I misteri del Cremlino

I misteri del Cremlino

Da Nestor Halak per Comedonchisciotte.org

Durante la guerra fredda nei servizi segreti occidentali, tra i commentatori politici e persino tra i giornalisti c’erano esperti che venivano definiti “cremlinologi” per la loro supposta abilità nel decifrare i segnali provenienti dalle sempre più o meno misteriose stanze del Cremlino. Tempo prima, Churchill aveva addirittura definito la Russia come un rebus avvolto in un mistero che sta dentro un enigma: frase non proprio elegante, ma che rende il suo pensiero. Certo la mania russa per il segreto ha molto contribuito al sorgere di questa fama ed anche oggi, a più di trent’anni dalla caduta dell’Unione Sovietica, le intenzioni, le mosse e i ragionamenti della dirigenza russa continuano ad essere di difficile interpretazione.

Eppure, paradossalmente, il presidente Putin e gli altri personaggi ai vertici dello stato russo si esprimono con una franchezza sconosciuta ai potentati occidentali, tuttavia il disegno complessivo della loro politica continua ad essere sfuggente. Forse dipende dal fatto che i media ci hanno abituato alla prevedibile ipocrisia dei nostri dirigenti, forse per una leggera discrepanza tra il mondo russo e quello europeo che non ce lo fa sentire estraneo, come per esempio quello arabo o cinese, ma la cui stessa vicinanza diventa un ostacolo per cogliere le differenze.

Di fatto, se si prendono in considerazione le azioni russe a partire, diciamo, dal colpo di stato americano a Kiev, viene da chiedersi se abbiano un senso complessivo coerente.

Proviamo a riassumere la situazione per sommi capi. L’ucraina è sempre stata di vitale importanza per la Russia, l’errore di fondo è stato quello di permettere che lo stato sovietico si frantumasse lungo le linee amministrative delle repubbliche che spesso avevano un senso solo all’interno di uno stato unitario. Ma al momento nessuno sembrava più in grado di decidere alcunché. Chiaramente la maggior parte dell’Ucraina e la Bielorussia facevano parte a buon diritto del mondo russo e dovevano rimanere entro i confini della federazione fin da subito, molto più di quanto fosse necessaria, per esempio, la presenza della Cecenia, per la quale si è invece combattuta una lunga guerra. Ma per non mettere troppa carne al fuoco, partiamo pure dal golpe di Maidan.

La reazione russa, nonostante l’importanza vitale dell’Ucraina, è parsa troppo legalista e politicamente debole. Infatti, nonostante il successo clamoroso avuto in Crimea, l’appoggio alle repubbliche ribelli del Donbass non è stato sufficiente e la crisi, invece di essere risolta a caldo, è stata solo rimandata nel tempo: probabilmente se i russi fossero intervenuti in forze in quel momento reagendo con decisione alla provocazione colorata, la questione ucraina sarebbe oramai chiusa da anni poiché l’esercito di Kiev all’epoca non pareva in grado di resistere ad un attacco diretto.

Perché, dunque, invece di porre fine al governo illegittimo dei golpisti dopo la disfatta di Delbatsevo, profittando di una guerra già avviata da altri i russi hanno accettato di congelare il conflitto e di iniziare un inutile e interminabile tentativo di negoziato con gli autori del putch chiaramente controllati da Washington? Pochi giorni fa l’ex cancelliere Merkel (che, per inciso, passa per essere uno dei migliori statisti europei degli ultimi anni: a voi immaginare il livello dei peggiori), ha candidamente confessato che gli accordi di Minsk erano solo un trucco per dar tempo all’Ucraina di rafforzarsi e ricostituire un esercito credibile, per costringere la Russia alla guerra con il solito scopo finale: insediare a Mosca un governo filooccidentale, dividere il paese in pezzi ed usarli come fonte di materie prime quasi gratuite. Insomma: il ritorno agli anni novanta.

Davvero il Cremlino non sapeva? Davvero non prevedeva come sarebbe finita la trattativa? Se gli americani avessero voluto trovare un accordo di convivenza , non avrebbero organizzato il colpo di stato in Ucraina, non avrebbero espanso la Nato fino ai confini russi, non avrebbero fomentato il separatismo nel Caucaso, non avrebbero cercato di impadronirsi dell’Asia centrale. Cosa induceva i russi a pensare che improvvisamente avessero cambiato politica e che fossero diventati partner affidabili per un negoziato?

Una spiegazione da certi avanzata per tale misterioso comportamento è che la Russia del 2014 non era pronta a sopportare sanzioni del livello di quelle imposte dopo il febbraio del 2022. Non nego che ci possa essere del vero in questo, sicuramente dal 2014 al 2022 il paese è diventato più solido e indipendente dal punto di vista economico e finanziario, tuttavia non si può non constatare che gravi sanzioni erano comunque già state imposte dopo l’annessione della Crimea: è sufficiente questa differenza di grado nella severità delle sanzioni a spiegare l’atteggiamento conciliante del Cremlino? O, nonostante tutto, c’era da parte russa una volontà di mantenere i legami, di non inimicarsi ulteriormente l’occidente, una sorta di aspettativa che, chiariti gli equivoci, se si fosse mostrata remissiva sarebbe stata infine riammessa nel consesso delle legittime nazione europee col rango di competenza?

Fatto sta che gli accordi di Minsk sono stati sottoscritti, accordi che non riconoscevano né l’appartenenza della Crimea alla Russia né l’indipendenza del Donbass, ma una semplice autonomia amministrativa nell’ambito dello stato ucraino, autonomia che invece non sarebbe spettata a città francamente russe come Kharkov o Odessa, un'impegno formale a non aderire alla Nato: tenuto conto della natura del potere ucraino, un risultato minimale. Eppure neanche questi accordi sono mai stati rispettati, né mai c’è stata l’intenzione da parte occidentale di rispettarli. Intanto, sotto il naso della Russia, continuavano a venire tranquillamente uccisi decine di migliaia di russi intrappolati nei confini della ex repubblica sovietica dell’Ucraina dalla caduta dell’Urss. Per di più il regime di Kiev che si era dovuto fin dall’inizio appoggiare a forze nazionaliste estremiste nate in Galizia, sfoggiava con orgoglio una specie di parodia tragicomica dei nazisti storici con a capo un ebreo.

Nonostante tutto questo si poteva ancora credere nella possibilità di un accordo? Il Cremlino ci credeva? E se non ci credeva, perché portava avanti le trattative mentre gli americani continuavano ad armare Kiev e a ricostruire il suo esercito? Per cosa si arma un paese se non per una guerra futura? Palesemente Washington non aveva nessuna intenzione di trovare un compromesso. E perché mai avrebbero dovuto? L’Ucraina è vitale per i russi, ma è solo uno strumento per gli americani. La guerra era esattamente ciò che volevano: tanto sarebbe scorso sangue altrui. Una guerra civile in Russia rappresentava per loro una specie di sogno, ancor di più se lunga e sanguinosa. Inoltre avrebbe diviso la Russia dall’Europa, altro cruciale obbiettivo geopolitico. Lo si voglia ammettere o no, è esattamente ciò che hanno ottenuto. Almeno fino ad ora.

Molti si aspettavano dai russi una mossa asimmetrica da esperti giocatori di scacchi per evitare che ciò accadesse, ma in conclusione hanno comunque ritenuto opportuno continuare i negoziati per otto anni fin quando gli americani non avevano finito di preparare i loro fantocci. Se i piani di Washington sono intuibili, tutt’altra cosa si direbbe per quelli di Mosca.

