I politici e la questione morale!

I politici e la questione morale!

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Dopo aver letto un Tweet del Senatore Claudio Borghi, sono sempre più convinto che una ricostruzione in senso democratico e di giustizia sociale del nostro paese, possa avvenire solo e soltanto se ripartiamo dalla questione morale; della quale, oggi come non mai, pare se ne siano persi letteralmente i contorni, soprattutto in coloro che rivestono ruoli decisionali e di potere nelle nostre istituzioni ormai definibili a chiare tinte oligarchiche.

Chiariamo subito un punto: non è assolutamente mia intenzione puntare il dito su un politico in particolare (in questo caso il Senatore Borghi), che per quanto mi riguarda può essere - e certamente lo sarà - una persona specchiata e dotata di tutti i principi che guidano la moralità umana.

Quello che voglio mettere in evidenza è, come nel dibattito, si tenda sempre più spesso a confondere quelli che sono i reati penali tipici di chi amministra la cosa pubblica con l'aspetto della moralità personale. Mi spiego meglio: per un politico non è sufficiente essere immune dall'essere corrotto, ovvero dal ricevere le famose "bustarelle" in cambio di favori; ma il suo compito dovrebbe indiscutibilmente andare oltre, fino a raggiungere anche quella perfezione morale nei comportamenti a livello di onestà intellettuale, che rendono specchiata la sua coscienza in ogni decisione che prende o che magari viene convinto a non prendere.

Certo, la politica è l'arte del compromesso, ma i compromessi mai sono stati utili agli interessi della maggioranza, mentre lo sono da sempre a quelli dell'élite.

Leggiamo insieme le parole di Borghi che hanno dato origine alle riflessioni oggetto dell'articolo:

Annunciare al mondo, da parte di Claudio Borghi, che in caso qualcuno avesse in mente di offrire lui qualche bustarella, il Senatore si precipiterebbe immediatamente in Procura a denunciarlo, è senza dubbio un atto che rende onore alla sua persona. Ma questo non è certamente sufficiente a renderlo immune dalla questione morale che come spiegato è essenziale per essere definito un buon politico.

E la questione morale diventa ancora più derimente riguardo alla figura appena descritta, quando il politico è professionalmente capace di comprendere l'aspetto deleterio delle decisioni che lui stesso contribuisce a prendere attraverso il suo voto in parlamento o la sua diretta partecipazione all'esecutivo che di fatto le ha confezionate.

Gli ultimi 30 anni della storia dei parlamenti e dei governi della nostra Repubblica, sono pieni di decisioni (soprattutto in materia economico-monetaria), prese dai nostri politici con la piena consapevolezza che sarebbero state dannose per la maggioranza ed avrebbero comportato immani sofferenze agli italiani ed alle loro famiglie.

Ripercorrere qua l'elenco di tutte quelle che, in modo alquanto benevolo, possiamo definire frodi innocenti - che i politici italiani nella loro diabolica totalità, hanno sostenuto senza battere ciglio - pur di fronte alla devastazione del paese davanti ai loro occhi, sarebbe un ripetere quello che da sempre denuncio nei miei articoli ed un esercizio di inutile autolesionismo per il tema che sto trattando.

Detto questo, però, la realtà e le ferite sulla nostra pelle ci dicono che purtroppo tutto quanto affermato è avvenuto; ed un giorno, prima o poi, nella storia, dovremmo pur interrogarci sulle ragioni ed in particolare su chi materialmente ha unito e tutt'ora tiene unita (per intero), la nostra classe politica, nel perseguire questo disegno diabolico di controllo totale delle nostre istituzioni ormai non più democratiche.

Tanto per rendere ancora più chiaro il mio pensiero: quando il Borghi di turno, acconsente consapevolmente alle folli regole fiscali che impediscono ai governi di mettere in atto la quantità di deficit necessario per fornire un lavoro a tutti gli italiani che vogliono lavorare, certamente non vi è la presenza della classica bustarella e nessun rischio di ritrovarsi alla sbarra. Ma la sua coscienza è pienamente colpita e responsabile per la morte e la distruzione delle vite e dei beni che, tale decisione, lascia dietro sé.

