IL 2010 DEGLI U.S.A: DICHIARARE GUERRA IN TUTTO IL MONDO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI RICK ROZOFF
Stop NATO

Il primo gennaio inaugura l'ultimo anno della prima decade del nuovo millennio e
di dieci anni consecutivi di guerre condotte dagli Stati uniti in medio oriente.

A partire dal 7 ottobre 2001, missili e bombe si abbattono sull'Afghanistan, le operazioni di guerra americane all'estero non si sono fermate un anno, un mese, una settimana o un giorno nel ventunesimo secolo.

La guerra in Afghanistan, il primo conflitto aereo e di terra degli U.S.A. in Asia dalle disastrose guerre in Vietnam e in Cambogia negli anni sessanta e all'inizio dei settanta, e la prima guerra di terra e campagna asiatica della N.A.T.O., cominciò alla fine della guerra in Macedonia del 2001, lanciata dalla N.A.T.O. occupando il Kossovo, una guerra in cui il ruolo delle truppe statunitensi è ancora da delineare e affrontare correttamente e che ha portato alla migrazione di quasi il 10% della popolazione della nazione. Nel primo caso, Washington invase una nazione in nome della lotta al terrorismo; nel
secondo, contribuì al dilagare del terrorismo. Allo stesso modo, nel 1991 gli U.S.A. e i suoi alleati occidentali hanno attaccato le forze irachene in Kuwait ed hanno lanciato un
devastante e mortale attacco con missili Cruise e bombardamenti in Iraq nel nome della difesa della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale del Kuwait e nel 1999 diedero il via ad un attacco aereo di 78 giorni contro la Yugoslavia per calpestare e minare drasticamente i principi dell'integrità territoriale e della sovranità nazionale nel nome dell'ultimo pretesto di guerra, il cosiddetto intervento umanitario.

Due anni dopo la "guerra umanitaria", l'ossimoro più ripugnante a cui il mondo abbia mai assistito, cedeva il passo alla guerra globale contro il terrorismo, mentre gli Stati Uniti e i suoi alleati della N.A.T.O. invertivano la rotta nuovamente, continuando però a dichiarare guerre d'attacco [n.d.t: guerre non giustificate da uno scopo di difesa, considerate un crimine nel diritto internazionale] e "guerre
d'opportunità", ogni volta che volevano, a dispetto delle contraddizioni e di ogni logica, dei
casi precedenti e del diritto internazionale.

Dopo numerose campagne mai completamente conosciute per reprimere insurrezioni, alcune
già in corso (come in Colombia), altre nuove (come nello Yemen), gli U.S.A invasero l'Iraq nel marzo 2003 con una "coalizione di volontari" comprendente soprattutto nazioni dell'Europa orientale candidate
ad entrare nella N.A.T.O. (quasi tutte ora diventate full member dell'unico blocco militare del mondo in cambio del loro servizio).

Il Pentagono ha inoltre messo in campo le forze speciali e altre truppe nelle Filippine ed ha lanciato un attacco navale, aereo e missilistico in Somalia, oltre ad assistere all'invasione della nazione da parte dell'Etiopia nel 2006. Inoltre Washington ha armato, addestrato e sostenuto le forze armate di Djibouti nella loro guerra di confine con l'Eritrea. Infatti Djibouti ospita quello che è, fino ad oggi, l'unico impianto militare permanente degli U.S.A in Africa, Camp Lemonier, una base navale, sede della Combined Joint Task Force - Horn of Africa, CJTF-HOA, collocata al di sotto del nuovo comando militare statunitense in Africa, l' AFRICOM, dal momento della sua nascita, il 1° ottobre 2008. L'area di cui è responsabile la Combined Joint Task Force- Horn of Africa copre Djibouti, l' Etiopia, l' Eritrea, il Kenya, le Seychelles, la Somalia, il Sudan, la Tanzania, l' Uganda, lo Yemen e, come "aree di influenza" le Comore, le Mauritius e il Madagascar.

Ciò vuol dire la maggior parte delle coste occidentali del Mare Arabico e dell' Oceano Indiano, tra le aree geografiche strategiche più importanti del mondo.

