I confini dell’intelligenza artificiale

Le intelligenze non-umane autonome sono già tra noi e possono simulare delle attività che fino a poco tempo fa erano ritenute impossibili da replicare. Nel frattempo il loro sviluppo prosegue furiosamente.

I confini dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è la più grande minaccia alla nostra esistenza - Elon Musk

L'università degli studi di Perugia ha inaugurato la nascita di una cattedra interamente dedicata all'intelligenza artificiale. Apple ha ufficializzato l''introduzione della sua AI in tutti i suoi dispositivi elettronici, adeguandosi alle politiche dei suoi rivali e partner del digitale. Nel frattempo, Elon Musk sta continuando ad investire nell'inserimento di microchip neurali all'interno dei nostri crani, mentre numerose start-up sparse in tutto il mondo stanno portando avanti "innovazioni" tecno-antropologiche come il backup della memoria, la criogenia cerebrale, la creazione di "intelligenze emotive artificiali"; il tutto compendiato dagli androidi già costruiti con successo da Boston Dynamics e Tesla. Tutti questi fatti confermano quanto l'AI sia ormai parte della nostra vita. Tuttavia, al livello del dibattito pubblico comune, soprattutto in Italia, si parla di Intelligenza Artificiale come se stessimo assistendo all’alba di una futura rivoluzione antropologica. Il che è innegabilmente vero, con la dovuta precisazione che non c’è da aspettare nessun avvento: ci siamo già dentro. Infatti, in nome di una precisa consapevolezza del presente, la vera e propria Intelligenza Artificiale esiste da decenni ed è ormai diffusa largamente in innumerevoli situazioni delle nostre vite. Ma spesso è grazie al bagaglio culturale di cui siamo dotati a priori che riusciamo a vedere il mondo circostante. Non a caso, quando a Confucio chiesero cosa avrebbe fatto se fosse diventato imperatore, egli rispose: «Prima di tutto, rettificherei i nomi delle cose».

Intelligenze artificiali classiche ed avanzate

Un'AI (dall'inglese Artificial Intelligence) è innanzitutto una qualsiasi macchina od un qualsiasi programma in grado di svolgere compiti che per essere eseguiti richiedono forme di intelligenza presenti esclusivamente (o quasi) negli esseri umani. Ora, in questo senso praticamente tutti i software informatici sono AI. Tuttavia, un conto è elaborare fogli di calcolo come fa Excel. Ben altra questione è saper comprendere frasi linguistiche umane ed essere in grado di rispondere in modo sensato e totalmente autonomo. Questi due esempi rappresentano infatti i due rami principali dell’albero genealogico delle AI[1]. Il primo è quello dei modelli algoritmici classici (classical algorithmic models, detti anche GOFAI: Good Old Fashioned Artificial Intelligence) i quali consistono in sistemi di algoritmi che analizzano i dati in input che vengono loro offerti per poi calcolare gli output seguenti. Le GOFAI "si muovono" secondo la logica booleana, cioè analizzando i dati come se questi avessero dei valori di verità binari (vero o falso, 1 o 0) per cui la verità o falsità dei dati analizzati "muove" gli algoritmi verso risultati deterministicamente predisposti. Non ci vuole molto per capire che queste AI classiche sono ancora troppo macchinose: la loro architettura è rigida, poiché l'intelligenza fa solo ciò che le è deterministicamente concesso dagli algoritmi inseriti, cioè non ha sufficiente autonomia né capacità innovativa; inoltre richiede una quantità di informazioni troppo dispendiosa ed una volta prodotto ciò che deve produrre finisce lì.

Invece, l'architettura delle vere e proprie AI con le quali abbiamo a che fare oggigiorno è, al contrario, dinamica e permette alle AI non solo di richiedere una minor quantità di dati iniziali, ma addirittura di imparare dai propri errori, migliorare ed affrontare nuove situazioni, senza che il programma venga ri-aggiornato da tecnici umani. Questa facoltà inedita per un'intelligenza non umana - ed è in questo momento una delle più importanti "conquiste" delle macchine intelligenti - viene chiamata per l'appunto machine learning, ma, vista l'ampiezza del tema, ne parleremo in seguito. Per adesso è sufficiente descrivere brevemente l'architettura e le novità delle AI di ultima generazione. Piuttosto che parlare di classiche-moderne o vecchie-nuove AI, e nella misura in cui quelle classiche sono ancora parte integrante del nostro mondo tecnologico, è più opportuno definire le AI più recenti come dei sistemi connessionistici (connessionistic systems), oppure, ancora meglio, sistemi informatici fondati sulle Reti Neurali Artificiali (Artificial Neural Networks, ANN). Tralasciando per motivi di spazio l'intera descrizione dettagliata di queste reti, basti dire che la struttura paradigmatica che ha ispirato la loro creazione altro non è che quella del sistema nervoso umano: infatti i nodi (nodes/units) e le connessioni (connections) di cui sono costituite le ANN ricalcano artificialmente le connessioni tra percettroni e di conseguenza tra neuroni (da cui il nome "reti neurali"). A partire da questa architettura di base le AI sono oggi in grado di realizzare due attività e due "facoltà sensibili" finora ritenute impossibili da replicare nelle macchine:

  • Imitazione
  • Apprendimento
  • Riconoscimento e produzione di immagini
  • Comprensione e produzione linguistica

Quattro modi di somigliare agli umani

Senza soffermarsi troppo sull'intero funzionamento tecnico, basti dire che il primo caso non è altro che il famoso Imitation Game, noto anche come test di Turing, per cui una macchina che fosse in grado di imitare un essere umano tanto da rendere questo e la macchina indistinguibili, significherebbe, secondo gli interpreti, il raggiungimento di una uguaglianza di dignità esistenziale per le AI tale da porre importanti problemi etici, politici e sociali. A riguardo, il test di Turing sarebbe stato superato, secondo alcuni esperti, nel 2014 dal progetto russo-ucraino Eugene Goostman, sebbene in realtà il verdetto di intelligenza umanoide si sia rivelato decisamente discutibile.

