I TUMORI TRA I VEGAN

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI CARLO MARTINI

ComeDonChisciotte

AGGIORNAMENTO: Oltre ad alcune modifiche minori, è stato aggiunto link alla versione integrale del testo, ed una nota sulla Loma Linda University rispetto all'accusa di "bias"

La pubblicazione che il movimento vegetariano e i suoi detrattori attendevano da decenni è finalmente arrivata: dati concreti, oggettivi e significativi sull'incidenza dei tumori tra i vegan.

L'articolo scientifico (qui la versione integrale) è stato curato da un team di ricercatori della Loma Linda University [vedi nota 1], e pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, rivista dell'American Association for Cancer Research, co-sponsorizzata dall'American Society of Preventive Oncology.Tra i 69.120 Avventisti che vanno a comporre lo Adventist Health Study 2 (uno dei più grandi studi di popolazione di sempre), dopo aver distinto e comparato onnivori, latto-ovo-vegetariani, "pesco-vegetariani", "semi-vegetariani" e vegan, questi ultimi sono risultati l'unico gruppo tra questi con una ridotta incidenza complessiva di tumori, indipendentemente dal genere sessuale, ma in particolare per i tumori femminili (ginecologici e della mammella), anche dopo la miriade di aggiustamenti statistici prodotti sui dati (etnia, storia familiare di tumori, livello educativo, abitudini di fumo, consumo di alcool, età al menarca, gravidanze, allattamento, uso di contracettivi orali, terapia ormonale sostitutiva e menopausa) [vedi nota 2].

Questi risultati sono di enorme rilevanza per la salute pubblica internazionale se consideriamo che gli Avventisti (indipendentemente dal modello alimentare seguito) sono già di per sè un gruppo sociale a basso rischio di tumori rispetto alla popolazione generale e che la pubblicazione arriva a solo 4 anni dall'inizio dello studio, quando per rilevare a fondo l'incidenza dei tumori sono spesso necessari anche decenni prima di avere campioni significativi.

La protezione per i tumori della dieta vegan va ad aggiungersi a quella per obesità, diabete mellito di tipo 2, iper-tensione, diverticolite e cataratta già emersa negli ultimi anni.

Nel momento in cui scriviamo, come risulta da una ricerca su Google News, la stampa, ivi compresa quella della cosiddetta "divulgazione scientifica", non ha pubblicato una sola riga sulla questione, in modo da non rendere nemmeno necessaria la pronta smentita (per quanto concerne l'Italia) di Calabrese, Ghiselli e del sedicente Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione, nella cui home-page campeggia attualmente un bello spot ai salumi italiani.

Oggigiorno, a questa "civiltà" urbana e alla sua violenza fagocitatrice verso umani, altri animali e gli ecosistemi stessi, ci si può ancora ribellare avendo l'unica forza delle proprie scelte quotidiane: la scienza epidemiologica ci indica una possibile via.

Carlo Martini

www.comedonchisciotte.org

28.11.2012

NOTE:

1. E' indubbiamente vero - come fatto notare da alcuni commentatori - che la Loma Linda University è un'istituzione della Chiesa Avventista, ma - come si può leggere nelle pagine della Seventh-day Adventist Dietetic Association - la congregazione NON supporta la dieta vegan, bensì quella latto-ovo-vegetariana.

Facciamo anche notare che i casi di tumore sono stati documentati dai registri oncologici dei singoli stati americani e che lo studio non è frutto della sola Loma Linda, visto che i finanziamenti vengono anche da alcune delle più importanti istituzioni al mondo per la ricerca in ambito biomedico-nutrizionale (National Institutes of Health, U.S. Department of Agriculture e - soprattutto - World Cancer Research Fund) , che considerano questo studio come parte dei loro stessi progetti di ricerca.

2. In una comunicazione privata, il ricercatore Gary Fraser ci ha confermato - come presumibile - che l'aggiustamento per attività fisica non è stato incluso nell'analisi multi-variabile in quanto testato singolarmente e trovato ininfluente sui dati.