La disoccupazione è veramente un crimine contro l'umanità senza scusanti, perpetrato da governi che si rifiutano di permettere deficit sufficienti per consentire alle popolazioni di pagare le tasse e di risparmiare.

Intenzionalmente o no, costoro hanno sangue sulle loro mani!

E questo crimine, viene commesso dall'intera nostra classe politica che ormai da decadi accetta impassibile che ciò avvenga, senza mostrare un minimo rimorso nelle loro coscienze.

Nessun esponente politico, incurante totalmente della questione morale, è mai venuto di fronte agli italiani a denunciare tale crimine in quanto tale, nonchè provato matematicamente dalla dottrina economica!

Come potete ben comprendere, riportare la questione morale al centro del dibattito e ,soprattutto, rompere il fronte compatto, attraverso qualche figura politica che illuminata dal cielo, torni a dotarsi di una vera e propria coscienza morale, credo sia il primo passo essenziale per poter sperare in un vero, sincero e reale cambiamento.

Mentre scrivo questo articolo, vedo che Borghi, pubblica nuovamente su Twitter, facendo intravedere un risveglio di coscienza che infonde speranza. Quello che mi interessa, in riferimento alla questione morale, è la bontà delle parole e delle azioni che il Senatore ci sta facendo credere di mettere in atto con questo suo nuovo post, che condivido in pieno:

"Tanto vi dovevo!" - conclude Claudio Borghi - Vi devo e Vi dovrò aggiungo io!

Il Senatore Borghi, visto che con queste parole ha rotto il fronte completamente indolente e compatto di tutta la nostra politica sul tema recupero della sovranità monetaria, non deve assolutamente fermarsi ma dare seguito mediatico ed istituzionale alle immense Verità che ha espresso in queste poche righe e deve sapere che su questa battaglia troverà sempre persone al Suo fianco..... sia che le porti avanti con coraggio, sia nel malaugurato caso che decida vigliaccamente di fermarsi.

di Megas Alexandros

Fonte: I politici e la questione morale! - Megas Alexandros

Commenti (40)

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    1. Vincent1 26 agosto 2023

      Borghi è abituato a prendere per il culo i suoi elettori che se lo lasciano fare senza batter ciglio. Ormai ci sono abituati.
      E' finito il tempo delle mazzette e nessun politico le prende da anni.
      Le mazzette le paga lo stato con le nostre tasse.
      I signori politi che siedono alle poltrone più importanti hanno subito il ricatto del 'aut aut'.
      Se fai ciò che ti viene detto, ti siedi alla poltrona altrimenti vai a vendere le frittelle alla sagra delle salsicce.
      Tranquillo borghi, sappiamo benissimo che non prenderai nessuna mazzetta, tanto nessuno sente il bisogno di sprecare un solo centesimo per corromperti. Lo fanno 'a gratis'
      Buffoni, cocomerai, venduti che non siete altro.
      Almeno evitate di prendere la gente per il culo.

    2. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      Già la poltrona per come la usa lui…. È già una mazzetta… anche se non si può scrivere…. si sottointende

    3. Vincent1 26 agosto 2023

      Allora. Diciamo pure che la parola 'mazzetta' non si può scrivere.
      Mettiamola sotto un altro punto di vista:
      "Non importa quello che hai promesso ai tuoi elettori. Vuoi far parte del governo? Hai detto si? Bene... o fai tutto ciò che ti diciamo noi oppure al governo non ci vai. Cosa scegli?"
      Alla fine, in sostanza, per noi del popolo, cambia poco anzi... forse col vecchio sistema riuscivano a spuntare qualcosa. Ora hanno invece un intero esecutivo alle loro dipendenze.
      Questi squallidi personaggi dovrebbero avere almeno la decenza di stare zitti.
      Ultima trovata del salvino: una legge che legalizzi la convivenza con gli animali.
      Aridateci la democrazia cristiana, le mazzette, il clientelismo.
      Ma cosa ci siamo persi?
      Avere questi peracottai come onorevoli. Che squallore.