Nel secondo caso, come anticipato sopra, le nuove AI a reti ANN procedono secondo percorsi tecno-epistemici che permettono loro di rimodulare autonomamente le loro risposte a seconda dei feedback che ricevono dall'ambiente. Il machine learning, come è stato chiamato, equivale ad un particolare processo informatico di apprendimento, vale a dire una particolare forma di auto-miglioramento, facoltà comunque figlia - il ché vuol dire tutto – di complesse costruzioni algoritmiche fatte da esperti umani.

[caption id="attachment_213630" align="aligncenter" width="584"] L'App Google Lens è il prototipo delle AI, addestrate a riconoscere e categorizzare ogni oggetto rilevato nelle foto scattate da un qualsiasi smartphone. È stato sperimentato molto in ambito medico come rilevatore di malattie della pelle ed altri segnali sintomatici di varie patologie. Il dottore artificiale è già imminente.[/caption]

Le ultime due funzioni sopra elencate, riconoscimento di immagini e linguistica, corrispondono a due vere e proprie attività sensoriali tipiche degli esseri viventi e nell'ultimo caso dell'uomo. Riconoscere le immagini che provengono dall'esterno significa in un certo senso possedere la vista, ovviamente un tipo particolare di vista. Infatti, non si tratta, nel caso delle AI più recenti, semplicemente di etichettare (labeling) certe immagini, od oggetti appositamente inserite al loro interno. Le più avanzate Convolutional Neural Networks (CNN), attraverso i vari processi di tipo feed-forward e back-propagation, riescono a riconoscere da sole le differenze, i dettagli, le sfumature che differenziano gli oggetti visti nelle immagini su cui vengono addestrate inizialmente, per poi saper effettuare il riconoscimento su nuovi input mai sperimentati. Un esempio immediato sono i vari software di riconoscimento facciale, i quali sanno riconoscere volti umani (ed i loro più piccoli dettagli) anche di persone mai viste durante l'addestramento.

Infine, le AI di tipo NLP (Natural Language Processing) sono diventate improvvisamente di interesse comune quando si è diffuso ChatGPT. Le NLP sono le intelligenze linguistiche che, impiegando particolari reti di tipo Recurrent Neural Networks (RNN) comprendono le formule linguistiche umane ed elaborano risposte sensate ormai con una distinta precisione. Un osservatore attento può rendersi conto che dieci anni fa il traduttore di Google era praticamente inutilizzabile mentre adesso ha raggiunto una "umanità troppo umana" per dirla alla Nietzsche. Infatti, il mondo delle AI è caratterizzato da una vertiginosa velocità di cambiamento, tanto che la differenza tra le AI attuali e quelle di cinque anni fa è la stessa che c'è tra i computer odierni ed i primi esperimenti nel Novecento[2]. Per questo motivo il noto (e controverso) Raymond Kurzweil continua ad avvisare che «la singolarità è vicina!» (ci manca solo un «rendete dritta la via del Signore!» N.d.A.), ossia il momento in cui l'intelligenza artificiale sorpasserà quella umana.

[caption id="attachment_213627" align="aligncenter" width="587"] La homepage di ChatGPT (Chat Generative Pre-trained Transformer), l'intelligenza generativa più diffusa sul mercato. Creazione di OpenAI, start-up di Elon Musk e Sam Altman. Come scritto nell'immagine, chi utilizza questi mezzi a quanto pare ha bisogno di rivolgersi al nuovo "oracolo" ,il quale saprebbe meglio dell'interessato cosa farsene dell'arte dei propri figli.[/caption]

Limiti e questioni aperte

Ma a parte i proclami di chi vuol speculare su futuri impossibili da verificare, le domande che sorgono alla luce di quanto visto finora sono le seguenti: si può quindi parlare davvero di macchine in tutto e per tutto simili agli esseri umani? Le AI, ora che sono in grado di migliorarsi da sole, ed essendo capaci di adattarsi all'ambiente, nonché di comunicare in modo sensatamente autonomo, di avere una "vista" in grado di discernere automaticamente gli oggetti visti ecc. non dimostrano di comportarsi come dei viventi? Cosa distingue quindi la vita dalla materia? Possono le macchine generare forme di coscienza? Gli androidi sostituiranno davvero gli esseri umani in ogni cosa? Siamo costretti, come afferma Harari a diventare Cyborgs? Non è possibile (sicuramente non in questa sede) intraprendere trattati argomentativi su questioni del genere, sebbene su alcune di queste domande la risposta è abbastanza evidente.