Truppe degli U.S.A, aerial drones [n.d.t.: veicoli aerei senza pilota dotati di telecamere e/o missili], navi da guerra, aerei ed elicotteri sono in azione in tutto questo vasto tratto di terra e di acqua.

Dopo la minaccia del senatore (e una volta quasi vice-presidente) Joseph Lieberman che lo scorso 27 Dicembre ha dichiarato che "Lo Yemen sarà la nostra prossima guerra" e in seguito alla precedente dichiarazione del capo del Comando Sud e comandante generale delle forze militari N.A.T.O. in Europa, Wesley Clark, che due giorni prima ha sostenuto che "Forse dovremmo mettere piede lì giù", è evidente che la nuova guerra degli Stati Uniti per il nuovo anno è già stata scelta. Infatti a metà dello scorso dicembre, gli aerei da guerra degli U.S.A hanno partecipato al bombardamento di un villaggio nel nord dello Yemen che è costato la vita a 120 civili e ne ha feriti altri 44, mentre la settimana successiva un jet da combattimento ha realizzato numerose incursioni aere sulla casa di un ufficiale superiore della provincia di Sa'ada, nel nord dello Yemen.

Il pretesto per intraprendere realmente una guerra nello Yemen è attualmente il tragicomico "tentato attacco terroristico" di un giovane nigeriano su un aereo diretto a Detroit il giorno di natale. Il
bombardamento mortale degli U.S.A nel villaggio dello Yemen appena citato si è verificato dieci giorni
prima e inoltre è avvenuto nel nord della nazione, anche se Washington sostiene che le cellule di al-Qaeda operano dall'altra parte del Paese.

L'Africa, l'Asia e il Medio oriente non sono gli unici campi di battaglia in cui gli Stati Uniti sono attivi. Il 30 ottobre del 2009 gli Stati Uniti hanno firmato un accordo con la Colombia per acquisire l'uso sostanzialmente privo di limiti e di restrizioni di sette nuove basi militari nella nazione sudamericana, incluse alcune postazioni nelle immediate vicinanze sia dal Venezuela che dall'Ecuador.
L'intelligence statunitense, le forze speciali e altro personale saranno coinvolti in operazioni già in corso per reprimere le insurrezioni e dirette contro le Forze Rivoluzionarie della Colombia (FARC) nel sud del Paese, e saranno impegnati nel sostenere la delega colombiana a Washington per attacchi in Ecuador e in Venezuela, che saranno delineati per essere diretti contro i membri delle FARC nei due stati.

Prendendo come obiettivo due nazioni fondamentali e in sostanza l'intera Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), Washington sta preparando il terreno per un potenziale conflitto militare in Sud e Centro America e nei Caraibi. Dopo il sostegno statunitense al colpo di stato in Honduras il 28 giugno, questa nazione ha annunciato che sarà il primo stato membro dell'ALBA ad uscire dall'Alleanza e il Pentagono manterrà, e forse amplierà, la sua presenza militare alla base aerea di Soto Cano in Honduras.

Un paio di giorni fa il governo colombiano ha annunciato la costruzione in corso di una nuova base militare al confine con il Venezuela e l'attivazione di sei nuovi battaglioni aerei, e poco dopo un membro olandese del parlamento, Harry van Bommel, ha dichiarato che gli arei-spia degli U.S.A. stanno usufruendo di una base aerea in un'isola delle Antille olandesi, Curaçao, presso la costa venezuelana.

In Ottobre, una pubblicazione delle forze armate statunitensi ha rivelato che il Pentagono spenderà 110 milioni di dollari per modernizzare ed espandere sette nuove basi militari in Bulgaria e in Romania, dall'altra parte del Mar Nero a partire dalla Russia, dove verranno stanziati, per i primi contingenti, oltre 4.000 soldati.

All'inizio di dicembre gli Stati Uniti hanno siglato lo “Status of Forces Agreement” (SOFA) con la Polonia, che confina con il territorio russo di Kaliningrad, che permette all'esercito statunitense di stanziare soldati ed equipaggiamenti militari sul territorio polacco. Le forze militari statunitensi si serviranno di Patriot Advanced Capability-3 (PAC-3) e standard Missile 3 (SM-3), che fanno parte del sistema globale del Pentagono per intercettare i missili.

