IL CLUB DEI FALSI DISSIDENTI

IL CLUB DEI FALSI DISSIDENTI

DI ANTONELLA RANDAZZO

lanuovaenergia.blogspot.com/

La cosa che più rafforza un sistema di potere è l’incapacità dei dominati di vedere tale sistema e di mobilitarsi per contrastarlo. Attualmente nel nostro paese (e non solo) la maggior parte delle persone è in grado di vedere che nella propria vita c’è qualcosa che non quadra, si tratti delle bollette che aumentano in poco tempo, dello stipendio che diventa sempre più misero o del cibo reso sempre più caro e adulterato.

Non vedere i problemi è impossibile, ma ciò nonostante, moltissime persone persistono all’interno della propaganda e non sono in grado di vedere la vera realtà politica, economica e finanziaria.

Diverse falle del potere attuale appaiono evidenti, altre meno. Alcune appaiono soltanto a pochi, a quelli che sanno osservare con più attenzione la realtà.

Non molti si accorgono, ad esempio, dell’attuale “club” di falsi dissidenti che si sta formando in Italia. Si tratta di persone che denunciano disinformazione, corruzione o ingiustizie, ma si guardano bene dall’indicare i veri responsabili di tutto questo, anzi, quando possono, esaltano o prendono ad esempio proprio coloro che in realtà sono gli artefici dei problemi del nostro paese.

Di chi si tratta? Se pochi si accorgono di questi falsi dissidenti significa che si tratta di persone stimate, amate, idealizzate o comunque considerate erroneamente come al di fuori del sistema. E’ proprio in virtù della fiducia che esse suscitano che sono state assoldate e hanno una certa visibilità mediatica, pur denunciando “disinformazione”.

I falsi dissidenti si riconoscono perché godono di uno spazio mediatico che un vero dissidente può soltanto sognare. Essi sono come schizofrenici: lamentano mancanza di attenzione mediatica ma di fatto ne hanno (ad esempio scrivono su importanti testate); criminalizzano l’attuale sistema ma vi appartengono, ricevendo denaro da apposite società ben inserite nel sistema; a parole vorrebbero fare la rivoluzione, ma si guardano bene dall’andare oltre i limiti loro imposti.
Inoltre, essi hanno numerosi paladini che li difendono a spada tratta quando qualcuno osa mettere in dubbio la loro onestà. Ad esempio, da recente il giornalista Paolo Barnard ha definito alcuni falsi dissidenti “idioti”. Pur non condividendo completamente il suo punto di vista (io più che di idioti parlo di “corrotti” perché non credo che queste persone pecchino nelle capacità mentali), non ho potuto fare a meno di notare l’aggressività smisurata che si è abbattuta contro di lui nei post di commento al suo articolo (vedi http://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=6097).

In questi post, c’era chi lo definiva matto, chi invidioso, chi ignorante, chi superficiale. Il tono oltre misura dei commenti non poteva non far pensare che si trattasse di persone “fans” dei personaggi in questione.

Il problema non è ammirare un Travaglio o un Grillo - ognuno può fare quello che vuole e continuare a seguirli se lo ritiene giusto e utile - il problema è che i “fans” di questi personaggi sono talvolta oltremodo suscettibili, e si scagliano in modo bestiale contro chiunque abbia il coraggio di mettere in dubbio la buona fede dei loro idoli.

A parte l’intolleranza del voler a tutti i costi che gli altri vedano i loro beniamini esattamente come li vedono loro, che non qualifica di certo queste persone in modo positivo, c’è anche il voler colpire personalmente l’avversario, oltrepassando il luogo di discussione, e pervenendo a metodi incivili e beceri, come gli insulti personali o le polemiche su piccoli dettagli. Quando non si sa competere sul piano argomentativo, si passa a quello emotivo, cercando di destabilizzare la persona facendola apparire matta o invidiosa. Come se andare contro personaggi di regime fosse proficuo o appagante quanto crogiolarsi nell’illusione della loro presunta onestà.

Impedire agli altri di esprimere dubbi sui beniamini che godono del beneplacito del sistema, e accanirsi con post di insulti, sterili polemiche o attacchi inopportuni contro chi ha il coraggio di dire la verità, serve anche a distogliere l’attenzione dal fatto che oggi i media sono controllati quasi del tutto, e persino Internet, che dovrebbe permettere di conoscere meglio fatti e persone, spesso non è altro che lo specchio della realtà mediatica esistente.

