I rischi potenziali delle batterie dei veicoli elettrici

Le preoccupazioni di due esperti di sicurezza.

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David Blackmon - David Blackmon's Energy Additions - 24 marzo 2026

Gli esperti di sicurezza informatica e sicurezza nazionale hanno esaminato in che modo sarebbe possibile utilizzare le batterie dei veicoli elettrici e la tecnologia connessa a tali veicoli come diverso tipo di arma modi per causare gravi disagi o vittime in massa in uno scenario di attacco terroristico o nell'ambito di azioni compiute da un dipendente scontento.

Le batterie dei veicoli elettrici presentano rischi intrinseci (elettroliti infiammabili, potenziale di esplosioni/incendi in caso di uso improprio) che potrebbero essere sfruttati per compiere atti dolosi. La preoccupazione principale degli esperti di sicurezza informatica e sicurezza nazionale è la possibilità che, sfruttando la tecnologia esistente, le batterie dei veicoli elettrici vengano utilizzate come componente di un nuovo tipo di attacco terroristico su larga scala.

Il massiccio incendio di batterie agli ioni di litio a Moss Landing nel gennaio 2025 (video YouTube) ha messo in luce i rischi sconosciuti delle esplosioni negli stabilimenti di produzione di batterie. Nella sua intervista rilasciata a “The Epoch Times”, intitolata “I rischi sconosciuti delle esplosioni negli stabilimenti di produzione di batterie in California”, il dottor Michael Hogan, fisico e Presidente del Consiglio di Amministrazione del California Arts and Sciences Institute, ha spiegato le conseguenze per le persone e il territorio circostante, conseguenze che si protraggono ben oltre l’evento stesso per un periodo molto lungo

Il più grave evento di inquinamento marittimo della storia mondiale si è verificato un paio di anni fa, al largo delle Azzorre. Come riferito dall’agenzia di stampa AP, la nave da carico Felicity Ace, lunga 200 metri, che trasportava circa 4.000 automobili tra la Germania e gli Stati Uniti, affondò dopo un incendio divampato a bordo su uno dei ponti di carico e durato 13 giorni.

[caption id="attachment_237672" align="aligncenter" width="1200"]felicity_ace La nave trasporto auto Felicity Ace in fiamme al largo delle Azzorre.[/caption]

In risposta ai crescenti rischi di incendio associati al trasporto di veicoli elettrici, sia Matson che Alaska Marine Lines hanno apportato modifiche significative alle proprie politiche di trasporto. Hanno infatti sospeso le nuove prenotazioni o smesso del tutto di accettare veicoli elettrici a bordo delle loro navi.

Cosa sanno già gli esperti di sicurezza informatica

Le vulnerabilità non sono teoriche. I sistemi di gestione delle batterie controllano funzioni critiche: regolazione termica, velocità di ricarica, bilanciamento delle celle e distribuzione dell'energia. Compromettendo questi sistemi, è possibile innescare eventi di surriscaldamento incontrollato, disabilitare i veicoli da remoto o manipolare i modelli di ricarica per destabilizzare le reti elettriche locali.

Gli analisti della sicurezza nazionale comprendono qualcosa che il consumatore medio non capisce: la scala è importante.

Un singolo veicolo compromesso è un inconveniente. Diecimila veicoli compromessi simultaneamente da un attacco coordinato mentre si ricaricano, diventano un'arma contro la stabilità della rete. Quando si concentrano milioni di veicoli elettrici in specifiche aree geografiche – California, grandi aree metropolitane, ricche città costiere – si creano punti concentrati di vulnerabilità.

Gli stessi politici che promuovono aggressive politiche a favore dei veicoli elettrici raramente discutono pubblicamente di questi rischi. Promuovono i benefici ambientali, ma tacciono sull'infrastruttura di sicurezza informatica necessaria per proteggere le reti di veicoli interconnessi.

Questa non è alfabetizzazione energetica ma, bensì, di una divulgazione selettiva che espone i consumatori a rischi che non comprendono.

Il problema della catena di approvvigionamento di cui nessuno vuole parlare

Ecco cosa peggiora la situazione: non controlliamo la catena di approvvigionamento. Le batterie che alimentano i veicoli elettrici dipendono da materiali e processi di produzione dominati da nazioni straniere. Litio, cobalto, nichel, elementi delle terre rare: la maggior parte proviene da paesi che non condividono gli interessi americani.