Più o meno nello stesso momento il presidente Obama ha fatto pressioni sul primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan per installare nel suo Paese le componenti di uno scudo missilistico. "Abbiamo discusso il ruolo costante che possiamo giocare come forze alleate N.A.T.O. nel rafforzare il profilo della Turchia nella N.A.T.O. e nel coordinarsi in maniera più efficace riguardo a punti critici come la difesa dai missili" secondo le parole del leader americano.

Il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu ha fatto intendere che il suo governo non considera Tehran come una minaccia missilistica per la Turchia in questo momento. Ma gli analisti sostengono che se verrà realizzato uno scudo missilistico comune N.A.T.O., una mossa del genere potrebbe costringere Ankara a entrare in questo sistema.

Il 2010 vedrà il primo dispiegamento di truppe straniere in Polonia dopo la rottura del patto di Varsavia nel 1991 e l'installazione dei "più efficaci, più rapidi e più moderni" (secondo le parole di Obama) mezzi di intercettazione dei missili e strumenti radar nell'Europa dell'Est, nel Medio Oriente e nel sud del Caucaso.

La forza militare U.S.A in Afghanistan, sito della guerra più lunga e su più vasta scala di tutto il mondo, raggiungerà le 100.000 unità all'inizio del 2010 e con altri 50.000 soldati in più di altre nazioni della N.A.T.O. e vari "vassalli e tributari" (Zbigniew Brzezinski) rappresenterà il più vasto dispiegamento militare in ogni zona di guerra del mondo.

I missili drone statunitensi e della N.A.T.O. e gli attacchi degli elicotteri d'assalto in Pakistan aumenteranno, così come le operazioni per reprimere le insurrezioni nelle Filippine e in Somalia, insieme a quelle nello Yemen, dove la CIA e le forze speciali dell'esercito sono già scese in campo.

Il sito dell'esercito statunitense ha annunciato recentemente che ci sono stati 3.3 milioni di schieramenti in in Afghanistan e in Iraq dal 2001 con due milioni di soldati degli U.S.A. inviati nelle due zone di guerra.

In questo nuovo millennio ancora agli esordi, i soldati americani sono già stati inviati
in centinaia di migliaia di nuove basi e in zone di guerra in corso o già conclusa, in Albania, Bosnia, Bulgaria, Colombia, Djibouti, Georgia, Israele, Giordania, Kosovo, Kuwait, Kyrgyzstan, Macedonia, Mali, Filippine, Romania, Uganda e Uzbekistan.

Nel 2010 saranno inviati soldati all'estero in numero ancora più elevato per presidiare basi aeree e siti missilistici, supervisionare e partecipare ad operazioni di contenimento delle insurrezioni nel mondo contro i più disparati gruppi ribelli, alcuni dei quali secolari, e lanciare azioni militari in Sud Asia e
altrove. Saranno collocati su navi da guerra e sottomarini, equipaggiati con missili Cruise, con missili nucleari di largo raggio e con squadre di portaerei sui mari e gli oceani del mondo.

Costruiranno ed amplieranno le loro basi, dall'Europa all'Asia centrale e meridionale, dall'Africa al Sud America, dal Medio Oriente all' Oceania. Ad eccezione di Guam e di Vicenza in Italia, dove il Pentagono sta enormemente ampliando gli impianti esistenti, tutte le strutture in questione si trovano in nazioni e in regioni del mondo dove l'esercito statunitense non era mai stato così comodamente sistemato. Praticamente tutti i nuovi accampamenti diventeranno basi utilizzate per operazioni di "bassa portata", in genere nell'est e nel sud dell'Europa, dominata dalla N.A.T.O.

Il personale dell'esercito statunitense sarà assegnato al nuovo Global Strike Command e destinato ad aumentare il controllo e le azioni di guerra nel Circolo Artico. Saranno al comando della Missile Defense Agency per consolidare una rete mondiale per intercettare i missili, che faciliterà la possibilità di un primo attacco nucleare, ed estenderanno questo sistema nello spazio, la frontiera finale della corsa alla conquista del dominio militare assoluto.

