Julian Ropcke che ha irriso il fatto che fosse stato invitato personalmente:

La controversa richiesta di Putin ha sollevato un vespaio tra i sostenitori della Russia, che temono che il leader russo stia nuovamente mostrando debolezza nei confronti del nemico offrendo concessioni. Capisco il punto di vista di entrambe le parti, ma in questo caso ritengo che un cessate il fuoco di poche ore, come proposto da Putin, non causerebbe grandi danni, ma porterebbe invece notevoli vantaggi in termini di immagine. Inoltre, come sempre, Putin ha l'abitudine di fare offerte che sa saranno rifiutate dalla parte avversaria in modo da apparire come un leader misericordioso e ragionevole, in contrasto con il suo avversario Zelensky.

Il motivo per cui questo ha particolare importanza, tuttavia, è che l'accerchiamento di Pokrovsk è diventato un importante segnale d'allarme per le attuali condizioni dell'AFU. L'accerchiamento che le forze russe hanno realizzato attorno a questo agglomerato sembra essere il più stretto che abbiano mai realizzato attorno a una città, se dobbiamo credere alle mappe filo-russe, il che è un segnale estremamente eloquente rispetto all'attuale capacità di combattimento delle truppe ucraine.

La configurazione attuale mostra una distanza di soli ~2 km tra le punte più avanzate delle linee russe:

Si tratta di un varco molto stretto attraverso il quale, secondo quanto riferito, solo uno o due soldati ucraini alla volta possono tentare di fuggire, approfittando della nebbia, della notte o di altre "condizioni particolari". Di seguito è riportato proprio ciò che è accaduto ieri nella nebbia (i soldati ucraini hanno fatalmente scambiato il drone per uno dei loro):

🇷🇺🇺🇦 Ukrainian soldiers trapped in Pokrovsk are now trying to leave under the cover of fog. These two thought the drone approaching was one of their own. It wasn’t. pic.twitter.com/IDTvKlqBFU

— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) November 1, 2025

Certo, si discute molto su quante truppe ucraine siano effettivamente rimaste in quella sacca e, come ho affermato di recente, è probabile che non siano molte, forse poche centinaia o meno, ma nessuno sembra saperlo con certezza.

Tuttavia, o il numero di soldati rimasti è ancora significativo, oppure ci sono alcune persone molto importanti, perché il GUR ucraino ha deciso di lanciare un'audace operazione con elicotteri delle forze speciali "dietro le linee nemiche" fino all’estremità dell'accerchiamento, per ragioni che per ora possiamo solo ipotizzare.

pic.twitter.com/frtFtz2XsJ

[email protected] (@bilosta19570645) November 2, 2025

L'operazione è stata condotta qui, dove gli operatori delle forze speciali si sono trincerati negli edifici o tra la vegetazione, prima di essere, apparentemente, distrutti dai droni russi in agguato:


L’annuncio ufficiale del Ministero della Difesa russo:

Un simile tentativo di infiltrazione suicida da parte delle GUR è quasi senza precedenti e rappresenta un atto disperato commisurato alla gravità della situazione. Considerando questo tentativo e la proposta senza precedenti di Putin di consentire ai media di assistere all'accerchiamento, possiamo solo supporre che il “calderone” di Pokrovsk sia uno dei più completi mai realizzati delle forze russe finora.

Un post pubblicato direttamente da un importante canale ucraino legato all'esercito:

Certo, gli ucraini hanno ottenuto un grande successo nel respingere le forze russe dal saliente di Dobropillya a nord, il che ha persino suscitato voci secondo cui Gerasimov avrebbe "licenziato" il generale della 51ª Armata responsabile di quel quadrante, proprio a causa di questo fallimento. Ma l'attacco era stato progettato per alleggerire la pressione su Pokrovsk e questo non sembra aver funzionato per le AFU.

[caption id="attachment_232972" align="aligncenter" width="911"] Fonte[/caption]

Il crollo più consistente delle AFU continua a verificarsi lungo la linea del fiume Yanchur, dove la catena di insediamenti che abbiamo seguito per settimane è stata finalmente quasi completamente smantellata:

Da notare in particolare a nord, qui le forze russe stanno già entrando a Danylovka e ne hanno già conquistato una parte. Questa città domina l'importante autostrada T0401 che rifornisce Gulyaipole a sud, e la sua conquista complicherà la logistica per Gulyaipole, che sta già iniziando a essere assediata su tre lati in termini di principali vie di rifornimento.

