I missili di aprile

L'attacco di rappresaglia dell'Iran contro Israele passerà alla storia come una delle più grandi vittorie di questo secolo.

Iran_missile
Lancio di un missile iraniano, ne sono stati utilizzati decine per attaccare Israele.

Scott Ritter – Scott Ritter Extra - 14 aprile 2024

Scrivo sull'Iran da più di due decenni. Nel 2005 ho compiuto un viaggio in Iran per accertare la "verità di fondo" su quella nazione, verità che ho poi incorporato in un libro, “Target Iran”, che illustrava la collaborazione tra Stati Uniti e Israele per creare una giustificazione per un attacco militare all'Iran volto a far cadere il suo governo teocratico. A questo libro ha fatto seguito un altro, “Dealbreaker”, nel 2018, che ha aggiornato questo sforzo USA-Israele.

Nel novembre 2006, in un discorso alla School of International Relations della Columbia University, ho sottolineato che gli Stati Uniti non avrebbero mai abbandonato il nostro "buon amico" Israele fino a quando, ovviamente, non lo avremmo fatto. Cosa potrebbe far precipitare un'azione del genere, chiesi? Feci notare che Israele era una nazione ubriaca di arroganza e di potere e che, a meno che gli Stati Uniti non avessero trovato un modo per togliere le chiavi dall'accensione dell'autobus che Israele stava guidando verso l'abisso, non ci saremmo uniti a Israele nel suo viaggio suicida da lemming.

L'anno successivo, nel 2007, durante un discorso all'American Jewish Committee, ho sottolineato che le mie critiche a Israele (da cui molti tra il pubblico si sentirono fortemente offesi) provenivano da una preoccupazione per il futuro di Israele. Sottolineai la realtà che ho trascorso la maggior parte del decennio cercando di proteggere Israele dai missili iracheni, sia durante il mio servizio in Desert Storm, dove ho avuto un ruolo nella campagna contro i missili SCUD, sia come ispettore delle Nazioni Unite, dove ho lavorato con l'intelligence israeliana per assicurarmi che i missili SCUD dell'Iraq fossero eliminati.

"L'ultima cosa che vorrei vedere", dissi al pubblico, "è uno scenario in cui i missili iraniani impattano sul suolo di Israele. Ma a meno che Israele non cambi rotta, questo è il risultato inevitabile di una politica guidata più dall'arroganza che dal buon senso".

Nella notte tra il 13 e il 14 aprile 2024, le mie preoccupazioni si sono manifestate in diretta davanti a un pubblico internazionale: i missili iraniani sono piovuti su Israele e Israele non ha potuto fare nulla per fermarli. Come era accaduto poco più di 33 anni prima, quando i missili SCUD iracheni avevano superato le difese missilistiche Patriot statunitensi e israeliane per colpire Israele decine di volte nel corso di un mese e mezzo, i missili iraniani, integrati in un piano di attacco progettato per sopraffare i sistemi di difesa missilistica israeliani, hanno colpito impunemente obiettivi designati all'interno di Israele.

Nonostante l'impiego di un esteso sistema di difesa antimissile integrato, composto dal cosiddetto sistema "Iron Dome", dalle batterie di missili Patriot di fabbricazione statunitense e dagli intercettori missilistici Arrow e David's Sling, oltre che da aerei statunitensi, britannici e israeliani e da difese antimissile navali statunitensi e francesi, ben più di una dozzina di missili iraniani ha colpito campi d'aviazione e installazioni di difesa aerea israeliane pesantemente protette.

L'attacco missilistico iraniano contro Israele non è arrivato all'improvviso, per così dire, ma è stata una ritorsione per l'attacco israeliano del 1° aprile all'edificio del consolato iraniano a Damasco, in Siria, che ha ucciso diversi alti comandanti militari iraniani. Sebbene in passato Israele abbia compiuto attacchi contro personale iraniano all'interno della Siria, l'attacco del 1° aprile si è differenziato non solo per l'uccisione di personale iraniano di alto livello, ma anche per aver colpito quello che, dal punto di vista legale, era territorio sovrano iraniano: il consolato iraniano.