I soldati statunitensi continueranno a diffondersi in tutto il mondo. Ovunque, tranne ai confini della loro nazione.

Titolo originale: "2010: U.S. To Wage War Throughout The World"


Fonte: http://www.globalresearch.ca

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31.12.2009


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCESCA

Commenti (62)

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    1. Rossa_primavera 14 gennaio 2010

      Sostanzialmente hai ragione pero' io ho scelto apposta il caso del nazismo e di Hitler,che non si puo' paragonare come pericolo a Saddam e Milosevic,che erano loschi figuri di cui non piango la morte,ma che non costituivano affatto una grande minaccia per il mondo intero:Saddam sta a Hitler come un ladro di polli sta ad Al Capone.
      Non si puo' paragonare il pericolo che costituiva una macchina bellica efficiente come la Wehrmacht con l'esercito di Saddam che era discreto ma in sostanza e' stato sbaragliato in meno di un mese in entrambe le guerre del golfo.Come non si puo' paragonare la diversa pericolosita' delle due ideologie,Hitler organizzo' una vera e propria industria dello sterminio su scala planetaria(anche se molti ne vogliono ridurre l'entita'),Saddam divenne sanguinario solo quando le rivolte curde minacciarono l'integrita' del suo stato.
      Sul fatto che forse viviamo in un carcere ideologico ti dico e' probabile,ma penso che qualunque persona di questo mondo subisca imposizioni psico-ideologiche,in qualunque parte del mondo:l'intelligenza e' l'unica arma che abbiamo per evadere dalla prigione.

    1. geopardy 14 gennaio 2010

      I fenomeni si conoscono come tali quando avvengono, quindi, nessuno di noi, col senno di poi, sarebbe stato in grado di poter affermare che, deponendo il fuhrer, si sarebbero salvate decine e decine di milioni di vite umane, se Hitler fosse stato realmente deposto all'epoca.
      Uccidendo Saddam (definito dai suoi aggressori "il nuovo Hitler", come Milosevic d’altronde) ed invadendo il suo paese, siamo in grado di poter affermare che abbiamo salvato l'umanità da un'altra catastrofe?
      Quello che sappiamo è che l'intervento americano ha generato una cifra spaventosa di morti in Iraq ed un numero impressionante di profughi.
      Lo stesso sta avvenendo in Afganistan.
      Lo stesso, anche peggio, è avvenuto in Vietnam, prima ancora in Corea.
      Non è che, per caso, non sia proprio la super potenza a costituire un pericolo devastante per l'intero genere umano?
      Se così fosse, chi si prenderà mai la responsabilità di attaccarla e destituirne i vertici, ammesso ne avesse le capacità?
      Ricordo e cito spesso un intellettuale tedesco, noto scrittore ed editorialista Hans Magnus Enzensberger, il quale , a proposito dell'insistente e leggittima domanda che tutti si ponevano dopo la fine della guerra mondiale, cioè, di come era possibile che il popolo tedesco fosse stato così compiacente nei confronti di una tale dittatura, rispondeva:.......... "Ai tempi del fascismo non sapevo di vivere ai tempi del fascismo".
      ......Siamo sicuri di non vivere dentro a qualche dorato carcere ideologico di cui noi, dal di dentro, non ne riusciamo a ben definire il confine?
      Se avesse vinto il nazismo tutti gli altri sarebbero stati (con enorme probabilità) trattati da furfanti e da terroristi se non si fossero adeguati al loro sistema.
      La "strumentale" (mia opinione) costrizione di imporre a chiunque il nostro sistema organizzativo socio-politico-economico ("liberista e domocratico") , naturalmente, esclusi gli "amici" (sauditi e giù di lì), non potrebbe suonare agli occhi di chi lo debba subire come un grande ed ingiusto diktat?
      Non li consideriamo (magari non tutti tra noi) furfanti e terroristi o, quanto meno, arretrati?
      Ciao

    1. helios 14 gennaio 2010

      Vorrei solo capire QUANTI SOLDATI hanno gli stati uniti.
      A meno che l'intera popolazione sia arruolata, facendo un paio di conti fra tutte le basi ecc.. sparse nel mondo e considerata l'età media di un soldato i conti non tornano.
      Considerato anche i fronti di guerra e i morti ci si chiede che natalità ci sarà mai da quelle parti....mah....