Commenti (76)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. BWV826 3 dicembre 2012

      Su questo c'è un equivoco su cui consiglierei di sotterrare le asce (come scrive Tonguessy).
      Il motivo per cui, nonostante i commenti di sfottò ignoranti che i vegani ricevono anche su questo sito, continuo a rispondere è esattamente perchè conservo
      una timida volontà di dialogo. Non faccio attivismo etico occupandomi del piatto altrui, si possono scambiare considerazioni senza doversi a tutti i costi persuadere a vicenda.
      Purtroppo mi rendo conto che le scelte alimentari fanno risuonare corde profonde in ognuno di noi, ci dicono chi siamo e da che parte stiamo per 3 volte al giorno (se siamo fortunati).
      Mi è sembrato (forse ho travisato) che proprio tu dessi per scontato che tutti i vegani condividano una presunta impostazione messianica che al contrario
      (parlo per mia parziale esperienza ovviamente) non c'è.
      La scelta vegan non permette di risolvere tutti i problemi del mondo, ma almeno di interferire positivamente con molti tra questi.

      Il tono della mia risposta è da imputare al fatto che mi sembrava poco credibile (in malafede?) il tuo non vedere il nesso tra la distruzione dell'agricoltura di sussistenza
      che caratterizzava i paesi extraoccidentali e sua trasformazione in monocolture da esportazione (per sostenere il consumo di carne in aumento dei paesi "ricchi")
      con l'emigrazione di massa di cui giustamente ti occupi nei tuoi commenti.
      In ogni caso non capisco la logica del "siccome l'apparato produttivo della frutta è iniquo, tanto vale contribuire a supportare con il consumo quello parassitario e criminale della carne".
      E' una logica che ho già riscontrato in altri commenti di carnivori (che ovviamente accusano preventivamente i vegani di sentirsi "superiori") riguardo
      alla questione della "vita" delle piante. In poche parole concludevano dicendo che se forse le piante sono vive, allora è ipocrisia non massacrare gli animali...
      Come scritto altrove, la purezza intellettuale non esiste, e non appartiene alle motivazioni alla base della scelta vegana come di qualunque altra scelta umana.
      Fa sorridere che la coerenza dei carnivori sia la presunta soddisfazione del proprio palato e i propri costumi imposti da famiglia e pubblicità (sic!).
      Essere vegani non significa avere pretese superiori ed ingenue di estraniamento completo dalla crudeltà sociale.
      La mancata perfezione non è comunque una giustificazione plausibile per non scegliere niente e continuare a mangiare "come fanno tutti".

    1. MrStewie 2 dicembre 2012

      La frutta e la verdura che raccoglie l'immigrato non la mangiano la mucca o il maiale, fanno parte di un circuito diverso. Per cui il tuo calcolo non si applica alla mia citazione. Del resto, mi sono soffermato anche altrove nei commenti sui GAS da te citati. Che comunque purtroppo non possono coprire l'intero fabbisogno domestico (per varietà dei prodotti, nn per quantità). Non sono un amante della carne, come mi vuoi etichettare, ma solo uno che pone delle domande. Il tuo atteggiamento conferma il trasporto eccessivo dei vegani che ho conosciuto, per cui solo loro sanno la verità. Ribadisco che il "come" dà contesto e funzione al "cosa". Dunque se ti approcci con l'aria del "questo non capisce un cazzo", finisci solo per perdere un'occasione di confronto.

    1. BWV826 1 dicembre 2012

      E' abbastanza avvilente scorrere i commenti e constatare l'arroganza rivolta a qualunque tematica inerente alla scelta vegana.
      Da alcuni anni, ho però cominciato ad abituarmi ai luoghi comuni a cui i carnivori si aggrappano per salvaguardare l'etica del loro palato.
      Forse non è un caso che i vegani iscritti al sito commentino sempre meno il materiale a riguardo.

      Nello specifico dell'articolo, vorrei solo puntualizzare quanto la scelta vegana sia prima di tutto una scelta etica e politica.
      La plausibile eventualità che permetta una maggiore salute fisica non è argomento così rilevante e decisivo.
      E' una rivolta "contro la violenza sui più deboli che resta celata e protetta dal dogmatismo dei più forti".
      E' critica ad un sistema di produzione e redistribuzione di cui l'industria della carne è indiscusso paradigma simbolico.

      Credo semplicemente che molti carnivori siano tali perchè "separati" dal cibo che mangiano: lo comprano fatto a pezzi nella plastica
      e non saprebbero neanche collegarlo all'animale di provenienza. Molte mamme mi raccontano che i loro bambini non accettano l'idea di mangiare gli animali,
      ma l'hamburger lo mangiano volentieri perchè in quella forma non sembra loro tale!
      In ultima analisi, "dipende tutto dal grado di sofferenza che si è in grado di accettare per il proprio cibo".
      Quella sofferenza riguarda anche gli esseri umani sulle cui vite gli allevamenti intensivi e il colonialismo virulento del "McDonald way of life" hanno un impatto decisivo.
      "Chi non consuma le parti di un corpo animale sta negando la legittimità della struttura di potere su cui si basa la nostra stessa quotidianità, il nostro amato quieto vivere".