Dal punto di vista iraniano, l'attacco al consolato ha rappresentato una linea rossa che, in assenza di ritorsioni, avrebbe cancellato qualsiasi nozione di deterrenza, aprendo la porta a un'azione militare israeliana ancora più sfacciata, fino a comprendere attacchi diretti all'Iran. A sfavore della rappresaglia, tuttavia, c'era una complessa rete di obiettivi politici intrecciati, che probabilmente sarebbero stati vanificati dal tipo di conflitto su larga scala tra Israele e Iran che avrebbe potuto essere scatenato da una significativa rappresaglia iraniana contro Israele.

In primo luogo, l'Iran è stato impegnato in una politica strategica che si basa su un perno che si allontana dall'Europa e dagli Stati Uniti e si orienta verso la Russia, la Cina e la terraferma eurasiatica. Questo spostamento è stato determinato dalla frustrazione dell'Iran nei confronti della politica di sanzioni economiche guidata dagli Stati Uniti e dall'incapacità e/o dalla mancanza di volontà da parte dell'Occidente collettivo di trovare un percorso che preveda la revoca di tali sanzioni. Il fallimento dell'accordo sul nucleare iraniano (il Joint Comprehensive Plan of Action, o JCPOA) nel produrre il tipo di opportunità economiche che erano state promesse alla sua firma è stato uno dei principali fattori alla base di questa svolta iraniana verso est. Al suo posto, l'Iran ha aderito sia all'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) sia al forum dei BRICS e ha indirizzato le proprie energie diplomatiche verso un'integrazione completa e produttiva dell'Iran in entrambi i gruppi.

Una guerra generale con Israele comprometterebbe questi sforzi.

In secondo luogo, ma non meno importante nell'equazione geopolitica complessiva per l'Iran, è il conflitto in corso a Gaza. Si tratta di un evento che cambia le carte in tavola, in cui Israele sta affrontando una sconfitta strategica per mano di Hamas e dei suoi alleati regionali, compreso l'asse di resistenza guidato dall'Iran. Per la prima volta, la questione dello stato palestinese è stata affrontata da un pubblico globale. Questa causa è ulteriormente facilitata dal fatto che il governo israeliano di Benjamin Netanyahu, formato da una coalizione politica che si oppone con veemenza a qualsiasi nozione di Stato palestinese, rischia di crollare come risultato diretto delle conseguenze maturate dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dal successivo fallimento di Israele nello sconfiggere Hamas militarmente o politicamente. Israele è ostacolato anche dalle azioni di Hezbollah, che ha tenuto sotto scacco Israele lungo il confine settentrionale con il Libano, e da attori non statali come le milizie irachene filo-iraniane e dello Yemen, che hanno attaccato Israele direttamente e, nel caso degli Houthi in Yemen, indirettamente, interrompendo linee di comunicazione marittime critiche, con il risultato di strangolare l'economia israeliana.

Ma è Israele che ha fatto il danno maggiore a se stesso, attuando una politica genocida di punizione contro la popolazione civile di Gaza. Le azioni israeliane a Gaza sono la manifestazione vivente della stessa arroganza e delle politiche guidate dal potere contro cui avevo messo in guardia nel 2006-2007. Allora dissi che gli Stati Uniti non sarebbero stati disposti ad essere passeggeri su un autobus guidato da Israele che ci avrebbe portati sul precipizio di una guerra con l'Iran che non sarebbe stata vinta.

Con il suo comportamento criminale nei confronti dei civili palestinesi di Gaza, Israele ha perso il sostegno di gran parte del mondo, mettendo gli Stati Uniti in una posizione in cui vedranno irrimediabilmente danneggiata la loro reputazione già appannata, in un momento in cui il mondo sta passando da un periodo di singolarità dominata dagli Stati Uniti a una multipolarità guidata dai BRICS, e gli Stati Uniti hanno bisogno di mantenere il maggior peso possibile nel cosiddetto "sud globale".

Gli Stati Uniti hanno cercato, senza successo, di togliere le chiavi dall'accensione dell'autobus suicida di Netanyahu. Di fronte all'estrema riluttanza del governo israeliano nel modificare la sua politica su Hamas e Gaza, l'amministrazione del presidente Joe Biden ha iniziato a prendere le distanze dalle politiche di Netanyahu e ha avvertito Israele che ci sarebbero state conseguenze per il suo rifiuto di modificare le sue azioni a Gaza per tenere conto delle preoccupazioni degli Stati Uniti.