Inoltre, le forze russe hanno conquistato un'enorme fascia di territorio direttamente a nord di questa zona per rafforzare i fianchi e iniziare l'assalto verso l'altra Pokrovske, visibile a nord-ovest della linea:

Poco più a nord-est, le forze russe hanno già iniziato a entrare e conquistare Novopavlovka, che era stata lentamente circondata nelle ultime settimane:

Una vista più ampia:

Per chi non sta seguendo da vicino la situazione, nell'ampia panoramica sopra riportata è possibile vedere Pokrovsk a nord-est e la linea Yanchur a sud-ovest.

Cosa significa questo? Significa che c’è un altro insediamento di grandi dimensioni che le forze russe probabilmente conquisteranno presto, insieme a Pokrovsk, Kupyansk e molti altri che stanno iniziando a cadere.

A nord, le forze russe hanno iniziato ad assaltare la punta meridionale di Seversk, il che significa che anche questa città chiave è destinata a cadere nel prossimo futuro:

Progressi ancora più significativi sono stati registrati a nord-ovest, a Krasny Lyman, dove le forze russe stanno ora assaltando la zona meridionale della città, dopo averne già conquistato una parte considerevole:

Quello che è ancora più scioccante è la rapidità con cui le forze russe stanno avanzando sul fianco settentrionale di questo fronte, dove si sono spinte in profondità nelle foreste verso il fiume Seversky Donets:

Di fatto, questo pone Izyum a distanza di tiro dei loro cannoni:

Infine, Kupyansk ha registrato nuovamente importanti progressi. Le forze russe hanno attraversato il fiume da ovest e stanno avanzando anche da nord per conquistare l'ultima sezione sulla riva sinistra o orientale:

Una vista più ravvicinata mostra la zona più settentrionale della sponda orientale attualmente sotto assalto:

Inoltre, sulla prima mappa più ampia sopra riportata, è possibile vedere che le forze russe hanno già preso d'assalto il lato occidentale per conquistare Sadove, il che sta trasformando sempre più l'intera zona di Kupyansk in un vero e proprio calderone:

Allora, qual’è la situazione?

Pokrovsk e Mirnograd sono entrambe destinate a cadere presto. Kupyansk è destinata a cadere; Seversk, Krasny Lyman, Novopavlovka e Konstantinovka sono tutte sotto assedio e probabilmente cadranno prossimamente, mentre Gulyaipole e altre città saranno poi assediate.

La Russia, a un certo punto, aveva conquistato in media solo una grande città all'anno (Mariupol nel 2022, Bakhmut nel 2023, Avdeevka nel 2024). Ora, le forze russe sono pronte a conquistare una serie di città in rapida successione. Allo stesso modo, ogni anno, dall'inizio della guerra, l'Ucraina aveva lanciato una grande "controffensiva": c'erano state quelle di Kherson e Kharkov nel '22, quella "grandiosa" di Zaporozhye nel '23 e quella di Kursk nel '24. Il 2025 è stato il primo anno senza una grande controffensiva ucraina.

Questi due fatti contrastanti parlano da soli: l'AFU è una forza ormai esaurita e l'avanzata russa sta accelerando drasticamente.

Allo stesso tempo, gli attacchi della Russia alla rete elettrica ucraina sono stati i più determinati mai visti, e molti hanno notato comportamenti "insoliti", come il doppio attacco alle squadre di riparazione e il lancio di giganteschi sciami di droni su ogni struttura, invece che, semplicemente, uno o due missili. Diversi funzionari ucraini hanno già invitato la popolazione ad abbandonare Kiev, avvertendo che per gran parte del prossimo inverno non ci sarà riscaldamento.

La principale autorità energetica ucraina Ukrenergo:



Alcuni parlamentari ucraini stanno addirittura sollecitando una tregua energetica:

Un commentatore ucraino riassume la situazione: prestate particolare attenzione all'ultimo paragrafo.