La Cina controlla circa l'80% della produzione globale di celle per batterie. Quando le infrastrutture di trasporto nazionali dipendono da componenti fabbricati da potenziali avversari, si crea una vulnerabilità strategica che va oltre la semplice sicurezza informatica.

La domanda non è se queste vulnerabilità esistano. La domanda è se stiamo costruendo le infrastrutture difensive per proteggerci da esse prima che la diffusione su larga scala renda il problema irrisolvibile. Al momento, non lo stiamo facendo.

Le domande a cui i leader dovrebbero rispondere

Prima di imporre l'adozione diffusa dei veicoli elettrici, i responsabili politici devono rispondere a domande fondamentali che gli esperti di sicurezza informatica pongono da anni:

  • Come si proteggono milioni di veicoli collegati in rete da attacchi informatici coordinati?
  • Cosa succede se soggetti ostili compromettono contemporaneamente i sistemi di gestione delle batterie di migliaia di veicoli?
  • Come si garantisce la sicurezza di una rete di accumulo energetico distribuita che copre intere regioni?
  • Quali misure di sicurezza impediscono che i componenti di fabbricazione straniera contengano backdoor o vulnerabilità?
  • Come si reagisce quando la stabilità della rete elettrica dipende da batterie di veicoli che possono essere manipolate a distanza?

Queste non sono domande retoriche. Sono sfide ingegneristiche e di sicurezza che richiedono risposte concrete prima di affidare le nostre infrastrutture nazionali a una tecnologia che non abbiamo ancora reso completamente sicura. Il silenzio dei leader politici su questi argomenti la dice lunga sulle loro priorità.

L'alfabetizzazione energetica include l'alfabetizzazione in materia di sicurezza

La vera alfabetizzazione energetica significa comprendere non solo come funziona la tecnologia, ma anche quali rischi comporta.

I veicoli elettrici rappresentano un cambiamento fondamentale nel modo in cui alimentiamo i trasporti; questo cambiamento comporta vantaggi e vulnerabilità. Una valutazione onesta richiede il riconoscimento di entrambi.

Gli esperti di sicurezza informatica e sicurezza nazionale che comprendono questi rischi non sono contrari ai veicoli elettrici; sono a favore della sicurezza. Chiedono che si investa nelle infrastrutture difensive con lo stesso impegno che dedichiamo alla produzione di veicoli e alle reti di ricarica. Non è una richiesta irragionevole; è una semplice questione di diligenza dovuta.

Possiamo costruire un futuro con i veicoli elettrici ma dobbiamo costruirlo su basi sicure, con catene di approvvigionamento che controlliamo e protocolli di sicurezza all'altezza delle vulnerabilità che stiamo creando.

Qualsiasi cosa di meno espone milioni di americani a rischi che non comprendono, alla guida di veicoli connessi a reti che non è possibile proteggere, dipendenti da infrastrutture che attori ostili possono prendere di mira. Questa è la realtà che gli esperti di sicurezza informatica già conoscono. La domanda è se il resto di noi lo capirà prima che le vulnerabilità vengano sfruttate.

È possibile risolvere le sfide ingegneristiche, affrontare le vulnerabilità della catena di approvvigionamento, sviluppare e attuare i protocolli di sicurezza informatica; solo, però, se riconosciamo onestamente i problemi e investiamo in soluzioni proporzionali ai rischi.

In questo momento, stiamo costruendo un sistema di trasporto su fondamenta che non abbiamo reso sicure. Questo non è progresso. È negligenza mascherata da innovazione.

Ronald Stein, ingegnere, è editorialista in materia di alfabetizzazione energetica per America Out Loud NEWS e consulente in materia di alfabetizzazione energetica per l’Heartland Institute e il CFACT.
Il dottor Michael Hogan è un fisico che ha fondato un think tank statunitense specializzato in scienze ambientali. Hogan è autore di oltre 1210 libri scientifici e articoli sottoposti a revisione paritaria nei campi della fisica atmosferica, degli ecosistemi terrestri e della politica energetica degli Stati Uniti.

david_blackmonDavid Blackmon,esperto di energia ampiamente riconosciuto, scrittore di lungo corso su tematiche energetiche e collaboratore di Forbes.com, The Daily Caller, World Oil Magazine e The Petroleum Economist, ha maturato 40 anni di esperienza nel settore petrolifero e del gas.