Qualsiasi rappresaglia iraniana contro Israele avrebbe quindi dovuto navigare in queste acque politiche estremamente complicate, consentendo all'Iran di imporre un valido atteggiamento di deterrenza volta a prevenire futuri attacchi israeliani, assicurandosi al contempo che i suoi obiettivi politici relativi a un perno geopolitico a est e all'elevazione della causa dello stato palestinese sulla scena globale non vengano messi in disparte.

L'attacco iraniano a Israele sembra essere riuscito a destreggiarsi con successo tra queste secche politiche. Lo ha fatto innanzitutto tenendo gli Stati Uniti fuori dalla lotta. Sì, gli Stati Uniti hanno partecipato alla difesa di Israele, contribuendo ad abbattere decine di droni e missili iraniani. Questo impegno è andato a vantaggio dell'Iran, poiché ha solo rafforzato il fatto che non esiste una combinazione di capacità di difesa missilistica che possa, alla fine, impedire ai missili iraniani di colpire i bersagli designati.

Gli obiettivi colpiti dall'Iran - due basi aeree nel deserto del Negev da cui erano partiti gli aerei utilizzati nell'attacco del 1° aprile al consolato iraniano e diversi siti di difesa aerea israeliani - erano direttamente collegati ai punti che l'Iran cercava di far valere per stabilire la portata e l'entità della sua politica di deterrenza.

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In primo luogo, le azioni iraniane erano giustificate ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite - l'Iran si è vendicato contro gli obiettivi israeliani direttamente collegati all'attacco israeliano all'Iran - e in secondo luogo, i siti di difesa aerea israeliani erano vulnerabili agli attacchi iraniani. L'impatto combinato di questi due fattori è che tutto Israele era vulnerabile a essere colpito dall'Iran in qualsiasi momento e che Israele o i suoi alleati non potevano fare nulla per fermare un tale attacco.

Questo messaggio è risuonato non solo nelle sale del potere di Tel Aviv, ma anche a Washington, dove i responsabili politici statunitensi si sono trovati di fronte alla scomoda verità che se gli Stati Uniti avessero agito di concerto con Israele per partecipare o facilitare una rappresaglia israeliana, le strutture militari statunitensi in tutto il Medio Oriente sarebbero state soggette ad attacchi iraniani che gli Stati Uniti non avrebbero potuto fermare.

Ecco perché gli iraniani hanno posto tanta enfasi nel tenere gli Stati Uniti fuori dal conflitto e perché l'amministrazione Biden era così ansiosa di assicurarsi che sia l'Iran che Israele capissero che gli Stati Uniti non avrebbero partecipato a nessun attacco di rappresaglia israeliano contro l'Iran.

I "missili di aprile" rappresentano un momento di svolta nella geopolitica mediorientale: la creazione di una deterrenza iraniana che ha un impatto sia su Israele che sugli Stati Uniti. Sebbene l'emozione a Tel Aviv, soprattutto tra i conservatori più radicali del governo israeliano, sia alta e la minaccia di una rappresaglia israeliana contro l'Iran non possa essere completamente scartata, il fatto è che l'obiettivo politico di fondo del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel corso degli ultimi 30 anni, ovvero trascinare gli Stati Uniti in una guerra con l'Iran, è stato messo in scacco dall'Iran.

Inoltre, l'Iran è stato in grado di ottenere questo risultato senza interrompere il suo perno strategico verso est o minare la causa dello stato palestinese. L'"Operazione Vera Promessa", come l'Iran ha chiamato il suo attacco di rappresaglia contro Israele, passerà alla storia come una delle più importanti vittorie militari nella storia dell'Iran moderno, tenendo presente che la guerra non è che un'estensione della politica con altri mezzi. Il fatto che l'Iran abbia stabilito una posizione di deterrenza credibile senza interrompere i principali obiettivi politici è la definizione stessa di vittoria.

scott_ritter Scott Ritter è un ex ufficiale dei servizi segreti del Corpo dei Marines degli Stati Uniti che ha prestato servizio nell’ex Unione Sovietica per l’attuazione dei trattati sul controllo degli armamenti, nel Golfo Persico durante l’operazione Desert Storm e in Iraq per supervisionare il disarmo delle armi di distruzione di massa.

Link: https://www.scottritterextra.com/p/the-missiles-of-april?utm_campaign=post

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Commenti (51)

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    1. BrunoWald 15 aprile 2024

      Allora, secondo il mainstream l'attacco è fallito, missili intercettati, danni lievi, tutto sotto controllo, the west is the best.