Poiché i media occidentali sono sostanzialmente inguardabili, per tentare di afferrare un barlume di verità, spesso ci si rivolge ai commentatori di parte russa, o almeno a quelli non arruolati negli squadroni di propaganda occidentali, commentatori che, abbastanza stranamente, anche se russi, sono il più delle volte residenti negli Stati Uniti, cioè nella tana del lupo. Al massimo in Inghilterra: la dependance.

Il Saker, prima dell’inizio della guerra, nonostante le alte strida di allarme di Washington, sostenne fino all’ultimo che il conflitto non sarebbe scoppiato, che la Russia non aveva né l’intenzione, né la sostenibilità economica per l’annessione di una parte consistente dell’Ucraina e che perciò avrebbe contrastato l’occidente con contromosse asimmetriche di irridente astuzia. Puntualmente le sue previsioni non si sono avverate.

Il Cremlino si è al contrario lanciato, esattamente come andavano allarmando gli americani, in una operazione militare che poi si è rivelata brillante, forse, ma essenzialmente dimostrativa, con forze che sarebbero state sufficienti per conquistare tutto il Belgio in pochi giorni. Lo scopo? A quanto pare costringere l’Ucraina, cioè gli americani che dell’Ucraina tirano i fili, a trattare un accordo. La dichiarazione era più o meno questa: guardate quanto siamo forti e capaci e decisi, adesso volete trattare seriamente o vi dobbiamo far male sul serio?

Sfortunatamente quello che gli americani volevano era esattamente il massacro, una guerra civile, la più lunga e sanguinosa possibile, alle porte della Russia. Non era prevedibile? Non era implicito nell’atteggiamento tenuto fino ad allora? Minsk non insegnava nulla? Speravano in un rinsavimento degli ucraini che non erano più nemmeno padroni del loro paese? In una rivolta popolare? In un golpe di quell’esercito che era stato finanziato, armato e rimesso in piedi dagli americani? Probabilmente qualcosa di simile.

Eppure gli accordi di Minsk erano già una grande concessione da parte russa e qualcosa di conveniente per l’Ucraina in sé: ne avrebbero preservato l’integrità territoriale (tranne la Crimea che in fondo non era mai stata roba loro), e non avrebbero certo diminuito un’indipendenza che già non possedevano più, ma era anche evidente che a Washington non gliene poteva fregare di meno dell’integrità dell’Ucraina o del benessere del popolo ucraino.

In sostanza l’ operazione militare speciale, per quanto militarmente brillante, era politicamente basata su basi fragili, infatti già a fine marzo fu chiaro che l’intimidazione non aveva funzionato. L’unica cosa che poteva realmente fermare i piani dei neocon americani era un sonoro pugno sul naso, non la finta di un pugno sul naso.

Cosa realmente si è pensato a questo punto nelle segrete stanze del Cremlino? Quali considerazioni sono state fatte? Quali fazioni si sono scontrate? Da fuori, sembrava non muoversi foglia. Ci si è semplicemente limitati a ritirare le truppe dalle posizioni intenibili con quell’organico ed a continuare per tutta l’estate una guerra sostanzialmente statica in Donbass e nel sud dell’Ucraina: apparentemente il piano era la distruzione progressiva dell’esercito nemico con il contingente già impegnato senza usare rinforzi, con piccoli guadagni territoriali locali. Né si voleva procedere alla distruzione sistematica delle infrastrutture ucraine e neppure era stato possibile liberare il cuore del Donbass dai bombardamenti che andavano avanti da otto anni ed erano, tutto sommato, uno dei motivi principali dell’intervento.

Ma il nemico esiste, non sta fermo ad aspettare e fa le sue contromosse. Mentre tutto questo stancamente progrediva, massicci aiuti occidentali tentavano di ricostituire l’esercito ucraino lontano dal fronte al fine non tanto vincere la guerra, cosa quasi impossibile, ma semplicemente continuarla e causare alla Russia il maggior danno possibile in attesa di un auspicato crollo economico e politico, probabile o meno che fosse. Miliardi in finanziamenti ed armi sono stati profusi da tutto l’occidente. E alla fine dell’estate questi sforzi hanno dato qualche frutto.

Ancora una volta, data l’inguardabilità dei media occidentali, chi voleva conoscere qualche briciola di verità, si rivolgeva a commentatori filorussi che perlopiù si erano occupati fino ad allora di illustrare i progressi, mai decisivi, delle truppe sul campo.

Martyanov (anche lui parla rigorosamente dagli Stati Uniti, come il Saker, come Orlov), ammoniva tutti di non dare importanza alle minuzie militari, ma di guardare allo schema generale, soprattutto all’ottima prestazione dell’economia russa, asserendo che era l’occidente, non la Russia sul punto di crollare. Dopo aver dato dell’idiota a chiunque non avesse una laurea in questioni militari e agli alti burocrati americani anche se la laurea ce l’avevano, concludeva che di guerra possono parlare solo i laureati all’accademia e neanche tutti. Una posizione, in fondo, molto simile a quella dei “giornalisti” del covid, secondo i quali di covid potevano parlare solo i medici e neanche tutti, ma solo quelli che la pensavano come main stream comandava. Al contrario, per come la vedo io, la ragione o il torto in una discussione non sono determinati né dai titoli, né dal potere né dall’aggressività e nemmeno dall’intelligenza: ha ragione semplicemente chi porta le argomentazioni (o le prove se del caso), più convincenti.

Comunque sia, la guerra va vinta sul campo di battaglia e lasciar passare mesi di quasi stallo dopo che l’azione iniziale non ha avuto successo, ha inevitabilmente delle conseguenze. Quando l’esercito ucraino, pesantemente sostenuto, come si è detto, dagli occidentali è stato in grado di riprendere l’iniziativa, è riuscito a riconquistare notevoli porzioni del terreno perduto all’inizio, soprattutto perché i russi erano ancora troppo pochi per poter tenere i lunghi fronti ucraini. Non che ciò abbia avuto un peso decisivo sul piano militare, ma non rappresentava certo un successo per la Russia, e l’immagine nel nostro mondo conta. E comunque, se si vuole vincere una guerra, qualche iniziativa bisogna pur prenderla.

A quel punto il presidente Putin si è finalmente deciso a superare la prima fase che chiamerei intimidatoria e a ordinare una mobilitazione parziale, continuando peraltro a chiamare quella che era oramai chiaramente una guerra “operazione militare speciale”. Va da sé che una mobilitazione ha più successo quando si avanza piuttosto che quando si arretra, ma tant’è.

Perché questo ritardo? Si pensava di poter comunque distruggere progressivamente l’esercito nemico con i pochi uomini impiegati anche persistendo a non attaccare le infrastrutture? Anche senza affondare i colpi e continuando a fare concessioni tipo l’accordo per l’esportazione del grano, il rilascio asimmetrico di prigionieri, la fornitura energetica ai paesi cobelligeranti? Oppure erano le numerose posizioni di potere ancora occupate dall’elite filooccidentale all’interno della dirigenza russa che si facevano sentire? Gente che magari vedrebbe di buon occhio un ritorno agli anni novanta? Non è dato di sapere.

Piuttosto sconcertante è parsa anche la manovra di incorporazione delle quattro province (parzialmente) occupate proprio in concomitanza con le controffensive ucraine e poco prima dell’abbandono della capitale di una di esse. Il momento non sembrava esattamente il migliore. Perché annettere solennemente una città che si sta per abbandonare al nemico? Per assicurare che “torneremo” come il generale Mac Arthur nelle Filippine? Non saprei dire.