Sta di fatto che questi personaggi, finti dissidenti, sotto la guida delle società che li dirigono e controllano, stanno cercando di creare una nuova formazione politica o di avere più peso politico. L'obiettivo sarebbe quello di addomesticare la dissidenza, inducendo anche i più scettici a votare queste formazioni pseudo-dissidenti per assaporare il godimento di vedere innocui e dentro il gregge anche quelli che altrimenti non vi starebbero. E la gioia risulta ancora più intensa quando si tratta di “allineare” persone che si sono accorte che molte cose non quadrano. La vittoria è ancora più grande quando ci fanno credere che stiamo agendo contro di loro, e invece stiamo cadendo nelle loro trappole.



Su cosa si baserà l’inganno? E’ difficile prevedere quanti cadranno nella trappola, ma è possibile capire le caratteristiche che questa formazione avrà: parlerà di buttare fuori i corrotti, di "pulire" il Parlamento, di migliorare le condizioni dei lavoratori o di abbassare gli stipendi e il numero dei parlamentari.

I nuovi personaggi entreranno nell’arena politica esattamente come tutti gli altri, e come gli altri attueranno le stesse tecniche. Alcune tecniche, ad esempio, sono state descritte da un manualetto scritto dall’Associazione spagnola indipendente “La Prosperidad”, che ha fatto una serie di ricerche per far capire ai cittadini come i mass media ingannano. Cito alcuni brani dell’interessante libro (Escuela Popular “La Prosperidad” di Madrid, “Tecniche di disinformazione” Datamews, Roma 2004):

“In una società che voglia essere considerata democratica è necessario che l’informazione sembri libera… il risultato è un sistema ampio e sottile di manipolazione… Ci sono banche che finanziano i mezzi di comunicazione, le imprese che ne sono proprietarie o che ne posseggono le azioni… sull’orientamento dell’informazione influisce l’ideologia dei giornalisti e dei redattori… la loro fedeltà all’impresa ed anche una certa tendenza all’autocensura… Il contesto di una notizia, quello passato e quello presente, è fondamentale per una comprensione ed un’analisi reale. Solo così è possibile valutare seriamente un avvenimento e formarsene un’opinione. Ma quando al lettore mancano gli elementi base di un fatto, è assai difficile che riesca a farsene un’opinione. Ragion per cui… al giornale risulta più facile imporre la sua. La decontestualizzazione può essere di due tipi:

Decontestualizzazione storica… (e) notizie-puzzle: cioè la dispersione e la frammentazione delle cause/effetto di un fatto che ne impediscono, o quanto meno ne complicano, la visione d’insieme e le possibili conseguenze…
In tutti i paesi c’è una lista di “questioni riservate”, censurate e chiuse a tutta l’informazione… La conoscenza (di queste questioni) è proibita per decisione politica… L’informazione sui partiti politici, sulle loro beghe interne, sui loro problemi, è ampia e continua… (mentre) di alcuni argomenti non si parla mai… (ad esempio) delle banche, (delle) multinazionali… implicati nei commerci internazionali più torbidi e redditizzi… (del) Fmi, la Bm, il Gatt, l’Omc… Chi controlla questi organismi? Chi ed in funzione di quali criteri decidono le politiche da attuare?...

La scelta delle fonti risponde spesso ad una strategia di manipolazione…(spesso) la pubblicazione di (un) fatto era funzionale a determinati interessi”.


I falsi dissidenti si metteranno anche loro ad alimentare le beghe politiche, denunciando i mali che affliggerebbero la politica e citando casi di grave corruzione. Ma essi, ad esempio, non chiederanno la soppressione dell’attuale sistema partitico, che è corrotto e manovrato dall’alto, oppure non chiederanno che la sovranità monetaria venga restituita al popolo, e nemmeno segnaleranno lo strapotere dell’impero statunitense quale fonte di numerosi problemi del pianeta: miseria, fame, guerre, torture, massacri, ecc.

Quando questi falsi dissidenti avranno potere politico dovranno obbedire a chi li ha finanziati e a chi ha dato loro quella necessaria visibilità mediatica, che mai nessun vero dissidente potrebbe avere.

