Il CorSera spinge l’unione fiscale UE: la massoneria italiana ha paura di perdere l’euro

Mentre il cancelliere tedesco Scholz vola in Cina, ormai fregandosene di tenere unita l'Europa, nel nostro paese i poteri hanno già schierato la "task force" a difesa dell'euro. "L'unione fiscale può salvarci dall'inflazione": una confessione in piena regola fatta da chi sa che la casa europea sta crollando.

Il CorSera spinge l’unione fiscale UE: la massoneria italiana ha paura di perdere l’euro

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Mettiamo in fila le cose e poi tiriamo le conclusioni:

Giorgia Meloni, durante il discorso di insediamento del suo governo per la fiducia in parlamento, ha attaccato duramente la strategia di politica monetaria restrittiva della Banca centrale europea, mostrandosi anche poco convinta sull'aumento dei tassi, i quali, sempre secondo le parole della leader di Fratelli d'Italia, tutto farebbero tranne che fermare l'inflazione.

La preoccupazione per chi comanda il nostro paese è ai massimi livelli, la stessa Confindustria ha criticato apertamente Francoforte ed il governo presieduto dalla Meloni, in linea con quello di Mario Draghi, sta spingendo in maniera decisa sul membro italiano del comitato esecutivo della BCE, quel Fabio Panetta già corteggiato dalla presidente del Consiglio per fare il ministro dell’Economia, proprio per cercare di far tornare sui suoi passi Madame Lagarde.

La mano tesa di Panetta, ai poteri italiani e a Mario Draghi che li rappresenta, non si è fatta attendere. Non solo: come abbiamo già visto nel mio ultimo articolo, in aggiunta è arrivata anche quella del governatore di Bankitalia, Vincenzo Visco, a sostegno dello scontro in atto con Francoforte.

Una vera e propria "task force" che si sta letteralmente armando e schierando a difesa dello strumento che meglio di ogni altro garantisce gli interessi elitari dei padroni del nostro paese.

Sto parlando della moneta euro e di questa unione monetaria, gestita da un manipolo di massoni, che dalla metà degli anni 90' ha contribuito ad allargare in maniera impressionante il divario nella scala sociale. Per comprendere le portata di quello che sto dicendo, basta guardare il grafico qua sotto e notare l'inversione di tendenza avuta in ambito di ricchezza, nel trentennio passato, tra lo 0,1% più ricco della popolazione ed il 50% più povero. [1]

Al reclutamento dentro la "task force" a difesa dell'euro, non poteva certo mancare la stampa di regime, piena zeppa di "fratelli" da sempre comandati a svolgere il loro ruolo nel più totale asservimento alle loro appartenenze.

E quando parliamo di stampa di regime, il Corriere della Sera e Ferruccio De Bortoli - l'uomo che sussurra ai potenti - è come se in gergo calcistico parlassimo della Juve e di Cristiano Ronaldo.

Il Corriere della Sera oggi vede nel suo capitale la presenza di tutto il "gota" finanziario italiano, in passato ha visto l'influente presenza del Banco Ambrosiano di Calvi, oltre a Rothschild Bank AG Zurigo, una delle banche della famiglia Rothschild. Insomma, da sempre, il quotidiano di via Solferino rappresenta la voce dei "padroni" del nostro paese. Pensate, che l'attuale vicedirettore ad personam, il ben noto editorialista Federico Fubini, in omaggio a Mario Draghi, ha perfino pensato di intitolare la sua rubrica di "newsletter" all'interno del quotidiano, con l'ormai famosa frase attraverso la quale l'ex governatore della BCE salvò l'euro.

D'altro canto, se il potere richiede di far scendere in campo i suoi uomini migliori per questa che è una sfida vitale per la sua stessa esistenza, è significativo che la paura di perderla è davvero alta.

Il progressivo disinteresse manifestato ultimamente della Germania verso la moneta euro, va di pari passo con la sua crescente necessità di procurarsi il gas a sostegno del loro imponente sistema industriale e questo per Draghi ed i poteri nostrali, oggi rappresenta un vero e proprio problema. Sia a livello comunicativo, visto che sarà sempre più difficile continuare a sostenere, verso il popolo italiano, la frode secondo la quale, sarebbero i tedeschi a tenerci nell'euro; sia riguardo al mantenimento del loro potere, stante il fatto che un eventuale abbandono della moneta unica da parte della Germania, potrebbe veramente innescare la fine dell'euro.