    1. ventosa 14 gennaio 2010

      Senti, Rossa, nulla di personale, visto che non ci conosciamo. Semplicemente, a mio parere, è un argomento che poco si presta al gioco del "se e del ma", perchè non porta costrutto in mancanza di riscontri oggettivi. In due parole, a fare "previsioni postume" son tutti bravi(nella fattispecie).
      Poi, naturalmente, ogni argomento è valido per giocare a confrontarsi. Non sono un intellettuale e tendo per mia natura a cercare di costruire sempre qualcosa.
      Se poi ci hai visto, oltre alla villania, anche una connotazione ideologica, spiegala anche a me.
      Umilmente, saluti.

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      E nel caso in cui fosse il piccolo Israele a minacciare la pace mondiale?
      Supponiamo che Israele annunci un giorno di voler farla finita con tutti gli arabi e inizi ad aprire i silos dei suoi missili nucleari,che fare?

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      Infatti non a caso nel mio quesito avevo scelto il vero potenziale militatare di una vera potenza industriale,specificando che la domanda non aveva analogie con situazioni odierne.Concordo pienamente con te sulla differenza tra le due minacce.

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      Vedo pero' che la banale domanda da istat e' stata presa sul serio da parecchi che hanno dato risposte con spunti interessanti ed idee abbastanza originali,soprattutto la maggioranza ha risposto in maniera del tutto educata e garbata,solo in qualcuno,per fortuna,e' affiorata la villania che lo contraddistingue,con un certo malcelato senso di superiorita' tipico dei blogger di una precisa connotazione ideologica.

    1. Rossa_primavera 13 gennaio 2010

      Guarda che io ho solo posto una domanda su un'ipotetica situazione,punto e basta,mi interessava conoscere il parere dei blogger e noto che molti gentilmente hanno risposto favorendo anche discussioni con spunti interessanti.Non c'era alcun secondo fine ne' alcuna presa di posizione nella domanda,anche io so che la storia non si fa con i se e i ma.

    1. gelsomino 13 gennaio 2010

      Io a quelli che propugnano la guerra preventiva consiglierei un bel suicidio di massa. Si vivrebbe molto meglio senza tanti figli di puttana in giro.

    1. Tonguessy 13 gennaio 2010

      Questo è il vero motivo per cui sono monarchico: credo fermamente al regicidio.

    1. ventosa 13 gennaio 2010

      Ucciderlo, no, perchè il male genera altro male. Proporrei di tenerlo a stretta dieta OGM, poi... quel che succede, succeda.

    1. stimiato 13 gennaio 2010

      Una guerra per evitare una guerra? Interessante. Allora poniamola così: se stiamo parlando di un dittatore/governo feroce e sanguinario, non alla Saddam, cose da bambini, ma alla Hitler mi sembra logico prendere ad esempio gli USA di oggi. Per quanto "colpevoli" di avere "eletto" questo presidente invece dell'altro, mi sembra eccessivo bombardare 400 milioni di panzuti e simpatici statunitensini con lo scopo di salvare una qualsiasi quantità di gente, arbitrariamente grande, da qualche altra parte del mondo. Ossia, detta un poco più seriamente, la guerra colpisce le popolazioni, non i folli/crudeli/sanguinari dittatori/governi che reggono i loro stati. Magari potrei lasciare come compitino per casa quest'altra domanda: sarebbe accettabile, se effettivamente servisse a salvare bla bla bla, assassinare solo il folle/i folli in questione anziché muovere una guerra a una nazione intera?