Fatto sta che siamo giunti di nuovo all’inverno e alla situazione corrente. Dopo il ritiro da Kherson che gli esperti filorussi ritengono militarmente vantaggioso, vanno avanti feroci combattimenti nel Donbass, ma la situazione generale continua ad essere grosso modo statica nonostante la mobilitazione abbia oramai tre mesi di vita.

Cosa accadrà nel prossimo futuro? I russi, che questa volta, a quanto si dice, hanno accumulato o stanno finendo di accumulare un esercito stavolta adeguato al compito, attaccheranno decisamente e senza guanti di velluto o continueranno la guerra di logoramento sulle trincee del Donbass in attesa che gli occidentali, fiaccati dalle loro stesse sanzioni e dall’esaurimento progressivo della carne da cannone si decidano finalmente a trattare? E nel caso, cosa tratteranno? La neutralità dell’Ucraina? Il cambio di regime a Kiev? L’annessione delle quattro provincie? Cosa garantirà il rispetto degli accordi?

Per il momento i falchi di Washington stanno ottenendo più o meno ciò che volevano, almeno dal punto di vista militare: una sanguinosa guerra civile pagata soprattutto dall’Europa che forse, chissà, se protratta abbastanza a lungo potrebbe davvero indebolire talmente la Russia da causare l’agognato cambio di regime. O almeno questo è ciò che sperano, realistico o meno che sia. Se non funzionerà, potranno sempre dichiarare la vittoria e lasciare ciò che rimane dell’Ucraina a sé stessa, come hanno fatto in Afghanistan.

Provate a pensare all’esistenza di una guerra simile tra il Messico e gli Stati Uniti, magari in Texas, non sarebbe considerata già un bel successo dai nemici dell’America, indipendentemente dall’esito scontato?

Il colonnello Mac Gregor e Scott Ritter, ex militari americani, prevedono che entro l’inverno ci sarà una grande offensiva russa che porrà fine alla guerra e imporrà all’occidente le condizioni russe. E gli occidentali non potranno farci nulla, sia perché non dispongono delle forze necessarie per intervenire direttamente, sia perché una guerra diretta tra le due maggiori potenze nucleari sarebbe troppo pericolosa.

A dire il vero, stiamo tutti aspettando qualcosa di simile, ma il Cremlino la penserà davvero allo stesso modo? Fin’ora i segnali sono stati talmente contrastanti da indurre molta incertezza sulle sue vere intenzioni. Prima si minaccia la stessa Kiev, ma poi ci si ritira parlando di un “gesto di buona volontà”; si proclama l’inaffidabilità degli occidentali, ma poi si fa di tutto per negoziare nuovi accordi con loro; si conquistano città con mesi di combattimenti (vedasi Lyman) e poi non le si presidia adeguatamente; si denuncia l’accordo sul corridoio del grano dopo che il nemico ne ha approfittato per attaccare Sevastopoli, ma il giorno dopo si ritorna sulla decisione; si proclama che le infrastrutture civili non saranno toccate e poi si finisce per colpire gli snodi elettrici, ma senza completare il lavoro, tralasciano strade ferrovie e ponti, si annettono territori e poi li si abbandona: insomma, si fa un passo avanti e uno indietro.

Si ha un bel dire che tutto ciò serve a contenere danni e vittime, intanto, a quanto risulta, più di centomila soldati ucraini sono già stati uccisi, decine di migliaia di civili sono morti dal 2014 e così un numero imprecisato, ma non certo trascurabile di militari russi … è difficile fare una guerra umanitaria, c’è il rischio che si finisca per fare più morti che mai.

In queste condizioni non è poi così facile capire come andrà a finire, non tanto per i dubbi sulle forze militari in campo quanto piuttosto sulla linea più propriamente politica del Cremlino.

Ci sarà davvero l’offensiva che tutti si aspettano? I militari russi sono davvero in grado di vincere la guerra velocemente? Si tratterà un accomodamento senza scatenare l’avanzata? Si aspetterà la primavera? L’eventuale attesa, non darà la possibilità al nemico di riorganizzarsi ancora una volta?

Mentre le mosse degli occidentali paiono tutte orientate alle pubbliche relazioni, quelle del Cremlino sembrano fatte apposta per peggiorare l’immagine della Russia e non solo davanti all’opinione pubblica occidentale, ma anche a quella interna che in certi settori comincia ad essere fortemente critica sulla conduzione delle operazioni.

Tutti stanno aspettando, ma il Cremlino, come sempre, rimane lontano e impassibile.

Commenti (46)

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Mostra commenti 46 caricati
    1. Nestor Halak 23 dicembre 2022

      A sentire l'ultimo discorso di Putin, mi pare che la volontà russa di negoziare si sia esaurita e ci sia in qualche modo l'ammissione di aver dato credito all'occidente troppo a lungo.
      Penso che la parola passerà sempre di più al cannone.
      Speriamo che le nazioni europee (che subiranno il primo urto), rinsaviscano e fermino loro la guerra, ma la vedo dura.

    1. 3CENT0 23 dicembre 2022

      Qual è lo scopo del bisticcio prolungato tra Montecchi e Capuleti? Vincere? Eliminare l'avversario? Comandare in città? Ma no! E' la tecnica del "nemico esterno" ad usum di rinsaldo delle proprie famiglie. A tal guisa il nemico NON deve scomparire. Guai! Serve, serve eccome. Serve a fini interni. Per crearmi una legislazione di emergenza su cui costruire e mantenere le mie usure/rendite, bisogna che i terroristi o il babau siano sempre orribili, sul punto di mangiarmi... altrimenti l'incantesimo cade. Se ci fosse tregua o pace, poi magari il Popolo (che è diverso dalla gente) potrebbe chiedere cose come sistemare le strade, ospedali, processi per i potenti corrotti... ma se c'e' Annibal ad portas... eh signora mia non possiamo mica adesso... dopo, forse... quando dopo, scusi?... ehh.. dopo...dopo.... alle calende greche va bene? Le guerre creano economie circolari che non devono finire mai. E bisogna stare attenti, molto attenti, a quelli vicini a te che non condividono Il Grande Disegno, e che si differenziano da te per qualche dettaglio. Sono i più pericolosi. Ed infatti nella lotta tra Montecchi e Capuleti, chi è il peggior nemico? il Nemico? Ma no! Il nemico è tuo figlio/a che si è innamorato (cioè vorrebbe stabilire un ponte) dell'altro, e dunque è uno schifoso traditore... e va punito fino alla morte se necessario. "Fascisti" di Londra che chiamano "Comunisti" di Parigi per concordare il prossimo scontro studentesco a Roma... mi raccomando avvisate i giornalisti... che facciano un articolo contro le proposte di quei schifosi socialisti traditori o di quei conservatori "borghesucci"... delle loro idee non deve rimanere traccia... mostrano una via possibile... e la via invece deve rimanere impossibile.... Cosa fa il Montecchi russo? Salva il Donbass Romeo ucraino? Ma no! Lascia che ci piovano bombe da 10 anni. Porci schifosi che sognano ancora la Russia. E cosa fa il Capuleti America con la Giulietta Galizia ucraina? Lascia che i suoi figli muoiano in guerra. Porci schifosi che sognano ancora l'Europa. Nel frattempo, chi vuole terra libera in quella che fu l'antica patria si frega le mani, e per ogni 10.000 morti o sfollati stappa lo spumante.... Parrebbe quasi che America e Russia si stiano contendendo i favori di chi rivuole quella terra indetro. "guarda sono più bravo io a fare pulizia" "No, sono più bravo io, guarda me". Ecco.

