Continua la distruzione della Famiglia nel bosco: respinto il ricorso dei legali dei coniugi Trevallion e Birmingham "su tutti i punti". "Dimessa dall'ospedale la figlia che era in cura". Il Tribunale dell'Aquila conferma l'allontanamento della madre dalla struttura dove sono rinchiusi i tre figli minori, mentre lasciano l'incarico i legali a difesa della coppia, che viene assunta dall'avvocato Simone Pillon, uno degli organizzatori del Family Day. Resta sospesa quindi la responsabilità genitoriale ed i bambini restano in casa famiglia.
Di Frontiere.me
Prima di iniziare la mia riflessione è doverosa una premessa; so che sto per toccare un argomento molto divisivo e molto delicato, ma non solo, è anche un argomento che si presta a diverse interpretazioni basate su diverse posizioni e la mia intenzione è quella di evidenziare un paio di punti che mi sembra non siano stati presi in considerazione, o almeno, non ricordo di averne mai letto o sentito qualcosa in merito.
Il primo punto è relativo a quell’insieme di esseri umani che condividono una serie di caratteristiche e che chiamiamo società, ed è la base del mio ragionamento in merito alla vicenda della “famiglia nel bosco; come tutti sappiamo, la famiglia è la cellula della società e il parallelismo con la cellula è adatto a trasmetterne l’idea, così come in un organismo i gameti trasmettono l’eredità genetica avviene la stessa cosa con padre e madre che trasmettono l’eredità (tradizione) sociale appresa nella loro società di appartenenza. Più sono numerose le famiglie e più è aumenta la trasmissione ereditaria e l’omogeneità della società stessa. E siamo arrivati ad uno dei due punti che vorrei approfondire: cosa succede quando una famiglia presenta usi e costumi che non sono quelli della società in cui vive? E ribadisco, solo nel caso in cui si tratti di una famiglia con bambini, perché il singolo, in linea di massima, può fare quello che vuole se non commette reati.
Sappiamo che la vicenda è iniziata (e continua) perché l’assunto di base è il benessere psico-fisico dei bambini, come sappiamo, però, che il dubbio sul loro benessere è partito dalla valutazione dello STILE DI VITA che conducevano e quindi dagli USI E COSTUMI dei genitori. Felice di essere smentito, ma a me non risulta che la vicenda sia partita da un caso di maltrattamenti.
Per quel che ne posso sapere questi genitori hanno un loro punto di vista in merito alla società moderna e hanno deciso di vivere diversamente rispetto ad altri stili di vita che possono essere criticabilissimi e magari non condivisibili, ma che dire dei bambini? Perchè il punto rimane quello, come viene fatta la valutazione relativa ad un eventuale stato di sofferenza oppure, ed è questo il secondo punto, relativa ad un effetto dannoso di quella visione esistenziale che possono avere i genitori? Continuando sul primo punto, la società e i suoi usi e costumi, stiamo vedendo quanti nuovi stili di vita emergano; vuoi con la diffusione di informazione in rete e vuoi con l’immigrazione, assistiamo ad una complessità enorme data da stili di vita legati alle religioni, alle società di provenienza, a nuovi modi di immaginare l’esistenza: la famigliola vegana, quella iper salutista e iper sportiva, la famiglia iper credente, la famiglia progressista. Quanti studi esistono in merito a tutte queste tipologie di famiglia? Alla fine cosa sappiamo della salute mentale o dei danni conseguenti agli stili di vita dei loro genitori? Nulla.
Per non parlare delle conseguenze devastanti su bambini che nascono e crescono in condizioni allucinanti; come può diventare un bambino che nasce e cresce in una realtà fatta di palazzoni popolari, persone poverissime e ignorantissime, degrado e violenza. Quale equilibrio mentale possono avere questi bambini e quali conseguenze dannose che emergeranno in futuro potranno avere? Qua però lo stile di vita non viene considerato, vengono considerati i maltrattamenti, quando ci sono, ma delle conseguenze relative alle condizioni in cui si trovano i bambini non gliene frega niente a nessuno. Quindi devo credere che nel caso del “bosco” sia subentrato un altro elemento, una novità che ha attirato l’interesse degli assistenti sociali, l’incidente alimentare dovuto all’ingestione di funghi è stato un vero e proprio casus belli che ha fatto da ponte all’investigazione sul modello di vita di questa famiglia.
Disgrazie simili ne avvengono spesso, intere famiglie rimangono intossicate ma, in questo caso, ciò che ha colpito, prima i medici e poi gli assistenti sociali intervenuti in seguito alla segnalazione, è stato l’atteggiamento ritenuto strano e da qui è partita tutta la vicenda; ciò che colpisce è che se l’atteggiamento di questa famiglia fosse stato conforme alle normali (per chi?) reazioni logico-emotive probabilmente oggi non ne sentiremmo parlare. Queste persone hanno mostrato una loro identità e la caratteristica principale è l’estraneità verso una serie di meccanismi sociali: non vogliono dominare e non vogliono essere dominati, non sono ospitali ma neanche parassiti, vogliono solo essere liberi e indipendenti e la presenza dell’ESTRANEO attira sempre attenzione; ci si deve assicurare che l’estraneo non sia pericoloso, per se stesso o per altri.
Per quanto logico questo punto di vista è ridicolo nel nostro sistema sociale dove siamo in realtà diventati tutti degli estranei l’uno per l’altro: l’estraneità quindi viene accettata quando è funzionale al sistema e questa famiglia non lo è.