Alcuni di questi paladini sono Grillo, Travaglio e Di Pietro. Travaglio, pur non essendo (per il momento) un potenziale candidato politico, rappresenta ormai, per chi è onesto nelle valutazioni, un modello di questo falso dissenso, utile a trastullare la massa impoverita e frustrata. E’ un giornalista che proprio dalle denunce di corruzione di alcuni personaggi politici ha tratto guadagno e fama. Egli però si guarda bene dall’uscire dal seminato in cui i suoi padroni lo hanno messo. Può dire peste e corna di Berlusconi, ma non può fare altrettanto con i banchieri-imprenditori che hanno creato Berlusconi; può denunciare il tal politico o il tal imprenditore, ma non può far emergere le basi truffaldine del sistema, denunciando i crimini che avvengono in Medio Oriente o nel Terzo Mondo. Travaglio è esperto nel vendere se stesso. Protetto e avallato da coloro che lo hanno assoldato, egli fa quello che deve fare: mettere la realtà sul piano di singole persone e dettagliate beghe politiche o giudiziarie. Nonostante l’esistenza di corrotti e mafiosi, per Travaglio occorre ammirare la “Democrazia occidentale”, e “proteggerla”, “imporla”, persino con la forza. Quale idea può essere più rappresentativa della propaganda attuale che questa?

Grillo, invece, parla di “presa per il culo” dei politici verso i cittadini, però non ha detto granché quando Di Pietro si è in passato unito alla coalizione del Pd. All’epoca della candidatura di Veltroni, come mai tante critiche rivolte a quest’ultimo (chiamato da Grillo Topo Gigio) e nessuna critica a Di Pietro, che aggregandosi al Pd lo avrebbe sostenuto?
Come mai Grillo parla tanto di debito pubblico ma non spiega che in realtà si tratta di una truffa dei banchieri?
Come mai oggi Grillo vuole candidarsi alle primarie del Pd ma non spiega quale sarebbe il suo programma per abbattere l’attuale sistema che in molti casi egli ha giudicato iniquo?

Certo uno può obiettare: Grillo è sempre meglio di un Bersani o un Franceschini. In effetti, peggio di questi personaggi non si potrebbe. Però non si può accettare il meno peggio senza rendersi conto che il personaggio non è realmente indipendente come si crede e che dunque non potrebbe farci uscire dal pantano in cui ci troviamo. Ad esempio, chiediamoci: Grillo potrebbe avere in Parlamento la maggioranza che oggi ha Berlusconi? E se la avesse abolirebbe le leggi che permettono lo sfruttamento lavorativo? Darebbe sovranità monetaria al popolo? Ritirerebbe i militari dall’Afghanistan? Sarebbe in grado di arginare il potere coloniale statunitense sul nostro paese?

A mio avviso, l’attuale sistema non permette a personaggi indipendenti di acquisire un reale peso politico, e se lo facessero all’interno del sistema stesso, significherebbe che sono indipendenti soltanto in apparenza.

Attualmente sia Grillo che altri personaggi appaiono talvolta ambigui. Grillo è un comico simpatico, col suo accento genovese e il suo fare da predicatore da “comitiva”. I suoi guadagni però sono stranamente molto alti e i suoi argomenti sempre più ristretti e contingenti.

Di Pietro era aggregato ad un gruppo politico che ha candidato anche personaggi in odor di mafia o inquisiti per mafia, come Vladimiro Crisafulli e Bartolo Cipriano. Come mai nelle piazze concordava con Grillo nel fare piazza pulita dei personaggi corrotti o in odore di mafia dal settore politico e poi risulta vicino a un gruppo politico che non si fa scrupoli a candidare personaggi del genere? Eppure, dopo le elezioni e l’insediamento del nuovo governo, ha avuto ancora il coraggio di parlare contro i “pregiudicati che stanno in Parlamento” (durante la manifestazione in Piazza Navona), senza ricordare che tali personaggi erano stati candidati anche nella lista dove c’era lui.

Come mai Grillo, Travaglio e Di Pietro si sono così coraggiosamente messi dalla parte del magistrato De Magistris ma poi non denunciano, ad esempio, i legami fra mafia e autorità statunitensi? Forse non sanno che i traffici mafiosi più importanti (droga, armi, ecc.) sono coordinati dagli Usa, che per il controllo della produzione di droga hanno organizzato guerre? E' difficile che non ne siano al corrente, eppure non ne parlano. I loro discorsi si sono fissati su Berlusconi, Franceschini e pochi altri politici. Ma questi politici, come ben sanno molti, non sono lì per reale volontà dei cittadini, ma perché due grandi coalizioni politiche, controllate dall’alto li hanno candidati e li fanno essere ciò che sono.
Questi pseudo-dissidenti si fermano ai burattini e non parlano di chi organizza lo spettacolo e ne cura la regia. Abbattere i burattini non serve a nulla: gli stegocrati creeranno altri burattini, magari assai più efficaci dei vecchi. Per questo i veri dissidenti devono andare a scovare chi crea il sistema, chi arruola la “casta” e chi organizza i traffici mafiosi. Se non si va fino in fondo, è come limitarsi a vedere la punta dell’iceberg e credere che sia tutto ciò che c’è.