      Secondo gli alternativi "moderati", l'attacco è stato solo dimostrativo, sferrato con ferrivecchi, per far capire ai sionisti che l'ran non scherza, che se volevano potevano fare un macello, e che la prossima volta che gli bombardano un'ambasciata uccidendo gli alti gradi delle Guardie Rivoluzionarie s'arrabbiano sul serio.

      Per gli alternativi "ultrà curva sud", invece, è una vittoria di portata storica, malgrado lo spiegamento di forze occidentali sono state colpite le basi aeree da cui partirono gli attacchi sionisti, Israele ha capito di essere indifesa, iraniani in festa, stappiamo tutti lo champagne!

      La verità? Nessuno di noi sa come stiano veramente le cose, per cui un'ipotesi vale l'altra, e non è affatto il caso di saltare a conclusioni affrettate. Il mio champagne, purtroppo, resta nel frigo. Mi limito a un paio di commenti.

      1) Per una canagliata come quella del consolato, la ritorsione minima sarebbe la distruzione totale della base aerea coinvolta. Qualsiasi cosa di meno, sarebbe un fallimento.

      2) L'unico fatto incontrovertibile è che i palestinesi vengono massacrati da mesi senza che nessuno muova seriamente un dito per impedirlo.

    2. absitiniuriaverbis 16 aprile 2024

      Qui trovi, qualora non lo conoscessi. un'analisi piuttosto dettagliata dei mezzi, modalità, impatti, prospettive... a seguito dell'attacco.

      http://italiaeilmondo.com/2024/04/15/liran-viola-le-difese-anglosioniste-in-un-attacco-storico-una-ripartizione-di-simplicius-the-thinker/

      Lunghetto ma interessante.

    3. BrunoWald 16 aprile 2024

      Si, è molto interessante, ti ringrazio.

    4. IlContadino 16 aprile 2024

      Commento più che sensato direi, in più mi hai fatto ridere, tu pensa, riesci a fare un commento sensato e a strappare un sorriso partendo da un articolo di Scott Ritter, una mezza magia, giocavi al piccolo mago da bambino?

    5. BrunoWald 16 aprile 2024

      Mi hai scoperto, mannaggia!

      Nulla mi affascinava più degli sciamani pellerossa ma, a riprova di quanto sia incasinata la natura umana, sentivo anche un'oscura attrazione per il malvagio Mefisto, nemico di Tex Willer.

      Bei tempi!

    1. maghi 15 aprile 2024

      l'Iran non può essere attaccato, perchè ha già l'arma nucleare, come ce l'ha Israele. Attaccarlo significherebbe scatenare una guerra atomica, che nessuno vuole.

    1. berlioz 15 aprile 2024

      mi aspettavo dagli iraniani esattamente questo: una ponderata fermezza unita a una efficienza militare accettabile
      cosi è stato, bravi!

    1. Gino 15 aprile 2024

      La migliore sintesi da me finora letta. Al confronto quelle dei pochi italiani non totalmente cerebrolesi appaiono ridicole. Con il passar del tempo, i nostri sempre più mi appaiono come palloncini (povera itaglia...). Il mio consiglio a costoro sarebbe di stapparsi il culo. Sarà codesto un collaterale effetto della partecipazione all'imminente tornata elettorale? Pare continuare a valere il detto "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei".

      A chi parla di attacco telefonato consiglio di trarre inferenze un poco più sensate e molto più opportune da immagini come la seguente:

      https://pbs.twimg.com/media/GLEvbpqWgAA8OhE.jpg
      La rabbia è evidente alla riunione del Gabinetto di guerra israeliano a Tel Aviv.
      (13 aprile 2024, 23:40 ora italiana)

    2. Martin 15 aprile 2024

      Leggo e conosco molto bene da decenni la stampa straniera. I livelli medi della stampa italiana "seria" sono infinitamente piu' bassi della stampa statunitense, britannica e francese. Stiamo esattamente a metà tra stampa europea e stampa latinoamericana.
      L'ignoranza, la mancanza di preparazione specifica sulle tematiche, la superficialità, la sistematica tendenza a manipolare il lettore sono ormai imbarazzanti Fosse per la stampa italiana, sarebbe impossibile perfino leggere i discorsi di Putin, che puntualmente vengono prima di fatto censurati e dopo interpolati dalle osservazioni e intepretazioni di un qualunque ignorante giornalista. Come vengono sistematicamente censurate le argomentazioni oscenamente guerrafondaie che spesso popolano i discorsi della Albrecht VDL.
      Per molte dinamiche importanti che accadono in Europa, devo ricorrere al Wall Street Journal La firma dell'accordo con cui la Commissione ha autorizzato la cessione dei nostri dati internet ai servers USA non ha ricevuto che qualche riga tecnica dalla stampa italiana. Negli USA era nelle prime pagine........