    1. Ciaparat 26 agosto 2023

      Un articolo di "morale" scritto da Megas Alexandros mi sembrava troppo strano.. .e infatti non è un articolo sulla morale ma di economia, e sulla sua solita idea del fare deficit (lo stato, ovviamente. Se lo facciamo noi si chiamano debiti).
      Però - forse non aveva tempo o voglia - si capisce davvero poco cosa vorrebbe il buon Megas:

      • è lo stato che deve fornire il lavoro? ("fornire un lavoro a tutti gli italiani che vogliono lavorare"). E quelli che non volessero lavorare? E quelli che non hanno bisogno di lavorare? E gli stranieri sul sacro suolo dell'italica patria zum pa pa?
      • oppure lo stato dà direttamente i soldi ai cittadini? Ma perché allora usarli per "pagare le tasse e risparmiare"? Non farebbe prima lo stato a diminuire le tasse, visto che si tratterebbe comunque di una partita di giro?

      Mah...

    2. AlbertoConti 26 agosto 2023

      Non sono Megas ma provo a risponderti lo stesso sui due punti che hai sollevato:

      Lo Stato fornisce lavoro in quanto titolare di imprese pubbliche, questo già succede ovunque in varia misura. Qui però si vuol dire che lo Stato deve garantire le condizioni favorevoli al pieno impiego, mettendo nel calderone impiegati pubblici, impiegati privati, piccoli e medi imprenditori. Lo si fa anche garantendo il credito a chi lo merita, cioè a chi è in grado di creare lavoro (per sè e per gli altri) utilizzando il credito più o meno agevolato.

      Lo Stato può anche dare soldi ai cittadini che lo meritano, in quanto indigenti, o genitori a basso reddito, o "investitori virtuosi" in senso ecologico, o studenti senza adeguati mezzi economici per continuare a studiare, ecc. ecc. Ridurre omogeneamente le tasse è tutt'altra cosa, non si tratta affatto di una partita di giro. Mentre l'economia privata tende spontaneamente a sperequare i redditi, l'economia pubblica DEVE compensare questi squilibri nella distribuzione delle ricchezze prodotte in un'economia mista, che altrimenti ne patirebbe le conseguenze anche per i ricchi. La dimostrazione è l'attuale (sbagliato) contrasto ad un'inflazione d'origine finanziario-speculativa con l'abbattimento dei consumi ottenuto impoverendo le masse meno abbienti (tendenti al 99%). Per l'economia è come segare il ramo su cui si è seduti. Stupidità? No, pianificazione diabolica.

    3. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      In questo post hai fatto un minestrone di affermazioni che ci vorrebbe una tesi per spiegarle tutte…. proviamoci:
      1) ora, che tu senza conoscermi tu possa giudicare la morale, mi sembra folle oltre che irrispettoso;
      2) lo Stato può offrire un lavoro a tutti, ovvero acquisire tutta la forza lavoro che vuole, in quanto monopolista della moneta e di conseguenza eliminare ogni tipo di disoccupazione involontaria… è un concetto matematico!
      3) chi può permettersi di non lavorare è perché lo Stato consente loro di farlo sempre attraverso il suo essere monopolista. Come può assistere chi realmente e’ impossibilitato a lavorare realmente;
      4) lo Stato crea lavoro attraverso la spesa pubblica in deficit che equivale (contabilmente), a pagare meno tasse. Per l’esattezza spendere di più (deficit) o abbassare le tasse ha lo stesso risultato;
      Sono tutti concetto matematico/contabili …. dimmi la verità: Tu a scuola eri più bravo in ginnastica!!!!???

    4. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      Grazie Alberto per il tuo impegno!!!! speriamo che comprenda il “ginnasta”…. ho provato anche io a spiegare certi concetti…… ma il Megas senza morale…. credo le batta tutte!!!😂😂😂

    5. Ciaparat 26 agosto 2023

      Per il punto 1 ho solo detto che mi sembri più interessato all'economia che alla morale, che è branca della filosofia. O sbaglio?
      Per il resto... mi sembra di capire che lo stato (quello che per te è lo Stato, in quanto è il tuo dio e lo scrivi maiuscolo) potrebbe stampare tutti i soldi che vuole, dar lavoro a tutti e soprattutto dar da mangiare a tutti.
      Tutto costerebbe zero. Probabilmente (non lo dici, ma mi permetto di inferirlo) con tutti i suoi soldi acquisterebbe quello che i suoi schiavi (pardon, cittadini) non fanno da altri stati, che a loro volta stamperebbero tutti i soldi che vogliono: Così avremmo TUTTO e in TUTTA LA QUANTITA' voluta (perché accontentarsi di un'auto qundo possiamo averne dieci a costo ZERO?). Oppure con le sue arti magiche riuscirebbe a produrre anche in Italia (devo scrivere ITALIA?) computer, sim, avocados, banane, aringhe e quant'altro senza doverle importare. Verrebbero sfornate di notte dallo STATO e si troverebbero sui banchi al mattino.
      Chissà però chi te le venderebbe visto che tutto sarebbe gratis anche per loro...

