Di Pietro Antonaci e del suo ultimo album "Fuoriverso" abbiamo già dato notizia in un nostro precedente articolo: “IO NON CI VADO”, ALLA MILITARIZZAZIONE IL GIOVANE CANTAUTORE PIETRO ANTONACI RISPONDE CON LA MUSICA – INTERVISTA CON L’AUTORE".
Ora ci viene segnalato che è stato pubblicato un nuovo videoclip del brano "Cosa ne sarà", tratto sempre dall'album pubblicato nel maggio 2025 dal giovane artista pugliese.
Qui di seguito riportiamo il link al videoclip/brano e le righe che l'autore ci ha scritto per presentarlo (in calce riportiamo l'indirizzo per contattare l'autore e richiedere una copia dell'album "Fuoriverso"):
" “Cosa ne sarà” nasce da un interrogativo che da tempo mi accompagna: quale sarà il destino dell’essere umano di fronte all’avanzata della tecnologia, dell’intelligenza artificiale e soprattutto dell’identità digitale? Il brano riflette sul rischio che questi strumenti, invece di ampliare la nostra libertà, possano un giorno diventare strumenti di controllo e sottrarci i diritti fondamentali. La canzone si sviluppa intorno a questa consapevolezza: la nostra società, soprattutto dal secondo dopoguerra fino ad oggi, sembra basarsi su un meccanismo in cui la costruzione di idee, convinzioni, narrazioni o strutture dura finché porta guadagno a pochi; quando invece è la distruzione a generare più profitto, il processo si inverte, portando conflitti, guerre e nuove demolizioni. Per rafforzare questo messaggio, nel videoclip ho scelto di includere immagini di pubblico dominio che mostrano la costruzione e la caduta delle Torri Gemelle: simbolo di come la dinamica “costruire–distruggere” sia ormai diventata una regola della storia contemporanea. “Cosa ne sarà” vuole porre l’attenzione su questo ciclo apparentemente infinito e illusorio, che può ricordare persino il concetto di reincarnazione: ricominciare sempre da capo, costruendo nuove identità e nuove esperienze, senza mai uscire davvero dal circuito. Ma al centro resta la domanda: siamo qui per agire soltanto, o per sentire e fare esperienza come esseri umani? Musicalmente, il brano ha un andamento lento e rilassato, ma al tempo stesso intenso e pesante per le tematiche affrontate. Lo stile rimane ironico e deciso, per sottolineare il contrasto tra la leggerezza del suono e la gravità delle riflessioni. L’immagine finale che accompagna la canzone è quella dell’abbandono: lasciarsi andare alla corrente della vita, accettando il proprio destino, senza la pretesa di controllare ogni cosa." - Pietro Antonaci
Per contattare il cantautore scrivere a: [email protected]
30.08.2025
absitiniuriaverbis 2 settembre 2025
@Redazione
Curiosità: questo scritto pubblicato, che non contiene nessun commento se non un link, ritengo si possa configurare come un link ad un prodotto in vendita ed anche come promozione fornita da KN.gsl all'auto promozione dell'autore.
Entrambe le tipologie sono vietate dalle regole in uso.
Magari mi sbaglio.