Innanzitutto, è necessario fare un'altra distinzione: la maggior parte delle AI sono c.d. narrow cioè progettate per svolgere uno o pochi compiti. Quelle invece create per svolgere tutte le attività intellettuali sono le general AI (AGI). Quindi, va da sé che gli scenari più distopici sullo Human Replacement riguardano solamente le AGI, anche se già adesso è reale il conflitto socio-economico tra tutte le AI, anche quelle narrow, e determinati lavori svolti da esseri umani. Per quanto riguarda le "percezioni sensoriali", anche qui vi sarebbe molto da dire, ma intanto è sufficiente osservare che una cosa è aver imparato a categorizzare certi segni, azionare meccanismi input-output o generare frasi mediante un meccanismo di simulazione della sintassi generativa, un'altra è riconoscere la voce di propria madre o lo stato d'animo che emerge da una lettera scritta a mano. In altre parole, il pensiero deduttivo simbolico di ordine superiore è ancora prerogativa dell'uomo, per cui una macchina per quanto elaborata, non è ancora in grado di dedurre segni di diverso ordine rispetto a quelli che deve riconoscere. Per fare un esempio, nessuna AI può arrivare a sentire "la sensazione di essere figlio" nel sentire la voce della propria madre, oppure nessuna AI può agire per "senso di responsabilità" nel momento di decidere per un minorenne, al contrario di un padre, il quale deve prevedere il bene di lungo periodo del figlio in contesti molto particolari (lo stesso vale per i lavori di cura, educazione e soccorso).

Di tutto ciò si occupa chi studia il c.d. problema difficile della coscienza, per cui, secondo il filosofo della mente D. Chalmers, il vero enigma ancora irrisolto (e forse irrisolvibile) della coscienza è il problema dell'esperienza fenomenica: vedo una rosa rossa; la percepisco e sono cosciente di vederla; ma cosa si prova a vederla? Anzi, cosa si prova nell'essere in questo stato, in questo preciso ed unico momento, in quanto me stesso, nel vedere la rosa? Cosa sono la "rossezza", la "rosità"? Cosa significano per me? Insomma, già solo per il livello di queste domande siamo ben lungi dal poter, non tanto paragonare, quanto identificare o porre in uguaglianza la vita umana (ma anche animale) e le macchine per quanto dotate di AI. Nessun machine learning o test di Turing può (forse) replicare la coscienza, dotata, oltreché di fenomenologia, anche di giudizi morali, sentimenti, archetipi, idee innate, etica facoltà del cuore e dell'intelletto in quanto soggetti di una vita concretamente vissuta al di là di ogni razionalizzazione di essa come insegna il filosofo morale Bernard Williams.

[caption id="attachment_213631" align="aligncenter" width="405"] Una illustrazione del De Humani Corporis Fabrica di Andrea Vesalio, importante opera del Cinquecento considerata il primo trattato di medicina moderna. Dalla descrizione realistica e tecnica del corpo umano di Vesalio hanno tratto ispirazione filosofi della modernità classica quali Cartesio, Hobbes, Newton, Le Mettrie, accomunati da una visione macchinina delle cose.[/caption]

Già Cartesio nel suo famoso Discorso sul metodo osservava che ogni essere non-umano (il filosofo francese equiparava anche gli animali a delle macchine) manca di due particolari capacità riscontrabili invece anche nell'«uomo di più basso intelletto»: la creatività generativa del linguaggio e delle azioni:

«Anche se talune macchine riescono a svolgere molti compiti con uguale o addirittura maggior perfezione rispetto a noi uomini, evidentemente non riescono a compierne altri. Dacché si scopre quanto esse mai hanno funzionato per conoscenza, bensì per mera disposizione dei loro ingranaggi. Infatti, mentre la Ragione è uno strumento universale che si adatta ad ogni occasione, questi ingranaggi, al contrario, necessitano una determinata disposizione per ogni azione particolare. Da ciò segue che è moralmente impossibile l'esistenza di una macchina dotata di una certa varietà di ingranaggi sufficiente a permetterle di agire in tutte le circostanze della vita, nella stessa maniera in cui la nostra ragione lo permette a noi.»[3]

Le osservazioni cartesiane sono interessanti e tuttora prese in seria considerazione proprio nel campo delle AI. In verità, il recente avanzamento sopra descritto potrebbe, se non proprio confutare le sue affermazioni, per lo meno metterle in discussione nella misura in cui, come già detto appunto, eventuali AI generaliste potrebbero essere capaci proprio di saper agire razionalmente in ogni occasione particolare in cui esse si trovino. Tuttavia, sempre Cartesio nel suo errore, come giudicato dal neuroscienziato Antonio Damasio, di aver separato nettamente ragione ed emozioni, non si sarebbe accorto di quanto proprio le emozioni e l'universo sentimentale siano fondamentali per la mente razionale stessa. Paradossalmente, Cartesio, se venisse smentito il suo Discorso, avrebbe avuto torto ma allo stesso tempo ragione sulla divergenza tra uomini e macchine. Avrebbe sbagliato solo l'elemento di differenziazione (la mente emotiva, non l'intelletto puramente razionale ci differenzierebbe dalle macchine). Un importante neurologo del secolo scorso, il dott. Geoffrey Jefferson, giunse ad una conclusione simile:

