Il "civile" e "avanzato" capitalismo tedesco

Il "civile" e "avanzato" capitalismo tedesco

DI CARLO FORMENTI

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Da qualche giorno i giornali si occupano di quanto sta succedendo nel più grande mattatoio d'Europa, una "fabbrica" di carne suina situata in Germania in cui vengono macellati ventimila maiali al giorno e in cui lavorano migliaia di addetti.

1500 di questi operai, quasi tutti immigrati polacchi e rumeni, sono risultati contagiati dal covid 19. Si è anche saputo che, per contenere i costi di lavoro, questi disgraziati non vengono assunti ma dipendono da ditte in subappalto che li ospitano in dormitori degni di un lager (letti a castello in stanze minuscole) e li trasportano sui luoghi di lavoro al mattino sui pulmini (come i caporali che trasportano i braccianti africani nei campi della Calabria e del foggiano).

Questo è il civile e avanzato capitalismo tedesco che accoglie "generosamente" milioni di immigrati (che bocca grande che hai nonna, è per mangiarti meglio bambina mia...).

Il paese dei Verdi convertiti al liberalismo che, quando si tratta di profitto, si sentono evidentemente un po' meno animalisti e, invece di puntare il dito anche contro le relazioni fra filiere agroalimentari occidentali e pandemie preferiscono concentrarsi su quelle che nascono nei mercati cinesi e tuonare, in coro con i neocons americani, contro la concorrenza sleale di Pechino che può produrre merci a prezzi bassi perché sfrutta i lavoratori e "non ne rispetta i diritti".

Quando si dice avere la faccia come il culo.

Carlo Formenti

25.06.20202

Link: https://www.facebook.com/carlo.formenti/posts/10221090628634075

Commenti (3)

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    1. alessandroparenti 27 giugno 2020

      Da loro nei macelli lavorano i Polacchi e i Rumeni. Da noi i negri. Da loro gli danno da dormire e li portano al lavoro. Da noi devono pagare l'affitto e andarci in tram. Prima di scrivere boiate l'articolisra dovrebbe anche informarci(informarsi)di quanto è il loro stipendio. Non è questione di soldi. Non sono sottopagati come i nostri raccoglitori di pomodori schiavizzati da t...... ignoranti e tollerati dalle istituzioni conniventi. È che i Tedeschi con un minimo di alternativa non vogliono fare un lavoro aberrante come quello di scannare bestie terrorizzate mentre per un Polacco sono soldi che a casa sua gli faranno la differenza.

    1. colzani2 26 giugno 2020

      I tedeschi assumono lavoratori rumeni per macellare le bestie. Qualcuno ha il covid.
      Allora?
      Polemica infantile e sterile.

    1. Pfefferminz 26 giugno 2020

      Condivido la critica dell'autore rispetto ai contratti di lavoro stipulati con ditte in subappalto e riguardo alle condizioni di vita e di alloggio disumane. Il proprietario della Tönnies non è neanche stato in grado di fornire gli indirizzi di tutti i dipendenti contagiati.
      Un discorso a parte merita il presunto contagio con il SARS-Cov-2, perché in teoria potrebbe trattarsi di altri coronavirus che contagiano i dipendenti durante la macellazione e lavorazione delle carni animali. Usando infatti il PCR-test più comune, risultano molti falsi positivi, in quanto esso rileva la presenza anche di altri coronavirus.
      Un'associazione di "Medici e scienziati per la salute, la libertà e la democrazia" (Mediziner und Wissenschaftler für Gesundheit, Freiheit und Demokratie), si è pertanto offerta, a sue spese, di sottoporre tutti i dipendenti della Tönnies al miglior PCR-Test oggi disponibile, che rileva soltanto il SARS-Cov-2. L'offerta è stata indirizzata al governo, alla regione, ai proprietari della Tönnies e a tutti i dipendenti. Fino ad ora non c'è stata nessuna risposta, anzi, il quotidiano FAZ si è rifiutato di pubblicare l'annuncio a pagamento.
      Il SARS-Cov-2 in Germania è praticamente sparito e i contagi della Tönnies destano dei sospetti. Non sarà che si cerca in questo modo di continuare a tenere alto il livello di paura nella popolazione? Quale destino per la corsa allo sviluppo del vaccino con relativi profitti, se il SARS-Cov-2 dovesse sparire?
      Nel frattempo le organizzazioni locali dei critici della truffa del coronavirus si moltiplicano come funghi e il primo agosto si festeggerà a Berlino la prima "festa della libertà" con la partecipazione - prevista - di 500.000 persone.

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