    1. BWV826 1 dicembre 2012

      Veramente anche il più ridicolo degli opuscoli vegani pone l'accento sulla crudeltà del processo di PRODUZIONE dei prodotti animali e derivati.

      Il veganesimo è una scelta politica di critica ad un apparato di produzione e consumo che interferisce negativamente
      con ognuna delle questioni più rilevanti per l'umanità: dalla fame, ai diritti dei lavoratori, fino allo spreco di risorse.
      Commenti come i tuoi rischiano di sembrare almeno in malafede (nella migliore delle ipotesi).
      Mangi carne di animali uccisi e torturati da lavoratori senza diritti e accusi di ipocrisia o "strabismo etico" chi mangia vegetali...
      Dovresti sapere che la scelta vegana consente di limitare il consumo dei vegetali che (causa carnivori all'americana) se ne vanno in quantità pari al 70%
      per nutrire gli animali d'allevamento (pessimi convertitori di calorie). Per fare 1 Kg di carne bovina occorrono circa 9 kg di mangimi.
      Questa è la nuova forma di crudeltà umana: il passaggio dall'agricoltura per sfamare gli uomini, a quella per sfamare i maiali dei paesi ricchi.

      P.S.: se dimostri questa sensibilità meritevole nei confronti delle condizioni inumane in cui lavorano i raccoglitori di pomodori, iscriviti ad un gruppo d'acquisto
      o se ti è possibile evita di comprare sempre nei supermercati. Purtroppo la carne comporta sempre l'uccisione di esseri viventi, questa è la differenza.
      P.P.S.: Il riferimento ai testimoni di Geova è curioso. Quanti vegani ti bussano alla porta ogni giorno?! E fanno bene a lasciar perdere...

    1. BWV826 1 dicembre 2012

      Ciao Airone, non capisco il tuo accenno ai "vegani integralisti".
      La scelta vegana non è una dieta in vista della prova costume. In quel caso sarebbe legittimo "sgarrare" per evitare di ammalarsi psicologicamente.
      Essere vegani (come anche tu riconosci) significa avere consapevolezza di essere parte di un insieme di essere viventi interdipendenti.
      Si tratta di una scelta di compassione e amore. E l'amore, per essere tale, non ammette deroghe.

      Se sei vegetariano, ti invito a scoprire che dietro la produzione di uova e latte si nasconde la stessa (se non maggiore) crudeltà che già descrivi.

      C'è molto materiale anche in rete, ma se preferisci ti scrivo alcune fonti.

    1. BWV826 1 dicembre 2012

      Geniale. Rischi però che ti manchi la virilità del toro, che infatti è vegano.

    1. MrStewie 1 dicembre 2012

      Credo tu stia perdendo il punto. Non sono un irrimediabile carnivoro, ed il fatto che io abbia dei sani dubbi su scelte fatte da altri, in questo post sbandierate come LA soluzione, non significa che io non apprezzi comunque quelle scelte. Muovere una critica non significa disprezzare. Non devi convincermi che il sistema intensivo di produzione della carne sia energeticamente a perdere, o che l'uomo possa vivere di soli vegetali. Dico che parlare dei poveri animali, quando mangi la frutta e la verdura raccolta a 5 euro al mese, da un immigrato che vive insieme ad altre 20 persone in una baracca a non meno di 50 km da casa tua non è meno crudele. E che, dieta a parte, il sistema di approvvigionamento del 95% delle famiglie sfrutta questo sistema, a prescindere da quello che mangia. A me pare che in una società come la nostra, parlare della scelta verdura/carne, senza parlare di come la si ottiene, è un po' come guardare la pagliuzza e non la trave.

    1. metallicus 30 novembre 2012

      ammazza perchè non posti su "maestrodeiluoghicomuni.com" ?

