I FATTI DI MODENA TRA PROPAGANDA E REALTA'

I FATTI DI MODENA TRA PROPAGANDA E REALTA'

Riceviamo e pubblichiamo.

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Di Fabio Nobile

Salim El Koudri è un uomo di 31 anni. È nato da immigrati marocchini a Bergamo. È, a tutti gli effetti, cittadino italiano con laurea triennale in Economia e con problematiche occupazionali come molti della sua età.

Partire da questo punto è apparentemente banale ma la cortina fumogena, che ha avvolto la tentata strage di Modena di qualche giorno fa, ha bisogno di verità per essere ripulita dal razzismo con cui viene trattata.

Lo stesso marcare la sua origine ha una natura razzista. Se fosse stato un uomo di Bergamo con genitori toscani probabilmente non lo avremmo neanche saputo.

Senza dubbio la tipologia di attacco sferrato da El Koudri, molto simile ad attacchi terroristici avvenuti in diverse città occidentali, ha alimentato come la benzina sul fuoco la fiamma del razzismo indiscriminato contro gli immigrati. Il tutto mettendo in secondo piano il fatto che tre su cinque di coloro che hanno bloccato l'attentatore fossero immigrati.

In questo incidente si sono concentrate le dinamiche di scontro all'interno della destra italiana dove la competizione per la conquista del consenso tra Vannacci e Salvini vede comparire la stessa necessità anche nel partito della Premier, ammaccato dalla sconfitta referendaria e dalla difficoltà di gestire da "patriota" le note vicende internazionali.

Una tentata strage con feriti gravi è diventata terreno di conquista, in vista di una campagna elettorale per le elezioni politiche ormai alle porte.

Senza l'inquinamento di tale dialettica e il basso livello del ceto politico che lo esprime, un fatto come quello di Modena sarebbe stato trattato per quello che è. Un ragazzo con gravi problemi psichici, sicuramente influenzato dalla violenza del mondo che lo circonda, ha messo in pratica un folle piano per uccidere più persone possibile e mettere fine alla sua stessa vita.

Per rendere evidente che lo stato di disagio psichico, che può portare a tali eventi, non riguarda solo immigrati di prima, seconda o terza generazione, basti pensare a quanto è avvenuto in Germania lo scorso 4 maggio 2026. Jeffrey K. di 33 anni, di nazionalità tedesca e di origine comunque europea si è scagliato alla guida del suo SUV nella Grimmaische Strasse a Lipsia, travolgendo diversi passanti. L'uomo soffriva di una grave psicosi acuta ed era stato ricoverato pochi giorni prima in una clinica psichiatrica. La sua follia ha portato a due morti e circa venti feriti.

In tutto questo non c'entra nulla il terrorismo, l'immigrazione o altre amenità del genere. Potremmo chiederci se il contesto di violenza in cui è immerso il mondo influenzi menti fragili ad agire con azioni eclatanti come quella di Modena, ma non è certo la genetica che ne può essere additata come causa.

Non mi pare che nelle diverse stragi, che avvengono periodicamente negli Usa, e spiegabili con la fragilità psichica, la questione migrazione possa essere contemplata tra le cause. A meno che non si faccia riferimento al fatto che gli Usa sono un popolo che nasce da una colonizzazione sterminatrice.

Il tema messo al centro da Vannacci, Salvini ed esponenti di Fratelli d'Italia riguarda la questione della remigrazione e dell'italianità, le cui venature razziste non sono affatto nascoste.

Per il governo le cortine fumogene attorno a questo caso coprono l'assoluta inadeguatezza nell'affrontare il fenomeno migratorio, dopo anni di propaganda fruttuosa per i voti ma poco utile ad affrontare il fenomeno epocale che stiamo attraversando.

Dal centro in Albania, ai morti in mare, ad un livello di integrazione incapace di provare ad abbozzare il superamento dei livelli di degrado delle periferie urbane, nulla è percepibile di incisivo nelle politiche del governo. La verità è che la crisi industriale ed economica che vive il nostro Paese nel contesto internazionale, in cui l'Europa sta pagando il prezzo più alto all'interno della guerra mondiale a pezzi, che oggi vede il suo focus in Ucraina e in Medioriente, non vede soluzioni facili né breve periodo. E allora la propaganda non può che farla da padrone.