    2. Nestor Halak 23 dicembre 2022

      Insomma, se ho ben capito, tutto questo Shakespeare serve a dirci che quella che stanno conducendo Russi e Americani in Ucraina non è una guerra vera (sempre che ci siano mai state guerre vere, visto che fa la sua comparsa anche il buon vecchio Annibale), ma una sorta di ammuina dove le due parti sono d'accordo nel darsi battaglia a fini interni.
      Vabbè, per me una tesi piuttosto estrema, ma è una tesi.

    1. Jocondor 23 dicembre 2022

      Ci sono senza dubbio tanti aspetti incomprensibili, in parte attribuibili certamente al fatto che, tra come va una guerra e come doveva andare nelle intenzioni, la differenza è sempre molto grande.

      Condivido l'opinione sempre espressa da Giorgio Bianchi, e cioè che la strategia russa non puntava su una guerra lampo, altrimenti avrebbe circondato Kiev ai primissimi di marzo, e le forze sul campo le aveva. Ma la cosa sarebbe stata insostenibile sul piano della propaganda occidentale, che avrebbe puntato il dito sull'umanitario.

      La guerra di logoramento che l'Occidente pianificava di infliggere alla Russia, è invece la Russia che la infligge tenacemente all'Europa ed alla Gran Bretagna, che ormai a quanto pare sono gravemente in deficit militare, oltre che economico.

      Non so se l'offensiva invernale attesa dagli Occidentali avrà luogo, ma ricordiamoci sempre che la grande battaglia decisiva, che fa parte dell'arte occidentale della guerra fin dalle Poleis greche, dallo scontro degli Opliti schierati frontalmente, non è invece la strategia asiatica che prevede il logoramento dell'avversario fatto di piccoli scontri, in un arco di tempo molto lungo.

      Stiamo ai fatti, cosa ne dite? Allo stato dei fatti, la Russia ha esteso i suoi confini, ancora non del tutto, ma ad una buona parte delle terre russofone, che sono anche quelle che producono buona parte del PIL dell'Ucraina. Che gli ucraini riescano a riconquistarle, è semplicemente impensabile.

      Goccia a goccia, la Russia sta demilitarizzando sia l'Ucraina, sia l'Occidente, quello a lei vicino geograficamente. E senza accumulare perdite umane proprie tali da indurre il paese ad una rivolta, come invece avvenne a Eltsin con la prima guerra cecena. In questi nove mesi la diplomazia russa è stata attivissima ed efficace: non verso l'Occidente, che è sordo ed anzi rincoglionito, ma verso il resto del mondo. Il quale mondo ci guarda stranito, come si guardano i pazzi. Cioè quello che siamo, o meglio quello che le nostre elites sono, oltre che corrottissime ed ignoranti.

    2. Nestor Halak 23 dicembre 2022

      So che si tratta di questione di lunga data e i pareri sono discordi, ma per come la vedo io, la Russia, in senso culturale e quindi anche militare, è un paese europeo, certo con le sue particolarità, ma come come molti altri.
      Concordo che attualmente sia gli Usa che l'Europa sono governati da poteri ben più folli nella sostanza, tuttavia la conduzione della guerra alla Russia, fin'ora, mi pare molto coerente.

    1. absitiniuriaverbis 23 dicembre 2022

      Letto e spero capito e probabilmente non condiviso.
      Ti rispondo, e grazie per il sommario, con 3 opzioni stranote:
      A) tutto chiacchiere e distintivo
      B) una mano lava l'altra ed entrambe lavano la faccia
      C) tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino

      Il gioco è a chi attribuire (USA-Nato-UK, Ucraina, Russia) cosa (A, B, C) assumendo lecito anche il gioco in coppia anche allargata lui/lei/l'altro (o al femminile).

    2. Nestor Halak 23 dicembre 2022

      Ci sono molte battute cinematografiche interessanti, per esempio in Buffalo Bill e gli indiani di Altman, il protagonista si lamenta perché Toro Seduto è riluttante a partecipare al suo show e il collaboratore gli suggerisce che forse non gli piace il mondo dello spettacolo.
      Ma Buffalo Bill replica: se non gli piaceva il mondo dello spettacolo, non faceva il capo!
      Quato ai proverbi, suggerirei: mal comune, mezzo Gladio,

    1. mago 23 dicembre 2022

      "Per il momento i falchi di Washington stanno ottenendo più o meno ciò che volevano, almeno dal punto di vista militare: una sanguinosa guerra civile"

      Mi sa che il problema non riguarda/erà solo la Russia.

    1. gix 23 dicembre 2022

      Certo, quelli posti sono interrogativi più che legittimi, anche perchè in gran parte ci riguardano, nel bene e nel male. Dopo varie prove però, forse si può almeno dire chei misteri del cremlino non nascondono impreparazione o scarsa conoscenza del mondo occidentale. I russi, almeno per come la vedo io, conoscono molto bene "l'impero della menzogna", e anzi è probabile che molte delle menzogne su cui l'impero stesso si basa, siano state oggetto di trattative economiche e di lauti compensi sottobanco, con lo scopo di comprare a caro prezzo il silenzio dei russi riguardo alla verità dei fatti. Volete che i russi non sappiano se siamo stati sulla luna o meno, che non conoscano la realtà della storia come ci è stata presentata (la cronologia storica è un argomento accademico a quanto pare molto diffuso in russia, non si tratta solo di teorie discusse da pochi studiosi "eretici"), o ancora, per esempio, che i russi non abbiano messo a tacere incidenti come quello del sottomarino Kursk dietro contropartite più che discrete? Per assurdo si potrebbe arrivare a dire che è proprio questa una delle ragioni per le quali l'occidente, ciclicamente, mira all'annientamento del popolo, e soprattutto della cultura russa: un impero che si basa sulla menzogna potrebbe paradossalmente essere distrutto in molto meno tempo e con molte meno risorse ed armamenti di quanto sia necessario per una lunga e sanguinosa guerra. Se c'è una verità che gira per il mondo e ancora non ha trovato casa, per l'impero della menzogna si tratta di un vero e proprio incubo. Disse Magaldi nel suo libro che Putin e la Merkel appartenevano alla stessa loggia sovranazionale, la "Golden eurasia" se non sbaglio, o qualcosa del genere, il che presuppone che sia difficile pensare che Putin e il suo governo non immaginassero quantomeno quale fosse la vera natura degli accordi di Minsk, ma presuppone anche che il governo russo, per tramite di Putin, abbia condiviso almeno buona parte delle politiche occidentali finchè lo ha ritenuto conveniente. Forse da questo punto di vista il comportamento tenuto dai governi durante la pandemia, nonchè nei confronti delle politiche vaccinali, rivela qualcosa in più di concreto. Inoltre, per concludere, non si può dire che i misteri russi facciano da contraltare ad una presunta trasparenza dei governi occidentali. Quello americano in particolare non si può dire che non metta in campo comportamenti contraddittori, il che conferma che l'occidente e l'america in particolare siano tutt'altro che un fronte unito e compatto.

    1. indipendente 23 dicembre 2022

      Visto che ormai è diventato il gioco dell'indovino, provo ad indovinare.
      Ciò che vivremo sarà devastante o stupefacente, a seconda di come ognuno sarà preparato ad affrontarlo.
      Più ci si concentra sul dito, e più si dimentica la Luna. E lì son cazzi...

