Le frasi scritte da due infermiere contro i “no-vax” su una chat Facebook, qualche giorno fa, hanno generato comprensibile disapprovazione sui social scatenando la rabbia e l'indignazione di molte persone. Anche se la Direzione dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest di riferimento ha preso le distanze dalle protagoniste della vicenda, questo e altri episodi stanno evidenziando una spaccatura sempre più forte nella popolazione italiana tra chi si è già vaccinato e chi, invece, ha fatto una scelta diversa. Una divisione che sta facendo salire la tensione in tutto il paese e che, a quanto pare, qualcuno ha interesse ad alimentare come dimostrano le recenti, a dir poco incoscienti, esternazioni di certi personaggi molto in vista in campo medico.
Inquieta profondamente che professionisti il cui compito è migliorare la vita dei malati dicano certe cose dal momento che la cura e l’assistenza dovrebbero essere garantite a tutti i cittadini, con impegno e senza alcun tipo di distinzione, secondo i principi di universalità, uguaglianza ed equità che ispirano il sistema sanitario regionale e nazionale. Inoltre, parlando specificatamente di infermieri, è lo stesso Codice Deontologico all’art. 3 che sottolinea che gli stessi devono “prendersi cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell’individuo”.
Lo ricorda l’AADI, l’Associazione Avvocatura Degli Infermieri, che in seguito a quanto accaduto ha scritto una lettera di denuncia indirizzata a Ministero della Salute, OPI di Lucca e USL TOSCANA NORD OVEST.
La riproponiamo ai nostri lettori.
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www.aadi.it
Oggetto: Istanza di attivazione procedimento disciplinare – Condotta contraria a probità.
La scrivente, Associazione Avvocatura Degli Infermieri, lamenta quanto pubblicato su diversi quotidiani riferendosi alla città di Lucca e precisamente:
“Infermiere contro i no-vax: “Gli bucherei 10 volte la vena fingendo di non prenderla”. Si tratta di due dipendenti della Asl Toscana Nord-Ovest che polemizzano su facebook. La direzione aziendale e quella ospedaliera si dissociano dalle affermazioni. Camaiore (Lucca), 26 luglio 2021. E’ il tema del momento: l’opportunità o meno di vaccinarsi. Basta una considerazione su Facebook che scoppia il caso. Sono diventati virali e sollevato polemiche un post contro i no-vax pubblicato sui social da un’infermiera dipendente della Asl Toscana nord ovest che lavora in Versilia e la risposta di una collega della donna. È intervenuta anche la Asl che in un comunicato si dissocia e spiega che sta effettuando le valutazioni del caso per gli eventuali provvedimenti da assumere nei confronti delle due dipendenti. Botta e risposta su Facebook. Tra poco – scrive una delle due infermiere – ce li troveremo in reparto e qualche sassolino dalla scarpa me lo voglio togliere… sai bucare una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla? Ecco e poi mi verrà in mente altro, vedrai che le corse per montare i macchinari la sottoscritta non le farà più. Io non faccio le corse per nessuno. Si arrangiassero pure, mi sono rotta e tanto pure: la risposta della collega. In merito alle frasi pubblicate sui social da due operatrici, che lavorano entrambe nell’ambito territoriale della Versilia – spiega la Asl – l’Azienda Usl Toscana nord ovest sottolinea che la segnalazione è già arrivata alla direzione, che sta appunto valutando il caso. Ovviamente, la direzione aziendale e quella dell’ospedale Versilia si dissociano da queste affermazioni e ribadiscono che il proprio personale, a cui va un ringraziamento per la sua attività quotidiana, presta cura e assistenza a tutti i cittadini, con professionalità e impegno, senza alcun tipo di distinzione, secondo i principi di universalità, uguaglianza ed equità che ispirano il sistema sanitario regionale e nazionale”.
Tutto ciò considerato, non vi è dubbio che la condotta dei sanitari intenzionati a torturare i colleghi per non essersi allineati alla loro personale idea di vita, stiano sfruttando la propria posizione sanitaria per scopi ignobili e, perciò, che tutta la vicenda sia vergognosamente intollerabile e sicuramente sanzionabile.
L’infermiere, come cita l’art. 3 del Codice Deontologico, deve: “… prendersi cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell’individuo”.
La libertà manifestata dal rifiutare il vaccino Covid-19, non deve essere minata e punita dagli infermieri che ritengono un diverso pensiero rispetto ai “diversi”, perché l’esercizio professionale dell’infermiere non deve diventare un’arma di ritorsione, di vendetta e di tortura punitiva nei confronti di chi ha un’idea di vita opposta alla loro.
L’art. 4 stabilisce che “L’infermiere presta assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché del genere e delle condizioni sociali della persona”, e, quindi, per nessun motivo, finanche ideologico, è possibile giustificare l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni al fine di cagionare pregiudizio alla salute degli altri, soprattutto se si sfrutta la posizione di supremazia che avvantaggia l’infermiere rispetto al paziente.