Roman Ponomarenko scrive su TG:

"Un post pessimista, ma è così. Data l'attuale configurazione della guerra a cui stiamo assistendo, la sua conclusione non sarà chiaramente a nostro favore. Nessuno parla più dei confini del 1991 e il presidente Zelensky ha ripetutamente dichiarato la sua disponibilità a cessare le ostilità lungo la linea di contatto. E, sebbene egli sottolinei costantemente che l'Ucraina non cederà nemmeno un centimetro del proprio territorio, l'attuazione pratica di questa intenzione appare incerta. Al momento non possiamo riconquistarlo con mezzi militari. E sperare che la Russia rinunci volontariamente alle terre incorporate nella sua costituzione è inutile: così facendo, Putin non solo delegittimerebbe se stesso come leader russo, ma firmerebbe anche la propria condanna a morte.

Le garanzie di sicurezza che Zelensky cerca così disperatamente sembrano una palese chimera nel mondo di oggi. Né gli Stati Uniti, né l'Europa, né la NATO combatteranno per noi, né ora né tra 5-10-15 anni. L'unica cosa su cui possiamo contare è un conflitto diretto tra la NATO o l'Europa e la Russia, ma solo dopo la fine della nostra guerra. Considerando che attualmente né gli Stati Uniti né l'UE ritengono vantaggioso o necessario il crollo della Russia, non sono sicuro che l'Europa combatterà attivamente nemmeno per se stessa. È più probabile che cercherà di comprare il conflitto, con denaro o territori. Non è un caso che nei Paesi Baltici non ci sia attualmente alcuna fiducia che la NATO combatterà per loro anche in caso di aggressione diretta da parte della Russia.

Pertanto, dopo la guerra, avremo perdite territoriali e una Russia guidata da Putin ai nostri confini, incoraggiata dalla vittoria e dalla grandezza imperiale. Ci imporrà le sue richieste in campo di politica estera e interferirà nella politica interna attraverso le elezioni a tutti i livelli. Considerando che gli ucraini sono molto bravi a litigare tra loro, questo non sarà difficile da ottenere per il nemico. Come esempio, guardiamo all'attuale Georgia, che 15 anni fa era categoricamente anti-russa.

E la domanda principale: l'Ucraina può vincere e garantirsi un futuro sicuro per almeno qualche decennio? Teoricamente sì. Per questo, abbiamo bisogno di una destabilizzazione interna in Russia e di un cambiamento del regime al potere. Ciò è possibile con un approccio globale da parte nostra (alcuni aspetti sono già stati attuati: sul fronte stanno morendo più russi che soldati ucraini e gli attacchi alle raffinerie hanno provocato una crisi della benzina in molte regioni della Russia; alcuni lavori devono ancora essere completati, come fomentare il confronto interno in Russia, ad esempio tra la popolazione indigena e i migranti, ecc. Tuttavia, i nostri sforzi da soli non sono sufficienti. Anche i partner occidentali dell'Ucraina devono contribuire. Sono disposti a correre dei rischi, dato che non vogliono il collasso della Russia? Una domanda retorica, semmai.

Il fatto più rivelatore delle improvvise avanzate russe su tutti i fronti è che queste non sembrano essere spinte da grandi assalti meccanizzati con enormi perdite, come era avvenuto in alcune delle precedenti "offensive" ufficiali della Russia. Certo, nelle ultime due settimane abbiamo assistito a una serie di assalti meccanizzati, ma questi hanno interessato principalmente fronti secondari, ad esempio la zona occidentale di Zaporozhye, intorno a Orekhove, a Shakhove, a nord di Pokrovsk, ecc.

I fronti principali discussi in precedenza sembrano tutti crollare a causa delle solite tattiche di logoramento e dei "mille tagli". Ciò significa soprattutto che la Russia non sembra pagare un costo esorbitante in termini di vittime e attrezzature per questi recenti successi, ad eccezione di beni di consumo come biciclette, auto civili, bukhankas [UAZ-452, un vecchio furgone fuoristrada, N.D.T.], ecc.