      Se la nostra stampa è ridotta in questo stato, qualcosa vorrà dire del nostro Paese. Non e' un fenomeno che puo' avere una risposta tecnica o settoriale, perche' investe il livello generale del nostro Paese.

    1. sbregaverse 15 aprile 2024

      Che si giochi a volano ( badminton)
      dove l'Iraq fa la retina ¿?

    1. Primadellesabbie 15 aprile 2024

      Questa valutazione si trova in siti di diversi Paesi:

      “...In realtà, la maggior parte dei droni e dei missili che sono stati lanciati erano droni e missili più vecchi. Erano molto economici e venivano usati come esche. L’Iran ha speso un paio di milioni di dollari per costringere gli israeliani a spendere 1,3 miliardi di dollari in missili antimissile, il che è stato di per sé un grande risultato per gli iraniani. E poi un certo numero di altri missili lanciati dagli iraniani… sono stati tagliati e hanno colpito i loro obiettivi...”

      Qui un articolo da L'Italia e il mondo con alcuni video:

      http://italiaeilmondo.com/2024/04/15/liran-viola-le-difese-anglosioniste-in-un-attacco-storico-una-ripartizione-di-simplicius-the-thinker/

    2. Astronauta 15 aprile 2024

      L Iran si e’ ritrovato nella dispensa degli oggetti obsoleti e li ha gettati verso i sionisti, tenendo oggetti piu nuovo per un dopo.
      Quindi ha intenzione di usarli…..dopo.
      Ma i sionisti non sono al sicuro mai, tantomeno ora che sono stati colpiti obiettivi sul Golan. Dal Golan l artiglieria siriana puo facilmente colpire TelAviv in poco tempo.
      Gli Hezbollah non si faranno mancare l occasione.

    3. Primadellesabbie 15 aprile 2024

      Si, l'originale è questo.

    4. ws 15 aprile 2024

      E' la tattica ( vincente ) di sempre degli Hez: prima spari " poco" con "roba" vecchia e poco costosa ma poi , se "l' antifona" non viene capita, arriva "il grosso" e "l' imprevedibile".

      Si chiama " escalation dominance" e se stavolta , per la PRIMA VOLTA , l' iran ha deciso di replicare con una attacco DIRETTO a israele è perché non teme più l ' (eventuale) escalation nucleare" di israele

    1. Arian Van Heisen 15 aprile 2024

      La mossa dell' Iran è stata intelligente ....con i Droni creano un falso allarme ed impegnato le forze Aere e navali nemiche per contrastarli mentre con i missili ipersonici centrano i centri militari da cui sono partiti per l' attentato a Damasco i giudei.

      Iran se spostiamo la A ed aggiungiamo due I.... abbiamo Ariani..!
      infatti i Persiani non sono Arabi ma Indoeuropei discendenti di Ario

    2. Astronauta 15 aprile 2024

      Erodoto descrive molte tribu e popoli della Persia. Fra questi i germani.
      Non per nulla si erano dichiarati ariani.

    3. Arian Van Heisen 15 aprile 2024

      Specie nel Nord Iran molti sono Biondi e di carnagione chiara
      come lo sono io, mittle europeo

    4. Martin 15 aprile 2024

      I discendenti degli Sciti, ossia la popolazione che ha fermato l'espansione romana in Oriente. Gli storici romani parlano di "nuvole di frecce" lanciate da migliaia di cavalieri, perdipiù in grado di girarsi sui cavalli

    1. warheit 15 aprile 2024

      mi ricordo di aver già letto almeno un'altra analisi di questo Scott Ritter e lo considero comunque approvabile, non so se è come dice lui ma perlomeno rimane abbastanza competente.