Oggi per chi comanda in Germania, il boccone amaro da far digerire alla propria gente ed ai loro capitani d'industria, non è più tanto quello di dover condividere o meno i debiti pubblici dei paesi del sud (sostanzialmente carta), quanto quello di dover condividere un bene reale e per loro strettamente necessario - qual è appunto il gas russo - all'interno del "folle" piano europeo di razionamento, voluto da Mario Draghi per portare a termine il Grande Reset.

Dunque la realtà di questi giorni ci dice che a Berlino sono già in moto e già viaggiano per conto proprio, come se l'euro e le sue folli regole non esistessero più, quasi come se fossero convinti che per la moneta unica non ci sia più un domani. Lo stanziamento di 200 miliardi, attraverso il deficit pubblico, per sostenere il pagamento delle bollette per le famiglie e le imprese tedesche ed il viaggio dei giorni scorsi in Cina (non dimentichiamoci, partner per eccellenza della Russia) del cancelliere Scholz - per rinsaldare i legami economici tra i due paesi - dimostrano chiaramente che una politica europea comune, non rientra minimamente nei loro piani.

E mentre, come abbiamo visto, i tedeschi si disinteressano nel modo più assoluto di quanto avviene a Francoforte ed a tutt'altro pensano che a cementare la UE, di contro, i poteri italiani, per bocca di Ferruccio De Bortoli ed Andrea Monticini, si affannano ad accelerare il consolidamento del progetto europeo, forzando la mano su quell'unione fiscale, da loro stessi per sempre elusa, quando era nell'interesse del popolo, oggi fortemente voluta nell'interesse del potere.

Si legge sulle pagine della rubrica L'Economia del Corriere [2]: "L’inflazione, oltre al rallentamento economico, potrebbe persino incentivare la voglia di ritornare alla valuta nazionale" — affermano de Bortoli e Monticini —. "Ovviamente, stiamo parlando di un’ipotesi remota" - tengono a precisare per non allarmare. Ma "averne coscienza è utile per aumentare il grado di coesione dell’Unione europea".

Il problema è che i Paesi che hanno adottato l’euro "hanno conservato a livello locale le decisioni che riguardano i loro bilanci". Con le asimmetrie dell’inflazione (a Berlino cresce più che a Parigi, per esempio) "questa rinuncia può rivelarsi gravosa". Qual è la soluzione per non far perdere competitività alle imprese, proteggere i salari, spingere i consumi? L’unione fiscale, appunto. "Il paradosso è che non esiste momento più propizio per proporla". Come dire: serve più Europa.

Vedete, dall'inizio dell'euro, nessuno dei poteri di casa nostra ha mai spinto come adesso per l'unione fiscale in Europa. Addirittura si arriva a sostenere le stesse verità economiche che la tanto deturpata Modern Monetary Theory proclama da sempre, come quella che la politica monetaria delle banche centrali niente può fare contro l'inflazione, per domare la quale, sono invece essenziali le politiche fiscali dei governi.

Ci si scontra apertamente con la BCE, come mai fatto prima, ben consapevoli di quello che occorre mettere in atto per non far crollare tutto, ma soprattutto ci si scontra oggi, solo per estrema necessità del potere, proprio sulle stesse "frottole" attraverso le quali per anni è stato ingannato il popolo per saccheggiarlo.

De Bortoli e Monticini, nel loro articolo, mettono l'accento sul fatto che i paesi che hanno adottato l'euro "hanno conservato a livello locale le decisioni che riguardano i loro bilanci" e questo naturalmente per loro è un ostacolo al compimento dell'unione fiscale. Ma, i due si dimenticano, direi volutamente, di sottolineare che i poteri per i quali corrono, mai hanno usato questa sovranità per il bene del nostro paese e tre decadi di ininterrotti avanzi primari sono lì a dimostrarlo.