I falsi dissidenti si comportano come se l’Italia fosse un paese libero, come se non fosse una colonia che paga gran parte dei propri guadagni a persone che si comportano come i peggiori mafiosi.

Come mai né Di Pietro, né Travaglio e né Grillo parlano della corruzione della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve? Se lo facessero continuerebbero a godere della stessa attenzione mediatica di cui godono attualmente?
Come mai non parlano abbastanza di massoneria, mafia e controllo dei Partiti?

Luigi De Magistris, per poter “sopravvivere” nonostante le indagini che in passato lo hanno esposto alla vendetta del gruppo di potere, ha dovuto candidarsi alle ultime elezioni europee, ottenendo una vittoria. Si, perché, i falsi dissidenti non lo dicono, ma se parli di mafia, di massoneria o di crimini che riguardano personaggi politici importanti, ti chiederanno il conto: cercheranno di cooptarti (magari offrendoti parecchi soldi), oppure di trascinarti in tribunale con false accuse; finché non si decide di lasciar perdere, oppure di aggregarsi ad un Partito politico, facendosi eleggere per avere l’immunità parlamentare e magari potersi ancora permettere di dire la propria attraverso canali mediatici (nei limiti del possibile).

Travaglio si è fatto paladino della libertà di informazione, ma chissà perché lui è ben accetto in Tv e quando si trova lì non si cura di informare gli italiani su ciò che non viene loro detto, limitandosi a scagliarsi contro singoli politici.



I falsi dissidenti agiscono come fossero nell’arena e dovessero provocare una catarsi della rabbia dei cittadini, e si scagliano contro chi sanno che suscita rabbia e frustrazione, guadagnando le ovazioni e gli applausi scroscianti della folla.

Travaglio appare molto più attento alla sua carriera che all’informazione pubblica.

Egli viene presentato nella trasmissione “Annozero” come un personaggio di altissima qualità, addirittura ponendo uno scenario che mostra ingrandita la sua firma. Negli ultimi tempi ha ricevuto diversi premi, gli manca soltanto lo scettro di “Miss Italia”.

Nonostante la notevole protezione mediatica, negli ultimi tempi, molti si sono resi conto che Travaglio non è così obiettivo come vorrebbe far credere. Non si vogliono negare alcuni meriti a questo giornalista, come ad esempio quello di aver portato a galla i legami inquietanti fra Berlusconi e la mafia. Ma non bisogna pensare che avendo fatto importanti denunce su diversi personaggi loschi egli sia indipendente e obiettivo nelle sue esternazioni.



L’attuale sistema ha disperatamente bisogno di personaggi che godano della fiducia dei cittadini. Non soltanto di quelli che si informano alla Tv, ma anche di quelli assai più smaliziati che amano anche leggere l’informazione su Internet.
Occorre dunque che vengano creati personaggi che appaiano dalla parte dei cittadini, ma siano a servizio del sistema. Queste persone saranno contrapposte ad altre, per avere uno scenario variegato, che nasconda il consistente controllo mediatico.

Gli stegocrati fanno in modo che si formino fazioni: ovvero i giornalisti dei giornali di destra contro quelli dei giornali di sinistra, e dunque nascono articoli degli uni contro gli altri che si lanciano le medesime accuse: faziosità, mancanza di professionalità o attenzione alla carriera. In realtà tutti questi personaggi, nella misura in cui accarezzano e assecondano il proprio padrone, non sono veri giornalisti ma “impiegati mediatici”, ovvero personaggi che devono vendere una merce, e questa merce è la propaganda di regime e non l’informazione corretta. Per evitare di dare vera informazione, tutto fa brodo.

Ma tra le beghe varie, si capisce che personaggi come Travaglio vengono utilizzati anche per fungere da esca per “catturare” chi avrebbe inclinazione a scoperchiare le molteplici truffe e imbrogli del sistema.

Uno potrebbe dire: “ma tolti Grillo, Travaglio e Di Pietro chi ci rimane?"

Questo è il punto: un sistema che fabbrica persino i dissidenti potrebbe essere in una botte di ferro dato che le persone non sarebbero messe in grado di vedere altre “lotte” contro il sistema che quelle volute dal sistema stesso. E molte osanneranno i falsi dissidenti, disposte ad insultare i veri per proteggerli.