    2. oriundo2006 15 aprile 2024

      Calma: questo è solo il I round. Dopo ne seguiranno degli altri perchè il sionismo sia locale che internazionale non può fermarsi, non può perdere la faccia. Deve andare avanti costi quello che costi, presumibilmente prima delle elezioni USA, posto che Trump in un modo od in un altro non venga 'eliminato' dalla competizione, ampiamente tossica e senza alcun valore realmente politico 'divisivo': entrambi i vecchietti sono ipersionisti ed entrambi ampiamente ricattabili. E' un anno questo orribile senza possibilità di dubbio, con due conflitti in corso, altri in preparazione, riarmo di stati senza freni, democrazie in dismissione rapida, economie in stress-test ... e troppi che si crogiolano nell' idea che tutto andrà bene.
      Mè cojoni, come si dice a Roma.

    3. Astronauta 15 aprile 2024

      Concordo, e’solo un round.
      Comunque, come dicono i romani,
      grazie Iran, grazie missili e grazie ar ca…l

    4. Martin 15 aprile 2024

      I 7 mesi saranno delicatissimi, ma se vince Trump cambieranno tantissime cose, anche per Israele

    5. Bertozzi 15 aprile 2024

      Eh però poi ti risenti se arrivo a farti notare che non ne azzecchi una; sei recidivo pure tu, dai "mesi terribili" e il "milioni di morti" come unica certezza (dovuti, nella tua narrazione, al crocus... Sic! Il terribile casus belli già dimenticato da tutti)all'"anno orribile" senza possibilità di dubbio.

      E poi arriva uno e ti dice che i milioni di morti non ci sono, i mesi terribili nemmeno, per cui, di grazia su, dai, datti la possibilità del dubbio, ti prego, anche i migliori hanno dubbi, la scienza tutta si basa sull'arte del dubbio, datti una possibilità, invece di sparare sentenze inappellabili - menagrammatiche - degne del Mainstream, per di più smentite giorno dopo giorno. Mi hai chiesto se mi pagano visto che continuo a fartelo notare, ma è più facile che paghino te visto che è esattamente quello che fanno con i giornalisti che diffondono lo stesso identico tipo di propaganda, degno della più becera guerra fredda. Morti dopo il crocus? Zero (non milioni direi)
      Morti dopo l' attacco iraniano?
      Zero

      Eh... Ma è solo il I round.
      Vabbè.

    6. absitiniuriaverbis 16 aprile 2024

      Lo ha s scritto anche Ri-pubblica.

    1. Martin 15 aprile 2024

      Scott Ritter fa la "vittoria" troppo, ma troppo grossa.

      Israele e' certamente sempre piu' isolato, ma intanto Gaza e' stata rasa al suolo e oltre 2 milioni di Palestinesi sono sfollati e ridotti agli stenti, in uno scenario agghiacciante per il livello di sofferenza umana.

      Per Israele l'occasione per chiudere i conti con Giudea, Samaria - e tutti i nomi biblici con cui denominano la Palestina - è troppo ghiotta.

      Non sono mica deficienti, tutt'altro. Sono stati effettivamente presi di sorpresa dall'attacco di Hamas, ma dopo hanno afferrato al volo che una fase di simile debolezza dell' Occidente e della Russia, chissà quando gli ricapiterà! Tanto vale regolare il conto una volta per tutte!

      I Dem USA rischiano di perdere le elezioni tra 7 mesi, e sono assolutamente imbelli. Stanno effettivamente cercando di convincere Israele a non compiere la strage e deportazione biblica finale a Raphat, perche' rischierebbero ancor di piu' di perdere la Presidenza; ma non hanno il coraggio di adottare l'unica misura concreta, ossia sospendere la vitale fornitura di armi degli USA.
      Sono lì che pregano gli Israeliani di ascoltarli, con i confratelli Anthony Blinken, Victoria Nuland e Jacob Geremiah Sullivan in prima fila: "Siate buoni!"

      L'UE non conta perche' e' agli ordini dei Dem USA, Commissione in primis. E con la guerra russo ucraina sempre in corso, i margini d'intervento si sono ridotti parecchio per tutti: USA, UE, Russia.
      I rischi di una deflagrazione generale sono infatti molto alti.

      Alla fine il glorioso impatto dell'Occidente si riduce alle preghiere dei Dem USA: "Vi preghiamo, non rovinateci, rischiamo di perderci su le elezioni". Roba da Muro del Pianto.