    1. stefanodandrea 13 gennaio 2010

      Credo che la strategia adombrata nell'articolo sia folle, perché gli stati uniti perderebbero tutti i conflitti, si inimicherebbero il mondo intero e finirebbero per disintegrarsi. Chi sappia valutare la realtà, senza temere la fantomatica forza militare degli Usa, constata che gli Usa sono in stallo in Iraq, stanno perdendo in Afghanistan e hanno perso la guerra che hanno fatto fare agli eritrei contro gli islamisti somali.

      La Russia in Georgia ha dimostrato di non temere minimamente gli stati uniti sotto il profilo militare, nel senso che le minacce usa sono da can che abbaia ma non morde. L'Iran, la corea del nord e Chavez mi sembra che si comportino nello stesso modo, come se gli Usa fossero un can che abbaia ma non morde. Siamo soltanto noi europei a poter credere ad ipotesi a dir poco azzardate come quelle avanzate nell'articolo.

      Gli Stati Uniti dovranno affrontare una crisi economica decennale (dalla quale è anche probabile che riusciranno a venir fuori). Non credo che oltre l'islamismo radicale, dal quale sono stati attaccati (non meno di quanto lo abbiano attaccato), si scontreranno con altri, altrimenti la DISINTEGRAZIONE degli Usa è certa.

      Questa è l'analisi. La speranza è che, comunque vadano le cose, gli Usa si disintegrino, così come è accaduto all'Unione sovietica.

      Ciao e grazie

    1. ventosa 13 gennaio 2010

      E se gli USA avessero intrapreso la via del declino, dopo aver svolto il loro compitino, come altri grandi imperi del passato?
      E' un paese economicamente disastrato, con l'aggravante che da decenni ha spostato la produzione di beni, con tutto ciò che comporta sul piano sociale, in altri paesi, soprattutto all'est, aumentando la ricchezza delle multinazionali che, invece di reinvestire nel territorio, continuano ad espandere la loro presenza in nuovi mercati (W la globalizzazione!!). In tutto questo, il popolo continua ad essere spremuto come un limone in cambio di un grandissimo senso di appartenenza al "miglior popolo del miglior paese del mondo"! Credo che, nel migliore dei casi, questo faccia parte di un piano che prevede con capillare precisione un voluto spostamento geo-economico-politico delle mire espansionistiche delle elites(che, non dimentichiamolo, hanno sede nella vecchia europa). Nel peggiore, hanno sbagliato i calcoli e, per ottenere il risultato di cui sopra, hanno perso il controllo della situazione. In ultimo, forse la più probabile, delle conseguenze non glie ne può fregar di meno, l'importante è raggiungere il risultato.
      Saluti.

    1. ventosa 13 gennaio 2010

      Quoto al 100%, Bigrex. Semplice, logico e chiaro, non credo che ci possa essere risposta migliore ad una banale domanda da indagine ISTAT.

    1. Quantum 13 gennaio 2010

      Il fatto che gli americani in molte di queste mire imperialiste perdano o vincano non ha importanza.
      Per la sua industria bellica, per la quantità di bombe sganciate e per le risorse pagate con soldi pubblici, è sempre una vittoria...
      Anche se la resistenza sunnita si riprende i territori, poco importa, una volta rifinanziati, tra qualche anno si torna a scaricare bombe...
      O mi sbaglio?

    1. Altrove 13 gennaio 2010

      come dimenticarsi di George Carlin? :)

    1. Quantum 13 gennaio 2010

      Qualcuno ricorda il comico americano Jeorge Carlin?
      Ex cristiano irlandese, e autore di spettacoli sulla religione molto interessanti... Lo trovate su Youtube.
      Dategli un'occhiata sono spassosi e REALI!

    1. Altrove 13 gennaio 2010

      Ciao, trovo ambigui alcuni punti, nel senso che non capisco se sostieni quella o l'altra tesi (è un po' il problema del sarcasmo scritto). Se potessi essere più diretto lo apprezzerei molto dato che ciò che dici è interessante. Grazie.

    1. Altrove 13 gennaio 2010

      Giusto, non si tiene conto degli altri attori e delle loro eventuali armi di "fine di mondo". Gli altri non sono stati a guardare e l'impero lo sa. Cercatevi un po' di roba sugli armamenti e sulle tecnologie russe e cinesi ad esempio.

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