    1. FabioG 30 novembre 2012

      Quindi mangi carne per risparmiare la vita ai vegetali? La maggio parte delle coltivazioni sono per sfamare gli animali degli allevamenti intensivi. Con quei cereali sfameresti un numero enormemente superiore di persone. Utilizzi vaste aree per coltivare cereali per allevare animali. Leggi il report della FAO o qualche documentario sull'argomento. L'uomo è onnivoro, vuol dire che può mangiuare tutto non che DEVE mangiare tutto. L'uomo può vivere e vive meglio senza carne quindi sfrutta e uccide animali non per sopravvivere ma solo per il piacere del palato. Questo deve essere chiaro. Poi ognuno fa le sue scelte...

    1. Mariano6734 30 novembre 2012

      mi sorprende e mi fa gioire vedere che anche in italia vi sono persone che la pensano cosi.

    1. MrStewie 30 novembre 2012

      A voler essere pignoli, la carne la mangi morta, mentre i vegetali sono ancora vivi quando li mangi crudi. E, prima che l'uomo scoprisse la coltivazione, cacciava e mangiava carne, anche cruda (motivo per il quale abbiamo i denti del giudizio ormai fisiologicamente meno utili da quando abbiamo scoperto il fuoco). Ma a parte i commenti prevenuti, che ci sono da entrambe le parti, il problema etico macroscopico riguarda il sistema produttivo: gli ortaggi distribuiti industrialmente sono comunque prodotti con lo sfruttamento intensivo di popolazioni figlie di un dio minore. Basta fare un viaggio nelle campagne italiane, da nord a sud. Detto ciò, siamo d'accordo che l'eccesso di proteine e grassi animali sia più pesante di un eccesso di vegetali.

    1. FabioG 29 novembre 2012

      Sono vegano da circa un anno e mi stupisco ancora da quanto le persone si irritano quando affermo di non mangiare cibi di origine animale. C'è chi cerca di giustificarsi dicendo che anche lui "mangia poca carne" e chi invece passa all'attacco cercando di dimostrare che è giusto mangiare carne. Vedo commenti proprio infastiditi da questo articolo e continuo a non capirne il motivo.
      Io sono vegano non per motivi salutistici, perché comunque bevo e fumo. Lo sono per motivi etici ed ecologici. Ovviamente sapete dell'impatto ambientale degli allevamenti intensivi. Sapete anche che la mucca ed il maiale, solo per citare gli animali più rappresentati, provano piacere e sofferenza come noi.
      Credo che non dovrebbe stupire se una persona appoggia questa scelta alimentare.
      Articoli come questo servono per abbattere delle false credenze diffuse anche in ambito medico, cioè il fatto che la carne sia indispensabile e che l'uomo per vivere una certa quantitá debba assumerla per non incorre in carenze.
      La carne fa male come tante altre cose.
      Però non aggredite chi cerca di portare avanti e divulgare un modo di vivere che sicuramente ha una ripercussine positiva su ambiente, animali e forse anche sul rischio di tumori :-)

    1. Bimbonanni 29 novembre 2012

      Prova ad eliminare proteine animali a monte, vedrai che il colon irritato non ti viene

    1. peronospora 29 novembre 2012

      Gesù magnava di tutto, o sbaglio ?

    1. Mariano6734 29 novembre 2012

      certo ma io non mi sognerei mai di parlare di censura!!!!!!

      È solo che postare un articolo che cita uno studio farraginoso fatto nientedimeno dalla chiesa avventista del settimo giorno... mi sembra usara la libertá di parola per fare rutti.

    1. Matt-e-Tatty 29 novembre 2012

      Hahaha... ho fatto la stessa cosa nel post quì sopra!

    1. Jor-el 29 novembre 2012

      Fra le altre cose l'anemia non è che mi abbia mai procurato particolari problemi. Solo che i medici non fanno altro che ripetermi di mangiare bistecche... Lo farei, ma proprio non ci riesco.

    1. Aironeblu 29 novembre 2012

      L'eccesso di proteine è dannoso per l'organismo, siano esse di origine animale (peggio) o vegetale, perchè stimola un eccessiva produzione di acido urico. Anche in questo caso le tabelle redatte dal ministero della sanità, e usate negli ospedali e in qualsiasi struttura sanitaria, sono un disastro, e indicano dosi di assunzione giornaliera altissime.

    1. Aironeblu 29 novembre 2012

      Sì, intendevo NON impoveriti per gli alimenti integrali... Purtroppo non è possibile correggere i commenti postati, e non sempre uso l'anteprima...

    1. Aironeblu 29 novembre 2012

      Gesù... Me ne ero dimenticato....^^

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