La scomoda verità è che nessuno di noi può più permettersi il lusso di vivere nell’illusione che dal sistema stesso possa emergere qualcuno che “ci salverà” dal degrado sociale, morale e materiale in cui ci stanno trascinando le nostre autorità, che sono serve del gruppo di potere anglo-americano.

Nessuno ci salverà se non lo faremo noi stessi. Lo stato attuale del pianeta richiede consapevolezza, l’aprire gli occhi per guardare i paradossi dell’assetto criminale che ci ha sottomessi per secoli. Non c’è altra via che questa: svegliarsi dall’ipnosi collettiva e non essere più disposti a farsi tiranneggiare.

D'altronde, non potrebbe esistere alcun tiranno se non ci fosse nessuna persona disposta a formare il gregge.

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Per approfondire:

Articoli:


“L’uno e l’altro”

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/07/luno-e-laltro.html


“Intrallazzi mediatici”

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/07/intrallazzi-mediatici.html


“Castronerie varie”

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/07/castronerie-varie.html


“La protesta ieri e oggi”

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/07/la-protesta-ieri-e-oggi.html

Libri:

Acerno Stella (a cura di), “L'inganno quotidiano. I media, l'informazione e i diritti umani”, Fratelli Frilli Editori, Genova 2004.

Ballardini Bruno, “Manuale di disinformazione. I media come arma impropria: metodi, tecniche, strumenti per la distruzione della realtà”, Castelvecchi, Roma 1995.

Berger René, “Il nuovo Golem: televisione e media tra simulacri e simulazione”, Cortina Editore, Milano 1992.

Davi Klaus, “I contaballe. Le menzogne per vincere in politica”, Marsilio, Venezia 2006.

Escuela Popular “La Prosperidad” di Madrid, “Tecniche di disinformazione” Datamews, Roma 2004.

Fracassi Claudio, “Sotto la notizia niente”, Libera Informazione, Roma 1994.

Marletti Carlo, “Media e politica”, Franco Angeli, Milano 1984.

Commenti (95)

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    1. pupetto 14 luglio 2009

      Cari

      signora/signorina Antonella Randazzo

      e signor Paolo Barnard

      Scusatemi, ma ho da porvi un paio di domande:
      Dove eravate nell'84 quando il signor Beppe Grillo e' stato cacciato dalla rai per avere detto ladri a chi ladri erano(leggi socialisti).

      Beppe Grillo poteva benissimo fare quello che alla rai fanno tutti, il yesman,
      o semplicemente starsene zitto e guadagnare, pubblicizzando formaggini o cose simili, un mare di miliardi, come e piu' di Bonolis, invece ha rischiato di scomparire.

      E dove eravate nel 94, quando, dopo 10 anni di assenza dagli schermi della rai lo hanno ri-invitato per un altro spettacolo alla rai, sperando
      ( sempre quelli della rai) che avesse imparato la lezione e di conseguenza tenuta la bocca chiusa e invece, lo sono stati costretti a ri-cacciarlo via a vita perche' ha denunziato e fatto chiudere la schifezza delle linee telefoniche pornografiche che la telecom teneva libere, le famose linee erotiche 144.. della telecom, dove i bambini, quando rimanevano soli, telefonavano per curiosita e fine mese arrivavano a casa (alle famiglie, non ai bambini) bollette telefoniche da 2, 3 milioni di allora.
      Dove eravate allora?
      Forse eravate assenti?
      Non eravate nati?
      O eravate troppo impegnati a scrivere libri?

      Questo comico, ha aperto gli occhi a tantissimi italiani e ha messo a fuoco la questione della (dis)informazione in Italia.

      Voi, cara signora/signorina Antonella Randazzo
      e signor Paolo Barnard
      continuate a scrivere libri,
      e a che ci siete, leggeteveli pure

      Salvo Segreto

    1. myone 14 luglio 2009



      Guarda che grillo no vuole essere sapientone, e' ironico, e tante cose le capisce.

      Se vuoi dire qualcosa e aver parte attiva o essere considerato,

      devi per legge politica, passare ed essere fatto garante, DA CHI GIA' C'E' in politica.

      Se per avere un' opposizione, che dice qualcosa, nemmeno uno stupido comico che la saprebbe lunga,

      riesce ad entrare in piu' stupidi di lui, domanda.... dov'e' questa opposizione che si prefigge di prendere le redini.... di che e come?