Ora siamo al secondo punto, quello relativo alla competenza che deve giudicare il caso; così come la medicina valuta un danno o una patologia fisiologica, la psicologia fa altrettanto nell’ambito della psiche e qua urge un’altra riflessione: la psicologia è una dottrina individualista, si occupa del singolo individuo così come succede con la medicina, valuta se e in che misura il singolo sia in salute e quali fattori possano esserci all’origine di uno stato patologico. Una critica che non hai mai trovato lo spazio che meriterebbe è legata alla mancata collaborazione della psicologia con la sociologia, o meglio, al confronto tra patologie e influenze sociali; questo confronto, per dare un esempio usato dalla medicina, è applicato al vizio del fumo che come abitudine sociale tollerata ha comunque conseguenze negative sul singolo individuo, confronto che è rarissimo nel caso della psicologia la quale non solo si tiene spesso ben lontana dall’analisi della società, ma oggi si può dire che ne sia stata ormai fagocitata ed è sottomessa dalla sociologia; il paziente è tale perché non si integra e questa mancata integrazione porta sofferenza psichica, chiarendo determinati meccanismi l’individuo inizia ad avere un altro rapporto con la società e gli altri, insomma inizia a vivere meglio se stesso in rapporto alla collettività. Ma se io vengo da te a dirti i fatti miei e che sto soffrendo per questo motivo e per una serie di conseguenze nefaste legate al corso della mia esistenza, allora i casi sono due: o ne prendo atto (anche) col tuo aiuto (psicologico), ma poi mando a fare in culo tutto (e se non sono ricchissimo è IMPOSSIBILE), oppure significa che continuerò a rimanere nella stessa merda ma con serenità perché c’è la consapevolezza e in teoria affronto la vita in maniera migliore. Adesso collego ciò che ho scritto al caso specifico: abbiamo una famiglia e dei bambini che si suppone soffrano perché questo modello di vita presenta determinate modalità; ma se non fosse così?
Se in seguito ad una perizia saltasse fuori che stanno meglio loro di me la conseguenza sarebbe esplosiva. Ciò che non mi sembra sia emerso è la caratteristica SPERIMENTALE della vicenda, siamo di fronte ad una famiglia che sta sperimentando uno stile di vita del quale non conosciamo gli esiti futuri e il futuro è rappresentato dai bambini; per questo dico che la conseguenza, nel caso positivo, sarebbe esplosiva, perché si tratterebbe di un nuovo stile di vita VALIDO ma che mette in dubbio una serie di dinamiche sistemiche, insomma sarebbe rivoluzionario e ci sarebbe il rischio di una emulazione. E un evento del genere NON è accettabile. Vuoi credere a omini verdi che ti dicono cosa e come mangiare? Puoi. Vuoi credere ad una teoria per cui ogni notte alle 3 ti svegli e fai 20 addominali? Puoi. Ciò che non puoi fare è rappresentare in maniera soddisfacente una nuova alternativa che andrebbe a minare il sistema socio economico alla base.
Concludendo vorrei salutarvi con questi due brani che mi sembrano pertinenti al rapporto tra la società e l’educazione dei bambini:
«Un vecchio proverbio dice che un albero non è più forte delle sue radici. Un buon orticoltore ritarderà la crescita di una pianticella per favorire lo sviluppo del sistema di radici. Noi facciamo esattamente l’opposto con i nostri bambini piccoli. Li stimoliamo troppo a crescere rapidamente mentre sottraiamo loro l’appoggio e il nutrimento che rafforzerebbero le loro radici. Spingiamo i nostri bambini come spingiamo noi stessi, rendendoci ben poco conto che forzandoli a crescere ne insidiamo la fede e la sicurezza.»
«I Sioux danno per scontato che la società abbia bisogno di imporre qualche restrizione alle azioni individuali ma che tutto questo debba essere CONSAPEVOLE e che il suo volontario esercizio sia una espressione dell’orgoglio che un uomo ha di appartenere alla propria tribù. Tra i Sioux l’addestramento a questo tipo di restrizione non comincia prima del quinto anno e non è associato a punizioni.»
Di Frontiere.me
Fonte: https://frontiere.me/il-bosco-la-famiglia-e-la-societa/
alduccio 16 maggio 2026
In questo paese traboccante di opere d’arte di madonne col bambino e di genuflessioni alla Madonna Madre di Dio, togliere i bambini alla propria madre non è un atto che qualsiasi frequentatore di Bar Sport può permettersi di fare. Queste cose partono da molto in alto, da quel ristretto sentire che obbliga alla guerra due pezzi di mondo da mezzo miliardo di persone, lo stesso gruppo che ciclicamente per amore del Potere distrugge artificialmente la ricchezza mediante guerra e depressione per costringere i sottoposti a ripartire sempre e sempre con nuovi lutti, nuovi debiti e nuove ansie.
I bimbi poi debbono frequentare la scuola, mica perché a Qualcuno interessi alcunché della loro istruzione, anzi, è perché altrimenti verrebbe a mancare quel poderoso lavaggio del cervello molto importante per la nostra attuale civiltà. La scuola non è altro che un campo di concentramento didattico in cui si irreggimentano futuri automi e cadaveri. Perrotta
maghi 17 maggio 2026
unica soluzione materne ed elementari private, se uno se li può permettere. Sarebbe meglio anche medie e superiori, ma ora chiedo troppo.