      Ma gli Israeliani non sono convinti...
      Magari invece, come tantissimi nel mondo, gli Israeliani si sono convinti che le elezioni le vincerà Donald Trump e quindi poco male se i Dem USA si arrabbiano......

      La bottom line e' che la partita purtroppo resta completamente aperta ed esposta a qualunque decisione Israele decida di adottare.
      I 7 mesi che ci separano dalle elezioni USA saranno un periodo molto delicato.

    2. Astronauta 15 aprile 2024

      Gaza e’ solo stata distrutta per prima.
      Intanto si rivela che Israele con i sistemi di difesa che ha ora resistera’ si e no per 5 giorni.
      Il tempo chenl Iran tiri fuori i missili quelli giusti.
      E gli Usa Francia e GB staranno a guardare.

    1. absitiniuriaverbis 15 aprile 2024

      Da Matteo Brandi:

      Comunque tranquilli: in questo momento cruciale, pericoloso e storico sappiate che il rappresentante speciale dell'UE per la regione del Golfo Persico è Luigi Di Maio.

    2. Seik Eloth 15 aprile 2024

      Si, certo...

    3. absitiniuriaverbis 15 aprile 2024

      🤣🤣🤣

    4. RixGa 15 aprile 2024

      Raccomandato dall'infallibile papa Draghi primo guarda caso.
      Mettere una persona poco competente su una polveriera ha due motivazioni:
      O ritieni che abbia poca esperienza e competenza, ma la capacità di imparare in fretta;
      Oppure lo fai apposta, sapendo che, nel momento del bisogno, questo non saprà assolutamente come fare e con occhi sbarrati cercherà il Giusto consiglio, ovvero sarà facilmente manovrabile.

    5. Astronauta 15 aprile 2024

      L Iran lo usera’per chiudere Hormuz.
      sempre un tappo resta.

    6. Bertozzi 15 aprile 2024

      Buona questa

    1. indipendente 15 aprile 2024

      Un filo quasi impercettibile che passa per la Turchia sta per unire i conflitti di Ucraina e Israele. Da ieri il tempo dei doppiogiochisti si è ufficialmente concluso, e questa volta Erdogan rischia veramente la pelle, se non decide definitivamente da che parte stare.

    1. Dico no 15 aprile 2024

      Orsini sostiene che fosse tutto orchestrato appositamente.
      Forse si voleva dare ad Israele la possibilità di calmarsi, senza fare la figura dei codardi. All'Iran la possibilità di rivendicare l'attentato agli occhi dell'opinione pubblica, ma senza uccisione di civili israeliani. All'Europa di proseguire sulla narrazione del "povero Israele". All'America di cavarsi una grana. E i palestinesi sempre e comunque al massacro, finché non opteranno per un nomadismo stile erbraico.

      PS: ma quando i palestinesi saranno in giro per il mondo e gli verranno concessi dei ghetti nei quali alloggiare come rifugiati politici, sicuri sicuri che accetteranno di bersi un caffè insieme a noi?

    2. Nonso 15 aprile 2024

      Io scommetto di no. Ce lo dipingono il caffè e poi ce lo rompono in testa.

    3. Nonso 15 aprile 2024

      L'umiliazione in casa loro la sopportano per orgoglio, all'estero li immagino molto meno pazienti.

    4. Dico no 15 aprile 2024

      Non la sopportano nemmeno in casa loro, ma non si arrendono. Mentre emigrare sarebbe per loro PERDERE definitivamente e quindi sì, potrebbero non aver voglia di integrarsi con chi non li ha mai aiutati in nessun modo.

    5. Nonso 15 aprile 2024

      Forse 4 garze per un'amputazione, o un litro d'acqua ogni 1000 abitanti, o un panino al mese a testa, non sono esattamente le misure più efficaci per aiutare un popolo sul quale viene compiuto un genocidio a botte di 10mila morti al mese.

      Ne pagheremo le conseguenze.

    6. absitiniuriaverbis 15 aprile 2024

      Per allegerire, ma in tema.

