I giorni del sistema finanziario sono contati

I giorni del sistema finanziario sono contati

Di Movisol

La consapevolezza che i giorni del sistema finanziario occidentale siano contati si è rafforzata notevolmente nelle ultime settimane, soprattutto tra la “Maggioranza Globale” emergente (nota anche come Sud del Mondo) – che sta abbandonando sempre più il dollaro statunitense come valuta di riserva e di scambio – ma anche tra gli ambienti finanziari occidentali, che assistono al precoce fallimento delle ricette magiche delle teste d’uovo dell’amministrazione Trump.

Mentre Vladimir Putin, nel discorso alla plenaria del Forum economico di San Pietroburgo, ha invocato una “architettura finanziaria moderna, flessibile e responsabile, senza rischi, divieti o barriere, ma con incentivi allo sviluppo sovrano”, il CEO di Rosneft Igor Sechin ha sottolineato la pericolosa instabilità del sistema finanziario attuale.

“L’economia globale è entrata in un periodo non solo di volatilità, ma di rischi strategici”, ha detto Sechin. “I problemi stanno crescendo a macchia d’olio. L’abbandono dei principi fondamentali del sistema di Bretton Woods legati al sostegno dell’oro ha portato a un’emissione di moneta non garantita su larga scala. Dal 2008, l’offerta di moneta globale è aumentata di oltre 30.000 miliardi di dollari, con gli Stati Uniti e l’eurozona a rappresentare quasi la metà di tale importo”.

Sechin ha poi sottolineato che la crescita esplosiva della capitalizzazione delle aziende tecnologiche sta portando a un’enorme bolla finanziaria e che gli speculatori statunitensi come Black Rock, State Street e Vanguard si aspettano di trarre vantaggio dalla crisi imminente:

“È ovvio che il mondo si trova sull’orlo della più grande bolla dei mercati finanziari della storia dai tempi del boom ferroviario negli Stati Uniti nel XIX secolo”, ha concluso.

Sul versante occidentale, il Financial Times teme che l’amministrazione Trump stia alimentando la bolla attraverso la sua “abitudine, acquisita dagli Stati Uniti in questo secolo, di prendere in prestito dal domani per pagare le guerre di oggi”. In un articolo pubblicato il 4 giugno, l’organo di stampa della City di Londra insiste sul fatto che la bolla del debito non può essere ripagata.

“Le banche centrali hanno recentemente ridotto i propri bilanci, diminuendo la componente in dollari delle riserve e cercando alternative quali oro, materie prime e le valute più liquide dei paesi avanzati più piccoli”. Sono state sostituite dagli hedge fund, che hanno utilizzato le obbligazioni statunitensi come garanzia per le operazioni sui derivati. Tuttavia, ciò funziona fintanto che tali hedge fund possono prendere in prestito denaro a breve termine sul mercato dei pronti contro termine. “Se qualche perturbazione dovesse interrompere tale accesso… potrebbe facilmente seguire un’intensa spirale di deleveraging”, ha affermato William White, ex capo economista della Banca dei Regolamenti Internazionali, citato dal Financial Times.

Infine, ma non meno importante, l’altro portavoce della City di Londra, The Economist, teme che né la ricetta magica di Scott Bessent di una domanda di titoli del Tesoro trainata dalle stablecoin, né il recente allentamento delle regole bancarie, possano salvare il debito USA.
L’Economist, in uno “Special Report” non firmato, ha scritto che anche se il mercato delle stablecoin raggiungesse le stime più ottimistiche di 2.000 miliardi di dollari (stime più sobrie, basate sulla mancata crescita del mercato negli ultimi mesi, fissano il valore a 500-750 miliardi entro il 2027), ciò non sarebbe sufficiente.

Per quanto riguarda le banche, “alla fine del 2008, le grandi banche commerciali americane vantavano un patrimonio totale di 8.000 miliardi di dollari, a fronte di un debito federale di circa 6.000 miliardi. Alla fine del 2025, il patrimonio delle banche era cresciuto di circa l’80%, raggiungendo poco meno di 15.000 miliardi di dollari, mentre il debito federale era lievitato del 380%, superando di poco i 30.000 miliardi. Con una montagna di debiti del genere, non ci sono nuovi acquirenti o intermediari, nemmeno le banche, in grado di tenere ragionevolmente il passo”.

