In montagna senza coltello: una norma che confonde sicurezza e controllo

In montagna senza coltello: una norma che confonde sicurezza e controllo

Di Rachele Foschi

Nell'ultimo mese il dibattito sul DDL Sicurezza, in particolare sulle norme relative al porto e trasporto dei coltelli, ha sollevato interrogativi rilevanti per chi vive e pratica gli ambienti naturali. Da assidua frequentatrice della montagna, avverto l'urgenza di evidenziare come queste disposizioni criminalizzino e penalizzino ingiustamente varie categorie di cittadini, tra cui gli escursionisti.

Il coltello a lama chiudibile e col blocco, spesso integrato in strumenti multi-attrezzo altrettanto utili, è infatti essenziale per la sicurezza e l'autonomia in ambiente naturale. Vietarne il trasporto costringe l'escursionista ad uscire non adeguatamente equipaggiato, mettendo a rischio la sua incolumità, o a rinunciare alle sue uscite, o ancora ad esporsi a conseguenze addirittura penali, per il solo fatto di esercitare il proprio diritto a muoversi in sicurezza.

In tal senso, non sarebbe sufficiente neanche una deroga limitata al trasporto: se anche il trasporto fosse ammesso, risulterebbe paradossale che il momento dell'uso (configurato come porto)- ovvero l'atto di estrarre il coltello dallo zaino per un gesto banale e necessario come sbucciare una mela durante una sosta - possa trasformare un escursionista in un soggetto penalmente perseguibile. Senza l'inserimento nella norma del "giustificato motivo" e senza una tutela inequivocabile dello stesso, la normale fruizione della montagna diventa un terreno minato da incertezze legali insostenibili, soggette all'arbitrio di chi effettua il controllo.

Questa impostazione ricorda, purtroppo, la stagione delle autocertificazioni e dei lockdown, quando il cittadino si trovava in una posizione di costante e ingiustificata soggezione verso l'autorità, seppure fosse nel semplice esercizio dei propri diritti.

Inoltre si percepisce una tendenza sempre più marcata a scoraggiare il contatto diretto e libero con la natura, in linea con certe visioni che vorrebbero il ripristino di ambienti selvaggi non più come spazi da vivere, ma come aree di esclusione per l'uomo. Da un lato si introducono norme che criminalizzano la dotazione tecnica minima, dall'altro si gestisce il territorio e la fauna in modo che il bosco sia percepito non più come un paesaggio di cui far parte, con la giusta educazione ed il dovuto rispetto, ma come un luogo di rischio o una zona interdetta alla presenza umana. In tale contesto, privare l'escursionista dei suoi strumenti significa accelerare questo distacco, trasformando la frequentazione della montagna da un'esperienza di libertà e di purificazione a un'attività vigilata, ad una concessione subordinata ad un cavillo legale, privandola quindi della sua essenza.

Il rischio concreto poi è che i controlli finiscano per colpire in modo sproporzionato chi si sposta verso aree naturali, dove il possesso di tali strumenti è fisiologico, anziché concentrarsi sui contesti urbani di reale pericolo.

C'è infine da temere che l'obbligo di comprovare il "giustificato motivo" possa gettare le basi per rendere in un prossimo futuro l'attività di escursionismo impropriamente controllata e autorizzata, subordinandola a permessi o patentini, in nome di una sicurezza solo formale.

Poiché per non ledere la libertà di chi agisce con responsabilità sarebbe stato sufficiente formulare la norma limitandone l'applicazione ai soli contesti urbani ad alto rischio, il fatto che essa sia stata scritta in modo così approssimativo sembra inserirsi in una precisa strategia.

L'impressione, più ampia e inquietante, è infatti che si persegua un progressivo 'disarmo' del cittadino, non solo materiale ma anche figurato.

Un primo disarmo consiste nell'essere messi di fronte a norme illogiche e controproducenti, che colpiscono solo chi osserva la legge, lasciando intatta l'operatività di chi già delinque. In questo scenario, la legge subisce una metamorfosi pericolosa: smette di essere l'arma del cittadino onesto

- lo strumento che ne garantisce la sicurezza e la libertà - per diventare un'arma puntata contro di lui, un'insidia burocratica pronta a criminalizzare il buon senso.