    1. Ultor 23 dicembre 2022

      i confini della russia sono sconfinati e i lupi che la circondano pronti ad attaccare sono tanti. Putin vuole solo riprendersi le popolazioni e i territori vessati dal razzismo ucraino e poi essere lasciato in pace

    1. danone 23 dicembre 2022

      Non capisco come non si possa non vedere la grande sinergia che possiedono le azioni dei due blocchi, sinergia che una volta individuata, al di là delle narrazioni di propaganda, fa sorgere il dubbio, se non direttamente la certezza, che ci sia una forma di alleanza, a certi livelli, fra i due blocchi, per lo meno nei macro obiettivi di cambiamento mondiale, che probabilmente entrambi gli schieramenti vogliono ottenere.
      Perchè la guerra non è scoppiata nel 14?
      Non poteva, secondo me, perchè gli scenari non erano ancora maturi.
      La Russia non era ancora una potenza militare mondiale, in grado di intervenire negli assetti regionali, come equilibratore-limitatore delle ingerenze americane in medio oriente, come poi ha dimostrato intervenendo in Siria.
      Quell'intervento ha dimostrato al mondo che la Russia, dal punto di vista militare, non era solo chiacchiere e distintivo, ma poteva e può pensare di limitare l'azione egemone dell'impero americano, in modo credibile.
      La Cina stessa non era pronta per essere la nuova architrave economica mondiale, su cui basare lo sviluppo del terzo millennio.
      La via della seta oggi è una infrastruttura credibile e capace di catalizzare lo sviluppo e le produzioni asiatiche e mondiali per decenni a venire, mentre il neo-liberismo di stampo anglo-sassone ha sempre portato sfruttamento e sottomissione e debito, con le promesse di sviluppo.
      E probabilmente anche l'architettura multi-polare brics+, che oggi vediamo consolidarsi ogni giorno di più, non era ancora matura quanto basta per manifestarsi come un'alternativa credibile all'unipolarismo occidentale nel 14.
      La nuova infrastruttura mondiale multi-polare è stata accelerata e consolidata maggiormente, proprio dalla svolta bellica occidentale e dalle sanzioni capestro per la stessa Europa, volute dalla stessa Europa (quando si dice distopia portami via), non è stata indebolita o rallentata, tutt'altro, e questo è uno dei motivi principali che mi fanno sospettare che ha certi livelli, occulti alle narrazioni mainstream, ci sia una convergenza di obiettivi.
      Il collasso del neo-liberismo per eccessivo debito complessivo accumulato dal sistema, ormai impagabile (da qui il reset), è un dato oggettivo sul tavolo, che ancora viene sapientemente mascherato dalle autorità finanziarie attraverso i mille magheggi contabili che si possono fare quando si dispone del potere assoluto di emettere moneta, ma per quanto tempo potranno continuare a rimbalzare in avanti l'epilogo dell'attuale sistema finanziario?
      Non per molto ancora.
      Il punto da tenere d'occhio è la credibilità degli scenari che organizzano per giustificare i loro obiettivi di lungo corso ad esclusivo uso delle popolazioni.
      E' necessario farla sembrare credibile la narrazione, non basta raccontar cazzate a nastro per abbindolare il mondo, serve un minimo di struttura che sappia rendere coerenti le mille menzogne che ci raccontano.
      E oggi sono maturi i tempi per far accettare come credibile, un cambio nell'assetto degli equilibri mondiali.
      Il neo-liberismo ad egemonia americana è un sistema che oggettivamente non può sostenere lo sviluppo globalizzato del mondo nel futuro, come il nuovo modello multi-polare promette di fare, grazie al consenso che cerca, invece della sudditanza, che impone con la forza il sistema finanziario occidentale.
      Per concludere, la guerra in Ucraina risulta distopica ed incomprensibile per forza, essendo una guerra per procura, ovvero un evento che serve a giustificare altre finalità che stanno altrove e non sul campo di battaglia, ovvero in questo caso serve ad ottenere l'impoverimento ed il declino europeo in modo credibile, quindi è solo una cortina fumogena, necessaria per innescare altre situazioni totalmente indotte, che devono risultare credibili, come la crisi energetica ed economica dell'Europa.
      La guerra andrà avanti così incomprensibile negli obiettivi che vogliono raggiungere i due contendenti, con minacce di escalation annesse, fino a quando un quasi certo crollo finanziario occidentale indicherà il tempo che è ora di passare la palla al multi-polarismo e ai nuovi equilibri geo-politici, che promette il nuovo modello, imbastito però dagli stessi impresari di sempre, i soliti fantomatici padroni del vapore.

    2. Fantine 23 dicembre 2022

      "Distopia portami via".
      Sulla guerra e sugli accordi ai piani alti, nelle diverse sfumature, nutro perplessità, sebbene tra alcuni di essi sia stata presa la palla al balzo e vi sia convergenza di interessi (spartizione, riposizionamenti).
      Chissà.
      Ne abbiamo già parlato e cerco di tenere la mente aperta alle possibilità.
      Tanto più che delle bricioline in giro sembrano portare in quella direzione.
      Tuttavia, vi è "troppo" in gioco.
      Anche se mi rendo conto che il "troppo" sia tale nella nostra scala di valori, non nella loro.
      Ad ogni modo, Dan one, "distopia portami via" sarà il mio non-mantra ;)
      E la dedica di alcuni libri-regalo, dove
      Ti citerò!*
      Complimenti a te e a @IlContadino.

      *Danone, Come don Chisciotte, 23 dicembre 2022, fonte (...).

    1. IlContadino 23 dicembre 2022

      Per cercare di capirci qualcosa credo sia utile ipotizzare che, banalmente, come per la pandemia (perché quei due anni hanno molto da insegnare) la regia sia unica. Una sola regia, un solo film, noi spettatori coinvolti.
      Come da ragazzi, quando a scuola ci portavano al cinema, si guardava la proiezione poi si dibatteva su di essa, ognuno portava un contributo, ciò che aveva compreso, ascoltando tutti si metteva insieme il messaggio del film.
      Ipotizzare una regia unica permette di andare con la mente al di là degli eventi stessi, osservarli su un altro piano. Prendiamo che ne so, le torri gemelle, o la seconda guerra mondiale, a cosa sono serviti quegli eventi? Domanda da porsi ipotizzando appunto una regia unica, anche solo per diletto, a perdita di tempo, per cazzeggio. Se ipotizziamo una unica regia, perché abbiamo tempo da buttar via, scopriamo che tutto, ma proprio tutto quel che non abbraccia questa ipotesi crolla in un istante, puff, sparito. Tutto da rifare.
      Ora, piccola parentesi di opinione personale: la regia unica agisce sul piano materiale in percentuale risibile rispetto a quanto agisce su piani più sottili. Quanto più osserviamo il piano materiale tanto meno comprendiamo gli eventi. La regina unica adora portare la nostra attenzione sul piano materiale, a noi il compito di non lasciarci incantare. Tornando all'esempio dei due eventi sopracitati, e infiliamoci dentro anche la recente pandemia, proviamo a comprendere quanto e come la psicologia delle persone sia cambiata grazie ad essi (regia unica, mi raccomando), non è facile, nemmeno impossibile, credo che ognuno di noi possa cogliere almeno un aspetto di quel cambiamento.
      Cambi la psicologia delle persone, la loro percezione del mondo, e cambi il mondo stesso.

    2. Fantine 23 dicembre 2022

      Cambi la psicologia delle persone, la loro percezione del mondo, e cambi il mondo stesso.

      Verissimo, caro Conta.
      È successo da sempre, ma ora gli strumenti e la loro pervasività, insieme all'isolamento, all'omologazione e a tanto altro consente risultati più che notevoli.
      E impensabili, in termini di diffusione nello spazio e nel tempo, rispetto al passato.