Ma il paradosso che provoca in noi l'amarezza più profonda, è la soluzione che i due propongono per non far perdere competitività alle imprese, proteggere i salari e spingere i consumi! Ovverosia quell'unione fiscale a livello europeo propedeutica ai naturali deficit governativi ed ai conseguenti trasferimenti fiscali, senza i quali è impossibile salvaguardare i sistemi economici ed il benessere comune.

Probabilmente deve essere apparso loro in sogno Warren Mosler!

Non solo, tengono anche a sottolineare che "non esiste momento più propizio che questo per proporre l'unione fiscale"..... è segno evidente che potremmo essere vicino alla fine di questo incubo!

La spallata definitiva per l'euro potrebbe arrivare dalle midterm USA..... - qualora Donald Trump, come pare, dovesse tornare a ricoprire la carica di Presidente degli Stati Uniti, sappiamo bene quanto il "Tycoon" non abbia in simpatia l'euro ed i soggetti che lo sostengono - noi lo speriamo, anche se resteremo vigili....

di Megas Alexandros

Fonte: De Bortoli dalle pagine del Corriere spinge per l'unione fiscale in UE: è un chiaro segnale che la massoneria italiana ha paura di perdere l'euro - Megas Alexandros

Note:

[1] Ricchezza sempre più concentrata anche in Italia | S. Morelli (lavoce.info)

[2] Perché con l’unione fiscale potremmo battere l’inflazione in Europa- Corriere.it

Commenti (35)

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    1. uomospeciale 9 novembre 2022

      Unione fiscale?'Sta gente si fa di roba pesante:
      Nessun benestante divide i soldi, i debiti e le spese con i vicini pezzenti.
      Neppure nello stesso paese, nello stesso quartiere e manco nello stesso palazzo.
      Come li convinci i milioni di ricchi europei del nord Europa a dividere i pidocchi alla mensa dei poveri del sud?
      Persino in italia tra gli stessi italiani le regioni più sviluppate del nord vorrebbero potersi tenere tutto quello che guadagnano invece che doverlo dividere con il meridione.
      Unione fiscale?Siamo al delirio totale...

    2. Megas Alexandros 9 novembre 2022

      Sei fuori strada nell'interpretare...... stiamo parlando di governo unico europeo e politica fiscale unica.... il disegno che prefiguri, ovvero "ricchi del nord contro poveri del sud"..... non è rappresentativo dell'idea che hanno di mondo chi ci comanda, la tua rappresentazione è solo quello che vogliono far credere alla gente.
      Ti ripeto oggi l'unione fiscale serve ai poteri per non far saltare l'euro e disgregare la UE..... l'euro è la loro arma per continuare a far credere alla gente che questa è una lotta fra tedeschi ricchi ed italiani poveri.... invece questa è una lotta di classe tra il 5% degli italiani ricchissimi ed il restante 95%.
      La posizione tedesca può mettere in crisi questo sistema, ma non per la loro paura di pagare il debito pubblico italiano (sostanzialmente carta)... o di dover mettere a disposizione i numeri sui loro computer che si creano dal nulla...... questi vogliono il gas.... punto!!! ed hanno ragione.

    1. Megas Alexandros 9 novembre 2022

      Questo è quello che ho fatto notare...... l'élite tedesca tra euro un pezzo di carta (l'euro) ed un bene reale (il gas).... sceglieranno in modo perfettamente logico il gas...... mentre in Italia per favorire i massoni si sceglierà l'euro..... Questa è la differenza tra un popolo patriota ed una massa di massoni come è l'essere italiano.

    2. Megas Alexandros 9 novembre 2022

      Alcuni massoni, molti coglioni ed altri massoni e coglioni

    1. Cangrande1965 9 novembre 2022

      Il solito "fanno credere che"....

      Per rendere difficili le cose facili attraverso l'inutile....

      "Quelli la", "LORO", i soldi li stampano, li cliccano, li CREANO DAL NULLA !!!