L'omicidio di Bakary Sako, un bracciante agricolo originario del Mali, messo in atto senza alcun motivo da un branco di giovani di Taranto pochi giorni prima dei fatti di Modena, rappresenta l'effetto velenoso di questa propaganda inefficace ad affrontare un fenomeno del nostro tempo. La guerra tra poveri, l'odio irrazionale, la mancanza di prospettive e la noia di città declinanti sono la base su cui tali eventi delittuosi si scatenano.

Per capire quanta complicità, spesso anche inconsapevole, serva affinché tale pensiero senza soluzioni resti dominante, è sufficiente contare i minuti dati a questo omicidio dai media o la scarsità delle dichiarazioni di solidarietà e di sdegno, che sono state pronunciate su quanto avvenuto a Taranto.

Il dramma, che si unisce alle tragedie degli episodi di violenza sopracitati e che si riconcorrono periodicamente nelle cronache del nostro Paese, è di uno spessore molto più grande e strategico.

Aggiungo, infine, che sarei curioso di conteggiare sui media il minutaggio, extra-propaganda, dedicato ad affrontare seriamente ed approfonditamente tali temi. Così, si potrebbe verificare quanto sia maggiore il tempo dedicato a vicende come quella di Garlasco, di cui si potrebbe fare decisamente a meno. Ma, si sa, il minimalismo confonde, e risulta utile per fare in modo che le persone guardino altrove.

Di Fabio Nobile

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Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte

Commenti (16)

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Mostra commenti 16 caricati
    1. ws 26 maggio 2026

      Se fosse stato un uomo di Bergamo con genitori toscani probabilmente non lo avremmo neanche saputo.

      Certo , come no

      Un altro bello esempio di "raddrizzabananismo "

    1. oriundo2006 26 maggio 2026

      Noto a proposito o a sproposito, che certi fatti accadano in strana 'sintonia' con elezioni, siano esse comunali o regionali o nazionali.
      La 'consecutio temporum' mi induce a pensare che ci siano 'manine' che 'attenzionano' soggeti psichicamente deboli attraverso tecniche raffinate.
      A parte questa ipotesi, che può o meno quadrare con i fatti di questi ultimi giorni, esiste un disagio psichico negli immigrati che è emerso da studi sociologici e psicologici di cui ho già fatto cenno in passato. Non si possono 'trasportare' uomini da un Paese all'altro come se fossero 'merci' di scambio e pretendere che 'tutto andrà bene' sia per noi che per loro.
      Molti hanno una immagine della realtà tipo 'Via col vento'. Direi di aggiornarsi. chi viene sovente ha studiato, è in possesso di qualifiche, ha delle aspettative di cui occorre tenere conto. Imprescidibilmente.
      A parte ancora tutto ciò, lamento l'inesistenza e sopratutto la conoscenza diffusa di studi approfonditi sulla condizione umana, lavorativa, psicologica di ampia portata sui lavoratori stranieri per capire e risolvere con politiche adeguate i tanti problemi che comporta.
      Se sopratutto esistono e sono a nostra disposizione, il loro mancato utilizzo per pianificare questo immenso esercito di persone sradicate dai loro paesi di origine, è una responsabilità tremendamente grave per la dx come la sx.
      Abbiamo gli strumenti conoscitivi per regolare in modo intelligente l'immigrazione ?
      Oppure l'abbiamo data in appalto ai rabbini cabalisti insieme a tanto altro?

    1. ailavioni 26 maggio 2026

      Questa storia del razzismo nostro verso gli stranieri ha stufato.
      Quando della gente dà fastidio a causa delle sue azioni, è ovvio che non sia ben vista.
      Come esempio opposto prendiamo i cinesi. Lavorano, non rubano, non stuprano, non accoltellano eccetera. Ne deriva che nessuno è razzista verso di loro.
      E inoltre, le ragazze cinesi sono pure parecchio carine.

    2. Dante Bertello 26 maggio 2026

      A proposito dei cinesi, vatti a vedere cosa successe a sesto Fiorentino quando la ASL cercò di fare un controllo in un capannone.
      https://www.youtube.com/watch?v=tqdBZwCDJm8

    3. Dante Bertello 26 maggio 2026

      Ma anche a Milano quando la Polizia Locale multò l'auto di una donna cinese che la lasciò in doppia fila...
      http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/milano-rivolta-cinesi/milano-rivolta-cinesi/milano-rivolta-cinesi.html

    1. Dante Bertello 26 maggio 2026

      E’ passato invece sotto traccia l’assassino di Sharon Verzeni, avvenuto nel luglio 2024, dove un italiano di seconda generazione, Moussa Sangare figlio di immigrati maliani, uccise la giovane ragazza a Terno D’Isola (BG).