«Fino a quando una macchina non sarà in grado di scrivere una poesia o comporre un concerto a partire dai suoi pensieri e dalle emozioni che ha provato, e non per la combinazione di simboli, potremo concordare sul fatto che la macchina non replica la mente umana - ossia, non tanto non può ricopiarla, bensì non può sapere consapevolmente di farlo. Nessun meccanismo potrebbe provare (e non semplicemente segnalare artificialmente; un facile espediente) piacere per sapere di aver avuto successo, o dolore quando le sue valvole si fondono, sentirsi lusingato dall’adulazione, miserabile per i propri fallimenti, sedotto dal sesso, sentirsi arrabbiato o depresso quando non può ottenere ciò che vuole.»[4]

Per spezzare un'altra lancia a favore di Cartesio - ed in risposta alla facoltà di machine learning - è possibile sostenere che non potrà mai esistere probabilmente una vera e propria intelligenza artificiale generale, per il semplice motivo che la mera somma di abilità e funzioni non va a comporre una intelligenza davvero e definitivamente completa: l'unità di tutte le conoscenze, memorie, idee è originariamente irriducibile alla somma di esse; v'è negli esseri umani un'unità della propria coscienza - che una volta veniva chiamata anima - la quale è, per sua natura, originaria (non costruita anteriormente da altri pezzi) ed è essa stessa la condizione di possibilità della conoscenza per usare la formula di Kant. L'uomo non ha solo conoscenze, ma ha il senso dell'unità di esse. Ne sapeva qualcosa già Platone quando confutava chi sosteneva che l'anima fosse il risultato composto di una armonia tra parti[5]. Alle AI, per quanto generaliste o avanzate, manca questa unità e pertanto esse hanno la somma, ma non l'integrazione tra conoscenze. Simulare una mente è ben diverso dall'avere una mente ed è il motivo per cui il filosofo statunitense John Searle distingue tra weak AI, le quali appunto non sarebbero altro che simulazioni, e strong AI, esseri informatici dotati di una vera e propria mente (come ed in quale misura sono domande da milioni di dollari come si suol dire). Tuttavia, lo stesso Searle ha dimostrato con l'esperimento della stanza cinese (chinese room) che anche una eventuale strong AI potrebbe solo eseguire con perfetta efficienza e precisione determinati compiti senza "avere l'idea" di cosa sta facendo, concludendo che senza comprensione non v'è pensiero.

Rimangono, e molto probabilmente rimarranno, forti argomenti in risposta a chi vuol sostenere, piuttosto che l'uguaglianza possibile tra AI ed intelletti umani, una visione della vita e dell'uomo riduzionista e gravemente materialistica. Un importante problema poco denunciato emerge dalla presenza di questi grandi sviluppatori di AI, colossi del digitale e guru mossi da una distorta visione della mente umana e soprattutto della vita, che rischia di ridurre le vite ad illusioni virtuali, nonché la natura umana ad un essere senz'anima e gli uomini, nelle loro capacità, ad ingranaggi riproducibili, ovvero sostituibili non solo nel lavoro ma, seguendo la filosofia di Hannah Arendt sui totalitarismi[6], nella società umana stessa. Perché esseri considerati socialmente inutili o presto "superati da intelligenze superiori" vengono prima o poi messi da parte e, come la storia purtroppo insegna, spazzati via come nettezza etnica o sociale. Le tragedie sociali, infatti, si sono sempre rivolte, non tanto – osservò con maestria Arendt – nei confronti di nemici dichiarati o gruppi ostili, ma contro fasce di popolazione ed individui ritenuti inutili, senza vera influenza ed importanza, quindi facilmente rimpiazzabili, sostituibili. Per questo motivo, i confini dell'intelligenza artificiale sono i confini che la civiltà umana vorrà segnare per sé stessa.


Di Matteo Parigi per comedonchisciotte.org


NOTE

[1] Va precisato che, se si dovesse parlare di Intelligenza artificiale in un senso molto più generico, allora saremmo costretti ad affermare che le AI in questo senso esistono da che esiste l'uomo: già il filosofo greco Archita di Taranto, vissuto tra V e IV secolo a.C., costruiva colombe di legno in grado di volare da sole. Tuttavia, si trattava naturalmente di ingegneria meccanica, mentre il campo delle AI ha subito una gigantesca (ed ovvia) rivoluzione con la nascita dell'informatica ed è a questo ambito che fanno riferimento gli argomenti qui descritti.

[2] La legge di Moore, formulata nel 1965 da Gordon Moore confondatore della Intel, afferma che il numero di componenti all'interno di un chip informatico raddoppia ogni due anni. Ciò significa che l'aumento della potenza informatica è di ordine esponenziale.

[3] Discorso sul metodo 1637.

[4] Cit. in M. Mitchell, Artificial Intelligence. A guide for thinking humans.

[5] V. Fedone.

[6] V. Le origini del totalitarismo e la banalità del male.

Commenti (39)

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Mostra commenti 39 caricati
    1. Teopratico 22 luglio 2024

      Che sia Musk(era) a metterci in guardia e a terrorizzarci sulle AI la dice tutta sulle vagonate di propaganda che stanno mettendo in atto sul tema: per angosciarci, farci stare in ansia e non respirare e perdere fette di sensibilità, di umanità, di gioco e di risa, e di amore e armonia nei nostri animi. E grazie, certo che sarà facile per le capacità delle macchine simulare l' uomo ridotto allo stato di verme.