    1. sarah 8 novembre 2022

      @ Megas Alexandros. Vorrei farti ancora una domanda, dopo aver letto l'articolo, dovuta alla mia relativa ignoranza in tema di dinamiche economiche: che differenza ci sarebbe tra l'ipotetica unione fiscale europea e la sempre ipotetica emissione degli "eurobond" ( invocata anche in anni passati ) per condividere con titoli comuni il debito "diseguale" dei vari paesi UE?

    2. Megas Alexandros 8 novembre 2022

      Gli eurobond sono Titoli emessi a livello europeo come quello che finanzieranno il PNRR.
      L’unione fiscale prevede una fiscalità unica ed un governo unico, oltre ai trasferimenti fiscali tra Stati in surplus a stati in deficit, decisi dalla politica fiscale di quello che sarà il governo unico per tutti i paesi membri.
      ci sarà lo stesso tasso, quindi via gli spread.

    3. sarah 8 novembre 2022

      Mille grazie. Adesso è più chiaro.

    4. Megas Alexandros 9 novembre 2022

      Grazie a te

    1. Eugiorso 8 novembre 2022

      Qui in Italia, serva della nato e della ue, ci sono quelli che si sono giocati tutto con "il sogno europeo" e se questo "sogno" diventerà improvvisamente un incubo, o meglio si scoprirà finalmente la menzogna e la sua incosistenza, ci sarà finalmente la possibilità che la paghino cara ... Perciò faranno qualsiasi cosa per tenere in vita il semi-cadavere.

      Cari saluti

    1. A.P. 8 novembre 2022

      Scusate l'ignoranza bovina: ma l'unione fiscale cosa produrrebbe?
      Che tutti gli introiti fiscali di ciascuno stato cascasse nel calderone UE? E dunque questo salverebbe l'euro?

    2. Megas Alexandros 8 novembre 2022

      L'unione fiscale principalmente prevede che ci siano trasferimenti fiscali tra i vari stati, ovvero gli stati in surplus trasferiscono ricchezza ai paesi in deficit per riequilibrare il sistema economico.... certo questo avviene attraverso la politica fiscale di quello che sarà, a questo punto, un governo europeo unico.
      Oltre a questo ci sarà un tasso unico per tutta l'eurozona... ovvero fine dello spread.
      Se questo salverà l'euro chi può dirlo, certamente con questo passo l'unione sarà ancora più cementata ed è quello che vogliono i poteri di casa nostra.

    3. A.P. 8 novembre 2022

      Onestamente la vedo un po dura. Soprattutto perché pare la mossa della disperazione, un conto se vi fosse armonia tra le parti e una situazione internazionale tranquilla, ma in questo momento non mi pare sia così. Comunque vedremo.

    4. Rnamessaggero 9 novembre 2022

      La stessa armonia che abbiamo tra le regioni d' Italia riprodotta in grande scala, aspettati nazioni a statuto speciale.

    1. oriundo2006 8 novembre 2022

      Occorrerebbe da parte dell' estensore dell' articolo un più precisa definizione dell' unione fiscale: cosa voglia significare in generale, che tipo di implementazione sarebbe necessaria a livello Eu, quali i riflessi sui nostri bilanci familiari. Su quest'ultimo punto temo di non avere dubbi: ulteriori tassazioni, ulteriori vessazioni burocratiche, ulteriori cadute di valore della moneta.
      Ditemi voi...

    2. Megas Alexandros 8 novembre 2022

      L'unione fiscale prevede un governo unico (quindi una fiscalità unica) ed i trasferimenti fiscali tra i vari stati.... gestiti appunto attraverso la politica fiscale del governo.
      Il tasso sarà lo stesso e quindi fine dello spread.
      Per quanto riguarda i riflessi sui nostri bilanci familiari... dipenderà esclusivamente dalle politiche fiscali di quello che sarà il governo preposto.

    3. simonlester 9 novembre 2022

      A questo punto vorrei anche la parità di stipendi con le nazioni nordiche. ;-)

    4. Megas Alexandros 9 novembre 2022

      Di regola anche questo prevederebbe l'unione fiscale....

    5. sbregaverse 9 novembre 2022

      Finora sta' UNIONE è stata un tanticchio ,nei nostri confronti, SODOMITICA.