    1. omega 23 dicembre 2022

      L'articolo mi è piaciuto alquanto. Azzardo timidamente una possibile spiegazione: Zio Vlad pensava di poter rimettere rapidamente a posto le cose in Ucraina come nel 2014, senza rompere definitivamente con l'occidente ma anzi mettendolo di fronte al fatto compiuto. Dopo che gli è andata male, ha continuato a sottovalutare gli avversari e la loro determinazione, incassando altri insuccessi. Ha finalmente capito ora che Usa+ Anglo sono seriamente intenzionati a farlo fuori alla Gheddafi maniera e che solo lui ha tutto da perdere?

    2. Nestor Halak 23 dicembre 2022

      Be, direi che è più o meno quanto si sostiene nell'articolo.

    1. emilyever 23 dicembre 2022

      Anch'io mi sono chiesta perchè la Russia abbia tardato così tanto ad intervenire dopo Maidan e una risposta che mi ero data era se non dovesse prima occuparsi di stabilizzare la Siria.

    1. turb@must 22 dicembre 2022

      PS: "commentatori che, abbastanza stranamente, anche se russi, sono il più delle volte residenti negli Stati Uniti" ...
      mah! ... forse la spiegazione è banale: chi non parla russo e vive nel paradiso della democrazia occidentale che ha oscurato TV e internet dalla Russia non ha molta scelta

    2. lurker 23 dicembre 2022

      La cosa buffa (in senso sarcastico, se fosse necessario chiarire) e' che dagli Stati Uniti i siti oscurati qui in Italia sono raggiungibili (almeno rt.com). Ma noi dobbiamo essere piu' realisti del re.

    1. turb@must 22 dicembre 2022

      la guerra si combatte soprattutto all'interno della Russia, ma questo chi non è russo (indipendentemente da dove è nato, da quali lingue parla e da dove risiede) non lo può capire

    2. oriundo2006 23 dicembre 2022

      Dunque il merito, a questo punto principalmente 'metafisico', è stato ed è quello di 'contrare' le azioni del maligno: fermare l'indottrinamento coatto sulla 'bontà' del dominio occidentale, le sue scelte politiche, la sua cultura di massa e la sua religione falsa e mendace.
      In effetti chi oggi può pensare più come tre o quattro anni fa ?
      Questa 'Operazione Speciale' si inserisce perfettamente nel quadro di demistificare l' ideologia e la prassi delle centrali di potere atlantiche, unitamente alla avvenuta reazione alla tragedia pandemica, alla denuncia delle sciagurate corruttele euriste, alla pochezza demenziale del suprematismo anglosassone.
      Il dèmone ed i suoi accoliti stanno perdendo, anzi hanno già perso: le loro politiche sono nudo e semplice esercizio di potere sulla carne umana.
      Tocca solo vedere cosa faranno per vendetta.

    1. Bertozzi 22 dicembre 2022

      Sembra tanto l'articolo di uno che vedrebbe volentieri delle schermaglie atomiche solo per poter dire che aveva ragione.
      Fortuna che Putin ha un pò più di senno, forse.

    1. nicolass 22 dicembre 2022

      Ennesimo pippone di Nestor sempre molto critico verso la conduzione russa della guerra in Ucraina... la verità è che come non tutte le ciambelle vengono col buco allo stesso modo non tutte le guerre vanno lisce come l'olio... si fanno dei piani iniziali sperando che possano evitare una recrudescenza del conflitto e poi ci si accorge strada facendo che non sono più adatti allo scopo... si aggiusta il tiro non solo quello dell'artiglieria e si riparte... si sbaglia ancora e si ricomincia nuovamente. Le variabili sono talmente tante in una guerra che è statisticamente impossibile non commettere degli errori.... l'importante è imparare da essi aggiustando il tiro e credo che i russi lo stiano facendo. Come evolverà il conflitto?.. francamente credo che i russi continueranno a macinare lentamente e inesorabilmente le milizie neonaziste di Kiev finché non raggiungeranno tutti gli obiettivi che si sono prefissati dall'inizio dell'operazione militare speciale. Certo l'atteggiamento è cambiato... dal cercare di infliggere meno danni possibili ad un popolo fraterno si è passati alla consapevolezza che a volta il tuo peggior nemico ce l'hai proprio in casa. Da una parte c'è l'esigenza per la Russia di chiudere il conflitto a suo favore dall'altra la necessità di scongiurare un intervento diretto della Nato che sarebbe devastante per tutti. Lo spettro di una guerra nucleare agita i sogni di più di qualcuno.

    2. Bertozzi 22 dicembre 2022

      Come evolverà il conflitto? non si sa, ma per Halak sicuro che la russia sbaglierà sempre. Ha cannato tutto dal primo giorno fino all'ultimo a sentire lui. Io, per parte mia, mi sono anche stufato di rispondere a sti pipponi. E' evidente a tutti chi ha avuto vantaggi - di vario tipo - dall'operazione e chi invece è semplicemente allo sfascio. Il problema di Halak è che non capisce che è una piccola questione regionale usata dall'EU per buttare i soldi degli europei. I russi lo sanno, e stanno a guardare che noi si muoia di fame da soli, portandoci dietro pure l'america. Ma no, Halak vuole le bombe H sulle città perchè di strategia e geopolitica ne sa più di Putin e quello che fanno a lui non torna, per cui andrà avanti così all'infinito. Il fatto che l'ucraina non è di vitale importanza per la Russia a lui non torna - infatti la russia non se l'è mai cagata di striscio negli ultimi decenni - ma a lui non torna, visto che lui ribadisce il concetto 'è di vitale importanza' ben tre volte e lo presenta come un dato apodittico e il piedistallo su cui regge tutto il suo ragionamento. No, non è di vitale importanza per la russia, quella cacchio di regione maledetta, per la Russia se ne possono tranquillamente andare alla malora; questo non vuol dire però che gli ucraini possano permettersi di giocare con le atomiche e i virus chimici a due passi dalla Russia, e diventare l'avamposto Usa in europa contro la Russia, per cui sono intervenuti, e metteranno le cose a posto, con i tempi e i modi che riterranno più opportuni, ancorchè a lui non torni.

    3. indipendente 23 dicembre 2022

      È molto alto il numero di russi e ucraini imparentati fra di loro, e penso si debba considerare di più il valore che gli slavi riservano alla famiglia, prima di affermare che alla Russia non importa nulla dell'Ucraina.

    4. LuxIgnis 23 dicembre 2022

      Basterebbe anche ascoltare le parole di Putin, per comprendere la strategia in atto:
      "Intensificare le operazioni militari porta a perdite inaccettabili. La goccia scava la pietra." (la gallinella becca chicco a chicco)

    5. Bertozzi 23 dicembre 2022

      Su questo siamo d'accordo certamente.

    6. Nestor Halak 23 dicembre 2022

      Nella mia breve esperienza su questo sito ho capito che è tempo perso rispondere a commenti aggressivi, arroganti, disonesti o megalomani, ma l’illustrazione di questo, che ne è un tipico esempio, potrebbe forse essere utile a qualche lettore.

      Come si può constatare semplicemente leggendo i due testi, il commento non contiene alcuna critica argomentata al contenuto dell’articolo né una sempre legittima interpretazione alternativa dei fatti, semplicemente attacca l’autore attribuendogli, al di la del testo, un pensiero del tutto inventato per poi scagliar visi contro.

      Più o meno la tecnica semi cosciente che si usa nei litigi tra coniugi o parenti stretti con tanto di “sempre” e “mai”.

      Per quanto superfluo a dirsi, il vero pensiero dell’autore è quello illustrato nell’articolo non quello falsamente attribuitogli.