    6. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      Tu, quando scrivi lo fai in modo asettico, completamente privo di passaggio sentimentale e senza aver capito nulla delle risposte che uno ti da.
      La morale non è, o almeno non dovrebbe essere, una materia che interessa o meno… dovrebbe essere una qualità di cui gli uomini dovrebbero essere dotati, anche senza scriverlo.
      Il resto sono tue fantasie totalmente scollegate da quello che ho scritto e mi sembra di averti già risposto altre volte sul tema. Mai detto che si possono avere tutte le cose che si vuole stando seduto sul divano. Ho detto che lo Stato monopolista della moneta è in grado di acquisire tutta la forza lavoro che vuole. È in grado di farlo anche in un altro modo: mettendoti una palla al piede con un gendarme che ti guarda e tu a lavorare tutto il giorno. Sta a te scegliere cosa preferisci!!!!

    7. ric 26 agosto 2023

      certamente che e' lo stato a dover provvedere a tutte le necessita' della collettivita' STABILENDO quali siano le necessita' primarie.

    8. ric 26 agosto 2023

      ma lascialo perdere....

    9. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      È un passatempo😂😂😂

    10. Ciaparat 26 agosto 2023

      Alla fine è tutto lì: quello che tu auspichi - lo stato onnipotente - è quello che a me fa più paura.

    11. Megas Alexandros 27 agosto 2023

      Io non auspico nulla, tanto meno lo Stato onnipotente… che schiavizza la gente. Queste sono tue invenzioni…. Io spiego come funzionano le cose, che ti piaccia o no!!! se proprio devo auspicare, vorrei uno Stato giusto cha fa lavorare tutti in modo dignitoso e che permetta sai lavoratori di poter accudire in modo dignitoso le proprie famiglie.
      Tu e noi appena ci alziamo abbiamo bisogno della moneta per vivere…. la moneta di crea dal nulla. e non è scarsa …… farla mancare è un atto delinquenziale e tu mi sembra tu voglia farla mancare!!!!

    1. ric 26 agosto 2023

      la MORALE e' un valore effimero che cambia secondo le necessita' di pochi individui a spese dei popoli.

    2. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      Purtroppo questo avviene sempre più spesso ed in politica quasi sempre!!!

    3. ric 26 agosto 2023

      Morals and dogma ... (.Albert Pike e MAZZINI ) KKK

    1. ws 26 agosto 2023

      Ancora con questo "grillismo"?
      La moralità pubblica di CHIUNQUE è certamente un valore ma più importante è che CHIUNQUE sappia far bene il proprio lavoro.
      In politica poi , come ha mostrato Machiavelli, la " moralità" ha solo valore di "immagine" : certamente "utile" ma tuttaltro che "necessaria". Sono i RISULTATI che contano e non le DICHIARATE "buone intenzioni" ( come appunto ci hanno mostrato i "grillini")

    2. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      Grillismo e Megas, non sono due cose che vanno bene accoppiate!!!
      e non sono certo i grillini ad aver inventato la morale in politica, tanto meno a rispettarla.
      Riguardo a Machiavelli “il fine giustifica i mezzi” - non c’entra proprio nulla con il concetto di moralità che esprimo nell’articolo.
      La mancanza di moralità dei nostri politici non è certo mossa ad ottenere un fine moralmente giusto!!!!

