Di Federica Tonani, ComeDonChisciotte.org
Nuovo appuntamento di GeoPolitica 2021. Riccardo Vicinanza intervista Claudio Bertolotti (Direttore di START InSight e dell'osservatorio sul radicalismo e il contrasto al terrorismo [ReaCT], analista strategico e docente di Analisi d'area, “Subject Matter Expert” per la NATO e ricercatore italiano al CEMRES di Tunisi) autore del libro “Immigrazione e terrorismo. I legami tra flussi migratori e terrorismo di matrice jihadista” edito da Start Insight (2020).
Esiste un legame tra l'immigrazione e il terrorismo? Tra gli immigrati si nascondono jihadisti pronti a colpire? Le reti criminali che gestiscono i traffici di esseri umani dalla Libia sono legati ai gruppi terroristici?
Il libro, il cui studio preliminare è stato commissionato dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri e pubblicato in prima edizione dal Centro Militare di Studi Strategici (Ce.Mi.S.S.), ricerca e valuta gli elementi a sostegno e a discarico del rischio che i flussi migratori irregolari, che attraversano il Mediterraneo, siano esposti alla "contaminazione jihadista".
Auguriamo, come sempre, buona visione.
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Di Federica Tonani, ComeDonChisciotte.org
Un grazie speciale a Sottosopra e Osservatorio Globalizzazione per la gentile concessione.
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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org
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giovanni cordioli 22 febbraio 2021
Direi che sull’immigrazione terrorismo a parte, il semplice fatto che il 35% dei detenuti nelle carceri sia straniero a fronte di una percentuale di stranieri in Italia sotto il 9% ci fa capire chiaramente che cosa sono venuti a fare molti immigrati in Italia.
Sono venuti a fare i lavori che gli italiani non volevano più fare:
"Furto, spaccio, rapina, e sfruttamento della prostituzione"
E da notare che in Italia finire in galera, ma soprattutto restarci più delle poche ore necessarie al classico giretto in questura per la foto-segnalazione di rito con tanto di caffè e brioche, è diventato molto difficile, anzi difficilissimo.
Ormai è quasi come vincere alla lotteria e devi avere minino 30-40 precedenti, mica siamo in America che c’è la legge "three strikes" , anzi qui da noi più delinqui e più ti fanno sconti, condoni, patteggiamenti, indulti, amnistie, sospensione della pena, domiciliari ecc ecc ecc
colzani2 22 febbraio 2021
Le ricordo che il 90% delle imputazioni per omicidio e truffa riguardano la popolazione carceraria italiana. Se lei crede che una persona emigra con l'obiettivo di delinquere dimostra di conoscere poco di economia, sociologia e perfino di psicologia, tutte materie cui il sottoscritto è ignorante ma ha sufficienti sinapsi per fare il collegamento povertà-criminalità. Se poi lei parla degli States dove vige la legge "three strikes" allora dovrebbe mettere sul tavolo anche i dati riguardanti la percentuale di crimini e omicidi relativi a quell'ordinamento.
giovanni cordioli 22 febbraio 2021
Secondo lei se io fossi un ladro, un rapinatore, o un delinquente abituale africano, medio orientale, o sud americano continuerei a rubare rapinare spacciare e delinquere nel mio paese dove rischio la vita o ( bene che vada ) decine e decine di anni di carcere in galere che sono peggio dei nostri allevamenti di maiali... oppure cercherei con ogni mezzo possibile di venire a delinquere in Italia, dove qualsiasi reato io possa compiere (anche il più ripugnante e abbietto) la mia vita e i miei diritti sono sacri e inviolabili, il carcere in confronto alla mia capanna di fango e merda di vacca che avevo nel mio paese è un grand hotel, e le pene da scontare sono più che altro solo sulla carta?
Ho visto con i miei occhi il trattamento riservato a ladri rapinatori e delinquenti vari in Africa i linciaggi e il collarino* sono la norma mentre la sopravvivenza in carcere raramente supera i 5 anni.
* il "collarino" è la simpatica tradizione locale in quasi tutta l’Africa, (se volete vi metto anche i video ce ne sono migliaia )
Consiste nello spezzare le gambe e le braccia al rapinatore/ladro/stupratore/assassino ecc ecc oppure legarlo, mettergli al collo un vecchio pneumatico cospargerlo di benzina, e bruciarlo vivo solitamente di fronte a tutto il villaggio mentre donne e bambini ridono o si scattano dei selfie con la torcia umana sullo sfondo.
Il bello è che se abiti in un paese democratico il tuo governo non vede l'ora di far venire qui in massa queste persone meravigliose, che premono per entrare a milioni fosse pure a nuoto.
colzani2 22 febbraio 2021
Anzitutto una premessa. La criminalità in Italia ha una costante negli anni con picchi nel decennio 1980-90 quando ancora i flussi migratori erano inesistenti. Negli anni dell'impennata dei reati penali la popolazione carceraria era prevalentemente proveniente dal sud Italia. Ora, se lei leggesse questi dati arriverebbe immediatamente alla conclusione che i meridionali, come gli immigrati africani, secondo la sua logica, hanno innato l'istinto a delinquere, e questa sintesi ci arriverebbe senza considerare gli effetti che la povertà e la discriminazione portano con sé.
Chi "cerca con ogni mezzo" di emigrare per delinquere è solo una piccola minoranza che scompare di fronte ai grandi numeri di chi cerca rifugio verso cindizioni economiche e sociali migliori. L'impossibilità di integrarsi e la marginalizzazione dei soggetti del fenomeno fanno il resto. Ma non possiamo teorizzare mettendo l'impianto a gambe per aria!
Se lei ha visto con i suoi occhi come in Africa puniscono gli stupratori con il "collarino" allora è forse l'unico europeo ad averlo fatto, in primis perché questa usanza barbarica e recente non è così frequente come viene fatta apparire dal clamore mediatico di youtube e secondariamente perché per quanto tribali e retrogradi gli africani possano essere sono ben accorti nel non fare partecipi estranei ai loro riti sanguinari. Lo stesso per le esecuzioni mafiose in Sicilia e Calabria dove le persone venivano sciolte nell'acido, non per aver rubato o stuprato ma semplicemente per non esser stati accomodanti verso i mafiosi.
Possiamo criticare giustamente il governo per le folli politiche migratorie e la grottesca gestione dell'immigrazione, ma da lì ad enunciare teoremi per cui gli africani ed i sudamericani vogliano entrare in Italia per delinquere ricorda le disumane argomentazioni dei media statunitensi durante i flussi migratori di irlandesi ed italiani sulle coste atlantiche degli States. Identiche. Italiani ed irlandesi arrivavano negli USA per delinquere.