    7. Bertozzi 23 dicembre 2022

      Bravo, hai usato tutte le parole difficili che conosci. E pure arrogante megalomane e altri insulti e chi più ne più ne metta, e ...poi frigni se ti criticano il pezzo, non so vedi tu. Cambia mestiere, forse è il caso. E poi dai consigli utili ai lettori su come leggere il commento di Bertozzi - che, forse non l'hai capito,ma non ne hanno affatto bisogno, sono qui da più tempo di te, i lettori, e capiscono bene quando un testo fa acqua d tutte le parti, e conoscono pure il Bertozzi senza che tu faccia l'analisi dei suoi commenti. Ma la vera domanda è: se hai capito tutto, sei hai capito che è una perdita di tempo rispondermi perché lo fai? La verità? Perché non hai capito niente né di me né di questo sito né della questione Russia/ucraina. La verità? Ogni volta vorresti ignorarmi eppure resisti un po' ma poi non ci riesci. Perché hai la coda di paglia e sai benissimo che c'è del vero in quel che scrivo e non riesci a liquidarmi e fare finta di niente.
      Non sei abbastanza superiore, perché sai di non avere ragione: i tuoi articoli da ormai quasi un anno sulla questione si potrebbero riassumere in "c'è qualcosa che non va - che non mi torna - nell'operazione di Putin eppure non so cosa, qualcuno me lo spieghi." Poi apri i commenti e in più di uno ti spiega con garbo e ragionevolezza - mica come me!-che nei fatti Putin è sempre più forte, eppure non ti basta. Bertozzi va sul personale? Gli insulti lì hai tirati fuori tu, ma è moda quella di insultare e fare le vittime, c'è chi ci ha fatto carriera storicamente con questo giochino e comunque vale sempre che se non sei pronto alle critiche mettiti a fare altro anziché scrivere pipponi inutili (definizione non mia, tu guarda).
      Giudico da utente il modo personale e fazioso che hai di trattare la questione, dal primo giorno, senza dati ma solo armato del tuo istinto e delle tue opinioni e dei resoconti dei media occidentali per cui insomma... non mi sognerei mai di dare un giudizio su di te come persona, lo do sui tuoi scritti, che in genere mi piacciono, ma non quando parli di Russia e Ucraina e per cui una volta ogni sei te lo faccio notare. Fine. Ignorami, non ci vuole molto. Sarai in grado? Più facile che andrai avanti insultando. Buon natale!

    1. casalvento 22 dicembre 2022

      Basta un'occhiata alle teorie di Mackinder per capire la geopolitica angloamericana (un continuum): dividere Europa e Russia con un coltello eternamente piantato in mezzo a dissanguarle. Questo è la guerra ucraina: dissanguare il mondo slavo con il sangue slavo ed i soldi europei. Quale miglior affare? Ed una bombetta atomica non ci starebbe male, monitorata da oltre oceano. Fino a quando non si riuscirà a far aprire gli occhi su tale mostruosità, non se ne uscirà.

    1. gianB 22 dicembre 2022

      Per come la vedo io, ed é ciò che continuo a sostenere dall'inizio, tutto é funzionale al vero conflitto da attivare in un prossimo futuro: il conflitto con la Cina (di cui la Russia é per gli US il "non voluto partecipante"). In questa logica tutto quanto sta succedendo, isolamento della Russia dall'Europa, logoramento dell'arsenale russo e, sebben in minor parte rispetto la controparte (carne da cannone), della forza armata russa é tutto funzionale a debilitare il "non voluto partecipante" a quel conflitto del prossimo futuro.
      In questa logica come potrà svilupparsi il conflitto? Ciò dipende dagli US: Ebbene, continui come vuole, l'importante é che non termini, che continui in una forma o nell'altra. Come in Siria, per fare un'esempio. L'importante é che vi sia un continuo logoramento del potenziale partecipante russo al prossimo conflitto "cruciale". Che le dinamiche della struttura (capacità) militare e dello stato stesso vengano monitorate, valutate ed indirizzate ad un livello di capacità offensiva ben compreso e gestibile in forma favorevole. Questo é ciò di cui stanno discutendo al Pentagono, alla NSA ed alla CIA. Stringendo il concetto, come lo direbbe un generale del Pentagono: "che la Russia faccia ciò che vuole, questo é quello che interessa a noi".
      In questa logica l'estrema attenzione di Putin é comprensibile.
      Ricordo per chi avesse ancora qualche dubbio sulla "crucialitá" del prossimo futuro conflitto con la cina, che lo stesso Dip. della Difesa US nella sua pubblicazione del rapporto specifica che "Il rapporto di quest'anno segue il rilascio da parte del Dipartimento della Difesa della sua strategia di difesa nazionale non classificata in ottobre, che ha identificato la RPC come la sfida più consequenziale e sistemica per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e un sistema internazionale libero e aperto.": https://www.defense.gov/CMPR/ , anche per chi poi voglia leggersi il rapporto stesso.

    2. nicolass 22 dicembre 2022

      credo che Biden sia talmente folle da credere di poter fronteggiare contemporaneamente Cina e Russia... questo dall'altro canto ha creato i presupposti per una cooperazione militare e politica sempre più stretta tra russi e cinesi

    3. gianB 23 dicembre 2022

      Purtroppo io credo che più che Biden siano così "folli" i generali del Pentagono. A mio modo di vedere oramai siamo ad un punto per cui "la macchina" sia più determinante nelle scelte che l'Uomo, e i generali fanno parte della "macchina". Ma la macchina non intende la follia nel modo che l'intende l'Uomo, anzi, proprio non l'intende.

    4. Balabiott 23 dicembre 2022

      ..se non sbaglio, per il 2023, Bidet ha stanziato 851 miliardi di dollari per il complesso militare...lo scoreggione (e chi lo manovra) vogliono l' escalation..

    5. BrunoWald 24 dicembre 2022

      I generali del Pentagono sono manovrati dagli stessi che manovrano Biden. Questi sono probabilmente pazzi, ma non stupidi, e pianificano le loro strategie con largo anticipo.
      Se la Cina rappresenta per loro un simile problema esistenziale, perché permetterne l'ascesa? Forse le cose sono sfuggite loro di mano, ma è impossibile che il rischio non sia stato preventivato. Anche perché i "manovratori" non possono infiltrare il Celeste Impero fingendosi cinesi, che è la tattica vincente che hanno usato per secoli in Europa e negli USA. Sapendo questo, avrebbero dovuto essere particolarmente cauti.
      La tua tesi è decisamente plausibile e interessante, ma i dubbi di cui sopra mi risultano fastidiosi come un ronzio all'orecchio.

    1. Tashtego 22 dicembre 2022

      A quello che vedo io la Russia, insieme agli ucraini, sta tritando i mercenari della NATO, che prima o poi cominceranno a scarseggiare. Se è una guerra fra Russia e NATO, e a quanto pare lo è, cosa c'è di meglio per la Russia di questa situazione in cui la NATO si fa distruggere costantemente uomini e sistemi d'arma inviandoli su un fronte in cui non hanno copertura aerea?
      L'Ucraina doveva essere una trappola per la Russia, nei desideri della NATO, ma hanno fatto male i conti... L'unica possibilità per la NATO di sconfiggere la Russia, sarebbe di affrontarla direttamente, cosa che non può fare, pena l'inizio di una guerra nucleare e la fine del mondo. Così l'Ucraina è diventata una trappola per la NATO, che si sta lentamente dissanguando in un posto in cui combatte in inferiorità tattica.