    1. gix 26 agosto 2023

      Ammesso che Borghi sia sincero nel suo sussulto di moralità, il problema va ben oltre il senso di giustizia e il rispetto dei propri doveri da parte di qualche figura (politica) specchiata. Per il momento, il sistema è preponderante e quindi è in grado, se non di assorbire tali persone, quantomeno di renderle innocue per i propri interessi. La questione morale la conoscevano bene fin dai tempi della prima repubblica, gente come Craxi per esempio, eppure stiamo parlando di politici che a loro modo ragionavano su una morale che di sicuro non poteva definirsi ineccepibile a priori. La questione morale quindi va affrontata soprattutto su due ambiti. Il primo è quello della "rieducazione"dell'intera società civile, con il ripristino delle identità e delle appartenenze, nel rispetto delle reciproche libertà; per fare questo, purtroppo, ci vorrà tempo. L'altro ambito è l'abbattimento del sistema attuale, con le soluzioni che per esempio ha mostrato Borghi, cosa questa che può anche avvenire da un momento all'altro. Ma in questo secondo caso bisogna essere pronti a mettere da parte (almeno momentaneamente) la questione morale e giungere anche a compromessi con chi ha interessi diversi da quelli che noi possiamo avere come obiettivi per un sistema nuovo. In fondo, se lo ha fatto il Niger, possiamo farlo pure noi.

    1. carla 26 agosto 2023

      Non è più da anni solo la questione morale di cui parlava Berlinguer ai tempi di Moro, Pertini,Craxi, Fanfani e Andreotti.
      (Quella semmai oggi è gravissima nel parlamento nazieuropeo vedi p.e. la greca e la vondermerder con le bigpharma)
      Averceli oggi personaggi del genere non certo specchiati, ma che sapevano probabilmente fin dalla nascita cosa voleva dire rappresentare un pese e non venderlo.
      Ormai hanno venduto il paese e non certo come faceva Totò con la Fontana di Trevi, che a mio modesto parere per il benessere dei monumenti sarebbe anche per certi versi un bene, questi che ci governano ora hanno venduto NOI come topini di laboratorio.
      Prima dell'avvento dei sorosiani, quando iniziammo a bollire come la famosa rana, ci si domandava soltanto come mai i politici di attualità non facessero gli interessi del paese pur rubando a mani basse. Cioè eravamo consapevoli della pochezza morale dei politici italioti, ma avremmo potuto tollerarli se solo avessero fatto l'interesse del paese.
      Così non è stato e a nostre spese abbiamo finalmente capito cosa hanno venduto dopo le industrie, i marchi e i monumenti: la nostra salute e la nostra vita.

    1. omega 26 agosto 2023

      Parlare di moralità della politica significa retrocedere a prima di Machiavelli, senza voler scomodare Nietzsche.
      Il politico autentico è amorale per definizione e lo deve essere.

    1. mago 26 agosto 2023

      Attribuire la morale ad un politico e’ridicolo il Dott.onorevole Borghi dall’ alto del suo lauto mensile le spara grosse anche lui da molti anni.

    1. maghi 26 agosto 2023

      Senza una spiritualità, la morale è il solito imbroglio, perchè senza non ci si può rendere conto di quello che si combina, ma è solo un darsela ad intendere. Intanto per mancanza di morale e spiritualità guardate cosa sta combinando l'essere umano: https://www.meteoweb.eu/2023/08/caldo-senza-precedenti-sud-america-bolivia-record-strage-pinguini/1001291031/ La Strage è in Antartide non in Bolivia.

    2. maghi 26 agosto 2023

      comunque se non bastasse la strage di pinguini, possono esserci anche altre stragi: https://climatecrocks.com/2023/08/22/is-rising-methane-an-ominous-indicator/
      intanto continuiamo a baloccarci tra discorsi economici, falsità morali, come se non ci potessero essere delle conseguenze gravi. Se arrivassero, ce le siamo certamente meritate, perchè non applicare il principio di massima precauzione a questioni così gravi, è da folli.