    6. Megas Alexandros 9 novembre 2022

      Effettivamente!!!! se per noi intendi il 95% degli italiani

    7. mago 9 novembre 2022

      impossibile,anche negli stati Federativi tipo Svizzera esiste il divario Sud Nord.figuriamoci in Europa.

    8. mago 9 novembre 2022

      Vedendo e per come hanno votato per decenni savo brogli ed omissioni varie non direi..poi statisticamente i transessuali hanno soppiantato le regolari prostitute e questo potrebbe essere stata la svolta sodomitica...

    9. simonlester 9 novembre 2022

      Infatti; visto che gli stipendi italiani sono quelli meno cresciuti in Europa negli ultimi 20/30 anni, era pura ironia😁

    10. mago 9 novembre 2022

      quelli dei sindaci commessi Parlamento assessori insomma gente che non produce nulla e fa solo disastri se,io non oso calcolare vedi un po quanto è aumentata.
      li li battiamo tutti senza se e ma.

    11. mago 11 novembre 2022

      @serizzo cosi va la vita ultimamente..

    1. Martin 8 novembre 2022

      Al Corsera sono tanto pateticamente convinti di essere l'aristocrazia del giornalismo italiano e di avere un gran peso sulla cd "opinione pubblica" italiana.
      Ma la realta' e' che il Corsera non e' l'aristocrazia di un bel nulla, ed il giornalismo italiano e' morto e sepolto da decenni. E' sempre stato un giornalismo scandalistico, settario e pettegolo, francamente molto piu' vicino agli standards latinoamericani che europei o anglo sassoni.

      Il Corsera, come La Stampa, e' semplicemente specializzato nel far la claque degli equilibri dominanti, nulla di piu'. Quando arriva qualche cambiamento nell'opinione pubblica, il Corsera lo rincorre e ci si adatta, sempre ex post, sperando di rifletterlo in qualche modo - tutto qui.

      Il Corsera e' il paladino dell'immobilismo, che spaccia per saggezza borghese. Pertanto e' pro Euro, pro UE, pro USA, pro immigrazione, pro tutto, fino a quando non cambia il vento. E' in sostanza irrilevante.

    2. Luca VFR 9 novembre 2022

      IL Corriere della Sevetta, prima era della Serva ma adesso è ulteriormente scaduto, è un pezzo di carta col quale non so se si può sostituire i Rotoloni Regina. Ma, temo, che nessun pezzo di carta edito in Italia sia adatto.

    3. sbregaverse 9 novembre 2022

      Euro pro mè(Germania)per i altri se ghe nè.

    1. Luca VFR 8 novembre 2022

      Il "Corriere della Servetta" può farsi tutte le pippe di questo mondo che l'unione fiscale la Germania non la concederà mai nemmeno sotto bombardamento del Bundestag

    2. Eugiorso 8 novembre 2022

      L'egoismo tedesco e la volontà di calpestare gli altri popoli europei, particolarmente dell'area meridionale e mediterranea, è proverbiale e assodato, sicuramente non lo faranno, perché non è come per l'attentato al NS e al NS2 (contro di loro, piuttosto che contro la Russia!) dopo il quale hanno abbassato definitiamente la testa davanti agli usa, qui, invece, non corrono rischi ... Ma credo che presto finirà il loro ruolo di kapò dell'eurolager.

      Cari saluti

    3. Arian Van Heisen 8 novembre 2022

      Lo ha confermato il Min. delle Finanze, no ha debito comune per finanziare la crisi Energetica

    4. Luca VFR 9 novembre 2022

      Non ne avevo il minimo dubbio. Insomma la Germania fa per sé e tutti gli altri si arrangino (eufemismo per dire tutti gli altri vadano affanculo!).

    5. simonlester 9 novembre 2022

      Si calpestano coloro che si lasciano calpestare. I tedeschi dagli americani, gli europei del sud dagli europei del nord. Ma la colpa è di chi si è indebolito in maniera tale da rendersi inferiore.

    6. Megas Alexandros 9 novembre 2022

      O dei soggetti (massoni di casa nostra), che hanno tutto l'interesse a calpestarci.

    7. mago 9 novembre 2022

      e danno soldi ai Kossovari per la crisi energetica...

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