Più materialmente, essendo privati della possibilità di gestire in autonomia finanche piccoli imprevisti o necessità quotidiane, veniamo ridotti a soggetti passivi e infantili, espropriati degli strumenti minimi di sopravvivenza e resistenza che permettono di non essere costantemente in balia degli eventi. Un cittadino che non può più portare con sé nemmeno un piccolo strumento di utilità è un cittadino che viene educato con la coercizione alla fragilità e alla sottomissione, l'esatto opposto di ciò che insegna il contatto con la natura, da cui i nostri utensili hanno avuto origine.

Se accettiamo questa logica, dovremmo coerentemente aspettarci il sequestro delle chiavi inglesi o l'obbligo di punte arrotondate per le forbici, in nome di una sicurezza spacciata per totale, che serve in realtà come pretesto per divieti sempre più stringenti. Ma dobbiamo davvero credere che questo avvenga per il nostro bene?

Difendere l'uso consapevole del coltello come dotazione tecnica significa difendere una tradizione secolare e la libertà di frequentare la montagna in autonomia; significa volersi sottrarre ad una logica di controllo che dubita della capacità di discernimento del cittadino e mira ad invalidarla, infantilizzandolo e permettendogli di essere "libero" solo in un recinto sempre più stretto, dove ogni sasso è foderato di plastica anti-urto.

Di Rachele Foschi

30/03/2026

Rachele Foschi. Professore Associato presso il Dipartimento di Economia e Management, Università di Pisa.


Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.

Commenti (32)

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Mostra commenti 32 caricati
    1. mago 4 aprile 2026

      Il problema è che ci sarà il pur sempre guardacaccia local anche se sono da noi di importazione che ligio al dovere e sprezzante delle regole della montagna ti denuncerà,

    1. omega 2 aprile 2026

      Legge liberticida scritta con i piedi e praticamente inattuabile e inutile come una grida manzoniana.
      E' stata emanata per pura propaganda dopo gli accoltellamenti nelle scuole.

    2. ric 3 aprile 2026

      come sempre . le cazzate trovano subito una enorme presa di posizione ...tanto per...Mi aspetto spazi interminabili su tutte le TV , esperti di tuttologia a vomitare le loro sballate considerazioni Manca per ora a dire la sua il pittoresco Mughini con gli occhi roteanti al cielo , vestito alla cazzo di cane che esterna scorregge interminabli. Ma lo fanno per il nostro bene , la nostra salute , ma sopratutto per la nosta incolumita' in ogni aspetto della vita civile..Ma non viene in mente a loro , cosi attenti al nostre necessita' , in quanto il 90 % dei cittadini produce il pane di cui puer loro si nutrono hanno altre incombenze cui pensare ?

      Viene a nessuno di questi politicanti , sottratti allla raccolta di pomodori questi di operatori ecologici stradali con ramazza che hanno superato il piu' duro dei concorsi per essere assunti , che il pericolo costante per i cittadini e' gia' appena esci dalla porta di casa ?

      Siamo pieni di rotonde dove ormai si percorrono come regola inevitabile a 3 corsie appaiate , quando non dovendo per logica elementare superare nessuna vettura , in quanto le uscite sono solamente a desta? Entrare in una rotonda ormai e' una avventura da Rambo , e si esci incolumi si deve accendere un cero alla DEA bendata .

      Ma poi , viene in mente a nessuno di questi fenomeni di cui Savini ne e' un degno rappresentante che le rotonde , i maciapiedi , i bordi stradali in citta' non vanno realizzati con la pietra che ha lo stesso colore dell asfalto ingannando la valutazione dimensionale del tragitto? Specialmente quando devi stare attento alle minuscole e sbiadite indicazioni posizionate ormai in prossimita' della eventale scelta se non quando si dimenticano di metterle ? Lo faranno volutamente per non sottrrare spazio ai giganteschi cartelloni pubblicitari ? generalmente in basso ben nascosto fra il fogliame il limite di velocita' , o altre imposizioni che meriterebbero di essere ben evidenziate ?

      Ma non viene in mente a lor fenomeni , che quando si affronta una deviazione su tangenziali , il cartello di uscita non va messo alla base della rampa eventuale , ma almeno in grande visibilita' 150 metri prima? Se stavi sulla corsia centrale e non sei del luogo , 'n do' cazzo vai a parare ?