Link: https://blackmon.substack.com/p/ronald-stein-security-experts-concerned

Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per come DonChisciotte

Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte

Commenti (21)

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Mostra commenti 21 caricati
    1. Spartan 25 marzo 2026

      Anche il nostro Governo si adegua. Il buon Salvini ha introdotto l'obbligo di alcolock, per ora, solo per chi è pizzicato , e punito, in stato di ubriachezza.
      Montare " sto coso ", costa tra i 2000 e 3000 euro e non si puo montare su macchine " antiche" , prive dei sostificati sistemi elettronici.
      Dico io : abolire la produzione di alcool alimentare (dicasi alcoolici) , nooo ??

    2. ric 25 marzo 2026

      il papettaro spinge anche per mettere al muro chi guida ed ha 65 anni ..M .lascia che gli altri piu' pimpanti di cui conosciamo le gestae certi stli di guida specie nelle rotonde...

      Io farei prima . educhiamo salvini mettendolo in condizioni di non piu' nuocere alla societa' ...qualsiasi metodo e' benvenuto...

    3. CptHook 25 marzo 2026

      Mica solo lui..., a questo punto solo la buonanima del Grande Timoniere potrebbe fare qualcosa..., tutti nei campi di rieducazione..., i sopravvissuti, ovviamente...

    4. ric 25 marzo 2026

      bene cosi' ricominceremo con le ecatombe da offrire agli DEI !

    1. Spartan 25 marzo 2026

      Unisci elettrico, elettronico e informatica, e crei la ricetta perfetta per una bomba.
      Tanto per dire :
      Alcolock sotto attacco hacker, migliaia di auto bloccate: cosa sta succedendoHacker colpiscono i sistemi alcolock negli USA bloccando migliaia di auto e sollevando dubbi sulla sicurezza delle tecnologie connesse

      https://www.virgilio.it/motori/notizie/alcolock-attacco-hacker-auto-bloccate-vulnerabilita/321672/

    2. Brule 25 marzo 2026

      Sono convinto entro pochi anni sarà obbligatorio su tutte le auto, e chi farà resistenza sarà tacciato di alcolismo o mancanza di sensibilità per le vittime della strada.
      "Vallo a dire a chi ha perso un figlio".
      Prepariamoci a soffiare nel volante, come un materassino al mare quando eravamo piccoli.
      Su youtube c'è un gustoso film corto "Utopia" di Kosta Nikas di 15 minuti, che accenna a questo dispositivo in chiave distopica.
      Ahimè ora è con il doppiaggio automatico e rende la visione spiacevole.

    3. ric 25 marzo 2026

      ma cosa sarebbe Alcolock ?

    4. Spartan 25 marzo 2026

      dispositivo collegato all'avviamento della vettura . ci soffi dentro e misura il tasso alcolico. Se trova alcool, non fa partire l'auto

    5. ric 25 marzo 2026

      questa poi.. sto aggeggio andrebbe messo all ingresso del parlamento...

    1. alessandroparenti 25 marzo 2026

      Con gas e petrolio il rischio non ci sarebbe? Mi pare che le Molotov le abbiano inventate forse un secolo fa. Costo zero e trasportabilità facilissima. Ennesimo articolo che spaventa senza motivo tutto ciò che non dipende dal petrolio.

    2. maghi 25 marzo 2026

      ma che c'entrano le molotov colle auto elettriche? Non sapete proprio più a cosa attaccarvi? Non vi accorgete che siete puerili?