Se così fosse, ciò sarebbe di pessimo auspicio per le AFU. Significherebbe che è stato raggiunto un punto di non ritorno in cui la Russia non deve più spendere risorse eccessive per queste continue conquiste, il che significa che continueranno ad avanzare senza sosta.

Non sappiamo con certezza se sia così; ad esempio, il fatto che questo improvviso crollo delle AFU abbia coinciso proprio con l'arrivo della rasputitsa e di altre condizioni climatiche avverse simili a quelle invernali potrebbe significare che ciò ha più a che fare con la recente avanzata della Russia. Ma, come ho già affermato più volte, la Russia ha sempre condotto le sue campagne più importanti durante l'inverno, periodo in cui erano state effettuate le operazioni di Bakhmut e Avdeevka.

Inoltre, in molte campagne precedenti, le forze russe all’inizio avevano spinto con forza, per poi esaurirsi a causa delle perdite e dell'arrivo delle riserve ucraine; si vedano la campagna di Sumy, Volchansk a Kharkov, ecc. Ma, in questo caso, l'AFU per la prima volta sembra davvero disgregarsi ovunque, tanto che è difficile immaginare che le forze russe possano fermarsi per esaurimento lungo l'intero fronte da questo punto in poi: ci sono semplicemente troppe aree in cui l'Ucraina non ha più le risorse umane per difendersi adeguatamente.

Alcuni hanno anche notato altre interessanti peculiarità dei recenti successi della Russia: stanno conquistando importanti insediamenti senza raderli al suolo, come era avvenuto in passato con Avdeevka, Bakhmut e persino con insediamenti più piccoli come Marinka.

Una delle cose che ho notato della battaglia di Pokrovsk è che, a differenza di quanto accaduto all'inizio della guerra, i russi non hanno distrutto la città. Sembra che l'uso di munizioni pesanti sia notevolmente diminuito. Probabilmente ci sono varie ragioni per questo. Me ne vengono in mente due. Gli attacchi di precisione con i droni hanno probabilmente sostituito in una certa misura la necessità di munizioni pesanti. In secondo luogo, i problemi di personale dell'AFU potrebbero significare che [bombardare a tappeto] non è più necessario.

Questo sembrerebbe più dovuto al fatto che le forze ucraine sono talmente malridotte che non sono più in grado di tenere le città così a lungo da costringere i russi a raderle al suolo. Le AFU iniziano a ritirarsi anche contro gli ordini diretti e le schiaccianti forze russe li spazzano via da ogni lato.

[caption id="attachment_232990" align="aligncenter" width="728"] Fonte[/caption]

Come è possibile essere in inferiorità numerica rispetto al proprio avversario in misura così consistente quando gli si stanno infliggendo perdite che si presume siano di 10 a 1?

Una cosa da ricordare è che, man mano che le AFU si ritirano, il crollo non può che accelerare, e questo perchè gli intervalli di tempo a disposizione dell'Ucraina per costruire adeguate linee difensive a una distanza appropriata dietro un fronte che crolla o prima di un’avanzata russa sono sempre più brevi. Questo è il motivo per cui da tempo sostengo che, a un certo punto, il crollo non potrà che diventare logaritmico, piuttosto che rimanere lineare in termini di intensità.

L'unica cosa che, a questo punto, potrebbe probabilmente rallentarlo sarebbe una nuova grande mobilitazione da parte dell'Ucraina che coinvolga anche i diciottenni e le donne. Ma, primo: ciò potrebbe significare il suicidio politico di Zelensky e secondo: anche se la mobilitazione iniziasse ora, ci vorrebbe almeno sei mesi prima di vedere effetti reali.

Concludiamo con queste riflessioni di un analista militare russo sui prossimi mesi di sviluppi nel campo dei droni:

Carri armati e veicoli blindati finti (esche), così come sbarrare gli ingressi dei bunker con reti, ridurranno molto presto significativamente l'efficacia dei droni. Dopo la rivoluzione dei droni, assisteremo a una logica continuazione nello sviluppo di questo tipo di armamento: l'emergere di uno sciame d'attacco controllato da un singolo operatore. In termini di impatto sulle tattiche di combattimento, questa innovazione sarà paragonabile all'avvento delle mitragliatrici alla fine del XIX secolo.