Di Movisol.org

11.06.2026

Fonte: https://movisol.org/i-giorni-del-sistema-finanziario-sono-contati/

Commenti (17)

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Mostra commenti 17 caricati
    1. Spartan 13 giugno 2026

      Il debito pubblico USA ? Dove sta il problema ? C'è qualcuno che si azzarda a richiedere il rimborso dei Treasuries comprati ?

    2. ric 13 giugno 2026

      gli sporki yankees devono ancora pagare i debiti di guerra per il Vietnam ...

    3. ws 13 giugno 2026

      Nessuno ha il coraggio di richiedere i propri soldi denominati in dollari perché tutti sanno benissimo che riavrebbero indietro solo "carta per carta" .

      Molto meglio quindi. finché il casinò regge, usarli come " sottostante" di un altro credito ( in dollari ovviamente ...😁) con cui acquisire qualche bene REALE.

      E così , almeno qui "in occidente" , quando il casinò salterà scopriremo che i famosi fondi " americani" erano padroni di tutto : fabbriche case , TV, ponti strade e giù fino alle squadre di calcio di serie B..

      .. e che invece i "debiti" da pagare erano solo nostri.😡

    4. ric 14 giugno 2026

      esattamente come i fondi di investimento diversificati che le banche propongono. Denaro del popolino , viene usato per arricchire solo qualcuno...

    1. Arian Van Heisen 12 giugno 2026

      Articolo molto ideologico piuttosto che di reale economia, non è importante fare debiti ...!
      a patto che siano debiti per la crescita ed essere in grado di ripagarli con la propria economia, ora gli USA sebbene un alto debt. con la loro supremazia Economica e del $ nella finanza mondiale sono in grado di ripagarlo ampiamente e per questo che ora iniziano guerre per non permettere alla Cina di superarli, per ora rimangono la 1.a economia del Mondo, al contrario dell' Euro che rappresenta un economia decadente
      avendo perso e svenduto le sue eccellenze e finanziando a fondo perduto tutti gli scappati di casa .
      Gli Usa crescono ad un ritmo min. del 3 % annuo mentre in Eu ad un ritmo da prefisso telefonico.

    2. Martin 12 giugno 2026

      Non ce la fanno a capire che se aumenta la torta aumentano anche le fette da dividere. Nemmeno a capire che non si è mai visto un Paese che cresce mentre la classe media si riduce.

    3. AlbertoConti 12 giugno 2026

      Se non l'hai mai visto mettiti gli occhiali. I paesi crescono e le fette diminuiscono per il grosso delle popolazioni (vedi statistiche)
      E poi hai mai sentito parlare di estinzione della classe media?

    4. AlbertoConti 12 giugno 2026

      Ci provano a rubare qua e là (più di prima e più sfacciatamente), ma non basta più, la Cina li ha già superati economicamente, e non solo.

    5. ric 13 giugno 2026

      pure il Berlu figlio lo dice sempre ...man bassa in europa per poi pontitificare : SIAMO CRESCIUTI :::

    6. Martin 13 giugno 2026

      Stia sicuro che se l'economia non cresce e la classe media si riduce, non si va da nessuna parte, ci si impoverisce, e basta. E' quello che sta accadendo nell' Europa occidentale da ormai 20 anni. L'Europa del'Est invece continua a crescere, dato che riceve decine di miliardi di sussidi gratuiti, pagati da noi.

    1. AlbertoConti 12 giugno 2026

      Speriamo! Festeggeremo col funerale del dollaro USA, dopo la cerimonia s'intende, come si conviene nelle migliori famiglie.

    1. Martin 12 giugno 2026

      Si continua a far finta di dimenticare che l' Euro attualmente, e dopo una lunga discesa da circa il 30%, rappresenta sempre il 20% circa delle riserve internazionali, contro il 60% circa del dollaro.

      L'Euro resta la prima se non l'unica moneta alternativa al dollaro, ma è diventato - definitivamente con la Lagarde - una moneta succursale del dollaro; una moneta che ha pedissequamente seguito la Fed USA in tutte o quasi le sue scelte fondamentali, a partire dall'andamento dei tassi d'interesse - sempre al seguito della Fed USA.
      La quota detenuta in Euro è scesa perchè la moneta è percepita come dipendente dal dollaro.