      Lui non e' cretino. Se ha preso per i fondelli prima, li sta' prendendo pure ora, ma pero' con la volonta' di dire qualcosa,

      in mezzo a tanta comicita' da piangere, che e' la politica, ecc ecc

      E' come se, i grandi della terra, anziche' usare la diplomazia, l' educazione, e la democrazia, si dicessero in faccia le cose,

      con le colorazioni propie del linguaggio locale lessicale, quello popolino.

      Sai che muri e che atomiche uscirebbero?

      Beh, Grillo viene al sodo, non ha diplomazia, mette le cose a nudo.... e se fanno ridere, alla fine,

      significa che veramente il teatrino e' per burattini.

      ohh no !!!!!

    1. stigas 14 luglio 2009

      no...voglio solo farti notare che non hai la verità in tasca e non sei l'unico che si è svegliato...meno superbia please...

    1. trotzkij 14 luglio 2009

      Eh!! Si scatenano i piccoli kamikaze della trimurti travaglio-grillo-dipietro.


      Così democratici e rispettosi delle regole e della democrazia (anzi Rules and Democracy, fa più fino e più Obama), che quando gli si fanno notare certe incongruenze dei loro 'beneamati e cari leaders', gli scattano i riflessi condizionati. Ringhiano, insultano e abbaiono. Tra l'altro lo dicono loro stessi, che 'altro si può fare?'


      Cosa propongono questi rompicoglioni che non belano col gregge?
      Intanto, ed è tanto, fanno notare il gioco delle tre carte portato avanti da questi scrocconi 'antisistema'. Già! Perchè qui c'è la prima e vera fregatura che i ciarlatani propinano ai loro gonzi: fargli credere che Berlusconi è il sistema.


      E' una rotella, e neanche tanta gradita, del/dal sistema.


      I veri potenti si nascondono e non si fanno vedere. Parlano sempre in codice, per raggirare il volgo-bifolco usano i mezzani al loro servizio. A ognuno il suo mestiere, a sporcarsi le mani siano gli addetti al letamaio del feudo (mediatico in questo caso).


      Disisidenti Travaglio-Grillo-Dipietro? Ma dissidenti decché? Miliardari per via degli insulti versati a Berlusconi. Dissidenti con rubrica regolare in prima serata alla Rai (dico, la Rai lottizzata dai poteri forti, dal Vaticano, da Debenedetti/Scalfari, ecc.)


      Il Dissidente Grillo è per caso perseguitato? Si permette pure di costruire, con cinque ragazzotti, un reame mediatico niente male, e ciò grazie al fatto che i tra i ragazzotti ci fossero il vicepresidente (mondiale) della IBM, un noto manager come Sassoon e i fratelli Casaleggio, dei noti consulenti di marketing per multinazionali.


      Ma Grillo, presso il gregge di grilli, è un povero e innocente dissidente perseguitato...


      Notare che gli alabardieri della democracy now (magari nella versione export by Royal Marines che risbarcano a Marsala), mettono nel calderone dei santi martiri e vergini della democrazia italidiota, due loschi figuri come Biagi (direttore di TG nella Rai degli anni '60, immaginatevi la libertà d'espressione sul posto) e Montanelli (spione e agente angloamericano, ricordarsi dei suoi bersagli preferiti, da Mattei al Craxi di Sigonella e delle Partecipazioni Statali. Certo, per i piccoli hooligani dipietreschi, queste sono note di demerito, vuoi mettere i veri salvatori della patria, come Amato e Prodi, smantellatori dell'economia italiota?)


      Le percorelle non vogliono pensare male dei loro cani-pastori; poichè l'ammettono esse stesse: Senza come faremmo? Che dovremmo fare?
      Freudiano. Siamo alla psichiatria di massa (W. Reich, lo si legga.)


      Come dei drogati, a porsi delle domande futili e senza senso. Se c'è un problema, lo si affronti, invece di vedere chi sbertuccia la scimmietta Travaglio, o peggio, se ne compri l'ennesimo libro-fotocopia (tra l'altro, queste povere vittime perseguitate, questi dissidenti antisistema, vengono tutti pubblicati da grandi case editrici. Legate, a loro volta, a Potentati vari. Non c'è solo Berlusconi a fare l'editore.)


      Infine, inutile starnazzare su come cambiare, come mutare le cose, come trasformare l realtà e blabla; è da millenni che ci sono filosofi che concepiscono, immaginano e sognano utopie e mondi nuovi immaginari.
      Senza mai coglierci. Perchè il mutamento arriva da sè. Ma i filosofi, spesso, così presi da sè, non si accorgevano dei mutamenti reali che sopraggiungevano.