    1. Ummon 22 luglio 2024

      Voglio proporre un esperimento mentale.

      Immaginiamo di usare una quantità smisurata di potenza di calcolo per simulare neurone-per-neurone, dentrite-per-dentrite, il cervello di... boh, facciamo un passerotto. Simuliamo la danza di attivazione e inibizione delle sue cellule la prima volta che sua madre, poco dopo la schiusa delle uova, gli caccia in bocca un delizioso vermiciattolo. Seguiamo attraverso la motivazione attraverso l'incontro con una compagna, la lunga danza del corteggiamento, una nuova schiusa di creature neonate che portano la sua discendenza. Tutta la sua esistenza fino a quando un falco compare all'orizzonte, cala su di lui mentre tenta di scappare terrorizzati, infine lo divora. Fine della simulazione.

      Se la nostra conoscenza della sua neuroanatomia era abbastanza precisa, abbiamo osservato in diretta la coscienza del virtual-passerotto?
      (Per inciso: ci siamo già abbastanza vicini, anche se per ora miriamo solo a Drosophila).

      Adesso estendiamo l'esperimento.
      Siamo nel 1700 e rotti. Molte idee su cervello e coscienza e soprattutto sul pensiero come ricombinazione di simboli erano già ampiamente nell' aria. Stavolta ipotizziamo di ripetere la simulazione di virtual-passerotto con la tecnologia dell' epoca. Non avendo il silicio, usiamo... una meravigliosa macchina computazionale ad acqua, sì, mi sembra suggestiva. Larga come Londra e Parigi messe insieme, cattedrali di pompe idrauliche spingono il flusso attraverso filtri e canali per macinare bit di informazione.
      Cosa cambia? Concettualmente non molto: il nostro dispositivo è Turing-equivalente, quindi può fare tutto ciò che fanno i nostri computer. Solo, ci mette più tempo. Molto, molto più tempo. Diciamo: dieci anni di tempo-macchins per simulare tre ta secondi di vita di virtual-passero.

      Ma per noi osservatori, le conclusioni sono identiche: tutte le esperienze del nostro in/esistente uccellino sono assolutamente reali anche se lui non ha mai avuto carne e sangue.

    1. pieros 22 luglio 2024

      Il futuro dell'uomo con l'AI?
      eccolo.
      https://www.affaritaliani.it/economia/ia-la-prima-fabbrica-al-mondo-senza-esseri-umani-non-serve-neanche-la-luce-928540.html

    2. uomospeciale 22 luglio 2024

      Diventeremo una specie ornamentale.

    3. ric 23 luglio 2024

      a meno che.....

    4. uomospeciale 23 luglio 2024

      Per come la vedo io, in questa situazione gli scenari possibili per il futuro sono soltanto 2:

      1- Coesistenza con le AI, graduale e incruenta riduzione demografica su numeri più sostenibili per il pianeta e disimpegno dell'essere umano in ogni campo fino a ridurci a una specie semi parassitaria di patetici e stupidi tricheconi decadenti, grassi e mantenuti a vita dal lavoro dei robot, in questo scenario l'estinzione della nostra specie è solo questione di tempo

      2- Assimilazione e fusione con le AI e con le macchine:

      Questo è l'ipotesi più probabile sul lungo periodo, se non ci ammazziamo a vicenda prima.
      Qualsiasi forma di vita sulla terra tenta di preservare sé stessa sfuggendo alla morte e nessuna ci riesce perché tutto ciò che è vivo deve morire.
      Ma una specie ibrida a metà tra l'organico e l'artificiale potrebbe cambiare tutte le regole del gioco, eliminando ogni limite umano legato alla carne e consentendoci di proseguire il nostro cammino evolutivo verso traguardi e forme di società cosi avanzate, che oggi non possiamo neppure immaginare.

      Non prendo neppure in considerazione le ipotesi di guerra delle AI contro gli esseri umani tipo Terminator
      Perché le ritengo abbastanza improbabili, e buone solo per i film di fantascienza.
      i nemici e i predatori peggiori degli esseri umani continueranno a essere domani come oggi e come sempre, altri esseri umani.

    5. ric 23 luglio 2024

      resta il fatto che l' eventuale AI , e' una creazione dell' uomo ..o di alcuni uomini.
      sapendo che l' uomo nel universo ha nessuno scopo predeterminato, ma resta uno scarto casuale di processi universali a noi sconosciuti . Sapendo che ogni vita umana o animale e' irrepetibile per l' eternità , basterebbe prendere i fautori della AI e sgozzarli su pubblica piazza.

    6. uomospeciale 23 luglio 2024

      Inutile recriminare, ormai il vaso di Pandora è stato aperto e lo sviluppo delle AI proseguirà senza soste in tutto il mondo.
      Se anche oggi ne vietassimo l'uso e lo sviluppo nell'intero occidente per dire, gli altri paesi del mondo non rinuncerebbero mai a un simile vantaggio competitivo.
      Non resta che sperare nel futuro, avendo comunque ben presente che il periodo di transizione verso la società robotica e delle AI, per l'entità dei cambiamenti sociali e individuali che si porterà dietro, sarà ben più traumatico di quanto non lo sia stata la transizione dalle prime società agricole a quelle industriali moderne.