    3. ric 25 marzo 2026

      costo 0 ? dove ? forse si allude che pur di promuovere una silmile idiozia di macchina , non si dice che con 500kg in piu' di peso gia'' solo a vuoto , chiedono un notevole supplemento di energia solo per smuovelo? forse non dicolo che saranno esenti da paganmenti per i posteggi , ma saranno fatti pagare alla comunita' intera ? forse non dicono che una vettura pesante 1800kg elettrica , in confronto ad una simile che ne peserebbe 1.100 a benzina ha un impatto notevolmente superiore in caso di incidente , che provicherebbe danni enormi , ma le assicurazioni si rifaranno sulle restanti a combustibile
      , pur di assecondare le scelte piu' scellerate in termini tecnici ? prossimamente diranno che avranno esente il pagamento delle autostrade , mi aspetto una cancellazione del bollo , pur sapendo che la tassa di circolazione , chiamata tassa di proprieta' servirebbe alla manutenzione delle strade ? il povero proprietario di una panda dovra' farsene carico con un sostanzioso " adeguamento dei costi " ?

      Non si dice che la produzione di energia attualmente e' al 80% derivata da energia meccanica prodotta con combustibili fossili , traformati in energia elettrica , per poi riessere trasfomata in energia meccanica?

      si chiama rendimento .Analisi ormai superata per compiacere i grandi trust dell automobile , invece che obbligarli a suon di bastonate suon denti di produrre vetture che non scendano sotto 25 km/litro nei consumi ?. Poi per compiacerne altri buffoni di sottospecie di imprenditori , gli si permette di costruire scatole di cartone con ruote per disabili...che possono circolare sul territorio nazionale , SENZA PATENTE ,,SENZA BOLLO , SENZA CASCO , SENZA ASSICURAZIONE.. quindi neanche una conoscenza minima delle regole sulla circolazione e' richiesta .

      ma in compenso a chi ha la patente , dopo i 65 anni verra' messo in condiozioni di non poter circolare anche se ha mai avuti sinistri ...
      ma che paese di M.e.r.d.a e' questa itaglia ?

      ma chi ci obbliga a fare i lcappotto sulle case , sapendo che impedisce la ventilazione esanita' del muro esterno , creando muffe che distruggono il muro ?

      ma chi dice che se spegni i termosifoni in condominio , paghi solo il 50% , pur sapendo che in media l' acqua circolante nei termosifoni di un appartamento rappresenta solo il 13% del totale e la differenza dello sconto del 50% la pagano tutti gli altri?

      te lo dice lo scemo del villaggio che sapendo fare nulla di concreto per vivere si trasforma in politicante...vedi il PAPETE , da chi e' ben onorato...

    4. alessandroparenti 25 marzo 2026

      Ferma tutto. Il costo zero era quello per procurarsi la molotov. Mi sembrava che il tema fosse il rischio attentati con le batterie delle vetture elettriche

    5. ric 25 marzo 2026

      un attentato con una macchina elettrica , sarebbe dispendioso , ma dentro un garages , dovrebbe imporre al proprietario di contrarre una assicurzione separata per eventuali danni derivanti dalla sua pericolosita' ben riconosciuta .ma non sul eventuale condominio..
      esattamente come le carrozzele per disabili che in caso di incidente provocato , dormono sonni tranquilli..tano la legge li ha esentati...vedi monopattini...

    6. CptHook 25 marzo 2026

      Più che altro ci sono ancora garage in cui non è consentito parcheggiare auto a GPL..., e ad oggi i casi di autoesplosione di auto e autobus completamente elettriche sono molti e molto documentati.
      Quanto poi al tema centrale dell'articolo, vorrei ricordare quanto avvenuto pochi giorni fa, cioè la disattivazione, pare ad opera di hacker, di migliaia di etilometri integrati nelle auto per consentire o meno l'avviamento. I riferimenti sono a questi due articoli:

      https://www.libero.it/tecnologia/attacco-hacker-etilometri-alcolock-114369

      https://www.automoto.it/news/attacco-hacker-agli-etilometri-migliaia-di-auto-bloccate-negli-usa-rischio-anche-per-l-europa.html

      Apro una parentesi per applaudire a piene mani agli hacker in questione..., se poi riuscissero a disattivare anche lo start&stop automatico farei loro omaggio di una cassa di champagne francese.