      Ed ovviamente in parte lo è, se non altro perchè la massa del debito USA è enormemente più ampia di quella dei Paesi dell' UE, ed ugualmente più ampio il mercato USA dei Treasury Bills (Buoni del Tesoro) garantiti dal Governo USA - tutto denominato in dollari.

      Il punto non è mai stato e non può realisticamente essere la "guerra" al dollaro. Il punto era ed è non essere una dependance del dollaro, come invece siamo da oltre 15 anni, per una scelta che è a tutti gli effetti politica, anche se si presenta come principalmente "monetaria".

      E' una scelta che è stata fatta qui nell' UE, tra Bruxelles (Commissione UE) e Francoforte (BCE). I Governi nazionali hanno contato molto poco, ed il dibattito in materia continua ad essere molto limitato, anche perchè non di facile comprensione per il grande pubblico.
      Si tratta in definitiva della dimensione imperiale assunta da competenze e poteri di Commissione UE e BCE, a diretta riduzione dei poteri dei Governi dei Paesi Membri, eletti dal popolo.
      Il processo avviato dal trattato di Maastricht (1993) e successivi più l'adozione dell' Euro.

    2. AlbertoConti 12 giugno 2026

      La responsabilità politica di quella scelta scellerata (l'euro) se la son presa kohl e mitterrand , non so quanto consapevolmente. Sta di fatto che per un quarto di secolo ha avvantaggiato la Germania, oltre ad essere un buon guinzaglio al collo dell'Europa, guarda caso ....

    3. Martin 12 giugno 2026

      La responsabiità non è certo solo di Kohl e Mitterrand, ma di tutti coloro che nell' UE hanno sostenuto il trattato di Maastricht, l'elenco è lunghissimo.
      Per l'Italia Prodi, Ciampi, Amato e Andreatta in prima fila, ma poi seguono in diversi, ossia tutto il PD, la Bonino, etc etc.

    4. AlbertoConti 12 giugno 2026

      Ovviamente. Piccolo gregge di decerebrati, a voler pensar bene, altrimenti deliquenti (forse aveva ragione Andreotti, con la sua famosa frase ...)

    1. Dario Lampa 12 giugno 2026

      I giorni del sistema finanziario occidentale sono contati?
      Quasi sicuro! E quando la "bolla" scoppierà i piccoli e medi risparmiatori perderanno tutto e, ridotti in miseria, finalmente capiranno che il denaro e tutta la fallace ricchezza "superflua", generata dal consumismo, non si può né mangiare né bere né respirare e forse (?) si rivolteranno contro gli infami al potere!
      Ed è per questo che gli "infami miserabili" dell' occidente stanno fomentando guerre e caos dappertutto! La guerra, insieme al degrado morale e ambientale, con le relative stragi e devastazioni, è il logico, intrinseco sbocco delle crisi finanziarie liberal-capitaliste: con la scusa della guerra (nelle pseudodemocrazie liberal-capitaliste occidentali) si possono bypassare le costituzioni e instaurare uno stato di eccezione/repressione altrimenti non attuabile in normali circostanze e anche annullare il debito pubblico così come cantano dalle mie parti: "...Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdàmmoce 'o ppassato..."

    2. ric 12 giugno 2026

      non direi proprio..anzi...il ceto medio ed i piccoli risparmiatori , ( tale definizione non vuol dire gente che risparmia peer accumulare denaro , ma perche' ne ha talmente poco che ogni investimento risulterebbe inutile ) ma formano assieme la piu' grande somma di denaro depositato nelle banche , facilissima preda per certuni soggetti che investono a loro nome il denaro del popolino dando il 1,5% lordo di di interesse . ( su quale lo stato bastardo ti appioppa il 27% di tasse )

      • nel frattempo il sistema monetario investe in debito a lunga scadenza il denaro del popolino puntando sul inflazione ben programmata in modo di appropriandosi di beni concreti , restituendo dopo anni la somma largamente svalutata.

      L' inflazione e' l' essenza del commercio a capitalismo privato ..
      Metti 50 euro in banca e dopo 5 anni ne trovi 55....
      ma se potessi mettere ipoteticamente in banca il corrispondente del denaro con 20 kg di pane . dopo 5 anni vai a ritiralo ma ne trovi solo piu' 12 kg

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