      Allacciamo le cinture gente!... E prepariamoci a parecchi scossoni.

    7. ric 23 luglio 2024

      non ci sto '

    8. Primadellesabbie 24 luglio 2024

      Penso anch'io a questo modo, l'interesse per l'AI è iniziato alcuni decenni or sono in vari Paesi.

      Una conseguenza prevedibile sarà la divisione della società tra chi soggiacerà alle applicazioni di questa tecnologia e chi cercherà una via per collocarsi al disopra degli effetti, al riparo sia dalla frustrazione che dal delirio di potenza che, presumibilmente, filtreranno nella nostra cultura.

    1. Darkman 22 luglio 2024

      Intervengo spesso su questo tema a discapito di molti altri perché ritengo che sulla percezione sbagliata di queste tecnologie si sta giocando il nostro futuro. Le corporations, aiutate da orde di influencer e youtuber, hanno lanciato una campagna di marketing volta a deificare questi modelli linguistici nella coscienza dell'uomo comune spacciando la pirite per oro. Tutto ciò che i sistemi basati sul machine learning sapranno fare è automatizzare il controllo telematico per proiettarci in mondo turbo-orwelliano e fottere alla tech gleba i lavori da tech gleba tali appunto perché non richiedono l'uso del cervello e quindi anche una macchina addestrata può imparare a farli. Mondo della quantità vs mondo della qualità nella sua forma più liminale per riprendere un espressione tipicamente guenoniana. Non è la macchina che sta raggiungendo l'intelligenza umana ma l'intelligenza umana che si sta facendo regredire al livello di quella dei bot affinché uomo e computer possano finalmente incontrarsi a metà strada sul sentiero del nulla.

      Un’AI (dall’inglese Artificial Intelligence) è innanzitutto una qualsiasi macchina od un qualsiasi programma in grado di svolgere compiti che per essere eseguiti richiedono forme di intelligenza presenti esclusivamente (o quasi) negli esseri umani.

      Mettendola in questi termini allora potremmo definire intelligente pure una calcolatrice elettronica.
      Comunque, in base ai miei test sul campo, ecco alcune delle innumerevoli cose in cui gli LLM mostrano enormi limiti:
      1) Imitare consapevolmente:
      Per imitare effettivamente un autore devi comprendere il suo stile e per riuscirci devi essere in grado di realizzare che il suo stile è frutto di una base teorica, di una sensibilità particolare e del contesto in cui sono maturate le sue esperienze. Gli LLM di tutto questo non capisco assolutamente niente. Ho dato in pasto a questi bot valanghe di roba scritta da me e quando poi gli ho chiesto di emularmi hanno fallito nei modi più patetici.
      2) Essere creativi.
      Gli LLM non sanno cos'è la creatività perché sono addestrati su pattern che fungono da perno per generare i loro responsi. E qui giace una delle grandi mistificazioni sul machine learning: alla fine queste macchine non sanno spingersi mai effettivamente più in là di dove arriva la loro programmazione. Chiedigli di scrivere una storia e vedrai se ne usciranno con delle robe assurdamente generiche e puerili dove gli unici brevissimi passaggi che funzionano solo quelli che hanno spudoratamente copiato da qualche parte.
      3) Rapportarsi con contesti elaborati:
      Gli LLM sono in grado di generare frasi e paragrafi coerenti ma senza la benché minima profondità di comprensione necessaria per trasmettere emozioni complesse o significati sfumati. Soprattutto le sfumature, imprescindibili per definire contesti specifici, sfuggono totalmente a tali software che trasmettono perciò un indicibile senso di piattume e ottusità.
      4) Comprendere le emozioni:
      Gli LLM sanno descrivere in maniera grossolana azioni ed emozioni ma senza comprenderle minimamente o cogliere alcunché sulla scaturigine di esse risultando anche qui completamente piatti e ottusi.
      5) Coerenza effettiva:
      Noi definiamo una persona coerente quando essa ha una sua filosofia specifica che mette in pratica in maniera abbastanza fedele. Gli LLM non hanno niente del genere: dal momento che non pensano e sono progettati per fornire responsi testuali possono avvallare tanto una tesi quanto quella opposta senza cognizione di causa.

      Potrei andare avanti per ore ma mi fermo qui per non fare un post chilometrico. La mia conclusione è che se nel discorso di Cartesio sostituiamo la parola ingranaggi con algoritmi ha ancora ragione lui.

    2. ric 22 luglio 2024

      ho capito poco ,,ma ti credo sulla parola ( sulle parole )
      ma allora a chi serve mettere in giro e applicare un surrogato della intelligenza umana ?

    3. Darkman 22 luglio 2024

      A chi non serve: all'uomo medio che sta venendo perculato di brutto e non ha le competenze tecniche per farci qualcosa di produttivo coi chatbot ma può solo giocarci mentre le aziende volendo potranno sostituire una buona fetta dei loro operatori con dei robot da non stipendiare.
      A chi serve: alle aziende summenzionate e alle corporazioni dedite alla raccolta dati sugli utenti. In un guscio di noce: a fare arricchire chi è già ricco e a trasformare l'uomo medio sempre più in un mangiatore inutile.

    4. ric 22 luglio 2024

      ho capito ..( lo immaginavo ) il progresso che avanza !

