I Referendum spiegati facile facile

I Referendum spiegati facile facile

Dopo aver pubblicato, nei giorni scorsi, il punto di vista di chi ha deciso di astenersi alla prossima tornata referendaria - per completezza informativa - ecco un breve vademecum per decifrare i quesiti in ballo.


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I Referendum spiegati facile facile
Di Daniele Ioannilli

Il Mainstream ha una regola di comunicazione tassativa: parlare alla gente come se avesse dieci anni. E' una regola che usano anche i pubblicitari. Ed è per essere sicuri di farsi capire.

Stranamente, però, in alcune circostanze ritorna il linguaggio politichese tecnico amministrativo.. .

Allora andiamoli a spiegare in modo molto semplice, questi 5 quesiti referendari previsti il 8 e 9 giugno prossimi.

Questito 1: Se un'azienda con più di 15 dipendenti licenzia senza giusto motivo, oggi deve solo dare un risarcimento monetario. Il SI obbliga l'azienda ad annullare il licenziamento e quindi a reintegrare il lavoratore nello staff. Il NO lascia tutto com'è oggi.

Quesito 2: Se un'azienda con meno di 15 dipendenti licenzia senza giusto motivo, oggi deve al massimo pagare 6 mensilità di stipendio come forma di risarcimento. Il SI toglie questo limite e lascia alla discrezionalità del giudice quantificare il giusto risarcimento. Il NO lascia tutto com'è oggi.

Quesito 3: Se un'azienda fa un contratto a tempo determinato, oggi deve giustificarlo spiegandone la "causale", solo se il contratto dura da 12 a 24 mesi. Il SI estende questa giustificazione anche ai contratti di durata inferiore ai 12 mesi. Il NO lascia tutto com'è oggi.

Quesito 4: Se un'azienda dà un lavoro in appalto ad un'altra ditta più piccola e un lavoratore dovesse subire un infortunio, oggi ne è responsabile solo la ditta per la quale lavora il lavoratore infortunato. Il SI rende responsabile anche l'azienda che ha dato in appalto il lavoro, ossia il committente. Il NO lascia tutto com'è oggi.

Quesito 5: Oggi, un cittadino straniero può richiedere la cittadinanza italiana solo se dimostra di aver avuto una residenza legale e continuativa in Italia per almeno 10 anni. Il SI abbrevia questo termine temporale a soli 5 anni. Il NO lascia tutto com'è oggi.

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Di Daniele Ioannilli

Commenti (5)

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Mostra commenti 5 caricati
    1. alduccio 1 giugno 2025

      Quesito 6 : Se lo Stato Italiano può condurre una guerra d' offesa in territorio lontano, ad onta della Costituzione.
      Il sì permette al comune di cittadino di esporre la propria posizione.
      Il no lascerebbe le cose come stanno, la guerra è un argomento per grandi i cui figliuoli tradizionalmente non ne verrebbero mai toccati.

    1. BrunoWald 1 giugno 2025

      "Il Mainstream ha una regola di comunicazione tassativa: parlare alla gente come se avesse dieci anni."

      In questo caso ha ragione: l'età mentale media è quella.

      "Oggi, un cittadino straniero può richiedere la cittadinanza italiana solo se dimostra di aver avuto una residenza legale e continuativa in Italia per almeno 10 anni. Il SI abbrevia questo termine temporale a soli 5 anni. Il NO lascia tutto com’è oggi."

      L'ingresso illegale in territorio italiano di qualunque straniero, non importa da donde provenga, dovrebbe inabilitare permanentemente non solo la richiesta della cittadinanza, ma anche il mero visto d'ingresso (previa espulsione).

      Infatti, nessuna persona sana di mente ammetterebbe a casa sua, neanche per una breve visita, qualcuno che in passato si era introdotto dalla finestra, furtivamente. Ma viviamo in un'epoca in cui la salute mentale è politicamente scorretta.

    1. Brule 31 maggio 2025

      Ottima sintesi, utilissima.

    1. Nonso 31 maggio 2025

      Il Sì non obbliga, non toglie, non estende, non rende, non abbrevia. Il Sì ci riporta a prima di Renzi, ma con meno soldi di allora.

    2. Nonso 31 maggio 2025

      Scusate, il sì abbrevia.

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