      Lo stesso dicasi per i tifosi grillanti: chiedono 'Change', il mutamento, ma fanno di tutto affinchè vincano i soliti grandi vecchi: Debenedetti, Scalfari, Ciampi, Soros, perfino Murdoch, ecc. Non proprio il nuovo, non proprio il mutamento.


      Anche il Pci e la sinistra varigata italiota ne sono un esempio da manuale. Non è bastato riempirsi la bocca con il concetto di egemonia elaborata da Gramsci, per sapere interpretare, non il mondo, ma questo paese di media taglia e non particolarmente progredito.
      Il Pci e gli altri piccoli lider minimi, mentre sbraitavano nelle piazze, urlicchiando 'Rivoluzione' o 'Ya Basta!', si sono ritrovati col Barzellettiere di Arcore, che accompagnato dal fido scudiere Apicella, che li sbatteva a pedate fuori dal palazzo, lasciandoli per soprammercato in mutande.


      Solo Dipietro, che conoscendo i suoi polli ha assunto il ruolo di gemello cattivo del Berluska, ha raccolto gli osanna di quel gregge che già una volta era di lui orfano. (Ai bei tempi di Mani pulite). Allo scopo di ricominciare il lavoro sospeso 15 anni fa. Distruggerci tutti.


      E si ritorna agli appelli interventisti a mother elizabeth e alla 'mater alma' della City.


      Ma al popolaccio dei grilli travagliati, queste sottigliezze da nemici del 'poppolo' provocono, al massimo, l'orticaria al cervello.

    1. Frigo 14 luglio 2009

      Finalmente un articolo che analizza nel dettaglio i "guru della denuncia". Barnard a volte è un po´viscerale, tuttavia per chi ha visto la melma da dentro puó essere comprensibile.
      Spero ci siano altri Randazzo, Barnard, che comincino a fare due più due.
      Era ora.

      http://retiglocali.it/letteredallagermania/

    1. Soda 14 luglio 2009

      Il mio era un messaggio rivolto all'autrice e nessun altro.
      Se ti senti chiamato in causa, probabilmente ho scritto qualcosa di vero.

    1. nessuno 14 luglio 2009

      GRILLO: PD ALLA FRUTTA, DOMANI MI ISCRIVO A GENOVA...


      (ANSA) - "Dunque il Partito Democratico è completamente alla frutta. Domani andrò a Nervi, dove sono residente, e cercherò di prendere la tessera lì dove sono residente.
      Allora spero che la Vincenzi, che è la sindaco, non mi tolga la residenza da Genova, sennò per iscrivermi a 'sto cazzo di partito devo diventare un apolide!''.
      Dal suo blog Beppe Grillo torna a far sentire la sua voce per protestare contro il rifiuto del Pd di farlo iscrivere ad Arzachena, dove il comico genovese è in vacanza, e ribadire che ci riprova. "Il Pd - afferma Grillo - non si sa più cosa sia. Fassino dice che non è un taxi. Bersani dice che non è un autobus e la Melandri dice che non è un tram.
      L'unica cosa certa che sappiamo del Partito Democratico è che non è un veicolo a motore. Sono veramente alla frutta".

      Il comico ripercorre il tentativo di iscrizione di ieri: "Sono andato per iscrivermi ad Arzachena.
      Sono andato con due garanti - perché ci vogliono due garanti che testimonino che tu sei tu - è venuto 'Dughedaivezizzegazu' e il macellaio 'Guzuguzu Paracheguzu'.
      Mi hanno detto che potevo fare la domanda, 'ma la tessera non te la possiamo dare'.
      Ci siamo seduti in un bar.
      Ho compilato la mia domanda e ho pagato 16 euro.
      Ne bastavano 15, ma uno gliel'ho dato di stecca".

    1. stigas 14 luglio 2009

      meno male che tu,invece,hai la verità in tasca ed hai capito tutto...

    1. sheridan 14 luglio 2009

      Ma io non voglio distruggere proprio nessuno. Se ogni volta che nasce un movimento concreto che cerca di far qualcosa per questo disgraziato paese arriva subito l'intellettualoide di turno a scrivere che lui ce l'ha piu' lungo allora annamo proprio bene!

      Con tutti i problemi tangibili che abbiamo in italia questa tira fuori il ferro vecchio degli angloamericani, ci manca solo che tira fuori anche il signoraggio e poi siamo proprio a posto.