Non di meno, l’infermiere si dovrebbe astenere, anche in presenza di un regime totalitario che glielo imponesse, dall’usare la propria scienza e capacità tecnico-professionale per cagionare danni, lesioni, tortura, sofferenza e morte alle persone; a maggior ragione in democrazia!
Il principio di solidarietà sancito dall’art. 42 del Codice: “L’infermiere tutela la dignità propria e dei colleghi, attraverso comportamenti ispirati al rispetto e alla solidarietà”, impone l’astensione da ogni manifestazione di odio e disprezzo che non trovano in alcun modo spazio nella nostra Repubblica e perciò, condotte d’odio, devono essere prontamente e seriamente perseguite e stigmatizzate.
Ciò ritenuto, la scrivente invita le SS.LL. a procedere, ognuno per le competenze d’ufficio, a perseguire gli infermieri individuando per quanto sopra e di comunicare alla scrivente Associazione i nominativi dei responsabili affinché procederà alla costituzione di parte civile in sede penale per quanto accerterà la magistratura che sarà tempestivamente adita.
Si auspica un significativo riscontro.
Il Dirigente Dott. Mauro Di Fresco
www.aadi.it - 26 luglio 2021 -
FONTE: https://www.aadi.it/i-no-vax-si-meritano-di-essere-lasciati-morire-per-strada/
Scelto e pubblicato da Valentina Bennati – ComeDonChisciotte.org
uparishutrachoal 31 luglio 2021
In realtà adesso non c'è da temere solo il vaccino..ma pure qualsiasi ricovero per qualsiasi motivo..
In parole povere è arrivato il momento di curarsi da soli..c'è poco da fare..la soluzione è questa e non ce ne sono altre..
L'ho capito cinquanta anni fa..in epoca pre covid..ma adesso è obbligatorio per tutti quelli che hanno a cuore la propria salute..
Divoll 31 luglio 2021
Pensa al caso in cui una persona debba fare un'operazione importante o che resti vittima di un incidente e abbia bisogno di una trasfusione... Sono giorni che mi vado chiedendo cosa succederebbe in una situazione del genere, se questa persona non fosse vaccinata (per propria scelta) e dovesse ritrovarsi in corpo il sangue di un vaccinato.
Se dobbiamo curarci da soli, se rischiamo di venire "vaccinati" per interposto sangue, significa che dobbiamo tutti farci una buona cultura sanitario/medica (o almeno trovare dei medici alleati) e raddoppiare la cautela in macchina, in moto, eccetera. Ecco a cosa siamo arrivati. Chissa' se quelli che hanno messo su tutta questa grandiosa truffa avevano anche messo in conto di togliere al cittadino, in pratica, il servizio sanitario, con tutti i risvolti immaginabili.
Astronauta 31 luglio 2021
E siamo arrivati a capire la cosa più importante: non ci dicono come prevenire le malattie.
I medicinali e i vaccini Non sono prevenzioni.
Sono solo businnes.
la Cina, quando era tale, c erano medici che non avevano pazienti. Se in medico aveva file di pazienti malati dicevano che non era un bravo medico perché non insegnava a restare insalute.
in altre parole la medicina non deve essere un businnes.
non c è altro da dire.
uparishutrachoal 31 luglio 2021
Mi dispiace ma io sono più drastico e ho abolito qualsiasi attività che possa
mettere la mia incolumità a rischio ricovero per incidente..
Nel senso che non ho più mezzi di traporto se non le mie scarpe..
Vero è che ho smesso di possedere un'auto quando non mi serviva più ed era solo una fonte di fastidi e ho chiuso la bici quando ho avuto un problema cardiaco..ma la scelta è stata lungimirante..
In parole povere non ho più l'età per rischi inutili e cerco soddisfazioni in modo meno pericoloso..
Se invece siamo giovani possiamo anche rischiare il ricovero perché la vita è dalla parte nostra e ce la possiamo cavare in qualche modo..
Cioè..bisogna domandarsi se il rischio vale la candela quando un'ospedalizzazione sarebbe nefasta..
Esiste poi il fato..e nessuno è escluso da incidenti..ma non bisogna cercarseli ..
In questo caso è inutile avere amici dottori o quant'altro..è necessario avere occhi aperti e raccomandare l'anima a Dio..confidando che in qualsiasi situazione per quanto terribile..alla fine verremo sciolti dalle nostre catene terrene
Astronauta 31 luglio 2021
Non entriamo nel fatalismo.
Una medicina così non la dobbiamo avere.
Bertozzi 2 agosto 2021
Della serie 'io la mia vita l'ho fatta, i giovani caxxi loro', come sempre. Bravo e avanti.