Uno sciame o pseudo-sciame, armato con diverse testate, distruggerà i veicoli da combattimento protetti da griglie, abbattendo le reti protettive con i primi colpi e inserendo poi una carica cava nel "ventre molle". Allo stesso modo, lo sciame romperà reti e rinforzi sulle blindature o sulle caponiere dei veicoli. Un principio simile è attualmente utilizzato, soprattutto con i droni a fibra ottica, ma solo pochi operatori sono attualmente operativi.

Tra pochi mesi, vedremo sciami di 5, 10 o 15 droni entrare in un'area ed effettuare pattugliamenti di combattimento, distruggendo tutto ciò che si trova nel mirino delle loro telecamere. Dopo che un veicolo corazzato da combattimento sarà stato distrutto, l'operatore finirà gli equipaggi e le truppe che tentano la fuga. Attualmente, il personale spesso riesce nell'impresa, ma, all'apparire di uno sciame, il salvataggio sarà più una questione di fortuna che di una manovra pratica.

Sono fiducioso che in quest'area non solo terremo il passo con i nostri avversari, ma li supereremo. Il nostro esercito e il nostro complesso militare-industriale stanno facendo passi da gigante verso il futuro, anche se non è immediatamente evidente dai notiziari e dai notiziari militari. Il destino stesso sta ancora una volta costringendo la Russia a rimettersi in piedi e, dopo una bella batosta iniziale, a emergere come la potenza militare più avanzata e potente. Siamo solidali con le tigri di carta, indipendentemente dall'entità del budget militare che possono avere a disposizione.

Simplicius

Fonte: simplicius76.substack.com
Link: https://simplicius76.substack.com/p/desperate-special-forces-bid-to-save
02.11.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (8)

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Mostra commenti 8 caricati
    1. Spartan 4 novembre 2025

      Solo una nota, all'articolo, quando, l'ucraino, Roman Ponomarenko, parla di un cambio al potere, in Russia. Forse , per gli ucraini, è meglio resti Putin. Un eventuale successore penso non manderebbe più l'esercito, in Ucraina, ma, direttamente, le imprese asfaltatrici per renderla un immenso parcheggio...........

    2. ric 6 novembre 2025

      se lo meriterebbero pienamente

    1. ailavioni 3 novembre 2025

      I russi vorranno conquistare i paesi baltici ?
      Non ci credo, ma se così fosse chissenefrega ?
      I russi vorranno poi conquistare l' europa ?
      Non ci credo, ma se così fosse chissenefrega ?
      I russi vorranno conquistare anche l' Italia ?
      Non ci credo, ma se così fosse chissenefrega ?
      In guerra per la patria non ci andrei perchè è roba da fasssisti e io non voglio fare brutta figura.
      E poi dovrei andare a morire mentre i negri e i nordafricani etcetera etcetetra, restano comodi qui a trombarsi le nostre donne?
      E poi siamo sicuri che se i russi ci conquisteranno noi staremo peggio ?
      Io penso di no.
      Però se vogliono conquistarci è meglio per loro che si sbrighino perchè con l' andazzo dei nostri tempi fra un poco, causa i costi sempre crescenti del gas, della corrente, del mangiare e di tutto il resto ci troveranno in mutande e rimarranno solo le croste del pane secco.
      E se aspettano di più manco quelle perchè le avremo già mangiate noi.

    2. ric 3 novembre 2025

      ma tu lasceresti sola tua moglie nel letto mentre tu sei in guerra , sai quante lacrime verserebbe ? dovresti ringraziarli ! LOL..

    3. lazarovici 4 novembre 2025

      intanto la Mozzarella scaduta ha tuonato contro i russi cattivi e invocato la comune difesa europea. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere

    4. ric 4 novembre 2025

      100 "mozzarelle " le scambierei con un pelo del buc...del cu... del cane di PUTIN , pagando anche una congrua integrazione monetaria .....

    1. maghi 3 novembre 2025

      in effetti l'unica difesa contro un drone è il fucile a pallettoni, sempre che il soldato sia cresciuto in una famiglia di cacciatori e abbia acquisito esperienza di tiro contro obbiettivi volanti.

    1. ric 3 novembre 2025

      Deo Gratias...

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