    1. LuxIgnis 22 dicembre 2022

      Alcune puntualizzazioni.
      La prima riguarda il preambolo della nascita dell'Ucraina dopo la dissoluzione dell'URSS.
      Se non ricordo male ci fu un referendum su tutto il territorio dell'URSS in cui si chiedeva se il territorio doveva rimanere così o essere diviso. Quel referendum fu stravinto da coloro che ritenevano che il territorio non andasse diviso. Il referendum fu completamente ignorato da Eltsin.
      Ricordo anche che ci fu un vero e proprio golpe militare con tanto di cannoneggiamento del parlamento, visto che le prime elezioni libere le aveva stravinte il Partito Comunista.
      Quindi, qui non si può sostenere una colpa, ma un vero e proprio tradimento di quel venduto di Eltsin l'ubriacone a cui non si seppe reagire, ma in quel momento aveva i militari dalla sua parte.
      Casomai la colpa va a quel cretino di Gorbaciov che avrebbe dovuto fare le cose un po' meglio e anche non fidarsi dei paesi NATO.
      E qui veniamo alla seconda precisazione. Anche Putin si fidò della NATO con gli accordi di Minsk poiché a quel tempo non aveva nemmeno bisogno d'intervenire visto che l'esercito delle repubbliche separatiste del Dombass avevano dato una sonora sconfitta all'esercito Ucraino. Sarebbe bastata una spallata e non saremmo a questo punto. Ma se errore ci fu, fu per fiducia.
      Piccola nota: Putin non è sempre stato uno statista capace. Ha un grande amore per la sua patria ma si è fidato troppo degli occidentali perché voleva essere come loro. Putin non è un comunista ma sostanzialmente un filo modello occidentale. Solo ora si è svegliato.

      Per il resto le guerre si fanno con l'astuzia. Stiamo sul filo di lana e credo che i Russi lo sanno. Vogliamo veramente che scoppi una guerra a tutto a campo? Perché allora addio CDC e tutto il resto. Io preferisco la cautela dei russi, anche se sono tentato dal: "muoia Sansone con tutti i filistei".

      P.S. Kherson sta per essere abbandonata dall'esercito Ucraino poiché è costantemente sotto bombardamento russo. Forse è servito a qualcosa ritirarsi momentaneamente? L'esercito Ucraino continua a tentare di avanzare e sfondare il fronte ma i risultati dalle notizie che ho sono notevoli perdite di uomini e materiali mentre i russi stanno al calduccio e relativamente al sicuro. Non so quanto durerà ancora questa guerra ma è veramente uno stillicidio continuo. Alla fine la NATO dovrà intervenire direttamente se ne avrà la forza e il coraggio (dubito).

    2. indipendente 23 dicembre 2022

      Se per te Putin si è svegliato solo adesso, probabilmente nel 2007 quando parlò a Monaco, tu non ci hai fatto caso.

    3. LuxIgnis 23 dicembre 2022

      E se si era svegliato nel 2007 avrebbe agito di concerto, invece non l'ha fatto, dimostrando una bella carenza di strategia e un eccesso di fiducia nell'occidente.
      Putin voleva essere accolto dal mondo occidentale e questo è anche comprensibile, ma ci ha messo troppo a capire che il mondo occidentale non voleva accoglierlo ma inglobarlo così come aveva fatto con Eltsin.

    4. lurker 23 dicembre 2022

      quel cretino di Gorbaciov

      qualche anno dopo la caduta dell'URSS ho avuto modo di parlare con un collega, russo, che mi diede la sua versione dei fatti relativi a quell'episodio e uno dei punti che mi avevano lasciato piu' perplesso era proprio il giudizio totalmente negativo su Gorbaciov (e non si era limitato a chiamarlo cretino), considerato responsabile della tragedia del crollo. Ma come, tragedia? Non e' stata la cosa migliore che potesse capitare ai sovietici?. E infatti un altro punto difficile da accettare era la sua affermazione che la vita sotto il regime comunista fosse molto migliore di quella dopo il suo crollo. All'epoca ero assolutamente allineato alla narrazione occidentale e trovavo impossibile da digerire la versione del collega, cosi' dissimile da quanto mi era stato raccontato fin da quando avevo memoria. Eppure ero li' a parlare con qualcuno che credeva cosi' tanto in quella bizzarra versione dei fatti da aver lasciato il suo paese.

      Ci ho messo qualche anno ad accettare che potesse avere ragione.

    5. LuxIgnis 23 dicembre 2022

      È così. A conferma di quello che dici, il partito di Gorbaciov quando si presentò alle elezioni prese sull'1-2%. Segno che i russi erano ben consapevoli. Gorbaciov è stato incensato qui in occidente ma lì non era visto molto bene.

    6. Nestor Halak 23 dicembre 2022

      Certo, era stato incensato in quanto funzionale alla loro politica, in realtà il dubbio è se sia stato solo uno stupido o anche un traditore. Ma sicuramente se l'Urss non fosse stata a quel punto molto fragile, non sarebbe bastato Gorbaciov a distruggerla.

    7. XL 23 dicembre 2022

      Casomai la colpa va a quel cretino di Gorbaciov

      Forse hai fatto l'equazione massone = cretino, che mi vede anche abbastanza d'accordo.
      Tuttavia dal punto di vista degli illuminati e del lucis trust non è stato incoerente, ha fatto le mosse che si attendevano da lui.

    8. BrunoWald 24 dicembre 2022

      "si è fidato troppo degli occidentali perché voleva essere come loro. Putin non è un comunista ma sostanzialmente un filo modello occidentale. Solo ora si è svegliato."

      Non ti accorgi dell'assoluta implausibilità di una tesi del genere?

      Due signori nessuno come te e me, e altri che frequentano questo sito, hanno capito da decenni che l'occidente è un tossico verminaio in cui brulicano mostri che conoscono e praticano solo l'avidità e la sopraffazione. Vuoi che non lo sappia uno statista, uomo di mondo ed ex-KGB del calibro di Putin?
      Voleva essere come loro? Ci ha messo troppo a capire che l'amore non era corrisposto? Credeva sul serio che l'impero anglo-giudaico l'avrebbe lasciato in pace, con la famiglia tradizionale, la religione ortodossa e le immense risorse della Russia controllate dai russi?
      Non prendiamoci in giro...

      Io non ho una tesi specifica da difendere, e a differenza di altri non fingo di sapere cosa sta succedendo, o di capire dinamiche che superano di gran lunga la mia capacità di analisi... Ma ho abbastanza buon senso da capire che certe interpretazioni originate dai nostri pii desideri fanno acqua da tutte le parti.
      Putin non è un deficiente qualsiasi. È un pezzo da novanta, e una mente raffinata. A quei livelli non si hanno "eccessi di fiducia", né ci si illude, tantomeno si agisce sulla base di scrupoli morali.
      Non ho idea di cosa voglia veramente Putin, ma di sicuro non ha "bisogno di svegliarsi", perché è già sveglio da un pezzo, o non sarebbe arrivato dov'è.

    9. LuxIgnis 24 dicembre 2022

      Anche i più grandi cadono nelle illusioni. Non rendiamoli quello che non sono, cioè onnipotenti.
      È chiaro che vi sono molte cose che non sappiamo e questi hanno informazioni che noi non avremo mai.
      Può anche essere che è dovuto stare al gioco nell'attesa di rinforzarsi adeguatamente, anche lì hanno chi rema contro, e lo si è visto, e che venderebbe la propria nazione per un piatto di minestra.
      Io ho avuto l'impressione che lui della Merkel, per fare un esempio, si fidava. Ma vallo a sapere.
      Per quanto riguarda noi, noi siamo in un modo o nell'altro fuori dalle dinamiche di questo mondo e quindi riusciamo anche se superficialmente a vedere le cose come stanno. Questi sono dentro. E non parlo solo di politica ma anche a livello "spirituale" e questo vuol dire molto.

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