      Ma poi , si puo' accettare che venga costruita una vettura a due porte che viene chiamata ironicamente sportiva rispetto ad una quattro porte , ma sempre con il numero di passeggeri identico ?

      In caso di incidente serio , con tutte le casistiche che ormai conoscono anche i polli di Renzo , i passeggeri dietro , possono benissimo recitare il rosario in attesa che qualcuno venga a liberali dalle lamiere...

    1. Cangrande1965 2 aprile 2026

      Non sono incapaci.
      Seguono gli ordini di "loro".
      "Loro" vogliono rinchiuderci nelle periferie e obbligarci a rinunciare all'auto.
      E scordarsi boschi e montagna e quindi l'indipendenza.

      "Loro", da quasi 30anni, hanno fatto reintrodurre in montagna e colline, lupi, cinghiali e orsi.

      Domandatevi il perché...

    2. AlbertoConti 3 aprile 2026

      Infatti! Io sono sempre andato in montagna col mio fedele Opinel. Adesso non ho più l'età, ma se potessi ci andrei con una katana.

    1. Brule 2 aprile 2026

      Pezzo superbo!
      E' un Decreto salva maranza (temono che gli italici fruga fruga scoprino la tradizione e restituiscano le cortesie di questi anni) e, in ottica futura, salva tcc all'amatriciana.
      E serve nel frattempo per terrorizzare gente comune che va in montagna, che al 90% ha un Opinel o un Victorinox con il blocco.
      L'uomo perfetto è quello urbano, che ovinamente anela il lockdown, si trova bene all'idea della città da 15 minuti (il divano è più vicino) e si è costruito un culto religioso tutto suo, legato all'obbedienza.
      I maranza sono funzionali ad una certa architettura, tra un po' li mettono sotto protezione come i panda. Quelli che temono veramente sono gli eventuali compadres italici.

    1. nicolass 2 aprile 2026

      Allora l'uso del coltello sarà vietato anche durante le immersioni in mare così se ti ritrovi faccia a faccia con uno squalo potrai solo fargli il solletico

    2. clausneghe 2 aprile 2026

      Lo Squalo può essere meno pericoloso che finire ingarbugliato in una rete da pesca, lì se non hai il coltello da sub sei morto.

    3. CptHook 2 aprile 2026

      Se ti trovi faccia con uno squalo il coltello ti serve solo per svuotare più rapidamente il costume da bagno..., così magari scappa via..., 🤣

      (Perdonatemi la caduta di stile...)

    4. ric 3 aprile 2026

      me se voglimo farlo fuggire imeditamente meglio che con un coltello .. basta mettergli questa davanti...

      https://cdn-img-n.facciabuco.com/186/ubn6qmi43h-salvini-come-un-maiale-si-mangia-tanto-si-paga-nulla-per-partecipare-al-banchetto_a.jpg

    1. GioCo 2 aprile 2026

      Ciò che perplime di più in ste cagate amministrative colossali scientemente progettate è il doppio standard che raggiunge livelli GROTTESCHI sempre più smaccati e questo di fatto esautora in via pregiudiziale l'impalcatura giuridica sottostante (nell'idea "garantista" che ne abbiamo) e non può essere casuale: è MOLTO più pericoloso di quanto paventato nell'articolo. Perché sistemico e sistematico, per piccoli passi si procede spediti in questa direzione. Si sta preparando di fatto il terreno per una sorta di caos amministrativo diffuso, cioè vengono a mancare le premesse stesse per LA PRETESA dell'applicabilità del diritto non solo a livello internazionale ma anche locale a livello dei semplici comuni. Stanno facendo scivolare sotto i piedi dei cittadini la semplice applicabilità del loro diritto più semplice, garantendo i malaffari (e i malfattori) MENTRE si esercita sempre maggiore pressione persecutoria giuridica verso il comune cittadino, ESATTAMENTE con lo scopo di colpevolizzarlo IN QUANTO pretende di essere "libero cittadino" con un suo diritto.
      Per me è evidentissimo il fine, chi lo sta facendo e cosa vuole ottenere. E' sempre lo stesso attore che agisce sempre nello stesso modo e dalla sua prospettiva è coerente.