      La uccise all’una di notte, circa dodici ore dopo che in Gran Bretagna, a Southport, venne commesso un triplice omicidio, quando un diciassettenne, Axel Rudakubana, di origini ruandesi ma nato in Inghilterra, accoltellò tre bambine di 6, 7 e 9 anni.

      La concomitanza dei due crimini sembra evidenziare come Sangare abbia voluto emulare il crimine commesso poche ore prima, e anche il chiedere scusa alla giovane mentre stava compiendo l’omicidio ne palesa come il gesto fosse stato commesso senza una motivazione come quella di rapina o stupro, ma razzista.

      Il mese che ci volle per arrestare il colpevole sembra essere dovuto al voler lasciare che gli animi si stemperassero, per evitare che potessero avvenire disordini come accadde in Gran Bretagna, quando si erano creati cortei anti immigrati e avvennero violenze.

      Ma anche il giovane, Stefano Leo, che a Torino venne sgozzato ai Murazzi mentre stava andando a lavorare, ed il colpevole, Said Mechaquat un marocchino, disse poi di averlo fatto perché:”Volevo ammazzare un italiano felice, così l’ho colpito con il coltello”.

      https://www.lastampa.it/cronaca/2019/04/02/news/l-assassino-di-stefano-leo-volevo-ammazzare-un-italiano-felice-cosi-l-ho-colpito-col-coltello-1.33692276/

      Se da parte nostra c’è del razzismo, andiamo a vedere come mai nasce…

    1. Arian Van Heisen 26 maggio 2026

      Non basta avere un pezzo di carta o nascere in Italy per essere Italiano...!
      se ti chiami Salim sei e resti arabo , perchè è il sangue che determina
      la razza-

    2. absitiniuriaverbis 26 maggio 2026

      Vecchia storia...Hanno cambiato i nomi da originali a tutti italiani per gli evangelisti e gli apostoli e ... ma restano tutti medio orientali. E che abbiano, i sedicenti cristiani, a modo e tempi e luoghi fatto terrorismo è un fatto conclamato.

    3. A.P. 26 maggio 2026

      Bene, ma allora con un semplice emocromo si riesce ad individuare non solo la la razza ma anche le tendenze sociali di questa razza?

    4. A.P. 26 maggio 2026

      Lei è un sostenitore della teoria di Gesù nazareno zelota, fatto arrestare dal sinedrio ebraico in combutta col padrone romano del tempo? Possiamo dire di tutto contro Gesù il nazareno, ma che fu arrestato e crocifisso a causa del suo presunto zelotismo è una teoria piuttosto estrema quanto fumosa. Chiariamo alcuni punti. Gesù fu arrestato non perché a cavallo di un asino si apprestava a mettere a ferro e a fuoco Gerusalemme, ma semplicemente veniva a Gerusalemme per dire ai rabbini che erano degli impostori. All'occupante romano interessava che non vi fossero disordini e il sinedrio ebraico gli garantiva un certo ordine. Ovviamente Gesù sapeva di questo accordo sottobanco e sapeva che sarebbe andato a prendersi delle grane; il sinedrio ebraico sapeva che Gesù era un rompipalle e sapeva anche che era venuto a Gerusalemme per denunciare i loro furti e raggiri nel tempio, il tempio non era una sinagoga o una "chiesa" ma era il centro commerciale del mondo ebraico. Ora era semplice per quei "quisling" denunciare all'autorità romana che questo nazareno era venuto a Gerusalemme per rompere le uova nel paniere, ma soprattutto lo accusarono di essere zelota e sovvertitore dell'ordine costituito proclamandosi re dei giudei. Pilato lo arrestò, lo frustò, lo interrogò e alla fine non trovò nulla in lui di pericoloso nei confronti dello stato romano. Tuttavia per non saper leggere ne scrivere lo condannò per una semplice ragione: accontentare i ruffiani ebraici ben sapendo che erano dei truffatori e imbroglioni, ma che se li accontentavi non avrebbero causato disordini ulteriori.
      Dunque Gesù nazareno molto improbabilmente fu uno zelota, furono certamente zeloti i due che crocifissero con lui e barabba era certamente uno zelota, liberato solo perché era in voga nel dominio romano di liberare un prigioniero come dimostrazione di clemenza dell'occupante romano.
      Tutto sto pippone tedioso per dire che il terrorismo cristiano di matrice orientale è una teoria mal orchestrata che si scontra con evidenze e deduzioni storiche molto più solide rispetto a certi pregiudizi tendenziosi.