    1. Fedeledellacroce 26 agosto 2023

      La politica é da sempre l'arte di ingannare i molti a favore di pochi! Punto.
      La morale é figlia della politica.........
      E per contraddire @AlbertoConti dico che: se si é coscienti, la morale non serve, non esiste

    2. AlbertoConti 26 agosto 2023

      La morale tua serve a me, e viceversa. E' un sentire dello spirito che guida il retto pensiero, e consente di armonizzare la convivenza sociale.
      Essere coscienti è condizione necessaria, ma non sufficiente all'agire moralmente. I peggiori delinquenti hanno coscienza del mondo e del loro agire, difettano solo del sentire morale, o meglio lo invertono obbedendo alla massima "mors tua, vita mea" in modo miope, ottuso, insensibile rispetto alle categorie di bene e male.
      Un politico vero rappresenta una parte sociale nella logica del rapporto di forze rispetto ad altre parti sociali, tipicamente con interessi contrapposti. Diventa immorale quando tradisce il suo mandato agendo in senso contrario al dichiarato, ai valori che giustificano, o meglio dovrebbero giustificare, la parte di potere che esercita nel mondo reale, avendone ottenuto delega (in modo ovviamente fraudolento). In un mondo che fa proprio il linguaggio orwelliano non possono esistere politici onesti, e tantomeno la democrazia. In tal caso la responsabilità è di quel mondo nel suo insieme, oltre naturalmente a quegli altri mondi che lo sovrastano da fuori, negandone la libertà di autodeterminazione.

    1. Arthur 25 agosto 2023

      Borghi è uno dei politici italiani che ha determinate idee economiche molto precise, insieme a molti altri della sua area politica.
      Purtroppo l'Italia è incatenata ad un sistema politico ed economico comunitario (ossia UE), e più in generale occidentale, e non è quindi possibile smarcarsi facilmente come lo è bere un bicchier d'acqua.
      E credo che Borghi, insieme a molti altri, sia sincero e non in malafede.
      Miracoli in una certa direzione economica sono utopia, almeno per il momento; in futuro chissà.
      In questa situazione è fondamentale evitare che l'Italia finisca in mano ad un certo ceto politico fatto di gente ignobile totalmente prona ai diktat di chi, dall'estero, vuole svilire, distruggere e saccheggiare il nostro paese.
      E si tratta di una devastazione non solo economica, ma culturale e morale.
      Una distruzione di competenze e valori che non deve assolutamente proseguire.
      Ogni riferimento ad una certa feccia politica è puramente casuale.
      Intelligentibus pauca.

    2. mago 26 agosto 2023

      Voteranno Ursula bis Borghi compreso ci vuole altro a capire?

    3. SDL 26 agosto 2023

      Se prometti qualcosa ti devi adoperare per far sì che avvenga. Ho seguito Borghi (e Bagnai) perché spiegano l economia in modo simile alla MMT (scusa Megas se sono in errore).
      Il punto è questo: se non puoi ti dimetti e saluti.

    4. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      Concordo in pieno sul concetto espresso…… ma allarga quel “simile”😉

    5. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      E noi, come nel finale dell’articolo, saremo lì a farglielo notare

    1. AlbertoConti 25 agosto 2023

      Anche "Franza o Spagna purchè se magna" è una forma di morale, degradata finchè si vuole, ma mai come l'ignoranza che altera qualunque punto di vista a seconda della convenienza spicciola.
      La morale nasce dall'essere coscienti e consapevoli, e questo ai più nuoce gravemente alla salute, per cui se ne tengono "prudentemente" alla larga.

    2. AlbertoConti 25 agosto 2023

      Acc. ho perso tutta la prima parte del commento, quella fino a 1500 caratteri. Sarà per un'altra volta. Però non è moralmente accettabile.

    3. carla 26 agosto 2023

      Da veneziana penso che "Franza o Spagna purchè se magna" è anche un motto pacifista.

    4. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      Almeno suona simpatico!!! ed il fine macchievellano è che alla fine si dovrebbe mangiare tutti

    5. carla 26 agosto 2023

      Pensate solo allo snobismo veneziano di festeggiare ogni anno la ricorrenza di una sconfitta

    1. Megas Alexandros 25 agosto 2023

      Mai detto che si tratta SOLO della questione morale!!!

    2. XL 26 agosto 2023

      Per sintetizzare.
      Per Morale di solito si intende il modo di fare le cose.

      Ma soprattutto quando si hanno responsabilità in ordine al bene comune la Morale riguarda in primis la scelta di quali cose fare e la finalità dell'azione.

    3. Megas Alexandros 26 agosto 2023

      Esatto, se ho responsabilità pubblica e la mia azione influenza la vita degli altri…. moralmente dovrei essere irreprensibile…… e non farmi convincere per interesse (chiaro), a fare cose contro il popolo sovrano che sono chiamato a difendere.

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