Di Verdiana Siddi per ComeDonChisciotte.org
La scrittura è il compendio di valori convenzionali e soggettivi del linguaggio all’origine del testo, nel quale sono dispensate le porzioni del pensiero che lo scrittore vuol condividere nella forma approssimata della resa fruibile, apparentemente misurabili e finite. Ciò nel mistero che a lui per primo si rivela, come dono, di altre parti recondite e fino ad allora sconosciute.
Una pratica diviene opera quando e se il primo fruitore, l’artista stesso, conosce attraverso di essa qualcosa di nuovo. Nel superamento della sua dimensione irreale, per via reale, l’opera d’arte crea una realtà ulteriore, come rifugio, suggerimento, potenziale, o effetto. Nell’atto creativo la ragione si concede all'irrazionalità, è conscia ed inconscia al tempo stesso, in tale digressione è il pensiero a darsi forma estrinsecandosi e, in questo moto, non più vaga ma si direziona. Il perenne valore assoluto del pensiero, da perpetuo diventa non conservativo, per via della relazione con l'altro.
La parola scrittura indica anche il gesto, la calligrafia o il modo, l'aspetto identitario indefinibile dai protocolli della grafologia. Dalle incisioni ai simboli, dagli ideogrammi alle lettere, dai rotoli al libro, il modo della scrittura cifra il linguaggio e lo fissa in una forma, cripta il pensiero. Con la stampa abbiamo visto l’inizio della fine della cultura tramandata per calligrafia, ed oggi con il digitale una veste uniforme si impone, nella trasformazione predefinita, stilistica ma anche di contesto: tutto è ridotto ad un alfabeto di 0 e 1.
Resta aperta la questione dell’estetica del testo.
Come il Codex ed il corsivo, anche la stampa e il digitale nascono da una convenienza pratica: assisto alla deriva del mio tempo la cui concezione ultravelocizzata non solo è congrua ad una convenienza pratica, ma travalica e all'inverso plasma i comportamenti.
Nella tendenza generale e con le dovute eccezioni, l’estetica del testo oggi non risponde più al contenuto, ma al contenitore. Estetica fluida. Non si pone più dinanzi al lettore (primo, lo scrittore), ma dinanzi al consumatore. Estetica funzionale. Non si concepisce come opera, ma come prodotto. Capitale.
Sempre più prodotti testuali che, pur sfoggiando un brillante lusso tecnico, nella pretesa di propria esattezza, si esauriscono rapidamente. La tecnocrazia culturale arriva subliminale, con la concorrenza mercantile implicita. Se l'estetica è il processo di trasformazione tra contenuto e sua forma (commedia, dipinto, testo, ...), che ruolo ha oggi, nell'ambito della scrittura, giacché il testo è il contenuto? Questo imporsi della veste digitale, oblitera la ricerca estetica, tende a sollecitare una produzione spasmodica di contenuti quanto più immediatamente disponibili e perciò consumanti. Più i prodotti sono effimeri tanto più effimera si fa l'attenzione del consumatore, la cui coscienza non ha più la possibilità di riconoscere bellezza: pur di essere, si appare – cioè si compare; pur di essere, si consuma. Il risultato è che la scrittura a queste condizioni non cerca l'estetica che generi Pensiero, si ferma alla rappresentazione quanto più accattivante di un pensiero, cioè si chiude, si ferma alla tecnica.
L'estetica è nei rapporti e nelle relazioni fra gli elementi costitutivi dell’opera, è un valore indeterminabile, ma il più riconoscibile. La relazione tra origine ed intenzione, tra luce e punto di fuga. L’opera radica esistenza nella soggettività individuale, non individualistica, e poi si rivolge e si dà. La gabbia della coerenza razionale, stilistica ed etica, esclude al miracolo organico della contraddizione esplicita, del dubbio, della ricerca.
Questa probabile deriva di una società inquieta e goffa, colta da un delirio di pochezza, può sperare in un riscatto che non passi dalla porta stretta della memoria ancestrale?
La soggettività, unico terreno possibile di rivincita, laddove non cada preda dell'autoreferenzialità, può esulare dalla ritrovata natura di sé?
Si può sperare che gli strumenti digitali non sostituiranno per sempre la bella scrittura che ha il coraggio di sbagliare?
Di Verdiana Siddi per ComeDonChisciotte.org
26.07.2025
DANILO FABBRONI 27 luglio 2025
Articolo estremamente importante.
Verdiana Siddi 28 luglio 2025
Sarei curiosa di sapere perché lo ritiene importante