    5. Dante Bertello 26 maggio 2026

      Siamo davvero sicuri che le cose da lei raccontate in merito a Gesù nazzareno, siano veramente accadute?
      Perchè bisognerebbe credere anche ai miracoli che quest'uomo avrebbe compiuto: resuscitare morti, camminare sulle acque, moltiplicare pani e pesci, tramutare l'acqua in vino, ecc.
      Io non conosco le cose che lei ha scritto, ne chi e quanti anni dopo le abbiano riportate, ma se per questo debbo credere a tutto quello che ci hanno rifilato diventa davvero difficile farlo.

    6. absitiniuriaverbis 26 maggio 2026

      Saro' breve. e spero chiaro.
      Io leggo e studio e traggo le mie conclusioni lasciando aperta la porta ai dubbi.
      Di sicuro se i nomi sono stati italianizzati avra' avuto un suo tornaconto per chi intendeva ed intende controllare. E di sicuro lo sterminio di popolazioni indigene e l'inquisizione e i roghi etc etc sono appannagggio della sedicente cristianita' costruita in medio oriente da medioroientali ed approdata nell'impero. Tutto qua. Il resto e' storia.

      Sull'esistenza delllo zelota di cui parli ci sono poche prove e non contestuali e quidi labili cosi' come esisto dubbi e non pochi in merito a quanto abbia detto e fatto.
      Ovviamente la lettura di tutti i testi di parte, con aggiunte, omissioni, correzioni, detrazioni e spiegazioni assomma ad un puzzle di pezze a colori per sostenere una storia che invece di portare luce ha offuscato quella che c'era. Questo e' appannaggio delle religioni.

      Ti ringrazio del tuo 'pippone' e della tua voglia di spiegare. Ad ognuno la propria strada.

    7. Arian Van Heisen 27 maggio 2026

      No, sono i cromosomi ed il DNA che determinano la Razza.
      le tendenze sociali non c' entrano con etnia o razza

    1. PietroGE 25 maggio 2026

      El Koudri è un marocchino con un pezzo di carta che dice che è italiano, è, appunto, un 'italiano di carta'. I suoi problemi psichici derivano dal fatto che non si può, o non si vuole (o entrambi) integrare in Italia. La sua condizione è simile a quella di molti immigrati che provengono da società (e identità) molto differenti dalla nostra. Molti suoi simili riescono a nascondere l'alienazione rinchiudendosi tra i loro compatrioti e facendo una vita da separati e estranei all'ambiente sociale dove vivono, se volete una specie di 'Apartheid' non imposta da nessuno. Il razzismo del quale parla l'articolo è quello anti italiano di chi vuole la sostituzione etnica del popolo italiano nell'illusione, demente e scellerata, di poter usare gli immigrati come clientela elettorale sullo stile dei Dem americani. La cura per El Koudri è molto semplice : rimandarlo a casa sua, ovviamente dopo il carcere. Questo articolo è la solita minestra del cattivo razzista italiano che non vuole scomparire per far posto al nuovo 'paradiso multietnico e multiculturale' che è alle porte della storia, anche se, a ben notare questo andazzo esiste solo in Europa e in Nord America. L'ultimo 'paradiso', quello dei lavoratori, è finito con più di 100 milioni di morti. Vediamo questo quanti ne farà.

    2. Piero 26 maggio 2026

      È italiano chi si sente parte della comunità nazionale, e dà il proprio contributo allo sviluppo delle arti, delle scienze e della tecnologia del nostro popolo, di cui condivide lingua, cultura, valori ed ideali, impegnandosi nello studio e nel lavoro, a prescindere dall'origine etnica. Chi crea solo problemi dovrebbe essere immediatamente espulso nel paese di origine.

    3. ws 26 maggio 2026

      un ‘italiano di carta’

      bella definizione
      Ma alla fine il vero problema sono gli "italiani di m...." che evidentemente non sentendosi ancora "maggioranza" di questi "italiani di carta " ne vogliono sempre di più.

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