      Se l'autrice ritiene che i vari Grillo, travaglio, DI Pietro siano solo dei dissidenti di regime allora provi lei a creare un movimento di dissidenti doc ma non creda che sia possibile farlo solo scrivendo 4 fregnacce sugli angloamericani o sulle banche in un blog, Grillo ci ha messo anni per riuscire a portare 100.000 persone ai V-Day.

      Inutile pretendere che Travaglio scriva del signoraggio, potrebbe anche non averne le competenze, oltretutto il 99.99% di quello che circola in rete su quella faccenda li' (il signoraggio) SONO TUTTE FREGNACCE. Di persone in grado di capire cosa avvviene nella finanza ce n'e' pochissima, chi scrive riporta in genere solo fregnaccerie pescate nella rete.

    1. robby 14 luglio 2009

      Lo trovo comunque un punto di vista interessante.

    1. adriano_53 14 luglio 2009

      E chi sarebbero gli appartenenti al club dei veri dissidenti?




      Randazzo Antonella
      Barnard Paolo
      Gambescia Carlo
      ...................




      L'ego di simili personaggi è così gonfio che se fosse metano il gas contenuto i proprietari avrebbero risolto per sempre i loro problemi energetici. Ma essendo solo parole, nel senso di flatus vocis, lo svuotamento del loro serbatoio si risolve in penosi, per quanto fluviali, vaniloqui.

    1. Santos-Dumont 14 luglio 2009

      Vorrei proporre un metodo per stabilire se un dissidente, qualsiasi esso sia, è vero o falso. Partendo da una semplice premessa: se è vero che l'essere umano è una creatura costituzionalmente politica, dobbiamo attenderci che al crescere del coinvolgimento di un personaggio nelle questioni politiche, l'enfasi passi dalla teoria alla sua applicazione pratica.
      La mia proposta è: definiremo dissidente chi, una volta raggiunta una certa visibilità mediatica "critica" o "di soglia", inizia a usarla per agire politicamente e concretamente, con proposte realmente alternative all'estabilishment. (E quando scrivo concretamente non escludo nessuna ipotesi). Proposte che siano ovviamente di rottura ma coerenti col messaggio precedente, di quando la visibilità era ancora limitata. Ora lascerei a ciascuno la valutazione di chi e come abbia agito secondo questo il principio che:
      "il pensiero che non si trasforma in parola è un cattivo pensiero, e la parola che non si tramuta in azione è una cattiva parola".

    1. Soda 14 luglio 2009

      Brava Antonella.

      Leggendo i commenti dei tuoi lettori, mi pare di notare che davvero pochissimi sembrano cogliere il tuo vero messaggio e in fondo, preferiscono continuare a dormire.

      Tristissimo.

    1. stigas 14 luglio 2009

      ho il serio dubbio che i falsi dissidenti e i veri gatekeeper siano proprio persone che scrivono articoli come questi...

    1. Bubba 14 luglio 2009

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=17305

    1. AnviL 14 luglio 2009

      Ottime argomentazioni!
      Quoto al 100%

    1. futuracittadina 14 luglio 2009

      Secondo te non è un mal sintomo che qualcuno (Barnard), mostrando la sua poca professionalità e disprezzo per il pubblico di Grillo, dia degli idioti a chi non la pensa come lui? Voi sempre criticate duramente Grillo, Di Pietro e Travaglio, senza argomenti validi, solo con delle teorie, qualche volte assurde.

      Oggi li chiamate "finti dissidenti" ieri erano idioti, Perché? Forse io non l'ho capito perché sono straniera (sono cresciuta fuori e pertanto così mi ritengo)
      Dici che Grillo non ha un programma e questo è falso. Forse dovresti leggere al meno il suo blog, prima di solo far critiche cosi appassionati.

    1. Hassan 14 luglio 2009

      Scommetto che anche tu "vorresti fare centro" con lei eh ? Ha scritto il solito polpettone lungo e verboso... per carità, dice anche cose giuste, ma non ha proprio il dono della sintesi.

    1. Hassan 14 luglio 2009

      Onore ai Patrioti Pashtuns!

    1. Hassan 14 luglio 2009

      Ho letto comunque di soldati americani, che dopo aver prestato servizio sul confine Nord-Sud Corea, poi sotto anonimato hanno raccontato che la storia del "terribile regime nord-coreano" è tutto una bufala, che buona parte dei problemi che ha il Nord Corea è dovuto solo alle sanzioni economiche, ma che per il resto è gente simpatica e si vive bene. In Iran poi si vive molto bene ho sentito, certo ultimamente per colpa degli Hooligans di Moussawi forse un pò meno bene, ma Ahmadinejad è uomo colto e saggio, un grande leader.

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