    1. ailavioni 2 aprile 2026

      Quando vado in montagna io mi porto il mio coltellino mutiuso. Altrimenti il governo mi fornisca di un suo incaricato di fiducia che mi tagli il panino e mi sbucci la mela quando voglio fare merenda.

    2. CptHook 2 aprile 2026

      Capirai, io ho sempre con me, soprattutto in barca a vela, una vecchissima pinza Leatherman senza la quale non sarei riuscito a risolvere un sacco di piccole emergenze; per me è un utensile salvavita.
      Prima ancora un classico Victorinox, con la punta e le forbici ormai distrutte, a testimonianza dell'uso intenso.

      E gli imbecilli che hanno pensato questa genialata credono di aver risolto il problema di quelle preziose risorse che se ne vanno in giro ad aggredire con un'ascia, per esempio.

      È chiaro che un popolo che accetta di farsi castrare in questo modo si merita quel che gli capita ma, d'altronde, basta guardare quanti imbecilli hanno accettato prima la museruola e poi il resto.

    3. alessandroparenti 2 aprile 2026

      Ieri da me, Peggio Emilia, hanno ferito col machete un uomo lasciandolo in un lago di sangue. Gambe e braccia. I due negri responsabili sono stati identificati con le telecamere. Pregiudicati. In casa avevano i vestiti sporchi e il machete. Denuciati a piede libero. La Gazzetta di reggio spiegava che non sono in carcere perchè identificati dopo due giorni quindi non c'era flagranza di reato. Giornale venduto.

    4. CptHook 2 aprile 2026

      Purtroppo ormai neppure più i francesi sanno fare una rivoluzione come si deve...

    5. ric 2 aprile 2026

      per me gli imbecilli che hanno avuto questa accademica pensata , sono gl stessi che vogliono imporre il lmite massimo a 30 km/h nelle citta' .... Per inquinare meno ! Una marcia ridotta nel 80% del percorso...ovvio che i giri del motore aumentano per non strattonare... ovvio che di conseguenza i consumi aumentano ma non solo per i giri , sopratutto per il piu' lungo tempo di utilizzo per lo stesso percorso . Credo che questi imbecilli siano fatti in serie e ridistribuiti nei vari partiti...

    6. ric 2 aprile 2026

      ok...ma non diamo la colpa al machete.altrimenti finiamo che quelli che alzando gli occhi al cielo imprecano contro Dio poiche' e' scoppiata la guerra

    7. Marco Fontana 2 aprile 2026

      Il limite dei 30 è pensato per imporre l'auto elettrica.
      Questi non sono imbecilli, sono bastardi venduti al Sistema.
      Intanto, senza troppi clamori, la distopia del 2030 sta andando avanti. Qualcuno se ne è accorto...?

    1. Marco Fontana 2 aprile 2026

      Utilizzo il dono della sintesi:
      QUESTO E' UN GOVERNO DI CRETINI !!!

    2. CptHook 2 aprile 2026

      Per la precisione: è solo l'ultimo di una serie di governi di cretini.

    3. alessandroparenti 2 aprile 2026

      Dicendo"questo" sottintendi che altri potrebbero non esserlo. È qui lo sbaglio che porta a commettere sempre lo stesso errore: votare.

    4. ric 2 aprile 2026

      Esattamente come quelli di prima...Il potere ha capito benissimo come si deve fare...Come un supermercato di grido , con tanto di pubblicita' martellante crea un sotto-supermercato mercato con altro nome apparentemente in concorrenza per beccare in ogni caso il cliente che vuole provaere a cambiare...Qualche prodotto venduto senza ricarico monetario ben evidenziato , fa da specchietto per gli allocchi..I clienti non si devono perdere...

      Anche il potere a capitalismo privato non ci sta' a trovare un concorrente sul suo percorso. Organizza con la complicita' della politica ,( sia ben chiaro "demcraticante " ) una sorta di competizione eletttorale creando fazioni rivali. ..Rivalita' che si estingue solo quando gioca la nazionale , ( GRAZIE BOSNIA ! onore e gloria a voi ) credo che al Mattarello sia salita la febbre a 40...

      i partiti di maggioranza si alternano saltuariamente per dare parvenza di cambiamento , ma chi li pilota sono ben altri...