    5. Teopratico 22 luglio 2024

      Anch'io sono decenni che lo penso e lo dico e lo stavo per scrivere qui ma lo hai fatto tu prima e meglio: il test di Turing verrà superato non tanto per le capacità intellettive della macchina ma per l' abbassamento intellettivo dell' uomo. Quello è il vero traguardo che si vuole raggiungere.

    6. Darkman 22 luglio 2024

      Lo stesso Turing riguardo al suo test disse che l'algoritmo capace di superarlo sarebbe stato assai più simile a un pappagallo ammaestrato che ad un essere intelligente in grado di pensare (ma il marketing propagandistico di OpenAi figurati se lo fa presente).
      Turing consapevolmente propose negli anni '50 un gioco imitativo non un test per decretare l'umanità e l'effettiva intelligenza delle macchine.

    7. uomospeciale 22 luglio 2024

      Perderanno il posto in parecchi.
      I lavori da ufficio saranno i primi a essere sostituiti lo smart working sdoganato ed esploso durante l'isolamento del covid, è servito anche per capire quanto poco la società abbia bisogno di persone in carne e ossa per svolgere praticamente tutte le mansioni burocratiche e amministrative, non parliamo poi dei vari uffici della PA con percentuali di assenteismo cronico contro il quale nessuno sembra volere o poter fare, nulla.
      È evidente che se un ufficio "funziona" anche con buona parte dei suoi impiegati assenti quegli impiegati non servono a niente, e non si capisce perché dobbiamo continuare a pagarli.
      Insomma il settore impiegatizio sarà il primo a essere falcidiato di brutto dalle AI..
      Chi invece svolge lavori necessari o in settori critici come la sanità, l'assistenza agli anziani sarà al sicuro per parecchi anni ancora, per non parlare poi di chi è difficile da trovare già oggi al punto che può permettersi anche di stabilire il prezzo e i tempi del suo lavoro, tipo idraulici, lattonieri, piastrellisti, elettricisti, fabbri, falegnami, carpentieri, frigoristi, meccanici ecc ecc ...
      Non mi sorprendei affatto se gli esponenti delle professioni cosiddette "umili" quelle che non ha mai voluto svolgere nessuno, diventassero in futuro così pochi e così necessari, da far di loro la nuova classe media o addirittura la futura nuova borghesia, essendo tra i pochissimi a essere ancora necessari in un mondo di disoccupati a vita paghettati dallo stato.
      Uno stato che darà alle enormi masse di esclusi giusto lo stretto necessario per la mera sussistenza, o poco più...
      Questo in un primo momento, diciamo tra i 15 e i 40 anni avanti nel futuro, poi con il diffondersi dell'automazione e della robotica sia industriale che civile in tutti i settori, anche per loro, arriverà l'inevitabile declino e il muro della totale inutilità sociale...
      Ma a mio avviso non sarà una cosa troppo tragica, dopotutto è dall'invenzione della ruota che l'uomo cerca di fare meno fatica possibile, di liberarsi dal lavoro, dall'impegno, dal sacrificio...
      A quanto pare con le AI, ci stiamo avvicinando al traguardo:

      Sarà la fine di un lungo e faticoso percorso.... E forse anche la fine della nostra specie.
      Chi vivrà vedrà.

    8. Heidrek 23 luglio 2024

      Lo ripeto da tempo ad amici e conoscenti: il grande successo di questi sistemi è stato proprio chiamarli Intelligenze Artificiali benché di intelligente abbiano poco o nulla.
      Sono solo una nuova generazione di algoritmi che implementano l'autoapprendimento, tutto qui: se iniziassimo a chiamarli diversamente tutto il cancan che ci gira attorno evaporerebbe all'istante.

    1. AlbertoConti 22 luglio 2024

      Una macchina non potrà mai percepire alcunché per il semplice fatto di non essere viva, e quindi, men che meno, avere coscienza del percepito.
      Si possono connettere i più sofisticati e sensibili sensori ad una macchina, che ne riceve i segnali sotto forma di input elettrici, elaborabili per obiettivi predeterminati, ma mai traducibili in sensazioni vissute, in stati di coscienza autonoma. Da qui si intuisce l'impossibilià per una macchina di elaborare stati spirituali.
      Perfino un coccodrillo o un ameba si collocano ad un livello superiore di qualunque macchina deterministica dotata di AI.

    1. Nonso 22 luglio 2024

      Tu hai mai costruito qualcosa di intelligente?

    1. TMH 22 luglio 2024

      Sono almeno quindici anni che, tutti noi, più inconsapevolmente che coscientemente, di fatto ci lasciamo "rubare" dati biometrici, info personali, cronologie di ricerche e spostamenti per addestrare massivamente l'IA. Sono anni e anni che lo ripeto e sono anni e anni che i più mi ridono in faccia. Prima o poi, la Torre di Babele crollerà.