      L'articolo, molto giustamente, evidenzia un rischio reale che, oltretutto, non esiste solo per le auto elettriche ma per la quasi maggioranza delle auto moderne connesse, e forse anche quelle non ufficialmente connesse.
      A questo punto, mio caro Alessandro, il discorso si sposta dalla intrinseca pericolosità dell'auto elettrica, maggiore rispetto a quella termica in quanto suscettibile di autocombustione anche al chiuso e al fresco, rispetto alla termica che, salvo urti violentissimi, non si incendia tanto facilmente (e anche l'elettrica si incendia a seguito di urto, rendendo in più pericolosissimo soccorrere gli occupanti), quanto piuttosto sul fatto che tutto quanto di mio personale sia possibile controllare da remoto è di per é pericolosissimo.
      Nel contesto del tuo intervento tu hai visto il dito ma non hai scorto la luna cui quel dito puntava.

    7. ric 25 marzo 2026

      e consideriamo pure che : la potenza di un apparto elettrico , qualsiasi esso sia si esprime in Kw..ovvero in V x A

      le auto devono avere tensioni elevatissime . per avere meno Ampere in circolazione , abbassandone i costi e le dimensioni dei cavi elettrici degli avvolgimenti che sono parte in causa .

      le grandi distribuzioni di energia elettrica in RUSSIA viaggiano a oltre un milione di VOLT , per potere avere dimensioni ridotte dei vettori portanti e delle struture per sostenerlo .

      poi aggiungo una considerazione : una qualsiasi vettura a gasolio o benzina , fino all ultimo bicchiere di combustibile produce sempre la stessa potenza del primo bicchiere a serbatoio pieno , Lo stesso non succede in qualsiasi batteria che nella scarica per utilizzo perde parte della tensione nominale in origine, quindi l' utilizzatore com meno tensione a disposizione cerca la potenza nelle correnti , che aumentano notevolmente andando in assorbimento di cc..( corto circuito)

      un motore elettrico come supporto lo vedrei interessante soltanto se con una batteria di piccole dmensioni che si ricarichi nelle frenate o anche nei rallentamenti, per diventare potenza accumulata e messa a disposizione istantaneamente nelle ripartenze e accelerazioni , dove i consumi decuplicano...
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      Le auto elettriche moderne utilizzano sistemi ad alta tensione (solitamente tra 400V e 800V DC) per alimentare il motore, consentendo ricariche più veloci, maggiore efficienza, cavi più leggeri e prestazioni superiori. Questi sistemi sono contrassegnati da cavi arancioni per segnalare il rischio di folgorazione, richiedendo procedure di sicurezza rigorose e personale qualificato per la manutenzione.

    1. Ismaele386 25 marzo 2026

      Da quanto leggo, l'autore (Americano) ha paura dei rischi di attacchi (informatici) stranieri contro le auto elettriche, implicando tacitamente (ma neanche tanto!) che il problema sia la Cina che controlla la catena di distribuzione, ma si dimentica di dire che sono stati proprio loro, Americani e Sionisti, a sdoganare questo tipo di attacchi con l'infame attacco terroristico dei pager in Libano nel 2024. In ogni caso, dubito fortemente che i Cinesi si abbassino a queste nefandezze. Loro hanno una morale, un'etica che qua in occidente non sappiamo più cosa sia, considerando la complicità dei nostri governi con il genocidio in corso in Palestina, Libano ed ora pure in Iran!

    2. CptHook 25 marzo 2026

      Come diceva Montanelli a proposito di altro, a volte tocca tapparsi il naso ed è quello che ho fatto traducendo questo articolo, che ho scelto per la comunanza dei problemi tecnici.
      Avendo tradotto qualche centinaio di pagine di manuali d'officina di auto elettriche, di altissima gamma, non mi stancherò mai di sottolinearne l'intrinseca pericolosità oltre che, a mio personale parere, l'idiozia colpevole del concetto di base.

    3. maghi 25 marzo 2026

      un mio amico elettricista non vuole assolutamente le auto elettriche. Quando gli ho chiesto il perchè, visto che lui è competente in materia, lui mi ha risposto: "Proprio perchè sono competente". A buon intenditor......

    4. alessandroparenti 25 marzo 2026

      A buon intenditor...se hai un amico elettricista puoi dire sempre l'ultima parola. Come si può replicare?

    5. maghi 25 marzo 2026

      che ci posso fare: ho la fortuna di essere empatico.

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