      *Dottore mi serve un consiglio
      - Mi dica
      * Mia moglie mi tradisce ma per evitare problemi le ho offerto di prenderci un caffè.
      - Non capisco...
      * Allora io torno a casa prima e li trovo allacciati sul divano. Per evitare scenate le ho offerto nuovamente di prenderci un caffè. E così ogni volta per settimane.
      - Continuo a non capire...
      * Ieri ho trovato mia moglie sotto le lenzuola con il nuovo amante. Ho calmato i nervi e le ho offerto di prenderci un caffè.
      - E come posso aiutarla, non capisco.
      * Dottore, ma non è che tutti sti caffè mi faranno male?

    7. Nonso 15 aprile 2024

      AHAHAH io mi sto bevendo litri di caffè al giorno, ma d'orzo, così non mi esplode il cuore.

    8. Arian Van Heisen 15 aprile 2024

      l' Iran ha voluto avvertire i giudei che sono in grado di colpirli quando vogliono è stato solo un AVVISO

    9. Dico no 15 aprile 2024

      Un caffè... qui ci vorrebbe una raffica di schiaffi per svegliare certa gente, come alla moglie di quello, ad esempio

    10. Dico no 15 aprile 2024

      Volevano avvertire i giudei? Potevano pensare ad un telegramma. Se dobbiamo essere gentili...
      Questi sono l'istituzionalizzazione del terrorismo, l'incarnazione del male, l'abominio sotto bandiera, e all'Iran premeva di avvisarli. Cuccioli.
      Io ritengo che l'opinione pubblica araba ed anche gran parte di quella occidentale, e sicuramente la faccina sullo scenario eurasiatico, contestualmente alla minaccia di un conflitto esteso anche entro i loro confini, probabilmente minacciato letteralmente da parte occidentale, li abbia alla fine convinti a solleticare gli alluci di Sion, per dimostrare che una qualche reazione c'è pur stata. Punto. Nulla di glorioso, meno ancora di vittorioso, nulla di nulla, in verità.

    11. Nonso 15 aprile 2024

      Dico Sì.
      Basta prenderla per la mano, e ti sembra di andar lontano.

    12. Dico no 15 aprile 2024

      Sembra.

    13. ws 15 aprile 2024

      "L' avvertimento" è che l' iran può bucare le super difese ebraiche quando vuole , pure anche dopo aver "telefonato prendendo appuntamento "

    14. Dico no 15 aprile 2024

      Sì, facciano con calma. In base alla loro agenda. I palestinesi ne saranno felici, gli ultimi 7 rimasti in vita, per un totale di 4 arti.

    15. ws 15 aprile 2024

      Fino a prova contraria l' unico che faccia qualcosa per la palestina e l' iran e i suoi proxi.
      Comunque : chi ha "fretta" parta "prima", l' iran continuerà ad andare del suo "passo".

    1. Nonso 15 aprile 2024

      Chissà che informazioni contenevano le varie telefonate...
      La grande novità è che l'obiettivo non è comunque mai di proteggere i palestinesi.
      Illuminante.

    1. Shax 15 aprile 2024

      La cosa più divertente è sentire il nuovo mantra dei media nostrani: il 99% dei droni e missili sono stati abbattuti. Ormai lo ripetono a suon di filastrocca in ogni dove: tv, radio, giornali...suona un po' come i famosi bastoni e clave con cui combattevano i russi in Ucraina o i chip estratti dalle lavatrici rotte...
      Appunto sciocco: se il 99% è stato abbattuto, come sono stati prodotti i danni che pure le tv israeliane riconoscono? E, di grazia, ammesso pure che sia andata così, per abbattere un attacco così scarso come riconoscono i nostri media, è stato necessario l'intervento diretto della marina e dell'aviazione americana, oltre a quella inglese e francese? Oltre al fatto che pure la Giordania ha dichiarato di averne abbattuti nel suo spazio aereo...?!?
      Dunque ricapitoliano le capriole dei nostri prodi giornalai: l'attacco è così scarso che il 99% è stato abbattuto, ma per farlo sono scese in campo le portaerei americane, i caccia inglesi e francesi e i sistemi di difesa giordani. Inoltre non hanno prodotto danni anche se i media israeliani dicono l'opposto.
      Come sempre i nostri giornalai sono in prima linea quando si tratta di propaganda e di lecchinaggio del deretano del potere. Nulla di nuovo.

    1. Seik Eloth 15 aprile 2024

      L'attacco telefonato.
      Si continua a leggere codice di matrix.
      Qualcosa di più interessante non c'è?

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