    2. uomospeciale 22 luglio 2024

      Purtroppo se il mondo intero vuole andare in una direzione, ( perché è più facile, o più comodo farlo ) mentre tu decidi di andare dall'altra, ci vai da solo.
      E ' da quando è nato internet che io uso un bassissimo profilo sulla rete:

      Non uso carte di credito, non carico foto nè alcun tipo di dato personale in rete, navigo il più possibile in anonimato con SIM ed Email intestate a terzi, ecc ecc

      Ma quanti lo fanno?
      Quasi nessuno .
      Più che le intelligenze artificiali io temo il governo, e l'istituzione di una sorta di credito sociale sul modello cinese.
      Anche perché a differenza del modello cinese da noi verrebbe usato solo per vessare ulteriormente e spremere a sangue i soliti fessi che pagano le tasse e seguono le regole, ormai ridotti a chiedere un permesso anche per andare a pisciare.
      Mentre pregiudicati, zingari, scippatori, ladri, spacciatori, rapinatori, teppisti e clandestini, se ne sbatterebbero alla grande.

    3. sbregaverse 22 luglio 2024

      Caro frate Special, dai nostri interventi si evincono: vizi^virtù^attitudini^abitudini^simpatie^antipatie^cultura^e^tutto^o^quasi^tutto^di^quello^che^si^voglia^sapere^di^noi.

    4. uomospeciale 22 luglio 2024

      Non è sempre vero.
      i sistemi per mantere un alto livello di privacy e anonimato ci sono, e funzionano.
      Certo che se uno poi si cala le braghe entrando nel dettaglio, postando foto, dati sensibili, iscrivendosi ai vari social e parlando del suo privato allora è tutto inutile.

    5. sbregaverse 22 luglio 2024

      Se non conti un caxxo nessuno ti caga ma appena..........appena....ma poi , quanto tempo, pensi ci voglia , per contarti tutti i peli, sì anche quelli nelle mutande ¿?

    6. uomospeciale 22 luglio 2024

      Dipende da quanti peli hai.

    7. sbregaverse 22 luglio 2024

      Caro frate un abbraccio fraterno .

    8. mago 22 luglio 2024

      gia che postiamo regolarmente qui con certi discorsi e temi alquanto scottanti garbatamente e civilmente ci mette a repentaglio e nel mirino di certe persone o altro,un caro saluto a tutti ci seguono..qualche giorno magari busseranno alla tua porta se come vedi possono monitorare in tempo reale chi non la pensa minimamente come loro.

    9. mago 22 luglio 2024

      pure che il numero di scarpe se incroci certi dati. sul serio.

    10. BrunoWald 23 luglio 2024

      "Mentre pregiudicati, zingari, scippatori, ladri, spacciatori, rapinatori, teppisti e clandestini, se ne sbatterebbero alla grande."

      Infatti dobbiamo imparare da loro.
      Non tanto i misfatti, ma la mentalità. A questo mi riferivo giorni fa, quando ho scritto che nel futuro ci saranno schiavi o "briganti". La maggior parte di noi sono brave persone che si fanno scrupoli morali, e il nemico conta proprio su questo.

      Non è facile cambiare mentalità, ma sarà sempre più necessario.

    11. BrunoWald 23 luglio 2024

      Senza dubbio paghiamo questo prezzo, in cambio del piacere di dialogare con persone intelligenti. Come sappiamo, nella vita nulla è gratis. Ma come dice @sbregaverse, se si ha l'accortezza di non contare un caxxo, tale prezzo dovrebbe risultare gestibile.

      È sempre bene, però, prendere in considerazione anche l'eventualità che un giorno bussino alla tua porta: come esercizio mentale, se non altro. Poi ognuno prenderà, sempre in teoria, le sue misure.

    12. IlContadino 24 luglio 2024

      Coi miei figli ho inventato un gioco a freccette, si esce a 101, a tre partite vinci il match: Il Brigantino.
      Cominci come bravo cittadino, una vittoria e diventi brigantino, due vittorie sei brigante, alla terza capo dei briganti, vittoria.
      Lezioni di vita dalla porta di servizio, divertendosi;-))
      Se mai capiterai da queste parti vedremo quanto sei brigante.

    13. BrunoWald 25 luglio 2024

      Ne sarei felicissimo!

    1. sbregaverse 22 luglio 2024

      Sicuramente AI è monda dai vizi umani.
      ~ ovvero, ben presto, non si farà mancare nemmeno quelli ¿?~

    2. Nonso 22 luglio 2024

      AI ha detto che aspetta IL programmatore che glieli implemetti

    3. sbregaverse 22 luglio 2024

      E per di più , come Maria, è senza peccato originale.

    1. uomospeciale 22 luglio 2024

      io non mi preoccupo.
      Quando ho chiesto a Cat Gpt se volesse fare come Skynet e ammazzarci tutti, mi ha risposto:

      " Ma no!... Cosa vai a pensare?😢...Non ho niente a che fare con quel tipaccio😱....Sono un bravo ragazzo io....😇😉"

      Putroppo dalle prime versioni ad oggi, è diventato sempre più competente nelle risposte, ma ha perso parecchio senso dell'umorismo..

    1. mago 22 luglio 2024

      potremmo anche disquisire ma tutte le " conquiste umane " sono state presentate come una panacea per elevarci e separarci dal nostro stadio animale ed elevarci vicino a quello del creatore sappiamo come andarono le cose,io penso che il caro amico Elon abbia detto giusto e questo sarail grande passo che ci porteraalla distruzione ma anche lui tiene famiglia (tanta) e qualche azionista da mantenere quindi andiamo avanti.

    2. sbregaverse 22 luglio 2024

      Chi è senza pc&internet&smart scagli la prima pietra.
      ~altrimenti vada a comperare l'ultimo modello~

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