    5. Marco Fontana 2 aprile 2026

      L'uomo che attualmente, credo, possa rappresentare un elemento di rottura è Vannacci.
      La sua storia parla per lui: difese i diritti dei soldati italiani contaminati dai proiettili USA all'uranio impoverito, mentre Mattarella era Ministro della Difesa e insabbiava...
      Ora noto che il mainstream tende ad ignorarlo, altro punto a suo favore.
      Se vogliamo evitare il solito cambio d'orchestra, sempre sullo stesso spartito, occorre questo tipo di scelta.
      Altre alternative?
      Marco Rizzo e Francesco Toscano.
      Lo so, sono tutte scelte di micchia (Zalone docet). E il rischio che corriamo è di ritrovarci, come al solito, con la micchia in mano.
      Sempre meglio in mano che in un altro posto...

    6. Brule 2 aprile 2026

      Non così ottimista, questo è un governo di "menti finissime" (cit.)

    7. mago 4 aprile 2026

      Caro Capitano e la sintesi di quello che può produrre il popolo italico.

    1. CptHook 2 aprile 2026

      Grazie all'Autrice per la chiarissima esposizione.
      Purtroppo al governo di questo paese si stanno alternando da decenni bande di scappati di casa, dilettanti allo sbaraglio, malati di protagonismo, ignoranti nel senso che Giorgio Almirante attribuiva al termine, cioè persone che ignorano.
      In questo caso ignorano completamente le basi del diritto, privi di qualsiasi forma di conoscenza; pure, a simili personaggi la "democrazia" concede di far parte dell'elettorato passivo ed essere ammessi a gestire la cosa pubblica.
      Forse bisognerebbe ridiscutere le basi di questa democrazia; da qualsiasi professionista, ragioniere, geometra, infermiere, medico, architetto ecc. pretendiamo che studino e superino un esame completo e poi permettiamo a qualunque capra con, o persino senza un diploma, di governare il paese.
      C'è qualcosa che non va...
      🤬

    1. Dario Lampa 2 aprile 2026

      L'ho detto e lo ripeto: questo governo deve essere mandato via, con le buone o con le cattive, prima che faccia altri danni alla libertà, alla giustizia sociale e all' economia. Un primo avviso di sfratto lo ha già avuto in occasione del referendum ma fa "orecchio da mercante" .
      In effetti è delegittimato, anzi diciamo pure "azzoppato", poiché questa "minoranza" governna con un risicato 23% dei consensi, se consideriamo l'astensione alle ultime elezioni politiche. Con il 23% è per l'appunto una una minoranza...
      Il guaio è che tra le (pseudo) opposizioni parlamentari non c'è una valida alternativa anzi c'è con la maggioranza una sorta di convergenza "bipartisan" su certe questioni fondamentali. Bisogna dunque costruirla (l'alternativa) nelle piazze, nelle scuole, sui posti di lavoro... tra il popolo.

    2. ric 2 aprile 2026

      ok...ma al loro posto ..chi mettiamo ?

    3. Dario Lampa 2 aprile 2026

      Corsi e ricorsi storici: secondo la filosofia di G.B. Vico la storia si ripete ma quella successiva è sempre migliore della precedente. Dunque io penso che ora e in avvenire (ammesso che ci sia un avvenire) chiunque o qualunque governo scelga il popolo non sarà peggiore di quello che abbiamo attualmente al governo e in parlamento.

    4. ric 2 aprile 2026

      il ragionamento fa acqua...Allora devi ammettere che il governo della fuori di melone che abbiamo ora e' meglio del precedente..

    5. mago 4 aprile 2026

      Rivogliamo i colonnelli in alternativa il Gen.Pappalardo o il Gen Garofano,Buttiglione ce lo siamo già giocato.

    1. clausneghe 2 aprile 2026

      Io non porto il coltello quando vado a passeggio, mi porto la roncola che è molto più pratica.
      Non bisogna farsi intimorire da questi deficienti che intanto che si preoccupano per qualche coltellino ci espongono alle rappresaglie atomiche dei nemici che loro si sono procurati con le politiche dissennate e servili verso i veri criminali Americani e Europoidi. Andate a fare in c.lo voi e le vostre leggi del menga., Io non obbedisco, sempre in direzione contraria e libera, come ho fatto con la minchiopandemia.

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